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Rock Targato Italia - Intervista a "Dove i pesci affogano"

Rock Targato Italia - Intervista a "Dove i pesci affogano"

Rock Targato Italia - Finali Nazionali XXIX/a edizione Milano 3 ottobre legendclub 

Intervista a DOVE I PESCI AFFOGANO

a cura Ufficio Stampa Divinazione Milano

 

Cosa ti ha spinto a diventare un musicista? come è nata la tua passione per la musica?

 Direi che è stata una cosa innata, istintiva…  Fin da bambino ho nutrito grande interesse per la musica e tutti i miei ricordi sono legati ad essa. E’ una parte fondamentale della mia vita che mi ha aiutato a superare anche momenti di profonda difficoltà.  Mio nonno materno era l’artista di famiglia: dipingeva, suonava la chitarra ed il violino ed è proprio grazie alla sua chitarra che ho iniziato a strimpellare da bambino. Purtroppo è scomparso quando ero molto piccolo e non ho nessun ricordo di lui, mi baso su quello che mi racconta mia madre. Di lui mi rimangono i suoi strumenti musicali e i suoi quadri, tra cui alcuni autoritratti dipinti sul retro delle tele con frasi nascoste in cui esternava i suoi pensieri. Anche il mio progetto “DOVE I PESCI AFFOGANO” cela molti messaggi subliminali sia audio che video e il fatto di averli ritrovati anche nelle opere di mio nonno mi ha molto stupito. Credo che questa passione mi sia stata trasmessa da lui e da mio padre che è un grande appassionato di musica, ricordo che da bambino mi faceva ascoltare i pink floyd, deep purple, r.e.m., e tanti altri.      

Quale è la tua storia?

Come accennavo prima iniziai a strimpellare molto presto, avevo 8 anni, grazie ad una vecchia chitarra di mio nonno che avevo in casa, dentro la custodia c’era anche un prontuario di accordi logoro e macchiato. Mi ricordo che chiesi a mio padre: “se imparo gli accordi mi compri la chitarra elettrica?” lui rispose di sì e fu così che iniziò questo magnifico viaggio. A 10 anni passai al mio primo vero amore: la batteria (tuttora la suono nei miei dischi). La prima volta che suonai su un set vero fu a casa di un amico di mio padre, prima realizzavo dei set con gli elenchi telefonici su diverse sedie e mi divertivo a percuoterli andando dietro ai dischi che avevo in casa. Successivamente mi avvicinai anche al basso, infatti la mia prima esibizione con una band fu proprio come bassista. Questa passione per vari strumenti mi ha permesso di raggiungere un discreto livello tecnico e di creare i miei album in assoluta autonomia senza il bisogno di altri musicisti. Essere un polistrumentista mi aiuta molto anche nella scrittura in quanto mi offre una visione completa del brano fin dalla fase embrionale che generalmente avviene chitarra e voce. Nel corso degli anni la mia passione per la musica si è spinta anche nella produzione musicale ed oggi mi piace creare, come un artigiano, le mie opere dall’idea iniziale al prodotto finito. Uno dei frutti di queste mie passioni è il progetto DOVE I PESCI AFFOGANO (scritto, suonato e mixato da me), si tratta di un ibrido tra musica e cinema formato da 3 EP completati da 3 CORTOMETRAGGI. Il filo conduttore dei cortometraggi è il surrealismo della vita onirica. Cerco di trasportare lo spettatore in un mondo fatto di simbolismi e atmosfere oniriche dove ognuno può trarne le proprie conclusioni in base alle proprie esperienze di vita. Per me non è importante essere capito ma suscitare delle emozioni. Per quanto riguarda la realizzazione dei cortometraggi collaboro con JOY G. Vi invito a guardare i primi 2 capitoli su youtube basta cercare: Dove i Pesci affogano “Capitolo 1 l’abisso” e “Capitolo 2 l’inconscio”. In parole povere credo di essere estremamente indipendente e mi piace molto.

Cosa provi quando devi cantare dal vivo?

Sicuramente grande emozione, poi molto dipende anche dalla situazione che vivo in quel momento. Sono una persona molto recettiva per cui l’ambiente e le persone che mi circondano a volte possono influenzare la mia performance. Molto importante è anche il feedback del pubblico: si instaura un entusiasmo reciproco che rende più intensa la performance. 

Come nascono le tue canzoni? Ci sono particolari fattori che ne influenzano la stesura?

I miei brani nascono in modo naturale, non è una decisione presa consciamente ma è influenzata dal mio mondo interiore che si scontra con la realtà di tutti i giorni, dal modo in cui percepisco il mondo che mi circonda e dal modo in cui reagisco agli avvenimenti quotidiani, trasformando le mie emozioni in musica. Scrivo come forma di terapia per esorcizzare le mie paure e come valvola di sfogo. 

Quali sono i tuoi artisti preferiti e come hanno contribuito alla tua formazione musicale?

I miei artisti preferiti sono i NIRVANA, THE DOORS, JEFF BUCKLEY, THE CLASH, R.E.M., SILVERCHAIR, HOLE, MARILYN MANSON, CHRIS CORNELL, ALICE IN CHAINS, SMASHING PUMPKINS e molti altri degli anni ‘90. Sono stati fondamentali per la mia cultura musicale e hanno rappresentato un punto di partenza per la mia identità artistica. Credo sia stato un decennio ricco di musica ispirata che ha segnato il percorso di molti adolescenti dell’epoca. Ringrazio Dio di aver vissuto la mia adolescenza intensamente proprio in quegli anni con i pro e i contro che quel mondo aveva..

Che cosa ne pensi del panorama musicale italiano odierno?

Sinceramente non seguo molto il panorama italiano odierno, sono più attratto da cose del passato e soprattutto estere.

Ci sono tanti ragazzi che vorrebbero diventare musicisti. Quali sono i tuoi consigli per loro?

Non credo di essere all’altezza di dare consigli, la cosa certa è che fare i musicisti al giorno d’oggi è una missione: devi essere pronto a mille sacrifici, a tante porte sbattute in faccia e a miseri compensi. Solo una vera urgenza di comunicare e una grandissima passione possono farti affrontare tutto questo, ma a volte qualche piccola soddisfazione arriva e capisci che ne è valsa la pena.

Un saluto a tutti i lettori di rock targato Italia da ANDREA CASSETTA

Restate a galla!

 

Rock Targato Italia - Sono aperte le iscrizione per partecipare alla XXX/a edizione 

 

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