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TIZIANO FERRO NON È PIÙ “SOLO”

Lo ha ripetuto più e più volte, in uno stadio gremito, colmo di gente, affetto da giochi di luce e scenari tridimensionali. “Senza la musica non avrei superato molte mie difficoltà, insicurezze, scarsa autostima e sensi di colpa”.

Si sono presentati in 50.000. Spettatori paganti pronti ad accoglierlo e a dar vita alla prima data ufficiale di Milano e tour negli Stadi. Un venerdì tutto da ricordare - visti anche i disagi per lo sciopero dei trasporti pubblici - rivivere, più e più volte. Perché ricco di colpi di scena, sonorità ricercate, scenografie strappa applausi. Andando a spaziare da tonalità pop, soul, acoustic e R n’B. Un live, che di che se ne dica, ha confermato la grande capacità performativa dell’artista, in alcuni tratti messa a dura prova dal suo grande ed immenso pubblico.

Un palco che ha saputo in più di una circostanza rinnovarsi e tramutarsi in una banchina prima e in un’impalcatura rialzata poi. Con tanto di inno al “Mestiere della vita”, track che ha dato inizio ufficialmente alla serata. A deliziare il suo pubblico, un’eleganza che da sempre lo contraddistingue: per lui smoking, completo scuro e bomber, a distribuirsi rispettivamente durante la serata.

Un live che ha ricordato quello scorso, datato luglio 2015, con immagini sul LED rivisitate, ritmi coinvolgenti a spingere su una base fortemente commerciale. Con situazioni tridimensionali mobili e movenze da perfetto performer internazionale.   

Una storia che se ripercorsa a ritroso, sul palco e non, ripartirebbe dai primi esordi di “Rosso Relativo”, “Perdono”, “Imbranato” e sfocerebbe nelle due ultime composizioni, di sicuro pathos ed impatto sonoro. “Lo Stadio” ed “Incanto”, la prima scritta per l’occasione proprio due anni fa a ridosso di quello che sarebbe stato poi il primo tour negli Stadi.

Arrivando alle varie “Valore Assoluto”, “Lento/Veloce”, “Solo è solo una parola”, lanciate una dopo l’altra ad inizio live, che hanno visto smuoversi intere gradinate numerate e non, circoscritte nell’imponente perimetro della Scala del Calcio.

In successione poi “Il conforto”, “Non me lo so spiegare” e “Potremmo ritornare” hanno intagliato un momento riflessivo, toccante, diverso da tutti gli altri. Intimista per concetti e parole, esplosivo a detta di sound e voce. Con una dietrologia profonda: il cantante di Latina ad esporsi, senza remore, sotto una pioggia battente realizzata artificialmente per l’occasione con tanto di inchino, saluto finale ed un arcobaleno ad incorniciare l’attimo. Simbolo di speranza, fede, amore per la sua gente, che tanto ha decantato sin dalle prime battute: “Vi riconosco, voi siete l’esempio, voi siete il mio orgoglio. Tante persone diverse tutte insieme, mi avete salvato la vita, devo tutto a voi”.

Valentina Folco

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“TOTANI SU TOTEM” è l’album dei BLUE PARROT FISHES dal 23 giugno in tutti i negozi di dischi e web store

Un universo popolato da strane creature,

sinistri personaggi ed eroi dell'immaginario collettivo

"TOTANI SU TOTEM” è l’album d’esordio dei BLUE PARROT FISHES.

Descritto dagli stessi componenti della band come un viaggio surreale nel mondo dell’assurdo, i brani contenuti all’interno dell’album conducono l’ascoltatore attraverso un universo popolato da strane creature, sinistri personaggi ed eroi provenienti dal nostro immaginario collettivo.

A scandire il ritmo di questo viaggio fantastico è la musica dei BPF che alterna momenti duri e potenti, ad altri più armoniosi e dolci. Non c’è quindi un’unica direzione, ma anzi, non appena si pensa di averla individuata, essa cambia.

L’album dei BPF ci permette così di ridurre la nostra distanza dalle stelle costruendo un immaginario che attinge da fantasie a volte poetiche, altre volte malate. Senza giri di parole i testi mettono ognuno di noi faccia a faccia con la realtà nuda e cruda e lo fanno senza mai nessun giudizio, né presa di posizione: presentano solo un racconto epico, incorniciato dal paradosso del vivere e dalla crudeltà umana che dilaga nel mondo che ci ospita.

Una band tutta da scoprire che viaggia, tra il mondo di Jannacci e le strade di Elio e le Storie Tese, con un linguaggio personale, surreale, ironico e carico di empatia. Estremi, innovativi, lontani dai percorsi classici e stilemi logorati i BPF ben rappresentano, nel contemporaneo mondo rock, la novità sperimentando sonorità e contenuti provocanti senza coloranti, per definizione semplicemente originali e genuini.

I BLUE PARROT FISHES (BPF) debuttano nell'estate 2014 per puro divertimento. Il loro genere spazia dal rock al blues, dall'elettronica fino ad arrivare alla musica classica. Si caratterizzano soprattutto per un forte impatto live, che stravolge e trascina lo spettatore in un mondo surreale. Capaci di uscire dagli schemi e di ridere della poetica dei testi tradizionali, i BPF fanno dell’alterazione vocale il loro segno di riconoscimento, trasformandola in un contorno piacevole dalla musicalità molto spinta. Nel 2015 i BLUE PARROT FISHES hanno vinto la XXVII edizione di Rock Targato Italia.

Dopo aver raccolto riscontri molto positivi dal pubblico, i BPF iniziano le registrazioni del loro primo album “Totani su Totem”.

“ASSURDO”, il singolo e video estratto dall’album “Totani su Totem”, sta attualmente riscuotendo un grande successo, essendo già entrato a far parte della programmazione di oltre 60 radio in tutta Italia (link del video: https://youtu.be/pd5uKiFcGzs)

Sui social: https://www.facebook.com/blueparrotfishes/

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“HOLIDAYS IN ROME” il nuovo album degli ANIMAREA dal 23 giugno in tutti i negozi di dischi e web store

Un viaggio tra tradizione e modernità 

 tra sonorità jazz e funky-soul

Un viaggio tra tradizione e modernità, in un susseguirsi di melodie che cambiano, passando dalle atmosfere vintage diHOLIDAYS IN ROME” – brano che dà il titolo al disco – alle ritmiche del Frevo brasiliano; dalle ballate in stile Smooth-Bossa al Funky-Soul, al Pop Mediterraneo di atmosfera, fino ad arrivare al morbido Electro Swing e alla Musica Cantautorale francese anni ‘50.

“HOLIDAYS IN ROME” è il titolo del nuovissimo album degli ANIMAREA. Un progetto variegato e ricco di contaminazioni musicali che mixandosi danno vita ad un collage colorato, solare e carico di suggestioni. 

Dieci brani, di cui otto inediti, tutti diversi ma con radici comuni. Melodie orecchiabili, fresche e mai scontate. I testi, in inglese, raccontano storie spesso autobiografiche d’amore, passione ed amicizia, a volte dolorose ma sempre affrontate con ottimismo e positività. 

“HOLIDAYS IN ROME” è stato interamente autoprodotto in collaborazione con Michele Bonivento (talentuoso pianista della scena jazz, funky-soul e gospel) che ha curato gli arrangiamenti assieme a Gabriele Toniolo (chitarrista, autore dei brani e direttore artistico del progetto). Molti sono gli artisti della scena musicale italiana ed internazionale che hanno voluto partecipare al progetto: dall’incredibile voce soul di Cheryl Porter, a Gianni Vancini (sassofonista di Bono, Sting, Andrea Bocelli e Zucchero), da Leo Di Angilla (percussionista di Jovanotti) a Andrea Quinzi (batterista di Riccardo Fogli).  

HOLIDAYS IN ROME”, primo singolo estratto dall’omonimo album, ha già riscontrato un notevole successo entrando a far parte della programmazione radiofonica di oltre 70 radio in tutta Italia (link per vedere il video:https://youtu.be/CTJsDCQvqeU). 

ANIMAREA, nato da un’idea di Gabriele Toniolo – chitarrista, autore e produttore, e Rossana Bern – voce, è un progetto musicale fondato nel 2008, dal genere raffinato tra smooth, latin jazz e pop-soul. Dopo il singolo “ONDA ANOMALA” e diverse partecipazioni ad eventi live, nel 2015 iniziano la pre-produzione del loro primo album “HOLIDAYS IN ROME” 

L’album è pubblicato da IRMA RECORDS in partnership con Radio Coop

Nel web: http://animareaofficial.blogspot.it/ 

Sui social: https://www.facebook.com/animareaofficial 

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Radio Italia Live, Il Concerto in Piazza Duomo del 18 giugno: energia, divertimento e l'ottima iniziativa

Si è tenuto il 18 giugno in Piazza Duomo il concerto di Radio Italia Live, l’evento musicale organizzato dall’emittente radiofonica in collaborazione con il comune di Milano. Il concerto, andato in onda in diretta dalle 19:45 sia su Real Time, sia sul 9 che sul canale di Radio Italia, è stato presentato per l’ennesima volta dal duo comico Luca e Paolo, e ha visto la partecipazione di ben 23 mila persone e 500. Infatti, nonostante la piazza fosse gremita di persone, gli ultimi avvenimenti terroristici hanno costretto il comune di Milano ad aumentare le misure di sicurezza, arrivando alla decisione di accogliere non più del numero di partecipanti scritto sopra, a fronte invece delle quasi 60 mila persone che erano intervenute al medesimo appuntamento canoro dell’anno scorso. Il concerto ha lanciato anche un'importante iniziativa, proprio a proposito dell'attentato che ha sconvolto il mese scorso il concerto di Ariana Grande a Manchester: aveva infatti chiesto ai partecipanti di vestirsi di bianco, in segno di rispetto per tutti i recenti e dispiacevoli avvenimenti, ma anche per unirsi tutti insieme, più degli anni scorsi. E' stato lanciato anche un ashtag, #lamusicaèpiùforte, più volte ripreso e citato da tutti i cantanti che si sono esibiti ieri sera.

Quest’anno, Radio Italia Live si è comunque superata: sul palco di Piazza Duomo hanno performato infatti gli artisti più amati della nostra nazione. Colei che ha aperto il concerto è stata Giorgia, che ha cantato le hit provenienti dal suo ultimo album Oronero, tra cui, appunto, Vanità.  

Oltre a lei, grandi nomi del panorama musicale italiano hanno fatto ballare Piazza Duomo: Emma Marrone ha emozionato tutti cantando, oltre al suo ultimo singolo, sia quello che l’aveva lanciata nel mondo della musica, ovvero Calore, sia Occhi Profondi, mixando sonorità rock e pop come solo lei sa fare.

A grande richiesta è intervenuta anche Alessandra Amoroso, che ha cantato Fidati ancora di me e Sul ciglio senza far rumore, e ha fatto ballare tutto il pubblico cantando Comunque Andare, canzone che aveva raggiunto la vetta delle classifiche italiane durante la scorsa estate.

Sul palco di Radio Italia Live sono saliti pure il duo rivelazione Benji e Fede, ma anche Samuel, Elodie, Lele, Fiorella Mannoia e Nek che hanno tenuto compagnia a tutti coloro che hanno approfittato del concerto gratuito per godersi un po’ di buona musica, nonostante il sole cocente e l’alta temperatura.

Parentesi a parte va fatta infine per i prossimi cantanti. Sicuramente l’artista più atteso di questo concerto è stato Francesco Gabbani (unico cantante di ieri che sarà presente anche nella tappa palermitana di Radio Italia Live il 30 giugno), che ha fatto ballare la Piazza sia con il suo primo singolo Amen, con il quale aveva vinto l’anno scorso al Festival di Sanremo nella categoria Giovani Proposte, sia con il suo ultimo singolo estivo Tra le granite e le granate. Ovviamente immancabile è stata Occidentali’s Karma, che l’ha consacrato qualche mese fa nell’Olimpo degli artisti più amati di quest’anno.

Incredibile ma vero, nonostante la piazza fosse gremita da giovanissimi, tutti hanno ballato e cantato le canzoni performate da Umberto Tozzi, il quale è riuscito a trasmettere la sua musica anche alla nuova generazione, che non ha potuto non saltare tra le note di Gloria e Ti amo, quest’ultima cantata insieme ad Anastacia.

A concludere il concerto sono stati J-Ax e Fedez, e Andrea Bocelli. I due rapper hanno presentato sia il singolo Assenzio, originariamente in collaborazione con Stash dei The Kolors, sia Le piccole cose, cantata insieme ad Alessandra Amoroso, e Senza Pagare. Da segnalare il successo di quest’ultimo singolo, testimoniato dal fatto che sia J-Ax che Fedez non l’hanno quasi mai performata ieri, in quanto cantata all’unisono dal pubblico in piazza. Infine, a chiudere le danze è stato Andrea Boccelli. Il tenore ha emozionato tutti cantando Nelle tue mani e Con te partirò, canzone che ha portato inevitabilmente ad un applauso che sembrava non finire più.

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FESTIVAL DI VILLA ARCONATI 2017 – 29° EDIZIONE

FESTIVAL DI VILLA ARCONATI 2017 – 29° EDIZIONE

11 - 21 LUGLIO 2017

            Nasce all’insegna del piacere del ritorno la ventinovesima edizione del Festival di Villa Arconati. Non solo perché alcuni degli artisti che si esibiranno sono già stati ospiti della rassegna di Castellazzo, ma perché nel 2017 si torna dentro i confini della villa, entrando nel bellissimo e suggestivo spazio della Corte Nobile. Si torna dentro e si cambia dimensione: sia in senso storico - riprendendo posto nello scenario della splendida cornice settecentesca della Villa di Delizia -  sia nel senso della dimensione artistica. Una situazione più raccolta permette di scegliere proposte diverse, anche più libere, certamente più vicine alle origini del Festival, come più coeso e integrato è il rapporto con Fondazione Augusto Rancilio, promotrice di tutte le iniziative di cui Villa Arconati è protagonista.

VILLA ARCONATI, LA STORIA DI UN FESTIVAL 

Il Festival di Villa Arconati è un progetto musicale e culturale realizzato grazie alla collaborazione fra il Comune di Bollate, la Fondazione Augusto Rancilio e i sostenitori della manifestazione. L’origine dell’evento risale al 1985, anno in cui per la prima volta Villa Arconati viene aperta al pubblico per ospitare concerti di musica classica. La rassegna di musica avrebbe lasciato spazio nel 1989 al Festival di Villa Arconati, il quale, nel corso di tutti questi anni, si è affermato come una delle manifestazioni più prestigiose dell’estate milanese.  Nel corso del tempo il Festival ha acquisito un carattere ed una personalità unici, tanto da essere ormai considerato uno dei Festival musicali più importanti dell’estate italiana. Tutto questo è dovuto certamente alla qualità delle proposte artistiche che il Festival ha offerto nelle numerose edizioni e grazie anche al valore architettonico, ambientale e storico di Villa Arconati, una delle più importanti Ville di Delizia del XVIII secolo presenti nel Nord Italia.

Nelle precedenti edizioni del Festival di Villa Arconati si sono esibiti musicisti italiani come Gino Paoli, Paolo Conte, Enrico Ruggeri, Ivano Fossati, Enzo Jannacci, Francesco De Gregori, Edoardo Bennato, Fiorella Mannoia, Eugenio Finardi, Ornella Vanoni, Giorgio Gaber, Fabrizio De André, Lucio Dalla, Franco Battiato, Vinicio Capossela, Giorgia, Pino Daniele, Carmen Consoli, Elisa, Massimo Ranieri, Samuele Bersani, Marco Paolini, Enzo Jannacci, Elio e le Storie Tese, Riccardo Cocciante, Ludovico Einaudi, Mario Biondi, Daniele Silvestri, Baustelle, Malika Ayane, Raf, Stefano Bollani, Davide Van De Sfroos, Raphael Gualazzi, Afterhours, Cristiano De Andrè.

Artisti stranieri come Dizzy Gillespie, Al Di Meola, Joe Zawinul, Herbie Hancock, Tony Williams, Manhattan Transfer, John Lurie, Joan Armatrading, Ry Cooder, Michael Nyman, Patti Smith, Ottmar Liebert, David Byrne, Dee Dee Bridgwater, Joao Gilberto, Goran Bregovic, Khaled, Cesaria Evora, Compay Segundo, Madredeus, Andreas Vollenweider, Angelique Kidjo, Marc Ribot, Rachelle Ferrell, Cousteau, Noa, Erycah Badu, Cassandra Wilson, Michael Bublé, Steward Copeland, Kraftwerk, Craig David, Sigur Ros, Robert Fripp, Dulce Pontes, Morrissey, Henri Salvador, Pat Metheny, Pet Shop Boys, Caetano Veloso e Gilberto Gil, Paul Weller, Siouxsie, Calexico, Rokia Traore, Mariza, Herbie Hancock, Tori Amos, Paco de Lucia, Paolo Nutini, Mark Lanegan, Woodkid, Sinead O'Connor, George Benson, Buena Vista Social Club, Einsturzende Neubaten, The Kooks, Diana Krall, Joan Baez, Ian Anderson.

Musicisti classici come Michele Campanella, etoile della danza come Rudolf Nureyev, Luciana Savignano, Oriella Dorella, Maximiliano Guerra, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e tantissimi altri artisti a testimonianza della qualità delle scelte artistiche che contraddistinguono il Festival.

Programma

11 luglio 2017

 

MARCO PAOLINI in U.

 

di e con Marco Paolini

 

Musiche Lorenzo Monguzzi

 

€ 30

 

 

 

12 luglio 2017

 

TINARIWEN

 

€ 22

 

 

 

13 luglio 2017

 

CLAUDIO SIMONETTI'S GOBLIN

 

Profondo Rosso

 

€ 25

 

 

 

14 luglio 2017

 

EUGENIO FINARDI

 

40 anni di Musica Ribelle

 

“Diesel Edition”

 

€ 27

 

 

18 luglio 2017

 

PENSIERI E PAROLE

 

Omaggio a Lucio Battisti

 

€ 30

 

 

 

21 luglio 2017

 

REMO ANZOVINO & ROY PACI

 

Fight for Freedom

 

Tribute to Muhammad Alì

 

€ 25

 

 

 

TUTTI I CONCERTI HANNO INIZIO ALLE ORE 21.00

www.festivalarconati.it

 

 

 

 

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Sesta edizione di "Libri al Lago"

Sesta edizione di "Libri al Lago"


Con la sesta edizione di "Libri al Lago" la Giacomo Morandi Editore ripropone la Piccola Mostra dell'Editoria Indipendente nella Sala Mostre di Piazzale Luraschi a Porto Ceresio.

 

Come ormai da tradizione, la manifestazione culturale che ospiterà Editori e scrittori provenienti da diverse zone dell'Italia e anche dalla vicina Svizzera, si terrà a partire dall'ultimo fine settimana di giugno e si concluderà la prima domenica di luglio. Organizzata con il patrocinio del Comune di Porto Ceresio, "Libri al Lago" aprirà i battenti venerdì 23 giugno e chiuderà con l'ultima presentazione domenica 2 luglio contando ben ventitré presentazioni di libri, un laboratorio di scrittura creativa per adulti, un laboratorio per ragazzi e una conferenza sul fenomeno delle sette sataniche in occasione della presentazione del saggio "La metà oscura della preghiera" della giurista ed esperta in criminologia Giorgia Stanese. In particolare questa presentazione, alla quale parteciperanno ospiti esperti in indagini di Polizia Giudiziaria, ha ottenuto "l'adesione" del Coordinamento Provinciale di Varese dell'Associazione Nazionale Carabinieri. Come ogni anno la giornalista e scrittrice Sara Magnoli presenterà un nuovo volume della collana per ragazzi "Zac & Lalo", anche questa volta in versione bilingue italiano-inglese con caratteri facilitati adatti a tutti i ragazzi. La collana, che sta riscuotendo successo in diverse scuole distribuite su tutto il territorio nazionale, è illustrata da Tiziano Riverso. Nuovo saggio anche per la sociologa e docente universitaria Ada Cattaneo che presenterà una ricerca sulle antiche ricette culinarie dell'aristocrazia lombarda. Dalla Svizzera, alcuni componenti del Gran Consiglio Ticinese presenteranno un libro con interviste ai componenti della squadra di calcio amatoriale composta dai personaggi della politica del Cantone: "Quattro calci negli stinchi con rispetto!". Sempre dal territorio Elvetico, saranno ospiti di Libri al Lago: Begoña Feijoo Fariña, Sergej Roic, Roberto Genazzini, Alessandro Arseni. Quest'ultimo autore presenterà ben tre volumi sulla "Storia della Navigazione a Vapore e dei Servizi Postali sul Mediterraneo 1839-1850". Un'opera costata 27 anni di ricerche svolte in diversi archivi sparsi per tutto il Mediterraneo, Malta compresa. Spazio ai giovanissimi con: "Il mondo a colori" di Sara Maiorino, ovvero l'adolescenza raccontata da un'adolescente. Saranno presenti in questa edizione di Libri al Lago, anche alcuni Ospiti della Fondazione Molina di Varese che hanno realizzato un libro con le loro “Storie di ieri, storie di oggi”. Il secondo fine settimana, inizierà il venerdì con Vincenzo Lerro dal Piemonte, proseguirà con un sabato pomeriggio tra giallo e noir con Lorena Lusetti e Katia Brentani dall'Emilia Romagna, Sara Magnoli e altre autrici. Da Caserta, giungerà Maria Preziosa Coppola con il suo "Viaggio nel Tempo". Chiuderanno la manifestazione Amalia Di Bartolo, Gaetano Foccillo e Gianni Rosa.

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Linkin Park: energia e rock allo stato puro

In 80.000 al Parco di Monza per la band statunitense, sul palco degli “I-days” insieme a: Nothing but Thieves, Sum 41 e Blink-182.

 

Dicono che il rock sia morto. Sabato 17 giugno, terzo giorno del festival “I-days” che si è tenuto presso il Parco di Monza, questa affermazione è stata smentita, attraverso l’esibizione di una band ormai affermata nel panorama musicale internazionale, i Linkin Park, che si sono confrontati con un pubblico di almeno 80.000 persone. Headliner della giornata, i Linkin Park si sono esibiti con pezzi presi dal nuovo album “One More Light”, insieme a tracce che sono rimaste nella storia come “In the end”, “What I’ve done” e “Numb”.

Insieme a loro, sono salite sul palco a partire dal pomeriggio altre band ben conosciute nella scena rock, come Nothing but Thieves, e band che hanno raggiunto il picco del loro successo nei primi anni del 2000 come Sum 41 e Blink-182. Primi ad esibirsi, i Nothing but Thieves hanno scaldato il pubblico, preparandolo per le prossime esibizioni, e riscuotendo un discreto successo. Il seguito è stato un crescendo di bravura, con i Sum 41 che, scatenatissimi, sono riusciti a coinvolgere il pubblico con pezzi propri e cover, tra cui la famosissima “We will rock you”, e con i Blink-182 che per un attimo ci hanno portato indietro negli anni 2000 e nell’atmosfera pop punk di quel periodo.

Con un carisma inesauribile da vera rock star, Chester Bennington, voce dei Linkin Park, è riuscito a far scatenare l’immensa folla, muovendosi continuamente sul palco, saltando e avvicinandosi ad un certo punto al pubblico, che ha partecipato attivamente, urlando e cantando. La folla, soprattutto durante i pezzi più conosciuti, sembrava congiungersi con il palco e con la band, per creare una sola cosa, in cui non importava la provenienza o l’età ma la musica era l’indiscussa padrona. Il pubblico è letteralmente impazzito sentendo brani come “A place for My Head”, “Crawling” e “One step closer”, uno dei primi successi della band. Perfetta, inoltre, a livello sonoro, la performance, dal sound distinto sia dalle prime che dalle ultime file. Memorabile anche la frase ripetuta spesso dal cantante: “We have the best fans in the world”. Dopo 17 anni di carriera, dunque, i Linkin Park continuano a stupire, con la loro musica e il loro fascino, spingendo 80000 persone a cantare all’unisono.

Ben riuscita anche l’organizzazione del festival, che ha raggiunto l’obiettivo di intrattenere in modo efficace un pubblico così vasto, attraverso un’efficiente gestione dei trasporti, i numerosi cartelli direzionali presenti in varie aree del parco e la vendita di cibo e bevande. Un punto a favore determinante è sicuramente la location: il Parco di Monza era del tutto adatto a contenere migliaia di persone, che non erano obbligate a rimanere fisse in un posto, ma che potevano muoversi in libertà, scegliendo di scatenarsi sotto il palco oppure di rilassarsi sdraiati sul prato, con una birra e dell’ottima musica in sottofondo.

Un festival, insomma, mai stancante, neanche dopo ore sotto il sole di giugno, ma, anzi, pieno di sorprese e mai al di sotto delle aspettative. In poche parole: adrenalina pura, durante tutta la giornata, culminata con la performance dei Linkin Park, coinvolgente dalla prima all’ultima canzone. Insomma, in conclusione, un’esperienza indimenticabile e ottima musica, la prova che il rock, quello vero, ancora esiste.

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13° Forum des Associations Franco-Italiennes “Archipel Italie”

Mafia Liquida a Parigi al Musée de l’Immigration | Cinemovel Foundation

Il 24 giugno alle ore 10 Mafia Liquida apre a Parigi il 13° Forum des Associations Franco-Italiennes “Archipel Italie”.

Ospite del Musée National de l’histoire de l’immigration, che negli stessi giorni propone la mostra Ciao Italia, une siécle d’immigration et de culture italiennes en France, lo spettacolo da avvio al programma di iniziative culturali promosse da Italia in Rete e Focus In.

Mafia Liquida, prodotto da Cinemovel e realizzato da Vito Baroncini, sarà presentato al pubblico francese da Elisabetta Antognoni e Nello Ferrieri, fondatori di Cinemovel.

Copyright © Cinemovel Foundation 2014 - www.cinemovel.tv - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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“ED È TUTTA PER NOI QUESTA CHIESA TROPPO GRANDE” - Davide Van De Sfroos a San Siro.

ED È TUTTA PER NOI QUESTA CHIESA TROPPO GRANDE” - Davide Van De Sfroos a San Siro.

di Roberto Bonfanti - Scrittore e Artista

Ammettiamolo pure: quando leggi per la prima volta la notizia di un concerto di Davide Van De Sfroos a San Siro pensi che si tratti di una follia. Poi ci rifletti e ti ricordi che già altre volte, in passato, l’artista comasco ha compiuto passi apparentemente azzardati da cui è sempre uscito vincitore, dimostrando di saper gestire il proprio percorso con un’intelligenza e una lungimiranza che pochissimi altri hanno. E soprattutto pensi che, comunque possa andare, si tratta di una follia bellissima che sa di rivincita per tutto il suo mondo, per i personaggi di provincia che popolano il suo immaginario, e forse anche per noi che quella provincia la viviamo quotidianamente e in molti di quei personaggi ci siamo sempre rispecchiati. E pensi anche che, in fondo, dopo venticinque anni vissuti in modo così coerente e lontano da qualunque compromesso, nessuno merita quanto lui di vivere una follia simile.

Poi il giorno del concerto arriva, la follia diventa realtà e la realtà si trasforma in un enorme abbraccio fra Davide Van De Sfroos e tutto il suo popolo. Sembra che nessuno sia lì per caso: ognuno dei presenti pare conoscere a memoria ogni parola delle canzoni di Davide e vuole partecipare al concerto nel modo più fisico possibile, cantando a squarciagola, saltando, ballando e pogando dalla prima all’ultima nota. D’altra parte lo stesso Van De Sfroos sembra avere deciso di riarrangiare le canzoni proprio in modo da favorire quel tipo di approccio allo spettacolo, iniziando con un set dal sapore più tradizionalmente folk ballabile grazie all’accompagnamento dei giovani Shiver e passando subito dopo a ritmi ancora più incalzanti con l’apporto dei Luf che spingono il concerto al confine fra combat folk e slanci punk. Solo attorno a metà serata l’artista dà spazio a una piccola parentesi solitaria dal sapore più intimista, prima di far salire sul palco la Gnola Blues Band e alcuni musicisti che lo accompagnano da anni per un’ultima serie di canzoni che spaziano fra rock d’autore, venature blues e mille contaminazioni.

Un lungo spettacolo che si apre con “Lo sciamano” e ripercorre le tappe principali dell’avventura artistica del cantautore del lago, inclusi gli esordi rappresentati da “De Sfroos” e “El diavul”, passando per i grandi classici come “40 pass”, “Pulènta e galèna frègia”, “Nona Lucia”, l’immancabile “Yanez” o “La ballata del Cimino”, senza dimenticare qualche ripescaggio inaspettato come “El mustru”, prima di chiudere con una devastante “Cyberfolk” e un unico bis corale affidato a “La balera”, con la classicissima “La curiera” tagliata dalla scaletta per motivi di tempo e solo accennata a cappella durante i saluti finali ma subito rilanciata in coro da tutto lo stadio. Due ore e tre quarti di musica in cui Davide Van De Sfroos non si concede nemmeno una piccola pausa, mentre alle sue spalle si alternano tre diverse backing band e alcuni ospiti fra cui Fabio Treves o il capo azteco “Pioggia di Fuoco”, e soprattutto mentre dalle corde della sua chitarra fluiscono le sue storie di sempre, con quei personaggi pieni di vita, di malinconia e di quell’immancabile tocco di ironia che tutto il suo pubblico ha imparato ad amare. Storie che, questa volta, messe una accanto all’altra, sembrano andare a comporre un’unica grande favola: quella della folle avventura del menestrello di provincia con gli scarponi sporchi del fango delle sponde del lago di Como che, in una sera di giugno, scompigliando per una notte tutte le carte del destino, ha saputo entrare nel tempio più nobile e sacro della Milano musicale e ha fatto ballare, commuovere e sognare tutti quanti.

 

Roberto Bonfanti

  1. robertobonfanti.com
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