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"Avere Anni 20" di Andrea Ettore di Giovanni

 

"Avere Anni 20" di Andrea Ettore di Giovanni con Joe Perrino, Leon Faun e Esseho

da vedere sul canale youtube e nel blog di Rock Targato Italia 

https://www.youtube.com/watch?v=67l0LteUJGI

 

Ho comprato un giocattolino dalla Cina per illuminare meglio La nuova puntata di Avere Anni 20, il format musicale atto ad informarvi sulle ultime news di settore e a compilare su Youtube e su Spotify la playlist “Canzoni emergenti italiane dal 2020”; anche questo weekend ho selezionato tre brani, il primo è
 
Joe Perrino - La gelosia Un brano destabilizzante, che parte con un chitarrone western alla Tarantino per poi confluire in un ritornello tarantello da paese. La voce maschile, corredata nell’inciso da cori, è un mix tra Carosone e Tom Waits; il testo, tra serio e faceto, tratta la gelosia ossessiva, di colui che attribuisce tutte le proprie nefandezze come responsabilità della partner. Una cosa diseducativa, mi verrebbe da dire, però tutto l’insieme, con una particolare menzione ai virtuosismi barocchi della voce femminile nel finale, rendono per me questo brano avanguardia pura. “la gelosia la gelosia la gelosia mi fa impazzì”
 
Leon Faun - Occhi Lucidi Chi è questo imberbe principino che evoca i vecchi crooners italiani ma che riesce a mischiare questa aristocratica antichità con poi una metrica modernissima. Bella la strofa, bellissimo l’inciso e molto funzionale se dato in paso al pubblico già dalla prima nota come in questo caso. Come avevo detto in qualche precedente puntata, non guardo il numero di visualizzazioni prima di aver ascoltato il brano. Non ho fatto eccezione questa volta e mi sono domandato se questo brano avesse avuto il successo che avrebbe meritato come spesso non accade in artisti che per me dovrebbero sfondare ed hanno invece poche centinaia di visualizzazioni. Questo Leon Faun ha sfonnato! Ad oggi più di un milione di visual. Allora quando alla gente gli si da la roba bona ancora se la magna, meno male, perchè magnate anche un sacco di…
 
Esseho - Costellazioni Ho pensato subito “Tha Supreme” sentendo le prime sillabe, è chiaro che il riferimento per i due è comune, qui c’è ancora più marcata la consonante pronunciata alla americana, che a me ricorda le interviste di Mastroianni che parlava a denti stretti perchè aveva paura che uscisse la dizione romana sguaiata. Cmq che qualcuno sia arrivato prima a proporre questo genere in italiano non toglie che la prosecuzione del discorso di questo Esseho sia valido. Ora la missione è allontanarsi dal precedente e creare uno stile personale. Io dico che sto ragazzo è sulla strada giusta chiudo

 

 

 

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"IO VOLEVO SOGNARE PIÙ FORTE" il nuovo disco di EDOARDO DE ANGELIS

EDOARDO DE ANGELIS

IO VOLEVO SOGNARE PIU' FORTE

(Etichetta IL CANTAUTORE NECESSARIO - edizioni MUSICA DEL SUD - Distribuzione EGEA MUSIC - CD e DIGITALE - Pubblicazione 15 gennaio 2021)

Un sogno in musica per l'Europa nel video racconto di Edoardo De Angelis e Jonathan Giustini: Guarda il video


I sogni non possono morire, la loro materia è inestinguibile. Possono cadere, infrangersi, o attraversare in volo tutti i mari in tempesta per giungere a un’anima che sappia ascoltarli, abbracciarli e dar loro conforto.

Ce n’è voluto del tempo perché un’idea straordinariamente felice come quella dell’Europa unita si facesse strada nel tempo, nelle discordie, nel sangue, fino alle tragiche esperienze delle guerre mondiali del secolo scorso, delle persecuzioni razziali, dei lager. 

 

Il cantautore romano festeggia il cinquantesimo anno di attività con un nuovo album in cui approfondisce parte delle tematiche da cui non si è mai distolto e su cui l’Europa si fonda: la difesa dei diritti (L’apertura della caccia), l’attenzione verso i più fragili (Lettera dall’inferno, Il lupo non verrà), il confine tra sogno e realtà (L’orso e la stella), la cura dei sentimenti (Nel mio cuore, Cuore selvatico), la posizione dell’uomo nel mondo e nella storia (Il dolore del mondo). Un album che si segnala anche per un tratto politico, forte e dichiarato, in favore dell’Europa unita, quasi un manifesto europeista, vedi le canzoni Prima d’essere l’Europa e Le strade d’Europa, scritte a quattro mani con Francesco Giunta.

Dall'inizio degli anni settanta, epoca d'oro del Folkstudio e del cantautorato italiano, Edoardo De Angelis ha scritto per sé e per altri, prodotto astri nascenti che si sarebbero poi affermati (Francesco De Gregori) e altri nel pieno della maturità artistica (l'indimenticabile Sergio Endrigo), credendo fortemente nella diffusione dello scrivere e interpretare la canzone come strumento principe della narrazione. Di questo suo amore per la canzone come forma d'arte, De Angelis ha fatto una ragione di vita e di lavoro. Più di venti album, in quasi mezzo secolo di attività, e infinite collaborazioni, da Mina a Tosca e Paola Turci, da Albertazzi, Camilleri, Paolini, Marcorè, a De André, Battiato, Dalla e moltissimi altri. Tra i suoi impegni sociali spicca quello contro la violenza, soprattutto nei confronti dell’universo femminile.  

Edoardo De Angelis

Facebook: www.facebook.com/edoardo.deangelis.125

YouTube: www.youtube.com/channel/UC1SIohaSaywn8QymmmbUohA

 

Blog: https://www.rocktargatoitalia.eu/

GIOVANNI TAMBURINO

 

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ArteVisione 2020: la vincitrice

ArteVisione 2020: la vincitrice

La giuria composta da Andrea Bellini, direttore Centre d’Art Contemporain di Ginevra; Rebecca De Pas, programmer Visions Du Réel; Dino Vannini, deputy Director / Head of Marketing and Communications, Sky Arte - Sky Arts Production Hub, conferisce il premio ArteVisione 2020 a Fatima Bianchi con Mater Frioul, perché “dimostra di essere capace di riadattare la classicità in uno stile contemporaneo e molto raffinato; dove musica e teatro diventano strumenti per un’esplorazione che si annuncia visionaria e radicata nella cultura mediterranea”.

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Il video di "Adesso cera" di Lena A

LENA A. 

ECCO IL VIDEO DI ADESSO CERA

GIOCARE A NASCONDINO CON LE PROPRIE EMOZIONI

UN BRANO CHE RACCONTA COME RIEMERGERE DALLA FOBIA SOCIALE

 

Nel video, ideato e diretto da Erica De Lisio è racchiusa l'essenza più vera del brano: siamo bravi giocatori di nascondino; nascondiamo noi stessi e le emozioni che ci rendono più fragili o quelle che abbiamo timore a vivere, nascondiamo talmente bene da pensare di aver seminato ogni cosa. Ma tutto ciò che abbiamo dentro cresce, fino a interrompere il sonno e poi la vita e l'unica salvezza diventa guardarsi allo specchio ed abbracciarsi, dirsi "ti voglio bene" e credere in quelle parole. Soltanto così potremo correre per gridare "tana libera tutti" e liberarci davvero. (Lena A.)

 

 

Dopo l’anteprima sul sito di Sky TG 24, esce il 14 gennaio 2020 il video di Adesso Cera, il nuovo singolo di Lena A. pubblicato il 18 dicembre 2020 per Uma Rercords e in distribuzione Sony Music. Il brano segue il singolo d’esordio Tra le dita ft. Giovanni Carnazza, pubblicato a settembre, e si tratta di un secondo capitolo per la cantautrice di Napoli che mescola emozioni, un’attitudine da timida cantautrice con un’anima più ossessiva, elettronica e notturna. 

Lena A., che continua la collaborazione con il produttore di Roma Giovanni Carnazza, descrive i sentimenti che più ci rendono immobili, il giudizio sociale, come ci vogliono gli altri e come ci sentiamo finalmente quando, semplicemente, capiamo che non ce ne importa più.

Giocare a nascondino con le proprie ansie e paure sembra salvifico all’inizio: le rinchiudi nei cassetti, sotto le lenzuola, le sommergi di sabbia, sperando che non facciano più rumore. Invece loro crescono, ti immobilizzano, arrivano a soffocarti, lasciano che il panico prenda il sopravvento su di te, finché non comprendi l’unica cosa da fare: smetterla di vivere secondo giudizi altrui e ascoltare ciò che hai sempre ignorato per poter correre libero, salvare te stesso e urlare “31 salvi tutti”.

BIO                                                                          

Lena come respiro, fiato, energia. Lena come il soprannome che le ha dato la sua migliore amica. Lena come una parola desueta italiana. Ed una A puntata come memorandum. Dietro quella A c’è Alessandra Nazzaro, classe 1996, nata sotto il segno dei Gemelli, in arte Lena A., è laureata Filologia Moderna, canta da quando ne ha memoria, suona il pianoforte dal momento in cui ha spento le prime 5 candeline. Le parole e la musica sono il fil rouge della sua vita. La sua musica è appartenente al genere pop-cantautoriale, immediata nell’esecuzione ma progettuale nei testi, con rimandi nascosti a diversi mondi: dalla letteratura al cinema, dall’arte alla psicologia. Ogni canzone, una metafora.


https://www.facebook.com/nazzaroalessandra/
https://www.instagram.com/lenaa.music/

 

 

blog: rocktargatoitalia.it

di: Nadia Mistri

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