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OrigliaLaMusica a Rock Targato Italia

OrigliaLaMusica a Rock Targato Italia

Il 29 gennaio appuntamento live con Rock Targato Italia al LegendClub di Milano. Tra i protagonisti della serata l'artista OrigliaLaMusica. qui di seguito l'intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano.

  • Nome artista
  • Come sei/siete avvicinati alla musica?
    • Da bambino volevo fare il batterista, poi questioni di spazio in casa mi hanno dirottato sulla chitarra. Ho sempre avuto la passione della musica in particolare nella creazione di brani miei originali.

Ai tempi del Liceo mi dilettavo a comporre piccoli pezzi sovraincidendo le parti con due registratori.

  • Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?
    • Ho sempre cantato, come si fa nelle feste e nelle gite tra amici. Non avevo però mai pensato a me anche come interprete vocale, ed infatti le prime composizioni erano esclusivamente strumentali.

Quando sempre più persone mi hanno detto anche che cantavo bene, mi sono convinto a studiare canto, oltre alla chitarra, e a scrivere i miei testi, All'inizio pensavo di non esserci portato, ma poi sono

riuscito sempre di più anche in questo.

  • Con parole vostre come definireste la vostra musica?
    • Canzoni per sognare, evadere consapevolmente, riflettere divertendosi sulle nostre questioni personali e sugli aspetti della nostra epoca. Musica divertente, accattivante, ma che si esprime attraverso

testi anche seri, che invitano a pensare, ma in modo leggero

  • Il nome della band o il nome da artista, come nasce?
    • Qui la risposta è facile. L'idea nasce dal gioco di parole costituito dal mio cognome. Il messaggio è di proporre una rivalutazione dell' ''ascolto''. Oggi è molto difficile essere ascoltati. Tutti parlano,parlano...

persone, media, slogan e spesso, molto spesso, non ci si comprende. Il mio ''nome d'arte'' vuole essere un invito a riprendere l'abitudine ad ascoltare, la musica principalmente, ma un po' tutto in generale.

Inoltre ''origliare'' significa ascoltare con attenzione, spiare, carpire quello che viene detto. E mi auguro che ciò venga fatto con la mia musica. 

  • durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?
    • Il contatto con il Pubblico è la prima cosa. ''Sentire'' di aver catturato la sua attenzione, perchè il brano è coinvolgente, suonato e cantato bene, o perchè si riesce a percepire di averlo in qualche modo ''toccato'',

è quello che ti dà la carica, ti incoraggia, ti stimola a proseguire, a fare sempre meglio.

  • Qual'e un risultato che maggiormante vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?
    • Avere la sensazione che quello che scrivo, compongo, realizzo, rispecchia molte delle sensazioni, dei sentimenti, del modo di essere di tanta gente, è quello che mi appaga di più, perchè significa essere riuscito

ad interpretare non solo le mie passioni, ma anche quelle comuni un po' a tutti. Quello che non vorrei mai invece è di cambiare il mio modo di esprimermi assecondando in modo becero le mode e i trend del momento,

meglio avere un seguito, magari non molto ampio, che ti apprezza per quello che esprimi, piuttosto che una notorietà in fondo effimera legata a qualche facile luogo comune.

  • La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?
    • E' per me un po' di tutto questo. Non vivo solo di musica, ma sicuramente fare musica è un lavoro. E' un po' come quando vediamo una gara sportiva, nel giro di alcune decine di minuti o di qualche ora

si esprime la performance. Tutto il tempo di allenamento, preparazione, fatica per raggiungere lo scopo, è una cosa al Pubblico praticamente sconosciuta. Certo l'ispirazione, l'emozione, la condivisione possono

sembrare cose imponderabili, ma è giusto che il lavoro fatto per realizzarle sia riconosciuto. In questo senso la musica è anche economia.

  • Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione?  Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro,  come vi organizzate?
    • Credo che la distribuzione, intesa anche e soprattutto come possibilità di farsi conoscere, sia la cosa più importante. Personalmente curo io gli arrangiamenti avvalendomi di suoni virtuali per mezzo del computer, scrivendo le parti orchestrali della partitura, batteria compresa. Suono ovviamente le parti di chitarra e registro il canto e le parti vocali. Finora si è trattato di brani per lo più dimostrativi, anche se curati e di alta qualità, ed infatti li utilizzo anche nelle esibizioni dal vivo, una sorta di band virtuale, che possa ben presto tradursi in una, reale, che mi accompagni.
  • Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve?  è cresciuto? qual'è la tua opinione
    • Un'etichetta può senz'altro essere d'aiuto riguardo a quello che dicevo prima sulla distribuzione. E' evidente che occorre tener presente che un'etichetta opera in un business, e pertanto ha i suoi vincoli e le sue

esigenze. Tuttavia credo che sia possibile, se la musica viene apprezzata e può incontrare tali esigenze, beneficiare di questo suo ruolo. 

  • Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?
    • In Italia oggi la situazione musicale, per chi la musica la vuole fare, è certamente migliore di molti anni fa. I ragazzi di oggi hanno a disposizione scuole, strumenti, molte più sale prova, organizzazioni che si interessano

a loro... tuttavia credo che ci sia ancora bisogno di cambiare, soprattutto la mentalità, e questo credo che valga in generale in Italia, non solo per la musica. Abbiamo bisogno di aver più coraggio di rischiare, mentre invece,

anche comprensibilmente peraltro, si bada più all'immediato.

  • Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?
    • Un grande sogno per me sarebbe, per esempio, poter suonare un giorno al Blue Note a Milano. Soprattutto da quando questo locale si è aperto anche ad altri generi oltre il jazz. Non so se e quando questo potrà mai accadere,

ma come qualcuno diceva in Flashdance, ''chi rinuncia ai propri sogni è destinato a morire...''.

  • Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato
    • Senza dubbio i cantautori italiani: Dalla, De Gregori, Guccini, Gaber... (non potrei citarli tutti) e gli inossidabili Mogol/Battisti, anche se all'inizio seguivo molto la musica strumentale ed orchestrale (Deodato, Bacharach, Morricone...)

ed il progressive (Banco del Mutuo Soccorso, Jethro Tull...). Ma anche il rock (Boston, Queen, Deep Purple...), il blues (Clapton, Mayall...) ed i folksingers americani (Simon and Garfunkel, Billy Joel, Neil Young...).

Mi fermerei qui, perchè dovremmo citare anche il jazz, il soul, il rithm and blues...

Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

  • I talent show sono un grosso business, soprattutto per i ''non'' artisti. Ogni business è, per definizione, un business, denigrarlo sarebbe stupido. Certo per un artista che riesce ad arrivare ce n'è una marea che resta nell'ombra, ''uno su mille ce la fa...'', cantava Morandi... Oggi credo anzi che questo numero, di quelli che non arrivano, sia oltremodo aumentato. Inoltre, anche se è sempre stato così, il rischio è di diventare una meteora, passato il periodo di gloria...

No, personalmente non credo che il talent show sia, almeno per me, il veicolo giusto.

Progetti futuri?

Continuare

 

blog www.rocktargatoitalia.eu

ufficio stampa Divinazione Milano

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Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

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