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MEDEA al Teatro Menotti Milano

TEATRO MENOTTI

GIOVEDI 17 OTTOBRE ORE 20,30

MEDEA

DI EURIPIDE

 

Regia di Emilio Russo

Con Romina Mondello, Alessandro Averone, Camilla Barbarito, Paolo Cosenza, Nicolas Errico, Giovanni Longhin, Patricia Zanco

DAL 17 AL 27 OTTOBRE

Medea veste gli sguardi, i gesti, la voce di un’attrice di grazia, passione e talento come Romina Mondello, capace di tramutare intensità in essenzialità, di toccare la terra e guardare il cielo, di sedurre implicitamente ed esplicitamente uomini e dei per costruire un personaggio multidimensionale, che saprà essere sorprendentemente fuori dagli schemi.

La tragedia euripidea trova nella regia di Emilio Russo una lettura ideale e del tutto condivisibile ove il gioco tra vissuto e narrato, detto e immaginato diventa il fulcro della narrazione drammaturgica.

Le salon musical - Alessandro Cammarano

“Romina Mondello si rivela interprete sensibile, con una prova d’attrice non “scontata”, capace di accendere un’ampia gamma di sensazioni” .

Il Giornale di Vicenza – Chiara Roverotto

“Ciò che rende irresistibile la Medea di Romina Mondello è proprio la sua determinazione priva di passionalità esteriore e invece innescata da un fuoco che brucia tutto dentro di lei”.

Il Giornale di Vicenza- Antonio Stefani

 

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I colori dell’autunno 2019

 

Playlist

 

“I COLORI DELL’AUTUNNO 2019“ 

 

La musica indipendente, by Rock Targato Italia 

 

SPOTIFY:

 

https://spoti.fi/2OBAPES 

 

Realizzata da:

 

Divinazione Milano e Roberto Bonfanti (scrittore/artista)

Anche in questo autunno, Rock Targato Italia  prova a scattare una piccola istantanea di ciò che si sta muovendo in questi mesi nell’universo della musica italiana al di fuori delle mode, delle presunte hit e dei facili entusiasmi per i grandi numeri. Ecco dunque “I colori dell’autunno 2019”: una nuova raccolta di canzoni che porta avanti la tradizione ormai consolidata delle playlist “stagionali” marchiate Rock Targato Italia. Per tenere sempre le orecchie aperte su ciò che ci suona attorno anche mentre le foglie cadono e le mode crollano.

Mauro Pelosi – Acqua sintetica

Il clamoroso inaspettato ritorno, dopo ben 40 anni di silenzio, di un artista autentico.

Tv Lumière – Canzone bianca

Un affascinante soffio di malinconia notturna in chiave post-rock d’autore

Effenberg   – Altre cose degli abissi

Sonorità sintetiche, indolenza pop, atmosfere evocative e scrittura riflessiva.

Frigo – Via dei Bardi

La dimostrazione che si può anche fare indie-pop in modo intelligente e poetico.

Ginevra Di Marco & Cristina Donà – Un passo alla volta

L’unione affascinante di due delle voci femminili più importanti della musica italiana.

Paola Russo – Etienne Montgolfierre

Pop tanto immediato quanto elegante, fra gli anni ’80 e il prossimo decennio.

Andrea Cassese – La minoranza

Minimalismo musicale in chiave riflessiva. La rinascita del new acoustic movement.

Giancarlo Frigieri – Lungomare

Un incrocio poetico di storie di riviera fuori stagione nella più classica ballata rock.

Phomea – Solo aria

Rock d’autore, nervi scoperti e voglia viscerale di scavarsi dentro.

Gianulca Gill – Come in un disco di Franco Battiato

Il titolo dice già tutto. Pop d’autore raffinato e intelligente.

Giovanni Succi – Meglio di niente

Un personaggio emblematico della musica alternativa italiana con il suo stile unico.

I rumori di via Silvio Pellico – Sala prove

Gli anni ’90 non muoiono mai. Approccio lo-fi, inquietudine rock e sperimentazione.

Megàle – Stato di quiete

Grandissima personalità, trame vocali ricercate ed elettronica minimale inquieta.

Levia Gravia – Sarebbe facile

A volte basta poco: pochi strumenti, gli occhi aperti e tanta voglia di raccontarsi.

Levante – Bravi tutti voi

Una delle voci più amate e personali del panorama pop attuale.                                                 

Andrea Cassetta – Ipocriti di merda

Rabbia punk, chitarre taglienti e voglia di urlare in faccia al mondo la propria verità.

Il terzo istante – Dissolversi

Psichedelìa, alternative-rock, gusto melodico ed eleganza.

Daniele Brusaschetto – Fanculo mondo

Da un maestro del pop più destrutturato, una parentesi catartica fra rock e metal.

 

Roberto Bonfanti

 

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LA PARABOLA DI UNA RAGAZZA TEXANA.

LA PARABOLA DI UNA RAGAZZA TEXANA.

Era una ragazza bruttina del liceo. Priva di attrattiva per il gruppo di quelli più popolari. Anzi, era anche fatta oggetto di scherno e disprezzo, tanto da essere eletta come ”l’uomo più brutto della scuola”. Una vera loser che aggravava la sua situazione schierandosi apertamente per i diritti civili e contro la segregazione razziale nel Texas del Klan.

La musica dei neri, in particolare, l’affascinava .Quella commistione di tristezza e orgoglio, di impegno e forza d’animo dentro a quelle strutture poco lineari ma che ti entravano dentro. Così per gioco, cominciò a cantare nel coro della Chiesa  e registrò una serie di brani blues con J. Kaukonen (Jefferson Airplane) alla chitarra.

Frequentò con poco profitto l’Università ad Austin dove venne ammessa e dove finì per abitare in un quartiere dal nome tutt’altro che rassicurante di The Ghetto. Ma fece avanti e indietro dalla California dove visse anche a Haight Ashbury, l’Aventino degli hippies di San Francisco teatro della Summer of ’67. Non si esibì lì durante quella estate ma fu presente negli altri due appuntamenti epocali: il Festival Pop di Monterey e Woodstock.

 Non so quanti di voi hanno avuto la possibilità di vedere la sua esibizione dell’agosto del 1969 sul palco di Bethel, il più leggendario della Storia. E’ ipnotica. E’ energia e carisma. Ed è bellissima nel suo essere una ragazza normale. Dirà: “Sul palco faccio l’amore con venticinquemila persone, poi torno a casa da sola.”

Dichiaratamente bisessuale, coltiverà una lunga relazione con la sua amica e pusher Peggy Caserta.  Ebbe celebri amanti come Jimi Hendrix, Joe Mc Donald, Seth Morgan e, anche, Leonard Cohen che le dedicò una canzone in ricordo della notte passata insieme (Chelsea Hotel #2).

Le vessazioni subite da adolescente, però, le avevano lasciato dentro ferite insanabili che si erano manifestate con una fame, una brama di vita, di sesso, di eccessi.

Così comincia con l’eroina, dalla quale a tratti prova a liberarsi. Quella con la droga diventa la sua relazione più duratura.

Quella maledetta fame ce la porterà via il 4 ottobre del 1970, consegnandola alla leggenda in una stanza di hotel a Hollywood a soli 27 anni. Anche lei entrerà a far parte del tristemente famoso “Club dei Ventisette”.

Ma entrerà nella Rock ‘N Roll Hall of Fame, la rivista Rolling Stones la metterà al 46° posto della speciale classifica dei più grandi artisti di tutti i tempi e sarà insignita di un Grammy Award alla carriera.

Big Mama Thorton, una delle sue artiste di riferimento, di lei dirà: “Questa ragazza ha il mio stesso sentire”.

Rileggendo la storia di questa ragazza texana straordinaria e tragica, più che dell’artista, la cosa che colpisce è la grande umanità e l’impegno messi nel lottare per quelli che non avevano diritti, che si volevano lasciare indietro. Lo ha fatto nel modo che conosceva e che gli riusciva meglio. Forse, quella sua umanità potrà essere un esempio per questo mondo egoista, ottuso e fallito. Una piccola scintilla per provare a cambiare rotta nel tempo che ci resta.

Janis Joplin, 19 gennaio 1943 – 4 ottobre 1970

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

PS: Molti di voi mi hanno sollecitato con molti argomenti, negli ultimi giorni. Prima di cominciare questo “pezzo” è scomparso Peter Edward Baker detto “Ginger”, uno dei più grandi batteristi di sempre. Lo ricordiamo qui con grande affetto e con la certezza incontrovertibile che ci mancherà moltissimo. Così come il 26 settembre scorso è stato il cinquantesimo anniversario dell’uscita di Abbey Road, un album che è tra quelli consegnati al mito. La ricorrenza è stata celebrata con l’uscita di una Special Edition del disco che è (mentre scrivo) al primo posto delle classifiche nel Regno Unito. Ho deciso, alla fine, di ricordare Janis Joplin perché mi sono reso conto che ho parlato molto poco delle donne che pure hanno fatto grande la Storia della musica e del Rock. Con tutto il rispetto, mi sembrava doveroso colmare questa mancanza.

Il vostro amichevole Visionario resta sempre e comunque a disposizione per suggerimenti e critiche.

 

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66/67 un concerto spettacolo con Alessio Boni e Omar Pedrini

66/67

un concerto spettacolo

con Alessio Boni e Omar Pedrini

Teatro Menotti Milano

Con Stefano Malchiodi (batteria), Larry Mancini (basso), Carlo Poddighe (tastiere)

Testi di Alessio Boni e Nina Verdelli

Un progetto musicale nato dall’unione artistica tra Alessio Boni e Omar Pedrini.

Un susseguirsi in scena di musica, parole , canzoni ed immagini. Brani potenti ed emozionali della storia della musica che

dagli anni ‘60 ad oggi hanno composto la colonna sonora della vita di tanti.

«Questo è uno spettacolo – scrive Alessio Boni nelle note allo spettacolo – che nasce da un’amicizia e da una serie di coincidenze. A dividere me e Omar Pedrini è solo un anno io sono del 1966, lui del 1967, da qui il titolo. E un lago: il lago d’Iseo che separa il bresciano dal bergamasco. Non solo, inconsapevolmente io e lui ci siamo scambiati i sogni: io, da piccolo, avrei voluto fare la rockstar, Omar l’attore. Forse i nostri desideri incompiuti ci hanno dato la spinta per creare questo spettacolo.

                             Cresciuti con gli stessi riferimenti musicali, siamo entrambi convinti che alcune canzoni siano poesie. “

Per confermare i  biglietti può scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare allo 0236592538 o al 3479704557.

 

 

Teatro Menotti Milano

Come raggiungere il teatro 

 

PASSANTE FERROVIARIO: fermata Dateo

 

METROPOLITANA: linea MM1 fermata Palestro o Porta Venezia / linea MM2 fermata Piola (da qui, prendere tram o autobus )

 

TRAM: linea 5, 23, 33 fermata piazza Adelaide di Savoia / linea 29, 30 fermata piazza Tricolore oppure viale Piave

 

AUTOBUS: linea 54 fermata corso Indipendenza-via Bronzetti / linea 60, 62 fermata via Castel Morrone-via Modena / linea 61 fermata corso Indipendenza-via Bronzetti

 

BICICLETTA: BikeMi stazioni n° 24 Tricolore, 125 Fratelli Bandiera,126 Modena-Castel Morrone, 127 Risorgimento, 128 Indipendenza-Castel Morrone / www.bikemi.com / Pista ciclabile corso Indipendenza-viale Argonne

 

FILOBUS: linea 92 fermata piazzale Dateo

 

servizio RADIOBUS: attivo tutti i giorni dalle 13.00 alle 02.00 / info e prenotazioni 02 48034803 / fermata via Ciro Menotti 25

 

 

 

Parcheggi convenzionati

 

CLOUD PARKING c/o supermercato CARREFOUR, via G. Modena 8/10, riduzione a 2 € l’ora, presentando il tagliando ritirato in biglietteria.

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