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A TO Z: CONTINUA IL FOCUS SULLE NUOVE GENERAZIONI

A to Z

a cura di Francesco Bertocco

dal 17 settembre al 14 novembre 2021

corso Concordia 11, Milano 

Prosegue A to Z, progetto a cura di Francesco Bertocco che intende proporre un focus sulle nuove generazioni di artiste e artisti che lavorano con le immagini in movimento. Nella vetrina di Concordia II, si alternano i lavori di Daniele Costa, Giulia Crivellaro, Camilla Salvatore e Perla Sardella, ciascuno con una propria linea di ricerca già evidente e specifica, andando così a tracciare un percorso visivo eterogeneo, tra video, arte e cinema sperimentale.

Dopo il primo appuntamento con A General State of Loneliness di Giulia Crivellaro, è attualmente visibile Il Circuito di Daniele Costa, fino al 24 ottobre 2021.

Dal 25 ottobre al 3 novembre verrà presentato 20 Settembre di Camilla Salvatore e dal 4 al 14 novembre Le Grand Viveur di Perla Sardella.

Daniele Costa, Il circuito, 2018

Il progetto parte dalla storia di Elisa, non vedente dall’età di 17 anni a causa di un aggravamento di una malattia genetica. Il lavoro osserva e ripercorre, attraverso il mezzo video, le sue modalità di ridefinizione spaziale e le esigenze interpretative del mondo che la circonda. Da circa quattro anni Elisa fa la co-pilota di rally, sport che le consente di rielaborare il proprio spazio e i propri confini in relazione e grazie all’attività sensoriale che compie.

Giulia CrivellaroA General State of Loneliness, 2019

A General State of Loneliness tematizza il mangiare come atto sociale e religioso. Un cibarsi che,
astratto quindi dalla biologica e stretta correlazione con la sopravvivenza, è stato introdotto dal Cristianesimo nella ritualità liturgica.
La religione, come il mangiare insieme, ha per secoli aiutato l’individuo a combattere la sua tensione a soffrire la solitudine, creando momenti di aggregazione. Giustapponendo fenomeni apparentemente molto diversi, come la Pange Lingua dell’eucarestia cristiana, il fenomeno del mukbang e il sottile audio di un pranzo in solitaria, si vuole riflettere sulla necessità umana della condivisione.

Camilla Salvatore, 20 Settembre, 2020

20 Settembre è il secondo capitolo di una trilogia ancora in corso. I tre cortometraggi nascono da una riflessione sull'influenza che le vite dei nostri predecessori hanno sul nostro presente, sulla nostra immaginazione, sulla nostra memoria, come se fossero le nostre stesse vite precedenti. Ne risulta che il trauma si trasmette di generazione in generazione; le colpe dei nostri nonni, seguite da quelle dei nostri padri ricadono sulle nostre spalle, come una malattia ereditaria per il nostro spirito.

Perla Sardella, Le Grand Viveur, 2020

Mario Lorenzini era un operaio, un escursionista, un cacciatore e un membro della comunità Walser piemontese della Valsesia. Negli anni ‘70 compra una cinepresa Super8 e inizia a filmare la realtà che lo circonda. Attraverso la sua lente vediamo le stagioni passare a Priami, il suo piccolo paese al confine tra Svizzera e Italia. Mentre con la sua macchina da presa Lorenzini esplora la sua comunità, nel film emerge un secondo punto di vista che ci dà l’interpretazione del suo mondo, della sua vita e della sua idea di cinema. La sua relazione con la mascolinità e la mancata relazione con il mondo femminile è spesso sottolineata, generando un conflitto tra le aspettative della sua comunità e l'incapacità di poterle esaudire.

 

Blog www.rocktargatoitalia.eu

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Deshedus, la band Rock Prog in classifica Top Tracks Italia di Itunes

Deshedus,  da poco, con il singolo “Lady Butterfly”, al 49° posto nella Top Tracks Italia di Itunes https://youtu.be/V8Ml_TYAD-o

 

Edizioni musicali Warner Music - Divinazione Music 

La qualità non manca !

Nella loro musica troverete riferimenti ai protagonisti che hanno dato lustro alla musica italiana a livello internazionale: Banco del Mutuo Soccorso, PFM, Area.

  DESHEDUS è una band di quattro ragazzi, poco più che ventenni, con la passione per gli accordi e la musica suonata: Alessio Mieli (Voce, Chitarra, Piano), Gabriele Foti (Chitarra Basso) Federico Rondolini (Chitarra Conduttrice), Federico Pefumi (Batteria e percussioni).

Scoperti e prodotti da uno dei più importanti storici produttori italiani MAURO PAOLUZZI (Gianna Nannini, Bluvertigo) i DESHEDUS sono una piacevole rivincita sul mondo artefatto e plasticoso della musica italiana odierna.

Se eravate convinti che la “Generazione Zeta” non avrebbe visto nuovi musicisti, sostituiti dall’avvento dei producers di beat, non perdetevi questa band il cui genere udite udite è il Rock Prog..

Il riuscitissimo sodalizio artistico compositivo dei Deshedus con MAURO PAOLUZZI lo potrete apprezzare con il video “Lady Butterfly”.

… Lady Butterfly è la speranza che arrivi qualcuno a salvarci da tutti i guai. Noi lo aspettiamo come il Messia e sempre col sorriso sperando che magari sia la volta buona, che cambi finalmente qualcosa. Invece è sempre e solo un girotondo di pecore, e la neve continua a cadere intorno a noi… (Deshedus)

IL ROCK E’ PIU’ VIVO CHE MAI!!!

 

FRANCO SAININI

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano 

Tel. 02 5831 0655  mob. 3925970778

e-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

web: www.divinazionemilano.it 

 

 

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L’ARROGANZA DEI GIOVANI DEL ROCK.

L’ARROGANZA DEI GIOVANI DEL ROCK.

“Il rock and roll è qui per restare.”

Neil Young

E’ strano come nella musica, come nella fisica, nulla si crei e nulla si distrugga. Di come, ad esempio, chi ha un successo planetario inaspettato si tiri dietro da una parte un movimento e dall’altra moltitudini di detrattori (per lo più poco competenti ma è l’epoca del selfie, il successo lo meritiamo noi anche se siamo incapaci e non gli altri). E’ successo con i Greta Van Fleet che con un solo album all’attivo sono partiti per un tour mondiale ed è così per i Maneskin. Il successo crea sempre antipatie soprattutto tra quelli che davano il genere per spacciato e facevano roba, più o meno, tutta uguale come i loro tatuaggi, le auto sportive e le catene d’oro. Ma, tant’è. La questione centrale di questo “pezzo” è quello di inquadrare meglio la band romana: sono arroganti performer o hanno il fuoco sacro del rock dentro?

Partiamo da Il Ballo della Vita, il primo disco. Un concept incentrato sulla figura un po’ misteriosa e sfuggente di Marlena. L’album è musicalmente un po’ confuso … un po’ (inascoltabile e orribilmente di moda) autotune, un po’ fiati, un po’ rap, un po’ funk … un po’ rock. Se è vero che apprezzo molto la contaminazione, qui l’amalgama non è riuscita pienamente: contaminazione non vuol dire perdere essenza, semmai amplificare la propria personalità, artisticamente parlando. Devo dire, purtroppo, che quando il video è spento, il talent show finito quello che conta è solo ciò che, passando per le orecchie, arriva al cervello e al cuore. E’ la condanna del musico, se no sei un performer magari, anche, bravissimo ma non sarai mai un musicista. Eppure, dentro a quel lavoro poco compiuto e così  inesatto, c’è da salvare un impeto, un’attitudine… Forse, proprio, quell’arroganza nel volersi prendere sul serio a tutti i costi, il voler fare un distinguo: io sono un teenager ma non sono come voi che vi uniformate, che portate il berretto da baseball storto e i pantaloni col cavallo alle ginocchia (senza sapere cosa simboleggia quel modo di vestire), non faccio musica con il PC … A me interessa un’altra cosa: una cosa che forse è anche troppo uguale a quella che si faceva negli anni Settanta ma che fa ancora drizzare i peli sulle braccia, che ancora scuote anime e coscienze e lo fa con autenticità.

Poi, quella dichiarazione di “diversità” nel mondo omologato, è diventato un urlo. Rabbia contro chi senza conoscere e da dietro uno schermo e una tastiera, si mette ad insultare e a denigrare chi non si assoggetta, chi rivendica di essere individuo libero. E così la premiatissima Zitti e Buoni (di cui ho già lungamente scritto) diventa il grido che apre Teatro d’Ira – Vol.1, secondo LP in studio dei quattro ex buskers. Intanto, va detto che il disco è interamente suonato da loro senza session men ma con il solo produttore (lo stesso de Il Ballo della Vita) Fabrizio Ferraguzzo. E qui la risposta è esatta, anche se non mancano le contaminazioni, qui il rock è autentico tra classico, duro e punk. Perché i quattro ragazzini romani sono quella roba là: no autotune, no tecnologie digitali ma composizione e suono. Apprezzabilissimi i riff di Thomas, il motore musicale della band è dotato un discretissimo numero di cavalli pur non essendo il più grande virtuoso della storia (ci mancherebbe). Affidabile la base ritmica con Victoria e Ethan che sono sempre efficaci. Forse un po’ di troppo le escursioni nei solo di basso che risultano un po’ leggerine, poco solide ma è peccato veniale.

I testi di Damiano sono un pugno nello stomaco: maleducati, sboccati, forti come devono essere quelli di un giovane che vuole rivendicare il fatto che il mondo è suo, che vuole divorare la vita, che non si accontenta di niente di meno del sogno, che darebbe fuoco a tutto quello che nella società è rimasto di gretto, inutile, ideologico e fuorviante. Ora è il suo momento e per la mezz’ora scarsa che dura il disco, ci credi pure tu che stai ascoltando. I due brani decisamente più interessanti sono Coraline e Vent’anni. Nel primo, molto bello musicalmente, torna il personaggio femminile ma non è più la “musa” del primo album, bensì una donna giovane e fragile in un mondo che la spezzerà. Il secondo è una bella ballad più pop, intensa ed evocativa. Forse, un inno generazionale che tra (appunto) venti anni sarà oggetto da parte degli stessi autori di una interessantissima revisione, se cresceranno esponenzialmente come credo.

A chi disprezza questi ragazzi, devo sommessamente suggerire un paio di cose. Questi ragazzi hanno dimostrato senza dubbio che l’unico genere alternativo, autentico e impegnato è il caro, vecchio, rock. Forse il successo che stanno avendo i Maneskin si porterà dietro un movimento contro la scuola dell’obbligo all’uniformità patita negli ultimi due decenni. Vi piaccia o no, sono comunque, un’occasione e una speranza. Questo ci suggerisce la seconda conclusione: il movimento esiste ed esisterà.

Non morirà mai.

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

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I consigli di lettura per i più piccoli firmati Gallucci Editore

Ecco tutte le ultime novità dal mondo Gallucci Editore che accontentano i lettori più giovani.

Caramelle dal cielo

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Antonio lavora al mercato nero e venderebbe il suo migliore amico per un tozzo di pane. Andrea, invece, per il suo migliore amico darebbe la vita, anche se si tratta di un cane: Guerrino, infatti, è l’unico ricordo che gli resta del nonno. Le loro strade si incrociano la notte del 12 agosto 1943, quando il suono della sirena d’allarme annuncia un’incursione aerea. Così, nonostante le differenze, i due ragazzi si ritrovano alleati per sfuggire alle bombe che cadono sulla città come grappoli di caramelle nere.

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Le creazioni di Agata e Lola Come sorelle

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La mamma di Agata e il papà di Lola hanno deciso di costruire una nuova famiglia insieme. Riusciranno le due ragazze, così diverse tra loro, a condividere la stanza e a diventare "come sorelle"?

Una nuova serie che racconta la vita quotidiana di due giovanissime ragazze, tra scuola, sogni e amicizie, ma anche i problemi tipici di una famiglia allargata, che si è appena formata e dove ciascuno deve trovare il proprio posto.

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La casa nella prateria -Il lungo inverno

Laura Ingalls Wilder

11+ANNI

Gli Ingalls affrontano con coraggio il terribile inverno nel Dakota. In casa tutta la famiglia lavora sodo per sopravvivere alle tempeste di neve. Ma l’intero paese resta senza provviste e il giovane Almanzo Wilder decide di affrontare un pericoloso viaggio alla ricerca di cibo…

Guarda gli altri romanzi della serie 

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Acquamagici 

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Bagnati le dita e sfiora le sagome bianche nelle pagine…
Vedrai, si coloreranno come per magia! Se preferisci, usa un pennello con l’acqua. Poi lascia il libro aperto ad asciugare: i colori svaniranno e potrai ricominciare all’infinito!

Libri che stimolano la manualità e la creatività!

Colora la fattoria

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In compagnia di un simpatico elefante o di una divertente paperella, fai amicizia con tanti altri grandi animali!

Due libri sagomati in morbido peluche e soffice tessuto con tanti dettagli ricamati, illustrazioni colorate, piccoli elementi da afferrare caratterizzati da motivi vivaci e con una copertina a effetto scricchiolìo. Perfetti per conquistare i bebè!

Lavabili a mano con acqua fredda 

I grandi animali

Animali della fattoria

 

Blog: rocktargatoitalia.eu

Eleonora Corso 

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