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Playlist “I COLORI DELLA PRIMAVERA 2020“

Playlist “I COLORI DELLA PRIMAVERA 2020“

La musica indipendente, by Rock Targato Italia

SPOTIFY: https://spoti.fi/2wvAb5f

Realizzata da: Divinazione Milano e Roberto Bonfanti (scrittore/artista)

Primavera non bussa, lei entra sicura”, cantava De André.

Quest’anno forse dell’arrivo della primavera ce ne stiamo accorgendo meno che mai però, proprio per questo motivo, mentre il mondo impazzisce sempre di più, ci sembra doveroso mantenere salde le nostre consuetudini e proporre anche questa volta, come a ogni cambio di stagione, una playlist che provi a fotografare lo stato di salute della nostra musica. Una playlist che questa volta pesca più che mai a piene mani nel calderone della musica d’autore in ogni sua sfumatura. Roberto Bonfanti (scrittore/artista)

TRACKLIST:

Non Voglio Che Clara - Liquirizia

Un piccolo romanzo condito con malinconia, eleganza e un inconfondibile retrogusto anni ’60.

En Roco - Ho chiuso casa

La canzone d’autore più classicamente genovese va a nozze con un pizzico di acidità rock

Sudestrada - Bazar

Quando il pop sintetico incontra la canzone d’autore e il vento del Nordafrica.

Paolo Benvegnù - Pietre

Paolo Benvegnù. Basta il nome. Una delle poche certezze che continuiamo ad avere.

Olden - Aquilone

Una canzone che non fa sconti. Come un pugno in faccia dato con un guanto elegantissimo.

Lucio Corsi – Cosa faremo da grandi?

Andamento da filastrocca, giochi di parole riusciti e pensieri in fermento.

Cmqmartina – Carne per cani

Si possono raccontare pensieri e storie anche ballando sulla pista di una discoteca.

Pay - Giganti

Un nome storico del punk italiano non perde mai freschezza e ironia.

Mariposa - Licio

Un caleidoscopio di contaminazioni, creatività e desiderio di andare sempre oltre.

Il Mare Verticale - Mezzo secolo di luce

Un pugno di ricordi si rincorrono sul filo di una melodia cristallina genuinamente pop d’autore.

L’avversario - La città sta male

Fra nebbia e ombre notturne si fa largo un brano rock d’autore moderno e riflessivo.

Diodato – La lascio a voi questa domenica

Una fotografia in chave pop degli strani tempi che viviamo.

Fabrizio Tavernelli - Lune Cinesi

Senza porsi confini, si parte dal rock d’autore, si sfiora il prog e si vola verso oriente.

I Rumori Di Via Silvio Pellico - Io non so

Echi anni ’90 e lampi di poesia sussurrata in una canzone atipica e destrutturata.

Massimo Zamboni - Lunghe d’ombre

Oltre vent’anni dopo “T.R.E.” dei C.S.I., Zamboni riassapora in modo diverso la Mongolia.

 

Nel web:

  1. rocktargatoitalia.eu

 

FRANCESCO CAPRINI – FRANCO SAININI

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008 - Tabula Rasa di Antonio Chimienti

008 - Tabula Rasa

di Antonio Chimienti

Davvero non so da dove cominciare. 

Unica cosa chiara è non soffocare più dentro di me i pensieri.

Premesso che non è un articolo sulla musica ed ancora che mi sono domandato sé potessi permettermi di scrivere al di fuori della destinazione che Rock Targato Italia mi ha incaricato mi autorizzo a scrivere di questo momento storico che certamente ci ricorderemo.

Come al solito voglio informare  e riassumere perché le cose possano indicare una strada a chi la cerca

 

I pensieri occupano continuamente il loro spazio nella nostra mente e vi sì trovano anche quando noi non lì scorgiamo. Hanno una loro vita propria, sì riproducono e sì costruiscono vicendevolmente  appoggiandosi e reggendosi uno con l'altro. Quando raggiungono una forma interessante la nostra coscienza ce lì presenta attendendo un nostro eventuale lascia passare per espatriarli nella realtà di questo mondo.

Sono frammenti all’inizio che a seconda della nostra sensibilità possono essere visibili o continuare ad esistere dentro di noi , ma senza svelarsi.

Voglio parlarvi di questi frammenti.

  • FORTUNA 

A pranzo mangio ogni giorno in un ristorante dove alcuni commensali come me nel tempo hanno fatto amicizia e sì scambiano un saluto o un commento della giornata, là dove la lunga frequentazione del luogo lo ha edificato ci sì permette di consumare il momento del caffe spostandosi nel tavolo del vicino ormai una consuetudine. L’espressione “FORTUNA-VIRUS” è emersa per la prima volta qui parlando con Michelangelo T. un noto comunicatore e sociologo di fama mondiale ed anche titolare di una ancora più nota accademia di comunicazione. Lo avevo già pseudo rato dentro di me il concetto di utilità di questo Virus , ma non mi era apparso con chiarezza fino a quando accompagnato da una risata Michelangelo lo ha definito. Il concetto che cercavo di mettere a fuoco era “Fortuna”.

  • FRAGILITÀ’

La sera quando non ho impegni con la palestra o lo studio verso le 21, in macchina mentre raggiungo casa, ascolto Radio rai 1. Ogni giorno alle 20,58 , con lo stesso effetto che sortirebbe l’apparizione di un’alce nell’ascensore, in una trasmissione di 3 minuti intitolata” Ascolta sì fa sera” un uomo o donna di tre chiese diverse ( cattoliche, evangeliche ed ebraiche) espone riflessioni per poi svanire accompagnata da una bellissima colonna sonora d’archi barocca (Alles, was ihr tut mit Worten oder mit Werken (BuxWV 4) ).

La voce quella sera recita”... ci siamo resi conto di quanto siamo fragili e che l'esistenza non è legata alla potenza , ma alla fragilità. Tutto questo ci darà del grande aiuto , ma non subito , ma nel tempo….”

L’espressione “FRAGILITÀ’” era la parola esatta che metteva a fuoco dentro di me tutta quella serie di emozioni che stavo ascoltando da giorni alla televisione, in famiglia, con i miei clienti , con i miei amici.

Oggi poi accadono tre cose che mi spingono a decidermi finalmente a scrivere queste righe.

  • NATURALITÀ

Il mio amico Francesco C. posta su facebook delle foto raffiguranti una delle più ancestrali immagini della nostra esistenza. Un gregge di pecore su un campo di erba verde con accanto una cascina,  immagine accompagnata dalla frase che mi ha lasciato il “segno” : “transumanza, un ricordo dell’infanzia che rivivo con immenso piacere….”. “NATURALITÀ’”

Per meglio essere preciso il RITMO NATURALE è l'espressione  di quello che nella mia mente sì stava facendo largo. Quello che tutti stiamo sperimentando è VIVERE più lentamente. RITROVARCI su un divano con i nostri cari ritrovandoli . CONFRONTANDOCI davvero con persone che ci sono tanto vicine da non poter ingannare come riusciremmo a fare invece  con avventori privi di esperienza sulla nostra vera persona pur di contabilizzare una gratificazione (quasi inutile). E quando è che cresciamo se non quando qualcuno ha il coraggio di dirci veramente quello che siamo? E chi se non ci ama davvero può avere questo coraggio pur sapendo che ci potrebbe perdere?

E cosa dire del cibo? Stiamo mangiando finalmente a casa. Stiamo mangiando tutti meglio giusto? Questo non lo trovate più naturale? E state dormendo di più giusto? Anche questo sta dando i suoi frutti. NATURALITÀ° dei tempi , della nutrizione, dei rapporti.

Non mi stupirei se ci fosse anche un incremento delle nascite.

  • SPIRITUALITÀ

Avevo aperto questo foglio bianco per cominciare a scrivere quando con curioso tempismo mi chiama al telefono mia cugina Angela P. da Napoli. Mi dice che erano diversi giorni che mi pensava. Mi invita a collegarmi ad un gruppo di preghiera allestito su internet.  Non ho molto tempo per questo , ma lei sa che non diniego mai nulla a prescindere, ma la cosa interessante viene quando la informo che stavo proprio per cominciare a scrivere questo mio intervento, nel senso che stavo abbassando il dito sul primo tasto della mia tastiera quando ho dovuto richiamarlo a me per sollevare la cornetta del telefono e quindi le domando: “ ma tu cosa ne pensi di tutto questo?”:

Lei mi risponde :” eravamo diventati tutti troppo presuntuosi e pericolosi per gli altri, troppo individualisti proprio quando eravamo pronti a giurare di essere tutti uniti ed interlacciati uno con gli altri. La venuta di un Cristo può essere realizzabile solo quando tutti noi siamo pronti a riceverlo”. In altre parole sé non siamo organizzati non possiamo ospitare in casa un elefante… dobbiamo fare dei cambiamenti alla struttura della nostra casa se vogliamo poterlo avere davanti ai nostri occhi ogni mattino che ci svegliamo. 

L’elefante è ciò che amiamo dentro di noi, ciò che ci dà felicità. Non fermatevi ai nomi , non fatevi trattenere da quello che avete visto nella vostra esistenza innaturale, rivolgete lo sguardo dentro di voi. Lì non ci sono nomi, ma solo idee altresì chiamate sensazioni o illuminazioni o intuizioni. Dobbiamo organizzarci meglio sé vogliamo materiarizzale.

  • RESPONSABILITÀ

La terza cosa che stamattina è avvenuta è una telefonata con Claudio D.P.

Lui è un grande Imprenditore , mio allievo ed amico.

Le sue palestre sono chiuse con gravissime conseguenze per le molte maestranze di cui è responsabile per non parlare degli affitti stellari che pendono come carichi sospesi legati ad una catena ormai arrugginita come quella della economia e burocrazia italiana. Ma lui è anche un ottimo amministratore e mi ha confermato che riuscirà a pagare ancora tutti gli stipendi. Per farvi capire la gravità pensate sé Lui non potesse… vi immaginate queste centinaia di  persone con quali soldi potrebbero andare a comperare le uova? Dai pensateci..a quanti di voi sta accadendo? La sentite la paura cazzo? Pensate che i soldi da parte che Claudio possiede si siano automaticamente accantonati o che un qualche eroe sì sia presentato con pistola in mano tutti i fine mesi obbligando Claudio-one ( così io lo chiamo) a metterli da parte? Raccontandogli che un giorno sarebbe potuto arrivare una catastrofe sotto forma di invisibile virus …? Beh sì in effetti è andata così “ Solo che non è un supereroe qualsiasi, in questi momenti si capisce che non ce lo hanno tutti, anzi proprio pochi. E’ molto raro si chiama RESPONSABILITÀ.

Ma attenzione lo scoop è che la responsabilità non te la devi procurare, non la devi far crescere e non la devi invidiare negli altri. DEVI SOLO DECIDERE DI UTILIZZARLA.

Tutti la abbiamo. Solo la pura a rinunciare ai nostri desideri dai deboli la può uccidere. Ma lei non morirà mai. Basta attivarla. E’ un istante e subito dopo ci sì sente molto più vivi e belli di prima.

Bene ora la parte che più mi sta a cuore.

So benissimo che molti di voi non capiranno. Penserete ed una astrusità, ad una forzatura della logica, forse ed una vera pazzia o qualcosa di simile, ma l’idea di sottrarre a qualcuno che lo può recepire,  quanto scriverò ora, mi obbliga a farlo. Se avessi gli indirizzi di questi ultimi giuro scriverei solo a loro senza disturbare tutti gli altri, ma non posso quindi procedo.

In compenso sarò breve, brevissimo per non urtare tutti. Ma coloro che sì ritroveranno in questa piccola cerchia possono contattarmi per maggiori delucidazioni.

  • Le Malattie

Sé tutto quello che ho scritto sopra vi ha colpito positivamente sappiate che è solo , in definitiva merito solo di un qualcuno. La causa da cui tutto è scaturito è solo una. Sé pensate che sia un caso allora cominciate ad abbandonare la lettura. Sé pensate che sia un bene  tutto questo che sta succedendo … allora continuate a leggere. Sé tutto questo è un bene, se tutto questo era auspicabile, sé vi sta piacendo e lo trovate salvifico per la vostra mente , i vostri sentimenti e la vostra anima allora dovete ringraziare qualcuno di certo. Questo qualcuno sì è organizzato veramente bene, sì perché sé lo avesse fatto parzialmente non vi sarebbe apparso con questa chiarezza. Pensate questo problema solo esistente in Australia… tempo 12 ore e ve ne sareste dimenticati. Invece no tutto il pianeta ( state tranquilli anche l’Australia) ecco perché i miei figli dicono che questa è storia e noi ci siamo dentro. Chi è questo qualcuno?  No, non è come pensate….:) Ho detto che non mi dilungherò e quindi la risposta è : la MALATTIA. 

La Malattia come essere vivente e tra parentesi il più evoluto di tutte le forme di vita esistenti. Superiore non solo a noi che siamo più evoluti solo delle piante e meno evoluti degli animali, ma esseri senzienti molto più evoluti anche degli stessi angeli che noi talvolta accettiamo come essere superiori a noi. Ve l’ho detto che sarebbe stato complicato. 

Comunque solo ancora una frase logico scientifica perché là dove un animo non preparato corre a nascondersi è proprio dietro la logica che userà come scudo per tutto quello che non ha il coraggio guardare fisso negli occhi. 

Questo che segue è quello che ho messo insieme per parlare ai miei studenti di Kick Boxing o clienti sull’esistenza dell’”oltre”, al fine di raggiungere un proprio IO più evoluto e forte di prima.

L’evoluzione di ognuno di noi la misuriamo in felicità. Quando abbiamo compiuto un’azione bella o migliore di ieri, o ancora siamo riusciti in un qualcosa a cui tenevamo molto  cii compiacciamo. Siamo felici e ci ripromettiamo di ripetere questa bellissima esperienza. 

Siamo felici di essere riusciti e ci promettiamo che da questo risultato non torneremo indietro, semmai ora sappiamo che potremo raggiungere lo step successivo.

Per esempio siamo riusciti a rispondere alla nostra mamma con  amore piuttosto che a farla piangere? 

Siamo felici. 

Siamo riusciti a vincere la pigrizia e fare quella cosa che volevamo fare da tempo? 

Siamo felici

Siamo riusciti a usare pazienza o accondiscendenza nei confronti di una persona che proprio non ce la faceva ed avere la forza di capire per ignoranza , età o vergogna? 

Siamo felici

Quale è fra le cause che ci vengono in mente quella che ci ha fatto fare qualcosa da cui è derivato un momento di felicità?

Un bacio? mhhh ce lo siamo levato subito…. ora vi domando : quando avete avuto l’ultima febbre e siete stati nel letto MALATI per una settimana che cosa vi siete detti passandovi una mano sulla fronte? “Che bella è la vita”, ecco che cosa vi siete detti. E cosa ancora vi siete ripromessi di fare come voto allorché una persona che voi amate ( o purtroppo amavate) stava morendo o stesse perdurando in uno stato di gravissima malattia o salute? Che sé fosse guarito… voi promettete che avreste fatto…….? Un grande cambiamento , qualcosa di difficile che aveva bisogno di una grande occasione per farvi trovare la forza di compierla, ma che la malattia vi stava spingendo a compiere. 

Ecco neanche l’amore può tanto. 

Se foste un naufrago su un'isola o l’uomo zero del pianeta vi sarebbe molto facile confermare tutto questo. 

Ecco perché il prete in punto di morte vi fa la domanda: ” ti penti?”. Perché basta un attimo di vita per capire tutto e finalmente imparare e capire quello che dovevamo afferrare in una vita intera. 

Mi fermo qui.

Aveva ragione Michelangelo ( ? Michelangelo?) a proposito del  FORTUNA VIRUS e grazie della clemenza: in Lombardia ad oggi 740 morti su 10 mln di cittadini : 0.0074%. 

Grazie ancora o pensavate che fosse gratis anche questo?

008 - Tabula rasa di Antonio Chimienti

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CINQUANTA ANNI FA TRA CINQUANT’ANNI...

CINQUANTA ANNI FA TRA CINQUANT’ANNI,

OVVERO COME LA STORIA HA QUALCHE VOLTA IL SENSO DELL’UMORISMO.

Era il lontano 1970. Magari, non così lontano come possiamo immaginare. L’anno precedente finisce lasciando una fastidiosa coda di un’epidemia di influenza che alletterà tredici milioni di persone e ne ucciderà cinquemila circa. Ovviamente, arrivava dalla Cina. Un anniversario perfetto! Chi ha detto che la Storia non ha il senso dell’umorismo quando si impegna?

Sembra però che, allora, le psicosi non fossero concentrate su virus influenzali asiatici ma su altro. Alla fine del decennio precedente, era caduto il sipario sulla presunta innocenza dell’America, fino ad allora paladina disinteressata del “mondo libero”. La guerra in Vietnam la stavano perdendo (soprattutto) in casa e i movimenti (quelli giovanili in particolare) passavano da una colorata, a volte scanzonata, protesta a pretendere pace ed equità sociale con maggiore veemenza. Quindi, le piazze della protesta diventano quelle della violenza. Alcuni tra quelli più “incattiviti” si inabissano in clandestinità costituendo il flashpoint per le organizzazioni terroristiche che tanti lutti hanno provocato nell’Europa Occidentale. Non fu più tempo nemmeno per i grandi raduni musicali; quegli happening che sono stati consegnati al mito: Monterey, Ashbury Heights e Woodstock non avranno seguito.

A intristirci ulteriormente, è il fatto che quello fu l’ultimo anno con The Beatles anche se uscirà un LP dal titolo Let It Be e l‘ultimo singolo (solo in USA): The Long and Winding Road (la lunga strada tortuosa). La title track del disco uscirà sempre quest’anno e vedrà la prima e unica collaborazione di Linda McCartney con i Fab Four (nei cori). La canzone, scritta da Paul, racconta di un sogno in cui gli appare la madre (Mary), scomparsa per cancro quando lui era adolescente, che raccomanderà al figlio di prendere la vita come viene. Un invito che non è sbagliato accettare di questi tempi.

Il 1970 è anche un anno fecondo di produzioni musicali di pregio. Escono 4000 album ed oltre 5000 singoli. Questo pezzo è dedicato a tre album (di solito io li chiamo “Tre Pietre Miliari” nei miei “pezzi” dedicati) usciti in quell’anno così ricco dal punto di vista della produzione musicale. Ho scelto questi perché potrebbero essere stati realizzati nel 2070, tra altri cinquanta anni, e risultare comunque moderni. Insomma, sono dischi che non sono invecchiati e che raccontano non solo di un mercato (quello della musica, ma potremmo dire di tutto il comparto della cultura) florido, ricco di temi e di esperimenti ma, anche, di una grande fascinazione popolare per tutto quello che era musica, letteratura, cinema, teatro e musica … grande fermento e attenzione per i mezzi espressivi.

Primo, per un mio personalissimo affetto, un triplo album: All Things Must Pass di George Harrison. Una mole di materiale impressionante. L’album è sicuramente frutto di una vena compositiva che, nei Fab Four, era stata un po’ “soffocata”. E’ il suo terzo lavoro da solista ma il primo ad ottenere un grande successo di pubblico e, soprattutto, di critica. Quest’ultima aveva a lungo sottovalutato il talento di George a favore dei più “visibili” Paul e John (anche tutti gli altri Beatles escono nello stesso anno con lavori propri compreso Ringo). La leggenda narra che Harrison chiamò il produttore Phil Spector e lo fece andare da lui. Spector la raccontò così: “Andai da George a Friar Park e lui mi disse di avere qualcosa da farmi ascoltare. Non finiva più… Aveva centinaia di canzoni ed erano una meglio dell’altra.” L’album è pregno di contaminazioni americane, maturate anche per la sua collaborazione con Bob Dylan ma, direi, soprattutto per il “viaggio” compiuto negli USA, come testimoniano alcune esecuzioni effettuate con tecniche chitarristiche storicamente blues e contry/folk. Anche i temi trattati sono spesso quelli di una spiritualità alla moda del gospel di cui la canzone My Sweet Lord è testimonianza preziosissima, oltre che esserlo della sua svolta mistica orientale (infatti il coro canta un’invocazione vedica). Ogni pezzo là contenuto è pieno di originalità e poesia e i temi sono vari: alcuni legati alla fede nella spiritualità orientale abbracciata dal musicista, altri a relazioni umane che si stavano deteriorando (quella con Paul e John e con la moglie Patty Boyd), altri ancora all’inevitabilità della morte. L’esercizio avviene dentro ad un pop rock raffinato ed efficace che incorpora molti dei generi della musica popular USA, oltre a quelli già citati.

Il secondo album, l’ho citato mentre ero preso da una acutissima crisi di noia virale che dovevo sedare. Si tratta del monumentale John Barleycorn Must Die dei Traffic. E’ il quarto album della band che viene realizzato dopo la prima reunion. Il gruppo inglese ottiene molto più successo in USA che in Gran Bretagna. Questo fu probabilmente determinato da un pubblico che era meno avvezzo alla sperimentazione musicale rispetto ai sudditi di Sua Maestà e che visse il disco come molto originale. Ancora adesso l’album è stupefacente anche solo al primo ascolto, oltre ad essere un medicinale efficacissimo contro le stupidaggini dell’attuale situazione. Il titolo fa riferimento ad un personaggio del folclore anglosassone (Barleycorn è la personificazione inglese di birra e whisky) ma si può riferire anche al romanzo autobiografico di Jack London pubblicato nel 1913. London parla delle allucinazioni banali e senza costrutto di ubriachi senza immaginazione (tutt’al più vedranno elefanti rosa e topi blu) ma testimonia anche (da scrittore) la spinta a superare limiti sociali e di coscienza nel momento in cui l’alcol diventa innesco per “creare” mondi, per esplorare abissi. Veniamo al disco: eccezionale la ricchezza di suoni tra cui chitarra barocca, flauto, pianoforte e sassofoni. Mancano gli strumenti con i quali a questi Midlanders piaceva sperimentare, come mellotron e clavicembalo elettrico. Il disco sfugge, per lo più, a definizioni chiarificatrici. E’ un album progressive? Lo è certamente ma è ancora vagamente legato alla psichedelia del decennio precedente e, comunque, i Traffic mescolano sapientemente generi oltre che suoni trovando efficaci escursioni nel soul e nel jazz, dove ogni passaggio è una grande e gradevole sorpresa. In controtendenza con i critici, io non eleggo a miglior brano la bellissima Empty Pages bensì Stranger to Himself.

Ultimo ma solo in ordine di apparizione, Moondance di Van Morrison. Il cantautore di Belstaff è alla terza fatica in studio e al secondo capolavoro dopo Astral Weeks (di cui vi parlerò prima o poi perché merita). Esce il 28 febbraio negli USA, dopo che il nostro si è trasferito a vivere in California. Lontano anni luce dalle atmosfere malinconiche di Astral Weeks e da quel flusso di coscienza, Moondance è un album pieno di colore, intriso di musica black, solare e ottimista. La title track uscirà come singolo solo sette anni dopo e mai negli Stati Uniti. La side A di questo album venne definita dalla rivista Rolling Stone come la migliore di sempre. L’album è tutto bello ma io adoro l’esplosione R&B di Caravan, omaggio alla leggerezza del vivere privo di vincoli della cultura gypsy, da riscoprire vista la ormai manifesta fragilità di una civiltà sempre più egoista ed avviluppata in un buco nero esistenziale e completamente priva di sensibilità e di strumenti culturali per dirimere la questione.

Intanto che sprofondiamo nel gorgo di paura e incertezza, pieni di boriosa presunzione ma profondamente ignoranti del vivere, possiamo abbracciare questi tre straordinari capolavori come si fa con un relitto galleggiante salvifico durante un naufragio e pensare che questi artisti erano uomini come noi, rimboccarci le maniche, stabilire le priorità, e (dopo!) recuperare la speranza.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

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“IL MAGO RIGHELLO” Testo e Musica: Massimo Castioni

Nei webstore da giovedì 5 marzo 2020

Il singolo

“IL MAGO RIGHELLO”

Testo e Musica: Massimo Castioni

 

Ascolta su Spotify: https://spoti.fi/32Lc1PJ

Il singolo è pubblicato dall’etichetta

TERZO MILLENNIO RECORDS

Una canzone per bambini e grandi piccini. Il mago più bello della città che vive nel mondo della fantasia per farci sognare. Sognare con la magia del Mago Righello.

E’ la storia di un mago pasticcione che va in giro per il mondo a fare spettacoli di magie incredibili, divertenti.

Con questo brano Il Mago Righello viene descritto perfettamente attraverso la voce di un bambino.

“…Il Mago Righello nasce per gioco in tutti i sensi, cercavo un modo per coinvolgere i bambini alle sagre e nelle piazze di paese e così, rispolverando le mie esperienze di animatore adolescente, ho deciso di creare un angolo bimbi.  La voglia poi di migliorare sempre mi ha portato a studiare ed esplorare altri campi, oltre che ai giochi per bambini, sono arrivati così anche i palloncini, il truccabimbi, ma soprattutto la MAGIA…” Ermes Perinelli

Lo sguardo e le bocche aperte dei bambini (e dei genitori in seconda fila) è sempre per me lo stimolo a migliorarmi e a crescere imparando nuove cose per cui non vedo l’ora di passare un po di tempo insieme a voi e, a divertirci insieme!!!

A presto ... Mago Righello

Facebook: https://www.facebook.com/MagoRighello/

 

FRANCESCO CAPRINI

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