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IMPRESSIONI DI NOVEMBRE, ANCORA.

IMPRESSIONI DI NOVEMBRE, ANCORA.

E’ un anno che non è più novembre. Eppure, combattiamo con gli stessi demoni dell’anno scorso, indulgiamo su questioni per cui siamo in ritardo di vent’anni e cazzeggiamo su sacrosanti diritti civili e libertà. Oggi, siamo alla transizione green perché la finanza ha deciso che lì c’è un’opportunità di indebitare le prossime dieci generazioni, quelle che non avranno ancora finito di pagare i debiti della pandemia. Tra l’altro, questa cosa ha poco a che vedere con la riduzione delle emissioni, con l’invertire la tendenza del cambiamento climatico e con la lotta all’inquinamento. E’ la solita storia: le strade dell’Inferno sono lastricate di buone intenzioni e di ottime scuse.

Chi governa il mondo, però, non fa bene i conti con la storia e con le storie. Per questo, nel mese di novembre che è uno dei miei preferiti (chi segue questa rubrica lo sa!) succedono cose interessanti o meglio, si possono raccontare cose interessanti tra i primi freddi e la bruma, tra i primi bolliti e le minestre calde, tra la storia e le storielle.

La prima storia di novembre inizia a giugno del 1987. No, tranquilli non mi sono bevuto il cervello, abbiate un po’ di pazienza e capirete. Siamo Berlino (Berlino Ovest per la precisione), davanti a quello che era stato il Reichstag a poche decine di metri dal più famoso ed infame Muro della Storia. Da un lato è stato allestito il palco per un concerto, dall’altra parte le forze di sicurezza hanno schierato uomini armati e cani contro chi avrebbe potuto organizzare delle proteste.

Da una parte su quel palco c’è David Bowie che tanto deve alla musica dei berlinesi e ai berlinesi, per la sua trilogia (registrata lì agli Hansa Studios), per aver ospitato i suoi musicisti come Carlos Alomar, Robert Fripp, Brian Eno, Iggy Pop e gli altri. Dall’altra parte uomini armati e preoccupati cercano di controllare una folla di persone determinate e pacifiche, decise a sfidare i propri oppressori.

Bowie, in lingua tedesca, saluta gli amici dall’altro lato del Muro. Poi parte Heroes. E succede l’imponderabile: tutti urlano “giù il Muro”. Serviranno altri due anni e uno splendido novembre perché quel simbolo divisivo, quell’orrendo orpello liberticida, quel totem dell’infamia venga abbattuto e che fratelli dai due lati possano tornare a vivere insieme, ad abbracciarsi.

Se siete convinti che la musica non serva a niente, fatevi curare perché avete un grosso problema.

Altra piccola storia. In questo novembre che chiude un anno terribile e che non fa sperare in un prossimo futuro migliore, il quarto album in studio dei Led Zeppelin (qualcuno lo ha battezzato IV, qualcun altro “the unnamed album”) è disco di platino. La stranezza è che è un disco di cinquant’anni fa ed è “solo” la ventiquattresima volta che succede. Forse, sbaglio ad avere così poche speranze nel futuro.

Terza ed ultima storia. Mi sono trovato a provare a spiegare il successo dei Maneskin varie volte a pubblici molto diversi. Una delle ultime volte che è successo mi è venuta in mente una metafora che poi ho riciclato altre volte con un discreto successo. Come ho detto, a novembre sono ispirato.

Ricordate i western? Intendo quelli epici, quelli di Ford. Ecco quei film avevano migliaia di cavalieri del Settimo Cavalleggeri e migliaia di Apache a cavallo pure loro, erano produzioni opulente che si permettevano di dare agli autori mezzi, tempi e uomini. Ora pensate agli spaghetti western. Produzioni povere, due pistoleri nella main street con gocce di sudore che scendono lungo la fronte dei contendenti per lunghissimi secondi, il dettaglio degli occhi semi serrati a contrastare la luce del giorno, nessuno in giro … un cespuglio di rovi secco che rotola davanti ai contendenti intenti a studiarsi negli attimi prima dell’evento fatale. Non mille cavalieri in divisa ma un poncho, un panciotto e due cinturoni. Certo … gli occhi di Lee Van Cleef e quelli di Clint Eastwood valgono da soli il prezzo del biglietto, così come quei pistoleri così sporchi, poveri, quei due poveri cavalli spelacchiati e quella tensione così palpabile, così reale. Infatti, così il genere western italiano conquista gli Stati Uniti, patria di cowboys e indiani, di fuorilegge, saloon e giocatori d’azzardo. Perché? Perché il nostro cinema è un cinema di trovate, di geniali soluzioni per sopperire alla mancanza di denaro. Un altro esempio? Per fare l’effetto cinemascope, il grande Sergio Leone modifica il pattino pressore di una macchina da presa 35mm perché non può permettersi di girare in quel formato 65mm.

E’ la stessa cosa dei Maneskin. Loro hanno ricordato che esiste un genere anglosassone di nascita agli anglosassoni: il rock. Hanno ricordato loro (e anche a noi) che è più utile e attuale oggi di quanto lo sia mai stato dai tempi della guerra del Vietnam. Oggi che si ragiona solo di vacuità, che si deroga su libertà fondamentali, che si misura tutto col metro del denaro, del potere e del sesso. Oggi che contano i catenoni d’oro, le auto di lusso e le fidanzate trofeo. I Maneskin, invece, ci hanno fatto tornare ai diritti civili e alle libertà, all’introspezione, alla musica suonata, ai palchi.

La cosa migliore che hanno fatto è stato spiegarlo ai giovani con il loro linguaggio passando dall’endorsement dei più grandi della musica. Lo hanno raccontato soprattutto a quelli che non hanno manifestato per il clima contro i potenti del mondo, a quelli che coltivano il sogno di essere vuoti e ricchi come l’ultimo rapper de noiartri o beceri come il più pomposo e inutile dei soloni.

Come diceva, l’immenso Jimi Hendrix: “noi facciamo della musica libera, dura, che picchi forte sull'anima in modo da aprirla”.

Lunga vita al rock ‘n roll e alle persone che partecipano e si impegnano per un mondo migliore. E’ vero, scusate … è la stessa cosa.

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

 

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Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi: Mephisto Ballad

Il 28 ottobre Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi saliranno sul palco del Teatro Politeama di Prato (prevendita) per l’anteprima di Mephisto Ballad, lo spettacolo/concerto nato dopo la pubblicazione, a inizio 2021, dell'omonimo album a cura di Contempo Records. Il loro primo disco insieme, adesso in fase di ristampa dopo il sold out della prima tiratura di 1.200 copie.

Insieme ai due musicisti e compositori, nonché fondatori dei Litfiba, ci saranno Giancarlo Cauteruccio, storico rappresentante del teatro d'avanguardia italiano, in questa occasione autore del testo e voce recitante, e un gruppo di musicisti e amici di grande levatura: Flavio Ferri, Andrea Chimenti e Beppe Brotto. Il light design è a cura di Mariano De Tassis mentre l’ambientazione sonora porta la firma di Vladimir Jagodic.

Il 31 ottobre 2021 invece Mephisto Ballad debutterà ufficialmente in Prima Nazionale nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica (prevendita), nell’ambito del prestigioso Romaeuropa Festival. Per l'occasione, verrà proposto un esclusivo omaggio musicale a Franco Battiato.

Dopo la data romana, il 13 novembre lo spettacolo-concerto approderà al Teatro Fabbri di Vignola (prevendita), in provincia di Modena, con la co-produzione del Circolo Arci Ribalta e del Comune di Vignola.

Il progetto Mephisto Ballad nasce da un contrattempo: uno spettacolo programmato nel 2020, per celebrare la Firenze degli anni ‘80 e l’ormai mitologica Mephistofesta, viene annullato a causa dell’emergenza sanitaria COVID-19 ma Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo non si perdono d’animo. Continuano a lavorare come se niente fosse, rendendosi presto conto di avere abbastanza materiale per produrre un album. Ne viene fuori, nel quarantennale dalla nascita dei Litfiba, un’opera faustiana di otto tracce ispirata dal tema del “Doppelgänger” che prende il via da E.F.S. 44, un brano appartenente alla vena più sperimentale e oscura del gruppo fiorentino. Ma i tempi sono cambiati, e con loro la musica: le sonorità proposte oggi da Aiazzi e Marok evocano scenari più vicini a certo repertorio contemporaneo. Le sonorità sono ambient, minimaliste quanto basta e imbevute di elettronica. Ombre distanti di Philip Glass, Steve Reich, Terry Riley, Michael Nyman. Un repertorio immersivo e coinvolgente, di grande potenza emotiva e sonora che non mancherà comunque di aprirsi a distorsioni rockettare e affondare il colpo con vigorose incursioni litfibiane.

A partire dal 31 ottobre, inoltre, sarà disponibile online sulla piattaforma Nexo+ il film Das Enderealizzato da Flavio Ferri, in concomitanza con la notte di Halloween. Un film onirico e “noir” dalle atmosfere distopiche che prende spunto dalle tematiche del “doppio” toccate nell'album.

Il 5 novembre 2021 infine l’etichetta discografica Ala Bianca pubblica in digitale l’intero catalogo della produzione solista di Gianni Maroccolo, compreso Alone 0, il volume che nel 2018 ha dato via al progetto di “disco perpetuo” sviluppato poi da Marok in una collana di quattro volumi pubblicati con periodicità semestrale da Contempo Records. Oltre ad Alone 0, finora disponibile solo per gli abbonati alla collana, e ai successivi quattro capitoli, in questa nuova release saranno presenti disponibili anche i dischi Noio volevam suonar, realizzato in coppia con EDDA nel 2020, in piena pandemia; la colonna sonora di Yves Klein – L'altra metà del cielo, opera di videoarte firmata dall’artista Diego Repetto presentata alla Biennale di Venezia e a Bologna Arte Fiera; quella di Nella Divina Proporzione, video opera di Giancarlo Cauteruccio; e gli album vdb23 / Nulla è andato perso realizzato nel 2016 con Claudio Rocchi e la sua versione live.

 

Blog https://www.rocktargatoitalia.eu

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Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi: Mephisto Ballad

Il 28 ottobre Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi saliranno sul palco del Teatro Politeama di Prato (prevendita) per l’anteprima di Mephisto Ballad, lo spettacolo/concerto nato dopo la pubblicazione, a inizio 2021, dell'omonimo album a cura di Contempo Records. Il loro primo disco insieme, adesso in fase di ristampa dopo il sold out della prima tiratura di 1.200 copie.

Insieme ai due musicisti e compositori, nonché fondatori dei Litfiba, ci saranno Giancarlo Cauteruccio, storico rappresentante del teatro d'avanguardia italiano, in questa occasione autore del testo e voce recitante, e un gruppo di musicisti e amici di grande levatura: Flavio Ferri, Andrea Chimenti e Beppe Brotto. Il light design è a cura di Mariano De Tassis mentre l’ambientazione sonora porta la firma di Vladimir Jagodic.

Il 31 ottobre 2021 invece Mephisto Ballad debutterà ufficialmente in Prima Nazionale nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica (prevendita), nell’ambito del prestigioso Romaeuropa Festival. Per l'occasione, verrà proposto un esclusivo omaggio musicale a Franco Battiato.

Dopo la data romana, il 13 novembre lo spettacolo-concerto approderà al Teatro Fabbri di Vignola (prevendita), in provincia di Modena, con la co-produzione del Circolo Arci Ribalta e del Comune di Vignola.

Il progetto Mephisto Ballad nasce da un contrattempo: uno spettacolo programmato nel 2020, per celebrare la Firenze degli anni ‘80 e l’ormai mitologica Mephistofesta, viene annullato a causa dell’emergenza sanitaria COVID-19 ma Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo non si perdono d’animo. Continuano a lavorare come se niente fosse, rendendosi presto conto di avere abbastanza materiale per produrre un album. Ne viene fuori, nel quarantennale dalla nascita dei Litfiba, un’opera faustiana di otto tracce ispirata dal tema del “Doppelgänger” che prende il via da E.F.S. 44, un brano appartenente alla vena più sperimentale e oscura del gruppo fiorentino. Ma i tempi sono cambiati, e con loro la musica: le sonorità proposte oggi da Aiazzi e Marok evocano scenari più vicini a certo repertorio contemporaneo. Le sonorità sono ambient, minimaliste quanto basta e imbevute di elettronica. Ombre distanti di Philip Glass, Steve Reich, Terry Riley, Michael Nyman. Un repertorio immersivo e coinvolgente, di grande potenza emotiva e sonora che non mancherà comunque di aprirsi a distorsioni rockettare e affondare il colpo con vigorose incursioni litfibiane.

A partire dal 31 ottobre, inoltre, sarà disponibile online sulla piattaforma Nexo+ il film Das Enderealizzato da Flavio Ferri, in concomitanza con la notte di Halloween. Un film onirico e “noir” dalle atmosfere distopiche che prende spunto dalle tematiche del “doppio” toccate nell'album.

Il 5 novembre 2021 infine l’etichetta discografica Ala Bianca pubblica in digitale l’intero catalogo della produzione solista di Gianni Maroccolo, compreso Alone 0, il volume che nel 2018 ha dato via al progetto di “disco perpetuo” sviluppato poi da Marok in una collana di quattro volumi pubblicati con periodicità semestrale da Contempo Records. Oltre ad Alone 0, finora disponibile solo per gli abbonati alla collana, e ai successivi quattro capitoli, in questa nuova release saranno presenti disponibili anche i dischi Noio volevam suonar, realizzato in coppia con EDDA nel 2020, in piena pandemia; la colonna sonora di Yves Klein – L'altra metà del cielo, opera di videoarte firmata dall’artista Diego Repetto presentata alla Biennale di Venezia e a Bologna Arte Fiera; quella di Nella Divina Proporzione, video opera di Giancarlo Cauteruccio; e gli album vdb23 / Nulla è andato perso realizzato nel 2016 con Claudio Rocchi e la sua versione live.

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Finali Nazionali Rock Targato Italia 2021

In riferimento alla mail del 14 settembre 2021

Rock Targato Italia 2021:

Rock Targato Italia è sempre stato un concorso sinonimo di musica dal vivo e si è sempre alimentato di palchi, di incontri e di abbracci. I tempi che stiamo vivendo sono però, come tutti sappiamo, particolarmente complessi e incerti. Il continuo mutare della situazione, il conseguente perenne variare delle normative e il desiderio di rispettare ogni tipo di scelta individuale sono elementi praticamente impossibili da coniugare con una manifestazione che vorrebbe portare sullo stesso palco ben 23 band provenienti da ogni angolo della penisola per tre giornate di musica e condivisione.

Per questo motivo, a malincuore, siamo costretti ad annunciare che anche le fasi finali di questa nuova edizione del concorso che dal 1987 è uno dei principali punti di riferimento per la musica emergente del nostro Paese si svolgeranno esclusivamente on line. Nelle prossime settimane la giuria darà un’ulteriore valutazione sui video selezionati come finalisti per decretare il vincitore assoluto del concorso e gli otto artisti che avranno diritto a partecipare alla nuova edizione della storica compilation. Al tempo stesso anche il pubblico avrà ancora qualche settimana per continuare a esprimersi sul canale YouTube di Rock Targato Italia e decretare il vincitore del premio “Città di Milano”.

Quello che vi chiediamo è di mandarci un video in cui vi esibite dal vivo suonando due canzoni. Riprendetevi in sala prove mentre suonate le vs canzoni, preoccupandovi solo di far sì che il video rispecchi quella che è la vostra attitudine live. Non c’è bisogno di grandi produzioni: ormai tutti abbiamo sempre in tasca gli strumenti per poter scattare un’istantanea che rappresenti ciò che siamo e ciò che sentiamo di voler esprimere.

GLI ARTISTI VINCITORI DEI VARI PREMI IN PALIO A ROCK TARGATO ITALIA 2021  PARTECIPERANNO AGLI EVENTI IN PROGRAMMA A MILANO LA PROSSIMA PRIMAVERA.

Il termine ultimo per l’invio del video è: martedì 3 novembre 2021. Per qualunque chiarimento contattateci pure.  Materiale da inviare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  1. N. 1 video, COMPRENSIVO di 2 brani + presentazione
  2.         Durata complessiva massima 10 minuti in formato MP4 da inviare tramite WeTransfer
  3. Ricordatevi di fare una breve presentazione:

Nome artista/gruppo, influenze musicali, esperienze e progetti vissuti, luogo di provenienza e titolo delle canzoni. 

Per qualsiasi informazione e/o delucidazioni non esitate a chiamare, fare rete, stiamo in contatto

A presto e buon lavoro

Francesco Caprini

Ufficio Stampa DIVI IN AZIONE

Via Andrea Palladio 16 – 20135 Milano

Tel. 02 58310655 – 392 5970778 - 393 2124576

Francesco Caprini – Franco Sainini

 

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