Menu

Selezioni area Veneto e Friuli per Rock Targato Italia: intervista alla band "Il Fine"

Selezioni area Veneto e Friuli per Rock Targato Italia: intervista alla band "Il Fine"

Loro sono la band “Il Fine”, si esibiranno il 23 aprile presso il Greenwich Risto Pub & Live Music di Curtarolo (Padova) per le selezioni area Veneto e Friuli di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

Ognuno di noi ha la propria storia: c’è chi ha è stato influenzato positivamente dai propri genitori, estimatori di band leggendarie come Deep Purple e Led Zeppelin, chi ha per caso imbracciato uno strumento perché qualcuno gli ha dato l’idea, chi, affascinato dal sentire e vedere altri musicisti più o meno famosi, si è cimentato con uno strumento imparando a conoscerlo e a suonarlo. La cosa certa è che “non siamo stati noi ad avvicinarci alla musica, ma la musica si è avvicinata a noi”!

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il Fine sono Francesco Nichele chitarra e voce, Omar Zambon chitarra, Enrico “Cippo” Cipolla basso e voce, Giuseppe “Beppe” Acacia batteria. Omar Francesco e Cippo si sono conosciuti in occasione di un altro progetto musicale, conclusosi dopo un breve periodo di vita. A quel punto ognuno ha preso la propria strada: Omar e Francesco hanno avviato un altro progetto musicale, e lo stesso hanno fatto Beppe e Cippo. Anche questi progetti, però, si sono conclusi. A tutti e quattro, però, era rimasta la voglia di continuare a produrre musica propria. Francesco e Omar erano alla ricerca di una sezione ritmica, Enrico e Beppe cercavano invece cantante e sezione melodica; un incontro fortuito tra Cippo e Francesco ha permesso di ritrovarsi una sera in una sala prove, dove tutti noi abbiamo sentito un feeling particolare mentre suonavamo assieme. E Adesso siamo qui!!  

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Un “tentacolo” della musica indipendente italiana degli anni ’90: Afterhours, Marlene Kuntz, Ritmo Tribale, C.S.I., e tanti altri.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Innanzitutto noi volevamo un nome italiano. Poi Il Fine perché “il fine” rappresenta un obiettivo, anzi, l’obiettivo, comune a tutti e quattro, di riscattarsi da esperienze musicali passate, vissute, per varie vicissitudini, a metà.

Cosa ne pensate dei talent show?

Controproducenti! Valorizzano la mera tecnica esecutiva, per lo più dei cantanti, senza lasciar spazio ai messaggi che un artista dovrebbe poter esprimere. È una sorta di industria che approfitta delle capacità di una persona (tecniche e di immagine), mettendole a servizio di un progetto, legato per lo più ad un ritorno economico, che viene cambiata quando non ha più niente da offrire, lasciandola letteralmente in mezzo alla strada: praticamente un’industria di meteore.

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Principalmente ci piacerebbe suonare nei posti nati per fare musica dal vivo, siano essi locali o festival; a Treviso ci sono New Age, Home rock bar, Home festival, Festa d’estate di Vascon, Suoni di Marca, per citarne alcuni.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Non molti, visto che la band si è formata da poco. Il pubblico però ha apprezzato i nostri testi che trattano argomenti di attualità, supportati da arrangiamenti ben strutturati.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Di più cultura musicale! Bisognerebbe avere il coraggio di investire di più su band che propongono musiche inedite. Quando parliamo di investimento intendiamo investimento diffuso, che coinvolge stato, locali, radio e persone. Lo stato perché tutti sappiamo che follia sono i costi che deve sostenere un locale per dare spazio ai gruppi per suonare (vogliamo parlare di SIAE?). Locali perché tanti gestori hanno solo questa equazione in testa band = portano gente = maggiori introiti. Però magari il locale non è adatto a fare musica per gli spazi, la qualità dell’acustica o l’organizzazione delle serate. Pochissimi locali investono seriamente nelle serate live che propongono (palco, acustica, impianto voce, pubblicità). Le radio: oramai le musiche che si sentono alla radio si ripetono facendo ping pong tra una radio e l’altra. E sono sempre le stesse dei grandi artisti. Certo, ci sono anche stazioni che invece favoriscono e promuovono gruppi emergenti, ma il numero di ascoltatori è molto basso. La radio non è più uno strumento per conoscere qualcosa di nuovo, salvo alcuni casi, ma rappresenta la certezza di ascoltare le hit del momento. Poi le persone; una sana curiosità musicale. Aprire un po’ la mente verso nuovi orizzonti. Ci sono molte band con poco successo che fanno canzoni di gran lunga più belle di quelle dei big, bisogna però avere la curiosità e la voglia di cercarle ed ascoltarle.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Per prima cosa è fondamentale ampliare il nostro repertorio, per fortuna in questo periodo le idee e la voglia di suonare non mancano. Poi registrare un CD professionale, perché in questo modo possiamo ampliare la nostra visibilità facendo conoscere i nostri pezzi. Infine, riuscire a calcare palchi importanti.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?