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MOYO La band vicentina a Rock Targato Italia. Milano 4 ottobre.

MOYO La band vicentina a Rock Targato Italia. Milano 4 ottobre.

Loro sono i MOYO e partecipano a Rock Targato Italia - Finali Nazionali XXIX/a edizione, direttamente dal festival organizzato dal Giornale di Vicenza OnLine

Intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano,

in concerto il 4 ottobre LegendClub Milano

 

Cosa ti ha spinto a diventare un musicista? Come è nata la tua passione per la musica?

La musica mi è entrata dentro da bambino, mentre ascoltavo mio padre dare lezioni di pianoforte ai suoi allievi, e mia madre cantare spensierata in giro per casa. Fin dall'inizio suonare e cantare è stato prima di tutto un modo per esprimere quelle emozioni che mi riusciva difficile comunicare a parole. La musica per me non è nemmeno una passione, parola che etimologicamente significa sofferenza...no, la musica è tutto, è ogni battito di cuore, ogni respiro, è una festa con gli amici, è il movimento dell'amore, è un canto di tristezza o un grido d'aiuto. Tutto è musica e tutti, nostro malgrado, siamo un po' musicisti. Ecco, credo che i veri musicisti siano coloro che provano ad esprimere la loro musica interiore con un linguaggio comune e comprensibile, fatto di ritmo e suono. Gli altri, al massimo, sono esecutori.

2)      Quale è la tua storia (o della tua band)? 

Nell'ormai lontano 2010 andai a sentire una tribute band dei Foo Fighters, dove suonava un amico chitarrista. Nonostante non fosse il mio genere, rimasi molto colpito dal loro groove e dentro di me sapevo che prima o poi avrei fatto musica con loro. Dopo alcuni mesi furono proprio loro a propormi di unirci per iniziare un progetto nuovo, con l'obiettivo preciso di comporre musica nostra. Dopo 2 anni spesi quasi esclusivamente a fare jam session per trovare il nostro sound ad Ottobre 2013 abbiamo finalmente pubblicato il primo singolo, Davvero, in download digitale gratuito. Nei mesi successivi abbiamo autoprodotto l'album 137, un album rock asciutto e diretto, uscito il 21 Marzo 2014 negli store digitali. Dopo un paio d'anni di live e progetti paralleli ad Ottobre 2016 abbiamo pubblicato il singolo acustico Nella Scatola con il B-side Questa Notte. Ora stiamo lavorando ad un nuovo album ricco di novità sonore...

3)      Cosa provi quando devi cantare dal vivo?

Ogni serata è diversa, ma c'è sempre un po' di sana agitazione prima di salire sul palco. Ma anche in questo stato di tensione c'è sempre spazio per una battuta, per un abbraccio di gruppo prima di partire! Quindi inizio a cantare, le prime due canzoni servono a prendere le misure, a decidere se rimanere in-ear o andare di monitor, a calibrare la voce e a sciogliere la tensione. Poi la chiave sta nel feedback del pubblico: ogni musicista ha il desiderio profondo di essere ascoltato e compreso nella sua arte, così è sufficiente anche un sola persona che guarda interessata, un solo sorriso, un applauso sincero, per creare in quel momento un legame chimico indissolubile tra artista e ascoltatore. A quel punto butto sul piatto tutto quello che ho in quel momento, il mio fiato, l'espressività, la potenza o la dolcezza...tutto ciò che mi porto appresso dalla giornata. Ecco perché la stessa canzone può suonare molto diversa ad ogni live...

4)      Come nascono le tue canzoni? Ci sono particolari fattori che ne influenzano la stesura? 

Le canzoni più belle nascono in testa in istanti brevissimi, che bisogna saper cogliere al volo e trasferire su carta o su nastro prima che vadano perduti. Personalmente, la maggior parte della musica che scrivo scaturisce durante momenti di emotività intensa, a volte piacevoli a volte spiacevoli. Scrivo musica da quando ho 6 anni...ma scrivere con la band è un processo molto diverso:  cerchiamo di comporre insieme gli arrangiamenti, dopo aver abbozzato l'idea iniziale, che il più delle volte nasce durante improvvisazioni in studio. Insomma, c'è ovviamente il contributo del singolo componente, ma le scelte stilistiche ed armoniche sono sempre un compromesso tra le opinioni di ciascuno. Devo dire che siamo molto uniti e, nonostante spesso abbiamo gusti estremamente diversi, riusciamo alla fine a trovare un punto di convergenza. I testi sono principalmente miei e di Marco (chitarra)

5)      Quali sono i tuoi artisti preferiti e come hanno contribuito alla tua formazione musicale?

Io sono cresciuto ascoltando musica italiana da bambino, andava forte Zucchero nei primi anni '90, poi Renato Zero, i Pooh...Ma la pietra miliare su cui ho plasmato il mio orecchio musicale sono i Queen: ho ascoltato e riascoltato negli anni decine e decine di volte i loro album, specialmente gli arrangiamenti glam degli anni '70 che mi hanno aperto un mondo. La voce di Freddie è inarrivabile, ma enorme fonte di ispirazione, come del resto le armonie di Brian May e la capacità che ha avuto la band di adattarsi e trasformarsi negli anni, continuando a vendere dischi per oltre 20 anni...Poi negli anni ho ascoltato gli artisti più disparati: dai Nirvana ai Dream Theater, da Jason Mraz a Jack Johnson, da Rihanna a Ed Sheeran: credo che ogni stile musicale abbia qualcosa da insegnare e qualcosa da trasmettere, e sono sempre stato estremamente aperto ad ascoltare generi anche molto diverse tra loro, non identificandomi mai particolarmente in alcuno di essi. Gli altri ragazzi della band ascoltano molta più musica di me, sono sincero, spesso mi fanno scoprire artisti incredibilmente validi che mai avrei avuto modo di sentire altrimenti. E' grazie a loro se il nostro sound si sta evolvendo, come potrete scoprire presto nell'ultimo album che stiamo realizzando

6)      Che cosa ne pensi del panorama musicale italiano odierno?

 Personalmente sono molto critico rispetto alla musica italiana che si sente in radio. Molti artisti, anche bravi, hanno produttori ed arrangiatori che smenano la solita solfa da anni, arrivano puntualmente in ritardo sulla musica americana, che copiano (male) ignari del fatto che la voce in italiano va gestita diversamente. Poi capita spesso di sentire vari artisti che fanno capo ad una certa radio o ad una certa etichetta, che hanno gli stessi suoni, gli stessi rullanti, le stesse chitarre soliste fuori luogo, le stesse voci inespressive corrette troppo con l'autotune, i testi spesso ricercati ma banali e finti. Per fortuna anche dentro a questo mercato radiofonico ci sono i bagliori di una forza compositiva ed interpretativa che solo un paese creativo come l'Italia è in grado di generare: la profondità e la qualità acustica dei pezzi di Niccolò Fabi, l'elettronica, i testi e l'energia di Jovanotti, la potenza vocale di Giorgia, gli arrangiamenti vocali ed il timbro di Tiziano Ferro, la spinta innovatrice (se pur abilmente commerciale) di J-Ax...E poi tutto l'indie italiano che ha annovera artisti pazzeschi spesso semi-sconosciuti se non nelle loro nicchie, il jazz, la classica, l'opera...l'Italia è un grande paese e lo dimostra sfornando senza sosta pezzi da novanta. Peccato che il mercato sia nelle mani di pochi avidi padroni che da 20-30-40 anni propinano canzoni identiche a se stesse mangiandosi anche la fetta di torta degli altri che, nel frattempo, a stento possono continuare a creare bellezza vera.

7)      Ci sono tanti ragazzi che vorrebbero diventare musicisti. Quali sono i tuoi consigli per loro?

Dal punto di vista artistico insisto sempre sul fatto che è importante imparare bene lo strumento, ma anche allenare l'orecchio: creare musica insieme ad altre persone infatti significa anche e soprattutto sapere quando non suonare e quali frequenze non mascherare con il proprio strumento. Dal punto di vista dell'apprendimento consiglio di rimanere il più possibile aperti, di essere sempre curiosi e di sperimentare, di non giudicare nessun genere musicale senza prima averlo compreso, ascoltato con calma, digerito. Dal punto di vista della crescita personale come artista ma anche come promotore della propria musica suggerisco di uscire e suonare, di incontrare persone, di buttarsi, suonare suonare suonare nei contesti più diversi, fare esperienza, bilanciare il tempo passato davanti al computer per studiare o creare con il tempo passato fuori ad ascoltare gli altri, a suonare e a condividere con altre persone il proprio "sentire musicale". Last but not least, anzi forse la cosa più importante...godersela! Divertirsi, cercare e trovare il lato ludico, che sia suonando in una band o producendo la propria musica solista...altrimenti tutto diventa poi sterile e pesante con gli anni.

 

 Rock Targato Italia - Sono aperte le iscrizione per partecipare alla XXX/a edizione

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