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Francesco Caprini

Francesco Caprini

ANTONELLA BORALEVI "PRIMA CHE IL VENTO"

ANTONELLA BORALEVI

"PRIMA CHE IL VENTO"

(PAG. 416  – EURO 19)


DOPO IL SUCCESSO DE LA BAMBINA NEL BUIO (5 EDIZIONI, 6 SETTIMANE IN CLASSIFICA, 15.000 COPIE VENDUTE) BALDINI+CASTOLDI RIPORTA IN LIBRERIA IL PRIMO ROMANZO DI ANTONELLA BORALEVI.

UNA STORIA CHE PARLA DRITTO AL CUORE DELLE DONNE, AMBIENTATA IN ATMOSFERE DA SOGNO E RICCHISSIMA DI COLPI DI SCENA: ANTONELLA BORALEVI SI CONFERMA LA SCRITTRICE ITALIANA CHE MEGLIO SA RACCONTARE L’AMORE E LE SUE CONTRADDIZIONI.


«Boralevi è molto brava ad addentrarsi in un tessuto sociale cupissimo nella sua allegria mondana.»
Corriere della Sera

«Un omaggio alle donne che non hanno paura delle passioni.»
Donna Moderna


Estate del 1959. L’incanto di avere vent’anni, nell’Italia del boom. L’età in cui tutto sembra possibile e la felicità è a portata di mano.

Sulla spiaggia esclusiva di Forte dei Marmi dove i ragazzi di buona famiglia passano le vacanze, la timida e goffa Andreana, figlia di un nuovo ricco, si ritrova a guardare, con lo stupore negli occhi, un mondo scintillante. Una gioventù dorata, che trascorre il suo tempo in feste sontuose, notti brave alla Capannina, corse in Maserati e in motoscafo. Lei non appartiene a quel mondo, a quelle vite irraggiungibili. Ma l’incontro con Giovannella le apre le porte di quel paradiso fatto di seta e oro. Inaspettatamente, viene accettata. E accade l’imprevedibile. Ingenua, diversa, Andreana rompe gli equilibri di un universo solo all’apparenza perfetto. Ed è così che Alberico, il più bello, il più desiderato, la prende per mano e le brucia l’anima. È un amore scandaloso, violento e tenero, che infrange tutte le regole. Che svela ferite e segreti. Fino a che, nella notte del Ballo al Castello, accade una tragedia che travolge ogni cosa. E cambia i destini di tutti. 

Oggi. Quarantacinque anni dopo. Una villa antica, a Lucca.  Ostaggio di una malattia che da anni la paralizza, Andreana non può più resistere all’assalto dei ricordi. È di nuovo l’estate del 1959, è di nuovo quella fatidica notte. Ma ora non c’è più spazio per le menzogne. Solo per i rimorsi. E per la verità.

In un susseguirsi incalzante di colpi di scena, Antonella Boralevi ci regala il palpito vivo di un tempo favoloso. E ci accompagna in un viaggio irresistibile dentro il buio del cuore. Dove una colpa terribile aspetta di essere perdonata.

Una storia potente, che ci racconta il coraggio spropositato delle donne e la vigliaccheria degli uomini.

BIOGRAFIA: Antonella Boralevi è reduce dallo strepitoso successo de La bambina nel buio. Autrice di romanzi, racconti, sceneggiature, saggi, ha portato in televisione il talk show di approfondimento emotivo.

Tiene rubriche di opinione su quotidiani e settimanali. Il suo «Lato Boralevi» esce ogni giorno sul sito de «La Stampa». Ha pubblicato i bestseller Il lato luminoso (2007), I baci di una notte (2013), Storia del cane che mi ha insegnato la serenità (2015). È tradotta in Germania, Francia, Giappone, Russia. Per ora.

Il suo sito è www.antonellaboralevi.it

La sua pagina Facebook è Antonella Boralevi Official

Su Instagram è antoboralevi

Per scriverle: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Baldini 

 

DISTURBED: data italiana, il tour del nuovo album!

DISTURBED: data italiana, il tour del nuovo album!

 

Il 19 ottobre uscirà su Reprise Record il settimo album in studio, intitolato “Evolution”. DISTURBED, dopo tre anni di assenza, tornano in grande stile: “Evolution” è un disco che accoglierà le aspettative dei fan e un tour mondiale che li vedrà in Italia per un’unica tappa che si terrà il 22 aprile prossimo all’Alcatraz di Milano! 

A proposito del nuovo lavoro, la band dichiara: "Creare questo album è stato magico ed emozionante, comporre senza barriere e senza limiti, semplicemente seguendo le nostre più profonde ispirazioni. Influenzato da alcuni dei più grandi album rock della nostra giovinezza, ‘Evolution’ va oltre tutto ciò che abbiamo scritto in passato. È tempo per il mondo di ascoltare l’album più audace della nostra vita.”

Li attendiamo con grande entusiasmo per un concerto grandioso!

 

Ecco di seguito i dettagli:

 

DISTURBED

+ special guest

Manzoni Drawing Growing

Manzoni Drawing Growing

live painting presso la Fabbrica del Vapore di Milano

la performance fa parte della mostra Pop Revolution – Dominant Reality

opening venerdì 19 ottobre 2018 dalle ore 18 alle ore 21

Giovanni Manzoni Piazzalunga torna alla fabbrica del Vapore con i suoi wallpaper, carte abitate da corpi danzanti rincorrersi in intricate composizioni. Le figure vigorose nella loro possenza michelangiolesca, anche dal punto di vista dimensionale come quest’opera di due metri per sei, vivono qui non solo grazie al caratteristico uso che l’artista fa del caffè come colore, ma anche nelle diverse cromie di semitrasparenti inchiostri Ecoline di Colorificio Crippa. Puri e contrastanti, si distribuiscono tra le anatomie facendo immaginare una valenza simbolica e caratteriale delle singole figure con i suoi caratteristici incastri di movenze. Corpi che si fanno sineddoche dell'esistenza, personificando emozioni mutevoli nel loro insieme, in lotta tra loro o alla ricerca di un contatto con una differente od opposta parte della propria identità.

Oltre ai riferimenti a Michelangelo e al muralismo messicano di Diego Rivera, ciò che balza agli occhi nel lavoro su grande scala di Manzoni è la ripetizione postmoderna di alcuni elementi, ribaltamenti simmetrici di corpi o sue parti, mescolando iconografie lontane di figure religiose o storiche a quelle del quotidiano. I suoi lavori appaiono come enormi puzzle di carta, di disegni unici o pose ripetute.

Tutto questo repertorio fatto di una mitologia contemporanea riconduce ad un'energia spirituale che lo avvicina alle sue origini boliviane nel senso profondo del suo legame con quella che si definisce Pachamama. Se pensiamo ad essa come alla rappresentazione del paesaggio o di elementi naturali, per il Manzoni artista cresciuto all’interno di una metropoli come Milano dove pure ha assimilato il gusto pop della street art, l’energia della pachamama è urbana. Essa si irraggia dagli incontri e dalle persone, dall’uomo in generale che per lui si traduce e materializza nell’anatomia, per definire il corpo autentica celebrazione di una forza originaria invincibile. 

A proposito di questo  suo ultimo lavoro l’artista ha dichiarato: “le persone ritratte sono 12, anche se i corpi sono di più, sono dodici facce di un icosaedro a comporre le personalità di questo disegno. Di solito mi piace giocare con un corpo singolo e farlo giocare con se stesso, accostando e sovrapponendo diverse pose, ma ora più che mai sento il bisogno di comporre i corpi come se ci fosse bisogno di mostrare coesistenza tra le persone. Durante la colorazione legherò visivamente queste anatomie con un filo rosso, come a unire utopicamente ciò che qualcuno vuol mostrare sempre più separato e diviso. Le donne nel disegno appartengono a diverse etnie: dalla Polonia all’Italia attraversando il congo e infine passando in Bulgaria. Siamo diversi: è una cosa bella non una cosa da temere”.

 

Colorificio Crippa collabora da tempo con l'artista, evidenziando attraverso la qualità dei suoi prodotti l'espressione più diretta e personale dell'arte secondo Manzoni, il disegno. Esso non viene coperto o trasformato in vera e propria pittura, ma lascia che sia la linea a determinare la sua potenza immaginifica. Le ecoline utilizzate in puri colori timbrici a potenziare la volumetria anatomica, accanto ai bruni del caffè, evidenziano anche anche un chiaro riferimento alla simbologia dei colori: non sono lavorate attraverso la delicatezza di velature e sfumature dell'acquerello, ma seguendo la vigorosa geometria della definizione di peso e movimento delle figure in equilibrio dinamico tra loro.

Documentazione video, nei diversi momenti di costruzione dell’opera, a cura di Sofia Obracaj.

 

L’opera sarà esposta per tre giorni presso La Fabbrica del Vapore,via Procaccini 4, Milano

Venerdì 19 ottobre dalle ore 18 alle ore 21

Sabato 20 e Domenica 21 ottobre dalle ore 16 alle ore 19

 

ingresso gratuito

I colori dell’ autunno. Il rock è vivo anche se non lo sa

I colori dell’autunno. Il rock è vivo anche se non lo sa

Articolo pubblicato su Il GiornaleOFF spin-off culturale del quotidiano nazionale Il Giornale 

 

Francesco Caprini e Franco Sainini, i fondatori di Rock Targato Italia, sono due meravigliosi pazzi. Ma non lo sono solo per il fatto di portare avanti praticamente da soli, da oltre trent’anni, il più importante concorso musicale italiano. La loro pazzia si riscontra soprattutto nell’ostinazione con cui inseguono, proprio negli anni in cui ognuno gioca a fare il piccolo vip sui propri spazi social, l’utopia di ricostruire dal basso una scena musicale basata sullo scambio umano fra gli artisti e sul desiderio di comunicare contenuti vitali. Una follia così bella che non può che essere contagiosa e che finisce col concretizzarsi in progetti come la playlist I colori dell’autunno pubblicata su Spotify proprio in questi giorni.

L’obbiettivo del progetto è più che chiaro: mettere insieme quindici belle canzoni recenti per accompagnare l’arrivo dei primi freddi, ma soprattutto farlo scavando nel mondo delle sale prove girando al largo dai pur meritevoli artisti più in vista del momento. Una scelta, quest’ultima, dettata non da snobismo ma dal desiderio di dimostrare quanto il sottobosco musicale della penisola sia ancora potenzialmente fertile e ricco di talenti.

La scaletta della playlist, alla cui compilazione -è bene dirlo per trasparenza anche se il punto non è quello– ha collaborato anche chi scrive, si apre in modo quasi programmatico con le chitarre sferraglianti de Le Fleurs De Maladives e con la loro pungente “La grande truffa dell’indie rock”.

Il rock tornerà poi protagonista anche con le sonorità stoner di “Maschere” dei Casablanca, con il grunge d’autore di “Fuliggine” di Andrea Cassetta e con la potenza narrativa di “E dove andrai, Luchino?” degli Ismael, senza dimenticare le contaminazioni elettroniche da ballare di “L’ultima cosa che” degli Hotel Monroe o le commistioni combat folk di “Denaro” dei Nuju. Anche il pop in tutte le sue sfumature ha il proprio spazio, passando da quello più scanzonato di “Baciami forte” degli Sfighera quello intimista di “L’ultima notte” di Barberini, toccando il trip hop ombroso di “Keplero” diPriscilla Bei, le inquietudini morderne di “Notturno” degli Intercity o le riflessioni sociali di “La canzone del secolo” dei Remida, fino ad arrivare alla filastrocca lo-fi destrutturata “Championship manager” degli Scudetto. L’ultima direzione toccata è quella della canzone d’autore, ma anche qui si spazia fra approcci diversi fra loro: dal minimalismo poetico di “Il rito della città” di Francesco Pelosialle venature rock anni ‘70 di “L’ultima volta” di Andrea Robbiani, fino alla lacerante “Arrivederci Roma” di Paolo Saporiti.

Quindici stili per altrettanti artisti che testimoniano quanto, sotto alle macerie dell’indie più modaiolo e alla cortina di fumo dei social network, la scena musicale italiana sia sempre viva, anche se per permetterle di crescere seriamente servirebbero la convinzione che spesso manca agli stessi artisti, una consapevolezza tutta da ricostruire e una vagonata di sanissima follia.

La playlist è ascoltabile direttamente su Spotify a questo link.

     

 
Roberto Bonfanti

Roberto Bonfanti

Scrittore e artista, è nato in un sabato pomeriggio dell’anno in cui morì Piero Ciampi. Ha pubblicato cinque romanzi e diversi racconti. Ama raccontare storie pulsanti di vita e segue da sempre con attenzione ciò che accade nel mondo della musica italiana. Sul web: www.robertobonfanti.com

 
 
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