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Tre album per marzo 2019: Pacifico, Nylon e Cieli Neri Sopra Torino.

Tre album per marzo 2019: Pacifico, Nylon e Cieli Neri Sopra Torino.
articolo di Roberto Bonfanti

Marzo. Mese instabile quasi per definizione, fra la primavera che preme esplodere e l’inverno che tenta di giocarsi le sue ultime carte. Per accompagnare questo mese peschiamo, fra le uscite recenti, tre album che mettono al centro di tutto le belle canzoni.

I dischi di Pacifico danno, da sempre, l’impressione di un momento di pace assoluta in mezzo al caos del mondo moderno. “Bastasse il cielo”, la sua nuovissima prova discografica, non fa eccezione: dieci canzoni apparentemente leggere che scivolano su un tappeto di melodie pulite fra malinconie al gusto di nebbiolina primaverile, delicati affreschi narrativi e un intimismo mai autocompiaciuto. Un disco pop nel senso più bello, intelligente e pulito del termine.

I pavesi Nylon, già vincitori dell’ultima edizione di Rock Targato Italia, giungono all’esordio ufficiale con “Quasi fosse una tempesta”: un album in cui la verve teatrale della band viene completamente messa al servizio delle canzoni dando vita a un cocktail ben riuscito di musica d’autore, pop, rock e aperture folk con una scrittura narrativa e un sound personale in cui elementi rock si innestano bene in un’ossatura di chitarre acustiche e violoncello.

C’è molta inquietudine in “Babilonia”, nuova prova discografica dei Cieli Neri Sopra Torino: otto brani in cui una scrittura riflessiva e disillusa si sposa con un sound scarno dal retrogusto anni ‘90 e suggestive atmosfere post industriali. Una prova irrequieta e per nulla accomodante, fra canzone d’autore, disincanto e approccio punk da periferia metropolitana, ma proprio per questo affascinante.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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1958 – 2018 Sessant'anni di Rock Italiano: la nuova compilation realizzata da Rock Targato Italia con la SAAR

1958 – 2018 Sessant'anni di Rock Italiano: la nuova compilation realizzata da Rock Targato Italia con la SAAR ..
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Il festival Rock Targato Italia da anni lavora per fare da scouting sui nuovi fermenti underground; la SAAR invece ha visto nascere il rock sin dai primordi, tenendo conto che Milano e' stata una delle capitali europee del fenomeno.

Il festival Rock Targato Italia da anni lavora per fare da scouting sui nuovi fermenti underground; la SAAR invece ha visto nascere il rock sin dai primordi, tenendo conto che Milano e' stata una delle capitali europee del fenomeno.

Da tradizione conclamata e soddisfacente, Rock Targato Italia, ogni anno, dedica le copertine delle sue compilation ad opere di artisti contemporanei. Quest’anno, in occasione della XXXI edizione della manifestazione, la copertina rappresenta l’opera di Giovanni Manzoni, dal titolo Madonna Desnuda.

Dice Giancarlo Passarella, il nostro diretur ..Questa notizia mi coinvolge due volte: innanzi tutto celebra il ruolo della SAAR, dando dignità ad una serie di eventi storici, partendo dal raduno (censurato e blindatissimo) al Palaghiaccio di Milano del 1958. Dall'altra crea un gancio (culturale e non solo) con il lavoro svolto dallo staff diretto da Francesco Caprini per il festival Rock Targato Italia. Ecco perciò miscelati vecchie glorie e nuovi puledri scalcianti..

Questa infatti la scaletta del cd (ma la compilation si puà anche trovate sugli store digitali):
Adriano Celentano – “Il tuo bacio è come un rock” Un brano simbolo di uno dei personaggi più iconici della nostra cultura popolare. C’è bisogno di presentazioni?
Tony Dallara – “Come Prima” Uno dei primissimi esempi, destinati a fare scuola, di ballata rock romantica in italiano. Uno dei precursori di un filone musicale ancora oggi fortunatissimo.
I Campioni – “Tintarella di luna” La versione originale, cantata da una band seminale del rock’n’roll italiano, di una canzone entrata ben presto nell’immaginario collettivo.
Franco Battiato – “La Torre” I primi passi di un promettente ragazzotto siciliano sbarcato a Milano col sogno di fare musica. La preistoria di Battiato. Prima ancora di “Fetus”.
Luigi Tenco – “Ragazzo mio” Inquietudine profonda, malinconia e impegno sociale. La rivoluzione culturale del ’68 sarebbe arrivata solo quattro anni dopo ma Tenco era già avanti anni luce.
Enzo Jannacci – “El portava i scarp del tennis” Le origini della canzone d’autore più autentica. Quando la musica incontra il desiderio di raccontare la realtà con uno sguardo fuori dai canoni.

Jack Anselmi – “Libero” Amarezza, ironia e andamento giocosa. Un brano fintamente sbarazzino per raccontare in modo pungente il mondo di un lavoratore precario.
Daniele Chiarella – “Abissi” Una canzone d’amore delicatissima dall’atmosfera sognante scandita solo dalla chitarra acustica e poco altro.
Lo Stato Delle Cose – “Buona fortuna” Fra indie, pop e richiami new-wave. Una band che erge a propria bandiera la spontaneità e il desiderio di raccontare le relazioni umane nel modo più sincero.
Massimo Francescon Band – “Arcobaleni al temporale” Un cantautore rock capace da sempre di coniugare una scrittura tanto immediata quanto elegante con uno sguardo aperto e attento sul mondo.
NOT – “Sogni e Bisogni” Si può anche essere pop nel modo più sfacciato possibile senza per questo rinunciare alla raffinatezza: questo brano ne è la dimostrazione.
Organico Ridotto – “Frate de Saie” Un progetto affascinante e suggestivo che parte dal dialetto abruzzese per reinventare il folk in chiave estremamente contemporanea e personale.
Rolling Carpets – “Qualcosa di più” La frizzantezza di una band giovanissima e piena di energia sposa l’amore per la melodia con la passione per le sonorità rock più internazionali.
VXA – “Colpo di reni” Una ballata rock scura, sincera e introspettiva che mette a nudo le inquietudini di un uomo qualunque di fronte alla vita.
Blank – “Statics Breather” Sonorità sintetiche e melodia. Un progetto modernissimo e affascinante tanto nelle scelte sonore quanto nell’approccio e nei contenuti.
Andrea Devis – “Pezzi di cuore tra i cuscini del divano” Elettronica dal gusto anni ’80, ritornello pop martellante e un testo malinconico sullo smarrimento che segue la fine di un amore.
Inside The Hole – “Beer! Sex!..and fuckin' roll” Il titolo dice già tutto: una band siciliana con un amore viscerale per il blues più sporco e il rock’n’roll più americano.

Chiosa il Passarella ..Interessante e da recensire.. e poi ricordo le volte che sono stato in giuria nelle prime edizioni di Rock Targato Italia, ma ho anche nel cuore le quattro puntate del programma Rock a Mezzanotte che abbiamo prodotto con Francesco Caprini per Italia1..

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Il Rumore Della Tregua, Massimo Volume e Caravita.Tre album per febbraio 2019:

Tre album per febbraio 2019: Il Rumore Della TreguaMassimo Volume e Caravita.
articolo di Roberto Bonfanti

Sono tempi difficili per chi vuole proporre un progetto che richieda un livello di attenzione che superi anche di poco la superficie. Ma, nonostante tutto, sotto la cenere qualcosa si muove e, in questo mese di gelo e malanni di stagione, è bello poter consigliare tre bei dischi capaci di avere anche una consistente dignità letteraria, oltre che musicale.

“Canzoni di festa”, il loro nuovo album dei milanesi Il Rumore Della Tregua prodotto da Giuliano Dottori, è un vero gioiello: canzoni intrise di una carica poetica abrasiva, costruite con un approccio di gran classe in cui si fondono alternative-rock, canzone d’autore e pura letteratura, che viaggiano immerse in atmosfere ombrose e decadenti. Un lavoro strapieno di fascino, scritto e prodotto con una cura d’altri tempi, che merita di essere scoperto e gustato con estrema calma.

Ogni uscita discografica dei Massimo Volume non può che considerarsi un evento per il rock italiano. “Il nuotatore”, la nuovissima prova della storica band capitanata da Emidio Clementi, è un album che condensa al proprio interno l’essenza del gruppo e ne conferma per l’ennesima volta l’importanza: chitarre che graffiano in puro stile anni ’90, suoni asciutti e stridenti, viaggi post-rock in territori densi di inquietudini e, in mezzo a tutto questo, la voce profonda di Emidio con il suo stile inconfondibile, la sua poetica che non fa sconti e i suoi slanci da autentico narratore carveriano.

Caravita è un cantautore. Di quelli che amano tanto guardarsi attorno quanto farsi domande e cercare di darsi delle risposte. Ma di quelli che sanno anche che la canzone è fatta tanto di pensieri quanto di melodie pulite che scorrono dritte verso la meta. “Come sempre”, il suo ultimo album, è esattamente così: un disco di canzoni. Canzoni d’autore dall’anima intimista e riflessiva ma dalle vesti leggere e aggraziatamente pop.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

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Tre album per gennaio 2019: Galoni, Giulio Casale e Organico Ridotto.

Tre album per gennaio 2019: GaloniGiulio Casale e Organico Ridotto.
articolo di Roberto Bonfanti

Archiviati e ormai dimenticati gli auguri, i panettoni, i brindisi con i parenti e i buoni propositi per l’anno nuovo, ritorniamo alle consuetudini di sempre proponendo tre bei dischi d’autore per questo primo mese del 2019.

La vera fregatura della moneta unica non sono mica queste mani vuote: è la gente che ha paura di scrivere una dedica o un aforisma sulla banconote”: il romano Galoni ha la dote rara, sia quando tratta argomenti intimi che quando allarga il raggio d’azione verso il sociale, di saper filtrare ogni cosa attraverso la lente di uno sguardo poetico e per nulla retorico. Il suo nuovo album, “Incontinenti alla deriva”, si presenta così come un gioiellino di delicatezza folk e poesia da cantautore d’altri tempi incentrato su una scrittura curatissima, pulita ed evocativa che merita di essere gustata con calma e attenzione.

Giulio Casale è ormai da oltre vent’anni un patrimonio prezioso per la musica italiana. Un artista costantemente fuori dagli schemi dotato di una visceralità e una potenza lirica che, col passare degli anni, sembrano farlo apparire sempre più come il Piero Ciampi della nostra epoca. Con “Inexorable”, il suo nuovo album appena pubblicato, l’ex leader degli Estra prova ancora una volta a spiazzare tutti e al tempo stesso riaffermare con forza la propria identità: se da un lato infatti ad accompagnare le canzoni ci sono delle inedite sonorità sintetiche che si mischiano in modo incisivo con quelle elettriche, dall’altro c’è la conferma dell’artista prezioso di sempre con la sua scrittura profonda e dolorosamente introspettiva che non fa mai sconti.

Degli abruzzesi Organico Ridotto ho già avuto modo di parlare in altre occasioni ma l’uscita ufficiale del loro primo album, “Orto vol.1”, è qualcosa che non deve passare inosservato: un disco particolarissimo che sprizza personalità e cerca di reinventare il concetto stesso di folk e canzone d’autore attraverso un modernissimo tourbillon di generi musicali in cui si mischiano dub, reggae, rock, tradizione popolare, musica araba e una marea di altre influenze con il dialetto della loro terra a scandire storie, filastrocche e racconti.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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