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AND FLOWERS / WORDS - Care : il nuovo appuntamento su Miart.it

Domani, 19 maggio alle ore 14, sarà online il quarto appuntamento con AND FLOWERS / WORDS – Care. Il nuovo progetto editoriale originale che celebra la parola – sia scritta, sia parlata – vedrà Nicola Ricciardi in conversazione con Moira Egan, poetessa e traduttrice, Roma.

Per seguire la conferenza potrete collegarvi alle 14 online su miart.it e sui canali social della manifestazione.

 

Blog: rocktargatoitalia.eu

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Quattro chiacchere con i Maldimarte

Respirerò è uno dei singoli estratti dall'ultimo EP dei MaldimarteVicini di caos. Il duo sviluppa una riflessione incentrata sul qui e ora. Affrontano la difficile realtà che tutti noi stiamo vivendo in questo momento, in cui tutte le nostre priorità sono state stravolte e i nostri piccoli e grandi progetti sono stati messi in attesa. Abbiamo deciso di intervistarli per conoscere da vicino il loro progetto artistico:

Chi sono i Maldimarte? Com’è nato il vostro progetto artistico?

Vincenzo Genuardi (voce e chitarra, testi) e Domenico Mistretta (chitarra elettrica). Reduci da oltre dieci anni di collaborazione nei Vinylika, ad un certo punto del nostro cammino, valutando il materiale prodotto in home studio, abbiamo deciso di ripartire con un progetto partendo dal nome scelto come un contenitore ideologico, che potesse contenere gli argomenti di cui adesso avvertiamo più urgenza.

Quali sono i vostri riferimenti musicali?

Sin dal lontano 2006 abbiamo sempre cercato di fondere i nostri background, uno filo grunge ispirato da Eddie Vedder (Pearl Jam) Laney Stanley (Alice in Chains) e cantautorato italiano (Battisti, Dalla), cresciuto a chitarre e powercord, l’altro con una formazione chitarristica Zeppeliniana, che nel tempo si è evoluta passando da Frusciante (RHCP) e Greenwood (Radiohead) per incontrarsi in Band come Strokes, Queen of the Stone age, Motorpsyco e altri.  A completare il tutto, la passione comune per Lennon e McCartney (Beatles). Da sempre abbiamo cercato di scambiarci i bagagli e rendere così l’esperienza compositiva sempre molto fluida e intuitiva.

Suonate insieme da più di dieci anni: qual è il segreto per mantenere così a lungo una collaborazione artistica e rimanere sempre sulla stessa lunghezza d’onda?

Crediamo si tratti principalmente di amicizia, rispetto e feeling, sia sotto il punto di vista musicale che caratteriale. Negli anni c’è sempre stato del turnover all’interno delle nostre formazioni, ma noi siamo sempre rimasti uniti.

In Respirerò esprimete una riflessione incentrata sul qui e ora: oggi, in cui tutto è proiettato verso il futuro, è possibile vivere il momento?

Risulta quasi naturale in questo periodo fermarsi a riflettere su cosa è stato e cosa ci aspetta e ad abbandonarsi al momento. Storicamente, dopo eventi nefasti, c’è sempre una grossa ripresa culturale ed economica, si risvegliano le coscienze e questo porta quasi sempre a delle importanti rivoluzioni socio-culturali.

Raccontate anche come le nostre priorità sono cambiate, da un momento all’altro: come sono mutate le vostre prospettive da un anno a questa parte?

Questo periodo di “calma” ha rafforzato un’idea che avevamo già da tempo: rallentare le nostre vite frenetiche, talvolta schiave del lavoro e degli impegni, che ci hanno fatto mettere forzatamente da parte aspetti importanti come il tempo libero, aspetti sociali e musicali, riscoprendo così la voglia innata di comunicare attraverso la scrittura ma anche l’importanza della musica dal vivo e dell’aggregazione sociale.

“Respirerò” sia nelle sonorità che nel testo trasmette un messaggio positivo: siete riusciti a mantenervi motivati e speranzosi in questo ultimo anno?

È stato un periodo abbastanza altalenante, cadenzato da giornate molto produttive e da giornate particolarmente avvilenti. Ma questo rappresenta da sempre il nostro stile per cui, nonostante a volte si attinga ad argomenti non sempre spensierati, quasi sempre i brani lasciano una grande forza reattiva e risolutiva.

Quali sono i messaggi trasmessi dal videoclip del vostro ultimo singolo?

Il video cerca la simbiosi con le parole del testo, si apre una finestra sul mondo che percepiamo, mostra le meraviglie della natura e contemporaneamente il suo degrado, città affollate e grandi spazi aperti incontaminati, chiaro invito a valutare bene il comportamento di ognuno di noi perché prezioso per l’inversione di tendenza verso i temi ambientali e sociali. Sono bastati pochi mesi di lock-down per ridare al pianeta un po’ di tregua e sono subito saltati agli occhi i risultati, questo dovrebbe spingerci sempre più a meditare sul futuro del pianeta e a pensare di più a chi ci succederà.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Al momento non è facile programmare nulla, speriamo in qualche occasione promozionale in vista dell’estate. Un vero tour, almeno per adesso, ci sembra difficile da organizzare ma ci accontenteremo di quelle poche occasioni live che si presenteranno, continuando a sfruttare questo periodo per la produzione in studio.

Il nostro obbiettivo principale è quello di trovare una connessione con una nuova scena underground, fatta di collaborazioni e contaminazioni, scenario che al momento possiamo solo immaginare.

 

Biografia

Dalle costole dei Vinylika, prende il via la seconda vita artistica di Vincenzo Genuardi e Domenico Mistretta, rei di una collaborazione ultradecennale. In una decade di rock’n roll e chitarre distorte, l’armonia sempre in primo piano aveva dato vita ad un trascinante power pop, con testi in italiano e melodie ammiccanti atte a conquistare al primo ascolto. Un approccio compositivo che ora, con una rinnovata ispirazione e la maturità acquisita sul campo tra palchi e home studio, sterza verso una nuova veste più moderno/cantautorale. L'urgenza espressiva in chiave rock si è trasformata in pacata osservazione degli eventi che accadono intorno, in una narrazione che prende spunto più dalla realtà esterna che dall'introspezione. In “Maldimarte” le chitarre fanno un passo indietro rispetto ai synth e i brani diventano un osservatorio passivo su un futuro cronico e individualista. Rallentare diventa la nuova urgenza, per riprendere il contatto con gli elementi fondamentali della vita e la percezione di un mondo che non è e non sarà più lo stesso.
Il nuovo brano dei Maldimarte dal titolo “Respirerò” è disponibile in digitale dal 22 febbraio e in radio dal 26 marzo 2021. L’EP “Vicini di Caos”, anticipato dal singolo, è disponibile su tutti i digital stores dal 26 marzo.

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Le nuove date del tour dei Deep Purple

A seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, le due date italiane del “The Whoosh! Tour” di DEEP PURPLE sono posticipate al 2022 con l’aggiunta di uno show a ROMA che si terrà il 2 LUGLIO 2022 alla Cavea Auditorium Parco della Musica!

Lo show originariamente previsto per il 6 luglio 2020 al BOLOGNA SONIC PARK (Arena Parco Nord) e successivamente spostato al 5 luglio 2021 è stato riprogrammato il 3 luglio 2022.

Mentre, la data al Forum di Assago (MILANO) inizialmente prevista per il 19 ottobre 2020 e poi spostata al 19 ottobre 2021, si terrà il 17 OTTOBRE 2022 con uno special guest incredibile: gli storici JEFFERSON STARSHIP, la band nata dallo scioglimento degli altrettanto fondamentali e storici Jefferson Airplane torna on the road per promuovere l’ultimo album “Mother Of The Sun”!

Di seguito i dettagli definitivi delle date: 

DEEP PURPLE

"The Whoosh! Tour"

02.07.2022 ROMA, Rock in Roma c/o Cavea Auditorium Parco della Musica 

03.07.2022 BOLOGNA, Bologna Sonic Park c/o Arena Parco Nord

17.10.2022 MILANO, Mediolanum Forum + special guests JEFFERSON STARSHIP

 

I biglietti per la nuova data di Roma sono in vendita su ticketone.it. I biglietti di Bologna e Milano rimangono validi per la nuova data e sono in vendita su ticketone.it

Blog: Rocktargatoitalia.eu

Eleonora Corso 

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SERGIO MORA "COSMIC DANCERS"

More brilliant and exuberant than ever, Sergio Mora lands in Italy with his spaceship, launched from Barcelona, finally touching down in Milan after many orbits in the heavens, with a cargo of cosmic dancers. The arrival is a bit behind schedule, but given the circumstances that is certainly nobody’s fault.
Born in 1975 in Barcelona, Sergio Mora calls himself a painter, illustrator and designer. He mixes languages, operating in multiple fields, as a basic tenet of his poetics, as demonstrated by the honors gained to date. In 2016 he won the Latin Grammy with El Poeta Halley by Love of Lesbian, for best packaging design, with the aim of uniting music, literature and art. He has created the interiors of the Bazaar Mar restaurant in Miami designed by Philippe Starck, working on azulejos, the ceramic tiles decorated in cobalt blue typical of the ornamental culture of Portugal and Spain, but with clear Arabian influences. The collaboration with the French designer continued in a second restaurant, the Cleo inside the Mondrian Park Avenue Hotel in New York. In 2017 he took part in the Truck Art Project, working on the sides of a trailer truck that traveled through Spain to reach the ARCO fair in Madrid. His works have been shown in various European and American galleries.    
Getting back to music, besides the explicit references that can be seen in his works, Mora has created artwork, posters and ads that are tributes to Mark Lanegan and David Bowie, the Pixies and Marc Parrot.
But above all, there’s the painting. Rich, phantasmagorical, painstaking, dreamy.

To really find out who Sergio Mora is, let’s listen to what his friends have to say:
he likes bulls, paella and subculture
he likes Tikis, tattoos and punk rock
he likes Mr. Spock, the Clash and the Atomic Age
he likes the Fifties, the Cramps and Alice in Wonderland
he likes the Kamasutra, David Bowie and Mexican lucha libre
he likes rabbits, the circus and trucks
he likes the Ramones, the Day of the Dead and taverns.

Nothing need be added to such a perfect portrait.
To return to our exhibition, Cosmic DancersIt is a voyage, a real trip into the Space Age, between nostalgia for the Fifties, when the future was an optimistic projection of the present, when man dreamt of rising from the earth and flying in space, with a soundtrack by Les Baxter, master of the exotic.
Galleria Antonio Colombo, accustomed by now to sudden transformations, is getting ready this time to become a stage for a timeless show, with artificial hues in a world where plastic was not public enemy number one, and you could sip a cocktail with garish colors without feeling guilty.
To get closer to the point, in the new show made in Moraland, an absolute premiere for Italy, beside the latest paintings of the Cosmic Dancers series, made for the occasion, we will find a “vast assortment” of the artist’s recent output, taken from the successful cycles Welcome to Paradise and The Power of Fiction. Large and medium-sized oils on canvas, as well as about a dozen works on paper where Sergio Mora practices the noble art of drawing, returning to the technique already utilized in the azulejos.

 

Blog: Rock Targato Italia

Giulia Villani

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“DIMENTICARE” il nuovo singolo e videoclip di VAYSY

Da venerdì 14 maggio in Radio, YouTube e in tutti i digital store

“DIMENTICARE” il nuovo singolo e videoclip di VAYSY

Pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio Records

Vaysy torna sulla scena musicale con il suo secondo singolo “Dimenticare”, disponibile in radio, su YouTube e in tutte le piattaforme digitali da venerdì 14 maggio.

Dimenticare” è il brano in cui Vaysy riesce finalmente a dar voce ai ricordi negativi con i quali convive da anni, un racconto autobiografico di come gli errori di un padre possano avere effetto sul proprio figlio.

Ritrovata la serenità, l’artista scava nel suo passato e attraverso la musica trova il coraggio di affrontare e ripercorrere i passi di un’infanzia segnata dalla sofferenza e dal dolore dell’abbandono paterno.

Vorrei dimenticare tutto quanto/ Ma tutto ciò mi ha reso quel che sono / Dimenticarti come hai fatto tu con me/ Per ogni giorno perso a chiedermi perché

Le immagini del videoclip scorrono come fotografie nel rullino dei ricordi del protagonista. Un bambino solo e sopraffatto dalla negligenza di un padre assente e violento ripercorre l’infanzia di Vaysy. La mamma come punto di riferimento e ancora di salvezza; un’atmosfera cupa e claustrofobica e il senso di soffocamento in cui il protagonista si trova costretto a vivere.

BIOGRAFIA

Vasile Leordean, in arte Vaysy, nasce il 28 gennaio 1996 in Romania e arriva in Italia all’età di 5 anni.

All’età di 14 anni si avvicina al mondo della musica scoprendo il genere Hip Hop e Rap ascoltando artisti del calibro di Fabri Fibra. Due anni dopo decide di mettersi in gioco scrivendo i suoi primi testi e a 18 anni con l’aiuto di Renato Frattolillo, in arte Mc Febbo, registra la sua prima canzone in uno studio.

Conseguita la maturità inizia a lavorare in una fabbrica meccanica con l’obiettivo di finanziare il suo sogno, che si concretizzerà con l’uscita del singolo “Zero sentimenti” nel 2020.

 

NEL WEB:

Facebook: https://www.facebook.com/vasile.leordean

Instagram:https://www.instagram.com/vaysy_official/?igshid=1718d446oawul

YouTube:  https://www.youtube.com/channel/UCRZ2O65WsaDWd7nGITcyBVA

 

ELEONORA CORSO – GIULIA VILLANI

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano 

Tel. 02 5831 0655  mob. 3925970778

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web: www.divinazionemilano.it 

 

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I The Rasmus annunciano la data italiana del loro tour

Segnatevi questa data: il 22 ottobre 2022 tornano a Milano i THE RASMUS. La band, molto amata in Italia, ha annunciato pochi giorni fa la data italiana del tour. La rock band finlandese sta creando davvero un grande hype intorno a questo tour che assicurano sarà memorabile. Sui profili social ci sono molti indizi che lasciano intuire che a breve ci sarà qualche sorpresa. Insomma restate collegati per non perdervi le novità di questo gruppo. 

La rock band si esibirà al Fabrique di Milano insieme a una special guest ancora non annunciata. L'ingresso del biglietto in prevendita è di 30 euro, mentre in casa la sera dello show sarà possibile accedere all'evento al prezzo di 35 euro. I biglietti sono acquistabili su ticketone.it e vivaticket.it a partire dalle ore 11.00 di venerdì 14 maggio.

Blog: Rocktargatoitalia.eu

Eleonora Corso

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UNA BALLATA PER TIM SMITH.

 

UNA BALLATA PER TIM SMITH.

A qualcuno prende le gambe, ad altri la testa … Io appartengo al secondo caso e devo chiedere scusa approfittando, ancora una volta, della vostra benevolenza. Potrei dare la colpa alla distopia che stiamo vivendo e, probabilmente, vivremo ancora (speriamo non a lungo).

Antefatto: sento via chat (come dicono i giovani!) il mio amico Alessandro Boscolo. Lui ed io abbiamo gusti completamente differenti in fatto di musica ma siamo entrambi appassionati cultori della materia e affezionati litigatori in relazione alle nostre posizioni spesso divergenti.

 Mentre “parliamo” della Battle dei Greta Van Fleet, lui mi racconta che sta ascoltando senza soluzione di continuità un LP del 1999 dal titolo Guns. La band è quella dei Cardiacs … Un gruppo musicale formatosi alla fine degli anni Settanta e che aveva generato una particolare fusione tra due tendenze allora attuali e antitetiche (come me e il mio amico!): il prog e il punk.

Il mio cervello registra distrattamente il dato … Non mi viene in mente niente! Ma, nottetempo, qualcosa comincia ad illuminarsi debolmente nel mio cervello inadeguato e frusto. Così la mattina dopo, mi alzo leggermente agitato. Conoscete quella sensazione? Quando non ti viene in mente cosa ma sai che ti sei scordato una cosa importante?

Sulla strada dell’ufficio, improvvisamente, arriva l’illuminazione corredata da  manata sulla fronte di ordinanza, vergogna ed autocommiserazione!

Certo!!! Sono la band del povero Tim Smith e Guns è l’ultimo disco in studio prima dell’infarto che lo aveva reso distonico, ancorché completamente in possesso delle sue facoltà mentali ma, di fatto, ponendo fine alla storia dei Cardiacs ed alla sua carriera artistica.

Tim che aveva rifiutato l’etichetta di prok, come identificazione del genere spurio da loro creato, dichiarandosi più vicino al pop o alla psichedelia, guidava un ensemble piuttosto numerosa di musicisti in un gruppo che ha avuto anche otto elementi per poi concludere con il disco di cui parla Alessandro, in un più classico (per il rock) quartetto. Si può dire che Tim fosse il deus ex machina della banda, visto che tutti gli arrangiamenti e i testi erano (ottima) farina del suo sacco. Se per lo stile musicale abbiamo già detto, i testi lirici e di difficile interpretazione hanno forti radici ispirative nella tradizione della poesia romantica britannica del XIX Secolo ma anche in quella più “sperimentale” di quello scorso.

Così, vado a riascoltare, Guns e  A Little Man and a House and the Whole World Window (1988) e anche il loro singolo di maggior successo.

E qui, scopro la mia colpa più grave: Tim Smith ci ha lasciato nel luglio dell’anno scorso. Un’altra macchia sul mio stato di servizio… L’esperimento sociale a cui siamo sottoposti mi ha distratto. E’ diventato totalizzante. Cosa posso fare ora? Se non ringraziare Alessandro per avermi permesso di rimediare seppur con colpevole ritardo e chiedere perdono a Tim e a tutti voi? Ora posso solo suggerirvi di ascoltare la musica dei Cardiacs e di godere di questi straordinari regali. Però una certa (forse, strana) coincidenza c’è. Forse doveva essere quello il momento più filologicamente corretto.

Perché, vedete, il singolo di maggior successo del gruppo, si intitola “Is This The Life?”

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

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Quattro chiacchere con Løve

Il 5 febbraio è uscita Sottozero, l'ultimo singolo del cantautore romano Løve. ll brano, che alterna sonorità melodiche al rap, attraverso la metafora della temperatura fa un racconto intimo e introspettivo di un sentimento ormai passato, ma di cui ancora non si vuole lasciare andare il ricordo. 

“Sottozero” è una metafora continua, è il simbolo dell’ambivalenza dei sentimenti e della temperatura delle emozioni che sanno essere molto più fredde o calde rispetto al freddo o al caldo che avvertiamo intorno.

Abbiamo deciso di intervistare l'artista per scoprire di più sul suo progetto artistico:

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Mi sono avvicinato alla musica all’età di 8 anni circa, quando fortunatamente i miei genitori mi spinsero ad iniziare lezioni di pianoforte, da quel momento la musica è pian piano entrata e diventata sempre di più protagonista della mia vita. È stato quasi un processo inconsapevole.

Com’è nato il tuo progetto artistico?

Il mio progetto artistico è nato nel momento in cui ho consapevolizzato ciò che ero in grado di fare attraverso le mie capacità in ambito musicale, partendo dal fatto che ormai era già un po' di tempo che prendevo lezioni di canto, che scrivevo e componevo i miei pezzi e che, soprattutto, volevo diffondere il mio modo di fare musica, il mio pensiero e dare voce alla mia visione delle cose. Circa 4 anni fa iniziai a lavorare in studio di registrazione per la pubblicazione dei miei primi pezzi e da lì è partito “ufficiosamente” il mio progetto artistico pubblico (ci tengo a specificare “pubblico” perché ovviamente in realtà privatamente, per conto mio, erano già molti anni che si coltivava il mio progetto artistico, banalmente potrei dire che, anche se non ne ero ancora consapevole, il mio progetto artistico sia iniziato con le mie prime lezioni di pianoforte)

Perché Love?

Ci tengo a precisare la presenza della lettera ø nella parola Løve, perché è proprio una traduzione dal danese che vuol dire “Leone”. Poi si può giocare sul doppio significato di questa parola, se si pensa a “Love” in inglese, che ovviamente tutti sappiamo voglia dire Amore, oppure al “Løve” danese. Mi piaceva pensare alla parola “Leone”, in quanto è un animale al quale simbolicamente sono molto legato per questioni personali ed inoltre l’ho sempre visto come simbolo dell’orgoglio, quell’orgoglio che io ho trovato verso me stesso facendo musica e grazie alla musica.

Quali sono i tuoi riferimenti principali?

Spazio tra generi totalmente diversi, inizialmente ho tratto molto spunto dalla musica cantautorale italiana, specialmente quella del passato, per poi cercare di unirla e rinnovarla (sempre rispettandola al massimo) con le mie influenze pop-soul, rap e urban, di musica classica, Dance e EDM o più di recente pop-punk. Sono alla continua ricerca di un sound nuovo e alternativo che possa sorprendere e rivoluzionare le concezioni stereotipate di cantautore o rapper.

Come nascono le tue canzoni? Cosa ti ispira?

Credo che non esista fonte di ispirazione più grande della propria motivazione. Bisogna cercarla l’ispirazione: la scrittura e la composizione, fanno parte, secondo me, di un processo di ricerca complesso e attivo. Non credo molto nell’ispirazione come qualcosa di passivo e quasi “magico”. Bisogna esser bravi a saper trarre poesia e spunti da immagini, situazioni, emozioni, e qui subentra secondo me l’abilità dell’autore o compositore. Per quanto mi riguarda mi piace partire spesso da una melodia, mi capita di iniziare a suonare senza una vera idea definita e da li svariare, capisco subito quando una melodia potrebbe diventare un pezzo, e spesso le parole, o quantomeno le prime parole, mi vengono spontanee.

Oltre a cantare, sei iscritto alla facoltà di psicologia alla Sapienza: come si concilia con il tuo progetto artistico? Ciò che studi rappresenta una fonte d’ispirazione?

Sì, a dire il vero mi sono appena laureato triennale in Psicologia e credo che questa materia permei tutti gli ambiti della vita. Nello specifico, negli ambiti dove è richiesta una performance o esibizione pubblica credo che la Psicologia sia di particolare importanza. Conoscersi e sapersi autoregolare è uno step importantissimo per il successo prestazionale, ed in questo studiare Psicologia sicuramente mi aiuta. Per il resto, provo a conciliare vari ambiti rilevanti della mia vita, senza abbandonarne nessuno, e mettendo tutte le mie energie per trarre il meglio da tutto, le mie giornate sono sempre molto piene (visti anche i miei impegni sportivi) ma credo che tutto questo mi arricchisca come persona e forse giovi anche alla mia “ispirazione” o creatività.

Nel tuo ultimo singolo, "Sottozero", inserisci riferimenti al tuo vissuto personale: com'è mettersi a nudo attraverso la musica?

Ho sempre vissuto la musica in modo intimo, non c’è cosa che ho scritto in una mia canzone che non fosse una parte di me, quindi sono abituato a mettermi a nudo nei miei brani. Sicuramente questo da una parte è un rischio, in quanto essere veri e mettersi a nudo può rivelare aspetti di te che magari non piacciono a tutti, ma dall’altra è sicuramente un orgoglio per me essere sempre sincero e autentico, perché credo che alla lunga le persone lo apprezzino di più e questo porti i suoi vantaggi.

Quali sono le tue aspettative per il futuro? Hai altri singoli pronti?

Sicuramente non vedo l’ora di potermi tornare a esibire su un palco ed a cantare live, spero che dopo questa estate sarà nuovamente possibile. Per quanto riguarda il mio nuovo singolo ci siamo quasi, uscirà qualcosa a breve e non vedo l’ora di annunciarne l’uscita ufficiale.

BIOGRAFIA

Daniele Capone, in arte Løve, nasce e cresce a Roma nel quartiere Eur/Montagnola. Musicalmente si forma suonando il pianoforte, prendendo lezioni private dai suoi 8 ai 16 anni, età nella quale decide di sfruttare le sue competenze per iniziare a scrivere e comporre i suoi primi pezzi. È allora che comincia a studiare canto, all’età di circa 17 anni, continuando fino ad oggi, di fatti tutt’ora studia canto alla scuola popolare di musica di Donna Olimpia a Roma ed alla Accademia Spettacolo Italia. A 19 anni decide di iniziare a concretizzare i suoi primi brani, facendosi arrangiare e produrre le sue composizioni e pubblicandole con l’etichetta indipendente Millenari Records, ad oggi sono già diversi i suoi singoli usciti sulle varie piattaforme digitali. Per pagarsi la musica, Daniele, lavora part time in alcuni locali, tra pizzerie e ristoranti, e allo stesso tempo cerca di portare a termine gli studi per una laurea triennale in psicologia alla Sapienza di Roma. Daniele è diplomato al liceo scientifico, ed ha sempre praticato sport, in particolare tennis, anche a livello agonistico per molti anni. Di tutti i suoi pezzi egli è unico autore, afferma infatti di vivere la musica a 360° e tra la scrittura, la composizione, le giornate passate in studio di registrazione, l’arrangiamento dei suoi pezzi e il diletto nel suonare la chitarra o semplicemente sedersi al piano lasciar andare le mani sopra esso, gli piace mettere del suo in tutte le fasi che portano alla concretizzazione dei suoi brani e progetti musicali.
Il suo nuovo brano dal titolo “Sottozero” è disponibile in digitale dal 5 febbraio e in radio dal 12 febbraio 2021.

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Di: Nadia Mistri

Blog: Rocktargatoitalia.eu

 

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Gli ascolti di maggio 2021. articolo di Roberto Bonfanti

Gli ascolti di maggio 2021.
articolo di Roberto Bonfanti

C’è una cosa che continuo a non riuscire a capire: leggo di tantissimi artisti (ma anche semplici appassionati) che in questi giorni si stanno impegnando nelle proteste per la ripartenza dei concerti e delle attività culturali. Tutto giustissimo e sacrosanto: sono il primo a sostenerla da sempre, questa esigenza. Però mi è capitato di notare che raramente chi si espone su questo punto fa poi lo stesso a sostegno di tutte le altre categorie. Anzi, mi è capitato persino, in diverse occasioni, di sentire amici o artisti sostenere la lotta dei “bauli in piazza” e al tempo stesso stigmatizzare tutte le altre forme di protesta di ogni altra categoria. Ora, carissimi artisti, davvero pensate che stia andando tutto bene e che l’unico problema sia la mancanza dei concerti? Davvero credete di essere i soli in difficoltà? Davvero pensate che si possa affrontare la situazione attuale guardando il mondo a compartimenti stagni? Davvero credete che non siamo tutti sulla stessa barca? Davvero siete convinti che basti elemosinare qualche contentino per tirare avanti tappandosi il naso? Aspettando che il tempo ci dia una risposta, torniamo comunque a parlare di musica.

Ti insegno l’amore” di Maela è un progetto nato dall’unione fra la voce calda della cantante toscana e la penna raffinatissima di Lorenzo Del Pero. Un incontro di talenti e sensibilità che si concretizza in dieci canzoni che l’autore cuce su misura sull’interprete raccontando con garbo, profondità e grande malinconia altrettante storie femminili e al femminile. Un lavoro evocativo e poetico fatto di sonorità elegantissime, ottime orchestrazioni, parole che lasciano il segno, atmosfere cariche di pathos e una voce dalla grande forza emozionale.

Sfugge alle definizioni, la musica di Massimo Paradiso. Il suo “Ho visto il tempo” suona infatti come un insieme di canzoni spesso destrutturate che strizzano l’occhio al rock più notturno, alla ricerca lo-fi o alla canzone d’autore meno tradizionale ma riescono a miscelare tutto in modo personale e inusuale. Canzoni dai temi mai banali e dai riferimenti culturali ricchi di spessore che sembrano voler scavare sempre più nel profondo senza mai accontentarsi delle risposte trovate.

Ci sono tanti modi per approcciare la canzone d’autore senza rinunciare a essere pop. I torinesi Lastanzadigreta hanno scelto la strada più delicata, intrecciando nel loro “Macchine inutili” una manciata di canzoni sognanti e fragili come filastrocche. Tredici brani che accarezzano diversi mondi e che non disdegnano la psichedelia e la sperimentazione anche grazie all’utilizzo di strumenti insoliti o “di recupero”, ma che restano sempre ben saldi alla loro natura e al loro desiderio di raccontare la realtà attraverso un linguaggio onirico, metaforico e favolistico.

Amano le chitarre dal suono graffiante di matrice emo, i Colla, ma hanno anche un gusto particolare nel raccontare storie, così “Motocross”, il nuovo album del trio, si presenta come un concentrato di schegge disilluse di quotidianità contemporanea che navigano sul fluire di un intreccio punk di chitarra, basso e batteria. Un lavoro fresco, intrigante, immediato ma anche capace di riflettere con apparente semplicità sulle piccole miserie dell’uomo e del mondo di oggi.

Marco Sonaglia, con il suo “Ballate dalla grande recessione”, prova a fare un ritratto del tempo presente usando i colori della canzone d’autore più cruda, schierata e intransigente. Discepolo spirituale di Claudio Lolli, a cui non a caso dedica una delle dieci ballate che compongono il disco, il cantautore marchigiano mantiene viva la tradizione di quel tipo di approccio alla forma canzone trasportandone però le storie e le tematiche nell’era dell’odierna crisi economica confezionando così un album spigoloso, amaro e malinconico.

Per concludere: il 25 aprile è stata pubblicata dalla Hellbones Records una maxi compilation intitolata “…o sarai ribelle o non sarai!”. Si tratta di un progetto (o, meglio, un “assembramento sonoro”, come lo hanno definito gli stessi organizzatori) coordinato dal musicologo e saggista Antonello Cresti che raccoglie ben 115 artisti provenienti da generi ed esperienze lontanissime fra loro, coinvolgendo anche nomi storici dell’underground italiano come i Kirlian Camera o personaggi di cui si è già parlato in passato su queste pagine come Jena Lu, accomunati dal desiderio di raccontare la realtà da prospettive alternative a quella propagandate dal mainstream mediatico. Il progetto è stato censurato dalla piattaforma su cui era stato lanciato (Bandcamp, per la cronaca) dopo sole 36 ore, pare a causa di un cospicuo numero di segnalazioni da parte di qualche gruppo di utenti “illuminati”. Non credo servano ulteriori commenti. Davvero siamo caduti così in basso? Per quanto mi riguarda, non posso che esprimere solidarietà agli organizzatori e a tutti gli artisti coinvolti. E chissà che quanto accaduto a questa compilation non contenga già di per sé anche qualche risposta alle domande poste in apertura.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

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"DONALD TRUMP IS MY BOYFRIEND", il videoclip dei THE ERRORIST

Su  YouTube

"DONALD TRUMP IS MY BOYFRIEND”, 

il videoclip dei THE ERRORIST

 

  Guarda il video: https://youtu.be/kZghskA-saE

 

Il duo milanese composto da MATTEO BOGONI e ANTONIO SPITALERI riconferma la collaborazione con la cantante NINA ECHO riproponendo la squadra vincente del suo debutto “Hangover”, l’etichetta Olandese Freaky Sounds Amsterdam e Divinazione Milano in veste di editori e promoter.

Il brano sembra voler sfidare il mondo, dipingendo un “Distopic Movie” con uno dei personaggi più controversi, DONALD TRUMP

… Abbiamo lasciato il bosco onirico di HANGOVER in favore di un brano più concreto, un pezzo sarcastico che va contro l’allineamento politico, fotografando un momento storico difficile. Il brano lascia alla domanda:  Who fights against? … THE ERRORIST.

Le distorsioni sintetiche che rimandano ai primi Prodigy e la voce magnetica di Nina Echo sono la base per la definizione di un sofisticato brano Electro-POP dove si concretizza una sorta di antipersonificazione della relazione tra sesso e potere.

La regia del video e la copertina del singolo sono firmati da Atto Belloli Ardessivisionario Direttore artistico di FuturDome, il museo indipendente e Factory creativa che ha ridefinito la fruizione dell’arte a Milano, riattualizzando il concetto di Arte Totale introdotto dal movimento Futurista

Il set è stato creato negli spazi espositivi del museo in una sorta di transitorietà atemporale, dove gli oggetti disseminati negli ambienti, diventano elementi di un enigma in perfetta simbiosi con le sonorità della band che mixa pop e musica elettronica. 

Il video ritrae una misteriosa Marylin, celebre amante segreta dell’ex presidente americano Kennedy o perfetta alter ego di Donald Trump, circondata tra i lampeggianti dell’F.B.I e incalzata dai flash dei fotografi che scandiscono il beat del singolo. 

Una inquietante e avvincente parabola che vede la diva simbolo della storia americana, trasformarsi nel leader del Partito Repubblicano statunitense che lotta contro sé stesso, imprigionato nelle proprie ossessioni, come un antieroe che combatte contro il Deep State e il Main Stream.

BIORAFIA

Dietro al nome THE ERRORIST si celano le figure di Antonio Spitaleri e Matteo Bogoni, entrambi sound designer producers immersi nell’urban jet set di Milano.

Il primo, milanese d’adozione, sviluppa inizialmente la sua vena creativa dietro le quinte di molti teatri con il gruppo Animanera; il secondo invece, nato e cresciuto a Verona, è un fonico che disegna suoni con sintetizzatori modulari. 

Nel maggio 2020 esce il loro singolo di debutto “HANGOVER”, il cui videoclip viene presentato in anteprima su Rolling Stone Magazine. 

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