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Francesco Caprini

Francesco Caprini

Good vibrations in piazza del duomo

 

Al concerto dei Beach Boys a Milano fanno il pieno. Molta genta. Sono splendidi, magnifici: 15
musicisti , ragazzi perpetui, geni della musica sul palco per onorare i 50 anni di attività. Un’onda praticamente eterna.

I Beach Boys sono americani. “Tanto tanto..” sostiene il Sainini ..”La colonna sonora di una nazione dal Vietnam, la guerra fredda, Baia dei Porci, Cuba, Kennedy, l’uomo sulla luna..”

Immensi. Da una loro costola nasce la California!!

Grandi, generosi, rendono l’ippodromo milanese magico armonico e migliaia di persone felici.

Enciclopedia della musica, Sussulti di storia.

Piccolissimo davanti ai giganti, assorbo ogni momento, ogni istante di questo concerto che rimarrà indelebile nel tempo per migliaia di persone.

Ho visto la gioia sulle loro facce

I love you

Grazie Milano ti amo


Furetto

TUTTI PAZZI PER PATTI - Bollate (MI) Villa Arconati

PATTI SMITH in concerto

Per una credente i miracoli esistono. Jesus cammina tra il Greenwich Village e il Chelsea Hotel. Patti incanta.
La signora delle sette vite (copyright Marco dell'art rock cafè di Milano) sorprende il pubblico di villa Arconati con un concerto rarefatto, minimale a tratti psyco, dilatato. Echeggiano ricordi di The End, Morrison vive!.
La più europea delle artiste americane a Milano Italia sta bene è di casa. trova forza rigenerante. Si sente.
Rock è la canzone, rock è la poesia, rock è il pubblico, rock è Patty, rock il concerto (senza fronzoli orpelli e luci fastidiose da albero di natale), autentico ed imprevedibile sprigiona intense emozioni.
Con il ritmo del cuore, la fame d'amore, la liberta nella testa Patty racconta, suona, scherza, sputa e redarguisce. IL SUO SPAZIO E' REGALE
Patti ci fa dono del suo viaggio artistico lungo e straordinario, difficile, stordito, inquieto, costellato da molte assenze, alternato a collaborazioni importanti. Un mondo utopico popolato da stracci e straccioni, eroi che ora risplendono luminosi in cielo.
Ma la signora delle sette vite, la ragazza della profonda provincia americana vittima di ingiustizie e pregiudizi, ha sfidato il destino nelle stanze del Chelsea Hotel.
Gloria a Jesus, all'uomo, ai poeti ai loro libri che sono mappe del destino, sacre scritture per tutti, ma soprattutto per coloro che sognano ancora di abbracciare l'orizzonte.
Beata Patty santo pubblico mai una unione è stata cosi perfetta

Furetto

Alanis Morissette concerto all'Ippodromo di Milano 18 luglio 2012


Alanis Morissette canadese, area francofona ma di fatto è americana per temperamento, gusto musicale, atteggiamento e suono nasale.
Grandi falcate, il palco è suo.
Suono aspro, duro, essenziale, immediato. Brava grintosa la Morissette non riesce però a decollare: manca quell' APPEAL necessario per intrigare il pubblico e creare il pathos dei grandi eventi.
Le ballad sono dure e gli arrangiamenti poco felici.
Forzatamente "Virile" il concerto è "fortemente" americano, impone la scelta tra il "mi piace e non" senza mediazioni.
Immagino i fans sotto il palco in delirio, ma dalle tribune il risultato è sconfortante.
Poca attenzione e molta noia. Un concerto musicalmente conservatore piatto senza novità musicali. Al contrario grande rispetto ai testi.
La ragazza maschiacco "riot girl" capopbanda, capace di scatenare entusiami e raccontare storie umane di rara efficacia e sensibilità personale che fine ha fatto? dov'è finita?
Sei brava Alanis lo dice la tua storia e il tuo impegno, ma tutto era distante all'Ippodromo ieri sera.

E' la musica baby, quando crea la relazione nasce la magia.

I "grandi" concerti sono un'altra cosa.

FURETTO

IGGY & THE STOOGES 

 

11 luglio all'Ippodromo Del Galoppo S.Siro di Milano - City Sounds 2013.

Da sempre considerati il punto di riferimento per il punk-rock, il garage  IGGY & THE STOOGES hanno ripreso i giri sui palchi di mezzo mondo dopo la loro reunion del 2003.

Iggy viaggia da New York a Londra ora a Milano con i suoi Stooges

Anni ’70 Incontro a Berlino con Bowie  ..i destini a volte sono tremendi e bellissimi. Il viaggio di Bowie è tra le stelle,  diversamente Iggy viaggia ancora da “solo”.

Il loro incontro ha partorito una miscela musicale esplosiva ma è stato troppo breve. Un vero peccato

Seminale, geniale terribilmente provocatore da quarant’ anni Iggy gioca a fare Iggy se stesso: il ragazzo cattivo del rock.  Ma il rock non è di per se un genere cattivo? 

Il padre del punk, del rock antagonista, l’individuo dal gesto minimo ma efficace, l’antiestetico per eccellenza è al City Sound Festival, con i suoi fans adoranti sul palco abbracciati in un fraterno atto d’amore e di appartenenza, a rappresentarsi.

 Un rito che si perpetua da tempo, forse troppo senza una novità. Vogliamo bene ad Iggy,  molto bene

 Ma dal mitico eroe  vogliamo qualcosa di più e non la solita recita ripetuta all’infinito fuori dal tempo.

 Un’ora e un quarto di concerto con i bis, senza fare Lust For Live. Iggy molto irriverente e ribelle. Provocatorio?

 Ciao Iggy alla prossima

 FURETTO

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