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NOT. il video, in anteprima su ALL MUSIC ITALIA

“MA CHE TI PENSO A FARE”
Il nuovo videoclip dei
NOT

da oggi in anteprima nazionale su
ALL MUSIC ITALIA

https://www.allmusicitalia.it/news/anteprima-video-not-ma-che-ti-penso-a-fare.html

Si intitola “Ma che ti penso a fare” il nuovo singolo dei NOT, da oggi in anteprima nazionale su ALL MUSIC ITALIA e in rotazione radiofonica dal 13 marzo.

La canzone parla di una relazione ormai conclusa in cui, in maniera cinica e disillusa, il protagonista cerca di autoconvincersi che la storia non era poi così importante.

Nel videoclip la band vuole sottolineare il valore dell’amicizia e dello stare insieme, soprattutto nei momenti più difficili per darsi forza a vicenda. Infatti, tutti i componenti del gruppo appaiono nel video, girato all’interno di una stanza, con la partecipazione speciale di due amici a quattro zampe, Milla e Spillo.

“Ma che ti penso a fare” è estratto dell’ultimo EP della band, intitolato “Sogni e Bisogni”, già disponibile in tutti i webstore e negozi di dischi.

NOT

NOT, acronimo di Note Oltre Tempo, sono una band di Torino composta da Fabrizio Arini (voce e chitarra), Davide Berneccoli (batteria), Giorgio Ruggirello (basso) e Dario Marengo (chitarra) a cui, a Gennaio 2019, si è aggiunto Simone Zuccarello, in arte Nuky, (synth, percussioni e cori).

Il gruppo debutta nel 2014 con i brani “I Miei Guai” e “Mi Giri Intorno”, realizzati in collaborazione con il produttore Luca Vicio Vicini, bassista dei Subsonica.

Dopo l’EP d’esordio “Il Primo Passo” registrato presso il CSP Studio di Rivoli (TO), a maggio 2018 è uscito l’album “Sogni e Bisogni”, ma le porte dello studio di registrazione si sono nuovamente aperte ed un terzo album sta già prendendo forma…

Il nome NOT è un contenitore, all'interno del quale risiedono le idee che danno vita a questo progetto dal colore indefinito, cangiante. Così, note e parole vengono trasportate in suoni ed ambientazioni sempre diverse, Oltre Tempo, senza convenzioni e senza bisogno di classificare un genere ed uno stile definito.

È “solo” musica, basta chiudere gli occhi ed ascoltare semplicemente.


FRANCO SAININI
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Un’altra primavera, Artisti per l’equinozio 2019

Un’altra primavera, Artisti per l’equinozio 2019

“Sarà un volto chiaro. S’apriranno le strade sui colli di pini”.

Cesare Pavese

 

A seguito del successo dell’edizione passata, il Comune di Calcio ha deciso di affidare nuovamente a Casa Testori la curatela della mostra che si terrà a Castello Oldofredi in occasione della Settimana della Cultura 2019 (16-24 marzo).

Una rinascita, una novità di sguardo, un cambiamento di prospettiva, che non riguarda solo la natura, ma che coinvolge anche chi questo mondo lo abita: 10 artisti sono stati invitati a documentare con la loro capacità poetica quel passaggio felice del calendario che è l’inizio della primavera.

Il percorso, pieno di sorprese, si propone di indagare come gli artisti abbiano saputo interpretare questa dimensione di rinascita che coinvolge il paesaggio, il cielo, la natura e l’uomo, come miracolo che si rinnova con fedeltà ad ogni primavera.  

Non sarà un approccio solo descrittivo e naturalistico, ma anche meditativo e concettuale, che rende il visitatore non un semplice spettatore, ma partecipe ad un rito, ad un’esperienza.

Artisti in mostra

Irene Balia, Andrea Bruschi, Emma Ciceri, Tamara Ferioli, Marco Grimaldi, Manuel Grosso, Paola Marzoli, Giulia Pellegrini, Marco Rossi, Paola Sala

 

CASTELLO OLDOFREDI

Via Umberto I, 43 – Calcio (BG)

16 marzo – 7 aprile 2019

 

INAUGURAZIONE: sabato 16 marzo ore 16

 

ORARI:

Giorni feriali (escluso il venerdì): 19.30 – 21

Domenica: 10 – 12 | 14 – 18

La mostra dopo il 24 marzo resterà aperta solo la domenica fino al 7 aprile.

 

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Tre album per marzo 2019: Pacifico, Nylon e Cieli Neri Sopra Torino.

Tre album per marzo 2019: Pacifico, Nylon e Cieli Neri Sopra Torino.
articolo di Roberto Bonfanti

Marzo. Mese instabile quasi per definizione, fra la primavera che preme esplodere e l’inverno che tenta di giocarsi le sue ultime carte. Per accompagnare questo mese peschiamo, fra le uscite recenti, tre album che mettono al centro di tutto le belle canzoni.

I dischi di Pacifico danno, da sempre, l’impressione di un momento di pace assoluta in mezzo al caos del mondo moderno. “Bastasse il cielo”, la sua nuovissima prova discografica, non fa eccezione: dieci canzoni apparentemente leggere che scivolano su un tappeto di melodie pulite fra malinconie al gusto di nebbiolina primaverile, delicati affreschi narrativi e un intimismo mai autocompiaciuto. Un disco pop nel senso più bello, intelligente e pulito del termine.

I pavesi Nylon, già vincitori dell’ultima edizione di Rock Targato Italia, giungono all’esordio ufficiale con “Quasi fosse una tempesta”: un album in cui la verve teatrale della band viene completamente messa al servizio delle canzoni dando vita a un cocktail ben riuscito di musica d’autore, pop, rock e aperture folk con una scrittura narrativa e un sound personale in cui elementi rock si innestano bene in un’ossatura di chitarre acustiche e violoncello.

C’è molta inquietudine in “Babilonia”, nuova prova discografica dei Cieli Neri Sopra Torino: otto brani in cui una scrittura riflessiva e disillusa si sposa con un sound scarno dal retrogusto anni ‘90 e suggestive atmosfere post industriali. Una prova irrequieta e per nulla accomodante, fra canzone d’autore, disincanto e approccio punk da periferia metropolitana, ma proprio per questo affascinante.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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LO STATO DELLE COSE, nuovo videoclip "Perdersi"

Da oggi su #YouTube

“PERDERSI”

il nuovo videoclip de

LO STATO DELLE COSE

Vincitori di Rock Targato Italia 2018

https://youtu.be/jgdiA4koHAs

 

Si intitola “Perdersi” l’ultimo singolo de Lo Stato delle Cose, già disponibile in tutti i webstore e in rotazione radiofonica. Il videoclip è da oggi disponibile sul canale YouTube della band: https://youtu.be/jgdiA4koHAs

Il brano anticipa la pubblicazione dell’EP di debutto “Lo Stato Delle Cose” dell’omonima band vincitrice della 30a edizione di Rock Targato Italia

Perdersi” è una canzone dedicata a tutte quelle persone che hanno paura di farsi trascinare dalle loro passioni, perché non potrebbero sopportare di nuovo il dolore o ulteriori delusioni. Preferiscono così rimanere dei “laghi salati”, fiumi che avevano sognato di diventare mare, e che ora hanno dimenticato cosa esso sia.

LO STATO DELLE COSE

Lo Stato delle Cose è un gruppo dell’Hinterland Milanese Pop-indie Rock nato nel Novembre del 2015 da un’idea di Valentina Brocadello (basso), Davide Ripamonti (pianoforte, chitarra acustica) e dall’incontro con il cantante vicentino Alessandro Mop (voce e chitarra elettrica).

A marzo è prevista la pubblicazione di “Lo Stato delle Cose”, primo EP della band omonima. La copertina dell’album è curata dal fotografo messicano Hector Chico.

Tratto dal titolo di un film di Wim Wenders "Lo Stato delle Cose" vuole essere una riflessione sul destino: "tutto va scomparendo, dobbiamo affrettarci se vogliamo vedere ancora qualcosa”. Nato come concept album, le cinque tracce hanno come filo conduttore la decadenza e la fragilità dei rapporti. Sono istantanee di uno stato di fatto, polaroid di resistenze, di malinconie, di immobilismo. Non vogliono descrivere storie, ma soffermarsi solo su alcuni fotogrammi in bianco e nero di istanti ben precisi. Il suono è semplice, diretto ma curato. Accosta parti elettriche alle linee acustiche con aperture melodiche emozionanti.

NEL WEB:

Instagram: www.instagram.com/lsdc_lostatodellecose/?hl=it

Facebook: www.facebook.com/Lo-Stato-delle-Cose-288491078025192/

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCOpvD56PBjGOllu6ehH1_5g

 

Francesco Caprini

Divinazione Milano S.r.l.

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Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 02 58310655 Mob. 3925970778 – 393 2124576

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web: www.divinazionemilano.it

 

 

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LO STATO DELLE COSE, nuovo videoclip "Perdersi"

Da oggi su #YouTube

“PERDERSI”

il nuovo videoclip de

LO STATO DELLE COSE

Vincitori di Rock Targato Italia 2018

https://youtu.be/jgdiA4koHAs

 

Si intitola “Perdersi” l’ultimo singolo de Lo Stato delle Cose, già disponibile in tutti i webstore e in rotazione radiofonica. Il videoclip è da oggi disponibile sul canale YouTube della band: https://youtu.be/jgdiA4koHAs

Il brano anticipa la pubblicazione dell’EP di debutto “Lo Stato Delle Cose” dell’omonima band vincitrice della 30a edizione di Rock Targato Italia

Perdersi” è una canzone dedicata a tutte quelle persone che hanno paura di farsi trascinare dalle loro passioni, perché non potrebbero sopportare di nuovo il dolore o ulteriori delusioni. Preferiscono così rimanere dei “laghi salati”, fiumi che avevano sognato di diventare mare, e che ora hanno dimenticato cosa esso sia.

LO STATO DELLE COSE

Lo Stato delle Cose è un gruppo dell’Hinterland Milanese Pop-indie Rock nato nel Novembre del 2015 da un’idea di Valentina Brocadello (basso), Davide Ripamonti (pianoforte, chitarra acustica) e dall’incontro con il cantante vicentino Alessandro Mop (voce e chitarra elettrica).

A marzo è prevista la pubblicazione di “Lo Stato delle Cose”, primo EP della band omonima. La copertina dell’album è curata dal fotografo messicano Hector Chico.

Tratto dal titolo di un film di Wim Wenders "Lo Stato delle Cose" vuole essere una riflessione sul destino: "tutto va scomparendo, dobbiamo affrettarci se vogliamo vedere ancora qualcosa”. Nato come concept album, le cinque tracce hanno come filo conduttore la decadenza e la fragilità dei rapporti. Sono istantanee di uno stato di fatto, polaroid di resistenze, di malinconie, di immobilismo. Non vogliono descrivere storie, ma soffermarsi solo su alcuni fotogrammi in bianco e nero di istanti ben precisi. Il suono è semplice, diretto ma curato. Accosta parti elettriche alle linee acustiche con aperture melodiche emozionanti.

NEL WEB:

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Gli appuntamenti della settimana ci portano anche fuori Milano

Gli appuntamenti della settimana ci portano anche fuori Milano:

a Capralba (CR), il "paese dei fontanili" che, in un lontanissimo passato, alimentarono anche il Gerundo, il grande lago che occupava

il cuore della Lombardia, a cavallo delle province di Milano, Bergamo,
Lodi e Cremona.

 

Con Visite Guidate per Tutti andremo, invece, incontro alla primavera, aspettando "el tredesin de Marz" nel sestiere di Porta Romana.

Con preghiera di diffusione

 

Sabato 9 Marzo

ore 16,00


Auditorium Cassa Rurale BCC
Via Piave, 25

26010 Capralba (CR)

il giornalista e scrittore

Fabio Conti


presenta il suo libro

Gerundo

il grande lago scomparso

 

Fabio Conti torna sulle tracce

del grande lago scomparso, proponendoci un affascinante viaggio nel tempo e nello spazio
e facendoci ­riscoprire un territorio straordinariamente ricco

di testimonianze storiche
e artistiche oltre che particolarmente bello dal punto di vista paesaggistico e naturalistico.


Con proiezione di immagini


Incontro a cura del

Circolo Terre del Gerundo

di Legambiente
con la partecipazione di

Pianura da Scoprire

e Distretto Agricolo Bassa Bergamasca


Introduce Amanzio Possenti direttore editorialista de

Il Popolo Cattolico di Treviglio


Seguirà assaggio di prodotti

del territorio

offerto dalle aziende del Distretto Agricolo Bassa Bergamasca


Ingresso libero fino a esaurimento posti

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DA LEGGERE ENTRO IL 26/5/2019: DIVENTARE ELETTORI CONSAPEVOLI NELL'ERA DEI POLITICI INFLUENCER

DA LEGGERE ENTRO IL 26/5/2019: DIVENTARE ELETTORI CONSAPEVOLI NELL'ERA DEI POLITICI INFLUENCER

GIOVANNI ZICCARDI

Tecnologie per il potere

Come usare i social network in politica

Le nuove tecnologie hanno rivoluzionato, è noto, il modo di far politica, disegnando un quadro sicuramente innovativo e, per molti versi, allarmante. Tra falsi profili, propaganda selvaggia, disinformazione e problemi di sicurezza, la nuova politica digitale riveste oggi un ruolo centrale in ogni Stato. In questo libro sono affrontati i temi dell’uso spregiudicato dei big data, del “governo tramite gli algoritmi”, della politica smart attraverso l’utilizzo di app e di grandi piattaforme consultive, della profilazione politica di tutti i cittadini (mostrato al mondo dal clamoroso caso di Cambridge Analytica), del “giocare sporco” online diffondendo fake news e attacchi gratuiti agli avversari e della sicurezza informatica dei dati e delle attività dei politici.

L'autore

Giovanni Ziccardi è professore di Informatica giuridica all’Università di Milano. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Internet, controllo e libertà (2015), L’odio online (2016) e Tecnologie per il potere (2019)

 

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LEONARDO IN PRIMO PIANO

 LEONARDO IN PRIMO PIANO

Stefano Zuffi
Rizzoli Illustrati

Leonardo in primo piano, di Stefano Zuffi, Rizzoli Illustrati, viene pubblicato in occasione del cinquecentenario leonardesco, che vedrà grandi mostre a Milano, Firenze e in varie città d’Europa.

Leonardo incarna l’archetipo dell’uomo universale. Personalità geniale e polivalente, ha lasciato una traccia indelebile in tutte le discipline del sapere con le quali si è cimentato: la pittura e il disegno, le scienze, la matematica, l’architettura, l’ingegneria, la cartografia. Come pittore, il suo genio nasce dalla conoscenza analitica del corpo umano, unita a quella della natura e delle leggi fisiche della luce.

Il volume raccoglie l’intero corpus pittorico di Leonardo - con capolavori come l’Annunciazione, il Battesimo di Cristo, la Gioconda, la Vergine delle rocce - e alcuni tra i suoi più bei disegni.

Stefano Zuffi accompagna il lettore nell’analisi delle opere leonardesche entrando nei dettagli, mostrati “in primo piano” con ingrandimenti dei particolari più significativi.
Procedendo per temi (animali, bambini, gesti, natura, sguardi, sorrisi, tecnologia e anatomia) l’autore svela il rapporto di Leonardo con il mondo che lo circonda restituendoci una lettura affascinante di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

Stefano Zuffi è uno storico dell’arte indipendente. È autore di numerosi volumi di divulgazione culturale, legati alla storia dell’arte soprattutto rinascimentale e barocca. Le sue opere nel complesso raggiungono una tiratura di oltre un milione e mezzo di libri venduti in tutto il mondo. È consigliere delle Associazioni Amici di Brera e del Museo Poldi Pezzoli.


Leonardo in primo piano
Stefano Zuffi
Rizzoli Illustrati
Collana Arte e cultura
26X33 cm
288 pp.
250 illustrazioni
39,90 €
in libreria il 26 febbraio 2019

 

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Domenico D'Oora: Stone Painting - Galleria Il Milione Milano

Domenico D'Oora

Stone Painting

testo di Federico Sardella


OPENING: 28 FEBBRAIO 2019 - DALLE ORE 18.30

Dal 28 febbraio al 30 marzo


Domenico D’Oora, uno dei più interessanti artisti italiani della sua generazione, la cui pittura si sviluppa in un ambito di aniconicità e monocromia, presenta in questa terza esposizione personale alla Galleria Il Milione una scelta delle sue recenti pitture realizzate su ardesia. La mostra, a cura di Federico Sardella e realizzata in collaborazione con l’artista, successivamente sarà allestita anche a Zurigo negli spazi della Lazertis Galerie.

In questa mostra intitolata Stone Painting, D’Oora espone una serie di circa venti recentissimi lavori, rigorosamente monocromi e tutti di ridotte dimensioni, tutti realizzati su pietra. Dopo aver dipinto su tela e su mdf, l’impiego dell’ardesia come supporto segna una svolta decisiva nel suo percorso e ad eccezione di un grande dipinto bifronte che sarà installato nello spazio della Galleria per essere visibile a 360°, tutti i lavori in mostra apparterranno a questa inedita serie.
La concretezza di queste opere e la presenza sono il risultato di un perfetto equilibrio tra pittura stesa in materiche modulazioni e in armonico contrasto con la levigata consistenza dello spessore del supporto, il cui volume definisce la superficie dell’opera, spazio ove il lento mutare della luce e le vibrazioni delle scansioni lineari suggeriscono lo scorrere del tempo.
Come scrive Federico Sardella, “le superfici dipinte di D’Oora, per il quale “la pittura è conoscenza, svelamento, così come testimonianza, confessione, acclamata verità e rivelazione” , con la loro scansione materica in divenire, suggeriscono una temporalità problematica, fuori dal tempo, anacronistica.”

La mostra è accompagnata da un catalogo con testo di Federico Sardella e la riproduzione di tutte le opere esposte.

 

Galleria Il Milione 
via Maroncelli 7, 20154 Milano
Lun - ven 10,30-13,00 / 15,30-19,00, sabato su appuntamento
tel. e fax 0229063272
e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.galleriailmilione.it

 

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Imperscrutabili logiche tramviarie.

Imperscrutabili logiche tramviarie.

L’altro giorno, mi sono trovato su un vecchio tram. Uno di quelli storici che il trasporto pubblico milanese ha reso celebri perché sono stati venduti e circolano nelle città di San Francisco e Saint Louis negli Stati Uniti d’America. Sono stati anche molto rappresentati in pellicole e serial TV.

Come, usualmente, faccio da alcuni anni, cerco di pensare ai fatti miei e di evitare come la peste bubbonica di ascoltare i discorsi degli altri passeggeri. Purtroppo, non sempre ci riesco (qualcuno ricorderà un mio vecchio pezzo sul famoso kebab sudamericano maturato sempre sul tram) e, in taluni casi, ascoltare diventa istruttivo.

Inoltre, su questi mezzi aulici, origliare serve anche a non pensare che l’elegante panca di legno lucido sulla quale hai poggiato le terga, sarebbe scomoda anche per un fachiro e ti sta quadrando laddove la natura ha previsto delle curve.

Il mezzo era così occupato: ragazzino con tablet e cuffie intento a video-giocare, signora sulla sessantina con carrellino della spesa, due trentenni proveniente dal Maghreb che cercavano di capire dove scendere chiedendoselo tra di loro ma non sapendolo, quattro studenti universitari che parlavano di esami, un tizio sui quaranta che al telefonino stava eviscerando la questione del tal fuoriclasse della sua squadra del cuore (evidentemente caduto in disgrazia) che lui e solo lui sarebbe in grado di recuperare e due ex giovanotti della mia età che invece discutevano di un argomento che mi ha incuriosito.

Questi due, uno vestito casual ma, curato e l’altro rigorosamente giacca-cravattato in stile regimental, dissertavano con un leggero accento meridionale sullo stile e l’eloquio dei politici contemporanei. Ah! Quanto mancavano loro quelli di prima! Quelli degli anni Settanta e Ottanta. Quelli pre-Tangentopoli. Quelli parlavano bene e certo non si sarebbero mai sbilanciati insultando e, quando lo avessero fatto, lo avrebbero fatto con ben altro stile rispetto ai beceri epiteti che adesso si scambiano su tweeter. E le tribune politiche? Come non ricordare i duelli in TV tra Almirante e Pannella? Quelli sì che erano bei tempi!

Avrei voluto interloquire, dicendo che non ricordo tempi così meravigliosi. Nel merito, è vero che le dita dei politici di oggi battono sui tasti e sui touchscreen veloci e incuranti dei tempi di elaborazione del cervello. Tuttavia, ai bei tempi, esisteva il “politichese”: lingua codificata per non far capire un cazzo a nessuno. Volete un esempio? Un politico, un giorno, rispose ad una domanda di un giornalista, coniando un neologismo che passò alla storia. Parlò di (cito testualmente) “convergenze parallele”. La cosa mi lasciò dubbioso per giorni, finché non ho capito che voleva passare alla storia e non alla geometria e così mi feci persuaso con buona pace del povero Euclide.

 C’erano anche quelli che parlavano forbito e, nonostante questo, parlavano la nostra lingua. C’erano quelli che non avresti voluto comprendere come quelli che proponevano l’impiego pubblico per i contrabbandieri! Quelli che subivano i ricatti delle associazioni di categoria che ci hanno portato all’immenso debito pubblico con il quale siamo diventati i paria dell’Occidente … Tra l’altro, non riuscendo in alcun modo a tenere la conflittualità sociale bassa (loro obiettivo dichiarato). Quellic he bisognava sostenere la cultura e l’hanno vilipesa e distrutta.

Il problema tra quelli di prima e quelli di oggi non è la comunicazione, l’eleganza e lo stile. Il problema che quelli di prima ci hanno messo nelle condizioni da cui quelli di adesso dovrebbero tirarci fuori. Né ieri né oggi, ahimé, abbiamo ricette.

Abbiamo solo speranze.

Come durante la crisi del petrolio ci attaccavamo a chi ci prometteva gli ammortizzatori sociali, così oggi aspettiamo un Messia che ci tiri fuori dal pantano.

D’altra parte, è un’attitudine tutta italiana quella di aspettarsi l’uomo del destino, salvo poi scoprire che era quello sbagliato e passare al successivo.

La verità è che il nostro Paese e il mondo sono governati dal capitale. Nessuno ci salverà se non cambiando il sistema che permette a poche decine di persone di governare il pianeta sopra la testa dei politici democraticamente eletti che non contano più nulla e sulla pelle dei popoli che sono alla stregua di palline su un pallottoliere, in questo gioco.

Se qualcuno si domanda perché non ci ribelliamo, lo chieda a questi due signori inamidati.

Perché io, preso da imperscrutabili logiche tramviarie, mi sto già appassionando alla vicenda dell’attaccante caduto in disgrazia.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

PS: Un paio di piccole precisazioni sul nostro pezzo precedente a titolo “Vivere il Sogno”. Alcuni miei appassionati lettori mi hanno fatto notare che probabilmente non avevo capito bene il meccanismo di voto a Sanremo. I voti decisivi per vincere o perdere erano quelli della Giuria. Ritengo che la cosa sia ininfluente a proposito di quello che volevo esprimere ma mi scuso per il granchio preso. Rigetto, invece, con decisione qualunque sciocchezza a proposito di una mia presunta antipatia per il vincitore. Mahmood è bravo e simpatico. Non posso dire che la sua fosse la canzone che mi è piaciuta di più ma, tra l’altro, è milanese come me. Chi segue questa rubrica da tempo sa che mi può accusare di un bonario campanilismo ma, per certo, non di razzismo.  W Mahmood! Vi abbraccio tutti.

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