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Francesco Caprini

Francesco Caprini

Dal 4 al 27 novembre 2022 presso Teatro Out Off

 

Tutta casa, letto e chiesa
di Dario Fo e Franca Rame


con Monica Bonomi


e con la partecipazione di Tommaso Di Pietr

o
regia Lorenzo Loris
scene Lorenzo Loris e Luigi Chiaromonte
costumi Lorenzo Loris
interventi pittorici Giovanni Franzi
luci Luigi Chiaromonte
produzione Teatro Out Off

Il 4 novembre torna Tutta casa, letto e chiesa di Dario Fo e Franca Rame,
che ha avuto tanto successo nella stagione teatrale 2021/2022.
Produzione Teatro Out Off, in scena Monica Bonomi per la regia di Lorenzo Loris.

Oltre quel che viene riportato spesso dalle nostre cronache, ciò che rende ancor più necessaria questa ripresa sono le gesta che ci arrivano dall'Iran, dove ogni giorno le donne combattono eroicamente, a costo della propria vita, per ottenere i loro diritti più elementari.

Tre donne esilaranti, diverse e toccanti raccontano la propria quotidianità troppo spesso costellata di violenze e soprusi. Un testo del 1977 che ha fatto la storia del teatro, ma capace di parlare e illuminare generazioni di donne e uomini. Uno testo storico che continua a mantenere intatta la sua portata sociale e la sua forza comica.

 

 

Due biglietti al prezzo totale di 14 euro

 

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TENACIOUS D: la band di Jack Black e Kyle Gass sarà a Milano a giugno!

Il grande ritorno sulle scene della rock band più leggendaria di ogni tempo è realtà!

JACK BLACK e KYLE GASS riporteranno TENACIOUS D nel nostro Paese il prossimo anno per l’unica data italiana del loro tour europeo.
Il concerto si terrà sabato 10 giugno 2023 al Carroponte di Sesto San Giovanni (Milano).
Biglietti disponibili su Ticketone da venerdì 4 novembre alle ore 10:00.
Radiofreccia è la radio ufficiale del concerto dei TENACIOUS D.

I dettagli della data:
TENACIOUS D
+ special guest
Sabato 10 giugno 2023 – Carroponte, Sesto San Giovanni (Milano)

ORARI
Apertura cancelli: 18:30
Inizio concerti: 20:00

BIGLIETTI
https://www.ticketone.it/artist/tenacious-d/
Prezzo del biglietto in prevendita: €40 + d.p.
Prezzo del biglietto in cassa il giorno del concerto: €46
Vip Package Early Entry: €135,25
Il pacchetto include:
- Un biglietto posto unico in piedi
- Ingresso anticipato
- un articolo in regalo Tenacious D in edizione limitata
- Laminato VIP* commemorativo con cordino
- Personale in loco e punto di raccolta e ritiro
*I laminati sono solo a scopo commemorativo. Il laminato NON autorizza l'accesso alla Venue, aree VIP o backstage.

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Non solo rock. Torna sul podio dei Pomeriggi Musicali il direttore principale ospite Alessandro Cadario

Torna sul podio dei Pomeriggi Musicali il direttore principale ospite Alessandro Cadario per i concerti in programma questa settimana per la 78a Stagione 2022/2023 al Teatro Dal Verme di Milano giovedì 3 novembre alle ore 20 (con replica sabato 5 alle ore 17; biglietti da 8 a 20 euro + prevendita). Per la prova generale di giovedì alle ore 10 in Sala ci saranno anche gli studenti di alcune scuole milanesi e gli abbonati alla serie “In anteprima” dei Pomeriggi Musicali.

Il programma musicale si apre con il celebre e intenso Adagio per archi di Samuel Barber seguito dal Concerto per violino dello stesso statunitense affidato all’archetto di Roman Simovic, primo violino della London Symphony Orchestra, che torna attesissimo con il suo Stradivari 1709. Quindi nella seconda parte atmosfera diversa con le suite da due celebri pagine di Manuel de Falla, El amor brujo e El sombrero de tres picos.

«Nasce su entrambe le sponde dell’Atlantico – scrive nelle note di sala Raffaele Mellace – la musica in programma, concepita in un’unica stagione, la finestra temporale tra la Prima e lo scoppio della Seconda guerra mondiale: un quarto di secolo in cui la musica d’arte è alla caccia di vie nuove, ricerca cui soccorrono in misura determinante linguaggi periferici rispetto alla tradizione centroeuropea. Di quella congiuntura storico-estetica rappresentano casi emblematici, ancorché molto diversi, Manuel de Falla e Samuel Barber. Il secondo, americano di West Chester, Pennsylvania, classe 1910, scrisse in gioventù entrambi i lavori in programma, entrambi baciati da notevole successo. Straordinario addirittura quello del primo, l’Adagio per archi op. 11, che si è imposto come la pagina più celebre d’un autore dalla produzione prolifica e varia, per due volte Premio Pulitzer. Barber lo estrapolò dal Quartetto per archi n. 1 composto nel 1936 a Roma. Il pezzo non poteva avere esordio più fortunato, poiché lo tenne a battesimo Arturo Toscanini, il 5 novembre 1938 a New York con l’Orchestra dell’NBC. […] L’anno dopo il debutto dell’Adagio Barber mise mano a una composizione sinfonica più ambiziosa, un concerto per violino, oggi probabilmente il più popolare lavoro del genere proveniente d’Oltre Atlantico».Sulla sponda europea ritroviamo Manuel de Falla e due suoi celebri balletti El amor brujo e El sombrero de tres picos dei quali saranno preparate delle suite da concerto. «Il compositore andaluso scrisse il primo, la “gitanería” El amor brujo, al rientro in Spagna dalla cruciale esperienza a Parigi, dove aveva consolidato la consapevolezza […] delle potenzialità straordinarie del patrimonio musicale iberico. […] Documentatosi sulle tradizioni dei gitani, gli zingari stanziatisi in Spagna, Falla vi ricrea lo spirito del folklore iberico profondo, di cui intende esaltare […] il carattere primitivo e quasi materico. Di questa partitura vitalissima, che s’affermò sulla scena internazionale sempre a Parigi dal 1928, il compositore aveva tratto già nel 1916 una suite sinfonica. Tali caratteristiche si ripropongono amplificate nelle due suite tratte dal balletto successivo, El sombrero de tres picos, commissionato da Sergej Djaghilev per i Ballets russes, che lo proposero il 22 luglio 1919 all’Alhambra Theatre di Londra, con la direzione di Ernest Ansermet, le scene e i costumi di Picasso e la coreografia di Léonide Massine, che vi danzava il ruolo principale. È l’immagine sonora d’una Spagna rutilante di colori quella trasmessa da questo adattamento del racconto El corregidor et la molinera di Pedro Antonio de Alarcón, in cui un giudice con il tricorno di ordinanza corteggia una mugnaia, rendendosi ridicolo davanti alla popolazione locale, che lo tratterà come un fantoccio».

Sabato 5 novembre alle ore 15, nella Sala Terrazzo del Teatro Dal Verme, prosegue il ciclo di incontri condotti da Michela Fregona e intitolato “Milano racconta - La città di scena”: quattro appuntamenti dedicati alla città di Milano, protagonista di alcuni recenti romanzi e di un grande classico. Attraverso il dialogo con i suoi ospiti, Michela Fregona evoca aspetti diversi della città, in questo caso quella della moda, del lusso e della proiezione in avanti – sempre, nelle pagine di Dress Code Rosso Sangue (Mondadori) di Marina Di Guardo, presente naturalmente all’incontro (ingresso libero sino ad esaurimento dei posti disponibili). Il jet set milanese, i locali più esclusivi e ambigui della città della moda e giù in fondo al cuore, a volte nerissimo, dei suoi protagonisti.

«In quattro movimenti» afferma Michela Fregona, curatrice del ciclo, «una convocazione a teatro del mondo di fuori: il racconto della città e delle sue storie nella voce di chi ne ha scritto, per festeggiare, in una delle scene che l’immaginazione ha tenuto viva per oltre un secolo, i centocinquant’anni del Teatro Dal Verme».

Teatro Dal Verme

giovedì 3 novembre ore 10.00 in anteprima

giovedì 3 novembre ore 20.00

sabato 5 novembre ore 17.00

Orchestra I Pomeriggi Musicali

Direttore Alessandro Cadario

Violino Roman Simovic

Samuel Barber (1910 - 1981)

Adagio per archi op. 11

            Molto adagio

Concerto per violino e orchestra, op. 14

Allegro

Andante

Presto in moto perpetuo

 

Manuel De Falla (1876 - 1946)

El amor brujo (Suite)

El sombrero de tres picos (Suite n. 1)

Roman Simovic violino

Il brillante virtuosismo, l’innata musicalità e un’ampia immaginazione hanno portato Roman Simovic a esibirsi in tutto il mondo, nelle più importanti sale da concerto. I numerosi premi vinti in concorsi internazionali (Rodolfo Lipizer, Sion-Valais, Yampolsky Violin Competition, Henryk Wieniawski Competition) lo hanno imposto come uno dei più importanti violinisti della sua generazione. Come solista si è esibito con alcune tra le più prestigiose orchestre al mondo (London Symphony Orchestra, Orchestra del Teatro Mariinskij, Orchestra del Teatro Regio di Torino, Franz Liszt Chamber Orchestra, Camerata Salzburg, Poznan Philharmonia, Prague Philharmonia, BBC Scottish Symphony Orchestra) con direttori quali Gergiev, Pappano, Harding, Noseda, Kristjan Järvi, Belohlavek, Heras-Casado, Znaider, Wilson, Elder. Regolarmente invitato a suonare nei più importanti festival internazionali, collabora stabilmente con musicisti quali Leonidas Kavakos, Yuja Wang, Gautier Capuçon, Tabea Zimmermann, Mischa Maisky, Shlomo Mintz, François Leleux, Itamar Golan, Simon Trpčeski, Janine Jansen, Julian Rachlin. Molto attivo anche in ambito didattico, tiene frequenti masterclass negli Stati Uniti, Regno Unito, Corea del Sud, Serbia, Montenegro, Israele e Italia. Simovic è primo violino solista della London Symphony Orchestra e suona un violino Stradivari del 1709 donato da Jonathan Moulds, presidente della Bank of America.

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Alessandro Cadario direttore

Musicista eclettico nel repertorio e attento alla prassi esecutiva dei diversi stili, ha diretto nel corso della sua carriera concerti sinfonici, opere e balletti nelle stagioni dei principali enti lirici e festival italiani ed internazionali, salendo sul podio di importanti orchestre come l’Orchestra del Teatro Mariinskij, il Coro e l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra Filarmonica di Monte Carlo, l’Orchestra Filarmonica della Fenice, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, il Coro e l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, il Coro e l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, l’Orchestra Regionale della Toscana, l’Orchestra Haydn, la Filarmonica Toscanini. Nel 2015 ha diretto al Teatro alla Scala, nella cornice del Festival delle Orchestre Internazionali e, dal 2016, è Direttore ospite principale dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano. Nel 2017 è stato scelto dalla Presidenza del Senato per dirigere il concerto istituzionale, trasmesso in diretta su Rai1 dall’Aula del Senato. Nel 2018 ha debuttato al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e nel 2019 ha inaugurato al Teatro Filarmonico la stagione sinfonica della Fondazione Arena di Verona. Nella stagione 2020-2021 ha debuttato al Rossini Opera Festival con Il viaggio a Reims e ha diretto al Teatro Carlo Felice di Genova L’elisir d’amore e una nuova produzione della Serva padrona abbinata a Trouble in Tahiti. Tra gli impegni recenti e prossimi il ritorno alla Royal Opera House di Muscat, al Festival del Maggio Musicale con la prima assoluta di Jeanne Dark di Fabio Vacchi e la prima assoluta di Opera italiana di Nicola Campogrande al Festival della Valle d’Itria.

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I concerti della 78a Stagione sono programmati come sempre il giovedì alle ore 20 e il sabato alle ore 17 al Teatro Dal Verme.

Una novità: Trenord diventa Travel partner della Fondazione I Pomeriggi Musicali e offre ai propri abbonati con la tessera “Io viaggio” lo sconto del 25% sui biglietti e gli abbonamenti.

 

Teatro Dal Verme

via San Giovanni sul Muro, 2 - 20121, Milano

Tel. 02 87 905 – www.ipomeriggi.it

 

La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a sabato ore 10:30 – 18:30

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / tel 02 87905 201

 

Vendita online www.ticketone.it

Floriana Tessitore

Ufficio stampa I Pomeriggi Musicali

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+ 39 3387339981

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Gli ascolti di novembre 2022

articolo di Roberto Bonfanti

Districarsi nella selva delle uscite discografiche autunnali è un lavoro non da poco: un’impresa seconda forse solo alla ricerca di un grammo di verità minimamente rilevante fra le pagine di un qualsiasi giornale italiano, quanto a impegno richiesto. Anche se per fortuna con i dischi abbiamo molte più possibilità di ottenere qualche soddisfazione. Proviamo dunque anche in questo novembre più che mai confuso a proporre qualche ascolto interessante.

Manuel Agnelli esordisce come solista con “Ama il prossimo tuo come te stesso”: un album viscerale fatto di canzoni irregolari che non tradiscono l’immaginario artistico dei migliori Afterhours. Un disco pieno di inquietudini che, mischiando approccio rock abrasivo, toni enfatici, sguardo dolente e verve da cantautore oscuro, ci restituisce, dopo un lungo silenzio discografico, un artista in ottima forma.

È un disco rock d’autore nel senso più puro del termine, “Gli occhi aperti non vedono tutto” dei Màdrega. Un album fatto di brani che sanno di fumo, di asfalto e di whisky che scaricano sull’ascoltatore tonnellate di pensieri, fra momenti intimi di solitudine e uno sguardo caustico sul mondo circostante. Un lavoro diretto e notturno che sa toccare le giuste corde mettendo al centro della scena la sostanza e le canzoni.

C’è una poetica delicatissima e fragile alla base della musica di Roberto Casanovi. Un mondo fatto di atmosfere rarefatte e pochi suoni dilatati sui quali il cantautore lombardo sussurra piccole malinconie, lampi di poesia quotidiana e perle di intimismo andando a comporre, con il nuovo “Gli occhi di una preda”, un lavoro tanto intenso quanto solitario da gustare con la doverosa calma prendendosi una pausa da ogni cosa.

Deve amare giocare con l’elettronica in ogni sua sfumatura e costruire intrecci di pensieri intimi e riflessioni sulla vita, il ligure Theft Giacomo Grasso. Nasce così il suo EP d’esordio intitolato “Rivalsa”: cinque canzoni dalle sonorità spigolose che spesso si muovono ipnotiche come filastrocche casalinghe distorte che saltellano fra beat elettronici, echi anni ’80 e ’90 a bassa fedeltà e castelli di pensieri in costante fermento.

Suona come un viaggio che congiunge Napoli con l’Islanda passando per Bristol, il nuovo album di Meg. “Vesuvia” si presenta infatti come un disco in cui basi elettroniche dalle atmosfere ipnotiche che spaziano fra trip-hop e synth pop si impastano con la particolare voce dell’ex 99 Posse andando a comporre un cocktail sonoro urbano intrigante e moderno in cui momenti ballabili sanno fondersi con un pop più riflessivo.

Sono le parole, le melodie e il pianoforte, il cuore di “Piano piano” di Jack Anselmi: un ep di cinque brani (fra cui una cover) in cui l’artista milanese accarezza con garbo la canzone d’autore più classica, con il gusto di spaziare fra momenti più intimi e altri giocosi, fra aperture swing e parentesi di pura malinconia, rivestendo poi il tutto con arrangiamenti raffinati al centro dei quali spiccano sempre i tasti bianchi e neri.

Roberto Bonfanti
[scrittore]

www.robertobonfanti.com

 

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