Menu
Francesco Caprini

Francesco Caprini

MEROVINGI, I TRADITORI e DAN CAVALCA nella compilation di Rock Targato Italia 23

Ecco dall'Emilia Romagna, la patria della musica italiana - dal Rock al Folk alla canzone d'autore, li c'è veramente il massimo che si possa volere - tre artisti che sono sulla compilation di Rock Targato Italia 23.

I Traditori, Merovingi e Dan Cavalca

 

PRESENTAZIONE ARTISTI COMPILATION ROCK TARGATO ITALIA 23 Giorno per giorno vi parleremo, anzi saranno loro a raccontarsi, dei protagonisti della compilation rock Targato Italia 23, pubblicata in questi giorni 

 

19 tracce originali, (pop rock musica elettronica, folk, crossover) proposte da artisti emergenti di qualità. Ascoltare i loro brani sulle varie piattaforme, è stato una bella emozione, e tutti meritano di essere conosciuti maggiormente.

 

il nostro compito è di sostenerli, promuoverli, farli sentire protagonisti con molta semplicità di un movimento innovativo fuori dallo stagnante sistema quotidiano che domina la scena nostrana.

 

Questi artisti, nel loro piccolo sono giganti, hanno coraggio, girano per l’Italia, suonano in condizioni estreme a volte nei pub e feste di piazza, sono ancora in strada a raccontare cose importanti e cantare canzoni uniche.

 

Da ascoltare con attenzione sulla compilation Rock targato Italia 23. Le sorprese non mancano. Le novità pure.

 

La copertina della compilation è infatti opera del pittore umbro Desiderio, che ha saputo interpretare nel modo migliore la filosofia della rassegna. Per l’occasione, Desiderio ha pensato una cover per la compilation Rock Targato Italia 23, il cui simbolo principale è una colomba.

 

“Susanna” una colomba cyber, fortemente contemporanea, dall’anima profondamente rock”, spiega l’artista, “ma che mantiene il suo carattere di animale-simbolo della pace e dell’amore, due elementi da sempre associati alla musica rock”; che per la copertina di Rock Targato Italia si riveste di un’estetica “metallara” rafforzando quel messaggio, proprio per ribadire che è un “simbolo” forte e resistente nel tempo

 

I TRADITORI

I Traditori debuttano nel dicembre 2013 a San Piero in Bagno, dall'incontro di Matteo Cavallini e Leonardo Forcelli (entrambi Visioni di Cody) con Federico Valgiusti e Francesco Ricci. La loro immagine un po’ sommessa e autoironica e le loro melodie trascinanti che contaminano il pop più scanzonato con rock e il sintetizzatore a fare da traino, li rendono dei potenziali beniamini del popolo indie. I loro ritornelli killer propri dei migliori tormentoni raccontano con ironia un mondo popolato da nerd di provincia ed eterni precari. La band romagnola, che nel marzo 2015 ha pubblicato il primo EP “Novità”, ha le carte in regola per ambire a un posto nell’universo musicale dominato da artisti come I Cani, Lo Stato Sociale o Dente.

Parquet

Il singolo “Parquet” esprime il disagio sociale dei nostri giorni e di una vita costruita sull’apparire diversamente da come si è in realtà: una vita che, alla fine, non ci appartiene e per cui I Traditori cantano la loro opposizione.

Cosa intendete raccontare con il vostro brano, qual è la chiave di lettura?

Il brano si intitola “Parquet” e racconta il disagio sociale della nostra generazione, ragazzi costretti a prendere Finasteride per combattere la caduta dei capelli, fumarsi addosso un pacchetto di sigarette da solo, senza raggiungere alcun risultato.

 

Musicalmente, lo stile del brano come è nato?

 

Quando si compone un brano lo stile viene da sé, noi principalmente iniziamo da una melodia per poi lavorarci tutti insieme. In questo caso è nato tutto dal giro di accordi del piano, costruendoci sopra melodie e arrangiamenti.

 

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

 

Il nome non lo abbiamo scelto noi, ci è stato dato. Il batterista Leonardo Forcelli e il chitarrista Matteo Cavallini hanno già una band, le “Visioni di Cody”. I restanti membri della band “Visioni di Cody” tacciano, simpaticamente, di tradimento Leonardo e Matteo, da qui nasce il nome “I Traditori”.

 

Sul Web: http://itraditori.bandcamp.com

 

Su Facebook: https://www.facebook.com/itraditoriband/

 

 

MEROVINGI

“SUTRA”, il singolo dei MEROVINGI, incluso nella compilation di Rock Targato Italia

Musicisti emiliani dalla forte personalità, i Merovingi sono autori di canzoni dall'atmosfera intima e crepuscolare in cui musica d'autore e rock alternativo si intrecciano sapientemente. I loro testi sono carichi di uno spessore poetico non indifferente e si rifanno ad un immaginario fortemente spirituale e per nulla scontato, con citazioni di rilievo e richiami alle religioni orientali o alla mitologia egizia. Discepoli ideali del maestro Giovanni Lindo Ferretti, si dimostrano una bella scoperta che richiede e merita un ascolto estremamente attento.

SUTRA: cosa intendete raccontare con il vostro brano e qual è la chiave di lettura?

Sutra, che in sanscrito significa “filo”, è un ritorno alle culture e religioni orientali.

La parola indicava infatti un breve scritto o un aforisma utilizzato per tramandare insegnamenti filosofico-spirituali. Il ritornello recita il Mantra del Buddha della Medicina ed è cantato in lingua tibetana. Sutra è dunque un augurio, una dichiarazione di intenti e anche in un certo qual modo una canzone d’amore. 

 

 

“Life time lapse”, il singolo di Dan Cavalca, incluso nella compilation di Rock Targato Italia 23

 

Dan Cavalca
Daniele (in arte Dan) Cavalca, emiliano di nascita, si divide oggi tra Italia e Stati Uniti. Con esperienze rock e pop, i pilastri della sua formazione musicale sono prevalentemente il jazz e la musica classica. Si forma presso il Conservatorio di Parma, l’Accademia Internazionale Della Musica di Milano e la Berklee College fo Music di Boston.

 

Ha collaborato con artisti quali Robin Eubanks e Greg Hopkins e ha condiviso il palco con Annie Lennox e Carole King, durante il Berklee Commencement Concert.
Ha inoltre suonato in una tournée di quattro mesi negli Stati Uniti.

 

Dan Cavalca rappresenta la sintesi maturata del percorso musicale dell’artista che, preso dalla voglia di indipendenza e autonomia, decide di diventare un vero e proprio polistrumentista. La sua passione musicale lo porta a sperimentare inoltre nuovi generi e ad avvicinarsi al mondo della musica elettronica. Le sue più recenti creazioni sono raccolte nell’album “Cinematic”, interamente realizzato e prodotto dall’artista.

 

"Life Time Lapse": titolo del brano e cosa intendi raccontare con questo brano, qual è la chiave di lettura? 

 

Nella musica mi ha sempre affascinato il legame tra suono e immagine. Ogni mio lavoro musicale si ispira a un’immagine o un video immaginario, come se la musica fosse la colonna sonora di un film astratto. "Life Time Lapse" è un gioco di parole tra Life Time (tempo di una vita) e Time Lapse (tecnica video nel quale il tempo sembra scorrere molto più veloce della realtà). Questo brano vuole rappresentare perciò un Time Lapse immaginario di una vita intera.

 

Musicalmente, lo stile del brano come è nato?

 

Nel processo creativo non c'è mai una regola precisa anche se solitamente parto sempre dalla parte melodica, che trovo spesso seduto al pianoforte. Questo brano è nato però già a contatto con i suoni elettronici. Seduto su una tastiera sintetizzatore mi è uscita in maniera molto naturale una progressione armonica, quella che si sente all'inizio del brano, appena dopo la cassa campionata. Da lì la melodia del basso elettrico si è appoggiata molto delicatamente sulla progressione precedente come fosse un cuscino. In seguito si è poi sviluppato tutto il resto.

 

Alla Sala Fontana di Milano

Miseria&Nobiltà - Teatro Sala Fontana

Miseria e Nobiltà è prima di tutto un testo farsesco scritto da Eduardo Scarpetta sul finire dell’800. Ma in realtà nel tempo e nel suo stratificato percorso storico, con le facce e le maschere dei grandi interpreti del passato, è diventato molto di più fino ad approdare al territorio della memoria istintiva e ancestrale ; senza perdere il senso originario e mantenendo intatta la sua radice teatrale, la rappresentazione della vita segue le forme del tempo presente con tutte le dinamiche che la società ingloba e restituisce ogni giorno.
La storia di un povero squattrinato, Felice Sciosciammocca, che costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia. Questo testo rappresenta la festa del teatro, quanto di più “Felice” un pubblico possa incontrare. Dalle platee Miseria & Nobiltà è poi migrato nel cinema, grazie al film di Mattoli, e nella tv creando veri e propri simboli e immagini vivide nelle memoria collettiva. Totò (lo Sciosciammocca più celebre) che mette in tasca gli spaghetti è divenuto una sorta di tatuaggio, materia di imitazione in gruppi di persone davanti al bar nella vita di tutti giorni. Miseria & Nobiltà è un Mito, è un collante sociale la cui storia oggi è evocata da alcuni passaggi che tutti in Italia ricordano e sarebbero in grado di citare. “Vingenz m’è padre a me”, “lettera a lu compare nepote”, il momento degli spaghetti, Totò che fa il principe in casa di Semmolone, sono le battute di un ritornello che la platea teatrale ripeterebbe all’unisono con la scena, come succede ad un concerto di musica pop. Miseria & Nobiltà ritorna a quel testo del 1888 solo riscoprendosi rito nell’oggi con una straordinaria squadra di attori che s’impossessano della scena. Dice Sciosciammocca nell’ultimissima battura della storia “Torno nella miseria, però non mi lamento: mi basta di sapere che il pubblico è contento.” Miseria & Nobiltà del mestiere del vivere recitando.

NOTE DI REGIA
C’è tutta una grande strada, molto bella con cui noi attori cerchiamo in prova e in replica di sistemarci addosso le parole e le azioni, e contemporaneamente ce n’è un’altra attraverso la quale le storie le raccontiamo riconducendole totalmente a noi stessi o anche generandole a partire proprio da noi. Ogni possibilità sottende comunque il fatto che la nostra umanità sia la vera protagonista della scena, che ci siano o no maschere, testi, le emozioni o le interpretazioni, in presenza o meno di struttura, il dramma anche nel suo rifiuto finisce per farsi sentire, in forme imprevedibili si spera. Beh, per fare tutto ciò resta il fatto che in scena bisogna starci ed è praticamente sicuro che il tutto bisognerà ripeterlo per qualche altra recita, mi auguro: bisogna recitare, da qui non si scappa, se sei a teatro. In alternativa la vita nella verità è più forte e schiaccia la presunzione.
La farsa Miseria e Nobiltà è uno degli spartiti teatrali più affascinanti che un attore possa incontrare. È un fatto già conosciuto. Il dramma di questo testo sta nel suo percorso storico con le facce, le maschere, dei grandi interpreti del passato. Alcuni passaggi del testo sono un collante sociale: Mito. Tutto questo per me è Miseria e Nobiltà. È un dramma che sta contemporaneamente dentro e fuori la scena, un po’ come stare dentro e fuori dal personaggio, o da se stessi: è miseria e nobiltà del mestiere del vivere recitando. (Michele Sinisi)

 

Milano Liberty

Giovedì 12 Gennaio – ore 17,00
Urban Center Milano

Galleria Vittorio Emanuele II, 11/12
tel. 02 88 45 65 55

 

Nell’ambito del ciclo di conversazioni
“Milano si racconta”

Massimo Beltrame
presenta il suo nuovo libro

 

Milano
Viaggio nel Liberty

 

Un'affascinante "visita guidata" alla (ri)scoperta di uno stile che, seppur in un arco temporale brevissimo (dal 1899 al 1914), lasciò un segno indelebile nel tessuto urbano di Milano, facendone un inno alla sua modernità.

Con proiezione di immagini

 

Un omaggio portafortuna

a tutti i presenti
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Jolly Cinema, Hotel Monroe, 12 BBR, compilation Rock Targato Italia

PRESENTAZIONE ARTISTI COMPILATION ROCK TARGATO ITALIA 23

Giorno per giorno vi parleremo, anzi saranno loro a raccontarsi, dei protagonisti della compilation rock Targato Italia 23, pubblicata in questi giorni e che, come da tradizione, anticipa il Natale e il nuovo anno.

19 tracce originali, (pop rock musica elettronica, folk, crossover) proposte da artisti emergenti di qualità. Ascoltare i loro brani sulle varie piattaforme, è stato una bella emozione, e tutti meritano di essere conosciuti maggiormente.

il nostro compito è di sostenerli, promuoverli, farli sentire protagonisti con molta semplicità di un movimento innovativo fuori dallo stagnante sistema quotidiano che domina la scena nostrana.

Questi artisti, nel loro piccolo sono giganti, hanno coraggio, girano per l’Italia, suonano in condizioni estreme a volte nei pub e feste di piazza, sono ancora in strada a raccontare cose importanti e cantare canzoni uniche.

Da ascoltare con attenzione sulla compilation Rock targato Italia 23. Le sorprese non mancano. Le novità pure.

La copertina della compilation è infatti opera del pittore umbro Desiderio, che ha saputo interpretare nel modo migliore la filosofia della rassegna. Per l’occasione, Desiderio ha pensato una cover per la compilation Rock Targato Italia 23, il cui simbolo principale è una colomba.

“Susanna” una colomba cyber, fortemente contemporanea, dall’anima profondamente rock”, spiega l’artista, “ma che mantiene il suo carattere di animale-simbolo della pace e dell’amore, due elementi da sempre associati alla musica rock”; che per la copertina di Rock Targato Italia si riveste di un’estetica “metallara” rafforzando quel messaggio, proprio per ribadire che è un “simbolo” forte e resistente nel tempo

La compilation e dedicata a Stefano Ronzani

JOLLY CINEMA

“In che stato siamo”, in singolo dei Jolly Cinema, incluso nella compilation di Rock Targato Italia. Tra i diciannove singoli, c’è "In che stato siamo" dei Jolly Cinema, che oggi andremo a conoscere meglio...

Jolly Cinema

La band, nata quasi per gioco in occasione di una festa scolastica di fine anno, è oggi un gruppo giovane dal sound originale e fresco, che fa dell’ironia il suo cavallo di battaglia. Nei testi si parla dell’amata Livorno, città natale della band, fondendo sonorità di rock classico con un cantautorato di matrice americana. I Jolly Cinema si sono esibiti in svariati locali come Ex Cinema Aurora, Bpm Club, La Sentina, Accademia musicale Chorus e fortezza Rock. Nel 2016 la band è selezionata per le finali di "Rock targato Italia".

In che stato siamo

È indubbiamente un brano di protesta sociale e dalla doppia accezione. Assistiamo infatti alla contrapposizione tra i potenti, che ridono lontano da tutto, e i giovani, che crescono e cercano un modo per andare avanti. Trapela così un chiaro desiderio di rivoluzione, fatta con la parola, con l'arte, con la musica e con l'idea: basta stupidi programmi televisivi! Basta lotterie! Basta militarismo!

Musicalmente, lo stile del brano come è nato?

"In che stato siamo", scritta dal cantante Gabriele, nasce come una canzone molto intima per poi diventare, con lo sviluppo della band, una canzone di forte impatto grazie al suo testo di protesta.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il Cinema Jolly era un cinema a luci rosse molto popolare a Livorno. La metafora sociale che esercita il concetto di cinema porno è quella dello sconvolgimento gerarchico. In un cinema porno ci sono tutti: dal preside di una scuola allo studente, al presidente di una banca e al suo cliente senza soldi. Questo concetto ha stimolato la nostra fervida immaginazione, riprendendo quel concetto dove tutto è in maschera, dove tutto è viscerale.

Hotel Monroe

Hotel Monroe, la rock band di Parma dal sound alternativo ed elettronico, ha deciso di buttarsi a capofitto in un viaggio alla ricerca del proprio “luogo/non luogo” ideale: un Hotel raggiungibile solo mettendo in discussione se stessi e il proprio IO per lasciare posto alle idee altrui. Il loro “Alchemica EP”, disco pubblicato a gennaio 2016, ha riscosso un successo incredibile in pochissimo tempo.

“Heva”, il singolo degli Hotel Monroe, incluso nella compilation di Rock Targato Italia.

Heva

Il singolo estratto da “Alchemica EP” affronta un tema caro agli artisti: la follia. Il primo aspetto della follia si può trovare nel rapporto tra la protagonista, Heva, e l’uomo che la vuole possedere a tutti i costi abusando della sua libertà: il tema delicato della violenza sulle donne. Il secondo aspetto alienato è quello di Heva che basa tutta la propria esistenza sull’apparire, celando il proprio essere.

Qual è la chiave di lettura del vostro brano?

“Heva” è l'ultimo singolo estratto dal nostro "Alchemica EP" e sarà contenuto nella compilation di RTI 2016!

I temi trattati sono essenzialmente follia e alienazione. Nella canzone da un lato c’è la follia di un uomo che vuole possedere Heva a tutti i costi: un uomo che vuole conservare per sempre, e solo per se stesso, la bellezza di una donna, spinto da un desiderio squilibrato che fa diventare anche i valori elementari della vita secondari a questa sua ossessione. Un argomento purtroppo attuale che porta spesso molte donne ad essere vittime di violenza.

Dall’altro lato c’è l’alienazione di una donna succube dei moderni canoni che impongono continuamente e sempre di più l’apparire prima dell’essere.

Due storie che si intrecciano in un vortice folle in cui ad avere la meglio sono le debolezze dell'essere umano e il fallimento del proprio "io". Non è stato semplice affrontare questi argomenti... Prima di arrivare alla versione definitiva il brano è stato registrato e riscritto più volte.

Musicalmente, lo stile del brano come è nato?

Abbiamo cercato un sound rock ovviamente, con qualche sfumatura dark...il sound doveva trasmettere questo "folle vortice" che braccava la vita dei protagonisti.

Quando stavamo scrivendo questo brano era da poco uscito "Sky full of stars" dei Coldplay. Ci piaceva il "sidechain" del ritornello, allora abbiamo pensato di usare un qualcosa di simile affinché l'ascoltatore potesse, nel ritornello, "uscire" dalla triste condizione dei protagonisti del brano...c'è sempre una via d'uscita, anche dove sembra impossibile...

Il "tic tac" iniziale sull'intro?! "Alchemica EP" è un breve concept album, quindi vi invitiamo a scaricarlo su www.hotelmonroe.it con tanto di testi e copertina in modo da dare le vostre interpretazioni...saremmo curiosi di sapere che ne pensate! Mandateci i vostri feedback!

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome Hotel Monroe nasce da una storia lunga 8 anni come coverband. Possiamo dire che "l'hotel" è un luogo ideale, dove ci si incontra, ci si interroga e dove si prova a dare risposte (sia a se stessi, sia al mondo che ci circonda...).

Unica condizione per entrare: lasciare da parte il proprio "io" per accogliere l'idea dell'altro...solo così ci si può incontrare ed iniziare un confronto vero e sincero!

Non sentiamo di essere "arrivati all'Hotel", ma camminiamo faticosamente ogni giorno ed è una esperienza fantastica che ognuno può fare, in qualsiasi contesto: noi ci proviamo facendo musica.

12 Bars Blues Revolution  - 12BBR

Quattro ragazzi siciliani dal sound aggressivo e ipnotico, la cui musica ci riporta al Delta del Mississipi: i 12 Bars Blues Revolution ci coinvolgono in un rock tagliente venato di psichedelia, rimescolando gli insegnamenti di oltre tre quarti di secolo da Muddy Waters agli Arctic Monkeys.

40 Bills

“40 Bills” è il primo singolo pubblicato dai 12BBR nel maggio del 2015. Rude e aggressivo nelle sonorità fuzz di un ipnotico riff blues portato all'estremo, segnato da un cantato beffardo e potente, forte di un ritornello che da subito si fa strada nella testa, questo “blues sotto effetto di allucinogeni” dice molto sui principali riferimenti della giovane band.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome "12 Bars Blues Revolution (12BBR)" è nato prima che nascesse la band. Antonio infatti, il chitarrista, immaginava già da qualche anno una band che recchiudesse le stesse caratteristiche musicali che abbiamo adesso:"rivoluzionare e modernizzare le classiche 12 battute blues" mantenendo le sonorità radicate nella vecchia musica del delta del Mississipi e spostando il genere di riferimento in direzione di un Rock alternativo con atmosfere psichedeliche.

In questo ultimo periodo abbiamo deciso di usare maggiormente l'acronimo "12BBR", sicuramente più semplice da memorizzare!

Cosa vi ha avvicinato alle sonorità blues del Delta del Mississipi?

Fin dalle prime prove in sala abbiamo ricontrato gusti simili che tendevano verso quella direzione e in seguito ad alcune esibizioni  live di band italiane e internazionali come i the Cyborgs , i Bud Spencer Blues Explosion e i Black Keys abbiamo in fine deciso che il sound giusto per noi era proprio un mix di tutte quelle sonorità.

Dove vi vedete tra dieci anni?

E' difficile immaginare con certezza cosa ci attende negli anni a venire. L'unica certezza che abbiamo è che stiamo procedendo spediti lungo una strada difficile, tortuosa e ricca di avversità...Fino ad ora ci siamo posti obiettivi molto alti, e sicuramente il nostro scopo è riuscire a raggiungerli grazie all'amicizia e la determinazione che ci caratterizza.

Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?