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TREROSE è tra i protagonisti delle Finali Nazionali di Rock Targato Italia

TREROSE è tra i protagonisti delle Finali Nazionali di Rock Targato Italia

"Siamo dei sognatori e la cosa che speriamo per il nostro futuro è quella di poter creare altra musica e farla conoscere a più gente possibile. Fare musica comporta un enorme investimento economico e di tempo, se la vuoi fare ad un livello professionale. La nostra speranza è quella di svincolarci da vari limiti per poterci dedicare totalmente a questa attività" (Eleonora dei TREROSE). Segue intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano. La band TREROSE è tra i protagonisti delle Finali Nazionali di Rock Targato Italia a Milano 

 

INTERVISTA AI TREROSE

chi risponde:

Fabiano – F

Eleonora – E

Pino – P

Nome artista:

         (Questa è semplice J) Trerose!

 

Parlateci della vostro percorso come band (Come vi siete conosciuti, che genere di musica suonate, Quali sono le vostre influenze musicali)

E - Siamo tre persone con tre percorsi e tre caratteri molto diversi tra loro, ma tutti e tre soffriamo di quella specie di malattia-amore-ossessione per la musica, quindi nel progetto Trerose ci siamo ri-incontrati e abbiamo  condensato tutto questo, dando forma a qualcosa di nuovo, e collettivo. Pino e Fabiano si conoscono da una vita, vengono entrambi da Reggio Calabria e anche se a 20 anni Pino si è trasferito a Modena, sono sempre rimasti in contatto, condividendo i proprio percorsi musicali anche a distanza. A Modena, la musica fa incontrare me e Pino e da lì prende forma una vivace collaborazione, che porterà  Fabiano e Pino a scegliermi come voce del progetto Trerose. Il propulsore del progetto è sicuramente Fabiano che ha avuto la visione d’insieme e la caparbietà di avviare il lavoro di arrangiamento e co-composizione di Pino.

P - Le influenze musicali sono tante e diverse: dai grandi del rock come i Pink Floyd, King Crimson, David Bowie, Radiohead, e anche Morcheeba…  sul versante italiano direi Franco Battiato, Bluvertigo, Cristina Donà e, non ultimo, il nostro produttore artistico Umberto Maria Giardini, al quale siamo approdati proprio perché lo riteniamo un riferimento per l’attuale scena musicale italiana.

F – Vero. Rispetto al genere, ci chiedi, siamo convinti che il sound Trerose sia pop, con un mood riconoscibile, che può forse ricordare altre band, ma possiede una sua identità. Di fatto, il nome che abbiamo dato al nostro primo album rappresenta proprio un genere, il Pop Noir.. venature rock e un’ombra di inquietudine, per molti versi genuinamente romantico.

cosa ne pensate del panorama musicale attuale italiano? Credete che ci sia abbastanza spazio e possibilità per artisti emergenti e per visi e voci nuovi, per musica originale e autentica?

P - Credo che il panorama musicale italiano sia abbastanza omologato. E’ difficile sentire novità stilistiche e spesso vengono privilegiati i musicisti che ricalcano il lavoro di gruppi già esistenti, magari sulla cresta dell’onda nei paesi anglosassoni, rispetto a band che portano un suono innovativo  e originale.

E - Anche gli spazi per far emergere nuovi artisti hanno la stessa tendenza, in particolare nella forma del talent televisivo che, lungi da me demonizzarlo, ha però monopolizzato il processo di scouting, creando un contesto dove, oltre alla musica, gioca un peso importante anche la spettacolarizzazione delle vite private dei concorrenti…

F - ...Manco fosse un reality! Per fortuna, resiste una “forza ribelle” che ancora si occupa di fare scouting artistico alla vecchia maniera, creando concorsi ed eventi dove si dà spazio a chi propone musica originale, inedita.

cosa vi aspettate e sperate per il vostro futuro musicale?

E - Siamo dei sognatori e la cosa che speriamo per il nostro futuro è quella di poter creare altra musica e farla conoscere a più gente possibile. Fare musica comporta un enorme investimento economico e di tempo, se la vuoi fare ad un livello professionale. La nostra speranza è quella di svincolarci da vari limiti per poterci dedicare totalmente a questa attività.

F – Sì, senza dubbio la speranza, e lo scopo, è poter vivere di musica. Se un giorno saremo in condizione di farlo, sarà perché la musica e le parole saranno riuscite a toccare molte persone. Lavoriamo ora per questo… Le aspettative? Ci aspettiamo che tutti gli sforzi e l’impegno vengano in qualche modo ripagati, ma cerchiamo di non pensarci troppo, perché l’investimento, soprattutto emotivo, è alto ed il rischio di rimanere scottati c’è sempre… ma fa parte del gioco!

 

cosa rappresenta per voi la vostra musica? ha un obiettivo (magari un messaggio non completamente visibile, un ideale o un pensiero più o meno filosofico) o più semplicemente è un modo per 'sfogare' i vostri sentimenti e condividerli?

E - Per me la musica è sorta di entità divina, uno spirito guida che mi ha accompagnato nel corso della vita, è qualcosa di prezioso che porto sempre con me e che mi trasporta altrove. E’ magia, bellezza e può essere quello che vuoi: gioia, tristezza, solitudine, condivisione, amore, protesta…è una forma di linguaggio, che veicola emozioni... Suoni e parole possono avere una forza devastante.

F – La nostra musica esprime non solo sentimenti ma parla di idee sulla vita, e narra storie. Il nostro messaggio è un invito a soffermarsi sull’ascolto, sulla percezione della bellezza, contrapposta alla superficialità. In altre parole: essere disposti a pungersi con la spina e sanguinare, pur di odorare la rosa.

  1. Nell’era digitale, pensate che cosa pensate dell’organizzazione musicale,? La storica filiera manager, etichetta, promoter serate, ufficio stampa? sia ancora necessario o altro?

P - Credo che ciò sia ancora assolutamente necessario perché per fare le cose in maniera efficace, serve avvalersi della consulenza di professionisti, persone che hanno le competenze e il giusto know-how, che supportino l’artista nella produzione e la promozione del suo lavoro. Pensiamo ad esempio a figure “nuove” come quella quella del social media manager, indispensabile per la comunicazione sui social media e in Internet.

F - Si deve tenere conto dei diversi mezzi e modalità di fruizione della musica, se no si rimane indietro e si rischia diventare fossili che parlano degli anni belli.

Rapporto con il vostro pubblico: come comunicate con i fan? Come li coinvolgete?

E - Il mezzo che prediligiamo per comunicare con i nostri fan sono sicuramente i social, in particolare Facebook e Instagram. Ma non trascuriamo anche le email e i gruppi Whatsapp. Immancabile è il passaparola tra amici, abbiamo un buon numero di followers nella zona di Modena e Reggio Emilia...  come obiettivo futuro,  vorremmo incentivare il coinvolgimento proponendo qualche sondaggio online, in particolare per i pezzi nuovi, o promuovendo iniziative che portino i fan più affezionati nel backstage dei concerti.

Un momento memorabile come band?

P - Il periodo in cui abbiamo registrato l’album è stato sicuramente il momento più memorabile. L’atmosfera che si respirava in studio di registrazione era magica, così come lavorare con il produttore artistico, Umberto Maria Giardini è stato speciale.

E - Dopo mesi di lavoro in sala prove, finalmente abbiamo visto nascere questa creatura…”Pop Noir”... Ricordo bene la nostra emozione durante l’ascolto del master… In studio si mette in gioco tutta l’energia creativa della quale si dispone e sono giornate intense, nelle quali vivi a stretto contatto con la band. E’ una condivisione importante e noi personalmente ci siamo divertiti molto, sia in sala di registrazione che fuori, nei break e nei day-off. Poi lo studio di per sé per un musicista è un po’ un parco giochi, tutti quegli strumenti da usare, sentire la propria voce con un tecnico che la sa valorizzare. Per quel che mi riguarda, non vedo l’ora di tornare in studio a registrare pezzi nuovi!

F – Memorabile è stato il concerto di presentazione dell’album al Bombanella Soundscapes di Davide Cristiani (lo studio dove abbiamo registrato le voci e mixato) . Una performance ben riuscita (tra l’altro registrata sia in video che audio), avvolta dal calore degli amici e degli addetti ai lavori presenti.

E -  Grazie allo Staff di Rock Targato Italia, ci vediamo a Milano, a settembre! Un bacio a tutti!

 

 

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