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ALEX CADILI in concerto!

ALEX CADILI  in concerto!

Ancora più in alto il volume di questa estate, a tutto rock con Alex e i Sinergia in viaggio con TUTTO QUELLO CHE NON SI PUO’ DIRE AL TELEFONO

6 luglio in Piazza Marconi (Lavagna)

13 luglio al Teatro Conchiglia (Sestri Levante)

Alex Cadili, accompagnato dalla rockband Sinergia, si esibirà in concerto il 6 luglio a Piazza Marconi (Lavagna -GE) e il 13 luglio presso il Teatro Conchiglia (Sestri Levante - GE). In entrambe le date lo spettacolo inizierà alle ore 21:00.

Durante il concerto sarà possibile ascoltare tutte le canzoni che compongono l’album di debutto “Tutto quello che non si può dire al telefono”, già disponibile in tutti i negozi di dischi e webstore.

Il disco, prodotto con Roberto Drovandi storico bassista degli Stadio, èpubblicato dall’etichetta Twins104/Believe Digital.

Il cantautore genovese, il quale da sempre racconta quello in cui crede con la musica, è ancora in viaggio per alzare il volume del bene, motto rappresentativo della sua personalità.L’artista sente il bisogno di riaffermare l’importanza di un’interazione sociale vera e diretta, non mediata da chat o altri muri virtuali che oggi dominano la comunicazione interpersonale.

ALEX CADILI

Alex Cadili nasce a Genova nel 1979 e già da bambino manifesta un interesse particolare per la musica iniziando, sin dai suoi 12 anni, a scrivere i primi pezzi che caratterizzeranno anche le sue scelte future.

Questa sua predisposizione naturale prende una forma strutturata dal 1994 quando si iscrive al conservatorio Paganini di Genova diplomandosi nel 2006 in pianoforte e, subito dopo, in composizione. Durante il suo percorso di studi artistici frequenta corsi di canto corale affinando, nel tempo, le sue capacità musicali e di composizione.

Eclettico polistrumentista ed anfitrionico intrattenitore sul palco, Alex si cimenta in diverse esperienze artistiche per poi arrivare ad affermarsi in tutto il territorio ligure come cantautore ed intrattenitore dimostrando come, nonostante la sua disabilità visiva, la passione possa far superare tutti i tipi di difficoltà.

NEL WEB:

Sito Ufficiale: http://www.musicalex.eu/

FRANCO SAININI – FRANCESCO CAPRINI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 393 2124576 - 3925970778

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web: www.divinazionemilano.it

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Le Stelle dell’Occidente.

Le Stelle dell’Occidente.

Da che mondo è mondo i naviganti si sono orientati con le stelle. Conoscere il firmamento era condizione fondamentale per non perdersi, per non smarrire la via. Giusto?

No. Non per tutti. Bruce Springsteen ci si perde, invece, in un modo assolutamente inedito per lui e per chi lo segue dal lontano 1984 (parlo di me).

Il nuovo album del Boss è diverso da qualunque cosa possiate avere ascoltato in passato da parte del più grande trovatore americano. Il folk rimane sul fondo schiacciato da orchestrazioni pop anni Sessanta e Settanta, poca chitarra (e niente armonica) ma, archi, moog, fiati con strumenti inusuali e aulici per un disco che ha nelle armonie, il suo punto di forza.

Devo ammettere che, ascoltando i primi due singoli, mi sono trovato avvolto dalla strana sensazione di un vago sentore “balneare” in salsa californiana. Soprattutto, per quanto riguardava Hello Sunshine perché There Goes My Miracle è aiutato da una ricchezza di suoni (che funzionavano!) a fare da contraltare a un eccesso di sentimentalismo.

Ero quasi deluso. Un Boss che non fa più il Boss … Un po’ Glenn Miller, un po’ Billie Joel, tutti e due in spiaggia! Mi sono detto che mi sarei consolato con l’album che ha scritto per la E Street Band dopo questo (la notizia è uscita contemporaneamente al primo singolo di Western Stars).

Non c’era niente in quei due pezzi che mi riportassero all’artista che conoscevo. A quello di Born To Run, The River ma, neanche a quello di The Ghost of Tom Joad … Una deriva così popular per quanto raffinata, poi!!!! Scherziamo?  

Come spesso mi succede, mi sbagliavo e alla grande!

Western Stars è un monumento suggestivo e avvolgente alla musica, prima che ad un genere o ad un altro. Non sarà il Bruce che conosciamo (e amiamo) ma, il Bruce sofisticato inventore di atmosfere e storie, un musicista capace e ispirato.

Western Stars potrebbe essere un concept e, invece, è un viaggio tra Nashville, Tucson e Hollywood ma, anche e soprattutto, nella parte più delicata del Sogno. Quello americano, soffocato da menzogne, ambizioni irrealizzabili, delusioni e ferite. Il sogno, nell’America di oggi, è un sogno più prosaico. Ma, non fraintendete, non è un album politico o di critica al “trumpismo” imperante, né c’è l’impegno verso la workin’ class.  Il Boss che non ti aspetti non è solo un raffinato e inedito compositore e arrangiatore, anni luce dall’impeto della sua Telecaster ma, traccia il profilo di una nazione perduta per lo più dal punto di vista esistenziale. Brani come la title track, Western Stars, sono profonde e commuoventi riflessioni su una vita che è passata, su un Paese che non c’è più. Su una fama di cui, ora, sono rimaste solo le cicatrici. Springsteen ci racconta con precisone aristotelica, con simboli semplici evoca intere esistenze. La prosa dei testi è contemporaneamente misurata e potente e, la musica è lei stessa parte del racconto. Un racconto profondo e malinconico.

Ma il viaggio della nostra esistenza non può essere inutile. Nella solitudine degli spazi aperti, nella desolazione dei nostri cuori, dentro l’amarezza di tempi duri, di vite che ci sfuggono, tra i cocci di sogni frantumati … è là che si deve accendere la speranza.

Là e in quel momento, bisogna trovare la forza di rialzarsi, di smettere di guardare il fondo (anche quello della bottiglia), di continuare a resistere perché domani potrebbe essere la volta buona, la svolta, un nuovo incontro con l’amore, una riconciliazione con i propri spettri … l’ olio balsamico a lenire il dolore della ferita, della sconfitta, della perdita.

Mai arrendersi. E questo nella sua poetica, non è mai cambiato: da giovane, da adulto quando rivendicava di esser nato negli USA e, anche ora, da settantenne maturo e istrionico.

Il 4 luglio 1776 qualcuno a Philadelfia lesse due parole scritte da un grande toscano (Philip Mazzei N.d.R.) insieme Thomas Jefferson, dando di fatto il calcio d’inizio a tutte le rivoluzioni dell’era moderna. Quel testo ci ricorda come sia fatto incontrovertibile che tutti gli uomini siano uguali e abbiano uguale diritto alla vita, ad essere liberi e a cercare la felicità.

Perché, almeno da questo punto di vista, siamo nati tutti negli Stati Uniti.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

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LAURIE ANDERSON, live 05 LUGLIO, ore 21

Festival di Villa Arconati - FAR 

MUSIC FESTIVAL 2019

VENERDÌ 05 LUGLIO, ore 21

LAURIE ANDERSON

Laurie Anderson è un' artista, performer e regista statunitense.

Antesignana dell'arte multimediale, ha realizzato fin dai primi anni Settanta, performance e installazioni audiovisive complesse e spettacolari, basate su episodi della propria vita, sogni, poemi, miti e leggende, in cui convergono teatro, musica, canzoni, azione e immagini. Nel corso della sua costante ricerca sulla vocalità ha collaborato con musicisti d'avanguardia come Phillip Glass, Brian Eno, John Cage e il marito Lou Reed.

Evento in collaborazione con Terraforma Festival

BLOG rocktargatoitalia.eu

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Oggi si presenta il libro Arcana alla libreria Mondadori

OGGI PRESENTAZIONE DEL LIBRO ARCANA

ALLA LIBRERIA MONDADORI

 

Se oggi, martedì 2 luglio, avete voglia di sentirci delirare su tarocchi, destini sbagliati e sì, anche un po' del romanzo, vi aspettiamo al Mondadori Store di piazza Duomo alle 18.30. Insieme a Maurizio Temporin, Tiziana Troja, Emilio Cozzi ed Emanuele Beluffi ci sarà anche la straordinaria partecipazione dell'aria condizionata!

 

Evento sostenuto dalla Fondazione Maimeri

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La band americana Starset torna con un nuovo album e un concerto in Italia

STARSET: nuovo album a settembre, data italiana!

 

Giovanissimi, americani di Columbus (Ohio), STARSET rappresentano la nuova promessa del rock internazionale per i fan di Thirty Seconds To Mars e Bring Me The Horizon… Il 13 settembre sarà disponibile il nuovo album intitolato “Demonstrations Initiate” e sarà una vera e propria bomba emotiva!  

La band americana ha già programmato il tour europeo, la tappa italiana è prevista il prossimo 2 marzo all’Alcatraz di Milano.

 

STARSET

+ special guest

 03 MILANO, Alcatraz

 

Biglietti in vendita a partire dalle ore 10.00 di venerdì 5 luglio su ticketone.it 

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La band americana Starset torna con un nuovo album e un concerto in Italia

STARSET: nuovo album a settembre, data italiana!

 

Giovanissimi, americani di Columbus (Ohio), STARSET rappresentano la nuova promessa del rock internazionale per i fan di Thirty Seconds To Mars e Bring Me The Horizon… Il 13 settembre sarà disponibile il nuovo album intitolato “Demonstrations Initiate” e sarà una vera e propria bomba emotiva!  

La band americana ha già programmato il tour europeo, la tappa italiana è prevista il prossimo 2 marzo all’Alcatraz di Milano.

 

STARSET

+ special guest

 03 MILANO, Alcatraz

 

Biglietti in vendita a partire dalle ore 10.00 di venerdì 5 luglio su ticketone.it 

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Nylon in concerto al Garage Moulinski di Milano il 3 Luglio

Mercoledì 3 Luglio dalle ore 21.30 

NYLON 

in concerto

Al Garage Moulinski  

(Via Antonio Pacinotti, 4 Milano) 

 

 

Continua il tour dei NYLON per presentare in concerto il nuovo album “Quasi fosse una tempesta” - già disponibile in tutti i negozi di dischi e webstore . Il prossimo appuntamento sarà il 3 luglio sul palco del prestigioso Garage Moulinski di Milano. Un’occasione per scoprire la band di culto della scena lombarda, con uno spettacolo originale, straordinario, coinvolgente fatto di teatralità, gesti parole e musiche di forte impatto. 

Quasi fosse una tempesta” è l’album di debutto dei Nylon. Si tratta di un lavoro ibrido, le cui 10 tracce vestono sonorità che spaziano dal rock al folk e sono corredate da testi che si rifanno alla tradizione del cantautorato italiano. 

“È un vero e proprio teatro magico per anime solitarie, quello che portano in scena i pavesi Nylon. Un teatro in cui, sotto lo sguardo benevolo di Tom Waits, fra chitarre e violoncello, s’intrecciano rock, folk e canzone d’autore per raccontare storie che odorano di smarrimento, sbronze, artisti derelitti, bettole di provincia e nottate infinite.” (Roberto Bonfanti, giornalista). 

La realizzazione ha richiesto più di anno di lavoro per cercare di condensare l’energia del live in un album da studio.  

In questi giorni è in rotazione radiofonica “Irene”, il secondo singolo estratto dall’album, del quale è disponibile anche il videoclip sul canale ufficiale YouTube della band: https://youtu.be/N1bQvoSQnlU. Il brano tratta il complesso tema dell’adolescenza, raccontando i dubbi, le insicurezze e le paure che caratterizzano questa fase della vita. 

Inizio concerto ore 21.30. Ingresso con contributo di 5 Euro.

 

NYLON  

Il progetto Nylon prende vita nel 2014 dalla collaborazione fra Filippo Milani (voce), Davide Montenovi (chitarra) e Adriano Cancro (violoncello). 

La band vanta una stretta collaborazione con Roberto Re (basso) e Fabio Minelli (batteria), strumentisti noti della scena lombarda. Le diverse estrazioni dei musicisti creano un repertorio originale, in cui il genere cantautorato trova sostegno in arrangiamenti più elaborati che spesso hanno riferimenti ai generi più disparati (jazzclassicamanouchefolkrock e hard rock). 

Lo spettacolo ha una forte impronta teatrale, che mira a coinvolgere in modo diretto il pubblico per non lasciarlo semplice spettatore. 

La band apre i concerti di artisti quali Max Manfredi, le Luci della Centrale Elettrica, Roberto Angelini, Omar Pedrini, Alessandro Grazian. 

Nel 2016 è stato pubblicato un EP di straculto “Antipasto Crudo”, di solo quattro canzoni distribuito esclusivamente ai concerti. Nel 2018 la band vince Rock Targato Italia. Nel 2019 la band ha vinto il Premio della Fondazione Estro Musicale. 

Nel Gennaio 2019 è stato, infine, pubblicato il primo album dal titolo: “Quasi fosse una tempesta. 

                                                                                       

NEL WEB: 

Facebook: https://www.facebook.com/nylonproject/ -  

Youtubehttps://www.youtube.com/user/nylonduo -  

Instagram: https://www.instagram.com/nylonofficial/ -  

 

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Il 3 luglio Viafarini Open Studio

Viafarini Open Studio

 


Mercoledì 3 luglio, 18.30 - 21.30

VIR Viafarini-in-residence, via Carlo Farini 35

Archivio Viafarini, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4

  

VIR-Viafarini-in-residence in via Carlo Farini 35:

Francesco AmatoVittorio BianchiAlessandro CalabreseGiovanni ChiamentiGenuardi/RutaSilvia MorinNiccolò MoronatoOpere VarieAlessandro SimoniniMattia Sinigaglia

 

Archivio Viafarini alla Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4:
Sonia AndresanoGiuseppe De SiatiGiuseppe Mirigliano, Francesco Nava, Daniela Spagna Musso, Danilo TorreDaniela ArdiriJaspal BirdiLeila MirzakhaniGianluca QuagliaMatteo Vettorello

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Venerdì 28 giugno Festa dell'Unità Schiranna a Varese

VENERDI 28 GIUGNO torna #tuttisottotenda alla

Festa de l'Unità della Schiranna con

IL SUD CHE BALLA / FESTA SALENTINA

Sul palco JENTU DE PIZZICA e COLLETTIVO FUJENTI

 

Pizziche, tarante, tammuriate, balli e cucina tipica per una serata di assoluto divertimento! 

PARTECIPA QUI 

Il calore del Salento e del Sud Italia, tutto in una sera e tutto alla Festa de l'Unità della Schiranna - Varese. 

Cucina tipica, balli sfrenati, pizziche, tarante e tammuriate per un evento davvero imperdibile.

Sul palco Jentu De Pizzica, collettivo di musicisti che si pone l'obiettivo di diffondere il più possibile la magica cultura salentina, e Fujenti progetto dedicato alla musica del sud e alla contaminazione tra culture diverse.

 

Dalle 20.00 > STAGE DI TAMMURIATE condotto da Lina Caprino

Dalle 21.00 > FUJENTI

Dalle 22.30 > JENTU DE PIZZICA

 

Festa de L'Unità Schiranna - Varese 2019 / via Vigevano, 26 21100 Varese

Inizio concerti ore 21.00 - ingresso 8€ consumazione compresa

Eventi confermati anche in caso di pioggia

Possibilità di cenare presso la festa

Ampio parcheggio

 

Info: 0332 320207 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Ostaggi del Concept.

Ostaggi del Concept.

Cosa direste a qualcuno che oggi … Anno Domini 2019, vi dicesse: “Ehy! Sai che c’è? Esco con un concept album!”. Non riesco ad immaginare la sequenza ma, sicuramente, ci sarebbe una controllatina al calendario (giusto per essere certi di non essere finiti in una anomalia spazio-temporale e di essersi ritrovati nel 1976), la telefonata al numero unico emergenze, il tentativo di consolare i parenti e, infine, la conseguente disamina delle cause del disturbo … è caduto dalle scale, si è tirato la basculante del box sulla testa, si droga, ha elaborato un importante disagio psichico.

Vi do una notizia: è successo! L’opera (forse) anacronistica è frutto delle fatiche della band ligure Messer Davil. Il gruppo di ex ragazzi, molto giovanili, nasce dalle ceneri dei Soja Dream FM attivi per un decennio tra 2000 e il 2010, di cui condividono tutta la compagine tranne per la defezione del bassista Emiliano Goso, sostituito da Federico Fughiz Fugazza. L’album, dal titolo “La Sindrome di Stoccolma”, è figlio del chitarrista e compositore Davide Aicardi che è il  vero deus ex machina dell’insano progetto.  Completano il gruppo: Maurizio DePalo alla batteria, Mauro Max Maloberti arrangiamenti e tastiere e il cantante Alessandro Lamberti cantante rock classico che ha impreziosito assolutamente il disco con le seconde voci e le loro orchestrazioni . Infine, menzione speciale per l’incosciente coraggio al produttore Alessandro Mazzitelli … che, dico io, non poteva produrre un paio di trapper come vanno adesso massimizzando l’investimento???

La “Sindrome di Stoccolma” è un disco “indie-pop-rock” ma, come avviene spesso in questi tempi di crossover (loro parlano di crossover orizzontale indipendente perché è nato dall’insieme di molti generi diversi … mah … fa un Frankenstein, no?), pieno di paesaggi sonori contaminati che coinvolgono generi e atmosfere anni ’80 e ’90 con escursioni tra il delta del Mississippi, i Caraibi, la Giamaica e l’elettronica. Le chitarre, in particolare, intervengono spesso con quell’acidità tradizionale dei meravigliosi Settanta a creare un amalgama di sicuro gradevole e non banale. Facile da ascoltare è, anche, poco mainstream per il lavoro fatto su suoni e arrangiamenti. Percettibile, sotto i molti strati, una volontà cantautoriale che rimanda a Gazzé e Silvestri ma, anche, una fibra rockettara “ignorante” che ci riporta più spesso a Timoria e Subsonica, tra gli altri.

Se non fosse così dannatamente retrò da parte mia, darei il bentornato alla musica, quella che viene dopo lavoro di mesi, quella che si fa con gli strumenti musicali con la testa, le mani e il cuore.

In definitiva, le diciotto tracce de La Sindrome di Stoccolma sono gradevoli e ben fatte. Menzione di merito, per i testi di Aicardi. Intelligenti, a tratti ironici, graffianti e profondi per i temi trattati e per i punti di vista non convenzionali.

Ed eccoci qui … Vi state tutti domandando ma di cosa parla il concept? Ed ecco la sorpresa: in questo mondo immatricolato ed omologato, qualcuno riesce a parlare di cosa ci rende ostaggi.

Prigionieri soggiogati da una realtà dominata dalle tecnologie (oltre ogni visione pessimistica, abbiamo superato la mitica Skynet), autocontrollo, ideologie, fobie, convinzioni, religioni, superstizioni, etc.

Il mondo è di chi è contro i vaccini, dei creazionisti, di chi crede che la Terra sia piatta, di chi diffonde verità che noi tutti ignoriamo sulle “scie chimiche”. Attualmente è troppo facile esprimersi senza sapere e riuscire ad avere una pletora anche ampia di chi ci seguirà sul terreno dell’idiozia.

Interessante su questo tema, il singolo da cui è stato tratto anche un videoclip (si può vedere su YouTube): L’Idiota Digitale.

Così diventa difficile non pensare che ci siamo cascati e che questa è più di un’ipotesi di complotto ma la dimostrazione di un teorema. Ed è ulteriormente arduo non pensare che il titolo dell’opera sia assolutamente azzeccato, in quanto, ci siamo innamorati dei nostri carcerieri, tanto da esserci consegnati tra i loro artigli spontaneamente.

Che dire, l’album anacronistico ci è piaciuto. Speriamo di poter ospitare una loro show-case magari durante le finali di Rock targato Italia e che a voi sia venuta voglia di chiudere la traccia del rapper di turno (diamogli un nome di fantasia: Cistifellea?) e, magari, di sentire qualcosa di diverso, qualcosa di intelligente.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock Targato Italia

 

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