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Il carnevale del Teatro Out Off

Purtroppo quest’anno il Carnevale è costretto a festeggiamenti minimi: le avete già mangiate le chiacchiere? Vi state cimentando in un trucco carnevalesco da sfoggiare nel salotto di casa o per le vie del quartiere?

In qualsiasi modo voi festeggiate, il Teatro Out Off vi augura un sorriso tra i coriandoli e le stelle filanti che caratterizzano queste giornate.

Sui nostri canali YouTubeFacebook ed Instagram, continuano i nostri appuntamenti bisettimanali (ogni lunedí e venerdí alle 18.30!) della serie "Tutta Casa Letto e Chiesa?"

Se ci avete seguito live, avrete visto il nostro quarto episodio con la studentessa Eliana Rotella. Il prossimo episodio arriva questo venerdí, con un’intervista a Romana Petri, scrittrice e traduttrice. 

 

Ti sei perso i nostri episodi precedenti? Eccoli qui:

 

 


 

Blog: Rocktargatoitalia.eu

Di: Nadia Mistri

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Tutta l'energia del nuovo rock romano: l'intervista ai Capitale

"Brucialoè il terzo singolo in uscita della band rock romana Capitale: dopo "Inverno" e "23 giugno", tornano con un pezzo di protesta, contro un mondo che rende l'uomo sempre più vittima della società dei consumi. Il fuoco diventa quindi una speranza, uno strumento di liberazione, per riprendere in mano il proprio destino. 

Abbiamo deciso di intervistare la band per capire meglio la loro prospettiva, anche rispetto al panorama musicale attuale.   

Chi sono i Capitale? Qual è la vostra miglior definizione?

I Capitale nascono dalla nostra esigenza di suonare, per il gusto di farlo e per provare a dire ancora qualcosa attraverso il Rock. Un genere che esiste da mezzo secolo, e che continua ad esistere cambiando e rinnovandosi di continuo.
Noi in questo ambito diciamo la nostra suonando questo genere come ci piace e come ci viene.

Come vi siete conosciuti?

Noi 5 ci conosciamo, chi più chi meno, da una quindicina d’anni. Tutti suonavamo in varie band del panorama rock/punk/alternative di Roma e le strade di alcuni di noi si sono intrecciate tante volte nel passato.
Ad inizio 2020 abbiamo provato a scrivere qualche pezzo insieme, di getto, e ne è uscito fuori un disco che abbiamo pensato subito di registrare e pubblicare, senza troppi indugi.

Quali sono i vostri artisti di riferimento?

Indipendentemente dai nostri gusti personali, come band nella scena italiana i nostri riferimenti potrebbero essere i Ministri, Zen Circus, Teatro degli Orrori o Giorgio Canali per citarne alcuni, se dovessimo guardare al panorama internazionale abbiamo gusti molto disparati, ma a tutti quanti piacciono i Foo Fighters, Biffy Clyro, Idles e Muse ad esempio.

La vostra band nasce nel 2020, un anno particolarmente difficile soprattutto per il mondo della musica: com’è stato avviare un nuovo progetto in questo clima difficile?

Io ribalterei il discorso, probabilmente quest’anno così particolare e difficile è stato lo stimolo a cominciare qualcosa di bello, qualcosa che ci facesse sentire vivi.
L’idea di partire con un nuovo progetto ci frullava nella testa da un po’, ma solo ad inizio 2020 abbiamo trovato gli stimoli giusti per iniziare concretamente il progetto “Capitale”.

Il 13 febbraio avete partecipato al Verona Digital Music Fest, in streaming su Twitch. Vi era già capitato di esibirvi in questa modalità? Cosa ne pensate dei concerti online? 

Per il progetto “Capitale” in effetti è stato proprio il debutto ufficiale ed è anche stata la prima volta per tutti a suonare chiusi da soli in uno studio senza pubblico. É stato una strana boccata d’aria fresca.
I concerti online non sono il massimo, e credo che il rock dia il peggio di sé in questo setting, ma al momento sono necessari. Sono necessari perché tutti abbiamo bisogno di andare avanti e di spingerci verso la fine di quest’incubo.
Abbiamo bisogno della musica, dell’arte, dello spettacolo e di tutte quelle cose che danno un senso alla vita.

Come vedete il panorama del rock italiano attuale?

Al momento lo vediamo abbastanza sofferente, non ci si può nascondere dietro un dito. È sofferente perché altri generi vanno molto di più, ma soprattutto perché il rock vive sui palchi, con gli amplificatori accesi e le frequenze basse che ti fanno tremare le ossa.
Al momento abbiamo scelta? No, quindi andiamo avanti ed aspettiamo tempi migliori per tornare a suonare e vivere questa musica come si deve!

In “Brucialo”, uscito il 12 febbraio, denunciate un mondo in cui l’uomo non è più protagonista ma comparsa: com’è possibile liberarsi da questa condizione di passività?

Nella nostra vita siamo sommersi di bisogni indotti, sono la chiave su cui si basa la vita dell’uomo medio nel 2020, in cui, come giustamente dicevi, non siamo più protagonisti ma comparse.
Probabilmente per uscire da questo meccanismo bisogna maturare un po’ di consapevolezza ed avere la forza di ragionare sui nostri bisogni, su quello che per noi è necessario e non su quello che sembra necessario.
Purtroppo in un momento in cui la socialità, la cultura e molte attività sono paralizzate, sfuggire diventa ancora più difficile ma è necessario rompere lo schema del nasci-produci-consuma-muori che rischia di risucchiarci come sabbie mobili.

In primavera uscirà il vostro album di debutto: volete darci qualche anticipazione?

Sarà un album molto sincero e diretto, senza troppi fronzoli e scritto senza farsi troppe domande in qualche mese. É il nostro album dei ricordi del 2020, anche perché tra scrittura, registrazione e lavorazioni varie, sicuramente rappresenta i momenti più belli che abbiamo passato insieme lo scorso anno.
Speriamo solo di poterlo suonare in giro il prima possibile, insieme a qualche pezzo nuovo che è già pronto ai box.

BIOGRAFIA

I Capitale sono Daniele Brian Autore (Vanilla Sky), Michele Grieco, Filippo Grossi, Leonardo Leonori e Antonio Falconi.

La band nasce agli inizi del 2020 da un'idea nata qualche anno prima. Un'idea creata, masticata, immaginata e quasi lasciata in un cassetto. Ma, come spesso accade nella vita, a volte le cose succedono.

Capitale è una finestra affacciata sulla vita di una città rumorosa, viva, a volte feroce ma spesso sincera. Una città solcata da tante vite che si intrecciano e si guardano negli occhi, da sagome stanche che lasciano poco più di un'ombra sul marciapiede.

Capitale è un racconto senza trama, una storia vista attraverso degli occhi qualsiasi, una storia presente e sincera.

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Blog: Rocktargatoitalia

Di: Nadia Mistri



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Musica per ritrovare un equilibrio: l'interivsta a Francesco Luz

Venerdì 22 gennaio è uscito il secondo singolo del nuovo progetto musicale di Francesco Luz: dopo "Surf", pubblica "Ago di bilancia", uno sfogo dell'inconscio che tenta di riprendere il controllo sul proprio destino. 

«Con questa canzone volevo gridare disperatamente il bisogno di libertà, nella sua accezione più ampia, alla quale ognuno di noi aspira. Libertà dai preconcetti, dalle costrizioni, dalle paure».

Abbiamo deciso di intervistarlo per indagare più a fondo nel suo nuovo progetto musicale. 
 
Come nasce la tua passione per la musica? Quali sono i tuoi principali artisti di riferimento?
 
Probabilmente è innata. Da che ho memoria mi ricordo a canticchiare qualche canzone. Da bambino quelle dei cartoni animati e poi, con più cognizione, quelle dei grandi gruppi rock del passato. All'età di 10 anni rubavo le audiocassette dei miei cugini più grandi per cercare di ascoltare più musica possibile e un giorno ebbi una letterale folgorazione con una cassetta dei Queen. Da li in poi la crescita di questa passione è stata esponenziale.
 
"Surf" e "Ago di bilancia" rappresentano un netto cambiamento di rotta per la tua carriera: perché hai deciso di passare dall'inglese all'italiano? Hai riscontrato delle differenze in termini di scrittura?
 
Sicuramente perché volevo sperimentare generi diversi dal rock del mio primo disco "Extraordinary Men". Lo stile delle canzoni di quel disco era prettamente "british" e un testo in italiano sarebbe stato troppo lontano dal senso musicale dei pezzi. I pezzi nuovi hanno un'anima più pop/cantautoriale perfetti per dei testi in italiano. Aggiungo che la lingua inglese mi ha un po' stufato; non la trovo più così musicale nè tantomeno affascinante, ma è un limite mio.
 
Nei tuoi ultimi due singoli emerge il bisogno di ritrovare un equilibrio e una stabilità emotiva: da dove nasce questa necessità?
 
C'è da dire che i testi delle mie canzoni sono scritti da un mio collaboratore, amico e scrittore che risponde al nome di Luigi Abramo. In questa nuova produzione di singoli, che sfocerà poi con l'uscita dell'album, volevo trattare (a modo mio) un argomento piuttosto delicato: la depressione. Luigi mi ha proposto alcuni testi e io ho cercato di selezionare quelli che meglio sposassero il mio intento. L'equilibrio che trattiamo in "Surf" è l'equilibrio che ci serve nella vita per non sprofondare, mentre in "Ago di bilancia" il fondo probabilmente è già stato toccato dal protagonista della canzone. L'ago del titolo è quello della siringa e il grido d'aiuto per tornare libero è quello di un tossicodipendente, che darebbe tutto quello che ha per uscirne fuori
 
"Ago della bilancia", uscito il 29 gennaio, rappresenta uno sfogo dell'inconscio di fronte alla perdita di controllo sul proprio destino. Questa sensazione deriva dalla situazione attuale di emergenza sanitaria o fa parte di un disegno più grande?
 
No, sono testi scritti molto tempo prima dell'emergenza sanitaria. Come dicevo prima, il senso generale di "Ago di bilancia" è la ricerca della libertà. In questo caso specifico la ricerca è disperata.
 
Il videoclip, attraverso l'allegoria della recita, vengono messi in contrapposizione sogno e realtà. Come nasce l'idea?
 
L'idea è di Damiano Brogna, un mio vecchio amico sceneggiatore e regista. Quando l'ho contattato per proporgli la direzione del videoclip, non ho dato nè suggerimenti, nè chiarimenti in merito al significato del testo, ma ho voluto che lui trovasse una sua spiegazione e sviluppasse una sua tematica. Ha messo in contrapposizione le due anime che ognuno di noi ha: quella "da copione" che mettiamo in mostra ogni qual volta la società ce lo richiede e quella un po' pazza che celiamo a tutti e che rimane troppo spesso dentro di noi. Tutto questo dando una tono piuttosto ironico al video
 
Hai già altri singoli in uscita? Vuoi darci qualche anticipazione?
 
Sì, ce ne sono altri due che vorrei far uscire prima di pubblicare l'album. Uno è la classica canzone pop all'italiana che però a un certo punto prende una strada tutta sua e l'altro è di matrice più pop dance stile anni '80. Le tematiche, soprattutto di uno dei due brani, navigano sempre nel macro discorso legato alla depressione. Riguardo ai videoclip, sto già lavorando con un disegnatore perché mi piacerebbe fare un video con illustrazioni animate particolari. Abbiamo terminato lo storyboard giusto ieri...
 
Risultato immagini per francesco luz 

Biografia

Francesco Luz, musicista romano classe 1982, dopo 15 anni di concerti in Italia e nel mondo con diverse band, pubblica il suo primo album, “Extraordinary Men” nel 2019. Dall’album, cantato in inglese, vengono estratti 3 singoli accompagnati da 3 Video clip diretti da Ari Takahashi che ricevono vari riconoscimenti in diversi film festival in tutto il mondo (“Outstanding Achievement Award” al Berlin Flash Film Festival, “Best Music Video, Honorable Mention” al Los Angeles Independent Shorts Awards, miglior video musicale al New York Film Awards e al London Independent Film Awards).

Artista indipendente al 100% canta, scrive, suona, arrangia e produce le sue canzoni con l’aiuto ai testi di Luigi Abramo, giornalista e scrittore. Anche questo singolo viene proposto in lingua italiana come il precedente “Surf” a testimoniare il cambio di direzione artistica e linguistica rispetto al primo album di sonorità più rock ed interamente in inglese.

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Di: Nadia Mistri

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La strada verso casa: il nuovo singolo di MY GIRL IS RETRO

MY GIRL IS RETRO
LA STRADA VERSO CASA
è il nuovo singolo in uscita il 16 febbraio
 
Il valore della casa e di chi ci fa sentire al sicuro sotto la lente della maturità cantautorale
del giovane artista


Presave: backl.ink/144354979

LA STRADA VERSO CASA è il nuovo singolo di MY GIRL IS RETRO, in uscita il 16 febbraio. Dopo la pubblicazione di TANGO!, Atto I il giovane cantautore rinnova il suo percorso musicale con un brano che orbita intorno al valore della casa, simbolo di un universo domestico mai tanto importante come in questi mesi.

La strada verso casa nasce nel periodo di lockdown di marzo 2020, quando la consapevolezza di dover rimanere in casa si mescolava con le paranoie, la solitudine e la monotonia. Un periodo che ha fatto odiare le pareti di casa, ma che allo stesso tempo ha fatto amare tanti piccoli dettagli che si davano per scontati. Ha fatto chiedere cosa significasse per ognuno “casa”.

La lucidità cantautorale di My Girl Is Retro espande il significato di casa a tutte quelle persone che ci fanno sentire protetti e al sicuro: a una di loro l’artista dedica una canzone intima e di speranza:

“C’è sempre tempo per tornare ad amare. Adesso, dobbiamo essere forti. Dobbiamo dare valore all’attesa. Che ci farà amare ancora più di prima. La strada verso casa è un inno alla memoria, al Funes di Borges, affinché allevi la distanza, e all’amore sincero, quello che sa accettare che a volte le cose sono più grandi di noi, e non possiamo spiegarle.
La strada verso casa è la speranza di tornare a fare tutte le cose che amiamo con le persone che amiamo.” (My Girl Is Retro)

 


 
CREDITS
Prodotto da Francesco Pontillo
Registrato presso il Deposito Zero di Forlì (FC)

BIOGRAFIA

Classe 1999, Carlo Cianetti nasce ad Assisi e cresce nella pianura umbra ai piedi di Perugia. Oggi è di stanza a Bologna. Il 23 febbraio 2018 esce il suo primo EP, BORDOPISCINA“cinque canzoni che parlano di solitudine, amore e paura”. Nell’anno successivo MY GIRL IS RETRO porta le sue canzoni su e giù per l’Italia, salendo anche sul palco dei principali festival e rassegne live della scena indie nazionale (L’umbria Che Spacca di Perugia, il Woodoo Fest, l’Urban di Perugia e il Rocket di Milano, Spaghetti Unplugged).
Il capitolo di Bordopiscina, dopo aver raggiunto oltre 200.000 ascolti su Spotify, si chiude ad agosto 2019 con uno speciale concerto al tramonto ai piedi della Basilica di San Francesco di Assisi.
Terminato il tour, Carlo finisce di scrivere il suo primo album che, dopo due anni di ricerca sonora e pre-produzioni, incomincia a registrare nell’autunno del 2020 al Deposito Zero di Forlì, con la produzione artistica di Francesco Pontillo.
Dopo l’uscita del singolo Tango, atto I, il 16 febbraio è in uscita il nuovo brano La strada verso casa.


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Di: Nadia Mistri

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