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Mit Borràs LOVE DRONE | mercoledì 20 giugno DIMORA ARTICA Milano

MIT BORRÁS
LOVE DRONE


A cura di Dimora Artica
Testo di Rachel Lamot


Inaugurazione: mercoledì 20 giugno ore 18.30

Apertura mostra: dal 20 giugno al 8 settembre 2018 su appuntamento.

Luogo: DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano (MM1 Turro)


Dimora Artica presenta Love Drone, mostra personale di Mit Borrás, in cui l'artista presenta un insieme di lavori appositamente sviluppati. Mediante l'utilizzo di installazioni e video, Mit Borrás affronta in questo progetto temi legati alla tecnologia, al progresso e all’intervento dell’essere umano sulla natura.
Nato a Madrid nel 1982, Mit Borrás vive e lavora tra Madrid e Berlino.



Il drone modello Volantex Ranger 2000 V757-8 ha un’apertura alare di 2 metri e una lunghezza del corpo centrale di 1,1 metri. Polistirene espanso che vola leggero con un motore 2212 da 1.400 KV. La telecamera inclusa ha una risoluzione 4K, la girobussola è Xpilot e il giroscopio ha 6 assi, per cambiare o mantenere l’orientamento nello spazio del drone Volantex Ranger. Chloé, etimologicamente Chloé come l’erba che nasce, ha acquistato il suo kit di volo senza montaggio incluso per sorvolare le isole Senkaku (尖閣諸島Senkaku-Shotō).
Mentre il drone modello Volantex Ranger plana in alto, Chloé aspetta in basso; osserva sul suo dispositivo mobile da 300 dpi ciò che la telecamera del drone rileva. La app Choose Your Era consente di osservare con un drone la geologia di qualsiasi terreno nelle ere precedenti. Nella app, Chloé ha selezionato il periodo del Neogene e osserva nel suo schermo in time-lapse l’abbassamento del livello del mare durante il Pleistocene; un viaggio di 1,8 milioni di anni in 2 ore di divertimento chimerico. 2 ore di puro drone.

L’opera di Mit Borrás è essenzialmente installativa, con oggetti organizzati nello spazio con ordine cosmologico e ontologico. L’artista affronta temi come il progresso e lo spazio estetico occupato dai dispositivi tecnologici; espone droni, braccia artificiali, materie plastiche, siliconi e tutti i tipi di materiali che offrono un certo piacere contemplativo, simile a quello che si prova di fronte alla natura in espansione. La concezione della natura di Mit Borrás è un tutt’uno indivisibile tra naturale e artificiale, in grado di contemplare con la stessa ammirazione un cipresso di 15 metri o il braccio robotico Luke.
Considerare l’era tecnologica come un periodo armonico sarebbe forse esagerato, però non ci sono dubbi che si possa supporre che naturale e artificiale non debbano necessariamente contrapporsi. Si esplora l’idea di essere immortali, non come concetto di esistenza indefinita e infinita, bensì come vita in armonia con ciò che ci circonda dopo aver capito che possiamo accettare le azioni delle donne e degli uomini su questo pianeta come atti di ricerca di stabilità, considerandoci esploratori dello stato di minima energia e massima stabilità. Negli oggetti affiora l’idea del sentimento di felicità che si prova nell’essere coscienti che i prodotti della natura e quelli della tecnologia sono parte di un tutto, che la seconda non impedisce lo sviluppo della prima, che non c’è differenza tra il volo di un falco cuculo e l’affascinante precisione del design di un drone modello Volantex Ranger 2000 V757-8.
Partendo dalla convinzione che il regno animale si adatti alla natura allo stesso modo in cui l'umanità plasma la natura in base alle sue necessità, l’artista lavora con oggetti di produzione industriale concepiti per l’equilibrio e l’adattamento anatomico. Pensa all’essere umano come creatura che modifica, disegna ed ergonomizza, ottenendo come risultato opere con forme quasi marine, organismi adattati all’ambiente acquatico.

Testo di Rachel Lamot
Traduzione di Irene Santulli


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MIT BORRÁS
LOVE DRONE


Curated by Dimora Artica
Text by Rachel Lamot


Opening: June 20th at 18:30

The exhibition will be open: From June 20th to September 8th  2018, by appointment only.

Location: DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano (MM1 Turro)


Dimora Artica presents in Milan the exhibition Love Drone, a selection of artworks expressly developed by the artist during 2018 for this venue. In this show, Mit Borrás deals through installations and videos with themes such as technology, progress and the intervention of the human being on nature.
Born in Madrid in 1982, Mit Borrás lives and works between Madrid and Berlin.


The drone Volantex Ranger 2000 V757-8 has a 2m wingspan, while the main body is 1,1m in lenght. A light flying object made of expanded polystirene with a 2212 engine powered by 1400KV. The included camera has a 4K resolution, the gyrocompass is an Xpilot and the gyroscope has 6 axes to modify or keep the orientation of the drone Volantex Ranger. Chloé, etymologically Chloé like blooming grass, purchased her flight kit with no assembly included to fly over the Senkaku Islands (尖閣諸島Senkaku-Shotō).
While the drone Volantex Ranger glides above, Chloé waits below; she observes on her 300 dpi mobile device what the drone camera is detecting. The app Choose Your Era allows the observation through a drone of the geology of every terrain in previous eras. In the app, Chloé selected the Neogene period and observes on her screen in time-lapse the lowering of the sea level during the Pleistocene; a 1,8 milion years journey in 2 hours of chimeric entertainment. 2 hours of pure drone.

The work of Mit Borrás is essentially an installation, with objects organized in space with cosmological and ontological order. The artist faces themes like progress and the aesthetic space occupied by technological devices; he deals with drones, artificial arms, plastic, silicones and all kinds of materials offering a certain contemplative pleasure, similar to the one we can feel in front of nature in its expansion. The conception of nature for Mit Borrás makes indivisible what is natural and artificial: he contemplates with the same admiration a 15 metres high cypress or the robotic arm Luke.
Considering the technological era as an era of harmony might be excessive, but there are no doubts on the fact that we can suppose natural and artificial as not necessarily contrasting. Immortality here is not a concept of infinite and indefinite existence; it rather refers to a life in harmony with what surrounds us after the assumption that we can accept the actions of women and men on this planet as acts of research of stability, considering ourselves as explorers of the state of minimal energy and maximal stability. These objects convey the feeling of happiness we experience when we are aware that the products of nature and technology are part of a whole, that the latter doesn’t prevent the development of the former, that there’s no difference between the flight of a red-footed falcon and the charming precision of the design of a Volantex Ranger 2000 V757-8 drone.
Developing the idea that the animal kingdom adapts to nature the same way humans modify nature according to their needs, the artist works with industrial objects conceived for balance and for anatomical adaptation. The idea that the human being is a creature modifying, designing and ergonomizing, is reflected in works similar to sea creatures, organisms adapted to the marine environment.

Text by Rachel Lamot
Translation by Irene Santulli



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L'OPERA DI BARTOLOMEO GATTO IN "Piazza dei Giardini Falcone e Borsellino" A PONTECAGNANO FAIANO - SA

Non vi nascondo che nell’immaginare e realizzare queste opere ho vissuto momenti di grande esaltazione, voglia di fare, di dire e una costante di sofferenza interiore.
Con questo lavoro non ho voluto fissare i volti di Borsellino e Falcone, ma il pensiero, una fiammella che nasce dentro ciascuno di noi e va oltre l’ignoto. Un pensiero che impegna la nostra  immaginazione e il nostro intimo essere.
Due uomini con il loro sacrificio hanno rotto il velo impenetrabile della mafia e ci hanno permesso di guardare le loro facce e di leggere i loro piani criminali.
Due vite sacrificate che raccontano a noi e ai nostri posteri, attraverso il marmo bianco di Carrara, che c’è stata una guerra come nell’antica Grecia, e che tuttora è in corso. Una guerra che ci vede testimoni e attori.
Nel realizzare queste opere mi sono fatto uomo, combattente e cittadino, come dovremmo essere sempre, tutti. Ho voluto dire, ancora una volta un corale grazie a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, due indimenticabili eroi.

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Sognando Palermo

Venerdì 15 giugno 2018

ore 17.00

PALAZZO JUNG PALERMO

Via Lincoln 73

MOSTRA COLLETTIVA SOGNANDO PALERMO

 

 

GALLERIA E BIBLIOTECA D’ARTE STUDIO 71

Via ten. Luigi Rizzo, 16

90143 - Palermo

studio71.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Venerdì 15 Giugno 2018, alle ore 17.00 presso la sala espositiva “Paolo Borsellino” di Palazzo Jung Via Lincoln 73 Palermo, il Sindaco della Città Metropolitana di Palermo prof. Leoluca Orlando inaugurerà la mostra collettiva: 

“Sognando Palermo”

Saranno esposte 27 opere, tre per ciascuno artista, per rappresentare aspetti di una città bella, anzi bellissima, ma che spesso si sogna come la si vorrebbe. Scrive il prof. Orlando nel suo testo in premessa del catalogo  “(…) la sogna chi a Palermo vive da sempre e non la sa; la sogna chi la sceglie cercando senza successo di impararla a memoria. Persino chi la deturpa senza rispetto la sogna o chi ne ha cambiato irrimediabilmente il volto.(…)”. Palermo è una città dai mille rivoli e dai tantissimi aspetti e stratificazioni culturali, spesso anche affascinante e visionaria come la luna sul Castello Utveggio di Filippo Panseca per raccontare, ai palermitani e al mondo, il suo sogno romantico. Forse la stessa luna di Ariosto e del suo Astolfo o la luna di Savinien de Cyrano de Bergerac e del suo Cyrano o forse più semplicemente la luna pirandelliana di Ciàula.   

La Palermo, scrive Vinny Scorsone (…) raccontata in questa mostra è, in realtà, un sentimento collettivo dalle mille sfaccettature. Una città stratificata, frutto del lento lavorio dei secoli, regale e splendida (Maria Pia Lo Verso) oppure trasfigurata come se fosse un enorme palcoscenico calcato da funamboli e trapezisti (Tiziana Viola Massa); dea bagnata dal mare e scenario ideale di un caldo e terroso amplesso amoroso (Antonella Affronti) contrapposto al bianco candore serpottiano (Vanni Quadrio); benevola “terra-madre” in cui sognano di poter tornare i nostri emigrati (Alessandro Bronzini); luogo dove il grigiore della vita cittadina si contrappone ai luminosi fasti del passato (Aurelio Caruso) e in cui i canti e le grida delle processioni popolari cattoliche (Franco Nocera) si mischiano con l’eco dei muezzin che chiamano alla preghiera nelle moschee, mentre il mare, che tutto avvolge e tutto “brama”, ci rammenta, in maniera amara, gli anni dei passati splendori in cui i palermitani godevano della costa cittadina e della sua spiaggia (Pina D’Agostino). In questo clima in bilico tra ricordi e presente, nella città vecchia, mille accenti differenti si odono, molti colori si baciano, numerosi lineamenti si mischiano. Città differenti si riuniscono in un’unica città (la quale è sempre stata pronta ad ogni accoglienza) dando vita ad una nuova stirpe di palermitani. (…).

Catalogo con testi di: Gonzalo Alvarez Garcia, Aldo Gerbino, Piero Longo, Tommaso Romano e Vinny Scorsone. La mostra rimarrà aperta fino al 12 luglio 2018 con i seguenti orari dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30 dal lunedì al venerdì.

L’addetto stampa e p.r.

Mariella Calvaruso

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"u'marimotu vol.2" dai 14 giugno al 14 luglio 2018 alla Costantini Art Gallery

u'marimotu vol.2

Giuseppe Di Liberto
Adriano Ferrante
Noemi Priolo

14 giugno - 14 luglio 2018

Inaugurazione giovedì 14 giugno 2018 dalle ore 18,00
 

Alla Sicilia e al suo patrimonio, visceralmente radicati nelle onde del mare, è dedicato il progetto u’marimotu (dal dialetto siciliano, il maremoto) che, metaforicamente, descrive l’attuale fermento artistico della regione, in perpetua trasformazione, mutamento ed evoluzione. 
Attingendo a piene mani dall’analisi di tematiche forti come l’emarginazione, l’incomunicabilità, la deprivazione e il disagio sociale, i giovani artisti in mostra si prefiggono l’intento di andare oltre le mentali limitazioni, oltre gli schemi precostituiti, distruggendo le barriere che impediscono il naturale progresso: proprio come le onde del maremoto.
Il sentimento di rinnovamento culturale proposto dalla collettiva, distrugge i muri invalicabili dell’isolamento, della solitudine e della miseria.
Giuseppe Di Liberto, Adriano Ferrante e Noemi Priolo sono i giovani artisti siciliani selezionati per la collettiva “u’marimotu vol.2” giunta quest’anno alla sua seconda edizione e che mira nuovamente a dare visibilità alle nuove ricerche artistiche contemporanee, scevre da ogni condizionamento dal punto di vista tecnico ma supportate nelle loro indagini concettuali e progettuali. 

 

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Costantini Art Gallery S.r.l.
Via Crema, 8 - 20135 Milano - tel. +39 02 87391434
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.costantiniartgallery.it
Orario galleria : 10,30-12,30; 15,30-19,30 - chiuso lunedì mattina e festivi
Come arrivare : MM3 Porta Romana - Tram 9 - Bus 62, 90, 91 

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