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Heart - PULSAZIONI CULTURALI Venerdì 29 settembre, dalle 21.00 alle 23.00 Raccolta fondi per sostenere il progetto La bellezza resta.

Heart - PULSAZIONI CULTURALI è lieta di invitarvi a una serata molto speciale. 

Venerdì 29 settembre, dalle 21.00 alle 23.00 si terrà una Raccolta fondi per sostenere il progetto "La bellezza resta".

Più di cinquanta opere donate ad heart dagli artisti del progetto in vendita a prezzi simbolici.

Un’occasione straordinaria per portarsi a casa a prezzi stracciati un’opera d’autore e aiutare "La bellezza resta", a proseguire il proprio cammino...

E inoltre...

In questa occasione verrà presentato il libro La bellezza resta., edito da Ponte 43, a testimonianza degli eventi fin quì accaduti.
Un documento fondamentale per capire l’evoluzione del progetto

NON POTETE MANCARE!!

Ingresso libero per tutti

Le opere saranno aggiudicate al miglior offerente, a partire da un valore di base.

Le trattative cominciano alle 21.00 e si chiudono alle 23.00

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I Vaccini Sono Un'Illusione

TETYANA OBUKHANYCH

I VACCINI SONO UN'ILLUSIONE     

       Il libro più atteso del momento.

Dall'immunologa Tetyana Obukhanych

Una ricerca appassionante e illuminante.

Macro Edizioni, prezzo euro 8,90, pagine 96.

In seguito alla crescente preoccupazione in merito alla sicurezza dei vaccini, la nostra società si è divisa fra chi è a favore del loro impiego e chi invece è contrario.

Nel dibattito in corso, però, abbiamo perso di vista un problema più grande: le campagne di vaccinazione cancellano la nostra immunità naturale e mettono a rischio la vita dei più piccoli.

L’immunologa Tetyana Obukhanych in questo libro espone i motivi per cui i vaccini non possono assicurarci un’immunità duratura dalle malattie infettive e sono pericolosi per la nostra salute.

Basandosi su fonti scientifiche accreditate, quali PubMed (la banca dati medica più autorevole al mondo), l’autrice ci spiega in maniera chiara:

  • perché la vaccinazione antinfluenzale può essere definita come una roulette russa e quindi poco efficace;
  • l’inesistenza dell'immunità di gregge;
  • i motivi dell’esagerazione forzata dei problemi derivanti dalle malattie infettive naturali;
  • quali sono i rimedi naturali per il rafforzamento dell'organismo come vitamina A, vitamina D, omeopatia;
  • come i vaccini possono aprire la strada all’invasione di varie malattie: allergie, dermatiti, esofagiti, reazioni ai metalli pesanti che contengono, ecc.
  • e molto altro.

Un’indagine approfondita di tutte le fonti a disposizione sul tema dei vaccini e dell’immunità naturale.

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Il successo della disfatta.

Il successo della disfatta.

Dopo la lunga e torrida pausa estiva, torniamo alle Visioni. Oggi, parliamo, per l’appunto di una “visione” quella di un film. Trattasi dell’ultima fatica di Nolan: Dunkirk (scritto all’inglese). La storia è nota: è il 1940, l’esercito francese in rotta e il corpo di spedizione inglese riparano sulla costa incalzati dai tedeschi, in attesa di essere evacuati e portati in Gran Bretagna.

Va subito detto che la vicenda storica, conosciuta anche come “miracolo di Dunkerque” (alla francese) vanta un certo numero di pellicole. Ne ricordiamo tre, su tutte. Il primo dal titolo “La Signora Miniver” è un film americano del regista Wyler del 1942, delicato ed efficace per la vicinanza temporale all’episodio storico più centrato sulla mobilitazione dei civili inglesi per recuperare i loro soldati al di qua della Manica. Il secondo è francese, del cineasta Verneuil, noto più come un regista di film da botteghino che come autore, è del 1964 e si intitola “Week-end à Zuydcoote”. Quest’ultimo ebbe una produzione importante vista la garanzia del regista al botteghino. Last but not least, ricordiamo anche il film di Joe Wright, tratto dal romanzo di Ian McEwan “Espiazione” (Atonement, titolo originale uscito nel 2001) e che ne conserva il titolo anche nella trasposizione cinematografica. Va detto che il tema, trattato da McEwan, non è la storia della ritirata ma, il senso di colpa di una ragazzina che diventata scrittrice, cerca di riparare ad un torto fatto alla sorella e al suo amante, figlio della domestica, di cui cagiona la detenzione in carcere. Robbie, l’amante, per accorciare la condanna, si arruola nell’esercito. Il ragazzo morirà a Dunkerque dove riceverà l’ultima lettera della sua amata. Il regista di “Orgoglio e Pregiudizio” rilegge il testo traendone un film ispirato e coinvolgente. Il regalo più grande che ci fa è una piano sequenza di sette minuti dell’arrivo (appunto!) sulla maledetta spiaggia. Da non perdere.

Nolan costruisce un film corale e racconta la storia. Ne esce un film potente, documentato e ben ricostruito dal punto di vista storiografico ma, soprattutto, realistico. La realtà è il tema del regista: quella degli atti di eroismo e di codardia, quella del morale degli sconfitti, dell’istinto di conservazione e della salvezza. Il film diviso in tre parti: Il Molo, Il Mare e Il Cielo, tratta largamente dello spirito della guerra e di quella, in particolare. Siamo nella cosiddetta blitzkrieg, la guerra lampo, durante la quale, in un tempo molto breve, la Germania Nazista conquista quasi tutta l’Europa continentale. Un’avanzata che sembra inarrestabile.

E’ la prima guerra combattuta con le macchine. Navi, aerei e mezzi corazzati sono progettati, costruiti e armati per un solo scopo. Sono gli uomini che sembrano più piccoli, più deboli di fronte alle loro stesse creazioni: il film tratta  profondamente del dualismo uomo-macchina. Infatti, nel film non si vede un soldato tedesco se non alla fine. Il nemico è presente sotto forma di bombe, proiettili e aerei.

Come sempre, dobbiamo riconoscere che il cinema di Nolan è cinema al cubo: vedere in televisione o, in un formato diverso dal 70mm o dall’IMAX, Dunkirk è un peccato che ce lo restituirebbe depotenziato e privo di quella esperienza collettiva che solo il cinema ti può dare, amplificando sensazioni ed emozione. Il grande formato, da un punto di vista tecnico, permette di apprezzare il lavoro di Hoyte Van Hoytema che fotografa la pellicola magistralmente ma, trattandosi di lui, siamo abituati.

Un’altra menzione di merito per Hans Zimmer, l’impegno su musica ed effetti sonori rende l’esperienza ancora più emozionante e ricca. Anche il compositore è, ormai, una garanzia.

Gli attori sono tutti bravi e credibili. Anche, Tom Hardy che riesce a essere grande anche dietro a maschera e occhialoni da aviatori e che, l’unica cosa che ci può mostrare sono gli occhi. Trattandosi di lui, è più che sufficiente. Talento puro.

Bravo e intenso, anche Kenneth Branagh … che, forse, meritava un paio di battute in più.

Infine, credo che fare un film su Dunkirk per un britannico sia come per noi fare un film su Caporetto. Sono sconfitte che bruciano ma, che hanno cambiato la Storia. Hanno fatto cambiare prospettiva a governi e stati maggiori e, alla fine, hanno permesso di vincere le guerre a chi aveva perso la battaglia. Dopo la disfatta anglo-francese, un pugno di aviatori della RAF ha tenuto viva la speranza contro il nazismo e ha permesso agli alleati di organizzarsi. Sulla “Battaglia di Inghilterra”, Winston Churchill ha detto che ci sono pochi casi nella Storia in cui così tanti devono così tanto a così pochi. Come nella Storia, la pellicola di Nolan è ancora una volta un capolavoro, una scommessa vinta … appunto un successo: il successo della disfatta, potremmo dire. Nolan ancora primo della classe.

Cercare una morale dentro un film storico e realista è difficile. Mi piace pensare che si vada nella direzione di non doversi più preoccupare di vincere le guerre ma, di vincere sulla guerra.

 Purtroppo, l’attualità non mi supporta.

di Paolo Pelizza

© 2017 Rock targato Italia

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CHIAROSCURO

DANILO CHIRICO

CHIAROSCURO

Romanzo Bompiani, Euro 18, pagine 459

Federico Principe è un giovane e brillante magistrato di Reggio Calabria. Non ha paura di dire quello che pensa contro la ‘ndrangheta e l’atto d’accusa pronunciato durante un talkshow su una rete TV locale lancia la sua candidatura a sindaco della città. Ma le cose precipitano in fretta: una festa in una villa sul mare, una bella ragazza, una serata di alcol e sesso e poi, nel cuore della notte, uno sparo e un letto insanguinato.

Federico è convinto di essere innocente ma la ragazza è in fin di vita. Gli ospiti, fin troppo solleciti, si affrettano a scagionarlo davanti alla polizia: è stato un incidente, dicono, e lui comincia a convincersene. Ma è costretto a fare un passo indietro e trasferirsi a Roma. Chi credeva in lui legge nella sua scelta un tradimento, uguale a quello di suo padre Santo trent’anni prima.

A Roma, Federico prova allora a ricominciare: nuove abitudini e prove d’amore, vizi e passioni da sperimentare per non venire risucchiato dalla Procura. Finché, nelle indagini quotidiane sul mondo criminale, ecco riaffiorare i fantasmi del passato.

È possibile lasciarsi tutto alle spalle? Sfuggire alle colpe dei padri? E quali sono le colpe dei figli?

 

Danilo Chirico (Reggio Calabria, 1977) è un giornalista, scrittore e autore televisivo. Ha lavorato a programmi di informazione per RaiunoRaitreMtvLaeffeRepubblica.it Radiotre. Ha scritto per giornali, riviste e agenzie di stampa e sceneggiato la web serie Rai Angelo. Collabora con Pagina 99. Ha pubblicato diversi libri. Nel 2011 con Dimenticati ha vinto il premio di scrittura Indro Montanelli – Giovani. È presidente dell’Associazione antimafie daSud. Vive e lavora a Roma.

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Da oggi in anteprima su Exitwell.com e in tutte le radio “ALIEN” il nuovo singolo e videoclip dei GAZE OF LISA

A volte nella vita si prova un’inspiegabile ed improvvisa sensazione di inappagamento, insoddisfazione, frustrazione, lontananza, perdita.Ci si sente non compresi, come se si fosse diversi dagli altri; sembra di vivere fuori dal mondo, proprio come degli alieni o, di essere incompleti e allora scatta un meccanismo che continua a cercare incessantemente qualcosa al di fuori di noi, lontano, ma spesso, quel che cerchiamo, si trova più vicino di quanto si possa pensare.

È questo il tema del nuovo singolo “Alien” della band Gaze of Lisa. Il brano racconta di persone insoddisfatte della propria vita e cercano qualcosa che le possa cambiare. Non vedono e non si accorgono, che quello che può dar loro felicità e salvarli dall’insoddisfazione è molto più vicino di quanto si pensasse. 

Il videoclip è da oggi in anteprima su Exitwell.com, rivista bimestrale, cartacea, gratuita e disponibile online, interamente dedicata alla musica indipendente ed emergente. Il videoclip è diretto dal regista materano Antonio Andrisani, presenta lo stile della band e la propria visione del mondo, raccontando la storia di un ragazzo che si sente un alieno. Estraniato dal mondo e deriso e respinto dalla società, il protagonista non può fare altro che ritenersi diverso, come se appartenesse ad un altro mondo. Alla fine, però, si accorge che non è solo, ma ci sono altre persone proprio come lui e che, nella propria diversità, si può raggiungere quella soddisfazione tanto desiderata. Il brano anticipa l'uscita del nuovo Ep "Hidden".

Gaze of Lisa, band di Matera formatasi nel 2012, è composta da Carmelo Fascella (chitarra, voce, synth), Pierdomenico Niglio (batteria, voce, synth), Damiano Niglio (basso, cori, synth). Il nome è ispirato alla canzone “The ballad of Mona Lisa” dei Panic At The Disco e dall’immagine a cui il quadro si riferisce. I generi nei quali spaziano sono: alternative rock, synth pop ed electronic rock, facendo utilizzo di sonorità elettroniche accompagnate spesso da una sezione ritmica funky. Il trio vanta numerose partecipazioni a Festival nazionali come Rock Targato Italia (dove accedono alle finali), Festival Estivo di Piombino, Frequenze Mediterranee, Festival Peppino Impastato, Radio Activity Festival.

La band ha già pubblicato un primo EP dal titolo “Gaze of Lisa EP”.

Sul web:

https://www.facebook.com/gazeoflisa/

https://www.instagram.com/gazeoflisa/

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100 RACCONTI PER BAMBINI CORAGGIOSI

100 RACCONTI  PER BAMBINI CORAGGIOSI

di Elena Sforza

illustrazioni di Sabrina Ferrero

Mondadori Electa ElectaKids

in libreria il 19 settembre 2017

Mamma, che cos’è il coraggio?

Piccolo mio, mi hai fatto una domanda bellissima… Vedi, il coraggio, al contrario di quello che puoi pensare, non vuol dire non avere paura. Avere paura è normale. Ma le persone coraggiose sono quelle che affrontano le loro paure e le loro incertezze e le usano per diventare più forti. Il coraggio non vuol dire allenare i muscoli per vincere un nemico, ma allenare il cuore e la mente per capire quello che vi divide.

Mondadori Electa pubblica 100 racconti per bambini coraggiosi, un volume che raccoglie 100 storie di uomini coraggiosi di tutti i tempi e di tutti i paesi per rispondere a una semplice domanda: che cos’è il coraggio?

I piccoli lettori, pagina dopo pagina, capiranno che il coraggio non ha a che fare con i muscoli e la forza fisica, ma con la consapevolezza dei propri limiti e con la volontà di superarli o almeno di imparare a conviverci.

Leggeranno di Annibale il condottiero cartaginese che sfidò gli invincibili Romani valicando le Alpi sugli elefanti e di Alex Zanardi che dopo un terribile incidente ha speso il suo coraggio per inventarsi una vita non solo possibile ma pienamente degna di essere vissuta.

Conosceranno le storie dei giudici Falcone e Borsellino uniti contro la mafia, dell’esploratore Amundsen che sfidò i ghiacci del Polo, del Dalai Lama che non si è piegato all’invasore cinese, di don Chisciotte che osò combattere perfino con i mulini a vento e poi di Freddy Mercury e di Ayrton Senna, del presidente Obama e di Papa Francesco…

100 nomi per 100 racconti di vite tanto eccezionalmente comuni da diventare straordinarie che contribuiranno a superare molti stereotipi sul coraggio.

100 racconti per bambini coraggiosi è pensato per i bambini di tutto il mondo; per aiutarli a conquistate il coraggio, quello che è dentro ciascuno di noi, quello che serve per affrontare le paure, i dolori, le insicurezze. Quello che permetterà di non vergognarsi di piangere, di non scappare davanti alle prove ma di affrontarle, che insegnerà a realizzare i propri sogni.

Elena Sforza è il nom de plume di una mamma e famosa scrittrice italiana che per la prima volta si cimenta con la letteratura per ragazzi.

Sabrina Sforza, nata a Torino nel 1981, da dieci anni vive a Perugia. Lavora come graphic design e illustratrice ed è autrice del blog Burabacio (in torinese “scarabocchio”). Ha illustrato e impaginato libri per bambini e ragazzi per Mondadori Electa (La mia Milano, Conosciamoci meglio), Giunti (Nega, ridi, ama) e Cetem (Il mio album di arte e musica).

I 100 nomi dei 100 racconti: Andre Agassi, Abū Rayhān Al-Bīrūnī, Muhammad Ali, Woody Allen, Roald Amundsen, Annibale, Giorgio Armani, Neil Armstrong, Khaled al-Asaad, Banksy, Jorge Mario Bergoglio, Timothy Berners-Lee, Usain Bolt, Napoleone Bonaparte, Walter Bonatti, James Bond, Kobe Bryant, Tim Burton, Antonino Cannavacciuolo, Capitano Nemo, Cristoforo Colombo, Jacques Cousteau, Dalai Lama, Salvador Dalí, Charles Darwin, Davide, Johnny Depp, Charles Dickens, Walt Disney, Don Chisciotte, Bob Dylan, Albert Einstein, Lili Elbe, Falcone e Borsellino, Favij, Roger Federer, Fedez, Enzo Ferrari, Bobby Fischer, Francesco d’Assisi, Sigmund Freud, Galileo Galilei, Mahatma Gandhi, Giuseppe Garibaldi, Bill Gates, Nicolas Géant, Geronimo, Ernesto Che Guevara, James Hansen, Tony Hawk, Harry Houdini, Zlatan Ibrahimović, Michael Jackson, Steve Jobs, Jovanotti, Martin Luther King, Le Corbusier, Bruce Lee, John Lennon, Leonardo da Vinci, Leonida, Primo Levi, Lincoln Abraham, Charles Lindbergh, Konrad Lorenz, Nelson Mandela, Guglielmo Marconi, Steve McCurry, Eddy Merckx, Freddie Mercury, Lionel Messi, Reinhold Messner, Arnoldo Mondadori, Wolfgang Amadeus Mozart, Pepe Mujica, Bruno Munari, Elon Musk, Isaac Newton, Rudolf Nureyev, Barack Obama, Omero, Louis Pasteur, Luciano Pavarotti, Michael Phelps, Pablo Picasso, Pinocchio, Marco Polo, Robin Hood, Cristiano Ronaldo, Valentino Rossi, Antoine de Saint-Exupéry, Ayrton Senna, Spartaco, Alberto Tomba, Ulisse, Umberto Veronesi, Alessandro Volta, Andy Warhol, Alex Zanardi

La copertina, l’abstract del volume  e le immagini stampa sono scaricabili al link: http://bit.ly/100racconti

 

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Edicola Radetzky, viale Gorizia (Darsena), Milano - Giovanni Copelli

Giovanni Copelli | PER SEMPRE

A cura di Simona Squadrito

Inaugurazione martedì 19 settembre 2017 ore 19.00

Fino al 30 ottobre 2017 (visibile tutti i giorni 24 ore su 24)

Edicola Radetzky, viale Gorizia (Darsena), Milano

Noi ci eravamo lavorati un sarcofago nuziale; se non un unico lenzuolo, un unico sudario ci spettava; una prima notte eterna; tenebre quali bramano gli sposi, ma tali da consumare una creatura viva; un abbraccio dei nostri nonessere; disegnare infine, insieme, uno stemma in negativo, l’ultimo, dei colori del vuoto.

(Giorgio Manganelli - Agli dèi ulteriori )

 

La saga dell’amore e del mito di Giovanni Copelli, dopo Eros Capitolino e L’amore vince tutto, prosegue con la mostra PER SEMPRE. L’interno di Edicola Radetzky diventa la vetrina di un museo archeologico, dove l’artista  tenta di ritagliare dall'oscurità l’epifania di due amanti avvinghiati l’uno all'altro, congelando i gesti di un affetto che non cede al peso della morte.

La scultura rappresenta due figure immobili nel loro bizzarro decesso, testimonianza di una conclusione mai arrivata, di una morte che prende a  spintoni altre morti. L’artista gioca con il falso archeologico, mescolando e sovrapponendo diverse iconografie di amanti ritrovate nelle tombe. Come è di consueto nella pratica di Copelli i contenuti della cultura alta e della cultura popolare si sovrappongono in un gioco ironico e beffardo, fatto di travestimenti di residui mitici e riscrittura della memoria. PER SEMPRE è una battuta indisciplinata, l’usurpazione di un dialogo privato ma è anche un indizio che ci fa riflettere sull'ossessione tutta contemporanea sulla verità, un’immagine disobbediente che prende a gomitate anni di lettura e conservazione del passato.

I due amanti esposti a Edicola Radetzky prendono in prestito il carattere enigmatico di oggetti archeologici e lo raddoppiano, così da giungere a un nuovo enigma.

Giovanni Copelli mette in moto un meccanismo mistificatorio, che per via dell’evidente artificiosità data da un’esagerazione scenografica, ci permette di riflettere sulla pratica, tutta contemporanea, di recupero della storia. L’artista orchestra lo scambio di informazioni che vi è tra il passato e il presente, utilizzando le risorse del nostro archivio culturale, nel tentativo di individuare delle "immagini simboliche", per offrire  delle chiavi di lettura, fatte appunto di nuovi personaggi, metafore e archetipi narrativi, che servono come punti di riferimento per raccontare  anche chi siamo.

Prima che gli oggetti fossero esibiti nei musei non erano opere d’arte: un coltello era un coltello, uno strumento utile per tagliare, un vaso era un vaso, oggetto indispensabile per trasportare i liquidi. Adesso questi semplici oggetti si trovano esposti all'interno di spazi angusti, illuminati da faretti, dove la polvere sempre sospesa a mezz'aria spande nell'aria un aroma di tessuto deteriorato. Questi oggetti nella contemporaneità rinascono in un nuovo uso: sono feticci estetizzati, soggetti alla manipolazione e alla proiezione di un immaginario moderno e hanno dunque perduto  il contatto con quella cosa che ci sforziamo sempre di ritrovare: lo spirito del tempo. Anche la morte, esibita all'interno delle vetrine dei musei, parco giochi dei voyeur, non sa più preservare se stessa e si satura di una materia estranea diventando un oggetto di studio e di contemplazione, allontanandosi in modo definitivo dalla vita, per essere  consegnata al regno delle curiosità: una carne astemia in bilico  tra la  memoria e  il souvenir. PER SEMPRE  apre  una fessura ampia abbastanza da consentire il trapasso da  un mondo a un altro, un vuoto atemporale di significati, dove l’arte è una menzogna che non dice bugie.

 

 

Edicola Radetzky è un edificio storico affidato dal Municipio 6 - Comune di Milano a Progetto Città Ideale (iniziativa degli artisti Mirko Canesi, Fiorella Fontana e Stefano Serusi) come spazio espositivo per la ricerca artistica contemporanea.

EDICOLA RADETZKY

Viale Gorizia (Darsena) – Milano


  1. edicolaradetzky.it
    www.progettocittaideale.com
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Il nuovo singolo “ALIEN” dei GAZE OF LISA In radio dal 15/09/2017 Videoclip in anteprima su Exitwell.com dal 18/09/2017

A volte nella vita si prova un’inspiegabile ed improvvisa sensazione di inappagamento, insoddisfazione, frustrazione, lontananza, perdita. 

Ci si sente non compresi, come se si fosse diversi dagli altri; sembra di vivere fuori dal mondo, proprio come degli alieni o, di essere incompleti e allora scatta un meccanismo che continua a cercare incessantemente qualcosa al di fuori di noi, lontano, ma spesso, quel che cerchiamo, si trova più vicino di quanto si possa pensare. 

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Da Ligabue a "Kaleidos", il nuovo Album di Niccolò Bossini è una Bomba di Suoni!! Recensione e intervista di Luca Amaducci

Niccolò Bossini (Reggio Emilia nel 1978) è un chitarrista e cantautore. A 19 anni entra a far parte dei Raw Power e con loro incide un disco (Reptile House, 1998), partendo poi per due tour europei (1997 e 1998) e due tour negli States (1998 e 1999). La collaborazione con i Raw Power si conclude nel 1999, poi passa dai Tora Tora ai Pinkol che poi si trasformeranno nei The Teachers e con loro registra due demo, un EP, mentre Live arriveranno circa un centinaio di date, tra cui 4 a Londra. Le esperienze più significative saranno come supporters dei Linea 77Marlene KuntzDeep Purple e The Fratellis.                                                                                                                                                                                   

Nel 2005 inizia la sua collaborazione con Luciano Ligabue, entrando in sala registrazione per l'Album "Nome e Cognome" e accompagnando Ligabue durante il Nome e Cognome Tour 2006 oltre che nell'evento Campovolo di Reggio Emilia (10 settembre 2005), sua data di debutto nella Banda. Sostituisce Max Cottafavi nei ClanDestino, nella nuova formazione che porta il nome Club Destino che ha pubblicato nel 2007 il CD+DVD "Registrazioni clandestine".                                                                                     

Dopo un esperienza sempre con i The Teachers che finirà nel 2010, nel 2008 accompagnerà nuovamente con la sua chitarra Ligabue nei tour Elle-Sette Stadi 2008 nei sette concerti all'Arena di Verona insieme ad un'orchestra di 70 elementi, esperienza che si ripeterà anche nel 2009. Nel 2010 inizierà la sua avventura da solista, promuovendo dei suoi brani.                                                                 

Nello stesso anno continua la sua attività con Ligabue, nella registrazione del Disco "Arrivederci Mostro!" e nel tour che seguirà, fino al maxi-evento Campovolo 2.0 arrivando poi ai concerti in Italia e all'estero del tour 2012. Ancora nel 2012 parteciperà sempre con Ligabue al Sotto Bombardamento - Rock in 2012 e all'evento Italia Loves Emilia.                                                                                                                                                             

Nel 2012 esce il primo album solista QBNB lanciato dal singolo e video del brano "Il Mio Nome" seguito poi da altri Video come "Sulla Mia Strada" e "Paul" che però erano già stati preceduti da 3 brani già editi: "La Domenica è Andata", "Non Si Sa Mai" e "La Mia Malinconia". Nel 2013 partecipa alle registrazioni dell'album Mondovisione di Ligabue ed è di nuovo chiamato a suonare sul palco dell'Arena di Verona dal rocker di Correggio per 6 serate. Sempre nel 2013 esce il suo secondo album da solista intitolato #SECONDOLAVORO, un EP di 6 tracce distribuito solo in formato digitale e anticipato dai singoli e dai video dei brani "Non Si Sceglie" e "Cosa Ti Aspetti Da Me", a ruota poi sono usciti i video dei brani "Alcatraz" e "Sei Dove Sei".                                           

Il 2014 e 2015 lo portano in giro con Ligabue nel Mondovisione tour in Italia poi nel tour mondiale e per l'evento Campovolo - La festa 2015. A settembre 2016 esce il nuovo Album solista dal titolo "Kaleidos" anticipato dal singolo-video "La Vita Adesso" seguito poi in Radio dal brano "Tu mi lasceresti anche morire " e dalla ballata "Piloti e Supereroi".

 

Recensione dell'album "Kaleidos"

"Kaleidos" è una vera chicca, un Album diverso dai precedenti, pieno di suoni, elettronica, rock, dance, pop, insomma, un pò di tutto. Pezzi come La Vita Adesso, dove il ritmo costante e una bella dose di elettronica rendono il brano molto divertente e ballabile, un singolo estivo in piena regola. Nella bellissima ballata dal titolo Piloti e Supereroi, la malinconica sulla vita passata, le strade percorse, le scelte e i suoi ricordi, con il pianoforte che accompagna inizialmente la voce di Niccolò, con una lenta cadenza di batteria e dei leggeri riff che non aggrediscono il pezzo, un piccolo gioiello.

Il Tuo Orizzonte è un brano molto ritmato che esplode nel ritornello, con un’impronta dance anni ‘70 che nei Live farà ballare di brutto. Un Giorno Bellissimo è un pezzo rock veramente ben fatto, un testo birichino in un brano dove la batteria e la voce la fanno da padrone. In Ti Hanno Parlato Di Me si parla della fine di una storia, dovuta alle solite chiacchiere messe in giro, un brano ben fatto con la chitarra in primo piano sulle strofe e con un ritornello ben calibrato.                                          

Tu Mi Lasceresti Anche Morire è un altro bel brano pop, con il testo che gioca sull'inizio di una storia d'amore, con i vari giochetti che ne può comportare.Nel pezzo Le Nostre Canzoni, Bossini rende omaggio ai brani che portiamo dentro e che ti seguono nella vita, senza però perdere di vista la realtà, musicalmente è la chitarra che lascia il segno.Poi ci sono due pezzi più leggeri, Fallo Con Amore e Tutto Così Perfetto, il primo un bellissimo brano che fa riflettere, invita a fare ogni cosa con amore, mentre il secondo brano con un assolo finale da brividi gioca sulla malinconia, la crescita e i ricordi belli o brutti, ma sempre con la speranza che alla fine sarà, appunto, “Tutto Così Perfetto”.            

Poi arriva Un Altro Po', una storia d'amore più carnale, un innamoramento in piena regola dosato dalle regole della passione, con una musica più lineare ma che serve al brano per farsi capire. Insomma, un Album da avere, che racconta storie di vita dove ci si rispecchia in tutto. Musicalmente è un disco pieno di suoni, di generi e soprattutto di tanti colori, questo è KALEIDOS.  

 

TRACKLIST

01. Le nostre canzoni - (03:41)
02. La vita adesso - (03:02)
03. Il tuo orizzonte - (03:32)
04. Piloti e supereroi - (03:53)
05. Un altro po' - (03:34)
06. Fallo con amore - (03:23)
07. Ti hanno parlato di me - (03:14)
08. Tu mi lasceresti anche morire - (03:14)
09. Un giorno bellissimo - (03:05)
10. Tutto così perfetto - (03:37)

Intervista a Niccolò Bossini

1) Da dov'è nata la tua passione per la musica?

Vengo da una famiglia di musicisti, mio nonno paterno era un violinista e lo è anche mio fratello.Mi mandarono a lezione di pianoforte a 8 anni e al conservatorio a 13, ma non ero tagliato e lasciai perdere.Poi ho scoperto la chitarra per conto mio e per lei arrivò una passione fortissima.

2) Hai suonato quasi tutti i generi musicali possibili, quale stile si avvicina di più al tuo Mondo?

Bella domanda, la verità è che sono riuscito ad entrare in un sacco di mondi musicali e mi sono sempre adattato, dall’ Hardcore Punk sino al Pop passando per il Rock. Certo, se dovessi costringere me stesso a una definizione direi che lo stile che mi è più congeniale è il Rock, ma sarebbe un po’ riduttivo.

3) Hai militato in diverse Band: The Fire Wolves, Death Riders, Melting Pot, Raw Power, Tora Tora, Pinkol poi The Teachers, ricordi positivi e negativi di qui momenti?                                                                                                     

Hai tirato fuori un sacco di band nelle quali ho militato, anche quelle da bambino. In realtà le più importanti di quelle che hai citato sono e restano i Raw Power e i Teachers. Ho tanti ricordi ovviamente, soprattutto con i Raw Power e preferisco tirar fuori quelli belli: Le prime sessioni in studio, il tour europeo con i Gwar (band heavy metal satirica statunitense), i tour in America, le due volte al CBGB's di New York.Ma anche con i Teachers non abbiamo scherzato, andavamo a suonare a Londra quando nessuno in Italia lo faceva. Ricordo un concerto epico all'Upstairs at the Garage di Londra, era un brutto momento per me, ma quell'ora sul palco con gli inglesi estasiati per il nostro show fu travolgente e indimenticabile.

4) La prima volta che hai cantato su un palco, come è andata?

Alla classica festa di paese, con una band del paese.Avrò avuto 12 anni e non avevo nemmeno la chitarra in braccio, cantai "Vita spericolata" di Vasco Rossi e non volevo più scendere.

5) Con i Raw Power hai fatto un Tour Europeo e uno negli Stati Uniti, raccontaci quell'esperienza e che differenze trovi con il nostro modo di vivere la Musica?

Quando andavamo in America con i ragazzi era la fine degli anni 90, i telefonini non prendevano all'estero e internet serviva solo per mandare le e-mail o guardare qualche sito con connessioni lentissime, quindi andavamo davvero all'avventura. Sono stati tour pazzeschi nei quali facevamo 24.000 chilometri in 25 giorni, non scherzo. C'erano tante differenze, di approccio e di professionalità, ma devi anche considerare che spesso non eravamo in locali ma in veri e propri Squat (centri sociali), addirittura a volte a casa della gente. Negli anni, con la globalizzazione, queste differenze enormi si sono appiattite. Ora puoi trovare centinaia di tutorial su You Tube su come fare tutto, se poi hai un po’ di vera capacità di apprendimento puoi fare tantissime cose a dei livelli che 20 anni fa, qui in Italia, ci sognavamo. Però una differenza me la ricordo bene e non è mai cambiata nonostante i tutorial, in Inghilterra e in America i fonici non mi hanno mai chiesto di abbassare l'amplificatore.

6) Nel 2005 arriva la svolta con Ligabue, com'è nato il tutto?
                                                                                                                                                                                                  
Con un provino. All'epoca avevo 26 anni, avevamo una gran voglia di suonare ma con i Teachers le cose non funzionavano. Avevamo preso una pausa e io ero in bilico tra continuare a suonare o iscrivermi(tardivamente)all'Università per fare il Fisioterapista. Mi ero dato 9 mesi di tempo per provarci ancora con la musica ad un certo livello e l'idea di smettere di suonare non mi piaceva affatto, però nemmeno mi spaventava, non è obbligatorio fare il musicista nella vita. Così, una volta saputo che Luciano cercava musicisti nuovi, mi informai da Luca Pernici (il suo produttore dell'epoca) al riguardo. Sono partito per Correggio in un bel pomeriggio di Febbraio (era il 10, lo ricordo bene) con la mia vecchia e piccola Twingo piena zeppa di strumenti. Provai con Cesare Barbi alla batteria e Rigo al basso 5 pezzi, poi arrivarono in sala Simoncioni, Barbacci e Luciano. Al terzo pezzo Luciano fermò tutto e mi diede appuntamento in studio per la settimana dopo e da lì sono rimasto con lui più di 10 anni. 

7) Che emozione hai provato a suonare al primo Campovolo e all'Arena di Verona?                       

Domanda alle quale è difficile rispondere. La prima volta all'Arena ero già stabilmente nella band da 4 anni e ricordo che Luciano a metà del primo pezzo dovette tornare indietro perché l'impianto (per colpa della pioggia) faceva i capricci. Era il peggior inizio che si potesse mai immaginare, ma con la sua solita forza d'animo tornò fuori con noi al seguito e alla fine la portammo a casa magistralmente. Il primo Campovolo fu una cosa strana, me la volevo godere ma dovevo anche portare a casa la pellaccia, era la prima serata che facevo con Luciano e dovevo dimostrare di valere quell'opportunità anche dal vivo.   Quindi volevo godere ma avevo anche paura, bilanciai tutto e pur non divertendomi un casino feci un gran concerto. Con il divertimento mi sarei poi rifatto negli anni a venire e con gli interessi.

8) I lati positivi e negativi di Ligabue?

Immagino che la tua domanda sia riferita al lavorare con lui. E quindi, partiamo dai lati positivi che sono noti a tutti e sono: Le cose che impari, le esperienze che fai, il far parte di una grande storia musicale, una discreta monetizzazione della tua passione unita all'orgoglio di riuscire a pagarsi le bollette con la musica, quella vera. Poi tutto il folklore che una certa notorietà può portare, quindi si, dai, ammettiamolo, un maggiore successo con le donne, la gente che ti riconosce per la strada e gli autografi sono tutte cose che fanno piacere. I lati negativi invece non sono tanti in realtà, anzi, quasi nessuno, ma se proprio devo tirartene fuori uno è la scarsa considerazione artistica che la gente ti dà. Non mi spiego perché ci sia quella nomea, perché i musicisti di Luciano sono capaci eccome, però onestamente quella percezione, a differenza delle band di Vasco o di Zucchero, c'è…

                 

9) Il Live con Ligabue e da Solista che hai nel cuore e quello che vorresti dimenticare?                     

Live che ho nel cuore con Luciano tanti, ma sottolineo "Whisky a Go Go" a Los Angeles 3 anni fa. Dei miei direi ai Vizi del Pellicano a Fosdondo di Correggio nel 2015 assieme al live "#ACASATOUR 2014" a Pompei. Da dimenticare con Luciano non ce ne sono, anche se la tournée nelle Piccole Città non fu il top. Live da dimenticare mio forse un concerto un po’ triste al Circolo degli Artisti a Roma, dove avevo voglia di scendere giù al secondo pezzo. 

10) Quali sono i 2 Dischi e i 2 brani (uno con Ligabue e uno da Solista) che ami di più?

Il mio disco al quale sono più legato è "Kaleidos" mentre il pezzo è "Piloti e Supereroi". Con Luciano sicuramente l'album “Nome e Cognome” e il pezzo è, senza esitazione "Sono qui per l'amore".

11) Qual' è il primo album che hai comprato?

"Liberi Liberi" di Vasco Rossi.

12) Che ne pensi del ritorno del Vinile?
Non so bene cosa dire, l'utente più impegnato o il fan più accanito ha sempre bisogno di un feticcio, di una prova tangibile del suo amore verso la musica.Sicuramente il vinile è qualcosa di paradossalmente più "nuovo" e che dà più soddisfazione a tenerlo tra le mani rispetto al CD, che è ormai obsoleto. Questa segnatela, credo che tra un po' tornerà anche la cassetta con i mix-tape.
       
13) Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato e i pezzi che hai nel cuore?

Tanti, tanti. Da ragazzino ho amato molto il Rock Italiano, da Vasco Rossi a Ligabue, da Zucchero ai Litfiba, mi piacevano i Rats, i Negrita, non mi dispiacevano i primi pezzi di Eros Ramazzotti e non amavo molto Jovanotti (ma ora mi piace). Poi ho aperto un po' le ali e ho scoperto la musica anglosassone, complice la mia passione per la chitarra mi sono innamorato delle grandi band Hard-Rock, dai Van Halen ai Led Zeppelin, Ac/Dc, i Deep Purple e anche un po' di Metal, ho amato molto soprattutto Iron Maiden (i più classici) e Pantera (i più feroci). Poi sono entrato nei Raw Power e ho scoperto il Punk, prima quello americano dei Black Flag, Circe Jerks, Dead Kennedy poi quello inglese dei Jam, Clash e Sex Pistols.Quella fu una svolta per me perché mi aprì le porte di una delle mie influenze più durature, il Brit.Per tutti gli anni 2000 ne fui influenzato nella scrittura delle canzoni e nel modo di suonare e cantare. E poi sono arrivato sino a qua, negli ultimi anni non ho avuto più influenze certe, mi aggrappo a tutto quello che ho vissuto nel percorso e alle nuove cose belle (poche) che sento.Forse, Dylan è stato il mio ultimo grande faro.

14) Quando sei sul palco cosa senti?

Beh, dipende, a volte sono completamente trasportato, a volte mi annoio, dipende da tanti fattori. Certo un po' di assuefazione negli anni si è manifestata e pur essendo ancora un esperienza dopante, un moltiplicatore stratosferico di sensazioni ed emozioni, il palco non mi dà più l'ebrezza che mi dava da ragazzino, quando ne ero totalmente dipendente e mi sentivo davvero come un bambino al Luna Park.

15) Ci parli dell'ultimo Disco dal titolo "Kaleidos"?

Doveva essere il disco della svolta ma è stato un po' un nulla di fatto, commercialmente parlando. Musicalmente invece è ancora un disco nel quale credo fortemente, c'è un netto cambio di direzione rispetto a tutto quello che ho fatto in passato, ed è forte.I pezzi dal vivo hanno una carica emotiva superiore, e se si continuerà, si continuerà su questa linea, quella del cambiamento. Quindi non è detto che il prossimo sarà uguale a "Kaleidos", magari sarà tutta un'altra cosa. Potrebbe essere Folk, oppure Metal, ma non come i Pantera, che non riesco ad urlare così, chissà, magari come gli Slayer.                                    

16) In "Piloti e Supereroi" ripercorri le strade della tua infanzia, ma ti senti più Pilota o Supereroe?
Mi sento più Supereroe.

17) L'Ultimo Disco è molto Rock-Dance, molto anni 70/80, che non hanno niente a che vedere con i brani di Ligabue, ti viene naturale o è un ostacolo da saltare?

Certamente, è capitato (e capita ancora) che magari in sala prove con i ragazzi ci si interrogasse se una cosa "facesse troppo Ligabue" oppure no. Sai, avendo suonato tantissimo con lui può capitare di fare una parte di chitarra che richiami un po' il suo mondo, ma nella scelta delle parole, delle musiche e degli arrangiamenti, io, come è giusto che sia, tiro dritto per la mia strada.

18) Entri in un locale, e vedi un bel Jukebox in un angolo che manda un pezzo di Kaleidos, quale sarebbe? Ti manca quell'atmosfera vintage?

Si, mi manca.Mi ricordo una vecchia Sala Giochi dove andavo a giocare ai videogame tanti anni fa e in quell'estate grazie al Juke Box ascoltai un sacco di pezzi che tutt'ora mi sono rimasti impressi, da "Gli anni" di Max Pezzali (gran pezzo) sino a "Smash" degli Offspring (grandissimo disco) e "What's the story" degli Oasis (capolavoro). Mi piacerebbe sentirci "La Vita Adesso", magari in un bar della Versilia, d'estate, con i bambini che vengono su dal mare fradici e abbronzati a prendersi un gelato al bar, e la cantano.

21) Hai dei rimpianti?            

Si, aver trascinato troppo a lungo diverse decisioni (in vari periodi della mia vita) che mi avrebbero permesso di avere più tempo.

22) Hai una frase nella quale ti riconosci?

"Serenità. E se proprio non c'è serenità..... Serenase!"

23) Vuoi dire qualcosa agli amici di Rock Targato Italia ?

Grazie ragazzi dell'intervista, venite sul mio Facebook e sul mio Spotify ad ascoltare le mie canzoni,  anzi è meglio dire "Le Nostre Canzoni".

Grazie Niccolò


                                                                                                                                                                                                

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Discografia            

                                                                                                                      Solista                                                                                                                                                          

Album in studio                                                                                                                                                                     

2012 - QBNB                                                                                                                                                                       

2013 - #SECONDOLAVORO                                                                                                                                              

2016 - KALEIDOS                                                                                                                                                               

Band                                                                                                                                                

Matteo Tagliavini - chitarra                                                                                                                                            

Marco Massarenti - basso                                                                                                                    

Lorenzo Bigi - batteria                                                                                                                                                            

Ex-componenti                                                                                                                                                            

Cesare Barbi - batteria (2009-2013)    

                         

Con Ligabue                                                                                                                                                                          

2005 - Nome e Cognome                                                                                                                                             

2010 – Arrivederci Mostro                                                                                                                                                

2013 – Mondovisione

 

LUCA AMADUCCI 

FOTO DI JARNO LOTTI                                                                                                

 

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EMANUELE DABBONO IN ARRIVO IL NUOVO ALBUM “TOTEM” DOPO BEN 5 DISCHI DI PLATINO COME CO-AUTORE CON TIZIANO FERRO. RECENSIONE E INTERVISTA DI LUCA AMADUCCI

Emanuele Dabbono nasce a Genova il 15 Gennaio del 1977, è un cantautore e musicista Italiano.               

Nel 2005 vince il Cornetto Free Music Festival con il brano “Scritto sulla pelle” che suonerà poi in piazza Duomo a Milano davanti a 200mila persone.                                                                                                                               

Nello stesso anno ha aperto i concerti di Avril Lavigne, Black Eyed Peas, John Legend e Francesco Renga.                  

Nell'estate 2016 esce il singolo "Scritto sulla pelle", prodotto dai Planet Funk per Universo (Warner).        

Nel 2008 partecipa alla prima edizione di X Factor, classificandosi al terzo posto e cantando in finale il proprio brano "Ci troveranno qui".                                                                                                                                 

Il 15 luglio 2008, affiancato dalla propria band (i Terrarossa), pubblica il suo primo EP dal titolo "Ci troveranno qui".                                                                                                                                                                  

Nel 2010 pubblica il suo primo libro dal titolo "Genova di spalle".                                                                        

Siamo nel 2012 ed esce il primo album “Trecentoventi”.                                                                                        

Nel 2013 pubblica il suo secondo libro, "Musica per lottatori", una raccolta di poesie.                                       

A gennaio 2014, con il progetto "Clark Kent Phone Booth" fa il suo esordio dal vivo negli Stati Uniti con un tour di 9 concerti sulla costa Est toccando ben 5 stati (New York, New Jersey, Pennsylvania, Ohio, Massachussets) e con 4 date a Manhattan.                                                                                                                     

Arriva la svolta nel 2014: scrive insieme a Tiziano Ferro il brano "Non aver paura mai", contenuto nell'album Sony di Michele Bravi (vincitore di X Factor 2013).                                                                                                    

 Lo stesso anno esce la prima raccolta di Tiziano Ferro TZN – The Best Of Tiziano Ferro” che contiene l'inedito scritto con lo stesso dal titolo “Incanto”, vincendo 2 Dischi di Platino.                                                

Nel 2015 esce il secondo Album con i Terrarossa: "La velocità del buio".                                                           

Nel 2016 arriva il grande successo, partecipa come co-autore di 3 canzoni: Valore Assoluto, Il Confronto e Lento/Veloce contenuti nel nuovo Album di Tiziano Ferro dal titolo “ Il Mestiere Della Vita”.                     

Due dei tre brani (Il Conforto e Lento/Veloce) diventeranno singoli di successo, ottenendo altri 3 Dischi di Platino.                                                                                                                                                                                      

Emanuele Dabbono ha il dono della scrittura, tanta gavetta ed esperienza da vendere, scrive brani di successo, ed ora aspettiamo con fremito l'uscita del nuovo Album “Totem”.



Ed eccoci arrivati alla bellissima intervista fatta ad Emanuele Dabbono.

1) Com'è nato il tuo primo approccio alla Musica?

Avevo 13 anni quando vedendo la famosa scena di Ritorno al futuro dove Marty McFly, interpretato da Michael J.Fox, viene catapultato nel 1955, in una di queste si trovava sul palco come chitarrista improvvisato del gruppo chiamato a intrattenere i partecipanti.                                                                                                              

In quell’occasione, dopo aver suonato una dolce ballata dell’epoca "Earth Angel" dei Penguins, Marty McFly sconvolgeva il pubblico presente con un rock ’n roll fino a quel momento mai sentito, ovvero "Johnny B. Goode" di Chuck Berry ed è lì che pensai che dovevo a tutti i costi imparare a suonare la chitarra.                                                                                                                                                                                  

Mi sono dannato l'anima su una Ferrarotti scassata per imparare i riff di Slash e Jimmy Page, per poi arrivare alla mia prima chitarra elettrica e prima di averne una decente ci sono voluti anni.                                                                                                                                                   

Da ragazzo ho suonato in diverse formazioni il basso e persino la batteria.                                                             

Nel frattempo ho imparato pianoforte, armonica, mandolino, ukulele.                                                                   

Insomma, adesso che ho un mio piccolo studio, tutto questo esercizio ventennale ha il suo lato positivo e suono tutto.

In più la velocità di realizzazione delle idee è pressoché istantanea ed è come scattare una foto sonora a quello che un momento prima era solo silenzio.



2) Nel 2006 hai vinto il Cornetto Free Music Festival con il brano “Scritto sulla pelle”, che ricordi hai di quel momento?

Un successo inaspettato che mi portò le prime soddisfazioni.

La vittoria avvenne nel 2006 ma il singolo uscì solamente nel giugno 2016 prodotto dai Planet Funk.

Ricordo ancora la prima volta, ero in auto e su Radio 105 davano l'annuncio della vittoria dell'Italia ai Mondiali, subito dopo partì il mio brano e per poco non sbandai con la macchina dall'emozione.

Quel momento è entrato a far parte degli highlights della mia vita.

 

3) Sempre il 2005, un anno fortunato per te, hai aperto i concerti di grandi Artisti come Avril Lavigne, Black Eyed Peas, John Legend, Francesco Renga, cosa hai provato?

Una gioia incredibile e al contempo una grande opportunità di capire quanta professionalità si celi dietro ad artisti di successo.                                                                                                                                                                 

Ricordo che John Legend fu davvero gentile.                                                                                                                                        

Davanti avevo 200.000 persone in piazza duomo a Milano, da togliere il fiato.

 

4) Il pezzo "Scritto Sulla Pelle" è il primo singolo che ti ha fatto conoscere, raccontaci questa storia e come è nato il brano?

Scritto Sulla Pelle” ebbe una gestazione lunga.                                                                                                                 

Lo scrissi nel 2002, ma riscrissi il testo almeno 20 volte, tant'è che in giro ne circola anche una versione hard rock con due strofe in più.                                                                                                                                             

Feci la pre - produzione con Alessandro Finaz, strepitoso chitarrista della Bandabardo', poi la produzione fu affidata ai Planet Funk.

 

5) Veniamo al 2008 e alla partecipazione al primo X-Factor, sei arrivato terzo con il brano "Ci Troveranno Qui", quali sono stati i lati positivi e negativi di quell'esperienza?

Avevo già 30 anni, mi iscrissi a scatola chiusa senza nemmeno guardare il regolamento e quando scoprii che avrei dovuto cimentarmi con le cover volevo tornare a casa.

Solo in finale potevi proporre un inedito che scrissi da me e per fortuna ci arrivai.

Ad oggi sono l'unico finalista di X factor a non aver firmato con la Sony per l'EP di cover.

Avevo le mie centinaia di canzoni, magari brutte, ma mie e allora scelsi la strada meno battuta.

Ma alla fine il mio non voler scendere a compromessi è stato premiato e pubblicai “Ci Troveranno Qui” con Edel, misi su una band, i “TERRAROSSA” e girai l'Italia ovunque ci chiamassero.

 

6) Sempre nello stesso anno esce il primo EP dal titolo "Ci troveranno qui", cos'hai provato quando è uscito?

Il brano “Ci Troveranno Qui” è diventato una specie di piccolo inno generazionale, una di quelle canzoni che mi porterò sempre nei concerti.

C'era e c'è sempre ogni volta che la canto, una sorta di senso di appartenenza alle proprie radici che unisce e abbraccia anche chi in periferia non c'è mai stato o nato.

 

7) Oltre che suonare, il tuo punto di forza sono i testi, l'amore per la scrittura, questo lo si evince dall'uscita nel 2010 del tuo primo libro "Genova di spalle" poi seguito nel 2013 da una raccolta di poesie dal titolo "Musica per lottatori", cosa senti quando scrivi?

I libri sono stati una boccata d'aria fresca.

Avessi un solo consiglio da dare alle persone è: Uscite dagli stereotipi che vi impediscono di essere e fare quello che più sognate.

La realizzazione comincia con il desiderio, per farcela serve una lucida follia nella determinazione.

Occorre superare gli ostacoli che molto spesso noi per primi ci creiamo e una volta messo off al volume delle critiche distruttive puoi finalmente essere libero di osare.

Quando lo fai e soprattutto quando non cerchi di compiacere nessuno, crei quel qualcosa che anche se fosse piccolo, per te comunque sarà già memorabile.

 

8) Arriviamo al singolo "Ho Ucciso Caino" dal quale è stato estratto il video registrato nel carcere di San Gimignano, cos'hai provato dentro quel contesto?

È stato emozionante, sono certo che ognuno sia una storia vivente che vada la pena di essere ascoltata e poi raccontata, mi piacerebbe suonare nelle carceri.

 

9) Sei passato poi ad un nuovo progetto, realizzando due Album con lo pseudonimo "Clark Kent Phone Booth", facendo poi un tour negli Stat Uniti, che differenze hai trovato con il nostro paese?

Il tour in America mi ha dato modo di capire e crescere sul palco, nel modo di starci.

Loro si divertono molto di più, anzi, se ne sbattono proprio a fronte di una indubbia preparazione, ci sono Jazzisti che attaccano il delay al Sax e creano formazioni innovative solo per il gusto di cimentarsi con la bellezza della musica.

Hanno meno paraocchi e recinti, vivono il fare musica non come un aderire a questa o a quella parrocchia, ma essere piuttosto tutti figli di un'arte che gli fa da madrina.

Ti viene chiesto d'altronde, di esprimerti già da ragazzo e là non è che puoi fare cover in giro.

I gruppi, se vogliono suonare nei locali, devono portarci la loro di musica.

 

10) Qual è il primo album che hai comprato?

The Numbers Of The Beast” degli Iron Maiden in musicassetta, estate 1986 (anche se l'album era di quattro anni prima).

 

11) Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato e i pezzi che salveresti in uno scrigno?

Difficile, potrei stare qui in eterno ad elencarti di quanta bellezza sono grato di aver incontrato.

Vado di getto, senza ripensamenti su chi ha influenzato il mio modo di fare musica e dico Bruce Springsteen, Dylan, Van Morrison, Pink Floyd, Beatles, Damien Rice, Sigur Ros, Paul Simon, Joni Mitchell, Miles Davis, U2, Counting Crows, Crosby Stills Nash & Young, Sting.

 

12) Che ne pensi del ritorno del Vinile?

Un esplosione di gioia, per noi che li compravamo sappiamo bene cosa significa ascoltare “Tommy” degli Who stringendo tra le mani la copia fisica e ti dava la sensazione di poter toccare le loro idee.

Felicissimo del suo ritorno.

 

13) Quando entri in un Bar o in un Pub, senti la mancanza del vecchio Juke Box?

Mi piacerebbe averne uno in casa con il greatest hits delle canzoni che hanno avuto un significato per la mia vita, da Fade To Black dei Metallica a Racing In The Street del Boss, da All Alone The Watchtower nella versione di Hendrix a Nothingman dei Pearl Jam.

 

14) Sono usciti 2 Album, il primo nel 2011 dal titolo "Trecentoventi", un album decisamente Rock, mentre il secondo del 2015 intitolato "La velocità del buio" è molto più Soft-Rrock, quale ti rappresenta di più?

Direi decisamente “La Velocità Del Buio”, lo sento più maturo e con meno cedimenti dovuti all'usura del tempo.

Ma quello del quale vado più fiero è sicuramente il prossimo, la fotografia più fedele di me.

 

15) Nel 2014 arriva la svolta con il brano "Incanto", l'inedito scritto con Tiziano Ferro per la prima raccolta dal titolo "TZN-The Best of Tiziano Ferro", brano che ha ottenuto un enorme successo ottenendo il doppio Disco di Platino, com'è nata questa collaborazione?

Da una telefonata e dalla stima reciproca.

Tiziano mi seguiva da anni e aveva ascoltato diverse mie cose on line.

Gli mandai un brano “Non Aver Paura Mai” e subito finì nel disco di Michele Bravi.

Dopo pochissimo firmai un contratto con lui, è  colui che ha creduto in me più di chiunque altro nella mia storia musicale, mi ha tirato fuori dall'anonimato.

Gli sono e sarò grato per sempre.

 

16) Nel 2016 le soddisfazioni si moltiplicano, sei co-autore di ben tre brani nell'album di successo "Il mestiere della vita" sempre di Tiziano Ferro, ottenendo 3 Dischi di Platino, due per il brano "Il Conforto" e uno per l'ultimo successo "Lento/veloce", qual è il segreto?

Dire la verità e cercare di capirsi e accettarsi.

Tanto le mode sono circolari, tanto vale fare quello che si ama, si è più leggeri e credibili e soprattutto meno arrabbiati.

Scavare dentro di sé fa trovare gli altri.

 

17) Uscirà verso fine ottobre il tuo nuovo Album, ci vuoi dare qualche anticipazioni?

Si chiamerà “TOTEM” e già dal titolo si capisce che è un desiderio di manifestarsi per quello che si è, senza fronzoli, né featuring col rapper di turno o suoni che contemplino la radio e la moda più dell'espressione libera di sé.

Sono vent'anni che pensavo a un disco onesto così e finalmente ce l'ho tra le mani.

Registrato in tre giorni in una chiesa sconsacrata che è ora un piccolo teatro.

Sarà acustico e nascerà questo autunno.

 

18) Che ne pensi del Rock Italiano, tornerà mai ai livelli degli anni 90?

Lo spero tanto perché anche se non siamo l'America ce lo meritiamo.

 

19) Cosa provi quando sali sul palco?

Il desiderio di non scendere più dallo stesso.

 

20) Hai dei rimpianti?

Non aver potuto dimostrare qualcosa a mio Padre, se ne andò prima che potessi fargli vedere non tanto i dischi di platino ma che ero felice di vivere il mio sogno a testa alta.

 

21) Vuoi dire qualcosa agli amici di Rock Targato Italia?

Stay hard, stay hungry, stay alive!

 

SINGOLI

  • 2006 – Scritto sulla pelle
  • 2008 – Ci Troveranno qui
  • 2010 – Pacifico
  • 2011 – Io Rimango Mio
  • 2012 – Ho Ucciso Caino
  • 2015 – Certe Piccole Luci
  • 2016 – Alla Fine
  • 2016 – Le Cose Che Sbaglio

EP E ALBUM CON I TERRAROSSA

  • 2008 – Ci troveranno qui (UPR/Edel Music)
  • 2012 – Trecentoventi (Grace Orange/Halidon)
  • 2015 – La velocità del buio (Edel Music)

PROGETTO "CLARK KENT PHONE BOOTH"

  • 2012 – Vonnegut, Andromeda & the Tube Heart Geography (LMEuropean)
  • 2012 – Songs for Claudia (LMEuropean)

COMPILATION

  • 2008 – X Factor Compilation 2008 di (Bmg Ricordi) con il brano Con il Nastro Rosa
  • 2008 – Lucchetti Ponte Milvio - The Bridge of Love Songs (Steamroller) con il brano Scritto sulla pelle
  • 2012 – L'Italia cantata dai cantautori: Songwriters 80s,90s,2000s (Believe) con il brano Scritto sulla pelle
  • 2016 – Masters of Energy (Edit music) con il brano Pacifico

AUTORE

  • 2014 – Non aver paura mai con Tiziano Ferro per Michele Bravi
  • 2015 – Incanto con Tiziano Ferro
  • 2016 - Valore assoluto, Il Conforto e Lento/Veloce con Tiziano Ferro
  • 2017 - A ti te cuido yo con Tiziano Ferro, Da Soul, Diego Martinez per Tiziano Ferro

 

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LUCA AMADUCCI

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