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Gli ascolti di ottobre: L.Leoni, Gran Zebrù , F.Sacco, F.Bellucci e S.Tasca.

Gli ascolti di ottobre: L.Leoni, Gran Zebrù , F.Sacco, F.Bellucci e S.Tasca.

Articolo di Roberto Bonfanti

Stanno crollando molte cose, in questo periodo. Crollano le certezze e le ideologie, per esempio. Ma soprattutto, nelle ultime settimane, abbiamo visto crollare parecchie maschere, da quelle delle finte divisioni fra le forze politiche fino a quelle del ribellismo di facciata di diverse star della musica nostrana. È un dato interessante, no? Questo spazio però è nato per parlare d’altro. Così, lasciando per un attimo da parte i crolli, cerchiamo di raccontare di chi sta provando a costruire delle vie interessanti all’interno della nostra canzone d’autore.

Lucio Leoni sembra un attentissimo osservatore delle dinamiche umane che riesce a raccontare con estrema lucidità e profondità. Dal punto di vista musicale, il suoDove sei Vol.1 si presenta come un lavoro inafferrabile e moderno in cui la canzone d’autore più imprevedibile incontra l’elettronica, lo spoken word, il pop e mille altre contaminazioni dando vita a un mix eterogeneo, metropolitano ma per nulla incoerente che accompagna molto bene le riflessioni quasi mai accomodanti dell’artista.

Dietro al nome Gran Zebrù si celano quattro ottimi musicisti che girano da oltre vent’anni anni, con diversi progetti, nell’underground milanese più polveroso. L’esperienza del quartetto si condensa in EP1”: un esordio in cui un rock alternativo dall’indole shoegaze si frappone fra un’anima cantautorale e una post rock dando vita a quattro canzoni bagnate di malinconia e graffiate da un ottimo sound chitarristico deviato.

Raffinatezza ed eclettismo sono le colonne su cui si basa la scrittura di Francesco Sacco. Fra pianoforte, strumenti acustici, synth e theremin, La voce umana è un album tessuto con grande delicatezza e intelligenza, ricamando atmosfere sognanti e momenti di estremo intimismo alternati ad aperture orchestali e lampi d’ironia. Un artista dallo stile elegante ma per nulla ripiegato su sé stesso.

Sarebbe un errore, ascoltando “Situazioni sconvenienti” di Francesco Bellucci, fermarsi alla prima impressione. Dietro a una facciata che richiama da vicino il lato più mainstream del rock italiano degli anni ’90, infatti, il cantautore modenese sa sviscerare una scrittura diretta, ironica, provocatoria e decisamente stratificata. Nove canzoni che ci presentano un artista sensibile dalla scrittura fresca e irriverente.

Stefania Tasca è un’artista pop. E non parliamo del pop così detto indie ma di un pop cantato da un’ottima voce e infarcito di venature black e di sonorità dal respiro mainstream internazionale. Accanto a questo però le canzoni di “Odio” riescono a porre una scrittura sincera e intima che gli donano un’intrigante vena cantautorale e le rendono fruibili a più livelli e ci dimostrano che il termine pop non deve per forza essere sinonimo di banalità.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

blog www.rocktargatoitalia.it

 

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