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PFM canta de André - Anniversary miglior tour dell'anno Rock Targato Italia

Premio Miglior TOUR dell’Anno 

Rock Targato Italia  

PREMIATA FORNERIA MARCONI 

“PFM canta De André - Anniversary” 

 

Alla PFM è stato assegnato il Premio Rock Targato Italia Miglior Tour.  Un riconoscimento alla band che da anni calca le scene nazionali e mondiali con intelligenza, bravura e grande professionalità.  

Il premio è stato conferito da una giuria composta da operatori del settore musica cinema moda e letteratura affini al mondo di Rock Targato Italia il contest di scouting tra i più longevi d’Italia, ideato da Francesco Caprini, Franco Sainini e Stefano Ronzani (giornalista musicale). La Targa sarà consegnata a Milano nel mese di settembre durante le Finali Nazionali della rassegna 

Nello specifico il premio va al tour “PFM canta De André - Anniversary”, con la seguente motivazione “Il tempo e lo spazio sono annullati dalla poesia e dalla musica che sempre e per sempre ci accompagnano nella vita”. 

PFM Premiata Forneria Marconi è un gruppo musicale molto eclettico ed esuberante, con uno stile distintivo che combina la potenza espressiva della musica rock, progressive e classica in un'unica entità affascinante.  

Nata discograficamente nel 1971, la band ha guadagnato rapidamente un posto di rilievo sulla scena internazionale, entrando nel 1973 nella classifica di Billboard (per “Photos Of Ghosts”) e vincendo un disco d'oro in Giappone. Continua fino ad oggi a rappresentare un punto di riferimento.  

Nel 2011 PFM debutta con l’ambizioso progetto “PFM in classic” dove si cimenta con mostri sacri della musica classica come Mozart, Prokofiev, Verdi, Korzakov e molti altri… a questo progetto fanno seguito un tour in Giappone (accompagnati da un'orchestra giapponese), e un tour teatrale in Italia con l’uscita di un doppio cd. 

Nel 2017 PFM è stata premiata con la posizione n. 50 nella "Royal Rock Hall of Fame" di 100 artisti più importanti del mondo, mentre nel 2018 ha ricevuto a Londra il prestigioso riconoscimento come “Band internazionale dell’anno” ai Prog Music Awards UK.  

A febbraio 2019 la band è stata invitata, per la terza volta, a salire a bordo della “CRUISE TO THE EDGE” (CTTE) unico artista italiano che ha partecipato all’evento insieme alle più grandi Prog Band del mondo, capitanate dagli YES

 

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Vibe - Voyage Inside a Blind Experience

VIBE - Voyage Inside a Blind Experience
18/7/2019 - Auditorium Testori Regione Lombardia


Si avvia alla conclusione l'entusiasmante avventura del progetto Voyage Inside a Blind Experience, la mostra itinerante dedicata a Josef e Anni Albers completamente accessibile alle persone non vedenti. In soli 9 mesi, 75 mila persone hanno visitato questa innovativa mostra, che ha toccato tre sedi espositive: Santa Maria della Scala a Siena, The Glucksman – Cork University College (Irlanda) e il Museo di Arte Contemporanea di Zagabria (Croazia). 
L'appuntamento finale, aperto a tutti, sarà l'occasione per presentare i risultati di questa esperienza e per riflettere sui temi dell'arte e della sua accessibilità. 

Quando 
Giovedì 18 luglio 2019 
Registrazione partecipanti: ore 8.45
Inizio dei lavori: ore 10.00
Fine dei lavori: ore 12.45

Dove
Auditorium Giovanni Testori, Piazza Città di Lombardia, Milano 

Info
Per accedere all'evento è indispensabile avere il documento di identità
Ogni partecipante iscritto avrà diritto a ricevere, al termine dei lavori, un voucher esclusivo per l’accesso alla mostra Dialogo nel Buio.
La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento posti, tramite registrazione (obbligatoria).

Registrati ora

www.regione.lombardia.it

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Disponibile in tutte le librerie FILASTROCCHE PER GRANDI

È USCITO IN TUTTE LE LIBRERIE 

“FILASTROCCHE PER SENTIRSI GRANDI”

IL NUOVO LIBRO DI RENO BRANDONI

 

CONTIENE 9 BRANI (ascoltabili tramite QR code)

TRA CUI “IL SOLE NASCE PER TUTTI” E “FILASTROCCA ALLA ROVESCIA

REALIZZATI CON LA PARTECIPAZIONE DI PAOLO FRESU

 

È disponibile in tutte le librerie “FILASTROCCHE PER SENTIRSI GRANDI” (Edizioni Curci), il nuovo libro per ragazzi del musicista, scrittore e critico musicale RENO BRANDONI sulle figure leggendarie che hanno scritto la storia della musica rock degli anni ’60 e ‘70. Un’anteprima del libro è disponibile al seguente link: www.edizionicurci.it/printed-music/scheda.asp?id=17915.

FILASTROCCHE PER SENTIRSI GRANDI” (filastrocche di Maria Elena Rosati musicate da Reno Brandoni e Stefano Nosei) è un romanzo di formazione che comprende 9 filastrocche in musica, ascoltabili durante la lettura attraverso i QR code nascosti fra le pagine. Il testo contiene anche due brani, “Il sole nasce per tutti” e “Filastrocca alla rovescia” che vedono la partecipazione del trombettista Paolo Fresu.

Protagonista del libro è Sara, un’adolescente che vive in un mondo moderno in cui la musica non esiste. Il nonno la condurrà lungo un viaggio alla riscoperta della musica, della sua potenza evocativa e in particolare verso la bellezza dell’ascolto in vinile.

La trama completa: Sara vive la sua adolescenza in un mondo senza musica, condividendo con il nonno una passione segreta: quella per i vinili. Ascoltati di nascosto, in cuffia, per sfuggire al blocco di tutti i dispositivi elettronici imposto da un moderno software centralizzato, saranno proprio nove misteriosi dischi a condurla attraverso l’enigma che avvolge l’improvvisa scomparsa dell’impareggiabile compagno d’avventure sonore. Insieme a questi, altrettante filastrocche, cantate e suonate: in ciascuna un indizio e un insegnamento, un passo in più verso il mondo dei grandi. Riuscirà Sara a ricongiungersi al nonno, a salvare la musica?

«Ho passato buona parte del mio tempo nella musica, ho vissuto il piacere dell’ascolto e la gioia della scoperta – racconta l’autore Reno Brandoni – Oggi mi ritrovo smarrito in una realtà che si dirige verso passioni discontinue e disattente. Questo libro tenta di recuperare ricordi ed emozioni, per me stesso e per chi non c’era».

 

Reno Brandoni è un chitarrista e scrittore che ha alle spalle una lunga e importante carriera di collaborazioni con Stefan Grossman. John Renbourn, Duck Baker e Dave Van Rock. È attivo dagli anni ‘80 come musicista, pubblicando gli album “Bluesando” (1984), “Zingarom” (2005), “Yelda” (2006), “Anema e Corde” con Giorgio Cordini (2008) e “Indifeso” (2017) ed esibendosi nei più importanti teatri italiani. Ha pubblicato i manuali di chitarra “Open Tuning Basics” e “Come suonare la chitarra Fingerpicking”, oltre a curare le trascrizioni delle tablature di chitarra del libro “Il manuale di chitarra folk” di Andrea Carpi. L’avventura come autore per ragazzi ha inizio nel 2017 con la pubblicazione per Edizioni Curci del libro “Il Re del Blues”, dedicato all’affascinante e misteriosa vita del bluesman Robert Johnson. L’anno successivo escono i libri “La notte in cui inventarono il rock”, incentrato sulla vita del noto chitarrista Jimi Hendrix, e “Una classica serata jazz”, un dialogo immaginario tra Fryderyck Chopin e Michel Petrucciani per un confronto tra musica classica e jazz. Ha fondato il sito web fingerpicking.net, incentrato sul mondo dei chitarristi, e la rivista musicale “Chitarra Acustica” per la quale scrive mensilmente.

 

Stefano Nosei è un cabarettista e musicista noto per le reinterpretazioni parodistiche dei grandi successi della musica italiana. Partecipa a diverse trasmissioni televisive in prima serata (come “Carnevale” su Rai Uno e “Zelig” su Canale 5) frequentando il salotto di Maurizio Costanzo. Nei suoi diversi spettacoli teatrali ha collaborato con Dario Vergassola, Rocco Tanica, i Gemelli Ruggeri, Gennaro Cannavacciuolo, Roberto Alinghieri, Flavio Oreglio e Giangilberto Monti. È tifoso della Fortitudo Bologna e ha composto e interpretato l’inno della squadra di basket con Gaetano Curreri e Franz Campi.

 

Maria Elena Rosati è nata a Fermo nel 1973. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dal 2004 scrive canzoni per bambini pubblicate da diversi editori. È co-autrice dei testi della trasmissione “Come nasce una canzone” in onda su Rai Radio Kids. Vive a Modena e insegna arte e immagine nella scuola secondaria di primo grado. Con Lorenzo Tozzi e Gabriele Clima per Edizioni Curci ha pubblicato i volumi della collana “I miei libri delle canzoni”. Con la canzone “Me la faccio sotto”, scritta insieme a Lorenzo Tozzi, è autrice finalista all’edizione 2018 dello Zecchino d’Oro.

 

www.edizionicurci.it/printed-music/

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Lenostrepaure, N.A.N.O., Leda, I Rumori Di Via Silvio Pellico.

Quattro album per luglio 2019: Lenostrepaure, N.A.N.O., Leda, I Rumori Di Via Silvio Pellico.
articolo di Roberto Bonfanti

Nel luglio di vent’anni fa finivo gli esami di maturità. Nell’aria, in quei giorni, si respirava un’energia pazzesca accompagnata, tra l’altro, dall’uscita di grandi dischi. Credo che in quel momento nessuno sospettasse quanto, nel giro di un tempo realmente breve, il mondo sarebbe completamente cambiato. E credo ancora di più che nessuno immaginasse che quello che è stato uno dei cicli musicali più floridi e vitali che il nostro Paese abbia mai vissuto si sarebbe esaurito senza alcun preavviso di lì a qualche mese.

I giovanissimi Lenostrepaure nel 1999 facevano probabilmente l’asilo, eppure nella loro musica sembra essere filtrato molto di ciò che è stata la scena alternative-rock degli anni ’90, tanto nell’attitudine quanto nelle sonorità. “Nessuno accanto”, nuovo EP della band, è un lavoro che viaggia dritto come un treno: chitarre dal sapore post-rock, arrangiamenti essenziali dall’approccio emo-core e una voce fresca che scandisce riflessioni intime o urla pensieri viscerali nel modo più diretto possibile. Il risultato è un rock graffiante e sincero illuminato da una poetica spontanea e personale.

Emanuele Lapiana, in quel 1999, stava invece promuovendo con i suoi C.O.D. un bellissimo album intitolato “La velocità della luce” ed era considerato a ragione uno dei talenti emergenti più puri in circolazione. A distanza di due decenni il N.A.N.O. (sigla che accompagna da una dozzina d’anni i suoi progetti solisti) è ancora in pista con un nuovo disco dal titolo “Bionda e disperata”: una commistione riuscitissima di pop dilatato ed elettronica deviata che si traduce in un insieme di canzoni oniriche e imprevedibili in cui il talento introspettivo dell’artista trentino non tradisce sé stesso ma si avventura lungo nuove strade inconsuete, affascinanti ed estremamente personali.

Serena Abrami nel ’99 era poco più di una bambina e nell’ultimo decennio ha attraversato un percorso musicale inconsueto, partendo dai talent per passare poi da Sanremo e da esperienze lontanissime fra loro, prima di fondare i Leda e immergersi con loro in sonorità che affondano le radici proprio nel rock più puro degli anni ’90. “Memorie dal futuro”, album d’esordio della nuova band guidata dalla cantautrice marchigiana, è un concentrato di chitarre distorte e atmosfere claustrofobiche all’interno delle quali la voce della Abrami naviga come una lucina nel buio disegnando melodie intriganti e incisive. Un progetto dallo spirito puro che viaggia in perfetto equilibrio fra stoner e rock d’autore.

I bresciani I Rumori Di Via Silvio Pellico, infine, della scena musicale degli anni ’90 credo si siano nutriti in tempo reale almeno quanto il sottoscritto e continuano evidentemente ad averla tatuata nel proprio DNA. Il loro “Puzzle” è infatti un insieme di cinque canzoni in cui i fantasmi più underground di quegli anni vengono rievocati e riproposti con un’attitudine personale fra sonorità distorte, un minimalismo di fondo che tende al lo-fi, indolenza poetica, attitudine da sala prove polverosa, atmosfere che cambiano colore di continuo e melodie destrutturate che si alternano a momenti parlati dall’approccio narrativo irrequieto e introspettivo.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

BLOG RockTargatoItalia.eu

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Il 5 Dicembre i GHOST a Mantova

GHOST:

“The Ultimate Tour Named Death”

unica data italiana

  

Dopo aver girato in lungo e in largo l’America e l’Europa, GHOST torneranno on the road il prossimo inverno con il loro “The Ultimate Tour Named Death” in tutte le arene. Il tour inizierà il 16 novembre da Nottingham (UK) e si concluderà il 19 dicembre a Toulouse in Francia.

 

La tappa italiana è prevista il 5 DICEMBRE presso la GRANA PADANO ARENA di MANTOVA.

I biglietti per questa data saranno in vendita a partire dalle ore 11.00 di venerdì 12 luglio su www.ticketone.it.

Ad aprire il tour di GHOST saranno All Them Witches e Tribulation. 

 

“The Ultimate Tour Named Death”  è in supporto all’ultimo album di GHOST intitolato “Prequelle”, già entrato nelle top 10 di 15 paesi e vincitore di un paio di Grammy. E’ stato, di fatto, uno dei dischi rock/metal più amati ed attesi del 2018.

 

Dal vivo, GHOST, sono impressionanti: lo stile scenografico si sposa perfettamente alle atmosfere esoteriche ricreate ad ogni concerto... Sarà indubbiamente uno show memorabile per tutti gli appassionati di buona musica.

 

DI seguito i dettagli dello show:

 

GHOST

+ All Them Witches

+ Tribulation

 

05.12 MANTOVA, Grana Padano Arena

 

Apertura porte: ore 18.00

Tribulation: 18.30

All Them Witches: 19.40

GHOST: 21.00

 

Biglietti in vendita a partire dalle ore 11.00 di venerdì 12 luglio su www.ticketone.it.

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L'album di Francesco Di Giacomo

La Parte Mancante e quella manchevole. 

C’è una parte meravigliosamente poetica nella tecnologia verso la quale sono sempre critico, devo ammetterlo. E’ quella che ci permette anni dopo la scomparsa di un grande artista di recuperare le sue performance e mettercele a disposizione, in modo che la sua opera non vada perduta. Recuperare quella memoria, quella sensibilità, quello stimolo al pensiero, alla riscoperta del talento sono necessarie condizioni della crescita individuale e collettiva. Non serve un grande pensatore per sostenerlo e, per evitare di essere molto noioso, vi spiego subito di cosa sto parlando.

Francesco di Giacomo, il gigante buono del Banco di Mutuo Soccorso (importantissima band prog italiana), deceduto nel 2014, “esce” con un nuovo album dal titolo “La Parte Mancante”.

Il lavoro comprende dieci brani realizzati da dallo stesso Di Giacomo e Paolo Sentinelli (sodalizio artistico che coincide con la fine della sua avventura nel Banco nel 2004 e la sua scomparsa), la produzione è curata dalla moglie Antonella Caspoli e dallo stesso Sentinelli.

Il cantante, con la sua voce calda e potente, ci porta dentro alla parte mancante di ognuno di noi: quella che si alimenta delle nostre solitudini. I testi sono lirici ed emozionanti, sono quelli di un poeta che conosce nel profondo l’animo umano e possiede gli strumenti per raccontarlo dentro ai suoi miracoli ma, anche, nella sua disperata desolazione. Non vi illudete, siamo molto lontani dal progressive rock  del Banco, anche da quella svolta più melodica che avvenne negli anni Ottanta inoltrati per il gruppo.

Forse, questa è l’estate delle uscite “raffinate” … forse  è perché c’è troppo rumore fuori. Troppa musica ovunque, di scarsa fattura con contenuti imbecilli. E’, evidentemente, necessaria una resurrezione dei giganti perché di nani ne abbiamo abbastanza. Pensate che, nonostante, l’uscita sia molto recente (21 febbraio 2019) ne è già stata disposta una ristampa di circa 3.000 copie a fronte delle 6.000 già vendute … Alla faccia delle piattaforme digitali, Di Giacomo lo si vuole possedere, girare tra le mani, guardare le immagini, leggere i testi e ricordare …

Ricordare … quando il mio editore mi ha chiesto se avevo voglia di recensire questo album, mi è tornato in mente un ragazzino che veniva preso in giro perché non molto bravo a giocare a pallone (in realtà era una chiavica in tutti gli sport con palle o palline) … A questo povero disgraziato, veniva cantato “Paolo Pa” in chiave ironica!

Così ha cominciato ad ascoltare il Banco, scoprendo capolavori come Darwin e Banco IV. Anzi, è grazie a quella presa in giro bonaria che ha scoperto il prog italiano che tanto ha affascinato e ispirato i britannici. E’ anche questa la ragione per la quale, in seguito, si è dedicato a coinvolgervi nei suoi sproloqui delle Visioni.

Ma, torniamo al lavoro postumo di Di Giacomo. Lo strumento principe è il pianoforte. Non mancano suites con archi e fiati e brani più cattivi o più mossi con batteria e percussioni. In alcuni brani, molto presente la sapiente  chitarra di Adriano Viterbini.

Il disco si approvvigiona anche della collaborazione di Elio, ex Storie Tese, e di Rocco Tanica.

 

La Parte Mancante è un lavoro in cui si mescolano sincerità, durezza, dolore e ironia. Ci fa pensare a quello che viviamo in tempi dove l’egoismo imperante è il nostro unico maestro. A vivere ineluttabilmente senza possibilità di scelta, soli come cani malati tra i milioni di “amici” virtuali, incapaci di reagire … Ma, nella continua e incrollabile speranza che qualcosa cambi. Anche per Di Giacomo, arriverà sotto forma di un nuovo amore, di una composizione, di un’idea per un testo, per un quadro o quattro macchie su di un pentagramma.

Francesco Di Giacomo ci lascia anche un monito: non cambierà finché non cambieremo noi. Dobbiamo recuperare la parte mancante e smetterla di essere manchevoli con noi stessi e gli altri, recuperando empatia e senso critico, abbandonando il concetto che questa vita preconfezionata e precotta sia l’unica possibile.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

 

Miglior Album dell'Anno - Rock Targato Italia 

L'album "La Parte mancante" di Francesco Di Giacomo si aggiudica il Premio nella categoria Miglior Album dell'Anno per Rock Targato Italia. La targa sarà consegnata a Milano nel mese di settembre durante le Finali Nazionali della rassegna 

Il premio è stato conferito da una giuria composta da operatori del settore musica cinema moda e letteratura affini al mondo di Rock Targato Italia il contest di scouting tra i più longevi d’Italia, ideato da Francesco Caprini, Franco Sainini e Stefano Ronzani (giornalista musicale)  

 

 

 

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Concerti in estate e Corpi fragili tour a settembre per gli Hotel Monroe

HOTEL MONROE   

NUOVI APPUNTAMENTI LIVE  

per l’estate 2019  

e il “CORPI FRAGILI TOUR” 

da settembre 

 

È stato pubblicato il 12 aprile scorso il nuovo album “Corpi Fragili” degli Hotel Monroe, un disco dai contenuti mai banali e carichi di energia, che sta riscuotendo grandi consensi in rete e non solo. 

 

Sull’onda di questo successo, l’alternative rock band di Parma è stata impegnata in tantissimi appuntamenti dal vivo e, dopo i riconoscimenti ottenuti per i singoli “L’ultima cosa che” (Miglior Band al Mirano Summer Festival 2018) e “Ho visto l’amore cambiare colore” (presentato da Red Ronnie a Casa Sanremo 2019), gli HM sono stati premiati come MIGLIOR BAND lo scorso 9 giugno al Beer&Music Festival di Castegnato (Brescia), dimostrando che questo album non suona bene solo su disco, ma soprattutto dal vivo. 

 

Due gli appuntamenti da non perdere nel mese di luglio

  • Venerdì 12 - Balcony ShowCase, Piazza Garibaldi, Langhirano (PR); 
  • Venerdì 26 - Live al 34o Torneo Due Torri, Via Confalonieri Casati, 22 (dietro al Palazzetto dello Sport), Parma. 

 

Saranno annunciati sul sito www.hotelmonroe.it i prossimi eventi estivi ma intanto la band annuncia l’inizio del “CORPI FRAGILI TOUR”:  

Mercoledì 11 settembre - Legend Club di Milano in occasione delle Finali Nazionali di Rock Targato Italia

 

 

NEL WEB:  

 

WebSite: https://hotelmonroe.it/  

Facebook:https://www.facebook.com/hotelmonroe  

YouTube:https://www.youtube.com/c/HotelMonroe 

Soundcloud:https://soundcloud.com/hotelmonroe  

Instagram: https://instagram.com/hotel_monroe/  

Twitter:https://twitter.com/hotel_monroe  

  

ASCOLTA “CORPI FRAGILI”, IL NUOVO ALBUM: https://backl.ink/1775316 

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ALEX CADILI in concerto!

ALEX CADILI  in concerto!

Ancora più in alto il volume di questa estate, a tutto rock con Alex e i Sinergia in viaggio con TUTTO QUELLO CHE NON SI PUO’ DIRE AL TELEFONO

6 luglio in Piazza Marconi (Lavagna)

13 luglio al Teatro Conchiglia (Sestri Levante)

Alex Cadili, accompagnato dalla rockband Sinergia, si esibirà in concerto il 6 luglio a Piazza Marconi (Lavagna -GE) e il 13 luglio presso il Teatro Conchiglia (Sestri Levante - GE). In entrambe le date lo spettacolo inizierà alle ore 21:00.

Durante il concerto sarà possibile ascoltare tutte le canzoni che compongono l’album di debutto “Tutto quello che non si può dire al telefono”, già disponibile in tutti i negozi di dischi e webstore.

Il disco, prodotto con Roberto Drovandi storico bassista degli Stadio, èpubblicato dall’etichetta Twins104/Believe Digital.

Il cantautore genovese, il quale da sempre racconta quello in cui crede con la musica, è ancora in viaggio per alzare il volume del bene, motto rappresentativo della sua personalità.L’artista sente il bisogno di riaffermare l’importanza di un’interazione sociale vera e diretta, non mediata da chat o altri muri virtuali che oggi dominano la comunicazione interpersonale.

ALEX CADILI

Alex Cadili nasce a Genova nel 1979 e già da bambino manifesta un interesse particolare per la musica iniziando, sin dai suoi 12 anni, a scrivere i primi pezzi che caratterizzeranno anche le sue scelte future.

Questa sua predisposizione naturale prende una forma strutturata dal 1994 quando si iscrive al conservatorio Paganini di Genova diplomandosi nel 2006 in pianoforte e, subito dopo, in composizione. Durante il suo percorso di studi artistici frequenta corsi di canto corale affinando, nel tempo, le sue capacità musicali e di composizione.

Eclettico polistrumentista ed anfitrionico intrattenitore sul palco, Alex si cimenta in diverse esperienze artistiche per poi arrivare ad affermarsi in tutto il territorio ligure come cantautore ed intrattenitore dimostrando come, nonostante la sua disabilità visiva, la passione possa far superare tutti i tipi di difficoltà.

NEL WEB:

Sito Ufficiale: http://www.musicalex.eu/

FRANCO SAININI – FRANCESCO CAPRINI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 393 2124576 - 3925970778

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web: www.divinazionemilano.it

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Le Stelle dell’Occidente.

Le Stelle dell’Occidente.

Da che mondo è mondo i naviganti si sono orientati con le stelle. Conoscere il firmamento era condizione fondamentale per non perdersi, per non smarrire la via. Giusto?

No. Non per tutti. Bruce Springsteen ci si perde, invece, in un modo assolutamente inedito per lui e per chi lo segue dal lontano 1984 (parlo di me).

Il nuovo album del Boss è diverso da qualunque cosa possiate avere ascoltato in passato da parte del più grande trovatore americano. Il folk rimane sul fondo schiacciato da orchestrazioni pop anni Sessanta e Settanta, poca chitarra (e niente armonica) ma, archi, moog, fiati con strumenti inusuali e aulici per un disco che ha nelle armonie, il suo punto di forza.

Devo ammettere che, ascoltando i primi due singoli, mi sono trovato avvolto dalla strana sensazione di un vago sentore “balneare” in salsa californiana. Soprattutto, per quanto riguardava Hello Sunshine perché There Goes My Miracle è aiutato da una ricchezza di suoni (che funzionavano!) a fare da contraltare a un eccesso di sentimentalismo.

Ero quasi deluso. Un Boss che non fa più il Boss … Un po’ Glenn Miller, un po’ Billie Joel, tutti e due in spiaggia! Mi sono detto che mi sarei consolato con l’album che ha scritto per la E Street Band dopo questo (la notizia è uscita contemporaneamente al primo singolo di Western Stars).

Non c’era niente in quei due pezzi che mi riportassero all’artista che conoscevo. A quello di Born To Run, The River ma, neanche a quello di The Ghost of Tom Joad … Una deriva così popular per quanto raffinata, poi!!!! Scherziamo?  

Come spesso mi succede, mi sbagliavo e alla grande!

Western Stars è un monumento suggestivo e avvolgente alla musica, prima che ad un genere o ad un altro. Non sarà il Bruce che conosciamo (e amiamo) ma, il Bruce sofisticato inventore di atmosfere e storie, un musicista capace e ispirato.

Western Stars potrebbe essere un concept e, invece, è un viaggio tra Nashville, Tucson e Hollywood ma, anche e soprattutto, nella parte più delicata del Sogno. Quello americano, soffocato da menzogne, ambizioni irrealizzabili, delusioni e ferite. Il sogno, nell’America di oggi, è un sogno più prosaico. Ma, non fraintendete, non è un album politico o di critica al “trumpismo” imperante, né c’è l’impegno verso la workin’ class.  Il Boss che non ti aspetti non è solo un raffinato e inedito compositore e arrangiatore, anni luce dall’impeto della sua Telecaster ma, traccia il profilo di una nazione perduta per lo più dal punto di vista esistenziale. Brani come la title track, Western Stars, sono profonde e commuoventi riflessioni su una vita che è passata, su un Paese che non c’è più. Su una fama di cui, ora, sono rimaste solo le cicatrici. Springsteen ci racconta con precisone aristotelica, con simboli semplici evoca intere esistenze. La prosa dei testi è contemporaneamente misurata e potente e, la musica è lei stessa parte del racconto. Un racconto profondo e malinconico.

Ma il viaggio della nostra esistenza non può essere inutile. Nella solitudine degli spazi aperti, nella desolazione dei nostri cuori, dentro l’amarezza di tempi duri, di vite che ci sfuggono, tra i cocci di sogni frantumati … è là che si deve accendere la speranza.

Là e in quel momento, bisogna trovare la forza di rialzarsi, di smettere di guardare il fondo (anche quello della bottiglia), di continuare a resistere perché domani potrebbe essere la volta buona, la svolta, un nuovo incontro con l’amore, una riconciliazione con i propri spettri … l’ olio balsamico a lenire il dolore della ferita, della sconfitta, della perdita.

Mai arrendersi. E questo nella sua poetica, non è mai cambiato: da giovane, da adulto quando rivendicava di esser nato negli USA e, anche ora, da settantenne maturo e istrionico.

Il 4 luglio 1776 qualcuno a Philadelfia lesse due parole scritte da un grande toscano (Philip Mazzei N.d.R.) insieme Thomas Jefferson, dando di fatto il calcio d’inizio a tutte le rivoluzioni dell’era moderna. Quel testo ci ricorda come sia fatto incontrovertibile che tutti gli uomini siano uguali e abbiano uguale diritto alla vita, ad essere liberi e a cercare la felicità.

Perché, almeno da questo punto di vista, siamo nati tutti negli Stati Uniti.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

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