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Olden, I Rumori Di Via Silvio Pellico, Sudestrada, Bugo e Paolo Saporiti.

Olden, I Rumori Di Via Silvio Pellico, Sudestrada, Bugo e Paolo Saporiti.

4 album (+1) per marzo 2020:

Olden, I Rumori Di Via Silvio Pellico, SudestradaBugo e Paolo Saporiti.

articolo di Roberto Bonfanti

Ci sono cose che sono destinate a ritornare ciclicamente. Ritornano ogni tot anni, con implicazioni sempre più fantasiose, gli allarmismi di vario genere e il relativo panico collettivo. Ritornano periodicamente i tentativi demagogici di modificare la Costituzione. E ritornano sempre gli anni ’70, gli ’80, i ’90 e ultimamente persino gli anni ‘00. In questo eterno ritorno, proviamo a iniziare questo mese di marzo consigliando quattro album che sembrano legarsi idealmente a quattro diversi decenni.

Occorre togliersi il cappello di fronte al lavoro enorme che ha fatto in questi mesi la VRec label: dopo due album importanti come le nuove uscite di Max Zanotti e di Lorenzo Del Pero, l’etichetta veneta prosegue il suo percorso all’interno della canzone d’autore più profonda e inquieta dando alle stampe il nuovo disco di Olden. “Prima che sia tardi”, prodotto artisticamente da Flavio Ferri dei Delta V, è un concept album dalle sonorità cupe e dall’approccio narrativo decisamente anni ’70, in equilibrio fra rabbia sociale, speranza e intimo disincanto. Un lavoro elegante e incisivo al tempo stesso, capace di mettere in musica il linguaggio del romanzo distopico e di giocare in modo interessante con i chiaroscuri sia sul piano sonoro che su quello emotivo.

I milanesi I Rumori Di Via Silvio Pellico hanno gli anni ’90 tatuati nel dna. I loro riferimenti però, come testimonia anche il nuovo album intitolato “Trascendere respirare esistere”, non vanno verso il fragore delle chitarre distorte ma affondano nel lato più intimo e spiazzante del decennio del grunge: canzoni d’autore destrutturate, sperimentazioni a bassa fedeltà, sprazzi di rock minimale, filastrocche poetiche quasi sussurrate, paesaggi sonori dilatati e schegge di introspezione crepuscolare. Un progetto affascinante e personale da ascoltare con la giusta cura.

Partono senza dubbio dagli anni ’80, i romagnoli Sudestrada, ma il loro album d’esordio intitolato “Microclima” è un vero viaggio fra sapori, odori e riferimenti culturali apparentemente lontani fra loro. A fare da ago della bussola c’è sempre il pop sintetico più ricercato, caldo e “intellettuale” ma lungo la strada ci si imbatte in paesaggi diversi, dalla malinconia da estate anni ’80 a un calore mediterraneo venato dal vento del Nordafrica passando per i richiami a Murakami e i ricordi di Tween Peaks. Un album fondamentalmente pop ma capace di esprimersi con un linguaggio contaminato e ricercato al punto giusto.

Ho avuto la fortuna di seguire musicalmente Bugo fin da quando, all’alba degli anni zero, vagava fra i circolini di provincia come una scheggia impazzita intrisa di ironia surreale, elettronica lo-fi e folk acustico. A distanza di vent’anni è ovvio che il Bugo di quell’epoca non può più esistere ma fa piacere, dopo un lungo periodo interlocutorio, vedere l’artista novarese trovare finalmente un equilibrio pop con il nuovo album intitolato semplicemente “Cristian Bugatti”. Il Bugo di oggi è un artista che sa mettere insieme canzoni freschissime e ben scritte in cui la ritmica orecchiabile e la melodia trascinante si sposano con testi capaci di coniugare sincerità, leggerezza e desiderio di tornare raccontare il mondo che lo circonda come un cantastorie di provincia in chiave decisamente pop.

Aggiungiamo anche questa volta un jolly alla rosa dei quattro album consigliati inserendo un album live atipico, considerato che siamo abituati a vedere i dischi dal vivo soprattutto come momenti celebrativi firmati da artisti arcinoti. Paolo Saporiti ha scelto invece di pubblicare “Acini live” semplicemente per dare testimonianza di un suo periodo artisticamente felice a distanza di ormai un paio di anni dall’ultimo lavoro in studio e, di fatto, l’album riesce, con i suoi arrangiamenti asciutti e le sue atmosfere intime e inquiete, a trasmettere benissimo il carisma di Saporiti, il fascino della sua voce e l’intensità poetica delle canzoni. Una bella testimonianza del talento di un artista di spessore che si muove ormai da diversi anni, con eccellenti risultati, nel nostro sottobosco musicale.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

blog www.rocktargatoitalia.it

 

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