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La Band IL FINE a Rock Targato Italia - Greenwich Pub (PD)

La Band IL FINE a Rock Targato Italia - Greenwich Pub (PD)

Continua la pubblicazione delle interviste fatte agli artisti in programma a Rock Targato Italia al rock club Greenwich di Curtarolo (PD) a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano. Emozioni, aneddoti, curiosita e aspettative ...  E' la volta della band IL FINE

Nome artista: Il Fine

-       Come sei/siete avvicinati alla musica?

Ognuno di noi ha il proprio percorso. C'è chi è stato influenzato dalla passione dei genitori, musicisti o appassionati di musica, chi ha cominciato a suonare uno strumento quasi per caso e poi non è più riuscito a smettere, chi ha trovato nella musica un argomento di discussione, e la possibilità di incontrare e relazionarsi con altre persone o altri musicisti e chi, partecipando ai vari concerti, aveva tanta voglia di essere dall'altra parte!!!!

-       Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?

Principalmente la voglia di esprimere, attraverso la musica e i testi, la nostra visione del mondo. Ognuno di noi ha suonato, per un periodo più o meno lungo, in una cover band, e si è accorto che mancava qualcosa: dava poca soddisfazione! Così, la spinta a creare qualcosa di proprio e l'alchimia giusta che si è creata tra di noi, ci ha fatto capire che poteva nascere un progetto interessante: Il Fine!  

-       Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Noi ci definiamo una band alternative rock italiana.

Nelle nostre canzoni cerchiamo di coniugare, melodie semplici, incisive e orecchiabili, a soluzioni esecutive ricercate, senza eccedere nei tecnicismi. Anche sui testi ci piace lavorare molto, vogliamo essere chiari senza disdegnare il lessico.

-       Il nome della band o il nome da artista, come nasce?

“Il Fine” racchiude in una sola parola l’obiettivo comune agli elementi della band: comunicare un messaggio chiaro e diretto, trattando temi di attualità che prima o poi toccano la vita di tutti. Siamo stanchi infatti di brani che parlano d’amore e di storie a lieto fine, pregne di spensieratezza, successo e divertimento. Vorremmo portare il nostro messaggio facendo riflettere chi ci ascolta, ricordare alla gente che pensare,informarsi, restano le le armi più importanti per ognuno di noi.

-       durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?

Il live è il momento chiave del nostro “fare musica”: ci diverte molto calcare il palco e ci piace trasmettere il più possibile i contenuti delle nostre canzoni. Oltre che agli arrangiamenti, impieghiamo molte ore nella scrittura dei testi e ci teniamo che arrivino a destinazione. Quello che ci stimola è il riuscire a calcare situazioni live sempre più di rilevanza: consideriamo il prossimo live come il più importante e ci teniamo a far arrivare al pubblico il nostro messaggio. Lo stimolo arriva proprio dal pubblico stesso, dal quale speriamo di ottenere un riscontro positivo, vederlo emozionarsi con noi in termini di “seguito”, passaparola positivo, …

-       Qual'e un risultato che maggiormente vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?

Cominciamo da un risultato già realizzato: abbiamo da poco lanciato il video di un nostro brano: “Oblio”, che si può vedere su Youtube e ascoltare su vari store digitali come Spotify ed Apple music.

Ciò che ci aspettiamo adesso è qualche esibizione su palchi di rilievo nazionale, per riuscire a far conoscere la nostra musica a più persone possibili.

Cosa non vorremo? Essere a casa durante la finale nazionale di Rock Targato Italia!!!

-       La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?

La musica deve essere innanzitutto divertimento e passione per chi la fa, altrimenti mancherebbe lo stimolo giusto per passare alla seconda fase... cioè partecipazione e lavoro di tutti. Aggiungiamo, la possibilità di far emergere tutte le potenzialità di una persona, perchè al giorno d'oggi suonare in una band non significa solo sala prove e concerti, c'è molto altro: grafica, fotografia, web marketing, public relation... Senza un po' di competenza in questi settori è difficile farsi strada al giorno d'oggi.

Non dimentichiamo poi che la musica dà l'opportunità di esprimere idee e riflessioni sull'attualità e sull'uomo... quindi la musica è soprattutto Comunicazione.

-       Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione? Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro, come vi organizzate?

La nostra esperienza è stata questa: la parte musicale, quindi composizione, arrangiamento e stesura testi dei pezzi, è stata tutta a carico nostro, fino alla pre-produzione. Tutto il resto, dall’incisione dei pezzi alla realizzazione del video fino alla distribuzione al grande pubblico, lo abbiamo affidato ad altri professionisti. Nostro compito, in tutto questo, è stato quello di supervisionare e seguire le varie fasi del lavoro per non far mancare il nostro apporto, ed eventuali idee, a tutto il processo.

-       Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante? è diminuito? non serve? è cresciuto? qual'è la tua opinione

Partiamo da un dato di fatto: nessuno oggi fa quello che, una volta, era di competenza dei talent scout: una band che prometteva bene, veniva proposta ad una etichetta discografica più o meno importante e questa si preoccupava di farla emergere gestendo tutti gli aspetti ad essa connessi (produzione, distribuzione, concerti, ecc). Oggi, non è più così; per proporti devi avere già un prodotto di qualità medio alta. Con prodotto si intende: canzoni registrate in modo professionale con relativo videoclip di almeno una di queste, gestione di uno o più social network e un buon numero di live sul “groppone”; a quel punto puoi chiedere la collaborazione di un’etichetta, oppure saranno loro a contattarti proponendo una collaborazione  perché magari interessati al tuo progetto. Ovviamente tutto questo a tue spese!

Poi aggiungiamo che un’unica etichetta ti può aiutare, ma difficilmente riesce a gestire tutti gli aspetti di una band. Ogni etichetta, che oggi molto spesso si definisce “agenzia”, è specializzata in alcuni settori: booking, ufficio stampa, distribuzione, gestione social network, per citare i più importanti. Quindi, per promuovere, far crescere e conoscere il tuo progetto, devi affidarti a più di una realtà, ognuna con la propria peculiarità.

Hanno un ruolo importante? Decisamente si! Se vuoi suonare su palchi importanti e fa arrivare a più persone possibili la tua musica il loro apporto è fondamentale. Occhio però a discernere tra chi sa lavorare bene e chi no.

-       Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?

Crediamo che una idea sia quella di investire maggiormente sui giovani. Rispetto a 10-15 anni fa ci siamo resi conto che il livello dei gruppi giovanili è aumentato vertiginosamente. L’abbiamo provato sulla nostra pelle, confrontandoci con band composte da ragazzi anche di 20 anni meno di noi, che sono veramente molto forti! Sicuramente questo è conseguenza anche dell’aumento di cultura musicale e delle potenzialità che la tecnologia offre. Ecco: ci rendiamo conto che però sia sempre più difficile proporre musica indipendente. Idee? Festival, aperture a band di rilievo nazionale, situazioni che possano dare visibilità al maggior numero possibile di queste band! È vero che ci sono contest per partecipare a molti di questi festival (Home Festival, RTI, Sziget, Pistoia Blues, …) ma dovrebbero esserci più opportunità per i giovani, in modo che si possano esprimere al meglio! Sarebbe anche molto utile qualche servizio valido di booking e promozione per band che propongono musica propria.

-       Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nella vostra regione di origine?

A livello nazionale sicuramente locali come Legend Club di Milano, il Covo a bologna, Hiroshima a Torino, e svariati altri; per quanto riguarda la nostra regione sicuramente il New Age di Roncade, ma anche La Base  di San Martino di Lupari e il Vinile a Bassano.

-       Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato?

Tutta la musica underground degli anni 90, sia estera come il grunge dei Pearl Jam e degli Alice in Chains per citarne alcuni, che italiana, per esempio Marlene Kunz e Verdena. Non mancano poi le influenze dei grandi gruppi rock che hanno fatto la storia, come i Led Zeppelin... ma chi non è stato influenzato un po' da loro???

-       Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

I talent sono l'industria usa e getta della musica e degli artisti. Nei talent manca la possibilità di espressione dell'artista: tutto è programmato e la band deve fare quello che gli viene proposto, con pochi margini di epressione fino a quando non si passa all'artista successivo.

-       Progetti futuri?

Musica, tanta musica!

L’obiettivo è portare in giro la nostra musica a più livelli.

Cercheremo di suonare molto in zona Treviso per promuoverci a livello locale e poi vorremmo portare la nostra musica anche ad un pubblico più vasto, suonando in alcuni locali in giro per l’Italia; per ora ci aspettano alcuni concerti a Verona, Padova, Venezia, Bologna e Modena. Saranno situazioni che ci vedranno coinvolti sia da soli che con altre band.

Infine ci stiamo muovendo su più fronti per riuscire a salire su alcuni palchi di festival importanti.

Sarebbe significativo, per il 2019, riuscire ad esibirsi almeno in un palco di rilievo nazionale e ce la stiamo mettendo tutta per riuscirci!!

 

blog rocktargatoitalia.eu

 

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