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NYLON sul palco del LegendClub per Rock Targato Italia

NYLON sul palco del LegendClub per Rock Targato Italia

Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano. -

Nome artista

All’anagrafe rispondiamo al nome di Nylon. Siamo un progetto di 3 elementi (Filippo - voce, Davide - chitarra, Adriano - violoncello) che si allarga includendo altri strumenti a seconda delle occasioni.

- Come vi siete avvicinati alla musica?

L’amore per il connubio rock/cantautorato è stato l’inizio per tutti noi. Ai tempi della scuola Filippo cantava i Nirvana, Davide suonava i Deep Purple e Adriano saltava da Bach agli Iron Maiden. Come abbiamo fatto a trovare un terreno comune per lavorare insieme e dare vita a un progetto comune rimane un mistero… ma forse sempre nell’amore per la musica si può cercare la risposta!

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Filippo e Davide si sono conosciuti ai concerti delle scuole ed è stato amore a prima vista: Filippo si rotolava sul palco urlando Smells Like Teen Spirits, Davide si esibiva in assoli hard rock senza muovere altro che non fossero le mani. Da lì a poco hanno prima iniziato un progetto di musica rock che poi si è trasformato in un duo acustico di cover rock riadattate in chiave unplugged. Dopo anni di grandi autori ed esibizioni sono arrivati i primi pezzi inediti.

Subito dopo c’è stato l’incontro con Adriano: ci è bastato suonare insieme un’ora per capire che il suo cello era quello che mancava per dare carattere al progetto!

A Rock Targato Italia ci saranno con noi anche Roberto Re al basso e Fabio Minelli alla batteria. Fabio ha anche curato le registrazioni del nostro primo album, in uscita a marzo 2018.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Ci piace definirla “cruda”: nasce da chitarra e voce, la scriviamo e le suoniamo alle prove senza l’ausilio di effetti o amplificazioni, completamente unplugged. Anche i testi rendono la musica “cruda”: non ci sono frasi lasciate al caso o rime affrettate, ma ricercatezza e giochi stilistici che speriamo lascino in bocca un buon sapore.

- Come nasce il nome della band?

“Filippo, ci serve un nome”. Una notte di riflessione ed è saltato fuori il "Nylon" quasi per caso. Abbiamo subito cominciato a sognare: Davide le corde della chitarra classica, Filippo le calze autoreggenti.

Ma in fondo sai che un nome è buono quando cominciano a circolare le leggende. Un giorno, dopo un concerto, ci avvicina un tipo e ci chiede: “Ragazzi, ma è vero che Nylon è l’acronimo di Now You Lick Our Nipples??”. Siamo rimasti scioccati, ma abbiamo subito capito il potenziale… “Certo, proprio così... ma non dirlo a nessuno!!!”. E da allora è leggenda.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

La musica è sempre stata lo specchio dei tempi. Siamo in un periodo in cui manca sostanza e la musica proposta dal mainstream si riduce a canzonette orecchiabili buone solo per ascolti veloci e poco incisivi. La buona musica c’è e la si scopre nei locali, ma purtroppo non viene valorizzata a dovere. I talent sfornano giovanissimi che troppo spesso sono privi di carisma e contenuti. Sono buttati in una mischia che non sono pronti ad affrontare, vengono sfruttati finché portano soldi e poi si è già pronti per la nuova stagione del talent e a un nuovo fantoccio mediatico. Red Ronnie ha inquadrato benissimo la situazione italiana dicendo che, in un periodo storico come questo, gente come Guccini o De Andrè non sarebbero mai arrivati al grande pubblico. Siamo d’accordo con lui.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Da tre anni portiamo in giro per il nord Italia il nostro progetto ed è stato fantastico vedere non solo la risposta positiva del pubblico, ma anche come noi stessi abbiamo pian piano preso consapevolezza del nostro potenziale scenico. Filippo in particolare ha fatto e sta facendo un percorso volto a rendere sempre più teatrale la sua presenza sul palco: è bello vedere come le persone restino colpite dal suo modo di fare.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?  

Suonare dal vivo è la cosa che ci gratifica più di tutte, suoneremmo sempre e ovunque. Per questo ci siamo strutturati per presentarci sia nei locali piccoli, con una formazione ridotta, che in quelli più grandi.

Alcatraz, Live Club, Serraglio, Hiroshima mon Amour, Legend, 1e35 Circa, Locomotiv, Bloom, Biko, … l’elenco è lungo, a Milano come nel resto di Italia… ma dateci un palco e noi ci saliremo!

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Domanda difficile… pensiamo sia più una questione di costume che non prettamente manageriale.

Il pubblico andrebbe avvicinato alla musica indipendente e ai locali che promuovono la musica come cultura: oggi è più facile che la gente stia sul divano a guardare xFactor piuttosto che andare a sentire un cantautore che suona nell’osteria sotto casa. Forse incentivi e agevolazioni per i locali che promuovono la musica come espressione culturale potrebbero aiutare ad avvicinare le persone. Se si riuscisse quindi a portare più indotto nel settore sarebbe possibile ripristinare un mercato sano, in cui i professionisti potrebbero venire debitamente retribuiti. Più pubblico nei locali e una maggiore soddisfazione economica per chi ci lavora e chi si esibisce probabilmente sarebbero l’iniezione di vita necessaria a dare nuova energia all’arte nel campo della musica.

Per quanto riguarda i musicisti sarebbe auspicabile una maggiore professionalità, oltre che una maggiore consapevolezza del mercato in cui si muovono e dei valori di cui sarebbe bello si facessero portatori.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

Ormai i social sono un dato di fatto con cui fare i conti, è finito il tempo in cui se ne discuteva l’utilità. In un mercato dove l’artista indipendente è costretto sempre più spesso a “fare da se” rappresentano forse l’unico strumento per raggiungere grandi quantità di pubblico. Il rovescio della medaglia? Spesso è un pubblico distratto, in cerca di stimoli rapidi che possano altrettanto rapidamente essere dimenticati. Quello che vorremmo fare noi con i social è affezionare il nostro pubblico condividendo i nostri sogni e i nostri progetti. I social sono anche un ottimo termometro: se i fan non rispondono agli stimoli qualcosa nella comunicazione non sta funzionando.

-  Quali sono i vostri progetti futuri?

A marzo 2018 vedrà la luce il nostro primo album, anticipato dal video del singolo “L’indecente”. Ne seguirà una stagione dei concerti di promozione in lungo e in largo, fin dove ci sarà possibile arrivare. Speriamo di riuscire a far arrivare la nostra musica ad un pubblico sempre più ampio e che le persone  si possano riconoscere o anche solo affezionare alle nostre canzoni. È una scommessa, ma siamo pronti a rischiare.

Ufficio Stampa @DivinazioneMiano

 

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ROCK TARGATO ITALIA
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tel. 02.58310655
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