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“COME CATTIVIK” il nuovo singolo de IL PESCE PARLA

“COME CATTIVIK”

il nuovo singolo de IL PESCE PARLA

 

Dal 19 giugno ’20 in radio e nei webstore,  Pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio Records

Con il riecheggio dello sghignazzo terrificante dell’antieroe nero del fumetto di culto italiano Cattivik (“Yuk, yuk, yuk … Uaz, uaz, uaz”),  ecco il nuovo singolo de Il Pesce Parla band pavese vincitrice della 31^ ed di Rock Targato Italia.  

Come Cattivik” è una canzone di originale satira, dalle sfumature punk-rock, che tratta dell’uomo statico nel proprio ozio, improduttivo ed autoassolvente.

C’è chi si lamenta della solitudine e poi c’è chi si abbandona ad essa, lasciando che il tempo scorra lento e che l’entropia faccia il suo corso nel disordine naturale della propria abitazione.

Cattivik è un personaggio dei fumetti creato nel 1967 da Bonvi e disegnato poi da Silver. Personaggio comparso su varie pubblicazioni, è stato protagonista di una propria testata omonima edita dal 1989 al 2001. Nel 1992 venne realizzato un videogioco omonimo ispirato al fumetto e, nel 2008, una serie televisiva animata. Come in molte altre creazioni di Bonvi sono presenti elementi di satira politica e sociale.

L’antieroe Cattivik è il modello di ispirazione della generazione-poltrona: viziosa, rancorosa e compulsiva.

Tuttavia, a differenza del celebre personaggio a fumetti che ha comunque un’occupazione, se pur quella di furfanteggiare tutte le notti, nel brano de Il Pesce Parla si indaga la consuetudine vigliacca del ritiro nell’alcova di un eroe che non ha mai davvero combattuto.

Il Pesce Parla ha potuto avvalersi, per questo singolo, della prestigiosa collaborazione di Silver e di tutta la redazione di Lupo Alberto, che hanno gentilmente concesso un’immagine del TERRIBIL’, MEFISTOFELIC', AGGHIACCIANT’ da utilizzare come copertina.

BIOGRAFIA

IL PESCE PARLA debutta nel pavese è formata da Andrea Ettore di Giovanni (voce), Marina Borlini (chitarra e tastiere), Mattia Camussi (basso), Francesco Boggio Sola (batteria). 

Nel 2019 vincono la 31esima edizione di ROCK TARGATO ITALIA.  Il premio ha dato loro la possibilità di registrare il singolo “POS?” negli studi della Sony Music Italia RCA Recording Studios, avvalendosi della prestigiosa produzione di Alberto Riva.

A causa delle differenze di influenze musicali, antropologiche e filosofiche personali, i brani de Il Pesce Parla non hanno un genere definito, anche se vi è sempre la costante ironica nei testi.

NEL WEB:

Sitohttps://bit.ly/2UjGMJk

Facebookhttps://www.facebook.com/pg/ilpesceparla/about/?ref=page_internal

Instagramhttps://www.instagram.com/ilpesceparla/?hl=it

Spotifyhttps://spoti.fi/38MA2Il

 

FRANCESCO CAPRINI – FRANCO SAININI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

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Tel. 393 2124576 – 392 5970778

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web: www.divinazionemilano.it

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Organizzazione Rock Targato Italia 2020 - Aggiornamenti organizzativi e richiesta materiale

CONVOCAZIONE ARTISTI

 

Per una comunicazione forse non chiara e ringraziandovi per la cortese attenzione:

 

IN RIFERIMENTO ALLA MAIL DEL 10 GIUGNO

 

SI PREGA DI INVIARCI UN UNICO VIDEO COMPRENSIVO DI DUE BRANI come da richiesta (che ora è meglio formulata)

 

 

ROCK TARGATO ITALIA 2020

Carissimi artisti,

gli ultimi mesi sono stati, per tutti, un vero e proprio terremoto. Sappiamo tutti cosa è successo da marzo a oggi e sappiamo anche qual è l’attuale situazione della musica live nel nostro Paese, fra norme rigidissime, incertezze e tanta confusione.

Nonostante tutto questo, Rock Targato Italia non si ferma. Crediamo che arrendersi proprio in un momento così difficile in cui il movimento rock del nostro Paese ha più che mai bisogno di entusiasmo e nuovi obbiettivi sarebbe la cosa più sbagliata.

Dunque, come coniugare il desiderio di portare avanti un evento che da oltre trent’anni trova la propria ragione d’essere nella presenza attiva sui palchi di tutta Italia con la necessità di convivere con limitazioni che rendono quasi impossibile garantire la possibilità di esibirsi dal vivo?

La risposta è la più semplice: abbiamo deciso di proseguire le selezioni del concorso (art 6 del regolamento) on line, nella speranza di poterci poi vedere dal vivo in autunno a Milano per le finali nazionali. In caso contrario, ad ottobre 2020, saranno decretati direttamente i vincitori dei vari premi previsti dalla rassegna

Quello che vi chiediamo è di mandarci un video in cui vi esibite dal vivo suonando due canzoni. Riprendetevi in sala prove mentre suonate le vs canzoni, preoccupandovi solo di far sì che il video rispecchi quella che è la vostra attitudine live. Non c’è bisogno di grandi produzioni: ormai tutti abbiamo sempre in tasca gli strumenti per poter scattare un’istantanea che rappresenti ciò che siamo e ciò che sentiamo di voler esprimere.

Tutti i video saranno caricati sul canale YouTube e profili social di Rock Targato Italia e le esibizioni verranno valutate dalla giuria del concorso come se vi trovaste di fronte a un vero live. A questo si aggiungerà anche la possibilità per il pubblico di poter segnalare le proprie preferenze.

Il termine ultimo per l’invio dei video è: il 3 LUGLIO 2020. Per qualunque chiarimento contattateci pure.

Materiale da inviare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A presto e buon lavoro

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011 - L’ingombro delle frequenze all’interno di un mix

011 - L’ingombro delle frequenze all’interno di un mix -

di Antonio Chimienti

Rieccoci! Cercavo un nuovo argomento per la mia rubrica, certamente un po’ ambiziosa nel suo intento, che mantenesse però rispettate ancora una volta le aspettative.

Conoscere qualcosa che sia veramente utile per gli altri è rinomatamente una cosa preziosa per chi la vuole imparare, ma passarla , scriverla, insegnarla è ancora più difficile.

 Leggendo tutti gli articoli fin qui redatti tutti potrete cogliere il concetto che tutto quello che avviene in Natura ha una diretta e incancellabile correlazione con ogni nostra azione .. compresi i sogni e il cosiddetto fato: quindi anche la musica.
Da sempre chi come me ama conoscere la verità non può non imparare a rivolgere lo sguardo alla radice di una pianta per comprendere tutto quello che sì può comprendere sulla stessa. Bisogna scavare in profondità per assimilare cosa stia influenzando e caratterizzando quello che tutti poi banalmente vedranno quando la pianta sì sarà manifestata da adulta. Indagare le radici vuol dire capire molto di più di quello che sì vede alla luce del sole.

Quindi apriamo questo articolo che ha per argomento il suono generale , altresì definito MIX, con la promessa di comprendere cosa lo costituisca alla radice e quindi quali comportamenti mentali assumere nella manipolazione del suono.

Per tutti coloro che stanno leggendo , ma non suonano nella loro vita, il consiglio è di continuare a leggere sostituendo la parola mix con l’oggetto che ogni giorno cercano di raggiungere ( successo, equilibrio,  amore, pace, felicità, ecc ecc) e la parola “suoni” con ciò che dovrebbe partecipare alla costituzione dell’oggetto che stanno cercando di raggiungere ( gli elementi singoli che costituiscono l’insieme che ha per nome il vostro scopo: vostra mogile/marito e i vostri figli per lo scopo famiglia, gli elementi costituenti il vostro lavoro per lo scopo successo in carriera, suoni per il vostro mix e via discorrendo)

Pinne e boccaglio….sì scende.

Il MIX è la risultante di ogni nostra scelta singola che abbiamo compiuto durante la produzione del nostro arrangiamento. la dinamica operativa è : parto da un suono di…… Cassa ( ad esempio)....lo equalizzo o lo comprimo , o lo gateizzo ( lo accorcio) o gli cambio la tonalità o, o…, o….o….ma insomma alla fine mi piace e passo al secondo suono. Diciamo al suono numero 2 e poi al 3  via discorrendo. Questa è il modus operandi e in definitiva ci sarebbe una sola alternativa a questo e cioè , premesso che il brano venisse registrato in diretta e con musicisti reali, ognuno di questi fosse così bravo da elaborare alla fonte il proprio strumento in equalizzazione/ compressione/ in tutto con tale gusto e ripeto tutti contemporaneamente da costituire a priori il MIX senza alcun intervento esterno. Questo mi sembra un po’ utopico almeno sé non accettando la mediocrità e l’autoconvincimento.

Per riassumere dopo aver compiuto una scelta “LIBERA” sul PRIMO SUONO converrete con me che tutti i successivi saranno influenzati dalla scelta fatta sul primo suono.

Questa è una presa di coscienza potente.

E’ quella che viene chiamata “Pietra Angolare” e sulla quale sì edificavano le cattedrali.

E’ incredibile quanto sarà determinante la prima scelta per tutto il risultato del mix.

Dovete fare vostra questa consapevolezza.

Anche subito dopo un trasloco in un nuovo appartamento …. il risultato del primo approccio con il vicinato caratterizzerà per sempre il vostro “MIX vicinato”. 

Altro esempio. Vi accostate ed una persona voi parlate per primi, dite una qualsiasi cosa ed una manciata di secondi dopo la persona risponderà sulla scia di quello che il primo ha detto e che lo ha indubbiamente influenzato e vi ritroverete dopo 20 anni con una famiglia che ha edificato su quelle prime parole.

Questo è!

Ora vi spiegherò come sia molto meglio eliminare che aggiungere per correggere ed inoltre molto meglio attendere prima di partire piuttosto che buttarsi.

Per entRambi gli argomenti la spiegazione è che sé aggiungo, in realtà sedimento quello che sta sotto.

Potremo anche avere la sensazione che lo spigolo sia stato coperto oppure che la sbiaditura non sì veda più, ma in realtà abbiamo aggiunto e non cancellato l’errore.

 Ve lo spiego meglio dal punto di vista scientifico/ musicale.

Sé ho una sensazione di disturbo in un brano che è causata da una sovrapposizione di strumenti in una certo range di frequenze ( facilmente verificabile come problematica nel range delle basse frequenze dove chiunque , anche mia nonna sa distinguere un stato confusionale quando dice “ che rimbombo”! molto più subdolo sarà capirlo nel range delle medio/alte frequenze dove il male sì presenta subdolamente solo dopo un ascolto continuo di qualche minuto e che produce “affaticamento uditivo”) quello che possiamo fare non sarà esaltare uno strumento rispetto all’altro allo scopo di farlo scomparire, ma dovremmo al contrario tagliare parte di quello che non vogliamo.

Ecco “tagliare” lo abbiamo sentito dire per la prima volta negli antichi racconti biblici ed in tutti i libri in cui qualcuno sì prende la briga di farci migliorare. Il termine più ricorrente è: rinunciare, alleggerirsi di pensieri e di cose inutili ecc ecc.

Tagliare in acustica è la soluzione per ottenere pulizia. Le frequenze infatti non possono essere sovrastate come le onde di luce dove una coperta nera su una bianca annulla il bianco dalla nostra vista. Nelle onde acustiche il mantello nero sì somma al bianco diventando altro. Oltretutto in acustica non esiste neanche il concetto che dove voglio il bianco  scontorno la coperta nera immaginando come risultato una coperta bianca che ad un certo punto cambia in nera perché le onde acustiche sì influenzano, risuonano una dell’altra ( leggete il mio articolo sull’armonia)  producono onde figlie, ti tipo pure o spurie di diverso ordine e grado… una meraviglia nella mia mente.

Quindi bisogna fare molta attenzione. 

Come procedere?

Sé avete capito che da quella prima scelta scaturirà tutto il conseguente bisogna riflettere e prendere scelte opportune in quel momento che chiameremo momento iniziale.

Quale è la bussola con la quale orientarsi? La bussola segue la tipologia di viaggio.

Nel viaggio della famiglia potrebbe indicarci la via per la maturità, il comportamento sociale, il sacrificio e l’esaltazione dei valori morali e primordiali.

Nel viaggio del lavoro potrebbe essere quello della responsabilità , dell’approfondimento, della dignità e della serietà

Nella musica e nello specifico nel vostro e nel mio lavoro di produzione questa bussola ci indicherà il gusto e le caratteristiche che il brano dovrà avere.

Ed eccoci arrivati al dunque: sé il nostro è un brano di un quintetto d’archi barocco dovremmo orientarci e raggiungere la chiara percezione dello zigrinare degli archi immersi un ambiente acustico precisamente barocco come una chiesa di piccole dimensioni o uno stanzone con molti arazzi e mobili in legno. Niente vetro e niente riflessioni. il nostro “momento iniziale quindi sarà la scelta di un riverbero d’ambiente perfettamente replicato mentre in loop manderete una nota pizzicata di violino o viola al massimo. Questo è il momento iniziale. Tutte le scelte concatenate saranno in accordo e sulla scia di questa. La bussola vi porterà sempre più vicini nel viaggio alla metà. 

Un pezzo rock? Metal, rock, heavy rock o cosa? Siete i Def Leppard o meglio gli Yes ( sui quali ho un esempio molto utile)? Sé ascoltate tutta la produzione degli Yes...ed un certo punto vi imbatterete in un pezzo che sembra non centrare nulla con loro “Owner of a Lonely Heart”. Come è uscito questa produzione? Cambiando bussola. Cambiarono l’approccio e la loro mentalità. Il “momento iniziale” fu l’utilizzo del riverbero a camera DT250. Tutta la dimensione del pezzo ha alla base non una musica, ma un suono quello dello spazio realizzato dal riverbero. Togliete quello,  risuonatelo in un altro modo e non lo riuscirete mai a riprodurlo.

Ma attenzione non tanto perché il riverbero sia magico, ma per quello che ho spiegato fino ad ora e cioè che sul momento iniziale in cui fu suonata la chitarra acustica sul riverbero tutto il resto raggiunse l’insieme del mix che possiamo ascoltare ancora oggi e che ha reso questo brano UNICO nel suo genere. Altro esempio al volo Art of noise con i suoi Ah Ah Ah.

Per riassumere: dobbiamo prima di ogni cosa stabilire a tavolino quale suono vorremo raggiungere immaginandocelo o anche sperimentando e cercando di stabilire quali sono i componenti principali che lo caratterizzano e a quel punto procedere con il momento iniziale. Sbagliate questo e vi ritroverete nel deserto con la gomma sgonfia o peggio a copiare il brano di un altro.

Nei generi commerciali sì raggiune facilmente questo risultato per via delle tante librerie preconfezionate e per la rigidità con la quale produrre il genere, ma questo ovviamente non porta ad un successo, ma solo ed un lavoro di catena di montaggio.

Per concludere una nozione tecnica. 

Per “tagliare con successo”, se avete un problema nel vostro mix.. attivate un equalizzatore e fate uno sweep ( alzate l’incremento di una banda di frequenze a caso e poi variando il valore della frequenza velocemente la portate da un estremo all’altro dello spettro.) noterete dove la sensazione di disturbo sarà più accentuata. Prendete nota della frequenza e guardate quali strumenti sono presenti in quella frequenza. A questo punto dovete tagliare ( sacrificare qualcuno o qualcosa o una parte di essi) una parte di frequenze. Sicuramente dovrete preferire ( cioè lasciare intoccato) lo strumento principale fra i contendenti quello spazio. Siate crudeli nel tagliare. Non pensate che quel synth o quell’accordo di chitarra “era così bello”. Tagliate e basta dopo qualche tempo che avrete assunto questa modalità sposterete la vostra attenzione non più al singolo suono , ma all’intero brano, come d’altro canto fa il vostro pubblico. Nel caso sia particolarmente ardua la sentenza potete ricorrere a un equalizzatore dinamico che sì attiva solo quando uno degli strumenti in sovrapposizione sono presenti oppure come ultima possibilità il sidechain, di fatto un compressore che abbassa il volume dello strumento in concomitanza della presenza di un altro. Anche la cancellazione di fase è una opportunità; aumentate il volume di un suono identico , ma di fase opposta a quello da cancellare quando suona quello da tutelare  Ho lasciato poco spazio a queste nozioni tecniche perché è facilissimo imbattersi in qualche video su youtube copia della copia che ve lo spieghi mentre è quasi impossibile per voi trovare la spiegazione motivazionale da porre alla base di queste soluzioni che da sole non sono nulla o quasi nulla. Ricordatevi che la storia è fatta di persone che la creano e di altre che la raccontano. Non sì è cattivi sé la sì racconta, ma sì è utili agli altri sé la sì crea. Pensate prima di procedere, raccoglietevi in voi stessi, inventate cose o meccanismi o sistemi con cui migliorare il mondo intero. Gli equalizzatori che potete usare per risolvere il vostro mix ...qualcuno lì ha inventati, siate voi quel qualcuno, per piacere.

Antonio Chimienti 

blog Rock Targato Italia

 

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SAVE THE MUSIC, intervista a Claudio Formisano

SAVE THE MUSIC, OVVERO COME IL VIRUS COLPISCE L’ARTE E LA CULTURA E LE IDEE E LE AZIONI DI CLAUDIO FORMISANO.

Claudio Formisano è il Presidente della giuria di Rock targato Italia ma (incidentalmente!) è anche il referente per il mercato di CAFIM, la confederazione europea che rappresenta i maggiori produttori di strumenti musicali.

Visio: Buon pomeriggio, Claudio! Grazie mille per essere con noi.

Claudio: Ciao e grazie a voi!

Visio: Allora, tu sei il Presidente della prestigiosissima Giuria di rock targato Italia ma, nella vita, fai anche altro!

Claudio: Sì … in modo minoritario ma faccio anche altro. (ridiamo) soprattutto in questi giorni mi sto dando molto da fare perché purtroppo, nel mondo degli strumenti musicali non sta facendo niente nessuno. Io vedo che, per esempio, FIMI insieme agli altri della discografia (nonostante siano realtà diverse e in competizione tra loro) nel momento del bisogno si sono messe insieme e hanno fatto un manifesto di dieci punti chiedendo provvedimenti per il comparto al Presidente del Consiglio. La stessa cosa ha fatto Assomusica e il MEI. Nello strumento musicale non ha fatto niente nessuno se non richieste molto blande. Per questo, mi sono sentito in dovere di espormi in prima persona anche perché le prospettive sono poco incoraggianti

Visio: Puoi spiegarci?

Claudio: Si potrebbe parlate di settore della musica in generale ma, lo strumento musicale viene toccato in modo particolare dalla crisi Covid 19 per la conformazione stessa del settore: è un’attività industriale più piccola con una logistica… Il tema che noi ci siamo fermati a marzo e le nostre prospettive di ripresa sono per marzo 2021 … Tu dimmi qual è quel comparto o quell’impresa che può sopportare uno stop di dodici mesi…

Visio: Credo nessuno! Ma prima del Coronavirus come andava?

Claudio: Abbiamo avuto alti e bassi. Abbiamo subito la crisi del 2008 che da noi è arrivata in maniera pesante dal 2010. Questo è un dato abbastanza storico, nel senso che, a partire dalla vecchia “crisi del Golfo”, di crisi ce ne sono state più di una ma sono sempre durate due o tre anni e sono arrivate a toccare il nostro settore quasi mai o verso la fine e in modo marginale. La sostanza e la nostra fortuna è stata che queste crisi finivamo prima di poter arrecare un danno importante al nostro settore. Eravamo convinti che sarebbe successo così anche nel 2008 … Ma quella non è ancora finita adesso!! E’stato un crescendo di anno in anno. Nel 2014 ci sono stai cenni di ripresa e ci siamo un po’ illusi ma poi dal 2015 siamo caduti di nuovo nel baratro.

Visio: Quindi vi ritrovate con un problema più grave di altri comparti.

Claudio: Purtroppo si! Già colpiti dalla crisi economico/finanziaria ora si è aggiunto anche il coronavirus … Ma dobbiamo fare un’analisi un pochino più approfondita. Ad esempio, in Italia non tutte le aziende hanno sviluppato l ‘uso di internet. Infatti in Italia il 20% delle imprese non usano ancora internet. A questo aggiungi che il settore strumenti musicali è composto in grande numero da aziende piccole o piccolissime, spesso a conduzione familiare che non sono (spesso) orientate alla digitalizzazione e proiettati all’uso delle tecnologie più avanzate. Questa situazione già difficile di per sé ci penalizza ulteriormente in confronto agli altri paesi europei. In Europa in fatti, il comparto fa fatturati molto più importanti del nostro. Mi riferisco a Germania, in primo luogo, con oltre un miliardo di Euro di fatturato, Francia circa 680 milioni e Regno Unito circa 600 milioni mentre in Italia poco più di 350. la Germania è in testa ma vanta anche di aver acquisto 18 milioni di utenti ex DDR che avevano i soldi nel materasso e che volevano comprare tutto, compresi gli strumenti musicali. Quindi se consideriamo che in Germania abbiamo una popolazione di circa 82 milioni di abitanti la sua posizione è più giustificata mentre Francia, Italia e Regno Unito sono tutte intorno ai 60 milioni e questo evidenzia la carenza del nostro Paese.

Visio: Anche da un punto di vista dell’utente … Tu sai che io sono un vecchio ragazzo o un post hippie come mi hanno spesso definito … io ho una percezione mia. Io non comprerei mai una chitarra su internet … Io andavo in negozio, dovevo toccarla, provarla … tra l’altro, forse, per una tastiera elettronica posso immaginare di poter fare uno “strappo” e ordinarla in rete ma per una chitarra non lo farei mai … La chitarra ha una forma che si presta ad essere “accarezzata”, ha un po’ la forma del corpo femminile … Mi sentirei come uno che ordina una moglie per corrispondenza.

Claudio: (ride) Il paragone mi piace moltissimo! Però devi considerare come una società cambia … Dipende anche da come crescono le nuove generazioni … I ragazzi ormai non “scelgono” di fare acquisti in rete, lo fanno in modo naturale perché oggi quello è il sistema più diffuso e anche più rapido e spesso il più economico. Forse le persone della mia generazione la pensano diversamente. Tieni anche presente che con l’e-commerce hai del tempo per decidere se tenere o meno il prodotto che hai acquistato. In definitiva se guardiamo a fondo tutta la struttura del commercio è totalmente cambiata, inclusa quella dello strumento musicale. Ti porto un esempio che sto vivendo proprio in questo periodo in UK durante il lockdown, la Tanglewood ha aiutato i negozianti costretti a chiudere il punto vendita ma con molte richieste delle loro chitarre ha attivato il dropshipping ovvero la Tanglewood ha evaso dal proprio magazzino inviando il prodotto direttamente al consumatore ma fatturando al rivenditore. Siccome l ‘acquisto on line in U.K. è molto più sviluppato che da noi è stato sufficiente che la Tanglewood attivasse questo servizio per consentire sia a lei che hai suoi rivenditori una flessione delle vendite solo del 5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il futuro va in quella direzione, lo si voglia o no.

Visio: Io non voglio ma non me lo hanno chiesto! (ridiamo). Secondo me, entrare in negozio, guardare una vetrina …. Sono atti deliberati. Stare a casa aspettando che venga buona … Non so… Mi toglie un po’ di poesia. Io volevo anche chiederti com’è cambiato il cliente …

Claudio: Da quando è entrato in gioco l’e-commerce, non è cambiato il cliente è cambiato il modo di vendere e di comprare. Il mondo si è globalizzato. Le persone si comportano in modo molto simile ovunque siano. Guarda nel caso del Covid19. Quando è stata dichiarata l ‘epidemia in Cina nonostante il governo avesse rassicurato sulle disponibilità delle scorte alimentari la popolazione è corsa a vuotare i supermercati ma lo stesso fenomeno poi si è ripetuto a distanza di meno di un mese in Europa, tutta quella coinvolta con il covid19, e poi in America dopo un mese e mezzo, poi in sud America e così via. Possiamo allora dire che non è cambiato il cliente ma che è cambiata la società. Nel nostro campo questo cambiamento è stato particolarmente problematico perché ha una doppia anima che rende difficile la convivenza. La prima anima è quella   elettronica, tecnologica, digitale, di attualità, della novità senza respiro, robotica, che viaggia alla velocità della luce o forse più. L ‘altra invece tradizionale, classica, più riflessiva, più vicina alla natura, alla materia prima, alle sensazioni, ai profumi. Nell’ultimo ventennio, ci sono stati tre grandi cambiamenti sul nostro continente: l’Europa intesa come mercato libero, l’Euro e l’e-commerce. L’ e-commerce naturalmente è quello che siamo in grado di valutare più facilmente tra i tre perché tocca l’attività nella quale siamo coinvolti quotidianamente. In Italia la crescita dell’e-commerce, nel nostro settore, ha significato negli ultimi 15 anni la chiusura anzi la perdita del 25% dei punti vendita esistenti passando da 1340 a poco più di 900 questo perché in questi anni molti rivenditori non hanno voluto o saputo adeguarsi al nuovo deal digitale. Ma spendiamo due parole sullo stato delle cose ad oggi a seguito del corona virus. Il settore è stato bloccato da marzo, i negozi da allora non incassano un centesimo tranne quelli che sono organizzati sull’e-commerce ma abbiamo appurato che non sono molti. La riapertura è prevista per il 18 maggio ma, nel nostro caso, quella data ha un significato relativo in quanto la nostra attività viaggia in parallelo con quella delle scuole, ma le scuole sono state chiuse e riapriranno a settembre inoltre sono stati vietati concerti, musica live, festival, fiere fino a fine anno quindi le nostre possibilità sono quasi inesistenti. In tutti i casi, se tutto va secondo quanto ci è stato anticipato noi ricominceremo a lavorare verso la fine di settembre ciò significa che avremo meno di tre mesi per recuparare i sei mesi precedenti il che già la dice lunga. Ma i produttori e i distributori come si comporteranno in questo periodo? Facciamo una ipotesi: io distributore sono fermo da tre mesi, quindi non faccio nuovi ordini ai miei fornitori. Riprenderò le vendite a settembre vendendo quello che ho ora in magazzino ma, dopo un po’, non sarò più in grado di soddisfare le richieste perché non avendo inoltrato ordini al fornitore precedentemente per i motivi che ho appena detto non avrò scorte sufficienti. Va anche detto che i tempi di approvvigionamento nel nostro settore sono lunghi: dall’ordine al produttore ci vogliono quattro mesi per la produzione più uno di spedizione. Quindi se ordino a fine ottobre, che già sarebbe un miracolo, la merce mi arriverà ad aprile… ma non è tutto c’è una ulteriore aggravante, a gennaio, in Cina si festeggia il Capodanno cinese che blocca i processi produttivi dai trenta ai quaranta giorni che vanno ad aggiungersi ai tempi che ho appena detto.

Visio: Ma quindi come la risolviamo?

Claudio: E’ necessario un intervento immediato del governo a sostegno dei negozi di strumenti musicali perché il problema è di dimensioni tali che nessun altro al di fuori del governo può porvi rimedio. Inizialmente mi sono aggregato ad altri colleghi dello spettacolo che si sono mossi facendo subito appelli di vario tipo al governo. Ma vedi, quando parliamo di spettacolo, parliamo di una infinità di attività e di settori paralleli o complementari coinvolti quindi va bene aggregarsi ma poi ognuno deve agire per il proprio campo specifico perché le problematiche sono diverse per ognuno. Ma, visto che nel mio settore non succedeva niente di concreto, mi sono unito al “coro” e ho fatto una richiesta al Mibact di 100 milioni per il comparto strumenti musicali e il suo indotto.

Questa richiesta si è basata sui dati ricavati da una precedente esperienza vissuta con l’Onorevole Raffaello Vignali, che per tre anni ha aiutato il mercato degli strumenti musicali con il bonus Stradivari, nel mio nuovo appello ho quindi chiesto la Mibact di dare vita a un nuovo bonus ma riproporzionandolo alle necessità del momento tenendo a mente che noi saremo inattivi per quasi dodici mesi. In realtà nel caso degli strumenti musicali il bonus ideale per superare il covid19 sarebbe quello di riconoscere ai negozi il 25% del fatturato realizzato nello scorso anno. Il tutto distribuito equamente tramite una apposita commissione creata per la circostanza dal Ministero e con l’obbligo da parte dei beneficiari di dedicare l’importo ottenuto esclusivamente all’ acquisto di merci, di innovazioni nel campo internet e di marketing per rilanciare l ‘attività. Questa credo sia l’unica soluzione per evitare una ecatombe di chiusure e di fallimenti di negozi entro la fine dell’anno e allo stesso tempo per cercare di contenere una invasione ancora maggiore da parte dell’e-commerce internazionale che è molto più preparato molto più agguerrito molto più strutturato ma altrettanto bisognosa.

Visio: Non è roseo … ma capisco il realismo. Ho appena fatto un’intervista ad Antonio Chimienti che sostiene che, al contrario, il virus riequilibrerà le nostre esigenze, capiremo l’importanza delle piccole cose e farà ripartire la musica e le altre forme artistiche in modo più autentico. Vero è che la situazione, da un punto di vista industriale ed economico, è disastrosa. Poi, noi siamo molto più fragili di altri, la domanda è come verranno condizionati gli aiuti … Prendere ulteriormente dei soldi in prestito, dipenderà dalle condizioni con cui ce li daranno

Claudio: Io sono convinto come Antonio che le cose possono migliorare. Non possiamo uniformare tutto alla nostra quotidianità e convincerci o provare o convincere gli altri che quello è importante e cioè che la nostra vita in selfie sia importante, solo perché potenzialmente abbiamo un pubblico. E’ l’effetto dei social. Questo è una occasione unica per ripartire da zero ma sulla base di esperienze vissute che ci aiutino a prendere la giusta direzione. Questa è un’opportunità quindi non succederà automaticamente. Parlando del debito pubblico, il fatto che il nostro settore sia di nicchia ci agevola… Non abbiamo bisogno di miliardi. Un governo può preventivarlo! Dando un supporto ora al nostro settore si darebbe indirettamente una  nuova linfa vitale a tutti i settori dello spettacolo perché la musica è ovunque. C’è musica nei locali, nei concerti, nel cinema, nel teatro, nella danza, nelle case, nelle piazze, ristoranti alberghi, palestre , dal barbiere , nei centri commerciali, ovunque … Allora mi chiedo come si può non tenere conto di tutto questo?  Chi è al governo è consapevole delle conseguenze che ci sarebbero su tutta la società intesa come arte, cultura, intrattenimento spettacolo ecc. ecc. se non si pone rimedio ora?

Visio: Al di là dei soldi … Quali sono gli interventi?

Claudio: Aiutare tutte queste realtà, fare sistema, far ripartire il loro business. Nel mio piccolo, con la Cafim abbiamo messo a disposizione dei negozi che ne avessero fatto richiesta 2500 mascherine chirurgiche gratuitamente, suddivise in pacchetti non superiori ai 25 pezzi per poter accontentare almeno 100 negozi. Ho fatto caso che la maggior parte di quelli che mi hanno risposto sono realtà piccole o di provincia. Ma abbiamo riscontrato anche casi di negozi storici costruiti con i criteri del loro tempo e che non hanno nessuna possibilità di adattamento ai decreti di prevenzione emanati in funzione del Covid19. Il settore va aiutato, in USA la NAMM (National Association of Music Merchants, N.d.R.) tramite gli iscritti, che pagano una quota annuale, organizza la fiera di strumenti musicali più importante al mondo, trattandosi di una associazione, tutti gli utili vengono reinvestiti per la crescita del mercato e lo sviluppo della pratica musicale organizzando anche corsi, workshop, master class e molte altre iniziati di supporto e stimolo al comparto della musica. Penso che anche da noi sarebbe importante creare una realtà simile dove chi fa musica è al centro dell’attenzione. In questo periodo i musicisti si sono trovati isolati … Nelle conferenze stampa governative e delle pubbliche amministrazioni, si è dedicato tempo a parlare di palestre, jogging e massaggi e non si è detto neanche una parola su cultura e musica.

Visio: Lo sai che la cultura governativa qui è che con la cultura non si mangia, indipendentemente da chi governi.

Claudio: Sì, è una triste realtà ma vedi, un musicista pochi giorni fa ha postato questo pensiero: io vivo facendo musica, mia moglie pure e abbiamo due figli. Siamo cittadini di questo paese e facciamo i musicisti. Non è possibile che il Presidente del Consiglio in conferenza stampa dedichi una infinità di tempo parlando di massaggi e di palestre e sulla musica non dica una sola parola. Direi che questo esempio renda bene l’idea di come viene percepito il “fare musica” dai cittadini e dalle istituzioni. In Italia esiste un’associazione che si chiama Note Legali che in questi mesi ha fatto e ancora sta facendo miracoli per i musicisti proprio partendo dal concetto che siamo al punto zero e da qui si può aprire un nuovo capitolo della musica e dei musicisti. I musicisti sono lavoratori che hanno le stesse necessità di tutti gli altri lavoratori. Quindi, pensione, cassa integrazione e sanità. Il Presidente di Note Legali ha chiesto e ottenuto di sedersi intorno ad un tavolo insieme a molte associazioni di musicisti per analizzare le fattispecie ed i punti comuni. Così è nato il coordinamento delle associazioni di musicisti… ne sono arrivate ben sedici, fino a questo momento! Dobbiamo prenderci cura di tutti … Non possiamo abbandonare nessuno. Per questo mi sono esposto.

Visio: Grazie Claudio.

Claudio: Grazie a voi. Speriamo che nell’ immediato futuro ci siano delle azioni virtuose … Sia io che CAFIM ci siamo e ci mettiamo ulteriormente a disposizione.

di Paolo Pelizza con Claudio Formisano

© 2020 Rock targato Italia

 

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