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In giro per Milano: 6 tour alla riscoperta dei sestieri cittadini

Così era Milano: i sestieri 

Un ciclo di 6 nuovi tour che ci portano alla riscoperta delle porte di Milano e dei relativi sestieri: perché si chiamano così e quali erano i loro stemmi? Cosa caratterizza ancora oggi i quartieri attorno agli storici ingressi cittadini? Innumerevoli e sorprendenti sono le storie e le curiosità che custodiscono i 6 assi stradali principali che, dall’epoca romana in poi, hanno caratterizzato l’impostazione urbanistica della città.

Questo il calendario dei tour

Domenica 6 Marzo – ore 15:30 

PORTA VERCELLINA

(Magenta)

Grandi artisti, nuovi quartiere stemmi a confronto

Sabato 12 Marzo – ore 10:30 

PORTA ROMANA

(Vigentina e Ludovica)

Santi, diavoli e antiche tradizioni

Sabato 19 Marzo – ore 10:30 

PORTA ORIENTALE

(Venezia, Monforte, Vittoria)

Le Cinque Giornate

Domenica 27 Marzo – ore 10:30 

PORTA NUOVA

Tra giardini, salotti risorgimentali e moda 

Domenica 3 Aprile – ore 15:30 

PORTA COMASINA

(Garibaldi, Volta)

L’acqua, i commerci e… Garibaldi 

Sabato 9 Aprile – ore 15:30 

PORTA TICINESE

(Genova)

Tra archeologia, condanne a morte e maledizioni

Clicca qui per scoprire tutti i tour in programma!

 

 

 

 

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Tito Livraghi: Giulia Samoyloff la leonessa di milano

LA LEONESSA DI MILANO GIULIA SAMOYLOFF

Sabato 26 Febbraio – ore 17:00 

Aula magna parrocchiale di Gorla

Via Asiago, 5, 20128 Milano  

Il noto medico scrittore milanese Tito Livraghi presenta il suo romanzo La Leonessa di Milano Giulia SamoyloffUn appassionante viaggio nella Milano della prima metà dell'Ottocento con proiezione di immagini e reading a cura del gruppo Equi.Voci. In collaborazione con Associazione culturale ViPreGo.

Trama: Quando Giulia Samoyloff arriva a Milano, nel 1828, ha 25 anni ed è (già) divorziata. Cresciuta alla corte di San Pietroburgo, amante del futuro zar Nicola I,è imparentata con i Litta. In città si fermerà per vent’anni, fino alla vigilia dello scoppio delle Cinque Giornate del ’48, in un sontuoso palazzo della contrada di Borgo Nuovo. Ricchissima, bellissima e sfacciatamente eccentrica, diventerà subito il riferimento della società mondana cittadina

Ingresso gratuito

Per informazioni e prenotazioni:

tel. 02 92101849

Green pass rafforzato e mascherina ffp2 obbligatori

 

 

 

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galluci: novità bambini e ragazzi

NOVITÀ BAMBINI E RAGAZZI

Il lupo e il leone (8+ anni)

di Christelle Chatel, Gilles de Maistre

Alla morte del nonno Alma torna nella casa dell’infanzia, su un’isola in mezzo a un lago circondato dalle foreste. La tranquillità delle sue giornate è sconvolta quando all’improvviso nella sua vita fanno irruzione un lupacchiotto e un leoncino. La ragazza decide di prendersene cura di nascosto da tutti, per proteggerli dagli uomini che li vogliono catturare e rinchiudere.
I due cuccioli crescono giocando insieme come fratelli. Ma un giorno il segreto viene scoperto: il lupo è rinchiuso in una riserva naturale e il leone spedito in un circo. Separati da centinaia di chilometri, da sbarre e recinti, Alma e i suoi due amici cercano disperatamente di ritrovarsi

All’interno le foto del film

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SOS Veleni in mare (9+ anni)

di Sabina Colloredo
disegni di: Sara Not

I quattro cugini Olivia, Zoe, Luca e Devin sono pronti a trascorrere insieme una nuova vacanza. Ma quando arrivano in spiaggia, una brutta sorpresa li attende alla foce del fiume: pesci, rane, insetti e persino due scoiattoli galleggiano inermi sospinti dalla corrente. Le acque sono avvelenate. Ma chi è stato? E come? Una nuova sfida per i ragazzi della Quercia Storta: scoprire i colpevoli e fermare il degrado ambientale!

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Scopri anche Fuoco nel bosco

Orsetto Bruna guida il carro attrezzi (2+ anni)

disegni di: Benji Davies

Aiuta Orsetto Bruno a riparare l’auto guasta e divertiti a giocare con i meccanismi! Segui questo simpatico personaggio nelle sue avventure: i testi in rima della storia e i meccanismi a scorrimento delle pagine stimoleranno la tua fantasia!

A cursore

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Scopri tutte le avventure di Orsetto Bruno

 

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Gli ascolti di gennaio 2022. articolo di Roberto Bonfanti

"Consapevoli sterminatori, accorti nel distruggere, attenti nell'arricchire. […] Siccome sanno quello che fanno, non li perdono, non li perdonerò." cantava un quarto di secolo fa il sempre lungimirante Giovanni Lindo Ferretti in una canzone intitolata “Buon anno, ragazzi” che, riascoltata oggi, suona come la colonna sonora ideale per il capodanno spettrale appena passato. Prima di gettarci a capofitto nel caos di questa notte senza fine, però, mi sembra giusto iniziare il nuovo anno parlando di cose belle e dando, come ogni mese, la meritata attenzione ad alcuni dischi importanti usciti di recente.

Pur simpatizzando istintivamente un certo approccio idealista, devo ammettere che mi dispiace che “Il deserto la notte il mare” di Andrea Chimenti sia stato distribuito solo in formato “fisico”. Mi dispiace perché il nuovo album dell’ex voce dei Moda è un lavoro davvero affascinante e ispirato che racchiude la summa della poetica che ha accompagnato Chimenti in tutti questi anni e che non sarebbe giusto considerare come un prodotto “di nicchia”. Un disco crepuscolare e tremendamente evocativo, intriso della canzone d’autore più introspettiva, di qualche ombra neofolk o qualche apertura a un pop d’alta scuola e di una vena rock tanto intima quanto irrequieta. Un lavoro fatto di pensieri notturni ed eleganza che merita di essere ricordato fra le prove più significative della lunga carriera di una delle voci più raffinate della nostra musica alternativa.

Se si vuole parlare di commistione fra musica e letteratura, “L’altra faccia della luna” dei Carver è uno degli esempi più sfrontati di come si possa tentare di percorrere questa strada in modo realmente privo di compromessi e per nulla consolatorio. Il nuovo album della band lombarda è infatti un percorso apocalittico in cui un’elettronica distorta cupissima e pregna di inquietudine ci accompagna alla scoperta di storie crude, dolorose e spesso disturbanti nel senso più poetico e caustico del termine. Un disco per stomaci forti e menti molto aperte che non concede nessun appiglio a un ascolto rilassato o superficiale ma che proprio da questa sua estrema coerenza trae un fascino tutt’altro che trascurabile.

Quello di Max Manfredi è un nome che, per gli amanti della musica d’autore più pura e pregiata, rimane sempre una certezza e il suo nuovo album intitolato “Il grido della fata” non fa certo eccezione. Dodici canzoni sognanti e poetiche, ricche di riferimenti letterari e deliziose acrobazie linguistiche, che vanno a innestarsi su sonorità limpide e molto ben calibrate che uniscono con grande naturalezza tradizione e innovazione. Un album fuori dal tempo e forse anche dallo spazio che, regalando a piene mani grazia e conferme, appare come una bella boccata d’aria pulita capace di coniugare, tanto nei suoni quanto nelle tematiche, sano classicismo e modernità.

A ormai quasi vent’anni dal brillante esordio e dalle relative attese, Babalot continua a rappresentare una strana anomalia nella musica italiana. Un personaggio sfuggente che scompare e riappare a proprio piacimento regalando piccole perle di cantautorato sghembo e visionario. “Coso”, il nuovo split album condiviso con Pootsie, si presenta come una vera e propria scheggia impazzita in cui i due artisti si divertono a mischiare la vena cantautorale sporcata da una poetica surreale di Babalot con il rock a bassa fedeltà pregno di ironia del compagno d’avventura. Un disco spontaneo, divertito e piacevolmente fuori dagli schemi.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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