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Francesco Caprini

Francesco Caprini

DISCHI SOVIET STUDIO FESTIVAL

DISCHI SOVIET STUDIO FESTIVAL
L’etichetta padovana festeggia i 10 dieci di produzione musicale

 
Nata dall’idea di Matteo Marenduzzo, esattamente dieci anni fa, l’etichetta discografica Dischi Soviet Studio ha prodotto più di quaranta album e dato voce a circa trenta gruppi musicali. 
Seguendo questa filosofia Dischi Soviet Studio ha continuato per un decennio a portare avanti la musica indipendente arrivando a celebrare questi anni in un festival che riunirà alcuni dei suoi gruppi il 18 gennaio 2019 al Vinile Club di Rosà. Suoneranno per l’occasione A Toys Orchestra, una tra le più longeve ed autorevoli band italiane che, contro ogni trend e moda passeggera, continuano ad utilizzare per le loro canzoni la lingua inglese, molto più nelle proprie corde per ovvi motivi legati al genere da loro proposto. Gli Alcesti da Treviso con il loro rock fresco, che spesso cavalca le onde del post-rock fino ad infrangersi sugli scogli più crudi del rock alternativo. I Bob Balera, quintetto padovano che con l'ultimo album E' difficile trovarsi ha conquistato sempre più consensi unendo l’indiepop al cantautorato italiano. Limone che con il suo live intimo ma non privo di testi taglienti, parla dello spaccato della società attuale tra amore, rabbia e disillusione. 

 

Siete tutti invitati!

EVENTO FACEBOOK

Link Utili
www.dischisovietstudio.it
www.facebook.com/dischisovietstudiolabel/
dischisovietstudio.bandcamp.com

 

ILIADE da OMERO

ILIADE 
da OMERO 
progetto e regia CORRADO D'ELIA 
con CORRADO D'ELIA 
ideazione scenica, grafica e foto di scena CHIARA SALVUCCI

 


Cari amici,
manca pochissimo al debutto di ILIADE e abbiamo già aggiunto 7 REPLICHE STRAORDINARIE!!!

State chiamando in tantissimi, i telefoni squillano senza sosta... Viva!

E allora per condividere con tutti, nessuno escluso, questo straordinario album di Corrado d'Elia, ecco le nuove repliche straordinarie:
 

sabato 12 e 19 gennaio ore 19
(in aggiunta a quella delle ore 21)
domenica 13 gennaio ore 19 e ore 21
(in aggiunta a quella delle ore 16.30)
domenica 20 e 27 gennaio ore 19
(in aggiunta a quella delle ore 16.30)

Lo spettacolo sarà in scena anche venerdì 11, 18, 25 gennaio alle ore 21

"d’Elia ha il fascino ancestrale e ipnotico degli antichi aedi. Con sapienza e infinito amore scuote via la polvere dai versi, li libera dalla gabbia della metrica e ce li restituisce luminosi e vibranti, risvegliando emozioni lontanissime e sopite" 
(CINELAB.IT​)

 

Prenotate subito!

 ALTALUCETEATRO
02.6597726 / 348.7076093

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Tutte le info qui

 

     Compagnia Corrado d'Elia

     via Savona 10 20144 Milano
     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  1. corradodelia.it
 

DAVIDE MARCHETTA A ROCK TARGATO ITALIA - 22 GENNAIO MILANO

Davide Marchetta. qui di seguito, nell' intervista dall'ufficio stampa Divinazione Milano sarà tra i protagonisti di Rock Targato Italia al LegendClub di Milano 

Davide Marchetta 

-Come sei/siete avvicinati alla musica? Mi sono avvicinato alla musica fin da piccolino, guardando dei video su youtube di Ligabue, che suonava in acustico nei teatri.

-Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri? È stata un esigenza, iniziare a scrivere brani miei è stata un cosa del tutto naturale. Dopo i primi mesi in cui ho imparato a suonare da autodidatta la chitarra, da quel momento in poi ho iniziato a scrivere in maniera del tutto naturale.

-Con parole vostre come definireste la vostra musica? La definirei una musica sincera, che puó piacere o non piacere, ma nei testi e nella musica c’e il vero Davide.

- Il nome della band o il nome da artista, come nasce? Ho scelto di lasciare il mio nome “Davide”, non mi piace essere identificato in un nome d’arte, preferisco mantenere il mio nome.

-durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico? Mi stimola un sacco vedere le persone che si stanno divertendo e magari emozionando anche un po’. Vedere una persona emozionarsi con la tua musica, penso che sia il massimo che si possa ottenere.

-Qual'e un risultato che maggiormente vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste? Mi viene più semplice dire cosa non vorrei. Non vorrei cadere nella banalità di una produzione scontata, e con scopi puramente commerciali.

-La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro? Purtroppo in questi ultimi anni credo si siano perse anche molte emozioni nel fare la musica, nel suonarla, nel scriverla. Mi sembra che sia diventata una questione puramente economica ora.


- Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione? Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro, come vi organizzate? Si, mi affido ad un arrangiatore, dove insieme cerchiamo di tirare fuori il meglio. Passiamo molto tempo a cercare qualche etichetta anche indipendente, che ci dia la possibilità di poter distribuire la nostra musica a piccoli passi.

- Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve? è cresciuto? qual'è la tua opinione Credo che il suo ruolo sia ancora importante, purchè sia un etichetta seria e con persone che davvero tengono al prodotto che fanno uscire. Anche se per questioni economiche, pubblicitarie, e tante altre cose, la lotta con la major è ancora difficile.

- Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro? Più che migliorare l’organizzazione, cercherei di eliminare tutte quelle persone poco serie, che si spacciano per professionisti, e alla fine cercano solo di guadagnare qualcosa a dispetto dei ragazzi giovani e con talento, che per seguire i loro sogni magari si affidano a persone sbagliate.

-Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nel vostro regione di origine? Nel mio sogno non è propriamente un locale, ma è uno stadio. Lo stadio San Siro di Milano. È un sogno ambizioso, ma vale la pena per lo meno sognare.

-Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno? Progetti futuri? Gli artisti che hanno mi hanno maggiormente influenzato sono in assoluto Ligabue e i Modà. Ascolto di tutto, qualsiasi genere… ma sin da piccolino erano gli unici due artisti che erano in grado di farmi emozionare. Per quanto riguarda i talent show, credo che diano molta visibilità, ma credo anche che usino i ragazzi come merce da usare , sfruttare la loro immagine per poi buttarli una volta finito il loro tempo. Per quanto riguarda i miei progetti futuri, sto lavorando a un nuovo EP cercando sonoritá moderne, senza modificarmi troppo.

BLOG www.rocktargatoitalia.eu

Ufficio Stampa Divinazione Milano

OrigliaLaMusica a Rock Targato Italia

Il 29 gennaio appuntamento live con Rock Targato Italia al LegendClub di Milano. Tra i protagonisti della serata l'artista OrigliaLaMusica. qui di seguito l'intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano.

  • Nome artista
  • Come sei/siete avvicinati alla musica?
    • Da bambino volevo fare il batterista, poi questioni di spazio in casa mi hanno dirottato sulla chitarra. Ho sempre avuto la passione della musica in particolare nella creazione di brani miei originali.

Ai tempi del Liceo mi dilettavo a comporre piccoli pezzi sovraincidendo le parti con due registratori.

  • Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?
    • Ho sempre cantato, come si fa nelle feste e nelle gite tra amici. Non avevo però mai pensato a me anche come interprete vocale, ed infatti le prime composizioni erano esclusivamente strumentali.

Quando sempre più persone mi hanno detto anche che cantavo bene, mi sono convinto a studiare canto, oltre alla chitarra, e a scrivere i miei testi, All'inizio pensavo di non esserci portato, ma poi sono

riuscito sempre di più anche in questo.

  • Con parole vostre come definireste la vostra musica?
    • Canzoni per sognare, evadere consapevolmente, riflettere divertendosi sulle nostre questioni personali e sugli aspetti della nostra epoca. Musica divertente, accattivante, ma che si esprime attraverso

testi anche seri, che invitano a pensare, ma in modo leggero

  • Il nome della band o il nome da artista, come nasce?
    • Qui la risposta è facile. L'idea nasce dal gioco di parole costituito dal mio cognome. Il messaggio è di proporre una rivalutazione dell' ''ascolto''. Oggi è molto difficile essere ascoltati. Tutti parlano,parlano...

persone, media, slogan e spesso, molto spesso, non ci si comprende. Il mio ''nome d'arte'' vuole essere un invito a riprendere l'abitudine ad ascoltare, la musica principalmente, ma un po' tutto in generale.

Inoltre ''origliare'' significa ascoltare con attenzione, spiare, carpire quello che viene detto. E mi auguro che ciò venga fatto con la mia musica. 

  • durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?
    • Il contatto con il Pubblico è la prima cosa. ''Sentire'' di aver catturato la sua attenzione, perchè il brano è coinvolgente, suonato e cantato bene, o perchè si riesce a percepire di averlo in qualche modo ''toccato'',

è quello che ti dà la carica, ti incoraggia, ti stimola a proseguire, a fare sempre meglio.

  • Qual'e un risultato che maggiormante vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?
    • Avere la sensazione che quello che scrivo, compongo, realizzo, rispecchia molte delle sensazioni, dei sentimenti, del modo di essere di tanta gente, è quello che mi appaga di più, perchè significa essere riuscito

ad interpretare non solo le mie passioni, ma anche quelle comuni un po' a tutti. Quello che non vorrei mai invece è di cambiare il mio modo di esprimermi assecondando in modo becero le mode e i trend del momento,

meglio avere un seguito, magari non molto ampio, che ti apprezza per quello che esprimi, piuttosto che una notorietà in fondo effimera legata a qualche facile luogo comune.

  • La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?
    • E' per me un po' di tutto questo. Non vivo solo di musica, ma sicuramente fare musica è un lavoro. E' un po' come quando vediamo una gara sportiva, nel giro di alcune decine di minuti o di qualche ora

si esprime la performance. Tutto il tempo di allenamento, preparazione, fatica per raggiungere lo scopo, è una cosa al Pubblico praticamente sconosciuta. Certo l'ispirazione, l'emozione, la condivisione possono

sembrare cose imponderabili, ma è giusto che il lavoro fatto per realizzarle sia riconosciuto. In questo senso la musica è anche economia.

  • Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione?  Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro,  come vi organizzate?
    • Credo che la distribuzione, intesa anche e soprattutto come possibilità di farsi conoscere, sia la cosa più importante. Personalmente curo io gli arrangiamenti avvalendomi di suoni virtuali per mezzo del computer, scrivendo le parti orchestrali della partitura, batteria compresa. Suono ovviamente le parti di chitarra e registro il canto e le parti vocali. Finora si è trattato di brani per lo più dimostrativi, anche se curati e di alta qualità, ed infatti li utilizzo anche nelle esibizioni dal vivo, una sorta di band virtuale, che possa ben presto tradursi in una, reale, che mi accompagni.
  • Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve?  è cresciuto? qual'è la tua opinione
    • Un'etichetta può senz'altro essere d'aiuto riguardo a quello che dicevo prima sulla distribuzione. E' evidente che occorre tener presente che un'etichetta opera in un business, e pertanto ha i suoi vincoli e le sue

esigenze. Tuttavia credo che sia possibile, se la musica viene apprezzata e può incontrare tali esigenze, beneficiare di questo suo ruolo. 

  • Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?
    • In Italia oggi la situazione musicale, per chi la musica la vuole fare, è certamente migliore di molti anni fa. I ragazzi di oggi hanno a disposizione scuole, strumenti, molte più sale prova, organizzazioni che si interessano

a loro... tuttavia credo che ci sia ancora bisogno di cambiare, soprattutto la mentalità, e questo credo che valga in generale in Italia, non solo per la musica. Abbiamo bisogno di aver più coraggio di rischiare, mentre invece,

anche comprensibilmente peraltro, si bada più all'immediato.

  • Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?
    • Un grande sogno per me sarebbe, per esempio, poter suonare un giorno al Blue Note a Milano. Soprattutto da quando questo locale si è aperto anche ad altri generi oltre il jazz. Non so se e quando questo potrà mai accadere,

ma come qualcuno diceva in Flashdance, ''chi rinuncia ai propri sogni è destinato a morire...''.

  • Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato
    • Senza dubbio i cantautori italiani: Dalla, De Gregori, Guccini, Gaber... (non potrei citarli tutti) e gli inossidabili Mogol/Battisti, anche se all'inizio seguivo molto la musica strumentale ed orchestrale (Deodato, Bacharach, Morricone...)

ed il progressive (Banco del Mutuo Soccorso, Jethro Tull...). Ma anche il rock (Boston, Queen, Deep Purple...), il blues (Clapton, Mayall...) ed i folksingers americani (Simon and Garfunkel, Billy Joel, Neil Young...).

Mi fermerei qui, perchè dovremmo citare anche il jazz, il soul, il rithm and blues...

Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

  • I talent show sono un grosso business, soprattutto per i ''non'' artisti. Ogni business è, per definizione, un business, denigrarlo sarebbe stupido. Certo per un artista che riesce ad arrivare ce n'è una marea che resta nell'ombra, ''uno su mille ce la fa...'', cantava Morandi... Oggi credo anzi che questo numero, di quelli che non arrivano, sia oltremodo aumentato. Inoltre, anche se è sempre stato così, il rischio è di diventare una meteora, passato il periodo di gloria...

No, personalmente non credo che il talent show sia, almeno per me, il veicolo giusto.

Progetti futuri?

Continuare

 

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ufficio stampa Divinazione Milano

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ROCK TARGATO ITALIA
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Via Palladio 16 20135 Milano
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