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KILLING DODO, la band si racconta a @Rock targato Italia - In concerto a Milano il 2 ottobre

KILLING DODO, la band si racconta a @Rock targato Italia - In concerto a Milano il 2 ottobre

 

Rock Targato Italia - Finali Nazionali XXIX/a edizione. 

intervista ai KILLING DOGO

a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano,

in concerto il 2 ottobre LegendClub Milano

 

1)         Cosa ti ha spinto a diventare un musicista? Come è nata la tua passione per la musica?

 

Tutti e tre veniamo da un piccolo paese della provincia di Rimini, Novafeltria, un luogo incastonato negli appennini al confine fra Emilia Romagna, Toscana e Marche. Diciamo che non c'è tanto da fare. La vita è tranquilla e all'aria aperta. C'è una forte cultura musicale fra i giovani e questo finisce per influenzarti, ma tutti solitamente hanno il primo approccio con lo strumento durante le scuole medie, dove, diversamente che in altre scuole, puoi scegliere lo strumento che istintivamente più ti aggrada. E' anche questo che permette, in una intera valle di 10.000 persone di avere almeno una decina di band molto preparate. 

 

2)         Quale è la tua storia (o della tua band)?

 

I Killing Dodo si formano nell'estate del 2014. Fatto tesoro delle precedenti esperienze in vari gruppi in cui suonavano, dal rock classico al brit rock moderno, dal funky al post rock, decidono fin da subito di chiudersi in sala prove e creare brani completamente inediti in italiano. Dopo circa un anno decidono di incidere il primo CD di 7 pezzi, dal titolo “ Progressivo Distacco”, uscito successivamente il 7 giugno 2017. Con il cantato in Italiano anche le loro sonorità si modificano, abbracciando anche in parte la tradizione più alternative italiana. 

 

Il nostro primo disco è uscito, ma siamo già pronti a registrare il secondo dato che l’attività compositiva non è  mai stata interrotta!

 

3)         Cosa provi quando devi cantare dal vivo?

 

Per noi la massima espressione della musica è suonare live, soprattutto quando si ha un riscontro positivo dal pubblico. 

 

4)         Come nascono le tue canzoni? Ci sono particolari fattori che ne influenzano la stesura?

 

I nostri pezzi nascono 99/100 in sala prove partendo da un'idea di base di uno di noi tre o addirittura da idee nate sul momento in jam session, suonando quel che sentiamo in quel preciso momento senza troppi pensieri. Naturalmente la melodia vocale, il testo e molte minuzie a livello strumentale vengono definite in un secondo momento: alcuni pezzi richiedono solo qualche settimana mentre altri mesi, tra riarrangiamenti e discussioni fra noi anche fuori dalla sala prove, tutto per raggiungere la versione migliore del brano.

 

5)         Quali sono i tuoi artisti preferiti e come hanno contribuito alla tua formazione musicale?

 

Negli ultimi tempi ascoltiamo molta musica a noi contemporanea, seguiamo parecchi gruppi sia per il loro sound che per la loro capacità di arrangiamento o composizione (Muse, Kasabian, Arctic Monkeys, Blur, The Cribs...): diciamo che dopo aver registrato il disco facciamo attenzione a tante piccole cose che prima percepivamo soltanto. Ovviamente non manca l'influenza dei grandi gruppi del passato che riuscivano a creare un sound pazzesco con un decimo della strumentazione che abbiamo noi oggi, come i Rolling Stones, Beatles, Led Zeppelin, Black Sabbath... Potremmo citarvi i Biffy Clyro per il loro sound crudo e aggressivo ma che sa essere anche morbido all'occorrenza. Per ultimo, quando alcuni nostri amici ci hanno paragonato ai Verdena per una serie di aspetti, noi non conoscendoli bene, abbiamo approfondito anche la conoscenza dei Verdena scoprendo un mondo che ci piace enormemente. Da lì ci siamo accorti che in Italia probabilmente sono inarrivabili e fanno le scarpe anche ad altre band britanniche  molto più famose e blasonate.

 

6)         Che cosa ne pensi del panorama musicale italiano odierno?

 

Prestiamo molta attenzione al panorama musicale italiano specialmente a quello più underground al quale sentiamo di appartenere. Negli ultimi anni sono emersi molti artisti e gruppi indie che di indie hanno ben poco, almeno per come lo interpretiamo noi. Non è per forza un aspetto negativo, le melodie vocali sono sempre più pop e molte di queste sono vincenti già al primo ascolto, ci troviamo quindi davanti a un Indie “poppizzato” che tende ad omologare molti gruppi emergenti. Proprio per questo apprezziamo molto artisti come Motta, Iosonouncane e gruppi come Fast Animals and Slow Kids e Verdena che si rendono molto riconoscibili nei loro brani sia per le linee vocali che per le atmosfere sonore che propongono, mantenendo la propria originalità artistica.

 

7)         Ci sono tanti ragazzi che vorrebbero diventare musicisti. Quali sono i tuoi consigli per loro?

 

In realtà non siamo proprio nella posizione di dare consigli ad altri, anche perché non esiste una formula esatta, altrimenti l'avremmo già adottata! Secondo noi bisogna innanzitutto capire se è veramente la strada che si vuole intraprendere nella vita, perché non è una strada semplice ed è difficile tanto quanto quella di chi vuole fare carriera in qualsiasi altro settore. Quella del musicista sembra una bella vita vista da fuori ma nasconde tanti sacrifici e porte in faccia, dall'altro lato però è impagabile fare ciò che rende felici, ad esempio per noi la massima espressione della musica è suonare live, la consideriamo la dimensione più vera perché c'è un contatto diretto con chi ti ascolta a differenza di un lavoro in studio. Perciò l'unico consiglio che ci sentiamo di dare a voi ma soprattutto a noi stessi è di mettere da parte le scuse e provarci fino in fondo.

 

 

Rock Targato Italia - Sono aperte le iscrizione per partecipare alla XXX/a edizione

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