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Giovedi 3 settembre ore 19 - Villa Arconati

Cinque colpi di pistola esplosi a bruciapelo da un fan psicopatico mettono fine alla straordinaria epopea di John Lennon, il Beatle ribelle. Due mesi prima, aveva compiuto 40 anni.  Al suo fianco, nell’agguato omicida al Dakota Building, la loro lussuosa residenza newyorkese, la moglie Yoko Ono, una delle figure più controverse nella storia del rock, colpevole (secondo alcuni) di aver provocato lo scioglimento dei Fab Four. In realtà, quella tra John e Yoko è stata una storia d’amore intensa e travolgente, una delle più belle e significative del Novecento.

Un sodalizio artistico, ideologico e spirituale tra due personaggi geniali che ha cambiato la vita di entrambi e segnato

questo spettacolo che, con racconti, suoni e visioni, narra l’intera vicenda Lennon-Ono, dalle origini al tragico finale, attraverso una curiosa e interessante aneddotica, tante suggestive immagini storiche e canzoni bellissime. Dal primo incontro nella Indica Gallery ai bed in pacifisti, dal matrimonio a Gibilterra alle vicissitudini newyorkesi, dai giorni della crisi e dei “weekend” perduti alla rasserenata quiete famigliare sino al drammatico epilogo, La Ballata di John & Yoko rivive più suggestiva e attuale che mai a 40 anni dalla morte di Lennon e in occasione di quello che sarebbe stato il suo 80esimo compleanno.

Ezio Guaitamacchi (narratore), chitarre, ukulele, autoharp; Brunella Boschetti Venturi (Mae Pang), voce. E con la partecipazione straordinaria di: Andrea Mirò (Yoko), voce, pianoforte, chitarra, violino; Omar Pedrini (John), voce, chitarra.

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4 album (+1) per luglio: Ognibene, Le Rose E Il Deserto, Chiaradia, Casanovi e Giulio Casale

4 album (+1) per luglio:

Ognibene, Le Rose E Il DesertoChiaradia, Casanovi Giulio Casale
articolo di Roberto Bonfanti

C’è una cosa che manca in questo momento storico: la visione d’insieme. Sento musicisti che protestano per la situazione del mondo della musica, sportivi che si lamentano per le limitazioni poco sensate alla propria disciplina di riferimento, gestori di locali che s’arrabbiano per le regole a cui devono sottostare e persino possessori di piscine che puntano l’indice contro nuove normative assurde. E hanno tutti ragione. Eppure nessuno sembra voler guardare oltre il proprio orticello. Nessuno sembra volersi assumere la responsabilità di comporre il puzzle di tutti questi malcontenti e dargli un senso globale. Per questo siamo tutti destinati alla sconfitta. Intanto però l’estate sembra essere esplosa a dispetto di tutto quanto e non ci resta che tornare a parlare di musica.

C’è sempre un filo di malinconia ad accompagnare le canzoni di Ognibene ma soprattutto, a rendere riconoscibile la scrittura dell’artista già leader dei Remida, c’è un approccio narrativo cinematografico fatto di piccoli dettagli e intrecci di frammenti di vite. “Il varietà sulla natura umana, vol. 1”, nuovo ep del cantante emiliano, è di fatto un insieme di canzoni genuinamente pop dalle melodie pulite e immediate, ma riesce a presentarsi anche come una finestra a cui affacciarsi per osservare lo scorrere della vita attorno a noi.

Le Rose E Il Deserto si presentò un paio di anni fa alle selezioni di Rock Targato Italia come il più gucciniano dei cantautori. “Io non sono sabbia”, ep che segna il suo primo vero passo discografico, ci presenta invece un artista leggermente diverso, che sembra volersi alleggerire abbandonandosi ad arrangiamenti più accattivanti che strizzano l’occhio all’universo indie-pop contemporaneo ma che al tempo stesso non rinuncia a riflettere su sé stesso tessendo canzoni delicate intrise di ricordi intimi e pensieri personali, come in un gioco di specchi fra voglia leggerezza e bisogno di introspezione.

Se Chiaradia fosse un calciatore, sarebbe uno di quei centrocampisti che non vedi mai citati nei titoloni dei giornali ma a cui nessun allenatore toglie mai la maglia da titolare. “Primo vere”, il suo nuovo lavoro discografico, è l’album di un cantautore nel senso più puro e americano del termine: una raccolta di canzoni curate intessute di folk, musica d’autore e un pizzico di pop all’interno delle quali si alternano riflessioni personali e storie importanti di personaggi ai margini. Un disco che si lascia apprezzare proprio per il suo essere coerente con sé stesso e assolutamente fuori dalle mode del momento.

Fa sempre piacere imbattersi in un nuovo lavoro di Roberto Casanovi e il suo nuovo ep intitolato “Più della tua sola forma” non fa che confermare quanto di buono il giovane cantautore comasco ha già saputo dimostrare con i suoi precedenti lavori: canzoni delicatissime, trasognate, che sembrano galleggiare in un mondo tutto loro e che finiscono sempre col sorprenderti per il loro genuino intimismo, per un inaspettato gioco di prestigio poetico o per una riflessione capace di capovolgere con naturalezza ogni prospettiva.

Il “+1” di questo mese lo dedichiamo a un album dal vivo molto particolare, ovvero “Bootleg #3” di Giulio Casale: un progetto che non è la testimonianza di una sola esperienza live ma un collage di tutte le incarnazioni portate in scena dall’ex leader degli Estra nell’ultimo periodo, con brani registrati in trio durante il tour promozionale del suo ultimo disco alternati a estratti dal suo spettacolo teatrale ispirato a “Le notti bianche” di Dostoevskij, una parentesi punk solitaria e qualche frammento di una serata in compagnia del jazzista Nicola Alesini. Una bella testimonianza delle tante anime quello che è senza dubbio uno degli artisti più profondi dell’attuale scena culturale italiana.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

blog RockTargatoItalia.it

 

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