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DIECI RAGAZZE (PER ME)…

DIECI RAGAZZE (PER ME)…

Scusate se mi permetto di parafrasare una delle più note canzoni italiane scritta da Mogol (il testo) ed interpretata da Lucio Battisti. Ma così … quando le luminarie non ancora rimosse dalle città sono scheletri spenti, quando dopo le libagioni rimani prosaicamente con un senso di pesantezza che nemmeno il bicarbonato di sodio può lenire, quando la sbronza ti passa, quando hai appena finito di comprare i regali su Amazon e sei in coda all’antica lungo i corsi per accaparrarti il pantalone in saldo (che sarà esaurito ma tu lo scoprirai solo dopo essere stato al gelo sul marciapiede per sei ore coltivando una bronchite monumentale) … dicevo, in quel momento anche la fantasia ti abbandona e ti lascia con un vago disorientamento.

Questo ti pone di fronte ad un bivio: cominciare ad auto-medicarsi con sostanze psicotrope oppure seguire le inesorabili vicende legate al Festival di Sanremo! Anche quest’anno, ho scelto Sanremo!

Ok, un po’ me lo avete chiesto ma ne avrei fatto a meno? Siamo alla Settantesima Edizione ed il Festival non ne vuole sapere di andare in pensione, anzi… Ringalluzzito dagli ascolti che riceve (negli ultimi anni) anche grazie all’aiutino di una contro-programmazione inesistente, giusto per non urtare la sensibilità di inserzionisti big spender che poi i soldi li danno a tutti, il Festival impazza per i consueti sei mesi: da dicembre a maggio non si parla d’altro.

Incredibilmente, sono uscite delle indiscrezioni … Nello stupore generale, qualcuno ha fatto notare che è da trent’anni che è così imprevedibile che escano delle indiscrezioni tutte le volte!

La prima indiscrezione riguarda i cantanti in gara. Un grandissimo parterre per una manifestazione canora del solito livello: altissimo. Il conduttore attuale ha dichiarato (novità assoluta) che la manifestazione che arriverà nella casa di tutti gli italiani, privilegerà la musica. Cazzo! Ci speravo proprio che lo dicesse anche lui. Mai abbiamo sentito una dichiarazione più disattesa, tutti gli anni.

Comunque, passiamo ai grandi e ai grandissimi nomi: Rita Pavone, Michele Zarrillo, Elodie, Anastasio, Paolo Jannacci, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Piero PelùPinguini Tattici Nucleari (nome perfetto per fare il botto), Marco Masini, Levante, Rancore (oh mio Dio!), Junior Cally (un altro rapper), Giordana Angi (un’altra fuoriuscita da talents show), Elettra Lamborghini, Francesco Gabbani (va bene con tutto… Gabbani is the new black), Enrico Nigiotti, Diodato, Bugo e Morgan, Alberto Urso, Riki, Tosca, Raphael Gualazzi ed Achille Lauro.

A parte che mi stanno già mancando Ultimo e Loredana Berté: il primo perché ho trovato la rissa con la Sala Stampa dell’anno passato il momento di televisione più alto dell’ultima decade e la seconda perché è (ormai) l’unico personaggio genuino della musica italiana.

Imperdibili i temi delle canzoni. Giordana Angi canterà una canzone sulle madri o meglio su sua madre, Rancore rapper romano canterà un pezzo su Siria-Iraq-Biancaneve-etc. etc., Elettra Lamborghini parlerà di niente in un brano dal sapore sudamericano ballabile, i Pinguini Tattici Nucleari presentano un pezzo intitolato Ringo Starr (sarà un omeggio?), Achille Lauro canta “Me Ne Frego” con sonorità non proprio contemporanee, Bugo e Morgan si dedicano ad un duetto, Rita Pavone canta “Niente” (e magari!)…

Ma il tocco di nazional popolare che non può mancare è stato dato dalle polemiche che già si sono infuocate senza preliminari. La prima riguarda le idee politiche di alcuni cantanti in gara. Qualcuno ha definito la partecipazione di questi come il festival dei “fascistelli”. Ora, io credo che sia sbagliato discriminare qualcuno per le sue idee politiche, il genere, il colore della pelle, la religione e/o l’orientamento sessuale. Come credo che sia sbagliato, agendo al contrario, farlo vincere.

Meno male che il bravo conduttore ha già calmierato la querelle dichiarando che sono solo canzoni.

Ma Amadeus per tenere calda l’attesa ha anche fatto di più. Niente più co-conduttrici fisse. Così invita alcune personalità femminili. Una decina…

Di due sue colleghe dirà che le ha chiamate perché sue amiche e non perché ottime professioniste della televisione.

Una la vuole perché è capace di stare con un grande uomo, stando due passi indietro e fanculo a decenni di lotte femministe, di parità di diritti. Che ce frega! Sanremo, ancora una volta è Sanremo.

Poi c’è la vicenda della giornalista. La voleva perché poi si poteva non volere più. Ma per poi volerla ancora per parlare della donna e di una condizione che ancora oggi non ha avuto l’evoluzione dovuta, soprattutto ad altre latitudini, costringendola all’argomento, nel senso che non può parlare di altro. Per lei un solo passo indietro! Che grande modernità. Oltre alla questione della parità di genere, qui si ravvisa anche un leggero odore di censura, di violazione alla più inviolabile delle norme: la libertà di espressione. Suvvia, esagero!

Pensate che ha anche invitato un gay dichiarato a cantare tra gli ospiti!

Nel pregare per una beatificazione in vita di Amadeus, mi trovo obbligato a citare un altro grande cantante italiano.

Sono solo canzonette … Non metteteci alle strette.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

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Il grande Maestro Kayhan Kalhor al Kamanche e il virtuoso Behnam Samani al Tombak in concerto

Il concerto

del grande Maestro Kayhan Kalhor al Kamanche (viella ad arco a puntale)

e del virtuoso Behnam Samani al Tombak (tamburo a calice)

che con l’intensità della loro musica ci condurranno in un viaggio emozionale attraverso la potenza espressiva ed armonica dell’improvvisazione.

 

Milano

Venerdì 07 Febbraio 2020 Ore 21:00

Conservatorio Giuseppe Verdi, Sala Puccini

Via Conservatorio 12

 

Biglietti:

Platea 1° settore: 35 euro

Platea 2° settore: 30 euro

Platea 3° settore: 25 euro

 

Informazioni e Prenotazioni: Cel. +39 3281094656

 

Acquisto e ritiro biglietti:

Negozio HAAS: interno cortile, Piazza Lima, 3 Cell. +39 3470745570

Zafferan Cucina Persiana: Via Tito Livio, 22 Cell. +39 3405811763

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La mostra Anima d'acciaio. Columbus e il design della bicicletta è stata prorogata fino a sabato 22 febbraio 2020.

La mostra Anima d'acciaio

Columbus e il design della bicicletta

è stata prorogata fino a sabato 22 febbraio 2020.

 

 

 

A cura di Francesca Luzzana e Federico Stanzani

Progetto di allestimento a cura di Franco Raggi

Progetto grafico Marco Fornasier

Dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Sabato dalle 15 alle 19.

La selezione in mostra muove da 13 serie tubi Columbus (dove “serie tubi” indica il set di tubi necessari a comporre il telaio), con il loro carattere speciale: AELLE, SL, AIR, SLX, MAX, GENIUS, HYPERION, OR, XLR8R, STARSHIP, XCr, SPIRIT HSS e CENTO, la serie celebrativa del Centenario, a tracciare un ideale percorso dell'innovazione tecnologica degli ultimi cento anni del settore.

Un'ampia sezione della mostra non manca di esporre le realizzazioni compiute delle innovative serie tubi: le biciclette che hanno visto trionfare grandi squadre e campioni del calibro di Coppi, Bartali, Anquetil, Ole Ritter, Gimondi, Merckx, De Vlaeminck, Moser, Pantani, Hampsten, Argentin, in ogni ambito e competizione, dai Record dell'ora alle grandi Classiche e Monumento.

 

Il piano superiore ospita i pezzi “fuori concorso”: biciclette da leggenda, telai d'autore, machinerie, strumenti di lavoro e oggetti celebrativi ed evocativi, naturale compendio della prima sezione, a sintetizzare in un racconto e fisicamente in un quadro corale, la celebrazione dei primi cent'anni di un'industria metallurgica milanese.

 

PROSSIMI PROGETTI:

Dal 27 febbraio al 1 marzo saremo a Madrid alla fiera URVANITY ART 2020 con uno stand interamente dedicato all'artista spagnolo Sergio Mora

 

Preview per stampa e collezionisti 

Giovedì 27 febbraio 16:00 - 23:00

Orari di apertura al pubblico
Venerdì 28 febbraio 11:00 - 21:00
Sabato 29 febbraio 11:00 - 21:00
Domenica 1 marzo 11:00 - 19:00

 

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'WHOA' A TOUR BY BIRTHH Annunciate le prime date in Italia e all’estero

'WHOA'

A TOUR BY BIRTHH

Annunciate le prime date in Italia e all’estero

 

Fuori il nuovo singolo “Parakeet ”, brano che annuncia il nuovo album "WHOA" in uscita il 6 marzo

Dopo i singoli “Supermarkets” e “Yello / Concrete”, BIRTHH torna con il nuovo singolo “Parakeet” (Carosello Records), anticipazione del suo prossimo album ufficiale “WHOA”, in uscita worldwide il 6 marzo 2020.

Paradigm Talent Agency per l’estero (Billie Eilish, Lewis Capaldi, Shawn Mendes solo per citarne alcuni) e DNA CONCERTI per l’Italia, hanno lavorato al suo prossimo tour in Italia e nel mondo. Ecco le prime date annunciate:

16 - 21 marzo 2020 - Austin, TX - SXSW
27 marzo 2020 - Torino, IT - Spazio 211
28 marzo 02020 - Ravenna, IT - Bronson
02 aprile 2020 - Milano, IT - Serraglio
03 aprile 2020 - Bologna, IT - Locomotiv
04 aprile 2020 - Pisa, IT - Lumiere
17 aprile 2020 - Taranto, IT - Mercato Nuovo
18 aprile 2020 - Terlizzi, IT - MAT
21 aprile 2020 - Padova, IT - TBA
30 aprile 2020 - Modena, IT - Kalinka
01 maggio 2020 - Leno (BS), IT - Primomaggio
02 maggio 2020 - Leeds, UK - Live at Leeds
08 maggio 2020 - Roma, IT - Spazio Diamante

Maggiori info su www.dnaconcerti.com

“Un ritorno che strizza l’occhio al pop, ma sempre con la sua scrittura d’ispirazione folk mischiata ad elementi Jazz.” – Clash

“Se ti piacciono Björk and Nick Cave, prova Birthh.” - Sunday Times Culture

" Birthh offre un mix musicale di suoni che porta pop, folk, jazz ed elettronica al mix."
- American Songwriter

"...Un’esperienza di ascolto infinitamente sorprendente" - Atwood Magazine

 

PARAKEET” è un brano intimistico dove la voce soul di BIRTHH è accompagnata da una chitarra folk acustica e un piano elegante. Birthh non perde mai l’intimità anche quando la canzone si espande con sintetizzatori, ottoni e melodie vocali.

In questo brano BIRTHH ricorda con malinconia brevi istantanee della sua infanzia, creando quello che sembra un collage fotografico sbiadito di oltre vent’anni. L’artwork del brano, infatti, presenta proprio una foto di BIRTHH da piccola. L’artista ha scritto il brano durante la tournée in Canada ed è diventata la prima canzone del suo nuovo album “WHOA”, anche se in circostanze tragiche. Durante il tour, BIRTHH ha ricevuto infatti la notizia da casa dell’improvvisa scomparsa della nonna.

“Sono praticamente cresciuta con mia nonna – afferma Birthh – Ha avuto un infarto e io non ero lì. E questa cosa mi ha spezzato il cuore. Ho scritto Parakeet perché volevo raccogliere I miei ricordi d’infanzia in una canzone. Per me è una canzone speciale, perché fondamentalmente è la mia vita. Sono molto gelosa di questa canzone.”

Il brano è stato presentato in anteprima come “Song of the day” su KEXP, tra le maggiori emittenti radiofoniche statunitensi.

Il brano è un’anticipazione del nuovo disco di Birthh, in uscita worldwide il 6 marzo per Carosello Records. Oltre a Lucius Page, ha lavorato al disco Robert “LB” Dorsey, producer che ha vinto il Grammy per il mixaggio dell’ultimo album di H.E.R.

Ecco la tracklist completa:

1. Supermarkets
2. Yello/Concrete
3. Draw
4. audio 1
5. Ultraviolet
6. audio 2
7. Parakeet
8. Human Stuff
9. reprise
10. Elephants Sing Backwards
11. Space Dog

 

 

BIRTHH - Parakeet

 

Cresciuta a Firenze, Alice Bisi (vero nome di BIRTHH) è stata inizialmente ispirata a suonare musica dall’amore del padre per Tom Waits e Bob Dylan. Ha iniziato a scrivere canzoni da bambina e quell’abilità è cresciuta con lei. Il suo amore per il pop, il soul, l’elettronica le ha fornito le basi che adesso fanno da fondamenta alla sua musica.

BIRTHH oggi è una validissima realtà italiana esportata oltre i nostri confini: ha suonato in spettacoli e festival insieme ad artisti del calibro di PJ Harvey, Mac DeMarco, Andrew Bird, Benjamin Clementine, Nick Murphy and Imagine Dragons.

La musica di BIRTHH è spesso ultraterrena, evoca uno stato d’animo in costante mutamento che fa sentire allo stesso tempo tra le nuvole ma anche con i piedi per terra. Con “WHOA” ha creato un album immersivo che attinge ai più svariati generi: dal jazz al folk, dal soul all’hip-hop – un viaggio che, una volta intrapreso, non vorrete mai finire.

“Spero solo che le persone che ascoltino la mia musica provino qualcosa – dice BIRTHH – Voglio aiutare le persone con questo album. Alla fine, spero che infondi una certa positività”.

“Sono sempre stata affascinata dal concetto di origine”, dice BIRTHH del suo nome d’arte. “Di base è una certezza. La nascita, insieme alla morte, sono le uniche due certezze. Tutto ciò che esiste ad un certo punto è nato”. E come mai la doppia ‘h’? “Avete mai provato a googlare “birth” senza due h?” dice ridendo. Stimolata dalla possibilità di suonare sempre di più in giro, registrò il suo album di debutto, “Born in the Woods”. Scritto tra i 17 e i 19 anni, ispirato da band quali i Daughter, era una lavoro scuro e potente, specialmente il singolo principale “Chlorine”. La musica di Birthh spesso sembra provenire da un altro mondo, un mood in continuo cambiamento che sembra al contempo impossibile da conoscere e radicata nell’umanità. Una testa fra le nuvole, ma con un piede a terra. Fervono i preparativi per il suo nuovo album “WHOA” , in uscita worldwide per Carosello Records il 6 marzo.

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Pittura indeterminabile di Giorgio Griffa con testo di Claudio Cerritelli.

La Galleria Il Milione

è lieta di annunciare la mostra

Pittura indeterminabile di Giorgio Griffa

con testo di Claudio Cerritelli.

 


In mostra le opere eseguite dal 1974 al 2010 interrogano “l’indefinibile complessità della materia” attraverso il “segno anonimo che è solo la traccia del pennello”. Le opere esposte, proponendo una restituzione del percorso artistico di Griffa, rendono la mostra un momento di dialogo tra le fasi che lo caratterizzano: dalle rigorose procedure degli anni ’70 sino alle opere più recenti in cui si rincorrono squillanti cromie, forme matissiane e stralci di narrazione di quella che Cerritelli definisce nel testo che accompagna la mostra come fabula picta.

La figura dell’artista è intesa da Griffa come operaio della pittura: solo l’esecuzione può innescare l’indagine critica e analitica e al contempo la dimensione conoscitiva del sé attraverso il movimento. Dipingere è per l’artista parte del processo conoscitivo di un mondo complesso in quanto contemporaneo. Come scrive Cerritelli: “Griffa ha compreso fin dall’inizio l’impossibilità di rappresentare un mondo ideale compiuto, mentre era possibile “la pittura di un mondo che si realizza man mano che si fa” dunque una pittura che mostra il suo farsi perseguendo passo dopo passo il senso della sua libertà”. Griffa asseconda la logica interna all’opera, l’intelligenza della materia, decidendo di relazionarsi con essa in maniera riflessiva e senza imposizioni, dando vita a una pittura viva e in espansione. In questo senso il segno dell’artista rappresenta l’energia generativa dell’immagine e il germoglio della possibilità dell’opera.


La mostra è accompagnata dalla pubblicazione del Bollettino n° 202 della Galleria Il Milione con testo di Claudio Cerritelli.

 

BLOG: www.rocktargatoitalia.eu

 

Andrea Ferrara

Divinazione Milano S.r.l.
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Del Pero, Barracano, Beretta e Bunnyblack; Quattro album per gennaio 2020:

Quattro album per gennaio 2020:

Del Pero, Barracano, Beretta e Bunnyblack.
articolo di Roberto Bonfanti

Anno nuovo e nuovo dicono sia anche il decennio ma, a giudicare dalle notizie che arrivano da ogni dove, il mondo non sembra essere cambiato granché. Non che ci si potesse aspettare qualcosa di diverso, ovviamente, ma almeno proviamo a portare avanti anche le consuetudini positive consigliando quattro bei dischi per lasciarsi alle spalle le Feste e gettarsi a capofitto in questo 2020.

“Dell'amore animale, dell'amore dell'uomo, dell'amore di un Dio” di Lorenzo Del Pero è un album sontuoso e profondo come purtroppo siamo sempre meno abituati ad ascoltarne. Un disco rock d'autore privo di compromessi in cui arrangiamenti ricercatissimi quasi da opera rock incontrano una voce di altissimo livello e una scrittura incisiva capace di alternare invettive rabbiose, momenti riflessivi e frangenti di autentico raccoglimento spirituale.

Il rap di Barracano è un condensato di rabbia, vita di strada e desiderio di rivalsa. A differenza della gran parte dei suoi colleghi, però, dalle rime del suo album d'esordio intitolato “Il figlio di Scar” sembra trasparire una grande autenticità. Otto canzoni che, attraverso un rap diretto e personale, scattano una serie di fotografie dolorose di disagio, vita ai margini e realtà di periferia al tramonto degli anni '10.

Dopo il romanzo “Leucemia adventure”, “Cara pace” è l'album che segna il ritorno di Yuri Beretta  al pop: una materia che l'eclettico artista lombardo sa maneggiare da sempre con grande naturalezza e intelligenza, come confermano queste dieci canzoni orecchiabili, immediate e apparentemente leggere capaci però di nascondere, dietro l'apparente semplicità, una serie di riflessioni attente, sincere e tutt'altro che scontate.

Bunnyblack sono un duo fuori da ogni schema: un progetto in cui si impastano atmosfere cupe, inquietudini dal sapore new-wave e attitudine electro-punk, con la particolarità che tutte le parti elettroniche sono suonate con un Nintendo Gameboy. Una scelta originale che si rivela non essere un semplice vezzo ma riesce a dare al sound dell'eponimo lavoro d'esordio della band un tocco lo-fi che, a dispetto di ciò che ci si potrebbe aspettare, rende l'impasto finale ancora più incisivo e irrequieto.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

blog rocktargatoitalia.it

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LIBRI IN PIAZZA: primo appuntamento del nuovo anno con i libri in piazza Duomo

Domenica 12 Gennaio
dalle ore 9,00 alle 17,00

Sotto i portici meridionali di

 Piazza Duomo

Milano



Libri in piazza

Primo appuntamento del nuovo anno con i libri in piazza Duomo e Meravigli edizioni vi aspetta al suo banco,
dove sarà possibile scoprire i volumi
del ricco catalogo, approfittando anche di un’impedibile promozione.

 


VISITE GUIDATE PER TUTTI
alla riscoperta di Milano
Tour + Libro in omaggio


Sabato 11 Gennaio
ore 15,00
La Basilica di Sant'Ambrogioscrigno di arte e di storia


Riscopriamo insieme le meraviglie
di storia, arte e archeologia racchiuse nella Basilica di Sant'Ambrogio, simbolo di Milano, fondata dal primo Santo protettore della città e tradizionalmente considerata la seconda chiesa, dopo il Duomo, per importanza.
Dall'età romana ai giorni nostri, ne seguiremo l'evoluzione, evidenziandone le caratteristiche che la rendono un riferimento importante per la fede e uno dei luoghi carichi di suggestione descritti nel romanzo storico di Ada Grossi, Centoquarantanove anni: è qui che venne infatti vergata una enigmatica pergamena (attualmente presso l'Archivio di Stato), che raffigura la pianta schematica della Basilica e che, nell'avvincente trama del suo romanzo, si carica di un messaggio cifrato e segreto davvero straordinario.

La visita guidata prevede anche l'ingresso nel Sacello di San Vittore in Ciel d'Oro, splendida cappella paleocristiana la cui volta è interamente in mosaico d'oro.


PUNTO DI RITROVO:
Ingresso principale del Porticato della Basilica, piazza Sant'Ambrogio, 15


DURATA:
90 minuti circa

Si consiglia di arrivare 15 min prima

COSTO
(visita guidata + ingresso Sacello S.Vittore + microfonaggio + volume in omaggio):
euro 15,00

LIBRO IN OMAGGIO:
Ada Grossi, Centoquarantanove anni
(romanzo – 224 pagine)

Eventuale libro sostitutivo
per prenotazioni di 2 persone:
Tito Livraghi, All'Osteria del Falcone
(romanzo)


INFO e PRENOTAZIONI
rispondendo alla presente mail
oppure SMS/WhatsApp
al numero 333 63 77 831


ATTENZIONE
Sono già aperte le iscrizioni
per il tour di
sabato 18 Gennaio – ore 10,30
a Palazzo Serbelloni

 

BLOG: www.rocktargatoitalia.eu

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ATMOSFERE MODIFICATE.

ATMOSFERE MODIFICATE.

Prima di entrare nel vivo di questo pezzo, consentitemi di fare un paio di brevi premesse. La prima: ho pensato molto a come scriverlo, alle parole da usare, al tono di voce … insomma, a come dire quello che voglio dire lasciando il minor margine possibile alle controversie e ai fraintendimenti che sicuramente susciterà. La seconda è che dal mese scorso (dicembre 2019) ci sto studiando … ascolto e riascolto.

Sia come sia. Io non ho la presunzione di essere un’entità superiore con la verità in tasca. Non sono un cronista, non sono un critico. Sono uno che ha le Visioni e sono le mie. Con queste riempio questo spazio, qualche volte felice di quello che voglio dire e dico, qualche altra con disappunto e tristezza, altre ancora, con ironia. Sento già qualcuno di voi sussurrare excusatio non petita … Il tema è: come si fa di fronte ad una cosa (la stessa cosa!) ad avere due punti di vista divergenti. Quante volte abbiamo recensito un disco, un libro o un film? Mai ci siamo trovati davanti ad una così difficile soluzione del caso. Il caso, per un Visionario modello Poirot, è stata l’uscita un nuovo disco: Who.

Esce a metà di dicembre, anticipato da tre singoli accompagnati da alcune stranezze. Il primo esce in settembre, s’intitola Ball and Chain. All’ascolto è un bel pezzo che sembra riportare alle origini di una delle più importanti band della Storia. Il pezzo è di ottima fattura per stesura e arrangiamento, la voce di Daltrey è quella di un grande interprete invecchiato bene. Soffre, forse, di un’eccessiva linearità che alla lunga lo fa percepire lievemente banale.

E qui si inserisce la prima stranezza: l’altro mito superstite del gruppo epocale planetario, Pete racconta urbi et orbi, che non ha scritto un album rivolto al passato e l’ha volutamente scritto moderno e lontano dalle nostalgie. Mi domando: ma, come?

Esce a novembre, il secondo pezzo, e qui si capisce cosa dice Pete Townshend! All this Music Must Fade è un bel pezzo moderno, direi contemporaneo. Super qualità nella stesura, curato nei suoni… eppure c’è qualcosa che non torna. A me, almeno.

Tra settembre e novembre dello scorso anno, si inseriscono altre due stranezze. La prima è l’indiscrezione secondo la quale in uno dei brani dell’album Pete volesse che Roger rappasse. Il cantante ha cordialmente rimesso al mittente la richiesta con un deciso diniego.

La seconda è che Pete rilascia un’intervista a Rolling Stones in cui sostiene sostanzialmente che è stato un bene che Moon e Entwistle fossero defunti … Ok, dirlo agli amici al bar che condividono il tuo stesso livello di ubriachezza cattiva … ma ad un giornalista di autorevole rivista pare, eufemisticamente, una battuta scomposta. Chiederà a breve giro, scusa pubblicando un post intitolato (più o meno) “Pete, chiudi il becco”.

Terza ed ultima stranezza (io perderò l’uscita dell’ultimo singolo e salterò direttamente all’ascolto dell’intero album), diventa di dominio pubblico, più di quanto lo fosse prima, che i due superstiti di uno dei migliori gruppi di tutti i tempi, per quanto affezionati l’uno all’altro, non si sopportino ormai più e siano costretti a registrare in sessioni separate e a pernottare in hotel diversi durante i tour. Su questo, si torna e ritorna come se fosse una novità o una notizia importante. Ci tornano critici e giornalisti, intervallando questo pettegolezzo trito e ritrito con gli osanna per il grande lavoro. Io ho pensato: saranno affaracci loro. E, se posso chiedere, a voi piacciono tutti quelli con cui lavorate?

Passo all’album. Who (intendiamoci bene) è un grande disco. Anche con Townshend il tempo è stato mite e ci ha concesso un songwriter di altissimo livello (scrive insieme al fratello Simon), ancora una volta. Dentro ci sono due brani particolarmente interessanti  come Break The News e Rockin’ in Rage. Ma tutto, in realtà, denuncia una fattura di eccellente livello e compositori e musicisti in stato di grazia (ci suonano dentro amici come Palladino, Starkey, Giltrap e altri …).

Sto sentendo aumentare i vostri: “e quindi?”.

Quindi, come direbbe il Commissario Montalbano, ho un cuore d’asino e uno di leone.

Se fossi, come sono, un cultore della musica e un appassionato della materia non perderei tempo e correrei a comprare il disco. Lo consiglierei a tutti e, se lo avesse registrato chiunque altro, urlerei di gioia. Urlerei al miracolo. Se poi lo avesse composto e arrangiato qualche giovane contemporaneo, mi straccerei le vesti e  farei abiura per tutto ciò di negativo pensato e scritto sulla musica degli ultimi due decenni.

Se fossi, come sono, un fan sfegatato degli The Who, lo comprerei perché è un bel disco e perché non puoi non avere la discografia di una band come quella.

State aspettando il “ma”, vero? MA, sulla copertina c’è scritto che è un disco de The Who e s’intitola Who. Della band di My Generation, Tommy e Quadrophenia ci sono solo tracce e se Pete Townshend è stato lontano dalla nostalgia, io la provo e copiosamente.

Qualcuno potrebbe dire che uso due pesi e due misure: se vi ricordate la mia recensione di Western Stras del Boss, sostengo che lo Springsteen maturo e esistenzialista ci è piaciuto molto. Avete ragione. Però è esistenzialista e questo assolve all’assenza di armonica e Telecaster. E’ una generalizzata malinconia americana, giocata usando degli attori anziani, acciaccati ma che hanno ancora voglia di chiedere qualcosa alla vita. Who è una intera rivoluzione copernicana che comprendo (anche se non completamente) ma mi risulta particolarmente lontana.

Non sarebbe meglio usare un’altra etichetta quando nella bottiglia, al posto di un ottimo vino hai messo dell’eccellente sherry?

Posso sbagliare.

D’altra parte, questo è il periodo dell’anno in cui tutto sembra avvolto da un’atmosfera strana, modificata. Le città soffocate dall’inquinamento luminoso delle luci delle feste. L’era del cross over che impazza. L’annuncio (senza grandi palpitazioni) di chi concorrerà a Sanremo. L’inverno che comincia caldo e soleggiato.

Sì. E’ un’epoca strana. Come ho detto, consentitemi di cedere all’obbligo di dare a Cesare quello che è di Cesare … con un piccolo moto di tristezza.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

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IN A STATE OF FLUX FESTIVAL ON TOUR 2020

Nato da un’idea di Davide de Polo (Soon, The Mystic Morning, The Persuaders DJ set) e liberamente ispirato al glorioso Rollercoaster tour che vedeva in line-up The Jesus and Mary Chain, My Bloody Valentine, Dinosaur jr. e Blur, il festival porta in giro una sintesi di quella scena che all’estero chiamano italo-gaze

Il festival è sostenuto dagli sforzi congiunti di media partner tra cui Shoegaze Blog e Shoegazin’ Your WavesMutiny Collective e il supporto promozionale di Kool Things Promotions e Divinazione Milano Ufficio Stampa.

L’evento ormai arrivato alla sesta edizione ha come base di partenza Milano. Sempre attento alle nuove realtà musicali italiane e sempre in evoluzione, è stato concepito per creare una rete tra le band che condividono generi musicali simili (shoegaze, dream pop, psichedelia e affini) e da quest’anno sarà in tour toccando varie città italiane.

Contatti

PROGRAMMA:

VENERDI’ 17 GENNAIO - MIKASA - via Emilio Zago 14 - Bologna

SABATO 18 GENNAIO - LIMONAIA club - Parco Corsini - Fucecchio (Firenze)

SABATO 8 FEBBRAIO - ASTORIA - via Berthollet  13 - Torino

SABATO 30 MAGGIO - CIRCOLO  OHIBO’- via Benaco 1 Milano

La line up sarà annunciata a fine gennaio 

 

Ufficio Stampa:
FRANCO SAININI – FRANCESCO CAPRINI
Divinazione Milano S.r.l.
Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network
Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano
Tel. 0258310655 Mob. 3925970778 – 3932124576
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
web: www.divinazionemilano.it
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Compilation ROCK TARGATO ITALIA 2019 da oggi in tutti i webstore

Ormai è tradizione da parecchi anni: si avvicina il Natale e, insieme alle luci colorate e i pacchi da scartare sotto l’albero, arriva anche la nuova compilation di Rock Targato Italia, da ormai 31 anni tra i più importanti concorsi musicali italiani e che, nel corso degli anni, ha fatto da trampolino di lancio per molti dei nomi di punta del rock nostrano. www.rocktargatoitalia.it

La nuova edizione vive in totale continuità con il nuovo percorso avviato lo scorso anno: da un lato ci sono, come sempre, gli otto artisti protagonisti dell’ultima edizione del contest e dall’altra il desiderio di scavare nella storia della musica italiana, completando la scaletta con cinque storici outsider del nostro rock. 

Dieci artisti che fotografano ciò che si muove oggi nel più profondo sottobosco musicale italiano più cinque personaggi notissimi ma spesso sottovalutati o dimenticati a cui chiunque provi a fare musica fuori dal coro e dalle mode deve almeno un ringraziamento.  (A cura di Roberto Bonfanti – scrittore, artista)

La compilation è pubblicata dall’etichetta discografica Terzo Millennio. Dedicata alla memoria di Stefano Ronzani.

ARTISTI e BRANI:

Gabriella Ferri - Stornello dell’estate

La voce carismatica della nobilitazione della tradizione popolare e la stella polare di chi vuole fare musica scavando fra le proprie radici culturali. Un brano struggente firmato da Ennio Morricone.

Luigi Tenco - Vedrai... Vedrai...

Uno dei più grandi in assoluto e soprattutto uno dei rarissimi casi in cui l'uomo e l'artista si fondono in modo tragicamente doloroso. Riascoltare oggi una delle sue canzoni più malinconiche e disilluse dà ancora i brividi.

Maurizio Arcieri - 5 minuti

Un artista dalla vita costantemente fuori dagli schemi e ai limiti dell'eccesso. Punk autentico, pioniere dell'elettronica e performer irriverente. Riascoltiamolo nella sua più celebre parentesi pop.

Gian Pieretti - Il vento dell’Est

Un personaggio spesso sottovalutato. Uno dei primi in Italia a tentare di far sposare beat, folk, canzone d'autore e impegno sociale, ma anche un autore capace di gioielli di malinconia come questo.

Little Tony - Il ragazzo con il ciuffo

Se il rock'n'roll è potuto sbarcare in Italia, il merito è anche di questo ragazzo che a 16 anni scappò in Inghilterra a respirare il cambiamento per tornare poi in patria traducendolo in un linguaggio popolare.

Tre Rose – L'alieno nel giardino

Una moderna fiaba pop. Melodia delicata, atmosfera trasognata e una voce lieve che accompagna per mano l’ascoltatore nel racconto di un amore inaspettato e diverso.

Educta Fais – Anna contro la gravità

Quando la musica diventa sperimentazione, teatro esistenziale e forse anche qualcos’altro. Un brano atipico, affascinante e inquieto che dà corpo a una storia di alienazione e poesia.

Evolve Alba – Rincorrimi

Atmosfere cupe e tese pronte ad esplodere in un ritornello liberatorio. Un brano rock moderno e intenso capace di coniugare potenza e immediatezza.

Mau Nera – Incudine

La dimostrazione di come il rock’n’roll possa essere ancora svago, movimento, sudore e divertimento. Una canzone da ballare scatenati sotto la luna.

Roofsize – Carta... forbice... pietra

Un quadretto ipnotico surreale. Intrecci ben calibrati di tastiere e batteria, elettronica minimale e melodia ossessiva trasportano l’ascoltatore in un viaggio psichedelico. 

Riccardo Autore – 5g

Un artista dalla personalità fuori dagli schemi con gli occhi aperti sul mondo. Una canzone destrutturata che racconta il futuro prossimo con ironia, realismo e disillusione.

Geyser – Come se niente fosse

Sapore da sala prove anni '90, chitarre stridenti, sezione ritmica incisiva, poetica viscerale e quintali di urgenza comunicativa. Autentico rock alternativo.

Anaconda – Santa

Chitarre ruvide, ritornello ammiccante, melodia ruffiana e le giuste dosi di sincerità e ironia per una canzone che viaggia dritta come un treno fra rock e pop.

Il Pesce Parla – POS?

Il teatro canzone sbarca nel tempo presente arricchendosi di un'anima sfacciatamente pop e raccontando con ironia l’era degli eterni stagisti.

La copertina è tratta da un’opera “Senza Titolo” dell’artista Cristiana Depedrini.

 

FRANCESCO CAPRINI – FRANCO SAININI
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