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Marylin Manson Concerto a Milano

La chiesa di Manson approda a Milano.
I suoi devoti accorrono. Tanta gente al City Sound di Milano. Tre musicisti sul palco. Quattro con Manson.
Un concerto – No Show, fatto in economia, senza orpelli, essenziale, con riferimenti espliciti al Sesso, Soldi e Religione. Un classico! Il quasi “cardinale” Manson stupisce con una performance tirata, asciutta, efficace, (bravissima la band), dimostrando di avere ancora molta energia e capacità espressiva. Una dote “posseduta” da pochi “fuoriclasse”.
Peccato che la “Funzione” sia stata breve, un’oretta circa, deludendo, non poco, i suoi numerosi fedeli.
Andate in pace la messa è finita.

Furetto

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Atom For Peace - Milano estate 2013

 

Gli Atoms for peace non deludono, nemmeno dal vivo. Ieri in concerto al City Sound Festival a Milano il supergruppo, nato nel 2009 dal sodalizio tra Thom Yorke, il leader dei Radiohead, e Flea, il bassista dei Red Hot Chili Peppers, ha riscaldato il palco a suon di elettrorock e fatto ballare e sognare l'intera platea dell'Ippodromo del Galoppo. La band anglo-americana ha superato a tuttotondo il banco di prova meneghino.
Pochi erano i dubbi. D'altronde presi uno a uno gli Atoms for peace sono un marchio di garanzia. Thom Yorke sa come muoversi sul palco. Alla voce ammaliante, il cantante sa accompagnare fascino (i movimenti sinuosi durante la performance sono da capogiro) e competenza artistica. Sul palco del suo ce l'ha messo anche Flea, il bassista dei RHCP, che con il suo tocco virtuoso, con apparente facilità, riesce a infondere energia da tutte le corde. L'intesa tra i due artisti è comprovata. Ma nessuno è stato da meno. Né Joey Waronker, già batterista di Beck e dei Rem, né Nigel Godrich, produttore dei Radiohead, che era dietro le tastiere e i synth, né Mauro Refosco, percussionista brasiliano apprezzato da mezzo mondo. Il tutto è stato accompagnato a livello visivo da due schermi ai lati del palco che inquadravano da vicino i componenti del gruppo e sullo sfondo da un schermo illuminato da forme geometriche fatte coi led.

Dal vivo gli AFP hanno accontentato tutti. La poetica di Yorke caratterizza anche Amok, da cui prende nome il disco di debutto che è stato presentato appunto alla platea milanese. L'impianto rock, infatti, è ammorbidito e disteso dai suoni elettronici che rendono l'atmosfera sonora profonda e dalla quale emerge e incanta la voce a tratti salvifica e a tratti tormentata di Yorke. Il significato di Amok è guerriero, ma anche follia rabbiosa, ossessiva, esplosiva. Una fusione nucleare ben riuscita quindi quella degli AFP dove il dionisiaco caos istintuale della passione degli artisti si trasforma in perfetta resa apollinea grazie alla tecnica e alla loro bravura.
Per dirla con Nietzsche "bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi".
E Yorke e i suoi ci sono riusciti.
Furetto

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City Sound Milano 28 luglio 2013 Concerto BLUR

BLUR - Confusione

Davanti a 12.000 estasiati, impossibile essere diversamente. Sulle carte d'identità, l’age d’or dei presenti va dal '66 al '75. Quarantenni irriducibili. Gli altri praticamente non esistono

Ecco la band per eccellenza ...ai Soon piacevano un sacco. Ma per tutti i musicisti e critici del pianeta i Blur sono sempre dei musicisti molto stimati e amati. Siamo nei '90. Il mondo musicale sembra aver trovato gli eredi dei grandi artisti '60. Sullo sfondo la disputa Beatles vs Rolling, al presente Oasis e Blur.

Il britpop inglese dominava le scene mondiali, ma anche Suede, My Bloody Valentine, Verve ed altri gruppi indie e non solo. Radiohead, Muse (appena dopo) ultimi fuochi della aggressiva ed efficace organizzazione industriale della musica inglese.

Passato il periodo dei "tastieroni" e dei suoni "da studio" ritorna la musica rock nella sua forma più diretta, semplice ed immediata. Il rock, il mostro delle mille teste, sa rigenerarsi quando meno non te lo aspetti, cosi il pubblico sembra aver ritrovato nuove energia ed esigenza di suoni nuovi, per racconti più ravvicinati e concreti.

I Blur sono protagonisti assoluti con un suono particolare e testi di maggior spessore nei contenuti che, spesso, sono incentrati sui problemi della gente comune.

Atipici, con atteggiamenti culturali e caratteriali forti, i Blur, non hanno legato con l'industria, con il sistema. La loro idea musicale è troppo lontana da quel tipo di organizzazione che è anche troppo lontana dal luogo della loro fantasia.

La voglia, l'urgenza della sperimentazione, la necessità dei singoli musicisti di collaborazioni importanti e diverse, anima la loro attività. Gli eventi, sullo sfondo internet in arrivo, la generazione Blair, il disagio sociale e la società che cambia nevriticamente, ricamano un percorso altalenante alla band.

I Blur, amati in modo straordinario, non hanno cercato una risposta musicale continuativa: pochissimi album all'attivo. Il che potrebbe essere anche un pregio

Tante collaborazioni e progetti collaterali tra i quali: Gorillaz, Elastica. Progetti approssimativi rispetto alla linea guida esistente, oppure embrionale rispetto ai Blur, fatto si che molte di queste iniziative, pur pregevoli e artisticamente genuine, siano rimaste al palo.

Oggi tornano, in concerto, in Italia.
C'è imprecisione, qualche scordatura e stonatura, BLUR - confusione. Irritante la brevità del concerto. Qualcosa del magico mondo dei ragazzi è cambiato, l'età spegne i sogni, il progetto musicale segna il tempo. Forse è il sintomo di qualcosa che non va, di un mondo che non c'e più forse non ce mai stato, o che sarà eterno! Dipende dall'amore e dalla passione che si ha per la band.

Fragilità e disordine (copy Sainini)
La penso cosi: semplici troppo semplici, qualcosa non ha retto alla distanza, (divertente il siparietto del latte) lontano dalle forti emozioni del rock, ma 12.000 persone all 'Ippodromo di Milano e il loro entusiasmo dicono il contrario.

La mia opinione è in netta minoranza

FURETTO

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BON JOVI - Concerto a San Siro Milano

BON JOVI - Concerto a San Siro 2013

29 giugno, all'imbrunire San Siro si presta ad essere il palco più importante ed imponente del mondo musicale. In questo caso il rock di BJ è show predestinato, allora, armi e bagagli, si prende parte, come i devoti di San Pietro, al rito straordinario! BonJovi musico principe senza regno (ancora in mano al suo amico/rivale conterraneo) sa colpire le giuste corde delle emozioni e sentimenti, frillazzando (neologismo) non solo i corpi. Paolo mi racconta per filo e per segno l'impossibile sulla star americana, Non c'è Richie Sambora, da profano non mi cambia nulla, per i fans l'assenza è una sottrazione pesante. (le pre/Visioni di Paolo sono ancora più pessimistiche).

La sera scende su Milano, i motori della Buick del 1960 si accendono il viaggio ha inizio (una metafora bellissima che evoca il sogno americano con efficacia) sale intensamente il boato del pubblico, le luci ed il suono sono la misura della forza dello spettacolo. San Siro trema. La forza dei 50.000 riscaldati da You give a love a bad name, anno di grazia 1986, stordisce. Sul palco BJ è generoso, il performer a cinque stelle non si risparmia, una scaletta interminabile, interrotto dall''emozione quando compare la scenografia preparata dai fan, un enorme mosaico di bandiere italiane e a stelle e strisce. La macchina corre veloce verso il suo destino, tra verdi praterie, città infuocate, (riprodotte da gigantesche immagini cinematografiche, una coreografia eccezionale) al ritmo del suono "veramente americano" (lontano anni luce dal "melodico napoletano"), tra rock, blues, ballad, PURO MAINSTREAM. Non poteva mancare il lentone giusto con le candeline, tutti in piedi.
Dopo tre ore di musica, ecco la chiusura trionfale su Have a nice day, Livin' on a Prayer, Always, sigillo sentimentale su una serata specialissima, e un attimo prima della conclusione con These Days, un accenno, ironico, a O' sole mio e infine l'urlo ..."Amo questa città”

Le luci a San Siro si spengono dopo 3 ore e un'infinita di Bis. Sfinito provato emozionato Bon Jovi resta ancora sul palco a guardare il pubblico. Una catarsi metropolitana senza inibizioni.

FURETTO
www.rocktargatoitalia.com

PS
L'assenza di Richie Sambora, (ufficialmente non stava bene) sostituito dal canadese Philip Theofilis Xenidis alias Phil X (già al fianco di Alice Cooper), non si è fatta sentire troppo.

 

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