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Live in Pompei libro contro Live at Pompei film-concerto dei Pink Floyd.

Live in Pompei libro contro Live at Pompei film-concerto dei Pink Floyd.

E la città morta contro due esperienze "dal vivo". Quella storica dell’ottobre 1971 richiamata dal recente concerto di David Gilmour nell’anfiteatro (con cittadinanza onoraria concessa da parte del comune di Pompei)  e quella altrettanto recente tratteggiata nel libro di Ilaria e Simone Marchesi, pubblicato da Laterza nella collana “Contromano” (pp. 126, € 13), che accoglie brevi monografie sulle città da punti di vista inusuali.
Un libro scritto a 4 mani che si alternano facendoci giungere separatamente le voci dei due autori, esperti di cultura classica e docenti di Humanities in università Usa, rispettivamente a Hofstra e Princeton.
Dunque due esperienze profondamente diverse. Da una parte un momento, come potremmo dire? di significato universale per la cultura rock come quello del concerto nell’anfiteatro silenzioso; dall’altra un piccolo libro elegante che filtra Pompei attraverso gli occhi di un gruppo di bambini e che si confronta da vicino col film.
Nella primavera del 2014, infatti, i due autori hanno accompagnato 14 bambini  dai 5 agli 11 anni in un week end lungo a Pompei; li hanno guidati nel reticolo delle strade, ricevendone in cambio stimolanti domande e reazioni che hanno contribuito alla intelaiatura del libro. Ilaria Marchesi aveva organizzato per i bambini un breve corso, al termine del quale, divisi in gruppi, avrebbero presentato un lavoro, viatico al conferimento di un diploma. Simone Marchesi ha delineato i percorsi in maniera che i bambini si perdessero come nel labirinto del Minotauro,  senza una mappa a disposizione che racchiudesse dall’alto tutta la città ma seguendo un itinerario in prospettiva orizzontale, con gli ostacoli rappresentati dai muri e dalle incertezze agli incroci, per considerare e valorizzare anche le barriere ad altezza di sguardo, così dense di storie da raccontare.
E dunque cosa c’entrano i Pink Floyd con tutto questo? In realtà la scansione dei capitoli del libro segue la scaletta dei pezzi eseguiti per il film-concerto del 1971, comprendendo anche Brain Damage e Us and Them, contenuti bensì in “Dark Side of the Moon”, l’album successivo al film, ma che il regista Richard Maben ha inserito nel Director’s Cut del 2003. In Brain Damage, ad esempio, Simone Marchesi ha inteso scorgere degli accenni alla vicenda del labirinto del Minotauro (le ghirlande di margherite da porre sul toro destinato al sacrificio…), associandola alla Casa del Labirinto di Pompei. Ma le allusioni più evidenti delle parole della canzone sono al disagio fisico e psichico e al trattamento chirurgico. Ecco perché il capitolo (il penultimo) è intitolato con il motto ippocratico Primum non nocere. Cioè per prima cosa non fare del male.
Allusioni troppo ricercate? Erudizione troppo profonda? Può darsi, ma il lettore non si scoraggi. Ilaria e Simone Marchesi non potevano mettere del tutto messo tra parentesi la loro professione di filologi, eppure ugualmente la lettura il libro è assai scorrevole e nelle sue pieghe la leggerezza e la curiosità delle domande dei bambini hanno campo libero e sorreggono la struttura del volume in maniera molto più evidente della complessa stratificazione culturale che vi è dissimulata, a disposizione in ogni caso del lettore più scafato. In questo modo gli autori conferiscono alle loro pagine un andamento anche manualistico e didascalico, perché rispondendo alle sollecitazioni dei bambini forniscono tutte le informazioni necessarie a guidare il visitatore di Pompei.
Per i fan dei Pink Floyd la rassegna dei capitoli può continuare dall’inizio con Cave Canem. Ispirato a Mademoiselle Nobs, il pezzo caratterizzato dai guaiti di un levriero russo, il capitolo del libro ha al proprio centro i cani di Pompei. Quei grossi cani meticci che, specialmente in estate, giacciono quasi inanimati all’ombra delle case dirute ma sono capaci di attraversare “senza difficoltà il reticolo di linee che demarca le zone amministrative ideate, tracciate e stabilite dal primo grande sovrintendente che hanno conosciuto gli scavi”, cioè le Insulae e le Regiones disegnate dall’archeologo Pietro Fiorelli (1823-1896).
Il capitolo intitolato Il cuore del vulcano è stato pensato in parallelo a Set the controls for the Heart of the Sun, accostando il vulcano a una sorta di altro mondo che incombe su di noi, del resto prefigurato nella canzone, e che potrebbe far sentire la sua presenza distruttrice. In questo capitolo gli autori hanno ricordato il primo incontro coi bambini alla Villa Vergiliana di Bacoli e la prima lezione, quella introduttiva, partita dalla descrizione dell’eruzione lasciataci da Plinio il Giovane.
Il capitolo Noi e loro riprende le suggestioni di Us and Them sulla falce della morte che attende i giovani in una guerra. “Loro” sono le vittime dell’eruzione. Con una geniale intuizione Fiorelli “fece versare del gesso liquido in alcune cavità rinvenute nel compatto strato di cenere che ricopriva una sezione del piano stradale”, in modo da ottenere i calchi dell’impronta dei corpi, che tanto commuovono i visitatori e suscitano infinite domande nei bambini, ma che soprattutto restituiscono individualità alla morte dei singoli, fissando materialmente i molti modi in cui si morì in quel giorno dell’eruzione.
Echoes (part I) e Echoes (part II) sono ripresi tal quali come titoli di due capitoli del libro. Il primo approfondisce gli echi delle voci dei pompeiani, sopravvissuti nelle iscrizioni, lapidarie (a eternare momenti importanti) o d’occasione (quelle sui muri, dalle insegne delle botteghe ai richiami elettorali). E la vita quotidiana, nelle tracce che la lava ha conservato per secoli, è protagonista di Echi II, la vita materiale di duemila anni fa che echeggia nelle forme di pane di gesso, per esempio, e che affascina i bambini al punto da suggerire loro scenette di vita vissuta in una delle panetterie della città morta.
Careful with that axe, Eugene! ha costituito invece un antecedente per il capitolo intitolato Occhio bimbi!, dove si parla più direttamente del concerto e dell’anfiteatro a partire dalle attenzioni che si debbono avere in un grande cantiere archeologico a cielo aperto. Ma il riferimento è soprattutto a quei bimbi che poterono silenziosamente occhieggiare il concerto del 1971. La loro presenza è rimasta a lungo una leggenda, ma in anni recenti i fan legati alla pagina Facebook Pink Floyd News li hanno rintracciati e intervistati. In questa estate le loro foto, insieme a una selezione di quelle del concerto, sono visibili nei corridoi sotto le tribune dell’anfiteatro stesso.
Il libro si congeda dal lettore con Satura, titolo ispirato da A Saucerful of Secrets. Due brevi pagine in cui la comitiva esce da Pompei portandosi dentro la propria segreta riflessione sulla morte, un abisso misterioso sul quale il gruppo si è affacciato affrontandolo però con leggerezza, riversata poi nella forma piana di questo libro.
Un livre de poche per chi ha intenzione di andare a Pompei e un livre de chevet per chi c’è già stato, con una colonna sonora che non potrà essere che quella sciorinata da David Gilmour, Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright.

Roberto Boldrini

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In uscita a settembre, MASSIMO CARLOTTO: Il Turista

In uscita a settembre

MASSIMO CARLOTTO

IL TURISTA

Rizzoli Libri

Il Turista è un serial killer perfetto, diverso da ogni altro. Tanto per cominciare, non “firma” i suoi omicidi e non lancia sfide ai detective, perché farsi catturare è l’ultimo dei suoi desideri. È un mago del camuffamento, non uccide secondo uno schema fisso e mai due volte nella stessa città o nello stesso Paese: per questo lo chiamano il Turista. In più, non prova empatia né rimorso o paura, esercita un controllo totale sulla propria psicopatia. In altre parole, è imprendibile, l’incubo delle polizie di tutta Europa. Anche il più glaciale degli assassini, però, prima o poi commette un passo falso che lo fa finire in gabbia. Succede a Venezia – il territorio di caccia ideale per qualunque assassino – e la gabbia non è un carcere: è una trappola ben più pericolosa, tesa da qualcuno che in lui ha scorto la più letale delle opportunità. Stavolta è lui la preda.

Maestro riconosciuto del noir europeo, Massimo Carlotto ci ha abituato a spingere i confini dei generi dove nessuno è mai arrivato. Per scrivere il suo primo thriller ha fatto saltare ogni paradigma, costruendo una macchina narrativa che non offre certezze se non quella dell’adrenalina che mette in circolo.

MASSIMO CARLOTTO (Padova 1956) è uno dei più affermati autori italiani di noir. Ha esordito nel 1994 con Il fuggiasco, cui sono seguiti, tra gli altri, Le irregolari, Arrivederci amore ciao, L’oscura immensità della morte e la serie che ha per protagonista Marco Buratti detto “l’Alligatore”. È autore anche di testi per la radio e il teatro, di saggi, graphic novel, racconti, sceneggiature per il cinema e la tv.

 

Ornella Matarrese

Ufficio Stampa Rizzoli Libri

3394498294

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in rete il Videoclip di "LIGURI" dei Buio pesto

è stato pubblicato ieri in rete il Videoclip di "LIGURI", singolo che dà il titolo sia al nuovo CD che al Tour 2016 dei Buio Pesto.

www.youtube.com/watch?v=W8_LgT4q2Qk

Segnaliamo che i proventi di questo videoclip andranno al progetto "Ambulanza Verde" e che hanno partecipato, cantando il ritornello a titolo gratuito, 19 Liguri famosi: il Gabibbo, Vittorio Brumotti, Antonio Ricci, Serena Garitta, Dario Vergassola, Luca e Paolo, Maurizio Lastrico, i Bruciabaracche, Sandro Giacobbe, i Ricchi e Poveri, i Matia Bazar, Piero Parodi, Francesco Baccini, Annalisa, Moreno, Franco Malerba, Tullio Solenghi, Carla Signoris e Corrado Tedeschi.

 

E' la prima volta che un così nutrito gruppo di Liguri ha collaborato ad un progetto musicale benefico.

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