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BLOOP, A ROCK TARGATO ITALIA FINALI NAZIONALI - INTERVISTA

BLOOP, A ROCK TARGATO ITALIA FINALI NAZIONALI - INTERVISTA

Rock Targato Italia - Finali Nazionali XXIX/a edizione. 

intervista ai BLOOP,

a cura dell' Ufficio Stampa Divinazione Milano,

in programma il 4 ottobre LegendClub Milano

 

  • Cosa ti ha spinto a diventare un musicista? Come è nata la tua passione per la musica?

Francesco (voce, tastiera, chitarra)

Sicuramente nascere in una famiglia che apprezza la musica ha influito, appena nato mi addormentavano con Paolo Conte e Louis Armstrong. L'altra grande fortuna è stata avere un pianoforte in casa, da piccolo cercavo le sigle dei cartoni animati a orecchio, così i miei mi hanno proposto di prendere lezioni. Però è anche vero che per mia sorella non è stato così, penso che di base devi avercela un po' nel sangue.

Claudio (chitarra, cori)

Non lo so. A 10 anni volevo una chitarra e non so perchè. Mia madre mi ha comprato una classica da 90 mila lire, senza conoscerne il motivo e dopo una settimana sapevo fare stradafacendo di Claudio Baglioni….e non so perchè!!

Franky (basso, cori)

Devo sicuramente ringraziare mio Zio, mi ha avvicinato a molti strumenti musicali tranne che al basso :-) perché non ne possedeva uno. Ma l’aver provato molti strumenti mi ha fatto capire che ciò che cercavo/mi cercava era altro...appunto il basso!

Diego (batteria)

Roger Taylor → VHS “We will Rock You” (Live in Montreal 1981).

  • Quale è la tua storia (o della tua band)?

Possiamo dire che i Bloop sono nati nell’estate 2012 in modo abbastanza casuale, durante una suonata in cameretta tra me (Francesco) e Alessandro (voce e basso, attualmente fermo) in cui è nata la prima canzone. Siamo amici dalle scuole medie e avevamo già suonato insieme negli anni precedenti, ma mai brani inediti. Nei mesi successivi abbiamo suonato con due amici che avevano appena formato un gruppo e avevano bisogno di una mano per arrangiare i pezzi e suonarli dal vivo, così ci siamo accorti di avere un'ottima intesa musicale e abbiamo deciso di cominciare anche noi.

La prima formazione non ha portato risultati soddisfacenti, ma ci ha insegnato che è fondamentale cercare le persone giuste e non semplicemente "gli strumenti che mancano".

Quindi abbiamo sciolto il gruppo e riarrangiato i pezzi in modo essenziale, essendo solo in due, ma coerente con le nostre idee. Da li tutto è cominciato ad andare meglio, abbiamo conosciuto Gabriele (il nostro batterista storico) e Fabio (chitarrista) e con loro abbiamo lavorato tantissimo sui pezzi, ne abbiamo preparati di nuovi e abbiamo fatto i primi concerti.

Poi c'è stato un altro grosso cambio di formazione, Alessandro è dovuto tornare a Lecce per problemi famigliari e Fabio ha lasciato il gruppo.

Fortunatamente con Claudio (chitarra e cori) e Francesco (basso e cori) ci siamo ripresi velocemente e abbiamo fatto grandissimi passi avanti, non solo dal punto di vista musicale ma anche a livello progettuale. Abbiamo registrato la "Demo fatta in casa", che ci è costata molto sudore ma ci ha aperto un sacco di porte, abbiamo iniziato a curare di più l'aspetto promozionale e siamo riusciti a suonare dal vivo con una discreta regolarità.

Attualmente stiamo facendo fronte a un nuovo cambio di formazione, Gabriele si è trasferito all’estero. Stiamo quindi ripreparando e rinnovando la scaletta con Diego, il nuovo batterista, per prepararci alle finali nazionali di Rock Targato Italia del 4 ottobre.

  • Cosa provi quando devi cantare dal vivo?

Poterci esprimere in un modo che ci è congeniale, facendo qualcosa di bello (almeno per noi) e magari regalando anche qualcosa di buono a chi ci ascolta, non ha prezzo.

  • Come nascono le tue canzoni? Ci sono particolari fattori che ne influenzano la stesura?

Di solito da qualcosa che mi colpisce e poi rimane a macerare nella testa per un periodo che può essere molto breve o lungo mesi, anche anni, finché non riesco a tirarlo fuori.

Sinceramente non so dirti da dove venga l'istinto di trasformarlo in canzone, a pensarci mi sembra una cosa assurda. Sicuramente alla base c'è il fatto che mi piace suonare, mi piace scrivere canzoni e mi piace esprimere le cose che penso e che ritengo importanti. Immagino che il mio cervello si sia organizzato di conseguenza.

Quando ho una bozza la porto agli altri e la sviluppiamo insieme, viceversa se l'idea viene da qualcun'altro. Ognuno ci mette del proprio e scrive le proprie parti, poi si ci si scambia i pareri ed eventualmente si fanno dei cambiamenti, sia sulle singole parti che sulla struttura stessa. Crediamo fortemente nella collaborazione e nella contaminazione, favoriscono soluzioni meno prevedibili e quindi originalità.

  • Quali sono i tuoi artisti preferiti e come hanno contribuito alla tua formazione musicale?

Le nostre influenze sono molto diversificate, per quanto ci riguarda è un punto di forza. C’è una parte rock, una cantautoriale, una punk, una funk, una post-qualunquecosa, è molto difficile scegliere pochi nomi.

Francesco

Pensando a quelli più formativi come musicista, sia per la struttura delle canzoni che per il modo di suonare ed il lavoro sui suoni, potrei citare Pink Floyd, David Bowie, Velvet Underground, Radiohead, ma anche qualcosa di meno “classico” come i Neutral Milk Hotel. Un'altra parte fondamentale deriva dal mondo dei cantautori, in particolare De André, prima di ascoltare la sua musica non avevo mai scritto niente né pensato di farlo. Anche l’ironia tagliente di Bennato. Sono sempre troppo pochi.

Claudio

Frédéric François Chopin, Iannis Xenakis, Edgard Varèse e Toto Cutugno. (Nessuno ha capito se è serio)

Franky

Tanti e tanti altri ancora da scoprire, per citarne alcuni: Richard Bona, Elio e Le Storie tese, Stevie Wonder, Erykah badu, The Police, Rage Against The Machine, Funk Off, RHCP, Fat Freddy's Drop, Jamiroquai, Snarky Puppy, Pino Daniele...

Diego

Queen: “Hi-Hat Backbeat”; Green Day: “Shooting”; Foo Fighters: “Rhythmic Patterns”; Police: “Odd times”. No fun at all: “Drum interludes”.

  • Che cosa ne pensi del panorama musicale italiano odierno?

Andrea Braido, Magoni & Spinetti e Fabio Rovazzi fanno parte tutti del panorama musicale italiano odierno, è difficile dare un parere generale. Possiamo dire, un po’ banalmente, che c’è tanta qualità ma dispersa nel mucchio.

Ci sono allo stesso tempo una grande eterogeneità tra pochi e un'enorme uniformità tra i restanti, che sono la maggioranza, segno di una forte componente "modaiola" anche nella musica cosiddetta alternativa o indipendente. Sicuramente la maggiore potenza di diffusione derivante dai social network gioca un ruolo importante in questo. C'è addirittura un gruppo di persone che ha studiato quest'omogeneità di stile e ha creato un personaggio a tavolino sulla base di questi schemi, l’ha fatto circolare su internet con una buona promozione e l’esperimento ha avuto successo. Mi riferisco al caso Cambogia, se non lo conoscete leggete qualcosa perché c'è da rabbrividire.

  • Ci sono tanti ragazzi che vorrebbero diventare musicisti. Quali sono i tuoi consigli per loro?

Fate cose che vi piacciono, che vi rispecchiano, in cui credete, altrimenti meglio niente. Non vi tradite adeguandovi alle mode del momento, per rispetto di voi stessi e della musica.

 

 Rock Targato Italia - Sono aperte le iscrizione per partecipare alla XXX/a edizione

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