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Selezioni Emilia Romagna per Rock Targato Italia: intervista ai 'Malaurora'

Selezioni Emilia Romagna per Rock Targato Italia: intervista ai 'Malaurora'

Loro sono i 'Malaurora’, si esibiranno il 1 aprile all'Arci Zerbini di Parma, per le selezioni dell'Emilia Romagna di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande  Piermatteo Carattoni:

Come vi siete avvicinati alla musica?

E’ una passione presente fin dall’infanzia. Io personalmente ho iniziato da piccolo con il violino dopo aver subito il fascino del “tour” dell’istituto musicale della mia città che ha toccato tra le sue tappe la mia scuola elementare!! Invece verso la terza media ho iniziato a strimpellare la chitarra e da lì è partito il mio percorso.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Della formazione originale siamo rimasti io e Lorenzo, il batterista. Negli ultimi mesi si è unito Isael (bassista) a questa family. Con Lorenzo ci siamo conosciuti fin dai tempi del mio progetto solista che potremmo definire la fase 1 del percorso che ora è proseguito sotto il nome di “Malaurora”

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

Pop rock cantautoriale. Prendiamo spunto compositivamente da riferimenti italiani abbastanza associabili agli anni ’70 e ’80 e li “riformattiamo” in chiave più massiccia a livello di sound, con batteria e chitarre elettriche sempre molto in vista.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Volevamo portare con noi la parola “Aurora” che aveva un significato molto peculiare nella mia fase solista. C’era un brano dal titolo “CantAurora” dal quale era partito il neologismo “cantAurorale” a denotare il mio stesso genere musicale e la mia avventura. Ne abbiamo modificato il prefisso cercando una tonalità un po’ più dark, un po’ più urbana. Il risultato è un contrasto cromatico e non solo.

Cosa ne pensate dei talent show?

In un paese culturalmente solido non sarebbero stati sufficienti ad affossare la musica e le sue innumerevoli terminazioni nervose. In Italia la parte più velenosa del meccanismo sembra aver intaccato in maniera molto preoccupante una cospicua fetta di musicisti, musicofili ed addetti ai lavori. Per non parlare quindi del pubblico comune. Ci riferiamo allo scorporamento della parte artistica, ormai divenuta mero accessorio senza più ragioni d’essere culturali, esistenziali o connesse ad aspirazioni di ricerca e crescita individuale e collettiva.

Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?

Tutti i locali dove la musica goda di una considerazione che vada al di là del mero intrattenimento funzionale solo al business del gestore. I locali dove la proposta artistica sia gradita e soggetta alla curiosa attenzione di chi vuole conoscere qualcosa di nuovo e particolare.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Innumerevoli. Si passa dall’interesse al menefreghismo totale. Dipende moltissimo dal contesto, ma la sensazione di fondo è che non ci sia alcuna speranza se non affidata a tentativi extra testuali che raccolgano un interesse poco o nulla collegato alla schiettezza della proposta artistica in quanto tale.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Di un restauro culturale radicalissimo da progettare a lungo termine.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Un disco multimediale con un’attitudine social che esca a puntate online sempre associate a videoclip.

 

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