Menu

I temi di EXPO approdano in mostra al MUST ciBoh!?


LE RISPOSTE DELL'ARTE AL TEMA DELL'ALIMENTAZIONE
Dal 6 marzo al 19 aprile 2015

A poche settimane di attesa dall'apertura di EXPO 2015, il MUST e l'associazione Heart Pulsazioni culturali di Vimercate propongono una riflessione sul tema del cibo e dell'alimentazione attraverso i linguaggi dell'arte contemporanea.
Venti artisti, alcuni già affermati a livello internazionale, altri emergenti e legati al nostro territorio, provano a raccontare l'identità del cibo da diverse prospettive, aprendo ciascuno una piccola grande riflessione su cosa significa per l'umanità l'alimentazione e la sua ritualità. Ora con ironia, ora con linguaggio evocativo, ora con vocazione spirituale, le opere esposte al MUST tracciano un percorso nei molteplici mondi del cibo, da quello quotidiano, più concreto e tangibile, a quello simbolico, trascendente e mistico.
“Se il tema centrale di Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” ci spinge a riflettere sulle contraddizioni del mondo contemporaneo – commenta Mariasole Mascia, assessore alle Politiche culturali – dove da una parte c’è chi soffre la fame, dall’altra c’è chi muore per malattie legate ad un'alimentazione scorretta ed eccessiva, questa mostra ci aiuta a comprendere come questo non sia solo un problema legato alla produzione e alla distribuzione del cibo, ma anche e soprattutto un problema di natura morale e culturale”.
La mostra collettiva, a cura di Simona Bartolena, espone dal 6 marzo al 19 aprile 2015, opere di Mario Bacchiocchi, Simone Casetta, Andrea Cereda, Silvia Cibaldi, Vittorio Comi, Fabio Eracle Dartizio, Giorgio Donders, Andrea Ferrari Bordogna, Franco Fontana, Roberto Fumagalli, Silvia Levenson, Vik Muniz, Michele Munno, Ugo Nespolo, Lorenzo Pacini, Martin Parr, Attilio Tono, Giovanna Torresin, Armanda Verdirame, Pierantonio Verga.
L'inaugurazione è fissata per venerdì 6 marzo alle ore 17,30 e sarà visitabile fino al 19 aprile 2015 coi seguenti orari: mercoledì e giovedì dalle 10 alle 13, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Biglietto d'ingresso al museo € 5,00 (ridotto € 3,00).

Un ricco calendario di eventi collaterali completa la proposta espositiva: conferenze, visite guidate e laboratori didattici per bambini.

Visite guidate
Le visite guidate alla mostra sono in programma la domenica pomeriggio, su prenotazione.
Ore 16,30 | Durata 45' | Costo € 6,00 | Prenotazione obbligatoria tel. 039 6659 488

Conferenze
Giovedì 12 marzo | IL CIBO NELL'ARTE | conferenza di Simona Bartolena
L’iconografia del cibo nelle opere degli artisti di tutti i tempi.
Ore 21 | Spazio Heart, via Manin 2 | www.associazioneheart.it
Ingresso con donazione

Giovedì 26 marzo | BANCHETTO PER GLI OCCHI | conferenza di Elisabetta Parente
La rappresentazione del cibo nell’arte.
Evento promosso da Biblioteca civica Vimercate e Associazione Fahrenheit 451 Amici della Biblioteca
Ore 21 | Auditorium Biblioteca, piazza Unità d'Italia 2/G
Ingresso libero

Laboratori didattici per bambini
Domenica 8 marzo | RITRATTI “DA MANGIARE” | da 7 a 12 anni
a cura di R. Maggi
Proprio come i famosi ritratti allegorici di Giuseppe Arcimboldo, utilizziamo le forme e i colori della frutta, della verdura e degli ortaggi per comporre golosi ritratti.
Ore 15,15 e 17,15 | Durata h 1,30 | Costo € 6,00 | Prenotazione obbligatoria tel. 039 6659 488

Domenica 15 marzo | LE VALIGIE SENSORIALI | da 4 a 10 anni
a cura dell'Associazione culturale Il Melograno
Una piccola scatola di cartone diventa una valigia piena di ricordi profumati: spezie, erbe, semi raccontano i profumi e i sapori di terre lontane. Una valigia per conservare e raccontare ricordi ma anche per fantasticare nuovi viaggi e nuove storie.
Ore 15,15 e 17,15 | Durata h 1,30 | Costo € 6,00 | Prenotazione obbligatoria tel. 039 6659 488

Domenica 29 marzo | STORIE IN CUCINA | per tutta la famiglia
a cura dell'Associazione culturale art-U
Un percorso nel tempo per scoprire le abitudini alimentari dei nostri antenati e per raccogliere ingredienti e accessori che utilizzeremo per preparare una golosa crema a base di miele, cacao e nocciole.
Ore 15,15 e 17,15 | Durata h 1,30 | Costo € 12,00 € a famiglia (max 4 componenti) | Prenotazione obbligatoria tel. 039 6659 488

Venerdì 3 aprile | MAIL ART: L'ARTE CHE VIAGGIA | da 4 a 10 anni
a cura dell'Associazione culturale Il Melograno
Per realizzare una cartolina di auguri pasquali da spedire, donare, scambiare...ad arte, scopriamo insieme l'affascinante mondo della mail art dove l'arte viaggia per posta sperimentando tecniche e giocando con la scrittura.
Ore 15,15 e 17,15 | Durata h 1,30 | Costo € 6,00 | Prenotazione obbligatoria tel. 039 6659 488

Sabato 4 aprile | ALCHIMIE DI COLORI | dai 5 ai 10 anni
a cura dell'Associazione culturale Il Melograno
Vasi, ciotole e vasetti con uova, caffè, bicarbonato, sale, spezie, una bilancia e due misurini. Non è una dispensa di cucina ma un laboratorio da alchimista medievale, dove utilizzeremo materiali naturali per comporre i colori e montare i pennelli: li utilizzeremo infine per sperimentare i loro effetti su carte di consistenze diverse.
Ore 15,15 e 17,15 | Durata h 1,30 | Costo € 6,00 | Prenotazione obbligatoria tel. 039 6659 488

LUOGO
MUST Museo del territorio vimercatese, Via Vittorio Emanuele II, 53 - 20871 Vimercate (MB)

INFO
Tel. 0396659488 | email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.museomust.it

Leggi tutto...

ANTIPATICI E SIMPATICI

Perfidie di Stefano Torossi 

2 marzo 2015

ANTIPATICI E SIMPATICI

Tutta colpa di Berio
E’ stato piuttosto buffo, mercoledì 18 alla Dante Alighieri, seguire le variazioni di tono dei relatori: all’inizio di rispettosa circospezione, poi (pur esprimendo stima per l’artista) un po’ più esplicito, e alla fine francamente critico. Insomma, come musicista sarà stato grande, ma come Sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia, ha proprio toppato. Stiamo parlando di Luciano Berio, il quale risulta reo confesso del fatto che la “Santa Cecilia” del Parco della Musica, con i suoi 2.800 posti, sia l’unica grande sala del mondo senza un organo da concerto.
L’occasione di questa condanna è stata il convegno “Un organo per Roma” organizzato da Giorgio Carnini. Il maestro Carnini, battagliero organista, lavora da tempo perché anche Roma abbia un vero grande organo laico. Ce ne sono, organi, nelle tante chiese della città, ma in disuso, perché, a quanto pare, al dignitoso, austero, mistico organo i parroci preferiscono le suorine con le chitarrine (integrandole nelle occasioni importanti con formazioni di chierichetti con i bonghetti).
Insomma, il grande organo monumentale a Roma manca, come abbiamo visto, proprio dove dovrebbe esserci. E’ successo nel 2002, quando era tutto pronto: Renzo Piano nel suo progetto aveva previsto lo spazio, critici e musici erano in trepida attesa, e pare che ci fossero perfino i contanti. Berio, fresco di nomina, mise il veto, anzi, un arrogante veto (parola di Paolo Isotta). Perché? Nessuno lo sa. Fra le feroci critiche dell’epoca, e forse in loro risposta, spunta una lettera che lui scrisse a Italia Nostra. Sembra la giustificazione di un alunno di prima media.
“Cara Italia Nostra, sì, avrei dovuto spiegare meglio le ragioni che mi hanno portato a sospendere il progetto organo…bla bla…decisione assai sofferta…bla bla…la tragica indifferenza del Vaticano alla musica in genere e all’esecuzione del grande repertorio organistico nelle chiese (vuol dire che era proprio il momento giusto per realizzare un organo laico – nota del Cav. Serp.)…bla bla…l’Accademia sarebbe felice di contribuire alla diffusione del grande repertorio organistico in condizioni più intime di quelle offerte da una spettacolare sala di 2.800 posti concepita per altri usi (in poche parole, secondo Berio la sala è troppo bella e grande per l’organo – altra nota del Cav. Serp.)…bla bla…”. Per chi non lo sapesse l’imputato era l’ultimo di una stirpe di organisti.
Naturalmente affrontare il problema adesso, anche lavorando in agosto quando il Parco della Musica è chiuso, o di notte, è non solo molto più costoso ma anche burocraticamente complicato.
Philip Kleis, rappresentante di un’antica ditta di organari, che era presente, ci ha mostrato una serie di progetti uno più fantastico dell’altro. Funzionali e anche decorativamente bellissimi.
In chiusura abbiamo saputo, con un certo brivido, che un organo nuovo costa sui tre milioni…
A questo punto, visto che era il momento di sdrammatizzare, Carnini, confessando la sua apparte-nenza alla tifoseria giallorossa, ha invitato Totti perché, dopo l’inaugurazione del nuovo stadio della Roma, passi dalle parti dell’Auditorium per dare la sua benedizione anche al nuovo organo.



Ciao Gianni
Venerdì 20 al Teatro Studio, una serata di amici per ricordare Gianni Borgna, morto un anno fa. Elenco foltissimo di invitati. La serata, bisogna dirlo, si è trascinata; un po’ per la mosciaggine del presentatore Barlozzetti, un po’ per la discutibile idea di affidare ad attori, anche se bravi, lunghe, troppo lunghe letture di poesie e pagine di libri, alcuni dei quali decisamente sul funereo. Basti dire che per ultimo è stato scelto un brano del “Pasticciaccio”. Già Gadda in generale è pesante, immaginarsi la dettagliata ricognizione, a inizio romanzo, del commissario Ingravallo sul cadavere della vittima.
Ci sfugge proprio ogni possibile nesso con Borgna e il suo sorriso.
Per fortuna ci ha consolato qualche buon intervento musicale; soprattutto la voce di Miranda Martino, che, anche se ha un’età veneranda che non vi sveliamo, mantiene tutta l’intonazione, il calore, il colore e soprattutto la potenza di una volta.
Ma la curiosità di tutti, fortemente venata di malignità, era di vedere con che faccia si sarebbe presentato il Presidente della SIAE, Gino Paoli, atteso come ospite d’onore per cantare in duo con Danilo Rea. C’era chi sosteneva che mostrandosi avrebbe testimoniato la propria estraneità ai fatti che sappiamo. E chi invece che non farsi vivo era un segno di estrema cautela, se non di vera e propria co-da di paglia.
In ogni caso il Maestro non si è fatto né vivo né morto, e Rea ha suonato, peraltro benissimo come il suo solito, ma da solo. Crediamo che nei prossimi giorni ne vedremo delle belle. O delle brutte.


Un fenomeno
Classe 1938. Una voce più precisa di un bisturi. Interpretazione e ironia che sfidano il mezzo secolo, e oltre. Un repertorio di canzoni che avevano già in partenza tutte le doti per diventare quei successi che sappiamo: temi orecchiabili, astuti riferimenti a stagioni e piccoli fatti personali che non perdono mai di attualità. Infatti a ogni estate torna “Abbronzatissima”, a ogni inverno “Sul cocuzzolo”, e dovunque ci sia una festa, “I Watussi”.
Lunedì 23 eravamo al suo concerto al Teatro Roma. Sul palco, anche la ex moglie, ex compagna di successi, ora ritornata a cantare con lui: Wilma Goich, più un bel gruppo di solisti. Due ore intense che ci hanno lasciato senza fiato e pieni di ammirazione.
Il nome? Scommettiamo che non serve.


------------------------------


L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: http://blog.libero.it/torossi

Leggi tutto...

Alice, due piccoli stupidi.

Le ultime notti sono durate troppo poco. Non abbastanza perché il sonno ci abbia rinfrancato davvero. Non abbastanza per finire qualche discorso che non ricordo ma, che sembrava importante e meritava una sintesi. L’ultima, in particolare, è stata brevissima. E’ finita troppo presto insieme al romanzo di Roberto Bonfanti “Alice”. Senza darci la possibilità di farcene una ragione, di ordinare pensieri ed emozioni. La luce ci ha colpiti con un preavviso minimo, riportandoci alla vita vera, al lavoro, al mutuo da pagare, alla scuola dei bambini, alla revisione dell’auto …

Non ricordo più chi ha scritto che la vita è quella cosa che passa mentre sei occupato a fare altro.
Alice sceglie di abbandonare il Paese delle Meraviglie. Trova una risposta estranea alla favola, lontana dal sogno. Prima di abbandonarsi ad una normalità di facciata, prima di consegnare un pezzo di anima alla stabilità del quotidiano, però, riprende contatto con il suo primo e unico grande amore: Francesco.
E così morde di nuovo la mela avvelenata della fiaba. Tornerà nella tana del Bianconiglio? Oppure, sulla Terra riconquistando la convinzione che la vita vera sia fatta di mariti e figli, di mutui e pranzi domenicali?
Un’amica, la settimana scorsa, mi ha detto che non c’è niente di male a essere normali, a volere una vita normale … Mi tocca darle ragione, ovviamente.
Tuttavia, c’è qualcosa che non mi quadra. Intanto, non riesco a dare un significato univoco alla normalità. Chi è normale? Chi non lo è? Cos’è la normalità?
Troppo spesso rinunciamo ai nostri sogni e ai nostri desideri per immergerci nella fatica di tirare avanti. Viviamo vite in apnea, oppressi dallo spread e dalla retta dell’università dei nostri figli. Lo facciamo perché, per quanto possa essere faticosa e banale, la vita vera è l’unica via. E’ quella di tutti. Lo facciamo perché, a un certo punto del percorso, smettiamo di sognare. Smettiamo di crederci. Non vogliamo più impegnarci né prendere rischi.
Qualche volta, però, colti da un’insonnia improvvisa (magari aiutati da un buon libro), ricordiamo. Il nostro primo grande amore, il nostro impegno artistico, le nostre lotte sociali sono ancora là in un caleidoscopio indistinto dove un tema si fonde con l’altro senza soluzione di continuità. Rammentiamo la fede con cui ci impegnavamo e come la nostra energia ci sembrasse inesauribile. Nulla era impossibile. Poi, implacabilmente, suona la sveglia e poco dopo sale il caffè. Torniamo a una realtà folle e priva di senso: il mondo dell’esistentivo, del concreto, del grande gioco nel quale siamo solo pedine. Avremmo potuto urlare e correre più forte ma, ora, non abbiamo più fiato. Quella sfera che avevamo dentro, ardente come un piccolo Sole, è un deserto di ghiaccio. Una prigione di massima sicurezza, senza crepe nelle mura spesse.
Avremmo dovuto provare con più impegno o, forse, avremmo solo dovuto continuare a provare. Invece, la resa ci è sembrata più dolce, più sicura. Così abbiamo gettato la spugna, prima che fosse finito il primo round anche se eravamo ancora integri.
Rimangono in pochi, gli irriducibili del sogno. Di solito, i loro destini sono tristi quando non sono tragici. Ma, per poco che sia, suscitano l’ammirazione e l’invidia di tutti noi che abbiamo mollato, che ce ne siamo fatti una ragione.
Il romanzo di Bonfanti è il racconto di una storia d’amore ma, è anche una formidabile guida sulla ricerca della felicità, sulla crescita e su quella straordinaria sana forza primordiale che è la nostra sfera emotiva. Quindi, non assomiglia per niente ad un Harmony!
Alice si legge senza che opponga resistenza. L’investimento è piccolo, la resa è importante.
L’autore dimostra una profonda conoscenza dell’anima dei due protagonisti, tanto da farmi sospettare che ci sia un elemento di autobiografia nella vicenda narrata. Anche dell’immaginario maschile e femminile, Bonfanti ha una consapevolezza rara e preziosa. Le parti di erotismo sono scritte bene: lontane dalla pornografia, quanto dalla banalità. A tratti commuovente ci lascia molti interrogativi su come facciamo le nostre scelte, sul perché le facciamo. Soprattutto, sul fatto incontrovertibile che, prima o poi, tutti siamo sconfitti e domati.

Siamo tutti piccoli e stupidi.

Paolo Pelizza

© 2015 Rock targato Italia

Leggi tutto...

Perfidie di Stefano Torossi: QUELL’ANIMA NERA DI VINILE

IL CAVALIER SERPENTE

23 febbraio 2015


Per colpa di Sanremo siamo rimasti indietro. Dobbiamo recuperare.
Quell’anima nera di vinile
8 febbraio, Music Day, mostra mercato del vinile. Lo abbiamo già scritto: il collezionismo, in generale, è un fenomeno per noi incomprensibile. Va bene raccogliere futuristi italiani o ceramiche etrusche (avendo i soldi) perché, se non si è tanto paranoici da chiudere tutto nel caveau di una banca, significa mettersi in casa un sacco di belle cose da guardare. Ma i vecchi LP!? Il disco è un supporto tecnologico che quando non è più nuovo funziona male, fruscii, scrocchi e salti di solco che rendono il suo contenuto inascoltabile. Allora si collezionano le copertine? Certo, le copertine dei vecchi LP, quelle sì, erano opere d’arte. A due, anche tre facce. Quell’anima nera di vinile che gli dorme dentro forse non è altro che una scusa.
Certo è un po’ una raccolta fantasma: il materiale sta piazzato su uno scaffale, di costa, e lo si tira giù di rado, per un minuto, per riguardarselo, per mostrarlo a qualche amico fidato o a qualche rivale da ingelosire. Per non rovinarlo, probabilmente il collezionista neanche osa ascoltare il suo amato, raro vinile. E poi non ne avrebbe il tempo. Abbiamo calcolato che per suonare venticinquemila LP, che è il folle traguardo raggiunto da alcuni nostri amici maniaci, servono dodicimilacinquecento ore, ovvero cinquecentoventi giorni, quasi due anni senza fermarsi mai.
Gli basta sapere di averlo, l’amato vinile. Lì, al sicuro dentro la sua bella copertina.
Detto ciò, partecipare a questo evento che Francesco Pozone organizza due volte l’anno è un divertimento. Si rivedono amici e colleghi e si è informati delle novità di un mondo che, anche se vive nel passato, è gestito da giovani. E ci si stupisce delle incredibili valutazioni di alcune edizioni che a suo tempo noi abbiamo avuto fra le mani, e poi abbiamo regalato o addirittura buttato. (Meglio che non si sappia in giro: una notizia del genere potrebbe provocare un coccolone a qualcuno. D’altra parte se non ci fosse gente come noi, le rarità non sarebbero rarità, ma oggetti comuni).
Giovanni Tommaso e Bruno Biriaco hanno presentato il nuovo cofanetto del mitico Perigeo. Tommaso, che come sappiamo è il nostro migliore contrabbassista, è anche quello dei jazzisti italiani che ha più la faccia da americano, un po’ maledetto. Una di quelle facce che starebbero bene in una foto anni cinquanta/sessanta, vicino a Dizzy, o a Charlie, in qualche Jazz Club semibuio.
Poi abbiamo festeggiato tutti insieme l’ottantesimo compleanno di Edda Dell’Orso. Timida e umile come persona, stratosferica come apparato vocale, è lei che ha dato un’impronta inconfondibile a centinaia di colonne sonore; più famosa di tutte: “Giù la testa”.
C’erano anche Claudio Simonetti, Fabio Frizzi e Stelvio Cipriani, quest’ultimo noto fra gli amici per la sua narcisistica incontinenza verbale. In pochi secondi ci ha raccontato che negli ultimi tempi ha composto la musica su parole del Vangelo (Cipriani – Gesù di Nazaret), di Michelangelo (Cipriani – Buonarroti) e di Giovanni Paolo II (Cipriani – Wojtila).

Lya de Barberiis
Torniamo all’attualità. Martedì 17, ore 16.30. Le giornate si sono allungate un bel po’, e ancora non c’è un accenno di buio. Anche se siamo a metà febbraio, ci sono diciotto gradi e l’aria è cristallina e balsamica. Nel centro di Roma da qualunque finestra ti affacci inquadri un capolavoro. Vicinissima la cupola di S. Maria di Loreto, un po’ più in là, la Colonna Traiana e la Loggia dei Cavalieri di Rodi; sullo sfondo i Colli Albani, una ventina di chilometri e li puoi quasi toccare. Da un altro angolo, ma sempre con la Colonna sullo sfondo, questo tipaccio ci guata.
Siamo arrampicati al quinto piano del Palazzo delle Assicurazioni a Piazza Venezia. Qui l’Associazione Civita organizza oggi un incontro per presentare un libro sulla pianista Lya de Bar-beriis.
Si apre con un filmato d’epoca. Il nostro occhio pignolo è colpito da una trasandatezza frequente in queste manifestazioni: dopo, e anche prima del film, incombe dietro il tavolo dei relatori la inutile proiezione del salvaschermo del computer, in questo caso la classica collina verde sotto il cielo blu con nuvolette. E’ brutto, e non è neanche difficile spegnerlo. Un click. Basta ricordarselo.
Apre l’incontro la forbita, perfetta introduzione di Gianni Letta, del quale siamo convinti che condivida con Padre Pio un dono soprannaturale: la bilocazione. E’ dappertutto nello stesso istante e con la stessa inappuntabile eleganza e garbo. Naturalmente a un certo punto svanisce (questa volta, ci racconta, per raggiungere il Papa e il Presidente della Repubblica in Vaticano).
Fra un ricordo e l’altro dell’illustre scomparsa trova posto il doloroso sfogo del musicologo Agostino Ziino, al quale ci associamo in pieno, che denuncia lo scandalo dell’archivio musicale Rai. Di che si tratta è presto detto: la maggior parte delle registrazioni delle orchestre che agivano nelle sedi Rai e fuori (ora abolite, altro scandalo nello scandalo) sono state semplicemente buttate. La giustificazione di questo sacrilegio? Non c’era abbastanza posto sugli scaffali. Non siamo al livello dei nazisti (e adesso dell’ISIS) e dei loro roghi di libri, ma poco ci manca. Risultato, la drammatica rarefazione del repertorio italiano del ‘900: Malipiero, Casella, Petrassi…
Malgrado tutte le nostre cupole, le colonne e i fori, rimaniamo un Belpaese da terzo mondo.
Dopo un non indimenticabile concertino, a chiudere l’incontro ci pensa il cielo di Roma.
Le nuvole tiepolesche cominciano a diventare viola, l’azzurro si incupisce, le terrazze si accendono e i gabbiani si abbandonano alle loro volgari sghignazzate.
Il gabbiano reale, quello grande, che è arrivato negli anni ’70 dal nord Europa e si è piazzato, trovandosi benissimo, anche da noi, si chiama “Larus Cachinnans”. Il cachinno, come molti sanno è lo sghignazzo. Ed è proprio quello che il larus fa: sghignazza. C’è chi si chiede cosa avrà da sghi-gnazzare, dato che si accoppia solo una volta all’anno e mangia rifiuti. Ma tant’è. Evidentemente a lui va bene, e sghignazza. Noi intanto scendiamo a livello strada, e ce ne torniamo a casa.

------------------------------------------
L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: http://blog.libero.it/torossi

Leggi tutto...

VALENTINA D'AMARO - VESPRO

VALENTINA D'AMARO - VESPRO

Inaugurazione: venerdì 27 febbraio ore 18.30
Apertura mostra: dal 27 febbraio al 21 marzo 2015
su appuntamento

Luogo: DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano (MM1 Turro)

Venerdì 27 febbraio Dimora Artica ospita la mostra personale di Valentina D'Amaro, nella quale l'artista presenta una nuova serie di opere pittoriche che interpretano in chiave romantica alcuni scorci dei laghi dell'Italia settentrionale, immersi in una luce vespertina.

Vespro: Nel fluire storico, sentimento e razionalità si alternano come polarità in cerca di una sintesi nella quale ritrovare l'armonia. Se la ragione è lo strumento con il quale la realtà si oggettivizza, l'emozione è solitamente associata all'impressione dell'individuo che interpreta il mondo attraverso i propri sensi. La filosofia idealista, ed in particolare il romanticismo, ritrova la sintesi delle polarità nell'assoluto, dimensione permeata dalla condizione estatica che trascende la fisicità pur mostrandosi nella quotidianità fenomenica.
Novalis, autore paradigmatico dell'atteggiamento romantico, descrisse la propria attività poetica come un potenziamento qualitativo che conferisce a ciò che è consueto e ordinario un aspetto misterioso che travalica ogni finitezza. Da semplice spontaneità dell'irrazionale, in Novalis la lettura soggettiva del mondo si fa estasi permeata di riflessione, attraverso la quale l'uomo diviene creatore della stessa natura che osserva.
Le opposizioni dialettiche si placano nella giustizia poetica là dove gli opposti si integrano nella totalità vivente di una natura non più sentita come una realtà esterna all'uomo, ma come frutto della costante contemplazione creatrice dell'animo umano, originaria funzione dell'esistenza che unisce il produrre e il sapere nell'attività dello spirito.

Pur concentrandosi da diversi anni nell'ambito del paesaggio, Valentina D'Amaro non si limita alla registrazione della veduta come natura incontaminata, ma trova il suo centro di gravità nell'uomo che attraverso l'esperienza meditativa accede ad una dimensione metafisica, in cui l'esteriorità e il mondo interiore convergono empaticamente. Pur non apparendo nei dipinti, la figura umana è presenza spirituale che con il pensiero pone in essere il paesaggio stesso.
Se nella precedente serie di dipinti l'artista ha trasformato l'apparente atonia della Pianura Padana in luminose distese erbose dominate da un verde smagliante e da un cielo costantemente bianco, ora Valentina D'Amaro ritrova negli scorci del Lago Maggiore e del Lago D'Orta un'armonia dai toni più intimisti, comunicati dal rispecchiamento del cielo e delle montagne nell'acqua lacustre. Il colore blu, modulato in modo da rendere l'eterica elettricità comunicata dal lago, domina le opere con la sua sottile vibrazione cromatica.
L'acqua, il cielo e le montagne si contendono lo spazio pittorico all'interno di abili inquadrature in cui la pace e pacatezza dell'insieme compositivo celano le inquietudini di un'atmosfera saturata dalle presenze immateriali che risiedono nella luce del crepuscolo.
I toni umbratili accompagnano una romantica rêverie dedicata alle sottili energie dello stato d'animo vespertino, agevolando la concentrazione meditativa che lentamente prende il posto del rumore dei pensieri quotidiani, creando una nuova realtà dominata dalla pace interiore.
Andrea Lacarpia

Info:
DIMORA ARTICA
Via Matteo Maria Boiardo 11 (MM1 Turro) – Milano
Tel. +39 380 5245917
www.dimoraartica.com – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Leggi tutto...

Quello che luccica …

Quello che luccica …

Giuro che ci ho provato … Niente tv, neanche telegiornali. Niente giornali, né riviste. Niente radio. Computer spento.
Non ci sono riuscito neanche così. Quando pensavo che anche l’ultima eco della kermesse rivierasca si fosse spenta, ho riacceso tutto e sono stato investito dallo tsunami.
Possibile che il Festival di Sanremo duri mesi? Passi che il format polveroso è anche lunghissimo ma, che noi ce lo si debba sorbire fino alla prossima edizione, poi …
Capisco i preliminari, farsela durare per una settimana (che neanche Rocco!) e arrivare all’orgasmo plurimo simulato del sabato notte, capisco le polemiche di plastica, capisco la (finta) trasgressione del trans bravo e barbuto ma che siamo ancora qui a farne una disamina fotogramma per fotogramma?
Perché dobbiamo discutere di come cadeva l’abito ad Emma? Chissenenfrega se Conti porta lo smoking come un contadino trasportato direttamente dal Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo! Vogliamo discutere per mesi del pezzo pieno di cliché di Luca e Paolo sui matrimoni gay?
Propongo una petizione! Casalinghe di Voghera di tutte le terre, unitevi!
Manifestiamo contro questa ingiustizia! Vogliamo che il Festival duri tre serate (al massimo) e che poi non se ne parli più. Fino all’anno dopo, almeno. Non ci interessano più i pre e i dopo Festival. Non vogliamo più sapere degli abiti di ospiti, conduttori e madrine. Non ci interessa sapere niente, né prima né dopo. Fate un canale tematico per masochisti, se proprio volete.
Ci pensino le radio (sob!) a ritrasmettere i brani della manifestazione e chiuso! Noi abbiamo un sacco di problemi: le tasse, l’ISIS al citofono, la Grecia che non vuole più farsi sospendere la democrazia per via finanziaria, l’eiaculazione precoce, la prostata come un melone, nostra moglie è scappata con il marito della vicina e (dulcis in fundo) abbiamo perso il lavoro!
Quindi, ci offendiamo se pensiamo ai compensi di Conti e i suoi amici. Noi con quella cifra avremmo rimesso a posto anche il condominio (fatta esclusione per il marito della vicina, si paghi i suoi millesimi il fedifrago) e, invece, mentre languiamo in problemi che non sappiamo come risolvere, ci appare il suo faccione perennemente abbronzato e sorridente a dirci quanto tutto sia magnifico e strepitoso … Carlo! Lo sarebbe anche per me con metà dei tuoi soldi!!! Se presenti anche il prossimo, faccelo sapere che ti mandiamo le nostre coordinate bancarie. Anche quelle di Emma che ha preso solo un rimborso spese, questa volta!
Una vecchia canzone (ma sempre attuale) parlava di una signora che credeva che tutto quello che luccicasse fosse oro. Purtroppo … purtroppo è un riflesso solo un po’ troppo lungo di lustrini senza valore.

Paolo Pelizza

© 2015 Rock targato Italia

Leggi tutto...

Erikah Badu in concerto a Milano-Bollate

Erykah Badu - Villa Arconati Festival

Bellissimo show della cantante neworkese che si è esibita sabato 7 luglio a Villa Arconati Festival di Bollate (MI)
All'inizio siamo nel mondo tribale, sciamanico, poi il viaggio musicale di erykah badu, in una dimensione ipnotica, ci porta al jazz urbano, hip hop, soul, funky, la sperimentazione vocale.

Un concerto straordinario che il pubblico numeroso e caloroso ha apprezzato. Che dire? la notevole performance dell'artista amaricana; un concntrato di suoni ed idee davvero efficaci ed innovativi da sedurre tutti i presenti è, senza retorica, uno dei migliori concerti in assoluto visti a Millano.

Bravissimi i musicisti e straordinari i coristi.

FURETTO

Leggi tutto...

ULTRAVOX – Concerto, Milano ALCATRAZ

Giovani  eternamente giovani sotto il palco. Fa caldo, si socializza. Il pubblico si divide tra Foxx e Ure.  W ULTRAVOX unica data italiana, grande evento stop.  

Ore 21 precise ULTRAVOX sul palco. Brivido! Tre brani iniziali stordiscono. Gli uomini dai capelli grigi parlano agli uomini dai capelli grigi. Magia all’Alcatraz. Artista e pubblico si incontrano attratti dalle sfumature, si abbracciano. Il senso della musica si materializza.

Sperimentali e alla ricerca di nuove frontiere della musica elettronica, gli Ultravox erano considerati, al loro debutto,  degli eretici dagli estimatori del rock, le loro tastiere erano un incubo per i puristi del genere con i chitarroni. Precursori, hanno anticipato gruppi più commerciali, come gli Heaven 17 e gli stessi Duran Duran.  Prendo tempo

Dal palco musica elettronica come mantra ipnotico sprigiona fantasie impossibili, URE e  Soci ci regalano sublimi canzoni, momenti intensi.  Prendo tempo respiro.  Un concerto debordante di emozioni fisiche, mentali.  Gli uomini grigi fanno felici gli uomini grigi e, tutti i loro figli, parlano ad altri figli e figli.

 I giganti sanno camminare, delicati, attraverso diverse generazioni.

Ultravox magici, armonia, grazie e stile: Vienna un momento live indimenticabile ha acceso il fuoco.

Miracolo a Milano gli uomini dai capelli grigi ballano, danzano, come i bambini dai capelli d’oro.

Qualcosa mi dice che loro sono nella storia.

Furetto

PS

Marco, il grande esperto di musica rock, è stato bloccato all’Art Rock Cafè ha preparare Assiettes Avec  Froumages & Jambon. Com’è crudele e beffardo, a volte, il destino.

Leggi tutto...

Good vibrations in piazza del duomo

 

Al concerto dei Beach Boys a Milano fanno il pieno. Molta genta. Sono splendidi, magnifici: 15
musicisti , ragazzi perpetui, geni della musica sul palco per onorare i 50 anni di attività. Un’onda praticamente eterna.

I Beach Boys sono americani. “Tanto tanto..” sostiene il Sainini ..”La colonna sonora di una nazione dal Vietnam, la guerra fredda, Baia dei Porci, Cuba, Kennedy, l’uomo sulla luna..”

Immensi. Da una loro costola nasce la California!!

Grandi, generosi, rendono l’ippodromo milanese magico armonico e migliaia di persone felici.

Enciclopedia della musica, Sussulti di storia.

Piccolissimo davanti ai giganti, assorbo ogni momento, ogni istante di questo concerto che rimarrà indelebile nel tempo per migliaia di persone.

Ho visto la gioia sulle loro facce

I love you

Grazie Milano ti amo


Furetto

Leggi tutto...

TUTTI PAZZI PER PATTI - Bollate (MI) Villa Arconati

PATTI SMITH in concerto

Per una credente i miracoli esistono. Jesus cammina tra il Greenwich Village e il Chelsea Hotel. Patti incanta.
La signora delle sette vite (copyright Marco dell'art rock cafè di Milano) sorprende il pubblico di villa Arconati con un concerto rarefatto, minimale a tratti psyco, dilatato. Echeggiano ricordi di The End, Morrison vive!.
La più europea delle artiste americane a Milano Italia sta bene è di casa. trova forza rigenerante. Si sente.
Rock è la canzone, rock è la poesia, rock è il pubblico, rock è Patty, rock il concerto (senza fronzoli orpelli e luci fastidiose da albero di natale), autentico ed imprevedibile sprigiona intense emozioni.
Con il ritmo del cuore, la fame d'amore, la liberta nella testa Patty racconta, suona, scherza, sputa e redarguisce. IL SUO SPAZIO E' REGALE
Patti ci fa dono del suo viaggio artistico lungo e straordinario, difficile, stordito, inquieto, costellato da molte assenze, alternato a collaborazioni importanti. Un mondo utopico popolato da stracci e straccioni, eroi che ora risplendono luminosi in cielo.
Ma la signora delle sette vite, la ragazza della profonda provincia americana vittima di ingiustizie e pregiudizi, ha sfidato il destino nelle stanze del Chelsea Hotel.
Gloria a Jesus, all'uomo, ai poeti ai loro libri che sono mappe del destino, sacre scritture per tutti, ma soprattutto per coloro che sognano ancora di abbracciare l'orizzonte.
Beata Patty santo pubblico mai una unione è stata cosi perfetta

Furetto

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?