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OSAKA FLU - di Luca Amaducci

OSAKA FLU - di Luca Amaducci

OSAKA FLU

Gli Osaka Flu debuttano ad Arezzo nel 2010 quando i fratelli Daniele (voce e chitarra) e Francesco (basso) conoscono Michele (batteria),la comune passione per la musica li spinge a comporre e suonare insieme.

Nel 2014 esce il primo disco,"Look out Kid", ed il 7 febbraio viene presentato il primo singolo "I Don’t Care If It’s Right Or Wrong".

Il secondo video "Sixteen Tons" (cover di Merle Travis) girato nel carcere di Arezzo, con la partecipazione di Giorgio Canali come attore, viene scelto da Repubblica come video in anteprima.

Da li in poi, grazie al successo di critica e pubblico iniziano un’intensa attività live che si traduce in un centinaio di date in giro per tutta la penisola.

Il 10 novembre 2016 tornano con "KM183",secondo lavoro in studio (questa volta interamente cantato in italiano) anticipato dal singolo "Apocalhipster" al quale fa seguito "Propaganda", brani accolti con entusiasmo dalle emittenti radiofoniche.

Ma il brano che porta al gruppo una vera botta d'energia è il nuovo singolo "La Sindrome Del Giovane Holden", un brano più pop-rock, dal quale viene estratto il nuovo video del gruppo.

Ed ora veniamo alla recensione del disco: "KM183"

Il disco è composto da 10 pezzi, il titolo "KM183" viene da un tour in Sicilia dove la band era rimasta per 3 giorni a Cosenza perché il furgone si era fermato al km 183, con la canzone “La sindrome del giovane Holden” (che parla del uomo moderno, un Peter Pan insicuro, ribelle e in fuga dalle responsabilità della vita ma sempre in cerca di comprensione e affetto) a fare da traino al disco, con un ritmo ben calibrato e l'esplosione nel ritornello corale che farà saltare la gente ai concerti.

Poi si svaria fra pezzi sul Punk tipo "Apocalhipster" (l'ipocrisia di chi si sente anticonformista e alternativo solo per sembrare interessante, ma senza mai rinunciare ai piaceri di un ceto più alto) con la batteria che regna, arrivando ad un ritornello accelerato e "L'Estate del 96" (Le ansie e i timori di un uomo comune, troppo cresciuto per vivere con la spensieratezza dei vent’anni, passati come gli anni ’90. Il rimpianto di quella leggerezza e la costante di un futuro incerto) con la bellissima voce che si muove bene in un ritmo calzante di chitarra.

Si Passa poi a "Camden" (la lettera di un trentenne italiano come tanti, che lascia il proprio Paese e la ragazza amata per cercare nuove possibilità all’estero, salvo poi scoprire che tutto è molto più difficile di quanto immaginato) con il giro di basso ispirato sicuramente a "Bisogna Far Qualcosa" di Celentano, ma con un ritornello che si amplifica ed il basso protagonista.

Nella bellissima "Ma non è colpa del maltempo" (La morsa nella quale vive il giovane uomo moderno ai tempi della crisi) sono protagonisti l'assolo di chitarra e la voce che si uniscono bene al resto degli strumenti e rendono credibile il pezzo.

Ecco poi "Propaganda" (la propaganda disumanizzante che impera nel nostro sistema capitalista. La globalizzazione che divora l’umanità) un pezzo Punk molto Green Day ma con un ritornello più sul Folk.

Arriviamo a due pezzi  "Mentre ero in viaggio" e "Casa, lavoro e minivan" (due canzoni con un filo logico, la crudeltà della società) mente nel primo pezzo voce e basso dominano rendendo il tutto piacevole, sul secondo pezzo si va sulla bellezza dell'insieme dove tutto funziona perfettamente.

In "Cappello firmato vintage a righe blu" (si gioca di sarcasmo sulla storia di una modaiola di città) si gioca con un brano ben fatto,con la voce che gioca sulle note del ritornello (in stile Tre Allegri Ragazzi Morti), pezzo molto divertente.

In "Molly" (Storia di una puttana degli uomini che contano, inerme e incapace di ribellarsi. Molly è tutti noi) troviamo una bella ballata rock ben costruita, con la chitarra che la fa da padrone che chiude un gran bel disco(che bella questa parola! come vinile, musicassetta, cd).

 

In conclusione "KM183" è un album veramente ben fatto e che, se si ascolta  bene,si capisce che la band ci sa fare non solo nel Punk, ma anche in altri generi musicali(che sicuramente troveremo nel prossimo lavoro).

Logicamente devono smussare qualche difettino vista la giovane età,ma sono veramente bravi.

http://www.osakaflu.com/

https://www.facebook.com/TheOsakaFlu/

https://www.youtube.com/watch?v=gexmw17yoy4    canzone  La sindrome del giovane Holden

Etichetta:  Soffici Dischi

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