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INVITATION TO A DISASTER fino al 31 dicembre

INVITATION TO A DISASTER è fuori dal comune nel vero senso del termine: non è in uno spazio bianco e raffinato ma la fruizione delle opere, pittura e videoarte, avviene attraverso un percorso di spaccature e "ferite" attraverso le pareti di un appartamento, dedicato e "sacrificato" per questo allestimento site specific. Si trova all'ottavo piano di un palazzo residenziale, in via Melchiorre Gioia 135.

Il concetto stesso di ferita è ciò che caratterizza le opere di Matteo Montani e Antonio Trimani, e ciò che accompagna il percorso dal buio quasi completo, all'inizio rischiarati solo dal colore blu di un'installazione video, fino alla luce dell'ultima sala. Qui, per tutti i visitatori su appuntamento, verrà bagnato l'intonaco di una parete per far riaffiorare la memoria di personaggi dalle vite del gruppo di Le Stazioni Contemporary Art: nell'inumidiirsi si colorerà la parete di blu con l'effigie delle persone ritratte, per poi sparire nell'asciugare ritornando ad essere un "vanishing painting".

Il percorso termina sui tetti. Nell'ampia terrazza il buio è rischiarato dalla scultura "Terrestre" di Matteo Montani e dall'installazione luminosa e sonora "Stella Sonora" di AntonioTrimani.

La mostra è a cura di Le Stazioni Contemporary Art di Carlo Cinque da un'idea di Carlo Cinque e Antonio Trimani.

Il catalogo è a cura di Marco Bazzini e Marco Tonelli.

info: Michela Ongaretti

Art writer and Curator

+393475028766

 

 

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Francesco Caprini

 

 

 

 

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MODERN & CONTEMPORARY ART FAIR

GRAND ART
MODERN & CONTEMPORARY ART FAIR

Galleria Giovanni Bonelli 

Vi aspetta allo stand n. 3

9/11 NOVEMBRE 2017


INAUGURAZIONE GIOVEDI 8 NOVEMBRE ORE 18.00

dove  


the MALL, piazza Lina Bo Bardi, MILANO

orari  


Giovedi | 8 novembre | preview su invito 18.00 - 21.00


Venerdi | 9 novembre | 11.00 - 19.30


Sabato | 10 novembre | 11.00 - 19.30


Domenica | 11 novembre | 11.00 - 19.30
  

  WWW.GRANDART.IT  

 

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GLUQBAR | COMME des GRENOUILLES - Edicola Radetzky Milano

GLUQBAR | COMME des GRENOUILLES

 

Inaugurazione: giovedì 8 novembre ore 18.30 – 21:30

 Apertura mostra: dall'8 novembre al 27 novembre 2018

Luogo: Edicola Radetzky, viale Gorizia (Darsena), Milano

 

Gluqbar è spazio espositivo flessibile e studio di Luca Massaro, con l'obiettivo di produrre installazioni pubbliche e domestiche, materiale virtuale e stampato, progetti off-site e online, in un’ossimorica “architettura senza pareti”.

  1. gluqbar.xyz

“COMME des GRENOUILLES (Gluqbar)” è un’installazione luminosa che riprende leitmotiv ricorrenti nel primo anno di attività di Gluqbar: da una parte un’immagine, dall’altra un testo, in schermi retroilluminati, propri della pubblicità e delle vetrine. L'immagine è quella di una rana trasparente; di vetro, di ghiaccio o in 3d? Il testo richiama l’identità grafica di Gluqbar e di alcuni brand e un’analisi linguistica di Michel Foucault su Jean-Pierre Brisset. Insieme la combinazione di immagine e testo riprende il tema “anfibio” di Gluqbar e si mimetizza in maniera naturale tra gli effetti di stimolazione a-significante della sfera pubblica accelerata di Milano, e la stratificazione storica naturale/culturale della Darsena.

La particolare configurazione dello spazio espositivo pubblico e trasparente si inserisce perfettamente nell’interesse di Gluqbar per gli spazi anfibi (anfi+bios, “doppia vita”): notte e giorno, micro a livello strutturale, macro per il contesto pubblico, trasparente e vetrato. “Nell’epoca della trasparenza amministrativa, economica e politica, al tempo degli open data e degli schermi di vetro, Gluqbar utilizza la metafora della vetrina come imprint curatoriale, proponendo uno spazio espositivo trasparente, un network IRL all’intersezione di interno ed esterno, pubblico e privato, quasi-riflettente e quasi-trasparente.”

L’installazione “COMME des GRENOUILLES (Gluqbar)” è un incontro di queste antitesi contemporanee, di immagine e parola, natura e cultura, acqua e terra. In un recente articolo, il New York Times parla del processo di estinzione delle rane in termini simili alla metafora pasoliniana delle lucciole. Quando un simbolo primitivo come la rana (Esodo, Aristofane, Chevalier-Gheerbrant, Jean-Pierre Brisset, ecc) si traduce in dibattito di attualità (Pepe the Frog, Donald Trump, meme, “iperstizione”, ecologia)? Un’attrazione futuristica e archetipa insieme, provocata dall’immagine della rana, può trasformarsi in repulsione preistorica e politica, in ricordo nostalgico e alienante? Come in un meme (unione di immagine e parola), l’installazione non funziona in maniera referenziale (vero o falso): il contenuto della metafora non si definisce concettualmente, ma si traduce pragmaticamente in appartenenza. "Il meme funziona come a-significante: appena cerchiamo di interrogarlo dal punto di vista del significato, si dissolve. L’efficacia di un meme dipende dalla sua replicabilità e deve agire come un mneme: unità di memorizzazione."

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Info:

 

EDICOLA RADETZKY

Viale Gorizia (Darsena) – Milano

www.edicolaradetzky.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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