Menu

EMANUELE DABBONO IN ARRIVO IL NUOVO ALBUM “TOTEM” DOPO BEN 5 DISCHI DI PLATINO COME CO-AUTORE CON TIZIANO FERRO. RECENSIONE E INTERVISTA DI LUCA AMADUCCI

Emanuele Dabbono nasce a Genova il 15 Gennaio del 1977, è un cantautore e musicista Italiano.               

Nel 2005 vince il Cornetto Free Music Festival con il brano “Scritto sulla pelle” che suonerà poi in piazza Duomo a Milano davanti a 200mila persone.                                                                                                                               

Nello stesso anno ha aperto i concerti di Avril Lavigne, Black Eyed Peas, John Legend e Francesco Renga.                  

Nell'estate 2016 esce il singolo "Scritto sulla pelle", prodotto dai Planet Funk per Universo (Warner).        

Nel 2008 partecipa alla prima edizione di X Factor, classificandosi al terzo posto e cantando in finale il proprio brano "Ci troveranno qui".                                                                                                                                 

Il 15 luglio 2008, affiancato dalla propria band (i Terrarossa), pubblica il suo primo EP dal titolo "Ci troveranno qui".                                                                                                                                                                  

Nel 2010 pubblica il suo primo libro dal titolo "Genova di spalle".                                                                        

Siamo nel 2012 ed esce il primo album “Trecentoventi”.                                                                                        

Nel 2013 pubblica il suo secondo libro, "Musica per lottatori", una raccolta di poesie.                                       

A gennaio 2014, con il progetto "Clark Kent Phone Booth" fa il suo esordio dal vivo negli Stati Uniti con un tour di 9 concerti sulla costa Est toccando ben 5 stati (New York, New Jersey, Pennsylvania, Ohio, Massachussets) e con 4 date a Manhattan.                                                                                                                     

Arriva la svolta nel 2014: scrive insieme a Tiziano Ferro il brano "Non aver paura mai", contenuto nell'album Sony di Michele Bravi (vincitore di X Factor 2013).                                                                                                    

 Lo stesso anno esce la prima raccolta di Tiziano Ferro TZN – The Best Of Tiziano Ferro” che contiene l'inedito scritto con lo stesso dal titolo “Incanto”, vincendo 2 Dischi di Platino.                                                

Nel 2015 esce il secondo Album con i Terrarossa: "La velocità del buio".                                                           

Nel 2016 arriva il grande successo, partecipa come co-autore di 3 canzoni: Valore Assoluto, Il Confronto e Lento/Veloce contenuti nel nuovo Album di Tiziano Ferro dal titolo “ Il Mestiere Della Vita”.                     

Due dei tre brani (Il Conforto e Lento/Veloce) diventeranno singoli di successo, ottenendo altri 3 Dischi di Platino.                                                                                                                                                                                      

Emanuele Dabbono ha il dono della scrittura, tanta gavetta ed esperienza da vendere, scrive brani di successo, ed ora aspettiamo con fremito l'uscita del nuovo Album “Totem”.



Ed eccoci arrivati alla bellissima intervista fatta ad Emanuele Dabbono.

1) Com'è nato il tuo primo approccio alla Musica?

Avevo 13 anni quando vedendo la famosa scena di Ritorno al futuro dove Marty McFly, interpretato da Michael J.Fox, viene catapultato nel 1955, in una di queste si trovava sul palco come chitarrista improvvisato del gruppo chiamato a intrattenere i partecipanti.                                                                                                              

In quell’occasione, dopo aver suonato una dolce ballata dell’epoca "Earth Angel" dei Penguins, Marty McFly sconvolgeva il pubblico presente con un rock ’n roll fino a quel momento mai sentito, ovvero "Johnny B. Goode" di Chuck Berry ed è lì che pensai che dovevo a tutti i costi imparare a suonare la chitarra.                                                                                                                                                                                  

Mi sono dannato l'anima su una Ferrarotti scassata per imparare i riff di Slash e Jimmy Page, per poi arrivare alla mia prima chitarra elettrica e prima di averne una decente ci sono voluti anni.                                                                                                                                                   

Da ragazzo ho suonato in diverse formazioni il basso e persino la batteria.                                                             

Nel frattempo ho imparato pianoforte, armonica, mandolino, ukulele.                                                                   

Insomma, adesso che ho un mio piccolo studio, tutto questo esercizio ventennale ha il suo lato positivo e suono tutto.

In più la velocità di realizzazione delle idee è pressoché istantanea ed è come scattare una foto sonora a quello che un momento prima era solo silenzio.



2) Nel 2006 hai vinto il Cornetto Free Music Festival con il brano “Scritto sulla pelle”, che ricordi hai di quel momento?

Un successo inaspettato che mi portò le prime soddisfazioni.

La vittoria avvenne nel 2006 ma il singolo uscì solamente nel giugno 2016 prodotto dai Planet Funk.

Ricordo ancora la prima volta, ero in auto e su Radio 105 davano l'annuncio della vittoria dell'Italia ai Mondiali, subito dopo partì il mio brano e per poco non sbandai con la macchina dall'emozione.

Quel momento è entrato a far parte degli highlights della mia vita.

 

3) Sempre il 2005, un anno fortunato per te, hai aperto i concerti di grandi Artisti come Avril Lavigne, Black Eyed Peas, John Legend, Francesco Renga, cosa hai provato?

Una gioia incredibile e al contempo una grande opportunità di capire quanta professionalità si celi dietro ad artisti di successo.                                                                                                                                                                 

Ricordo che John Legend fu davvero gentile.                                                                                                                                        

Davanti avevo 200.000 persone in piazza duomo a Milano, da togliere il fiato.

 

4) Il pezzo "Scritto Sulla Pelle" è il primo singolo che ti ha fatto conoscere, raccontaci questa storia e come è nato il brano?

Scritto Sulla Pelle” ebbe una gestazione lunga.                                                                                                                 

Lo scrissi nel 2002, ma riscrissi il testo almeno 20 volte, tant'è che in giro ne circola anche una versione hard rock con due strofe in più.                                                                                                                                             

Feci la pre - produzione con Alessandro Finaz, strepitoso chitarrista della Bandabardo', poi la produzione fu affidata ai Planet Funk.

 

5) Veniamo al 2008 e alla partecipazione al primo X-Factor, sei arrivato terzo con il brano "Ci Troveranno Qui", quali sono stati i lati positivi e negativi di quell'esperienza?

Avevo già 30 anni, mi iscrissi a scatola chiusa senza nemmeno guardare il regolamento e quando scoprii che avrei dovuto cimentarmi con le cover volevo tornare a casa.

Solo in finale potevi proporre un inedito che scrissi da me e per fortuna ci arrivai.

Ad oggi sono l'unico finalista di X factor a non aver firmato con la Sony per l'EP di cover.

Avevo le mie centinaia di canzoni, magari brutte, ma mie e allora scelsi la strada meno battuta.

Ma alla fine il mio non voler scendere a compromessi è stato premiato e pubblicai “Ci Troveranno Qui” con Edel, misi su una band, i “TERRAROSSA” e girai l'Italia ovunque ci chiamassero.

 

6) Sempre nello stesso anno esce il primo EP dal titolo "Ci troveranno qui", cos'hai provato quando è uscito?

Il brano “Ci Troveranno Qui” è diventato una specie di piccolo inno generazionale, una di quelle canzoni che mi porterò sempre nei concerti.

C'era e c'è sempre ogni volta che la canto, una sorta di senso di appartenenza alle proprie radici che unisce e abbraccia anche chi in periferia non c'è mai stato o nato.

 

7) Oltre che suonare, il tuo punto di forza sono i testi, l'amore per la scrittura, questo lo si evince dall'uscita nel 2010 del tuo primo libro "Genova di spalle" poi seguito nel 2013 da una raccolta di poesie dal titolo "Musica per lottatori", cosa senti quando scrivi?

I libri sono stati una boccata d'aria fresca.

Avessi un solo consiglio da dare alle persone è: Uscite dagli stereotipi che vi impediscono di essere e fare quello che più sognate.

La realizzazione comincia con il desiderio, per farcela serve una lucida follia nella determinazione.

Occorre superare gli ostacoli che molto spesso noi per primi ci creiamo e una volta messo off al volume delle critiche distruttive puoi finalmente essere libero di osare.

Quando lo fai e soprattutto quando non cerchi di compiacere nessuno, crei quel qualcosa che anche se fosse piccolo, per te comunque sarà già memorabile.

 

8) Arriviamo al singolo "Ho Ucciso Caino" dal quale è stato estratto il video registrato nel carcere di San Gimignano, cos'hai provato dentro quel contesto?

È stato emozionante, sono certo che ognuno sia una storia vivente che vada la pena di essere ascoltata e poi raccontata, mi piacerebbe suonare nelle carceri.

 

9) Sei passato poi ad un nuovo progetto, realizzando due Album con lo pseudonimo "Clark Kent Phone Booth", facendo poi un tour negli Stat Uniti, che differenze hai trovato con il nostro paese?

Il tour in America mi ha dato modo di capire e crescere sul palco, nel modo di starci.

Loro si divertono molto di più, anzi, se ne sbattono proprio a fronte di una indubbia preparazione, ci sono Jazzisti che attaccano il delay al Sax e creano formazioni innovative solo per il gusto di cimentarsi con la bellezza della musica.

Hanno meno paraocchi e recinti, vivono il fare musica non come un aderire a questa o a quella parrocchia, ma essere piuttosto tutti figli di un'arte che gli fa da madrina.

Ti viene chiesto d'altronde, di esprimerti già da ragazzo e là non è che puoi fare cover in giro.

I gruppi, se vogliono suonare nei locali, devono portarci la loro di musica.

 

10) Qual è il primo album che hai comprato?

The Numbers Of The Beast” degli Iron Maiden in musicassetta, estate 1986 (anche se l'album era di quattro anni prima).

 

11) Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato e i pezzi che salveresti in uno scrigno?

Difficile, potrei stare qui in eterno ad elencarti di quanta bellezza sono grato di aver incontrato.

Vado di getto, senza ripensamenti su chi ha influenzato il mio modo di fare musica e dico Bruce Springsteen, Dylan, Van Morrison, Pink Floyd, Beatles, Damien Rice, Sigur Ros, Paul Simon, Joni Mitchell, Miles Davis, U2, Counting Crows, Crosby Stills Nash & Young, Sting.

 

12) Che ne pensi del ritorno del Vinile?

Un esplosione di gioia, per noi che li compravamo sappiamo bene cosa significa ascoltare “Tommy” degli Who stringendo tra le mani la copia fisica e ti dava la sensazione di poter toccare le loro idee.

Felicissimo del suo ritorno.

 

13) Quando entri in un Bar o in un Pub, senti la mancanza del vecchio Juke Box?

Mi piacerebbe averne uno in casa con il greatest hits delle canzoni che hanno avuto un significato per la mia vita, da Fade To Black dei Metallica a Racing In The Street del Boss, da All Alone The Watchtower nella versione di Hendrix a Nothingman dei Pearl Jam.

 

14) Sono usciti 2 Album, il primo nel 2011 dal titolo "Trecentoventi", un album decisamente Rock, mentre il secondo del 2015 intitolato "La velocità del buio" è molto più Soft-Rrock, quale ti rappresenta di più?

Direi decisamente “La Velocità Del Buio”, lo sento più maturo e con meno cedimenti dovuti all'usura del tempo.

Ma quello del quale vado più fiero è sicuramente il prossimo, la fotografia più fedele di me.

 

15) Nel 2014 arriva la svolta con il brano "Incanto", l'inedito scritto con Tiziano Ferro per la prima raccolta dal titolo "TZN-The Best of Tiziano Ferro", brano che ha ottenuto un enorme successo ottenendo il doppio Disco di Platino, com'è nata questa collaborazione?

Da una telefonata e dalla stima reciproca.

Tiziano mi seguiva da anni e aveva ascoltato diverse mie cose on line.

Gli mandai un brano “Non Aver Paura Mai” e subito finì nel disco di Michele Bravi.

Dopo pochissimo firmai un contratto con lui, è  colui che ha creduto in me più di chiunque altro nella mia storia musicale, mi ha tirato fuori dall'anonimato.

Gli sono e sarò grato per sempre.

 

16) Nel 2016 le soddisfazioni si moltiplicano, sei co-autore di ben tre brani nell'album di successo "Il mestiere della vita" sempre di Tiziano Ferro, ottenendo 3 Dischi di Platino, due per il brano "Il Conforto" e uno per l'ultimo successo "Lento/veloce", qual è il segreto?

Dire la verità e cercare di capirsi e accettarsi.

Tanto le mode sono circolari, tanto vale fare quello che si ama, si è più leggeri e credibili e soprattutto meno arrabbiati.

Scavare dentro di sé fa trovare gli altri.

 

17) Uscirà verso fine ottobre il tuo nuovo Album, ci vuoi dare qualche anticipazioni?

Si chiamerà “TOTEM” e già dal titolo si capisce che è un desiderio di manifestarsi per quello che si è, senza fronzoli, né featuring col rapper di turno o suoni che contemplino la radio e la moda più dell'espressione libera di sé.

Sono vent'anni che pensavo a un disco onesto così e finalmente ce l'ho tra le mani.

Registrato in tre giorni in una chiesa sconsacrata che è ora un piccolo teatro.

Sarà acustico e nascerà questo autunno.

 

18) Che ne pensi del Rock Italiano, tornerà mai ai livelli degli anni 90?

Lo spero tanto perché anche se non siamo l'America ce lo meritiamo.

 

19) Cosa provi quando sali sul palco?

Il desiderio di non scendere più dallo stesso.

 

20) Hai dei rimpianti?

Non aver potuto dimostrare qualcosa a mio Padre, se ne andò prima che potessi fargli vedere non tanto i dischi di platino ma che ero felice di vivere il mio sogno a testa alta.

 

21) Vuoi dire qualcosa agli amici di Rock Targato Italia?

Stay hard, stay hungry, stay alive!

 

SINGOLI

  • 2006 – Scritto sulla pelle
  • 2008 – Ci Troveranno qui
  • 2010 – Pacifico
  • 2011 – Io Rimango Mio
  • 2012 – Ho Ucciso Caino
  • 2015 – Certe Piccole Luci
  • 2016 – Alla Fine
  • 2016 – Le Cose Che Sbaglio

EP E ALBUM CON I TERRAROSSA

  • 2008 – Ci troveranno qui (UPR/Edel Music)
  • 2012 – Trecentoventi (Grace Orange/Halidon)
  • 2015 – La velocità del buio (Edel Music)

PROGETTO "CLARK KENT PHONE BOOTH"

  • 2012 – Vonnegut, Andromeda & the Tube Heart Geography (LMEuropean)
  • 2012 – Songs for Claudia (LMEuropean)

COMPILATION

  • 2008 – X Factor Compilation 2008 di (Bmg Ricordi) con il brano Con il Nastro Rosa
  • 2008 – Lucchetti Ponte Milvio - The Bridge of Love Songs (Steamroller) con il brano Scritto sulla pelle
  • 2012 – L'Italia cantata dai cantautori: Songwriters 80s,90s,2000s (Believe) con il brano Scritto sulla pelle
  • 2016 – Masters of Energy (Edit music) con il brano Pacifico

AUTORE

  • 2014 – Non aver paura mai con Tiziano Ferro per Michele Bravi
  • 2015 – Incanto con Tiziano Ferro
  • 2016 - Valore assoluto, Il Conforto e Lento/Veloce con Tiziano Ferro
  • 2017 - A ti te cuido yo con Tiziano Ferro, Da Soul, Diego Martinez per Tiziano Ferro

 

Sito                 http://dabbono.com/                                                                                                                   

Facebook       https://www.facebook.com/emanuele.dabbono                                                                          

Twitter           https://twitter.com/emanueledabbono                                                                                                  

You Tube        https://www.youtube.com/channel/UCaDcIt6z34ziAQKztwRKXeg

 

LUCA AMADUCCI

Leggi tutto...

No One’s project: una vera rock band tutta italiana Recensione dell’album Warning

Don’t eat the grass of conformism!

Così si può sentire nella canzone “Warning” della band milanese No One’s project, brano che dà il nome all’album e che può ben riassumere il mantra dell’intero lavoro. Si tratta, infatti, di un album decisamente rock, registrato presso RecLab Studio di Milano, che riprende spesso e volentieri le sonorità di artisti come System of a Down e Queen.

Un album che non risulta mai scontato ma in cui ogni canzone racconta un’esperienza unica e diversa dalle altre. Un CD in cui si passa dai ritmi forti ed energici di una vera rock band a sonorità più calme, ma mai monotone, come nel brano finale Goodnight future”. Il tutto visto sempre con una certa ironia di fondo, che si rispecchia, soprattutto, nella voce, che è la vera particolarità del progetto: si passa in pochi secondi da note basse a note alte, falsetti, screams, monologhi, rendendo ogni brano sempre movimentato e originale.

Da segnalare anche la presenza di guitar solos nelle varie canzoni, che rendono i brani ancora più apprezzabili per ogni amante del rock. I testi, inoltre, toccano temi importanti e ben si accompagnano alla musica e alla voce, creando un contrasto, sempre nuovo per ogni canzone, tra serietà dei temi trattati e ironia della musica. Ottima anche la scelta di cantare esclusivamente in inglese, rendendo, così, in modo migliore, la forza dei testi.

Si parla, infatti, della società e della varie contraddizioni che sono in essa, dello scoprire le illusioni che guidano inconsapevolmente la nostra vita, del nostro sentirci liberi quando in realtà c’è sempre qualcosa che ci guida e che ci porta a commettere scelte sbagliate (come in The Richest man of the C-Metery”). Spesso, infatti, la band tratta il tema della libertà, di quella che pensiamo di avere mentre cerchiamo “money” o “bad ambitious” e di quella che invece dovremmo cercare, il contrasto tra le bugie presenti in modo velato nella nostra società e la verità che il gruppo, con i propri testi, cerca di far emergere. Ancora una volta, il mantra Don’t eat the grass of conformism! fa la sua comparsa.

Si inizia con “The Unify Express” che è una vera e propria incitazione ad unirsi, usando sempre il cervello, coscienti del fatto che siamo tutti uguali a prescindere dalla nazionalità e dal colore della pelle. La canzone, infatti, recita: “We are living under the same sky, all the people have the same rights”. Già dall’inizio, quindi, la band cerca di far capire il proprio linguaggio e la propria visione del mondo, concludendo il brano con la parola “libertà”.

In “The invasor ballad” emerge pienamente il lato comico del gruppo milanese, che mette in scena la storia di un individuo “friend or gentleman”, concentrato solo sui suoi affari, pronto a tutto per ottenere denaro, che a volte ha rimorsi pensando a quello che ha fatto ma che poi pensa alla somma che è riuscito ad ottenere con i suoi affari disonesti, ride e continua a ballare. Anche qui si può notare una metafora del nostro mondo, in cui a volte si dà troppa importanza al denaro, reputandolo l’unica fonte di felicità, e il modo in cui questo si ottiene, spesso, non conta.

La terza canzone “You are in teatro”, dal punto di vista musicale e vocale, è una delle più ben riuscite di questo album, con un’intro che non ha nulla da invidiare alle canzoni delle più famose rock band contemporanee. “Why can’t you see that you are in teatro?” recita il ritornello, sostenendo ancora una volta l’ipocrisia della nostra società, che viene paragonata ad un teatro, dove si vuole credere ad una realtà che celatamente è finzione, solo perché è la scelta più facile.

L’emozione continua con “Fly under the moon when midnight rises” dalle sonorità più dolci, che insieme alla profondità della voce e al bellissimo assolo di chitarra, fanno venir voglia di ascoltare il brano e riascoltarlo più volte. Anche qui il tema è la libertà e, infatti, il brano si chiude con “freedom… freedom, what a nice world!”.

“Teens today” ci porta nel mondo dei ragazzi, che credono di essere liberi, aspettando il weekend per uscire, ubriacarsi e incontrare coetanei, ma che in realtà sono preda di una gerarchia, e la loro libertà si rivela solo fittizia.

Si entra nel vivo del rock con “What can save us now”, in cui si nota un mix perfetto tra un’intro decisamente energica ed un ritornello più calmo, in cui si punta su differenti tonalità di voce, e improvvisamente, con una velocità impressionante, dopo essere tornati alla stessa melodia iniziale, viene messa in scena una piccola rappresentazione, come se in realtà dalla musica fossimo passati ad un film o ad uno spettacolo teatrale, immaginando la scena e collegandola al brano. Questa è una di quelle canzoni che dimostrano che sotto questo album c’è molto lavoro e, soprattutto, passione e talento. Lo stesso che si ritrova anche nella canzone successiva “Melody of summer dreams”, una canzone inusuale per una rock band, dalle sonorità allo stesso tempo dolci e profonde, in cui si possono assaporare a pieno le varie sfumature della voce. Anche questa è una canzone per cui si prova quasi dispiacere quanto finisce e si è tentati di riprodurla di nuovo.

Ma la band milanese non si smentisce e ritorna a mostrare la sua verve rock nella canzone successiva “Lords of war”, in cui si può sentire tutta la rabbia verso una guerra immotivata e verso tutte le bugie che ne seguono, attraverso la frase “Fights and wars are killing freedom”.

La canzone successiva “The richest man of the c-metery” narra la storia di una persona che ha usato la sua vita solo con l’ambizione di diventare “The greatest man in this world of ridiculous people” e che, per questo, ha perso tutti i suoi amici, non ha mai capito il vero significato della vita e si è ritrovato ad essere solo e triste, rimpiangendo le sue azioni. Da notare il passaggio dalla terza persona quando si descrive il comportamento di questo soggetto alla prima persona, con un conseguente cambio anche nella tonalità della voce, quando l’individuo afferma, verso la fine, che, se solo ne avesse avuto la possibilità, sarebbe stato un altro uomo.

“Cobra melody” è il brano successivo, in cui la forza, dal punto di vista musicale, sta nel ritornello e, considerando il testo, nella significativa frase “You’re gonna stop thinkin we are livin’ in a dream made for your and me”. E finalmente si arriva a “Warning”, la canzone che dà il titolo all’intero album, un’incitazione a non conformarsi alla società ma, al contrario, a distinguersi ed essere se stessi, coscienti del fatto che gli altri giudicano sempre, ma solo perché sono spaventati dal diverso. L’ultima canzone “Goodnight future” è una delizia per tutti gli amanti del pianoforte. La canzone, infatti, si presenta come un brano di chiusura, con la bellissima frase “Don’t cry if the sun is going down, cause tomorrow it will shine one more time”, proprio prima di lasciare spazio alla chitarra e in seguito al pianoforte.

Insomma, in conclusione, una band assolutamente da conoscere e da scoprire, che riesce a suscitare emozioni e a comunicare la propria passione attraverso i testi, la musica e il proprio personale modo di interpretare i brani. Un album consigliatissimo, da ascoltare più volte, in ogni momento della giornata, sempre ad alto volume, nella privacy della propria camera o all’aperto o magari viaggiando, cogliendo a pieno il senso di libertà che i No One’s Project ci vogliono comunicare. Una band dotata di talento, una sferzata di novità nella musica italiana, un gruppo a cui prestare costantemente attenzione. Chissà cosa ci riserva il futuro, ma se le premesse sono queste, sentiremo ancora parlare di questa spettacolare band milanese.

Per scoprire i No One’s Project: https://www.facebook.com/NoOnesProject/

FRANCESCA ROMANO

Leggi tutto...

2ELEMENTI Vincitori del “Premio Stefano Ronzani” della 28/a edizione di Rock Targato Italia Live il 5 Agosto 2017 – h. 21.30 Al Pollino Music Festival (Parco Nazionale del Pollino, a San Severino Lucano – Potenza)

La band lucana aprirà il concerto di Niccolò Fabi il 5 Agosto all'interno del Pollino Music Festival.

Il festival, uno dei più importanti del Sud Italia, è attivo dal 1996, ed è realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale di San Severino Lucano e l’Associazione culturale multietnica di Potenza che ne cura l’organizzazione, la direzione artistica e la progettazione.

2eleMenti è un progetto nato nell’estate del 2013 da un’idea di Vito e Vito, due musicisti ma, ancora prima, due amici che da sempre condividono la passione per la musica.

Il nome 2eleMenti è un gioco di parole che vuole sottolineare non solo l’originalità e l’anticonformismo dei loro pezzi, ma anche i diversi aspetti delle loro personalità. 2eleMenti simboleggia il connubio tra due menti e racchiude l’essenza stessa del duo: due individui vicini per la loro passione ma pur sempre opposti nel loro modo di interpretarla. Due personaggi – sinonimi e contrari – due lati opposti di una stessa medaglia: la musica.

Le loro idee, sostenute da una forte simbiosi a livello musicale e personale, si trasformano in brani Pop/Rock che lasciano udire in sottofondo una costante ricerca a livello sonoro e una forte attenzione per la componente musicale.

Il successo de “La Fabbrica del Talento”, ultimo singolo del duo lucano 2eleMenti, ha raccolto migliaia di consensi da parte del pubblico, essendo stato inserito in palinsesto da diverse radio a livello nazionale.

Anche il video de “La Fabbrica del Talento” non conosce confini: dalla sua pubblicazione, ha guadagnato infatti la stima di molti utenti, raggiungendo in breve tempo migliaia di visualizzazioni su Youtube con numerosi commenti positivi che esaltano il significato del videoclip e l’originalità della musica.

La Fabbrica del Talento” è diventata anche un racconto. Il duo lucano ha deciso di trasformare infatti i versi della canzone, riportandoli tra le pagine di un libro. 

E’ nato così il primo episodio della collana “Fiabe per adulti“, scritto dai 2eleMenti e disponibile in tutti gli store digitali in formato eBook e Kindle.

Il tour di Niccolò Fabi dal titolo ‘DIVENTI INVENTI 1997 - 2017 TOUR’, celebra i 20 anni di carriera dell’artista che per l’occasione ha scelto il Pollino Music Festival situato all’interno del Parco Nazionale del Pollino, a San Severino Lucano (PZ) in Basilicata.

I Biglietti e abbonamenti sono disponibili on line e nei punti vendita del circuito Bookingshow.

 

Leggi tutto...

Vi racconto la Mia Giffoni Experience!

Ti capita di partecipare quasi per caso ad una Call indetta da Just Knock, ti capita di vincerla, risultare tra le menti più creative ed estrose dell’anno. Tra i migliori talenti che approderanno alla 47esima edizione del Giffoni Innovation Hub. Ti capita poi di dover preparare valige e bagagli in così poco tempo che solo un’esperienza simile poteva richiedere e meritare. Ti accade l’impensabile, l’inverosimile, l’assurdo. Perché inaspettato, incredibile, suggestivo al tempo stesso. Ti capita di doverti mettere in marcia per uno di quei viaggi che si preannuncia essere lungo e ricco di passi, storie, persone. Proprio come tu avevi immaginato anzitempo.   

Dream Team” è la parola che più di ogni altra mi ha accompagnato per questi dieci giorni circa, che mi ha supportato, entusiasmato, agevolato nel mentre di conoscenze, apprendimento, preparazione.

Potrebbe risultare suggestivo perché Digital, moderno, nuovo. La classe dei Sognatori, Aspiranti progettisti, perché ingegneri, designer, informatici. Dream Team, nuova frontiera del web 2.0. Ma ciò che davvero fuori emerge risulta essere altro ancora: Condivisione, Famiglia, Casa.

Penso di non risultare fin troppo supponente se dicessi che chi non ha vissuto Giffoni, non ha potuto assaporare una realtà che forse solo un movie è in grado di replicare, traslare. Perché sono le emozioni il motore di tutto, la forza contigua in grado di conciliare spirito ed animo cittadino. Sono le sensazioni provate nel bel mezzo di una folla in preda alla trepidazione a farti credere ancora in un mondo coeso, unito. Dove tutto è molto più Real e meno Dream.

Valentina Folco

Leggi tutto...

TIMOTHY CAVICCHINI, UN ESPLOSIONE DI ROCK!!!! RECENSIONE E INTERVISTA DI LUCA AMADUCCI

Nasce a Mantova nel 1984 poi inizia a studiare pianoforte nel 1993 iscrivendosi 2 anni dopo al conservatorio. Nel 2000 forma la sua prima Band, gli AenneDi (Angeli nati Demoni), realizzando due Album. Si avvicina al progetto musicale cover degli Skorbutiko. Nel 2007 la Band Ostetrika Gamberini gli propone di essere il loro Frontman e inizia a scegliere di vivere di sola Musica. Nel 2013 partecipa a “The Voice Italia” della Rai, viene scelto da Piero Pelù portando un bel pò di Rock nella trasmissione e arrivando secondo. Ottiene un contratto con la Universal Musical ed esce l'EP con tre brani inediti seguiti dai rispettivi video, “A fuoco” (Che arriva in cima alle classifiche Itunes) e altri due brani “Anestetico” e “Altrove”. Sempre nel 2013 si presenta a Sanremo Giovani con il brano “Ti sto ancora cercando” scritto da Saverio Grandi, venendo escluso nelle selezioni finali a Roma.                                                  

Nel 2014 si presenta con il brano “Fondamentalmente” al “Coca Cola summer festival” di Roma, presentato da Alessia Marcuzzi e trasmesso su canale 5 e RTL 102.5 classificandosi secondo. Lascia la Universal ed inizia una collaborazione con RTL 105 firmando con l'etichetta Baraonda. Nel 2015 esce il singolo “Ti rubo gli occhi” che supera le 450.000 visualizzazioni sui social network e dà il nome al tour dell’anno degli Ostetrika Gamberini con oltre 50 date all’attivo solo nel periodo estivo. Chiude i rapporti con l'etichetta “Baraonda” e continua i live con gli Ostetrika Gamberini, lavorando ad un album demo che conta 27 tracce.
Finita l’estate, con alle spalle più di 60 live in tutta Italia, inizia una collaborazione con “Radiomarilù” del “gruppo Zanella” dalla quale prende vita l’idea di un nuovo album. Esce l’anteprima e il video di “SENZA SE”, singolo che anticipa l’uscita dell’album interamente auto prodotto, poi seguito dal Singolo e Video di “NUDI E PERPENDICOLARI”.

Timothy è un Animale da Palco, un Rocker che intrattiene il pubblico come pochi sanno fare, con la sua Band (gli Ostetrika Gamberini) forma un armonia perfetta. La Band ha all'attivo una serie incredibile di Live e tanti altri sono in programma. Esprime un energia che pochi in Italia riescono a produrre, portando in giro la storia del Rock e regalandoci i suoi pezzi che fanno capire che lui dovrebbe stare ai vertici del Rock Italiano, insomma una forza della Natura. Stiamo aspettando con ansia il suo primo vero ALBUM (che in pratica è finito) potendo godere di un nuovo prodotto che nella Musica Italiana manca!                                                                    

Quindi cercate tutto il materiale su Timothy e all'uscita del Album supportatelo, è importante per il Rock Italiano, non ve ne pentirete!!

 

Contatti

Sito: http://www.timothycavicchini.it/ 
Pagina Facebook:
https://www.facebook.com/Timothy-Rock-Cavicchini-265411693513398/

You Tube: https://www.youtube.com/channel/UC-THVdFKA503cKqD7w3TrNw                      

Twitter: https://twitter.com/tcavicchini

 

E ORA L'INTERVISTA CON TIMOTHY CAVICCHINI.

1) Come è nata la tua passione per la musica?

La mia passione per la Musica nasce da bimbo, quando inizio a studiare pianoforte, poi crescendo m'iscrivo al Conservatorio come pianista, da lì nasce tutta quella che è la passione e il mio mondo, a 14 anni inizio a cantare.

2) Nel 2000 hai fondato insieme a degli amici gli AenneDi (angeli nati demoni), e avete realizzato due album “Sono solo semplici sogni” e “La città degli angeli. Che ricordi hai di quei momenti?

Bellissimi, pensa che io frequento ancora quasi tutti, poi io mi sono sposato, uno ha scelto un percorso che amava, lo Ska, uno è diventato fonico e alcuni come me sono andati a lavorare.   Del gruppo diciamo, che il primo Album è nato subito e anche se era in versione Rokie eravamo delle macchine da guerra, non c'interessava nient'altro all'infuori della sala prove e facevamo anche 4 prove a settimana di 6-7 ore. C'era una bella alchimia anche se non seguivamo la classica metrica della musica Italiana, quindi nonostante avessimo un impronta fottutamente Italiana presa da Timoria, Negrita, Litfiba in realtà non seguivamo i classici filoni, strofa -ritornello - strofa - special - ritornello, ma facevamo un po’ il cazzo che volevamo.

3) Com'è nata la tua avventura con gli Ostetrika Gamberini?

Diciamo che è una bella storia, gli Ostetrika arrivarono loro, fu il vecchio cantante a contattarmi e a dirmi: <<Non riesco più a salire sul palco, non mi riconosco più, sei l'unico che può sostituirmi>>, e io che non sapevo chi fossero risposi: <<Ma sono l'unico che può sostituire cosa?>>. Una sera andai a vederli dal vivo e il primo impatto non fu positivo, la band era una cover band, il cantante non cantava ma era più un grandissimo intrattenitore, ma la scaletta era qualcosa di non orribile, ma di più!! Pezzi come "Il coccodrillo come fa" oppure "Le Piramidi di Cheope", insomma una cosa impresentabile. Poi, però, andai a vedere le date di questa band e facevano paura, 10-12 serate al mese e mi sono detto: <<Cacchio vuoi vedere che riesco a fare il cantante di mestiere>>. Dissi che ci sarei stato ma che ci saremmo chiusi in sala prove per improntare lo spettacolo sul mio essere, facendo una scaletta unica e portando in giro la storia del Rock, magari incominciando a scrivere anche pezzi nostri. L'inizio comunque era partito sul suonare come tributo ai Pearl Jam, ma abbiamo capito che avremmo fatto 2 date l'anno, e ci siamo buttati sul Grunge, da lì è nato Grunge History, 2 ore e mezzo sulla storia del Grunge, quindi Melvins, Mudhoney, Mother Love Bone per arrivare ai Nirvana, è una cosa di nicchia che però ogni anno continuo a portare in giro. Da qui nasce la nostra avventura e nel primo tour che facemmo, la risposta cacchio era positiva, prendo fiducia, vedo che un sacco di gente inizia a girarci intorno e da lì è nato il tutto, poi con loro mi trovo molto bene, musicalmente parlando sono una vera macchina da guerra.   

4) Hai lavorato in un azienda edile e come barista, cosa ti ha spinto a lasciare tutto per affidarti completamente alla musica?

L'azienda edile era di famiglia, a 12 anni ho preso in mano la cazzuola la prima volta, poi l'arrivo alla musica è dovuto al cambio radicale della mia vita, finito il mio matrimonio mi sono detto "Senti coglionazzo, ricominciamo…e visto che siamo io e il mio cane proviamo a vedere se si riesce a trovare la felicità in altro". Per quanto riguarda il Barman è ancora una delle mie più grandi passioni, nonostante io non pratichi più nessun tipo di locale resta il mio sogno aprire una locanda e mi piace restare sempre aggiornato, diciamo poi che se dovessi tornare a fare il muratore non mi dispiacerebbe, amo quel lavoro.

5) Hai partecipato al programma "The Voice Italia" arrivando secondo, aspetti positivi e negativi di quel programma?

Aspetti positivi tutti, già che sono stati loro a contattarmi è un aspetto positivo perché io non mi sarei mai interessato ad un Talent, ti dirò, per quanto riguarda il programma una figata pazzesca, ho conosciuto un mondo di persone, mi sono fatto tanti amici nuovi, sono rimasto benissimo con Piero (Piero Pelù). Per quanto riguarda il poi, dovremmo parlare di un qualcosa che non esiste, dopo non vieni più considerato, a loro interessa il loro 23-24% di share, poi se cala, fallisce il programma. Che senso a fare un Album se poi non ti danno un ufficio stampa e nessun investimento sotto per emergere.

6) Dopo aver firmato un contratto con la Universal Music hai realizzato un EP, con il bellissimo "Singolo "A fuoco" che è andato in cima alle classifiche di Itunes, cos'hai pensato in quell'istante?

La mia Casa Discografica era appoggiata a "The voice", realizzai un EP con loro, pensa che è l'unico di tutte le edizioni del programma che è andato in ristampa. Però è andato in ristampa perché la metà li ho venduti io ai concerti, Ep che comprai alla stessa e quindi non mi regalava un cazzo nessuno, loro me li vendevano a 5 euro e io li rivendevo a 10, quindi puoi capire che poi il guadagno economico era nullo. Il brano "A Fuoco" era il primo singolo promozionale post talent, c'era un accordo con RTL che doveva passare il brano per un mese. Non ho mai pensato che ero arrivato, anche perché con "A Fuoco" stavo lavorando al video di "Altrove", brano che non è arrivato perché non è stato spinto ma per me rimane uno dei brani migliori che io sia riuscito a lanciare, pezzo non sfruttato che mi ha aperto un po’ gli occhi e da lì ho iniziato a insospettirmi della nullità che c'era dietro.

7) Hai tentato la carta Sanremo giovani due volte, cosa è che non ha funzionato?

La prima forse era, perché era appunto la prima volta e a Sanremo secondo me devi rompere un po’ la minchia, presentarsi svariati anni e allora forse qualcuno inizia a cagarti. Pensa che presentai un pezzo di Saverio Grandi dal titolo "Ti sto ancora cercando", che a parere personale è un pezzo della Madonna, il brano non è stato mai lanciato dalla Casa Discografica perché non mi presero, il video lo girò Gianluca Montesano, non uscì mai, ma Mtv lo pubblicò. Tuttavia l'anno scorso Sanremo lo vinse Curreri e nell'album c'è "Ti sto ancora cercando", che poi l'hanno rifatta pure di merda, questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e sfanculare la stessa con l'aiuto di uno studio legale ottimo. La seconda volta ci siamo presentati con l'etichetta Baraonda con il brano "All'infinito" di Diego Calvetti e Pio Stefanini, persone uniche, ma non entrai nella finale pur avendo un pezzo bellissimo. Se io avessi mollato la band era fatta, la Casa Discografica doveva occuparsi di una persona sola e potevano farmi cantare quello che volevano loro, io cantavo le mie canzoncine e buonanotte fiorellino, ma a me piace il mio mondo e quindi decido io.

8) Hai fatto tantissimi live in giro per l'Italia, qual è quello che ti è rimasto dentro e uno che vorresti proprio cancellare?

Allora negli ultimi 5 anni facciamo una media di 120 concerti l'anno, di serate da dimenticare ce ne sono, in una in particolare ci dissero: <<Ragazzi solo musica Italiana ok?>> ma io di musica Italiana avevo solo la mia, e facendo pezzi della storia del Rock mi buttai su quei brani, però alla fine erano 3000 persone, facemmo un po’ il cazzo che volevamo e funzionò, ma è stata una cosa un po’ imbarazzante. Uno epico invece, poco tempo fa, siamo sbarcati al Festival Show a Brescia e ho portato il mio singolo nuovo "Nudi e perpendicolari", la cosa buffa è che noi siamo arrivati molto easy in confronto ai Big che dovevano suonare e durante il check c'era un gruppetto di 20 file di persone e di ragazzine per i nuovi fenomeni dei talent, fondamentalmente nessuno sapeva chi cazzo fossi, in pratica è saltato il banco, dopo l'esibizione tutte le ragazzine cantavano il brano ed è stato un successo, siamo stati riconfermati a Jesolo e spero che mi dicano: <<Dai vieni a farti anche la finale in Arena>>, sarebbe il massimo.

9) Che rapporto hai con i Fans?

Non c'è rapporto con i fans, per me sono amici, non riesco neanche ad immaginarmelo perché non sono quel tipo, io sono un caciarone, facciamo festa magari ci beviamo un bicchiere di vino, non esiste la parola fans!

10) Nel 2014 Con il brano “Fondamentalmente” hai partecipato al “Coca Cola summer festival” arrivando secondo, è stata una bella esperienza?

Bellissima, sono stato l'unico cantante Italiano a presentarmi in diretta su Canale 5 con i braghini corti, io sono così e quindi non mi possono rompere, mi vesto come mi sento.

11) Che pensi del Rock in Italia, tornerà a dominare come negli anni 90?

Ma io me lo auguro, perché sto diventando brizzolato e con la barba, ho passato notti con persone incredibili sul desiderio e la speranza che il Rock torni, anche se non dovesse spadroneggiare, ma almeno ad essere presente e che non sia più una nicchia del cacchio.

12) Qual è il primo album che hai comprato?

A 13 anni "MTV Unplugged" dei Nirvana, mentre il primo vinile ero già grande e ho preso "Ten" dei Pearl Jam.

13) Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato, e i pezzi che hai nel cuore?

Se vogliamo mettere degli album indispensabili, ci metti "Ten" dei Pearl Jam, "Appetite for Destruction" dei Guns N' Roses e "Mtv Unplugged" dei Nirvana, mentre per i brani "2020" e "Speedball" dei Timoria, i primi lavori dei Negrita.

14) Il Bellissimo singolo seguito dal Video di "Senza se" come è nato? Perché è una storia che fa emozionare e riflettere?

Mi piaceva l'idea di poter parlare dell'amore senza cadere nel qualunquismo, siccome l'Italia ha una lingua talmente colta e piena, parlare di una storia d'amore si può fare in molti modi senza cadere nella classica storia d'amore io amo te, te ami me, io e te ci amiamo, io e te viviamo, insomma la storia stuprata dell'amore Italiano, ma cazzo ci sono mille modi di descriverlo. Mentre sentivo il provino del brano mi venne in mente un amico che ora non c'è più, io sono un Motociclista e la cosa che mi colpì incredibilmente è stata che ci dimenticammo tutti della sua compagna, che era viva e vegeta, ma come stava? Era lei che aveva bisogno in quel momento. Nel video interpreto quel mio amico che cerca le parole da lasciare alla sua donna, che nel frattempo sta ricominciando a vivere.

 15) Quando sei sul palco cosa senti?

Cosa sento è relativo, dipende anche dalla serata, però sul palco mi sento a Casa, la nostra missione è far capire che è una festa, che si sorride, che nessuno si prende troppo sul serio, e noi amiamo molto improvvisare, non c'è mai un concerto uguale all'altro perché il mio concerto viene creato in base al mio pubblico, mi piace fare domande, tirare su gente, insomma far partecipare il pubblico.

16) Il Singolo "TI RUBO GLI OCCHI" ha avuto un bel successo di pubblico, qual è il suo segreto?

Perché il brano è semplice ed è dedicato a tutti i nostri amici e a tutto il nostro pubblico, quindi è puro.

 17) Avete un CD in uscita, quando uscirà? Ci anticipi qualcosa?

Ti dico una cosa che non ho mai detto a nessuno così creiamo un minimo d'esclusiva, il CD è pronto, fatto al 90%, i brani saranno 10, manca un Mastering finale, mancano 2-3 chicche, mi piacerebbe inserire anche 2 cover in più per far capire il mio mondo e volevo capire se c'è la possibilità di collaborare con qualche nome fico che ti può completare. Ti dirò di più, non c'è una data precisa di uscita, il perché? Mi piacerebbe capire anche dal singolo nuovo se conviene ripresentarsi a Sanremo, perché ci sono delle spese e ora che ho un figlio preferisco tenerli per lui che rischiarli senza sapere se ci sarà un rientro, comunque ci sto pensando.

18) Hai dei Rimpianti?

Forse non essermi inserito prima musicalmente nel contesto giusto, ho buttato via degli anni, perché, lavorando, non pensavo a fare il cantante ma alla realtà, magari non cambiava un cazzo, però... no ma dai va bene così.

19) Hai una frase nella quale ti riconosci?

Più che una frase ho un idea, di crearsi il proprio Mondo, mi piace l'idea di creare la mia dimensione, il mio Mondo e di avere degli amici seguaci, mi sento un po’ un Reverendo del Rock.

20 Da poco è uscito il brano e il video di “Nudi e Perpendicolari”, parlaci del brano.

Nudi e Perpendicolari” è la superficialità elevata all'ennesima potenza, ma solo apparente... perché all'inizio volevamo fare un pezzo estivo senza utilizzare la solita parola estate, cercando di creare una sorta di “Loop” dato che la parola tormentone mi fa venire il vomito, e parlare della cosa più figa della terra, FARE L'AMORE, IL SESSO!!!!!! Quindi il brano parla dell'importanza del Sesso in una coppia, qualsiasi sia l'età della stessa. Il video è dedicato al mondo Teen, un po’ come dire: <<Ragazzi meno parole e fate più Sesso>>.

21) Vuoi dire qualcosa agli amici di Rock Targato Italia?

Voglio dirgli che il Rock è Vivo, che dovete sostenerlo, che non sarà facile fermarmi e che se vogliono entrare nel mio Mondo io vi aspetto a braccia aperte.

LUCA AMADUCCI

Leggi tutto...

Sono tornati gli Anhima!! Recensione e intervista di Luca Amaducci

La storica Band Fiorentina è tornata con un nuovo album dal titolo “La cruna dell'ago”, un grande lavoro prodotto e registrato da Fabrizio Simoncioni, già produttore o Sound Engineer di tanti nomi storici come i Litfiba, Negrita, Ligabue, Nannini, Grignani, Daniele Silvestri e tanti altri.

Gli Anhima (precedentemente con il nome Dharma) fondati da Daniele Tarchiani, nascono a Firenze nel 1988, divengono famosi per i loro concerti dal vivo.

Gli Anhima sono:

Attualmente

Daniele Tarchiani (Voce)                                                                                                                                 

Matteo Montuschi (Chitarra)                                                                                                                              

Pino Gulli (Batteria)                                                                                                                                         

Valentino Berto (Basso)       

                                                                                                                      

La Band ha all'attivo 5 Album:

1991 - Dharma (con il primo nome del gruppo "Dharma")                                                                           

1995 - Toccato dal Fuoco                                                                                                               

1998 - Impossibile Mutazione                                                                                                        

2013 - 18anhima                                                                                                                             

2016 -  La Cruna dell'Ago                                                                                                                                                        

Tutti questi Album hanno avuto un grande successo di pubblico e critica, ricevendo numerose recensioni positive da parte delle maggiori riviste musicali specializzate e da numerosi quotidiani. I singoli ottengono moltissimi passaggi radiofonici.

Il tour “Toccato dal Fuoco” del 96/97 comprenderà 130 date in tutta Italia e partecipazioni ad importanti festival come il “Sonoria Festival di Milano”, dove gli Anhima apriranno i concerti dei Faith no More e di Robert Plant. Sempre nello stesso periodo gli Anhima si esibiranno prima di Andy Summers e Robby Kreiger: il chitarrista dei Doors si unirà a Daniele Tarchiani in Jam Session ed inviterà la band a seguire il tour di Krieger.

Ma veniamo all'ultimo Album, sono 10 Brani, ognuno con una storia importante, personalmente lo considero un Capolavoro nel panorama musicale di questo periodo.

I testi e la grande voce di Daniele sono il massimo che puoi trovare in un disco, la Band nell'insieme è la massima espressione del Rock nostrano.

Ci sono brani Rock come Eterno Principiante (scritto per la Figlia), Accogli il Dolore, Un Cuore Che Vola e Un Dono D'Ali che hanno ognuno una propria impronta e dove batteria, chitarra e basso portano la voce di Daniele a espandersi nel ritornello, con dei testi da ascoltare per coglierne ogni sfumatura.

Poi si passa alle ballate Rock come Ritratto D'artista (un brano che lascia il segno) con un bellissimo assolo finale, Sogni e Carezze  è un lento molto dolce dove la voce si unisce al ritmo lento della batteria, con un testo che ognuno può interpretare a proprio modo, per poi arrivare a Senza Guanti, un brano sugli errori che si commettono, cercando di recuperare ma senza troppe pretese, con l'aiuto dell'amore per la musica, un brano con un ritmo quasi Western, molto Sultans Of Swing dei Dire Straits.

Eutanasia d'un amore è una ballata che è quasi un racconto, un esprimere la fine di un amore in maniera poetica, con una musica di sottofondo molto soft.

Tutto il Mondo è Paese è stato il primo singolo, un brano completamente diverso dal resto del disco, una narrazione di alcuni momenti di vita di Daniele, con la batteria e il basso che fungono d'accompagnamento alle strofe iniziali, dove poi nel ritornello entra di prepotenza la chitarra per far esaltare le doti vocali di Daniele.

Per ultimo il pezzo più elettronico e futuristico dell'album, Umanoide Web (L'autore è il compianto bassista Lamberto Piccini) un brano che racconta che l'avvento di Internet ci ha tolto il momento della vita, i suoni, i luoghi, i pensieri, li rinchiudiamo tutti lì dentro, mentre fuori esiste un Mondo da scoprire.

In conclusione un album da comprare senza pensarci un secondo, ogni brano lo si può interpretare nella propria maniera o cercare di scavare nelle sfumature dei testi, musicalmente impeccabile e registrato magistralmente.

Molto importante è andare a sentirli Live dove hanno una marcia in più.

Sito https://www.anhima.it/                                                                                                                                        

Pagina Facebook https://www.facebook.com/AnhimaBand                                                                           

Pagina Twitter https://twitter.com/AnhimaBand                                                                                                            

YouTube https://www.youtube.com/user/anhimadharma                                                                            

Spotify http://open.spotify.com/artist/00jipljV9AVcrBKYntlP4x                                                                       

Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Video (Tutto il mondo è paese): https://www.youtube.com/watch?v=tzuT4iH-3Zk&feature=youtu.be

Video (Accogli il dolore): https://www.youtube.com/watch?v=WOjd9m0hZ9s

 

2016 LA CRUNA DELL'AGO

  1. Accogli il dolore / 2. Un dono d'ali / 3. Umanoide web / 4. Tutto il mondo è paese / 5. Eterno principiante / 6. Ritratto d'artista / 7. Un cuore che vola / 8. Sogni e carezze / 9. Eutanasia di un amore / 10. Senza guanti

CD TheGarage / ITK / Simoncioni  

 

ED ECCO L'INTERVISTA A DANIELE TARCHIANI LA VOCE E L’ ”ANHIMA” DELLA BAND.

1) Cosa ti ha spinto a fare il cantante?

Questa è una domanda interessante, diretta cosi non me l'aveva mai fatta nessuno.

Venendo dal Liceo Artistico, che è una fucina per chi vuole fare arte in tutti i campi, cercavo qualcosa dentro di me che mi spingesse verso lo spettacolo.

A quei tempi per la mia estrazione proletaria era impensabile fare il musicista, un giorno mi portarono a vedere un concerto dove suonavano i Neon (Storica band fiorentina New Wave) e mi sono accorto che il batterista era Roberto Federighi che era al liceo artistico con me, pensai che se lo faceva lui lo potevo fare anch'io.

Il destino ha voluto che mi schiantassi con il motorino e avendo ragione con i soldi dell'assicurazione comprai la mia prima batteria, e da lì mi sono avvicinato alla musica.

Poi, per arrivare alla musica, per tanti è un’espressione vocale, per me dialettica, sono nato seguendo i grandi cantautori vedi Dalla, De Gregori, Guccini, Bennato, De Andrè e tanti altri che hanno influito nella mia voglia di comunicare.

A chi mi dice perché non insegni a cantare? Rispondo, che preferisco insegnare a scrivere.

2) Quali sono i lati positivi e negativi nell'essere Cantante?

Non ci sono lati positivi, cantare e suonare sono una necessità, non è una cosa che mi può servire a qualcosa, se fai il cantante devi sapere che potresti fare una vita di merda e non avere né una sicurezza economica né di vita.

I lati positivi sono che stare su un palco ti fa sentire divinità, io la chiamo eucaristia Rock, donare il tuo corpo e il tuo sangue alle persone, che siano 100, 1000 o più, non conta un cazzo, anzi è più dura cantare davanti a poche persone che a tante, eppure abbiamo suonato davanti a 30000 persone, il che è bello sì, ma poi ti accorgi che non capisci un cazzo, non senti niente, è un caos, pensa davanti a 100000 o 200000? L'importante è trasmettere qualcosa, che non sia sempre di ribellione o controcorrente, ma trasmettere un qualcosa.                                                      

3) Piero Pelù ha scritto per voi il pezzo "Vivo", che ricordi hai di quel momento?

Belli, perché era un bel periodo per Piero che stava scrivendo "Spirito", strano, perché poi non ci siamo più frequentati mentre in quel periodo passavamo tante serate insieme.  

Mi ricordo che mi invitò a stare in studio durante le registrazioni di Spirito, che era prodotto da Rick Parashar, che era il produttore del album "TEN" dei Pearl Jam, e mi sparai un mese in studio con loro, allora ho detto: << Potremmo fare qualcosa insieme>>. Piero mi disse: <<Scrivi un testo>> con Rick, che ci guardava come Extraterrestri perché non aveva mai visto una cosa del genere, e disse: <<Contrattualmente lo puoi fare>>. E in quell'istante è nato il pezzo.

4) Cosa provi quando canti e come ti senti prima di un live?

Ho provato a recitare, ho provato tante cose a livello di spettacolo, ma cantare, sia fisicamente che intellettualmente, per me non è paragonabile a niente di tutto ciò.

Come mi sento prima dei live? Tendenzialmente sono abbastanza aggressivo e cerco di mediare la stessa aggressività canora, parlando.

5) La bellissima copertina della Cruna dell'ago com'è nata?

Casualmente, quello è uno scatto casuale, stavamo facendo un set fotografico dove c'era un neon a cerchio, uno ci ha infilato la mano dentro ed è partito lo scatto, ho detto: << Ragazzi questa è la copertina>>. 

Che poi significava la voglia di uscire, la voglia di proiettare qualcosa fuori dal buio.

6) Negli anni 90 il Rock Italiano era nel momento d'oro, e adesso?

Secondo me non è un momento negativo perché stanno riscoprendo quello che era vero negli anni ‘80 e ‘90, stanno ricercando i veri cantanti.

Ci potrebbe essere un futuro ma i produttori non investono più, negli anni ‘90 io sono uscito da un ufficio con una grossa somma per produrre il disco, ora è impensabile.

8) Hai mai paura di sbagliare ad un live?

Si ho avuto paura in un periodo nel quale non mi riconoscevo, avevo paura che la mia immagine fosse troppo Rock and Roll o Glamour, mentre la mia volontà era trasmettere cose più intellettuali.

Adesso non ho paura perché è umano sbagliare, l'importante è essere professionali.

9) Con quali altri cantanti vorresti esibirti?

Con Samuel, siamo di due mondi diversi, ma mi piacerebbe.

10) Ci sono tanti ragazzi/e che sognano di diventare cantanti. Che consigli gli dai?

Cercare di recuperare le cose del passato, ascoltare e andare a ricercare le cose vere, non fissarsi su internet che è la rovina della Musica perché punta tutto sull'immagine a discapito delle basi.

11) Com'è nato il nome della Band?

Il nome è nato in modo casuale, noi ci chiamavamo Dharma poi sono usciti i Karma, Dharma-Karma, no... troppo uguali, decidemmo di cambiare nome e avevamo sempre una parola che ci raffigurava, l'anima, allora decidemmo di chiamarci Anhima ma tenendo la H dei Dharma(che era un nome indiano) come un ricordo.

12) Il primo disco che hai comprato e i tuoi Brani preferiti?

Da quel che ricordo uno dei Genesis, mentre i miei brani preferiti "Sugar" degli Editors, "Song to Say Goodbye" dei Placebo, tutti i brani dei Foo Fighters e dei brani di un gruppo che ho scoperto da poco, i Nothing But Thieves.

Per quanto riguarda i brani Italiani sicuramente "Tutti i miei sbagli" e "I cerchi degli alberi" dei Subsonica, della seconda poi mi piacerebbe fare una mia versione, per finire "Ballata per la mia piccola Iena" degli Afterhours.

13) Cinque album all'attivo, tantissimi concerti in giro per il mondo, che differenze musicali hai trovato con il nostro Paese? E Firenze?

In Italia non c'è cultura musicale e gli artisti non sono tutelati con leggi come in Francia che hanno dei paletti e devono passare una percentuale di brani Francesi.

Da noi fanno passare il Rock per morto mentre fuori dal nostro Paese è tutta un’altra storia.

14) Cos'è successo in quei 15 anni di fermo dall'album Toccato dal Fuoco all'album 18anhima?

Ho sempre continuato a suonare anche in posti Orientali, poi ho provato a fare l'imprenditore e anche se andava bene mi sono accorto che non era il mio mondo, dovevo fare quello che mi sentivo.

15) Che ne pensi del ritorno del Vinile? hai mai pensato di fare un edizione limitata dei vinile degli Anhima?

Bello, ho pensato a realizzare gli album degli Anhima in Vinile, ma hanno un costo troppo alto in confronto al cd, però non si sa mai.

16) Quali brani senti di più?

Sicuramente “Un Salto Nel Buio” per il grande riscontro che ha e “Umanoide Web” per motivi di emozione personale(data dalla prematura scomparsa a soli 43 anni del grande Bassista degli Anhima Lamberto Piccini  al quale Daniele era legatissimo).

17) Una domanda scontata, che ne pensi dei Talent?

Sono solo una vetrina per arrivare prima al risultato, ti garantiscano un posto in TV ma non hanno un futuro perchè non portano a niente e non hanno nulla di artistico.

18) Avete aperto i concerti dei Faith No More, Robert Plant, Andy Summers e Robby Kreiger, raccontaci di quei momenti.

Sono situazioni importanti, ma che passano in un attimo per via del vortice nel quale ti trovi, personalmente preferisco una cosa più intima che un mega concerto dove non si capisce bene cosa succede.

19) Raccontaci del tuo ultimo album e della vostra collaborazione con il grande Fabrizio Simoncioni?

Posso dirti che è un album particolarmente ispirato, non c'è un solo brano che non abbia una sua storia profondamente radicata nel mio cuore. Si passa da ricordi lisergici dei miei viaggi in Oriente all'immagine cinica di un’Italia che sta cambiando ad una velocità cosmica e sarà così per il resto del mondo.

Ma non dimentichiamoci mai che siamo solo cellule consegnate all'amore e "Accogli il Dolore" è Il filo conduttore di tutto l'album, non è essere contro qualcosa ma con qualcosa, citando un epoca chiamata illuminismo.

L'incontro con Fabrizio è stato casuale, stava ascoltando Virgin Radio e in quel momento stava passando il nostro brano “Impossibile Mutazione” che era l'unico brano Italiano in scaletta. Fabrizio non ci conosceva e ci ha mandato un messaggio dicendoci, tipo: <<è voi chi cazzo siete?>>. Poi ci ha contattato per produrre e registrare l'album, il tutto fatto in maniera perfetta e professionale e in futuro quando devo registrare sarà solo da lui.

20) A breve uscirà un tuo Album da Solista, ci anticipi qualcosa?

Sarà un album semiacustico, più fricchettone, dove per un istante ho preferito far suonare principalmente i miei strumenti, la voce ed il cuore, conservandomi i decibel per i prossimi album degli Anhima e ce ne saranno molti altri, non dubitate…

Il disco si intitolerà MR. DAN, e conterrà alcune rivisitazioni di brani che finirono poi riarrangiati su 18Anhima, oltre a 6 brani completamente nuovi.

22) Se chiudi gli occhi ed immagini te e Lamberto con il suo basso, che nome daresti al pezzo che state scrivendo?

“Umanoide Web” sicuramente, è il pezzo che ha scritto Lamberto e ogni volta che suono questo brano sento che lui è sul palco con me.

23) Ci sentiamo per il prossimo Album, vuoi dire qualcosa al pubblico di Rock Targato Italia?

Di non mollare mai, mai!!

LUCA AMADUCCI

 

 

 

Leggi tutto...

Lezioni di eleganza - Paolo Benvegnù al Carroponte

Lezioni di eleganza - Paolo Benvegnù al Carroponte
di Roberto Bonfanti

Paolo Benvegnù mi ha sempre ricordato quei calciatori col numero dieci sulle spalle che emanano un’aura magica di talento ed eleganza anche quando palleggiano durante il riscaldamento e che, proprio per questo, sembrano potersi permettere di trotterellare per il campo per ottantanove minuti apparentemente fuori dalla bagarre, salvo poi risolvere la partita con un solo tocco di classe e rientrare negli spogliatoi da eroi senza avere sprecato nemmeno una goccia di sudore.

Il concerto al Carroponte, con una scaletta che, come da manuale, si impernia attorno ai brani dell’ultimo album “H3+” e sul passato più recente con solo pochi ripescaggi storici (la sempre bella “Suggestionabili”, “Cerchi nell’acqua” e “Io e il mio amore”) e un paio di cover (“The tourist” dei Radiohead ad aprire i bis e “Hurt” dei Nine Inch Nails a chiudere la serata), è la conferma perfetta di tutto ciò che sappiamo dell'ex leader degli Scisma: in una serata tormentata da zanzare che non lasciano tregua, il cantautore bresciano sale sul palco e conquista la platea nel modo che gli viene più spontaneo, con un concerto pulito e lineare, con il suo pop d’autore elegantissimo, con i suoi testi pregni di poesia e con quel suono avvolgente, caldo e affascinante che lo caratterizza ormai da una quindicina d’anni.

Come dire: Paolo Benvegnù non fa nulla per provare a stupire ma continua ad affascinare sublimando quella dimensione, quell'approccio e quelle sonorità che sono ormai il suo marchio di fabbrica. Si potrebbe quasi dire di trovarsi di fronte a un artista che sembra ormai così a proprio agio nel ruolo che si è ritagliato da non sentire più il bisogno di cercare i lampi di genialità che avevano caratterizzato il suo percorso con gli Scisma o lo splendido esordio solista “Piccoli fragilissimi film”, ma che non smette di mettere in mostra una sensibilità, una poetica e una scrittura di livello eccelso che, in un mondo minimamente giusto, per quanto possa essere retorico dirlo, avrebbero dovuto permettergli già da anni di sconvolgere le classifiche e il concetto stesso di musica pop d'autore. Ed è bello, dopo i noti malanni del passato recente, rivederlo sereno su un palco e tornare a respirare la sua essenza.

Roberto Bonfanti
www.robertobonfanti.com

 

Leggi tutto...

“MARIA ANTONIETTA”: il nuovo singolo e videoclip dei CAPABRÒ da oggi in anterpima su ExitWell in radio dal 14 luglio

Riusciranno tre atletici giovanotti a conquistare il cuore di una avvenente ragazza universitaria? Chi avrà la meglio dei tre? E cosa c'entra, in tutto ciò, un anziano playboy in sella alla sua moto?

Lo scopriremo soltanto guardando fino alla fine il nuovo videoclip “Maria Antonietta” dei CAPABRÒ, un susseguirsi di sventure, colpi bassi e rocamboleschi giochi da spiaggia.

Una canzone oscenamente pop, arricchita da un certo piglio teatrale, attraverso la quale la band si racconta e presenta il proprio stile frizzante e goliardico al tempo stesso, con l’intento di unire musica e sarcasmo .

Attraverso il video, la band desidera comunicare la propria visione del mondo in chiave ironica, seria, ma mai seriosa. Con corse affannate, piene di spirito e giusta ironia.

Il videoclip è da oggi in anteprima su http://www.exitwell.com/

La band formata da Elia Ciabocco (chitarra e cori), Giorgio Pantaloni (batteria e cori) Diego Bròcani (basso, voce e compositore dei testi) in tre anni di attività colleziona circa duecento concerti, calcando palchi di tutte le dimensioni e vincendo numerosi contest per band emergenti (uno su tutti, l'edizione 2016 di Rock Targato Italia).

Il brano e il video sono pubblicati dall’etichetta Labella.

Leggi tutto...

ALTER BRIDGE A MILANO: COME SIAMO TORNATI IN VITA - LA RECENSIONE

“We'll never shed another tear
It's alright
We've come to life”

Milano, 6 luglio, Fabrique. Inizia così il concerto degli Alter Bridge, con la canzone Come to life, che subito ha fatto scatenare il pubblico.

Nonostante l’iniziale stupore dovuto al cambiamento della location, dall’ippodromo di San Siro al Fabrique, prestigioso locale in zona Forlanini, il concerto si è rivelato una sorpresa. Ancora una volta, già dopo il successo di Roma, il 5 luglio, la band composta da Myles Kennedy, Mark Tremonti, Brian Marshall e Scott Phillips è riuscita a mandare in delirio i numerosissimi fan.

Un insieme di mani alzate, rivolte verso il cielo, ma anche verso il palco, fan scalmanati soprattutto nelle prime file, un caloroso saluto accolto più volte con un sorriso dal cantante Myles Kennedy, che, visibilmente entusiasta, ha ringraziato spesso il pubblico.

La band ha riprodotto in modo perfetto sia successi nuovi che degli album precedenti, come My Champion, Crows On a Wire, The Writing On The Wall, Open Your Eyes, giusto per citarne alcuni. Per un’ora e mezza, il gruppo non si è fermato, regalando al pubblico presente al Fabrique una fantastica atmosfera, dalla prima all’ultima canzone.

Uno show ricco di colpi di scena prettamente musicali, considerando anche la bellissima Watch over you suonata dal cantante in acustico, che ha portato nel Fabrique una ventata di poesia, uno spiraglio di dolcezza, note melodiose in contrapposizione all’energia e al suono duro delle canzoni più rock e metal. Una band che, per una sera, è stata capace di rivoluzionare il magico palco del locale milanese.

Da non dimenticare il timore dei fan quando la band ha improvvisamente lasciato il palco, per tornare in pochi minuti, accompagnati da un'unica voce costituita dal pubblico che urlava senza sosta il loro nome. E ancora, la potenza di Show Me a Leader, attesissima, tratta dal nuovo album The Last Hero, i riff e gli assoli finali dei due leader della band, Kennedy e Tremonti, prima di lasciare definitivamente il palco, sotto lo sguardo stanco ma soddisfatto di tutti coloro che non hanno solo partecipato all’evento, ma che lo hanno vissuto, ballando e cantando a squarciagola.

Un concerto senza fuochi d’artificio o artifizi vari, uno show finalmente solo all’insegna della buona musica, in cui la voce potente di Kennedy e la verve di Tremonti non facevano sentire la mancanza di effetti speciali. Una emozione senza fine, un mix di bravura e passione, che si rifletteva sui volti delle persone, che cantavano e ballavano all’unisono. Una festa, anticonvenzionale, sorprendente.

Se qualcuno dovesse mai chiedere chi siano gli Alter Bridge, la risposta sarebbe: “Un concentrato di talento senza fine, un mix di tecnica e di passione, una bravura straordinaria nel fare musica ma, allo stesso tempo, anche nell’intrattenere il pubblico e, soprattutto, energia, forza, di quelle che non spaventano ma che riescono, con il loro impeto, a coinvolgerti”.

In poche parole: per tutti gli amanti del genere, un’occasione unica, imperdibile, la conferma che ancora una volta i grandi musicisti, coloro che non si basano solo sull’apparenza, ma che riescono a farsi apprezzare soprattutto grazie alla qualità della loro musica, esistono davvero.

 

FRANCESCA ROMANO

DIVI IN AZIONE MILANO

Leggi tutto...

Il nuovo singolo dei CAPABRÒ “MARIA ANTONIETTA” tra rock e ironia in radio dal 14 luglio

Mettete una giovane universitaria, un anziano signore, un rolex ed una limousine.

Poi immaginate la giovane band CAPABRÒ e il loro sound energico e goliardico.

Cosa succede?

Il risultato è il nuovo brano “MARIA ANTONIETTA”, in radio dal 14 luglio.

Si tratta di una canzone pop nell'accezione più classica del termine, arricchita da un piglio teatrale attraverso il quale la band racconta la propria visione del mondo e dei rapporti umani, sempre in maniera giocosa e irriverente.

È questa la filosofia dei CaPaBrò, band marchigiana, che prova ad unire ironia e musica, vivendo la loro realtà e componendo le loro canzoni in modo serio, ma mai serioso.

I CaPaBrò nascono ufficialmente nell'aprile 2014.

Nei loro concerti, oltre alla frizzantezza delle canzoni, assumono una particolare rilevanza sketch recitati, monologhi, siparietti e scambi di battute con gli spettatori, gag tragi-comiche e quant’altro…

La band formata da Elia Ciabocco (chitarra e cori), Giorgio Pantaloni (batteria e cori) Diego Bròcani (basso, voce e compositore dei testi) in tre anni di attività colleziona circa duecento concerti, calcando palchi di tutte le dimensioni e vincendo numerosi contest per band emergenti (uno su tutti, l'edizione 2016 di Rock Targato Italia).

Il singolo “Maria Antonietta” è pubblicato dall’etichetta Labella.

Nel web: https://www.facebook.com/capabro

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?