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Quattro chiacchere con Lorenzo Vizzini

Esce oggi "SUXMARIO", il nuovo album di Manuel Vizzini, cantante e autore per grandi artisti come Renato Zero, Ornella Vanoni, Anna Tatangelo. Nel suo ultimo lavoro racconta il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, mostrandone le sue diverse facce: il romanticismo di Inverno, la nostalgia di + Niente, l'allegria e la leggerezza di Karma

Abbiamo deciso di intervistarlo per conoscere meglio il suo percorso artistico: 

Come ti sei avvicinato al mondo della musica? A chi ti ispiri principalmente?

É successo da bambino, molto istintivamente. Per me la musica è stata ed è la compagnia principale, non c’è stato un momento decisivo in cui ho deciso che facesse parte della mia vita, perché c’è sempre stata. Le vie maestre sono infinite e non comincio con l’elenco perché altrimenti finisco domattina. Credo che la somma di tutti gli artisti che ho amato e che amo, che sono tantissimi, mi ha ispirato e continua ad ispirarmi.

Quando hai scritto il tuo primo brano?

A 5 anni, mi trovavo in macchina e mi era venuta una melodia con delle parole e mi son messo a canticchiarla. Così, ho chiesto di chi fosse quella canzone, ma non la conosceva nessuno. Appena ho capito di averla immaginata io, è diventato il mio gioco preferito e non ho più smesso, anzi fortunatamente continuo a giocarci fino ad oggi.

Qual è il processo creativo che segui per scrivere le tue canzoni?

Sono molto anarchico in questo, non ho mai una regola. Quasi sempre scrivo musica e testo insieme, ma a volte nasce prima la musica, altre il testo, altre ancora - quando scrivo per altri artisti - lavoro a volte solo ad una delle due cose, altre invece lavoro prima alla produzione o parto da un’immagine o un concetto e sviluppo prima il film che voglio vedere e le sue immagini e poi la canzone.

C’è differenza tra i brani che scrivi per gli altri artisti rispetto a quelli che componi per te stesso? Quali preferisci scrivere?

C’è molta differenza, onestamente non privilegio nessuna delle due. Sono due cose molto diverse che mi divertono tanto. Scrivere per altri sicuramente dedica la maggior parte del mio tempo ed ogni volta è un’esperienza diversa e nuova, che mi fa crescere molto, scrivere per me invece è un po’ il mio spazio d’anarchia, il retrobottega dove fare un po’ quello che mi pare senza rifletterci troppo.

Come hai vissuto il periodo di lock-down a livello creativo?

A livello creativo meravigliosamente, forse è stata una delle poche cose buone che mi ha portato. Come tutte le situazioni nuove e inedite, mi ha ispirato tantissimo e ho scritto e lavorato a tante nuove canzoni.

Quest’anno il festival di Sanremo 2021 vanta un cast giovanissimo: come vedi il futuro del cantautorato italiano?

Penso che i cantautori in Italia siano sempre stati in ottima forma, magari cambiavano solo i linguaggi e gli spazi d’esposizione. Forse ora c’è più attenzione verso progetti che fino a meno di 10 anni fa sarebbero stati relegati alla nicchia e questo mi fa un sacco di piacere. L’altro lato della medaglia, forse, è che come tutte le cose che fanno scuola e successo, sento un appiattimento in generale di argomenti e tante cose si somigliano. A volte sento certi ragazzi che mi sembra cantino fotocopie sbiadite di canzoni scritte meglio da altri, senza nessuna urgenza di scrittura e penso che forse 10 anni fa, quando i cantautori vendevano tre dischi e facevano concerti con quattro spettatori in croce, non le avrebbero mai scritte. Mi piacerebbe sentire più progetti con una personalità definita e singolare. Fortunatamente comunque continuano ad essercene tanti, quindi in ogni caso penso il futuro sia in ottime mani: penso a Lucio Corsi, ai Pinguini Tattici Nucleari, a Margherita Vicario, i Selton, Giovanni Truppi, Il quadro di Troisi, Emma Nolde, Andrea Laszlo De Simone, a Bianconi che ha esordito adesso da solista, ma è un maestro assoluto e quanti altri ne dimentico.

Negli ultimi anni hai collaborato con grandi artisti come Renato Zero, Laura Pausini, Ornella Vanoni: cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la tua carriera?

Penso che un consiglio valido per tutti non esista, quindi ti dico un po’ quello che è utile a me. Scrivere tanto, fino all’ossessione, questo per me è fondamentale. Leggere ovviamente è molto importante, io privilegio la poesia più che la narrativa, perché ci sento una cura delle parole che spesso è meno contemplata nei romanzi. Però ecco, dopo tutte queste cose, secondo me il consiglio più valido è sempre uno ed è vivere il più possibile, viaggiare per il mondo, buttarsi in tutte le situazioni, sperimentare più versioni possibili di sé stessi. Per scrivere canzoni interessanti non c’è trucco migliore che vivere una vita interessante.

“Karma”, “La sera di Natale” e “Inverno” sono i singoli estratti da “SUXMARIO”, il tuo nuovo album: perché hai scelto questo nome? A cosa ti sei ispirato?

Mi sono ispirato all’eroe della Nintendo. Volevo raccontare quella fase di passaggio fra la fine dell’adolescenza e l’inizio dell’età adulta. E Mario mi sembrava la sintesi perfetta, visto che non ho mai capito se è un bambino con i baffi o un signore di 70 anni agilissimo.

“A me ricordi l’inverno”: cosa significa per te?

Per me l’inverno rappresenta quella pigrizia domestica che amo tanto, il calore della casa e lo stare sotto le coperte mentre fuori c’è freddo. É la sensazione di intimità che immaginavo, quando vedevo la ragazza per cui l’avevo scritta.

Cosa ti aspetti per il futuro?

L’inaspettato.

Lorenzo Vizzini “Inverno” - RTM

BIOGRAFIA

Lorenzo Vizzini nasce a Ragusa nel 1993. Comincia a scrivere le sue canzoni sin da bambino, imparando a suonare chitarra e pianoforte fra le pareti di casa. A 18 anni, dopo essersi trasferito a Milano, firma la sua prima importante collaborazione: scrive infatti otto brani dell'ultimo disco di Ornella Vanoni, Meticci, tra i quali i singoli Basta poco e Non è questa casa mia. Negli anni successivi collabora a diversi brani, come compositore e autore, alcuni dei quali per Renato Zero (Quanto ti amo), Laura Pausini (200 note), Emma (A mano disarmata), Mr.Rain (Fiori di Chernobyl), Raphael Gualazzi (Mondello Beach), Giordana Angi (Chiedo di non chiedere). Nel 2019 firma i due brani in gara per il Festival di Sanremo di Arisa (Mi sento bene) ed Anna Tatangelo (Le nostre anime di notte), mentre nel 2020 partecipa alla scrittura di “Fiori di Chernobyl” con Mr.Rain, certificato disco di platino e firma otto dei brani di “Zerosettanta”, ultimo lavoro di Renato Zero. Vincitore del Premio Siae, indetto per premiare gli autori under 30 distinti nel panorama nazionale, segue parallelamente alla carriera di autore, quella di cantautore e produttore. Nel 2015 esce il suo primo disco di inediti, Il Viaggio, prodotto artisticamente da Iacopo Pinna e dallo stesso cantautore siciliano, mentre nel 2018 è la volta del secondo disco, L’aria di casa.

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Di: Nadia Mistri

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"Emozioni incartate nel cellophane": intervista a Manuel Finotti

Dal 19 febbraio è disponibile in rotazione radiofonica “Cellophane”, l’ultimo singolo di Manuel Finotti in collaborazione con il rapper italiano Zoda. Il brano racconta della paura di rischiare, di buttarsi in una nuova avventura amorosa: quest’ansia ci costringe a lasciare le proprie emozioni incartate nel cellophane.

Ma tu non vuoi più sentirmi
Ti giuro che l'amore è come un pezzo indie
Non devi capirci niente
Ti rimane in testa e ne parli tra la gente

Abbiamo deciso di intervistarlo per scoprire qualche dettaglio in più sul suo progetto musicale:

Come ti sei avvicinato al mondo della musica? A quali artisti ti ispiri principalmente?                                                                                   

Se ti dovessi riassumere la musica presente nel mio vecchio iPod ti direi: David Bowie, Justin Timberlake, Daniele Silvestri, Jannacci, Dargen D’amico (con cui mi piacerebbe moltissimo duettare).

Quali sono per te gli emergenti della tua generazione da tenere d’occhio?

LE ORE, Tananai, Laura Di LenolaGinevra e Pappa.

Come nascono i tuoi pezzi? Questo periodo difficile ha rappresentato un ostacolo per la tua creatività?

Nella prima quarantena no, non avevo ancora metabolizzato bene la situazione, da settembre in poi è stato molto difficile avere una leggerezza tale da scrivere e raccontare. L'attitudine è un hater molto difficile da far stare buono.

Cellophane racconta della paura di rischiare nel buttarsi in nuove relazioni: tu quali emozioni lasci incartate?

A volte sono troppo "pensante" e a volte il contrario: sarebbe bello raggiungere un equilibrio tra queste due parti così da non lasciare nessuna delle due da parte a guardare l'altra divertirsi.

Come nasce la tua collaborazione con Zoda?

Ci conosciamo da tanti anni, dal 2014 quando abbiamo cominciato a scrivere le prime canzoni insieme e quando ci siamo ritrovati in studio insieme è stato molto istintivo e divertente chiudere questo brano insieme.

L’anno scorso hai scritto insieme a Giordana AngiCome mia madreper il Festival di Sanremo: come hai vissuto questo debutto? Cosa ne pensi della kermesse di quest’anno? 

É stata l'esperienza più importante e difficile allo stesso tempo che rifarei assolutamente con più leggerezza ma queste cose si capiscono sempre dopo, alla fine. Sanremo è la Champions League della musica, ed il palco più importante per presentare un progetto musicale.

Come pensi di proseguire nel tuo progetto musicale? Hai altri singoli in uscita?

Sì assolutamente e non vedo l'orda di farli uscire, e chissà, magari quando questa situazione terribile finirà tornare a suonare dal vivo.

BIOGRAFIA

Manuel Finotti nasce il 21 marzo del 1995 a Roma; è un polistrumentista , cantautore e autore. Nonostante la giovane età i suoi testi hanno una poetica d’altri tempi, in cui ci si può ritrovare per la sincerità, punto di forza dell’artista romano. Tra le attività live ha all’attivo diversi concerti e manifestazioni in tutta Italia, dall’Auditorium Parco della Musica di Roma al Premio Lunezia, rassegna d’autore. Tra gli ultimi lavori nel 2019 ha collaborato con diversi artisti di fama nazionale, tra cui Giordana Angi, un sodalizio artistico che li vede scrivere insieme diversi brani pubblicati nell’album d’esordio “Casa” che ha conquistato due dischi d’oro e nella partecipazione al Festival di Sanremo 2020 con il brano “Come mia madre”.
Il nuovo brano di Manuel Finotti “Cellophane” (feat. Zoda) è disponibile in digitale dal 7 gennaio e in radio dal 19 febbraio 2021

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Di: Nadia Mistri

 
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