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Lezioni di eleganza - Paolo Benvegnù al Carroponte

Lezioni di eleganza - Paolo Benvegnù al Carroponte

Lezioni di eleganza - Paolo Benvegnù al Carroponte
di Roberto Bonfanti

Paolo Benvegnù mi ha sempre ricordato quei calciatori col numero dieci sulle spalle che emanano un’aura magica di talento ed eleganza anche quando palleggiano durante il riscaldamento e che, proprio per questo, sembrano potersi permettere di trotterellare per il campo per ottantanove minuti apparentemente fuori dalla bagarre, salvo poi risolvere la partita con un solo tocco di classe e rientrare negli spogliatoi da eroi senza avere sprecato nemmeno una goccia di sudore.

Il concerto al Carroponte, con una scaletta che, come da manuale, si impernia attorno ai brani dell’ultimo album “H3+” e sul passato più recente con solo pochi ripescaggi storici (la sempre bella “Suggestionabili”, “Cerchi nell’acqua” e “Io e il mio amore”) e un paio di cover (“The tourist” dei Radiohead ad aprire i bis e “Hurt” dei Nine Inch Nails a chiudere la serata), è la conferma perfetta di tutto ciò che sappiamo dell'ex leader degli Scisma: in una serata tormentata da zanzare che non lasciano tregua, il cantautore bresciano sale sul palco e conquista la platea nel modo che gli viene più spontaneo, con un concerto pulito e lineare, con il suo pop d’autore elegantissimo, con i suoi testi pregni di poesia e con quel suono avvolgente, caldo e affascinante che lo caratterizza ormai da una quindicina d’anni.

Come dire: Paolo Benvegnù non fa nulla per provare a stupire ma continua ad affascinare sublimando quella dimensione, quell'approccio e quelle sonorità che sono ormai il suo marchio di fabbrica. Si potrebbe quasi dire di trovarsi di fronte a un artista che sembra ormai così a proprio agio nel ruolo che si è ritagliato da non sentire più il bisogno di cercare i lampi di genialità che avevano caratterizzato il suo percorso con gli Scisma o lo splendido esordio solista “Piccoli fragilissimi film”, ma che non smette di mettere in mostra una sensibilità, una poetica e una scrittura di livello eccelso che, in un mondo minimamente giusto, per quanto possa essere retorico dirlo, avrebbero dovuto permettergli già da anni di sconvolgere le classifiche e il concetto stesso di musica pop d'autore. Ed è bello, dopo i noti malanni del passato recente, rivederlo sereno su un palco e tornare a respirare la sua essenza.

Roberto Bonfanti
www.robertobonfanti.com

 

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