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LEMURI, IL VISIONARIO Intervista ai protagonisti di Rock Targato Italia

LEMURI, IL VISIONARIO “La Strada degli Spiriti”

ROCK TARGATO ITALIA #28

LA #COMPILATION

Ascoltala su Spotify: https://spoti.fi/3JzWx5h

INTERVISTA ALL'ARTISTA

Come ha origine il tuo percorso musicale e come si è sviluppato fino a oggi?

Il mio percorso artistico nasce a Pordenone alla fine degli anni 80’ nell’ambito di un movimento di gruppi allora noto come “The Great Complotto”. Lì incontrai Davide Toffolo (TARM) e Gianmaria Accusani (Prozac+) ed insieme fondammo i FUTURITMI. Il nostro percorso raggiunse il suo apice nel 1990 con un disco prodotto da Nick Griffiths (Pink Floyd) e l’esibizione al teatro Ariston a Sanremo Rock. Qualche anno dopo lo scioglimento del gruppo mi trasferii a Milano dove incominciai la mia carriera di autore e cantautore. Dopo moltissime esperienze e collaborazioni musicali e teatrali, nel 2010 creai il mio alter ego Lemuri il Visionario e cominciai un bellissimo viaggio che è ancora felicemente in pieno corso.

Come nasce un tuo brano? Che importanza hanno le parole all'interno della tua musica?

E di cosa parlano le tue canzoni? Nasce quasi sempre a notte fonda e da estatici momenti di improvvisazione pianistica alternati ad ozio creativo. Sdraiato su un divano il pensiero comincia a volare oltre quella dimensione di falsa concretezza che noi siamo soliti chiamare realtà. Libero, data l’ora, dalla schiavitù di compiere e programmare azioni utili alla mera sopravvivenza ma quasi sempre inutili alla felicità dell’anima, la fantasia mi trasporta in una dimensione parallela. Quando un pensiero o un’emozione mi conquistano so immediatamente di cosa parlerà la mia nuova canzone. Le parole sono ovviamente fondamentali. Mi capita spesso far nascere prima il testo della parte musicale. Questo mi dà anche la possibilità di usare l’armonia, la melodia e il ritmo più adatti per descrivere il significato della canzone. Come una sorta di colonna sonora in pratica.

Quali sono gli artisti che più stimi nella scena italiana contemporanea?

Devo dire che purtroppo non mi sento molto rappresentato dalla contemporaneità. L’esplosione del Rap e della Trap hanno creato una distanza espressiva per me difficile da colmare. Diciamo che la mia vera passione resta la musica inglese anni 70/80 ed la grande scuola dei cantautori italiani. Attualmente credo di poter nominare tra i miei preferiti in Italia Samuele Bersani, Bungaro e Brunori Sas. Raccontaci un aneddoto particolarmente significativo sul tuo percorso musicale. Beh, la cosa più particolare è il fatto che per una serie di strane coincidenze io sia l’interprete vocale maschile del famosissimo successo dance rumeno del 2004 “Dragostea Din Tei”. Ormai un vero evergreen che eseguo con successo in una chiave diversa durante i miei concerti raccontando al pubblico l’incredibile genesi del progetto.

Guardandoti attorno, al di là della musica, qual è la tua visione dell'Italia di oggi?

 Direi che pur mantenendo in qualche modo sempre intatto il mio fanciullesco entusiasmo verso questo fantastico viaggio chiamato vita, devo ammettere di essere sempre più preoccupato per la piega sempre più cinica e materialista che sta prendendo il mondo intero e l’Italia in modo particolare. Le persone, indottrinate sin dall’infanzia da famiglia, educazione scolastica, media e istituzioni, mettono al centro dei loro pensieri l’aspetto economico e finanziario a scapito degli ideali e soprattutto dei sogni. Ecco, per gli italiani oggi sognare ad occhi aperti è sempre più un’azione controcorrente e quindi l’arte, che da sempre rappresenta il sentire profondo di un popolo, rispecchia in pieno questo momento storico così difficile per tutti noi. In ogni caso non c’è scelta. Bisogna continuare a lottare.

Sogni, ambizioni o progetti per il tuo futuro?

A 10 mesi dall’uscita del disco “Viaggio al centro di un cuore blu” posso dire che a causa della pandemia abbiamo potuto fare molta promozione on line e sui social ma meno concerti live del previsto. Le aspettative a partire dall’estate 2022 sono migliori e quindi spero vivamente di poter recuperare ed incontrare finalmente il pubblico. Nel frattempo, sto già scrivendo nuove canzoni e l’obbiettivo per quest’anno è anche quello di riuscire ad aumentare il numero di passaggi televisivi e radiofonici per far conoscere Lemuri il Visionario e le sue canzoni ad un pubblico sempre più vasto.

Francesco Caprini

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano 

Tel. 02 5831 0655  mob. 3925970778

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web: www.divinazionemilano.it

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Piccolo Teatro: Chi ha paura di Virginia Woolf?

Antonio Latella torna al Piccolo con Chi ha paura di Virgina Woolf? 

Antonio Latella torna dirige un cast straordinario nel capolavoro di Edward Albee.
«Non posso non partire dal titolo per affrontare questo testo: per sostituire il lupo della canzoncina “Who’s Afraid of the big bad Wolf?” Albee scomoda Virginia Woolf, una combattente per l’emancipazione femminile, una donna che insegnò alle donne ad uccidere le loro madri, o meglio un’idea di madre, “l’angelo del focolare”. Credo che tanto di tutto questo si trovi nel testo, la Woolf è presente nei due protagonisti che fanno da specchio alla giovane coppia scelta come sacrificio di questo violentissimo e disperato amore, questo: “jeu de massacre”». 

Un testo realistico, potente e visionario, in cui le risate vertiginose divorano e fagocitano i protagonisti. Albee, svelando i meccanismi di un linguaggio ormai vuoto di significato, quasi paradossalmente mostra anche come esso possa trasformarsi in un’arma efferata per attaccare e ridurre a brandelli l’involucro in cui ciascuno di noi nasconde la propria personalità e le proprie debolezze.

Antonio Latella sceglie un «un cast non ovvio, non scontato, un cast che possa spiazzare e aggiungere potenza a quella che spesso viene sintetizzata come una notturna storia di sesso ed alcool. Un cast che avesse già nei corpi degli attori un tradimento all’immaginario, un atto-attore contro il fattore molesto della civiltà, che Albee ha ben conosciuto, come ci sottolinea nella scelta del titolo. Chi ha paura di Virginia Woolf? Se c’è qualcuno alzi la mano».

 

Chi ha paura di Virginia Woolf?
Teatro Strehler dal 15 al 27 marzo

 

 

 

 

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FESTIVAL CHARLIE CHAPLIN

FESTIVAL CHARLIE CHAPLIN AL TEATRO DAL VERME

La magia del cinema muto su grande schermo con la musica dal vivo dei Pomeriggi Musicali 

Da City Lights a The Gold Rush cinque capolavori restaurati con la colonna sonora eseguita dall’orchestra milanese

È una delle forme di spettacolo più alla moda degli ultimi anni: la visione di un capolavoro del cinema muto con la colonna sonora eseguita dal vivo da una grande orchestra.

In tutto il mondo, le sale da concerto hanno sempre più aperto le porte al cinema, permettendo ad alcune pellicole oggi mitiche di rivivere, spesso dopo un accurato lavoro di restauro, davanti a un pubblico moderno.

Massimo esperto internazionale di queste operazioni è il direttore d’orchestra statunitense Timothy Brock che domenica 27 febbraio alle ore 16 torna a Milano, al Teatro Dal Verme per il Festival Chaplin 2022 organizzato dai Pomeriggi Musicali, ricominciando “da dove ci eravamo fermati”: nel febbraio 2020 infatti era stato proiettato con enorme successo solo il primo dei cinque titoli originariamente in programma (“Tempi moderni”) per questo festival dedicato al mitico regista e attore del cinema muto.

Adesso è il momento di riprogrammare i cinque film che completavano originariamente il festival, una volta al mese sempre la domenica alle ore 16: il 27 febbraio sarà proiettato uno dei capolavori di Chaplin, City Lights (“Luci della città”, 1931, 87 minuti), considerato fra le migliori dieci commedie romantiche della cinematografia statunitense, diretto appunto da Brock; il 27 marzo ci sarà il divertentissimo The Circus (“Il circo”, 1928, 71 minuti – Oscar alla Carriera per Chaplin) sempre con Brock sul podio dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali; il 10 aprile il dittico composto da A Dog’s Life (“Vita da cani”, 1918, 35 minuti) e Shoulder Arms (“Charlot soldato”, 1918, 36 minuti) con la bacchetta di José Antonio Montaño; l’8 maggio il ciclo si chiude con The Gold Rush (“La febbre dell’oro”, 1925, 81 minuti) e la direzione di Helmut Imig, inserito fra i cento migliori film statunitensi di tutti i tempi.

Il Festival permetterà così di vedere sul grande schermo, come poche volte capita nella vita, una delle icone del cinema del Novecento, insieme all’emozionante esecuzione delle musiche dal vivo: un’esperienza imperdibile per quattro occasioni domenicali da vivere a tutte le età.

Le pellicole proiettate sono state restaurate dalla Cineteca di Bologna, dove è custodito anche l’Archivio Charlie Chaplin; il ciclo a Milano è realizzato in collaborazione con il Chaplin Office di Parigi / Roy Export S.A.S. 

Teatro Dal Verme

Domenica 27 febbraio 2022 ore 16.00 City Lights

Domenica 27 marzo 2022 ore 16.00 The Circus

Domenica 10 aprile 2022 ore 16.00 A Dog’s Life / Shoulder Arms

Domenica 8 maggio 2022 ore 16.00 The Gold Rush

27 febbraio 2022

City Lights (“Luci della città”)

Direttore Timothy Brock

Orchestra I Pomeriggi Musicali

Regia Charlie Chaplin

Durata 87 minuti

Genere Commedia, drammatico, sentimentale

Anno e paese di produzione 1931 - USA

Interpreti principali Charlie Chaplin, Virginia Cherrill, Florence Lee

Riconoscimenti vincitore del premio NBR (National Board of Review, USA) nel 1931, vincitore del premio “National Film Registry” (USA) nel 1991, vincitore del premio OFTA (Film Hall of Fame) nel 2005

Trama Charlot, povero vagabondo in una città in festa, incontra una fioraia cieca che, a causa di un malinteso, lo scambia per un milionario e se ne innamora perdutamente. Quello stesso giorno, Charlot salva un milionario ubriaco dal suicidio e quest’ultimo per ringraziarlo lo invita a festeggiare insieme l’eroico salvataggio. Il giorno seguente, ancora reduce dalla sbornia, il milionario aiuta Charlot a fare colpo sulla fioraia, comprando tutti i fiori per regalarglieli e portandola a casa in macchina. Il milionario, tornato sobrio, si rivela freddo e indifferente e caccia via il povero Charlot, che torna a vagare per la città cercando di trovare i soldi per curare la cecità dell'amata.  Da qui in poi Charlot si improvvisa netturbino, pugile e fuggitivo in una serie di vicissitudini tragicomiche grazie alle quali riesce a raccogliere e consegnarle i soldi, ma che lo porteranno dritto in prigione. Una volta uscito da carcere, Charlot rincontra l’amata fioraia che, grazie al denaro ricevuto, è riuscita a riacquistare la vista e aprire un negozio.

27 marzo 2022

The Circus (“Il circo”)

Direttore Timothy Brock

Orchestra I Pomeriggi Musicali

Regia Charlie Chaplin

Durata 82 minuti

Genere Commedia, sentimentale

Anno e paese di produzione: 1928 - USA

Interpreti principali Charlie Chaplin, Albert Austin, Henry Bergman

Riconoscimenti vincitore del premio onorario a Charlie Chaplin agli Oscar (USA) del 1928, 3 nomination al Faro Island Film Festival nel 1928

Trama Il vagabondo Charlot viene assunto in un circo, dove suscita l'ilarità del pubblico che accorre sempre più numeroso per vederlo. In poco tempo diventa l'attrazione principale dello spettacolo, ma, nonostante il suo successo, la sua posizione e la sua paga restano uguali. La giovane trapezista Myrna rivela la verità a Charlot, aiutandolo ad ottenere un aumento di stipendio. Segretamente innamorato di lei, Charlot si illude di essere destinato a sposare Myrna in seguito alla profezia di una chiromante; tuttavia, il suo futuro marito si rivelerà essere l’equilibrista Rex. Una sera Charlot viene chiamato ad esibirsi al posto di Rex, ma la sua esibizione scontenta il proprietario del circo e viene licenziato. Myrna abbandona il circo per stargli accanto e Charlot, grato del suo gesto, fa in modo che Rex la raggiunga e la sposi.

10 aprile 2022

A Dog’s Life / Shoulder Arms

Direttore José Antonio Montaño

Orchestra I Pomeriggi Musicali

A Dog’s Life (“Vita da cani”)

Regia Charlie Chaplin

Durata 33 minuti

Genere Commedia, drammatico

Anno e paese di produzione 1918 - USA

Interpreti principali: Charlie Chaplin, Albert Austin, Henry Bergman

Trama Charlot è un vagabondo continuamente affamato e infreddolito che vive in una casa malconcia e che nonostante i molti tentativi non riesce a trovare un lavoro. Un giorno salva un piccolo cane di nome Scraps e incontra una giovane cantante in un locale squattrinato. Nel frattempo, alcuni ladruncoli si impossessano di un portafogli e lo nascondono nella casa dove Charlot è solito dormire. Una volta tornato a casa, Charlot trova il prezioso bottino e corre felice al locale per farne parola con la cantante, che purtroppo è stata malamente licenziata. Dopo diverse vicissitudini e grazie al denaro sottratto ai ladri, i due riescono a comprarsi una piccola casa e trovare la loro felicità.

Shoulder Arms (“Charlot soldato”)

Regia Charlie Chaplin

Durata 36 minuti

Genere Commedia, drammatico, guerra

Anno e paese di produzione 1918 (seconda edizione febbraio 1927) - USA

Interpreti principali: Charlie Chaplin, Edna Purviance, Syd Chaplin

Trama Charlot è una giovane recluta americana reduce da un duro addestramento. Durante la Prima Guerra Mondiale si prepara per andare a combattere in prima linea contro il nemico. Giunto al fronte francese, dimostra il suo valore militare grazie ad una coraggiosa manovra che gli permette di catturare da solo 13 soldati nemici. In seguito al suo atto eroico gli viene affidata una pericolosa missione: infiltrarsi tra le linee nemiche travestito da albero per scoprire i segreti militari degli avversari. Tuttavia, Charlot fallisce ed è costretto a nascondersi nella casa malmessa di una giovane ragazza francese, che successivamente viene rapita dai soldati tedeschi. Riesce però a salvarla e viene accolto trionfalmente dagli altri soldati.

8 maggio 2022

The Gold Rush (“La febbre dell’oro”)

Direttore Helmut Imig

Orchestra I Pomeriggi Musicali

Regia Charlie Chaplin

Durata 95 minuti

Genere Commedia, family

Anno e paese di produzione 1925 - USA

Interpreti principali Charlie Chaplin, Mack Swain, Tom Murray

Riconoscimenti 2 candidature agli Oscar del 1943 nelle categorie miglior sonoro e miglior colonna sonora per un film non musicale a Max Terr

Trama Charlot è un cercatore d’oro solitario che si avventura per le montagne del Klondike in Canada per partecipare alla corsa all’oro. Smarritosi durante il suo cammino, viene travolto da una bufera che lo costringe a cercare rifugio nella capanna abitata dal fuorilegge Black Larsen. Qui incontra anche Big Jim, un cercatore d’oro che, come lui, è in cerca di riparo a causa della tormenta. I tre convivono per alcuni giorni sfidando il freddo e la fame, fino a quando le loro strade si dividono. Charlot si reca al villaggio vicino dove si invaghisce di una giovane ragazza di nome Georgia.  Dopo aver trovato l’oro grazie all’aiuto di Charlot, anche Big Jim giunge al villaggio e divide con lui la sua ricchezza, aiutandolo a conquistare il cuore della bella Georgia.

Informazioni e biglietteria

Teatro Dal Verme

via San Giovanni sul Muro, 2 - 20121, Milano

Tel. 02 87 905 – www.ipomeriggi.it

Il servizio informazioni presso il Teatro Dal Verme è aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19

I biglietti per il Festival Chaplin hanno un costo da 5 a 12 euro.

La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a venerdì ore 10:30 – 18:30; sabato ore 10:30 – 14:00

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / tel 02 87905201

In ottemperanza alle normative vigenti, gli abbonamenti e i biglietti sono nominativi; all’ingresso viene controllato il Super Green Pass ed rilevata la temperatura corporea; è obbligatorio disinfettare le mani, indossare sempre le mascherine ffp2 e seguire le indicazioni del personale e della segnaletica.

Vendita online www.ticketone.it

 

 

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Mozart e Beethoven: Teatro dal verme

IL CLASSICISMO VIENNESE DI MOZART E BEETHOVEN PER IL RITORNO SUL PODIO DEI POMERIGGI MUSICALI DI DIEGO FASOLIS NELLA 77a STAGIONE “RACCONTI SENZA PAROLE”

Per il ciclo Connessioni, Cristina Dell’Acqua dialoga con Michela Fregona su Perché siamo stati tutti a Nasso ovvero di quanto il mito non se ne sia mai andato. 

Teatro Dal Verme

giovedì 17 febbraio ore 10.00 – anteprima concerto

giovedì 17 febbraio ore 18.00 “Connessioni”

giovedì 17 febbraio ore 20.00 concerto

sabato 19 febbraio ore 17.00 concerto

Vendita online www.ticketone.it

Atteso ritorno sul podio dei Pomeriggi Musicali di Diego Fasolis, uno dei più celebri interpreti di oggi del repertorio barocco e classico, personalità di riferimento per la musica storicamente informata e capace di unire virtuosismo, rigore e versatilità, e con cui l’orchestra milanese ha un rapporto costante nel tempo.

Per questo nuovo appuntamento al Teatro Dal Verme, per la 77a Stagione dei Pomeriggi Musicali giovedì 17 febbraio (anteprima ore 10 – concerto ore 20) e sabato 19 febbraio (ore 17) il programma musicale è focalizzato sul grande Classicismo viennese con la celebre  Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K551 di Wolfgang Amadeus Mozart incorniciata da Le creature di Prometeo, ouverture op. 43 e dalla Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 di Ludwig van Beethoven, ideale prosecuzione del concerto del 2021 (con la Sinfonia n. 40 di Mozart e la Prima di Beethoven).

Sempre giovedì 17 febbraio ma alle ore 18, prosegue al Teatro Dal Verme (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su ipomeriggi.it), il ciclo di conversazioni “Connessioni fuori foyer” ideato e condotto da Michela Fregona. Perché siamo stati tutti a Nasso è il titolo di questo incontro che ha come ospite la grecista Cristina Dell’Acqua, autrice del volume Il nodo magico (Mondadori, 2021) in cui parla di Ulisse e dei suoi legami, del suo essere naufrago e del ritorno a casa costruito sull’amore, sull’amicizia e sull’ospitalità ma anche del dolore e della nostalgia, fondamenta indispensabili per la ricostruzione della memoria di chi è stato e di chi diventerà. Il mondo classico ancora una volta illumina il presente.

Il programma del concerto si apre con Le creature di Prometeo, ouverture op. 43 di Beethoven, scritto per l’omonimo balletto messo in scena nel 1801 da Salvatore Viganò, allora coreografo responsabile alla corte viennese. «Il soggetto – ricorda Raffaele Mellace nelle note del programma di sala – ha per protagonista il mito classico del titano che si cimenta nel conferire vita fisica e intellettuale a due statue da lui plasmate (le creature del titolo), mobilitando in Parnaso Apollo, Bacco, Orfeo, le Muse e altre figure mitologiche perché le educhino alla bellezza. Beethoven risponde alla commissione con una partitura – ouverture e sedici numeri – dominata da una cifra di elegante, classico nitore e ispirato lirismo, la cui pagina introduttiva apre il nostro concerto con prorompente, teatrale vitalità». 

A seguire la Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K551 di Mozart. Il riferimento alla divinità classica, attribuitole probabilmente da un impresario londinese, è certamente dovuto alla grandiosità dei suoi temi e alla maestosa struttura musicale. Insieme alle altre due sinfonie composte nello stesso periodo del 1788, costituisce il vertice artistico del sinfonismo settecentesco. La Sinfonia “Jupiter” è epica e monumentale: «con la Jupiter – scrive ancora Mellace – Mozart non ci offre però solo un capolavoro di abbacinante, mirabile ingegneria compositiva, una “grandiosa apoteosi, paragonabile a un vertiginoso trionfo tiepolesco” (Massimo Mila), ma eleva un messaggio tutto interiore di serena, olimpica utopia che trascende qualsiasi dolore: messaggio che troverà nel Flauto magico, al limitare della morte, il sigillo definitivo».

Infine, la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 di nuovo di Beethoven. Composta tra il 1800 e il 1802, durante gli anni della scoperta della malattia che lo porterà alla sordità, riflette due stati d’animo contrastanti – la gioia e il dolore – indotti dalle proprie esperienze personali e già indice della sua “sofferenza” e innovazione romantica. Nella Seconda Sinfonia i contemporanei avvertirono subito qualcosa di eccessivo e sorprendente rispetto alle loro abitudini di ascolto; sulla “Allgemeine Musikalische Zeitung” si legge: «troviamo il tutto troppo lungo, certi passaggi troppo elaborati; l'impiego troppo insistito degli strumenti a fiato impedisce a molti bei passi di sortire effetto. Il Finale è troppo bizzarro, selvaggio e rumoroso. Ma ciò è compensato dalla potenza del genio che in quest'opera colossale si palesa nella ricchezza dei pensieri nuovi, nel trattamento del tutto originale e nella profondità della dottrina».

Biglietti disponibili (da euro 9 a euro 20) sul sito ipomeriggi.it e in biglietteria.

Teatro Dal Verme

giovedì 17 febbraio ore 10.00

giovedì 17 febbraio ore 20.00

sabato 19 febbraio ore 17.00

Orchestra I Pomeriggi Musicali

Direttore Diego Fasolis

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Le creature di Prometeo, ouverture op. 43

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Sinfonia n. 41 in do maggiore "Jupiter" K 551

Allegro vivace 

Andante cantabile 

Minuetto e trio. Allegretto 

Molto Allegro 

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36

Adagio molto - Allegro con brio

Larghetto

Scherzo. Allegro

Allegro molto

Diego Fasolis direttore

Riconosciuto nel mondo come uno degli interpreti di riferimento per la musica storicamente informata, unisce rigore stilistico, versatilità e virtuosismo. Ha studiato a Zurigo, Parigi e Cremona, conseguendo quattro diplomi con distinzione. Ha iniziato poi la sua carriera come concertista d’organo, eseguendo più volte l’integrale di Bach, Mozart, Mendelssohn, Liszt. Nel 1993 è stato nominato Direttore stabile dei complessi vocali e strumentali della Radiotelevisione svizzera. Dal 1998 dirige I Barocchisti, ensemble con strumenti storici da lui fondato insieme alla moglie Adriana Brambilla, prematuramente scomparsa, alla quale ha dedicato nel 2013 una Fondazione benefica per il sostegno di giovani musicisti. Ha collaborato con Cecilia Bartoli in registrazioni audio e video e importanti tournée internazionali. Nel 2016 la Scala gli ha affidato la creazione di un’orchestra con strumenti originali, che ha diretto nel Trionfo del Tempo e del Disinganno. Sempre nel 2016 ha raccolto l’eredità di Nikolaus Harnoncourt, eseguendo tre volte la Sinfonia n. 9 di Beethoven al Musikverein di Vienna. Nel 2011 Papa Benedetto XVI gli ha conferito un dottorato honoris causa per il suo impegno nell’interpretazione di musica sacra. Vanta un’imponente discografia comprendente più di cento titoli con cui ha ottenuto numerosi dischi d’oro nomination ai Grammy Awards.

Teatro Dal Verme

Connessioni Fuori Foyer

giovedì 17 febbraio ore 18.00

Perché siamo stati tutti a Nasso ovvero di quanto il mito non se ne sia mai andato

Cristina Dell’Acqua, Il nodo magico (Mondadori)

Il nodo magico. Ulisse, Circe e i legami che rendono liberi parla di Ulisse e dei suoi legami. Nel suo lungo viaggio di ritorno da Troia, Ulisse è uomo vittorioso, ma solo. Non più un eroe ma un naufrago. Il senso e la direzione non sa più dove siano. Saranno alcuni incontri speciali ad aiutarlo a ritrovare una forza che non è scritta in nessuna guerra. Nausicaa, Circe, Calipso, Penelope, Anticlea, Atena sono le figure che lo guidano in un percorso che non è solo un ritorno a casa, ma tracciano la mappa della sua educazione sentimentale. Il ritorno di Ulisse è costruito sui nodi dell’amore, dell’amicizia e dell’ospitalità ma anche del dolore e della nostalgia, fondamenta indispensabili per la ricostruzione della memoria di chi è stato e di chi diventerà. Al pari di Ulisse, tutti noi siamo le nostre relazioni. Cristina dell’Acqua torna a sondare il mondo classico a caccia di domande e riposte che illuminino anche il nostro presente. «In questo nuovo viaggio» scrive «ci guideranno la fantasia di Omero, le donne, gli amici, le anime che Ulisse incontrerà e il nodo intricato e magico, che scopriremo legato a doppio filo a noi. Per ricordare, oggi e sempre, che è nei legami che è riposta la nostra libertà».

Cristina Dell'Acqua, laureata in Lettere Classiche all'Università degli Studi di Milano, insegna latino e greco ed è vicepreside al Collegio San Carlo di Milano. Da sempre appassionata di sperimentazione didattica, si è specializzata in Arts Integration ad Annapolis, USA. È coautrice di Il futuro è antico. L'uso del teatro classico nell'educazione e nella formazione (2011) e autrice di Una Spa per l'anima. Come prendersi cura della vita con i classici greci e latini (Mondadori 2018). Da diversi anni è organizzatrice di incontri di lingua e cultura greca per adulti appassionati.

Michela Fregona (www.michelafregona.it)

È nata e vive a Belluno; giornalista, è laureata in lettere antiche a Venezia e diplomata in flauto traverso. Insegna nelle scuole serali dal 2000. Ha pubblicato per la Postcart di Roma Tangomalia (2004) e Buenos Aires Café (2008), reportage di vite e luoghi (premio Marco Bastianelli 2009), con fotografie di Lucia Baldini. Dal 2018 si prende cura della pagina della “Letteratura” della rivista online «Cultweek». È tra le fondatrici di “Scrittori a domicilio”, la prima rete di presentazioni virtuali degli scrittori italiani, nata nel marzo del 2020. Ha collaborato con l’Accademia dei Lincei. Il suo romanzo d’esordio, La classe degli altri, segnalato nel 2017 dal Comitato di lettura del Premio Italo Calvino, è stato pubblicato da Apogeo Editore (Adria) nel settembre del 2019. Nel novembre del 2020 è uscito Riscossa, primo volume della collana Vocabolario dell’Arca – parole in caso di diluvio, pubblicato da Anima Mundi (Otranto). 

Informazioni e biglietteria

Teatro Dal Verme

via San Giovanni sul Muro, 2 - 20121, Milano

Tel. 02 87 905 – www.ipomeriggi.it

Il servizio informazioni presso il Teatro Dal Verme è aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19

Per “Connessioni” l’ingresso è gratuito con prenotazione su eventbrite

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-perche-siamo-stati-tutti-a-nasso-225783433327 

I biglietti per i concerti della 77a Stagione hanno un costo da 9 a 20 euro.

La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a venerdì ore 10:30 – 18:30; sabato ore 10:30 – 14:00

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / tel 02 87905201

In ottemperanza alle normative vigenti, gli abbonamenti e i biglietti sono nominativi; all’ingresso viene controllato il Super Green Pass ed rilevata la temperatura corporea; è obbligatorio disinfettare le mani, indossare sempre le mascherine FFP2 e seguire le indicazioni del personale e della segnaletica.

 

 

 

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