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Video e singolo nuovo per i RED RING

In radio e TV il singolo e video dei RED RING “You break down my soul”

Concerti promozione: 

  • 24 Aprile, RELEASE PARTY  Ostra (An)
  • 25 Aprile, GIO' BAR (Monte Porzio - PU) OSPITI ROCK TARGATO ITALIA Finale Marche

 

Dalla prossima settimana sarà in rotazione radiofonica il singolo “YOU BREAK DOWN MY SOUL” dei Red Ring.

You break down my soul” è una ballad rock dal sound deciso, dal gusto melodico contagioso per l’energia e la freschezza che trasmette.

Con l’intro di chitarra in apertura del brano, ecco che il “knock-out” arriva immediatamente, introducendo tutte quelle sonorità rock che con rabbia e potenza trasportano in un mondo di riff taglienti. La solida sezione ritmica del brano viene poi amplificata dalla cantante Elisa Goffi, che con la sua voce sottile rende catchy e romantica l’aggressività iniziale.

Dal testo interamente in inglese, il singolo racconta, tra scariche di adrenalina e romanticismo, la difficoltà di tenere saldo un rapporto amoroso, con il rischio di vedere rompersi la propria anima. Ma l’amore è caparbio, e nonostante la sua complicatezza e fragilità, c’è sempre la volontà di tenerlo stretto e non lasciarlo mai cadere a terra in mille pezzi.

You break down my soul” è il primo singolo di lancio del prossimo EP dei Red Ring in uscita a breve a fine aprile. Il videoclip ufficiale è già stato realizzato ed è possibile vederlo al seguente link YouTube: http://youtu.be/taAUl-tTEls.

I Red Ring (ex Last Minute) sono una rock band marchigiana che ha debuttato nel 2007. Giovani ed energici, vantano già un Ep di brani inediti pop-rock in lingua italiana, “Senza tempo”, autoprodotto e inciso nel 2009, un lavoro composto e arrangiato interamente dalla band.

Dal 2010 ad oggi il gruppo ha ormai collezionato una numerosità di riconoscimenti in ambito musicale: il loro talento è stato premiato dal concorso romano “Sapori d’autore” come anche  dal “Maccheroni Rocking Contest” organizzato dal comune di Fano (PU) nel 2011, vincendo la registrazione di un Ep.

Vinti ulteriori due Premi città di Loreto, hanno avuto l’opportunità di esibirsi sullo stesso palco dei Nomadi, in apertura del loro concerto.

Tutto il loro periodo di attività è stato costellato di intense esibizioni live in locali, sagre, feste cittadine e piazze delle Marche e delle altre regioni centrali, riscuotendo un grande successo di pubblico con la proposta dei loro inediti e di altri brani del rock classico o del pop internazionale rivisitati nel loro unico stile. 

La band si compone di: Elisa Goffi (voce); Edoardo Sdruccioli (basso e cori); Juri Cucchi (batteria); Davide Landi (chitarra ritmica); Giacomo Lanari (chitarra solista).

 

Sul web e links:  

https://www.facebook.com/redringband

http://www.youtube.com/redringband

https://twitter.com/redringband

http://instagram.com/redringband#

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Sfigher esce "Pericolosa" il nuovo singolo

“PERICOLOSA” il nuovo singolo e video degli SFigher. In radio e tv

Sabato 18 aprile ore 22.30 concerto al Km298 di Lodi

Dalla prossima settimana sarà in rotazione radiofonica e televisiva “Pericolosa”, singolo degli SFigher

Il brano, scritto da Marco Coruzzi e Danilo Lazzari, esprime il rischio insito in ogni relazione amorosa, che, tra forti emozioni e paure ancestrali, porta qualsiasi amante a infinite domande senza risposta. 

“……Fammi un gesto con lo sguardo, Solo al mio comando, Entrare nei tuoi occhi”.

Non si sa chi condurrà il gioco, ma ci si perde comunque tra sguardi ricchi delle sfumature dell’amore, consapevoli di vagare tra pensieri nebbiosi, albe senza sole e arcobaleni oscurati dalle notti senza sonno.

All’ascolto del brano, si viene trascinati dalla voce di Danilo Lazzari in un mondo in bilico tra cielo e tenebra, pericolo e estasi, catturati dal ritmo incalzante che parla di eterne conquiste e rinunce.

Pubblicato sulla pagina Yotube ufficiale della band, il videoclip del brano realizzato da Stefano Grilli, ha ottenuto già oltre20 000 visualizzazioni. Da guardare e ascoltare online al link: https://www.youtube.com/watch?v=4jfpCUXjlvI

Sabato 18 aprile alle 22.30, gli SFigher presenteranno al pubblico il nuovo singolo “Pericolosa” con un concerto alKM298 di Lodi (S.S. 9 Tangenziale SUD Lodi -  Km. 298). 

SFigher, band parmigiana, debutta nel 2009 su idea di Marco Coruzzi e Danilo Lazzari. La scarsa considerazione di se stessi nelle fasi iniziali li porta a coniare il nome "SFigher". Nasce quindi lo “SFigher-Pensiero” che si riflette nei testi delle loro canzoni. Dopo anni di sperimentazioni, arriva la maturazione artistica insieme al loro album “Quello che ho”, che ha raccolto ottimi consensi di critica. Nel 2014 hanno vinto la prima edizione del "ParmAwards"  come band più votata dal pubblico.

Gli SFigher hanno raggiunto un numerosissimo seguito di fan, soprattutto in terra emiliana, dove si esibiscono spesso in live emozionanti.

Dopo "Sono", singolo presentato a giugno e corredato da un videoclip diretto da Sebastian Corradi, a gennaio è stato pubblicato il singolo "Scusa no", il cui videoclip ha già superato le 21.000 visualizzazioni su YouTube (http://youtu.be/-nWKKdzTa0I). 

Ad oggi “SFigher” è composto da: Danilo Lazzari alla voce e chitarra, Marco Coruzzi alle tastiere, Nicola Balestrieri al basso, Eros Scasciamacchia alla chitarra elettrica, Paolo Leo alla batteria e Giuseppe Cirrito come chitarra ritmica in aggiunta alla band. Le musiche e i testi sono interamente composte da Marco e Danilo, mentre gli arrangiamenti sono merito dell'intera band. 

Sul web: www.sfigher.it

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...e saremma andati avanti ancora un bel po' con queste scemenze... Ma l'assenza di spazio (e la presenza di buon senso) ce lo ha impedito.

IL CAVALIER SERPENTE

Perfidie di Stefano Torossi
13 aprile 2015

MAH!
LA CRONACA CHE CI PERPLIME


29 marzo, GP di Motociclismo del Qatar. Vafortino Rossi, 36 anni, vince in modo entusiasmante e sale sul podio insieme ad altri due italiani: festa grande, inno nazionale. Baci e abbracci e la regolamentare doccia di champagne. Poi leggiamo che lo champagne è analcolico.
Qui c’e qualcosa di leggermente ridicolo, pur con tutto il rispetto delle tradizioni locali. Quelli vanno a 300 all’ora, si prendono a spallate sulla pista, rischiano la pelle e qualcuno ce la lascia; però lo champagne è analcolico. Mah!

8 aprile, Esagerazioni. Arrestato il boss Giovannone De Carlo, uno dei protagonisti di Mafia Capitale. Gli trovano in casa, dice il titolo dell’articolo, un tesoro in orologi. Andiamo avanti a leg-gere e scopriamo che il tesoro consiste in cinque Rolex. Va bene, ammettiamo che ognuno di questi preziosi oggetti del desiderio costi dieci, quindicimila euro; ci pare comunque una somma un po’ ridicola per un boss così importante.
Come ridicoli sono i menù tipici di altri malavitosi di spicco, sempre riportati con una sorta di stupore ammirato, da poveracci, dalla cronaca (naturalmente parliamo della nera, quella a basso livello letterario, da principianti).
Questi sventurati fuorilegge, per tener fede al loro potere e alla loro ricchezza mangerebbero continuamente ostriche e aragoste bevendo solo champagne. Una dieta che, oltre a essere esiziale per la salute, ci sembra anche piuttosto noiosa. Soprattutto adesso che la pajata è stata riammessa sulle tavole. Mah!


9 aprile, Iconoclasti. Amal Alamuddin in Clooney appare in un articolo di colore che riferisce, fra i suoi importanti incarichi di avvocato, quello conferitole dal governo greco per riavere dall’Inghilterra i marmi del Partenone, portati via da Lord Elgin nell’800, e da allora al sicuro al British Museum.
Non ci sembra che l’iniziativa, preceduta da altre in passato, abbia avuto successo. Per fortuna. Chissà che fine avrebbero fatto altrimenti quei capolavori se lasciati sul posto, visto che nel ‘600, sotto la dominazione turca, il Partenone era stato trasformato in polveriera (regolarmente esplosa durante l’assedio veneziano), e anche dopo il botto, i pezzi non bruciati nelle calcare erano un mucchio anonimo di calcinacci. A noi sembra più che giusto che l’arte riposi, naturalmente a disposizione di tutti, presso chi la sa riconoscere e difendere.
Qui è inevitabile, parlando di iconoclasti, citare l’ISIS, sollecito promotore di video in cui si vedono scalmanati che demoliscono a colpi di mazza statue e fregi sumeri o ittiti (non ricorderemo mai la differenza, perdonateci). Per non sottovalutare la proverbiale astuzia levantina, non vogliamo credere che i miliziani non abbiano capito che vendere quella merce sul mercato del contrabbando d’arte sarà anche poco ortodosso dal punto di vista della vera fede, ma è certo molto redditizio dal punto di vista più banalmente economico.
Tanto più che in tutti quei video le statue e i fregi si polverizzano in maniera molto sospetta sotto i colpi, e spesso e volentieri permettono di intravvedere intelaiature di sostegno, proprio come nei modelli di gesso che troviamo negli studi dei nostri amici scultori.
Che abbiano effettivamente messo da parte per venderli i marmi veri, e a noi abbiano fatto vedere (anche un po’ ingenuamente, bisogna dire) le copie distrutte? Mah!


Ridacchiare sotto i baffi. Questo ce lo permette, con la sua inesauribile fornitura di materiale, Facebook.
“La causa primaria del cancro fu scoperta nel 1931 da Otto Warburg, ma pochissime persone in tutto il mondo lo sanno perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare.”
“10 aprile. Nelle ultime ore i settori nordoccidentali dell’Italia sono sotto un massiccio attacco chimico. Dalle immagini satellitari della NASA si evidenziano chilometriche scie chimiche persistenti che si estendono dal Ponente Ligure a Piemonte e Lombardia. Se nelle prossime ore avvertite difficoltà a respirare, dolori ossei, febbre, rossore agli occhi, non è la primavera; basta alzare gli occhi al cielo per capire…” Eccetera eccetera.
Qualcuno ce l’ha con noi? Mah!


9 aprile. Sorridere del lapsus. Conferenza di presentazione della mostra “Barocco a Roma”. La curatrice Mara Grazia Bernardini parla con toni così flautati e leggermente soporiferi da provocare frequenti richieste di “voce!” dai presenti. Ma il momento bello dell’incontro arriva quando la si-gnora, dopo avere esposto le innumerevoli fatiche affrontate per la realizzazione della mostra, comunica al pubblico il suo piacere nel “poter dare inizio alla prima di questa serie di sofferenze”.
Naturalmente corregge subito il “sofferenze” in “conferenze”, ma ormai l’ha detto.
Deve aver sofferto davvero tanto a mettere in piedi la baracca.


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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: http://blog.libero.it/torossi

 

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EVVIVA LE CERTEZZE

Le Visioni di Paolo

Evviva le certezze.

Quante certezze abbiamo? Quante ce ne possiamo concedere? Siamo stanchi del contrario.

Questa è la verità.

Ci siamo assuefatti alle promesse: a quelle delle riprese economiche, a quelle dei riscatti individuali, a quelle di una rivincita, a quelle delle nostre preghiere. Non c’è niente sotto il cielo che vediamo, né sopra quel cielo. Thomas Hardy scriveva che avrebbe potuto sopportare che i suoi guai fossero provocati da un Dio vendicativo e crudele, non che il Fato beffardamente cospargesse il suo cammino di meraviglie e di dolore come camminando, noi calpestiamo una formica o l’altra o l’altra.

Al di sopra dei nostri problemi quotidiani, noi ci dibattiamo nell’impossibilità di un cambiamento. Anzi, ne abbiamo paura.

Tutto quello che stiamo vivendo è frutto di un sistema umano, inventato da uomini, gestito da uomini e condiviso dagli uomini … C’è da domandarsi perché non si possa cambiare quello che non funziona, quello che non va bene … quello che dovrebbe migliorarci la vita e, invece, ce la peggiora. Siamo uomini anche noi! Contiamo meno di quelli che hanno deciso che quella fosse la strada?

Noi, vecchi rocker (ormai impotenti e/o eiaculatori precoci), ci avevamo creduto nel cambiamento. Abbiamo fatto di un pensiero, una fede che non ci fosse solo la melodica o il pop. Abbiamo creduto che un’incertezza più giusta, avrebbe soppiantato delle certezze artefatte e inique. Ci abbiamo provato a cambiare il mondo … Ma no! Era un’utopia. Un sogno come quello che ci vuole tutti sullo stesso piano: bianchi, neri, rossi o gialli. Un’idea stramba che ci vuole tutti parte di un grande Uno.

L’idea che non esitano addii ma solo arrivederci. L’idea che gestire il mondo solo secondo dinamiche economiche ci perderà e perderà il mondo stesso. Un’idea strana per la quale ognuno ha il diritto di credere in ciò che vuole ma non potrà mai costringere nessuno a pensarla come lui. Che non esista quella musica ma solo la musica.

Siamo Talebani anche noi, con la presunzione della libertà dalla nostra parte. Purtroppo, sottoposti agli interessi dei banchieri. I nuovi demoni. I nuovi padroni del mondo. I sacerdoti del Certo.

Abbiamo ereditato un pianeta in cui i governi (soprattutto quelli eletti democraticamente) non contano nulla nel Grande Gioco della Finanza. Non puoi uscirne … puoi entrare quando vuoi, ma non potrai mai lasciarlo. Come l’Hotel California degli Eagles.

Eppure, i “peggiori” tra di noi ci credono ancora. Credono ancora che il livello di Civiltà di una Nazione si misuri dalle sue carceri e non dal fatto che ospiti o meno l’Esposizione Internazionale. Credono ancora che la misura debba essere maleducata e asimmetrica e geniale come i pattern di John Bonham. Credono ancora che sia meglio essere agnostici che assoggettarsi ai dogmi. Credono ancora che sia meglio vivere in un oceano d’incertezza che su un limbo di terra stabile e sicura ma di calcestruzzo armato. Credono ancora che l’umanità abbia necessità di un  momento di riflessione, rispetto all’omologazione gretta di cui è ormai vittima.

Le certezze sono una cattiva medicina. Peggiore della malattia.

Però … se non senti e non ascolti, forse urlare: W le certezze! W le regole del Fondo Monetario Internazionale! W Kate Perry …  ti farà sentire meglio. Anzi, è sicuro.

Alle Visioni non vediamo un medico dall’86 e stiamo benissimo.

Forse … ma meglio di chi non sogna più, di sicuro.

di Paolo Pelizza

© 2015 Rock targato Italia

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Concerti i n Toscana

Musica ragazzi 2015 - Canto-storie - 09-04-2015 (LUCCA)
Un viaggio immaginario con la musica e le parole delle più grandi canzoni A cura di Luca Nesti e Eleonora Matteucci

Friday I'm in Love : A Lucca incontro sul periodo londinese di David Bowie - 10-04-2015 (LUCCA)
Per il ciclo di incontri 'Friday I'm in Love', venerdì 13 marzo, con inizio alle ore 21:00, allo Sky Stone and Songs, in piazza Napoleone a Lucca, René Bassani analizzerà il periodo londinese della carriera musical ...

SUPERTELE ROCK @ ROUTE 66 - Asciano (PI) - 10-04-2015 (PISA)
Tutte le info su www.supertelerock.com

DGM + Flashback Of Anger + Soul Of Steel + Anvil Therapy + New Horizons @ Cycle - 10-04-2015 (FIRENZE)
Vedi link per ulteriori info.

THE SPACELORDS @ Oasi Pub - 10-04-2015 (LIVORNO)
Vedi link per ulteriori info e aggiornamenti.

MALEMUTE KID + DEAR DUST + LOW DERIVE + ONODA @ Surfer Joe - 10-04-2015 (LIVORNO)
Vedi link per ulteriori info.

LUCCA BLUES FESTIVAL (per EMERGENCY) - 10-04-2015 (LUCCA)
Seconda edizione del Lucca Blues Festival con alcuni dei migliori artisti toscani. L'incasso sarà devoluto ad Emergency. Start ore 19,00 - Venerdì 10 Aprie Pacchini, Marcianò, Amato Betta Blues Society Hillside Power Trio - Sabato 11 Aprile ...

FALL AS LEAP @ Jump Rock Club - 10-04-2015 (FIRENZE)
Vedi link per ulteriori info.

CRAZY RAIN + BURASCA @ Inferno Rock Club - 10-04-2015 (MASSACARRARA)
Vedi link per ulteriori info.

MAX CARNAGE + BASTIAN + NEL VENTRE DELLA BESTIA @ CSA Next Emerson - 10-04-2015 (FIRENZE)
Vedi link per ulteriori info.

GUNS N ROSES + BON JOVI TRIBUTE AL BLITZ + VIDEO ROCK MENU' AL RESTAURANT!!! - 10-04-2015 (PISA)
ARRIVANO SUL NOSTRO PALCO RUMBLE IN THE JUNGLE SUPER TRIBUTE BAND DEI GUNS N ROSES!!! IN APERTURA UN'ALTRA GRANDE TRIBUTE BAND: BON JOVI!!! DALLE ORE 20.30 VIDEO ROCK MENU' AL BLITZ RESTAURANT ACOUSTIC LIVE MENU' QUEL CHE C'E' C'E': HAM ...

MITICI GORGI + DIS0RDER DJ SET - 10-04-2015 (PRATO)
Un venerdì come gli altri con un gruppo pazzesco : I MITICI GORGI !! After Show Dis0rder djsett! Chiara Fantozzi e Federica Camiciola, le due ancelle di Gorgi immagazzinarono idee per il repertorio fin dalla tenera età senza alcun intento di arrivare ad una pubblicazione ...

LO STATO SOCIALE @ The Cage - 10-04-2015 (LIVORNO)
Venerdì 10 aprile 2015 ore 22.00 @ The Cage Theatre - Livorno > Mappa LO STATO SOCIALE in concerto Lo Stato Sociale Vengono da Bologna, macinano tutto ed il suo contrario risputandolo con groove elettronici, rime e melodie che ti si incollano al cervello. Dal vivo sono u ...

PULSE-R + NASTY FARMERS + FALL AS LEAP @ Circus Club - 11-04-2015 (FIRENZE)
Vedi link per ulteriori info.

PROPHILAX + Menstruophagist @ Cycle Club - 11-04-2015 (FIRENZE)
Vedi link per ulteriori info e aggiornamenti.

CONCERTO PER I 100 ANNI DELLA GRANDE GUERRA - 11-04-2015 (FIRENZE)
La Sezione soci COOP della Valdisieve, nell'ambito delle manifestazioni per ricordare 100 anni dala grande guerra, ha organizzato qust concert con il coro LA MARTINELLA che seguirà, tra l'altro, dversi canti di quel tragico periodo.

MASTERDOM + SILENT SPHERE + SYMPHONIA @ No Cage Club - 11-04-2015 (PRATO)
Vedi link per ulteriori info.

LUCCA BLUES FESTIVAL (per EMERGENY) - 11-04-2015 (LUCCA)
Seconda edizione del Lucca Blues Festival con alcuni tra i migliori artisti toscani. L'incasso sarà devoluto a EMRGENCY. Start ore 19,00 VENERDI 10 APRILE Pacchini,Marcianò,Amato Betta Bles Society SABTO 11 APRILE Fabio Sfables Trio Matt Biondi Cr ...

LUCCA BLUES FESTIVAL (per EMERGENCY) - 11-04-2015 (LUCCA)
Torna il Lucca Blues Festival con alcuni dei migliori artisti toscani. L'incasso sarà devoluto a EMERGENCY. Start oe 19,00. VENERDI 10 APRILE Pacchini, Marcianò, Amato Betta Blues Society SABATO 11 APRILE Fabio Sfabes Trio Matt Biondi Crew Gia ...

PLAKKAGGIO + NIDO DI VESPE + TONDINO BOi!S @ Bar Prodotto Non Conforme - 11-04-2015 (LUCCA)
Vedi link per ulteriori info.

DOLLARO D'ONORE WESTERN ORCHESTRA AL BLITZ + ALBERTO MONS AL RESTAURANT!!! - 11-04-2015 (PISA)
SUPER SABATO AL BLITZ: SUL PALCO DEL BLITZ ALBERTO MONS CON IL SUO STILE ONE MAN BAND INIMITABILE SUONERA' IN ACUSTICO DURANTE LA CENA FINO AD APRIRE AI DOLLARO D'ONORE: ENNIO MORRICONE ROCK TRIBUTE PER UNA SERATA UNICA DAL SAPORE WESTERN!!! ORE 20.00 ACOUSTIC ...

I MATTI DELLE GIUNCAIE + FABRIZIO POCCI & IL LABORATORIO @ Auditorium Flog - 11-04-2015 (FIRENZE)
Vedi link per ulteriori info.

PAUL GILBERT IN GUITAR CLINIC + GROOVE BAND AL BLITZ LIVE MUSIC PUB!!! - 12-04-2015 (PISA)
SPECIALE CHITARRISTI E NON... ARRIVA SUL NOSTRO PALCO IL MITICO PAUL GILBERT PER UNA SUPER GUITAR CLINIC ACCOMPAGNATO DA UNA GROOVE BAND!!! IMPOSSIBILE MANCARE, OCCASIONE IRRIPETIBILE PER POTER ASCOLTARE,VEDERE E PARLARE CON IL GRANDE CHITARRISTA STATUNITENSE!!! ******** ...

FRANCESCO TRICARICO IN CONCERTO AL BLITZ - "INVULNERABILE TOUR 2015" - 13-04-2015 (PISA)
FRANCESCO TRICARICO – INVULNERABILE TOUR 2015 ORARIO INIZIO CONCERTO 21:50 OPEN PUB ORE 20:00 INGRESSO EURO 15,00 Biglietti direttamente alla porta lunedi sera al Blitz Live Music Pub oppure presso Niccolai Grandi Magazzini della Musica Tel: 050 798230 ...

NUMPH + CICONIA + DRAINAGE SYSTEM + THE STATIV COLLISION @ Swamp Club - 13-04-2015 (MASSACARRARA)
Vedi link per ulteriori info.

Han' rubbato la croce (detta) de' Pisani - 15-04-2015 (LUCCA)
Il 15 aprile mercoledì saremo al teatro del Giglio per andare in scena con il nostro ' miusicol ' ( non è un errore ma è scritto in vernacolo ) Dobbiamo esserci tutti . Imparerete cosa è veramente la Croce de' Pisani , la sua storia e sono certo vi divert ...

Corsi di avvicinamento alle arti contemporanee MUSICA CLASSICA CONTEMPORANEA - 15-04-2015 (PRATO)
Luca Berni mercoledì 15 Aprile - La scena musicale italiana nel Dopoguerra. Da Dallapiccola a Sciarrino Luigi Dallapiccola (1904 - 1975) didatta, compositore e pianista, è stato un figura fondamentale per la musica italiana del secondo dopoguerra come compositore ...

Musica ragazzi 2015 - Omaggio ai cantautori italiani - 16-04-2015 (LUCCA)
A cura di Giulio D’Agnello

EVENDIM @ Wallace Pub - 16-04-2015 (PRATO)
Vedi link per ulteriori info.

Laboratorio Brunier al festival Volontariato 2015 - 16-04-2015 (LUCCA)
Giovedì 16 aprile dalle ore 18,00 alle ore 20,00 Concerto dell'ass. Laboratorio Brunier per l' inaugurazione del Festival del CNV con - Coro Puntaccapo diretto dal maestro Guido Masini - Duo Francesco e Samanta Saugo in "Note Jazz in Chiave di Soul" .

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un paio di cosette niente male, questa settimana...talento e belle maniere.

Perfidie di Stefano Torossi 

30 marzo 2015

MINUETTI E PENNELLI

Bibì e Bibò in Sala Stampa
Chi non conosce Bibì e Bibò può passare direttamente al prossimo capoverso.
Chi invece se li ricorda, sa che si tratta di due monelli che da più di un secolo abitano in un fumetto con la loro mamma, la Tordella, il Capitan Cocoricò (che potrebbe essere il di lei fidanzato, ma nessuno lo sa con precisione) e l’ispettore, un piccolo signore pieno di autorità che dice sempre la sua.
Sala Stampa Estera, martedì 24, presentazione del “Galateo della Corrispondenza”. I due autori, Laura Pranzetti Lombadini e Michele D’Andrea, sono Bibì e Bibò. L’Ispettore è invece il moderatore, Claudio Ligas. Per questa volta la Tordella e il Capitano rimangono fuori della storia.
Naturalmente il libro è, al contrario dei due ruspanti ragazzini, il massimo del garbo, con punte di elevata raffinatezza se non di snobismo (la sottolineata superiorità, ora e sempre, della penna stilografica, possibilmente di marca e obbligatoriamente d’annata, rispetto a tutti gli altri arnesi da scrittura). Ovvio, in un manuale che insegna a corrispondere con l’idraulico o con il Presidente della Camera (o la Presidente, forse la Presidentessa, o magari la Presidenta). Comunque la si giri emerge il fatto che, essendo la lingua un organismo ben vivo e agitato, è impossibile tenerla ferma. Magari si accovaccia un momento sulla tua scrivania ma si sa che prima o poi scappa.
Il parallelo con i fratellini terribili prende vita quando i due autori, pungolati e a volte rimessi in riga, sempre garbatamente s’intende, dall’Ispettore – moderatore, nel corso della presentazione cominciano a battibeccare, si danno sulla voce per gioco, mettono finti bronci dopo aver sparato sberleffi e ripetono a pappagallo uno le frasi dell’altra.
Un minuetto elegante, simpatico, un po’ narciso e a momenti a rischio leziosità. Ma divertente perché ben condotto, neanche i due fossero attorcomici professionisti. Non abbiamo ancora letto il Galateo, ma siamo certi che, arrivati all’ultima pagina, avremo imparato qualcosa che farà di noi dei cicisbei migliori.

Merisi è in città!
Venerdì 27 nel piccolo teatro dell’Associazione ERA DEA, dalle parti del Panteon, cioè preci-samente nel quartiere in cui venne ad abitare poco più di quattrocento anni fa, sceso dal nord, il pittore Michelangelo Merisi, è andata in scena la seconda serata del ciclo “Il sotterraneo di Ca-ravaggio”. Rosa Di Brigida: idea e narrazione, Francesco D’Ascenzo: regia e recitazione, Rosa Balivo: egregia presenza in scena. Scene e costumi, strepitosi, del Laboratorio Era Dea Studio.
All’epoca (come fino a pochi anni fa, prima che esplodessero le ridicole quotazioni di milioni di dollari per squali in formalina o statue iperrealiste di Jeff Koons e Cicciolina) gli artisti erano dei poveracci che dipendevano dalla nobiltà per commissioni, vitto e alloggio. E protezione, che per il

nostro, dato il suo carattere rissoso, era fondamentale.
Come latitante per un presunto omicidio, fa una capatina alla metropoli più vicina, Venezia, dove, già che c’è (e ci pare con un certo profitto) studia i grandi pittori del momento.
Eccolo a Roma; qui si piazza a casa di Monsignor Pucci di Recanati. Per l’alloggio va bene, per il vitto un po’ meno, tanto è vero che il pittore soprannomina il prelato “Monsignor insalata”.
Dopo non molto cresce di livello e passa al Cardinal Del Monte, ma trova il modo di bruciarsi le amicizie anche qui, prendendo a bastonate un nobiluomo, come lui ospite del Cardinale. E’ chiaro che Caravaggio era uno che con il galateo non aveva molta dimestichezza, neanche quando gli sa-rebbe convenuto. E infatti gli va male perché un artista dell’epoca, per quanto famoso, proprio non si poteva permettere di bastonare un nobile.
Altre risse, altri arresti. Tira un piatto di carciofi in faccia a un garzone di osteria, che lo querela. Nel 1605 ferisce un notaio. I suoi nobili protettori riescono a insabbiare tutto, finché, nel 1606 uccide Ranuccio Tomassoni, con cui aveva già litigato varie volte, pare per i favori di una delle pro-stitute che frequentavano.
Evidentemente questa è l’ultima goccia, perché lo condannano, fin troppo severamente, alla decapitazione. Curiosamente, dopo questo fatto, nei suoi quadri i vari Oloferne e Golia cominciano ad avere i suoi stessi lineamenti.
Trova ancora la famiglia Colonna che lo protegge nella sua fuga a Napoli, a Malta, in Sicilia; una peregrinazione segnata da altre risse e duelli. Poi sappiamo come va a finire. Un vero spreco di un talento così miracoloso, solo perché il suo proprietario non riusciva a tenere a mente le semplici e utili regole del galateo.
Torniamo alla rappresentazione di venerdì. L’Associazione ERA DEA lavora ad alto livello, con lo stesso sprezzo del pericolo di Caravaggio, scegliendo come lui di rimanere fuori delle regole, pur non ricorrendo alla spada o al pugnale, e sì che ce ne sarebbero i motivi: la costante mancanza di attenzione delle istituzioni, e in più una città che pare abbia perso il nobile spirito giocoso che aveva tirato fuori all’epoca delle indimenticabili estati romane, l’effimero al potere. E chi ne risente di più sono naturalmente i piccoli.
Ma quando il talento c’è, anche se procura solo l’insalata, non bisogna mollare, ecco tutto.

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Il ritorno degli Üstmamò

Nati nei primi anni '90 sulle pendici dell'Appennino reggiano, gli Üstmamò hanno seguito un percorso che, giocando con spirito rock sul dialetto e sulla riproposizione di canti tradizionali di montagna, è arrivato fino al pop da classifica, molto spesso sotto l'occhio attento di Giovanni Lindo Ferretti, che ha creduto in loro fin dagli inizi.

Dopo lo scioglimento, avvenuto nel 2001, sono tornati oggi con un nuovo disco, “Duty Free Rockets”, stilisticamente molto diverso dai precedenti, e nel quale manca la loro voce storica, Mara Redeghieri.

Ne parliamo in anteprima esclusiva con Luca Alfonso Rossi, chitarrista e fondatore della band.


- Ciao Luca, grazie per la tua disponibilità.

Ciao, figurati, è un piacere.

- Iniziamo con le domande di rito, cosa ti ha portato a riprendere il percorso Üstmamò ?

Dunque... è cominciato con la mia voglia di riprendere a suonare insieme, ma senza un'idea in particolare. Da lì ho provato a sentire gli altri, per vedere cosa ne pensavano.

Ezio lo vedo abbastanza spesso, suona con me nel tour di Ferretti, ma ha rinunciato perchè è piuttosto impegnato con la sua professione di insegnante, un percorso intrapreso molto tempo fa anche da Mara. Lei aveva in mente di finire prima comunque il suo disco, sul quale sta lavorando ormai da 4 anni (ride).

Simone invece era disponibile e alla fine abbiamo deciso di fare il disco noi due. Non è detto però che nei prossimi dischi non ci possano essere anche gli altri, non c'è stato un diktat, nessuno ha fatto fuori nessuno, semplicemente al momento è così, anche se forse visto da fuori è più difficile da capire.

- Al di là della mancanza di Mara Redeghieri, nel nuovo disco ci sono un po' di cambiamenti rispetto a quanto fatto in passato dalla band. Come sta reagendo finora il vostro pubblico storico a tutte queste 'novità' ?

Non so dirti come sta reagendo il pubblico...ti posso dire cosa mi aspetto io, e cioè mi aspetto che qualcuno si possa anche incazzare (ride). In fin dei conti non è facile star dietro a questo tipo di cambiamenti, lo posso capire, però non mi andava di fare cose omologate sulla linea delle produzioni attuali. L'unica cosa che mi darebbe fastidio è che qualcuno pensasse che l'ho fatto come provocazione, perchè non è assolutamente così.

La scelta del cantare in inglese è stata per certi versi obbligata. L'italiano è una lingua complessa, che nelle canzoni va valorizzata in un certo modo, come avrebbe fatto Mara, ma io sono più un musicista, per me il testo ha un'importanza diversa. All'inizio ho provato ad usare l'italiano ma sembrava di sentire Nek (ride). L'inglese mi ha permesso di mantenere il contatto con quello che volevo fare musicalmente.

- Ricordo di avervi visto dal vivo la prima volta nel 1995 a Sonoria, sotto una specie di diluvio, in un pomeriggio che vedeva sul palco anche Yo Yo Mundi, Bersani, Fratelli di Soledad, CSI. Come vedi cambiata la scena musicale italiana rispetto a quei tempi ?

Si ricordo bene quella occasione ! In realtà non so dirti com'è cambiata la scena perchè adesso non la seguo più molto, sono uno che ha scelto di fare la sua vita un po' lontano, in montagna. E' però sicuramente cambiata l'intenzione con la quale si suona, la scena anni 90 era bella e per certi versi irripetibile, figlia del suo tempo.

- Ti senti sempre un "ribelle della montagna" ?

Più che ribelle della montagna mi sento un 'bidello' della montagna (ride, e io con lui). No scherzo, montanaro si, ribelle un po' meno.

- E la tua passione per il roots rock americano da dove nasce ?

Guarda, noi siamo partiti come un gruppo praticamente folk, che si esprimeva anche attraverso canti popolari, a modo nostro. La musica roots anni 50 e 60, con quei pezzi sui quali ho iniziato a suonare da ragazzino, era perfetta per un ritorno a quella fase.

- E così si spiegano le canzoni nate nella legnaia... (quella dell'abitazione di Luca, ndr)

Esatto !

- Il testo della prima traccia del disco,"I Play My Chords", sembra riassumere bene la filosofia del disco, è corretto ?

Si in effetti è così, è la filosofia del suonare con semplicità, senza la preoccupazione di dover fare un disco 'in particolare'. Al giorno d'oggi, è comunque molto difficile avere dei riscontri economici con i dischi, tanto vale fare qualcosa per il tuo piacere personale e cercare di divertiti a suonarlo in giro. Questo disco per me è stato molto immediato, ci ho messo meno tempo a registrarlo di quanto invece ce ne sto mettendo a scegliere un'ufficio stampa...

- A questo punto possiamo dire che se negli Ustmamò storicamente sono sempre esistite due anime, una legata al mondo della tradizione ed una legata all'attitudine un po' più punk, questo nuovo "Duty Free Rockets" è il modo per restare fedele alla prima (anche se non è ricollegabile all'Appennino ma alle praterie americane) ?

Si, sono d'accordo. Le tradizioni legate alla terra, le 'radici', per noi sono sempre state molto importanti. Il nostro periodo pop è stato bello, però lì c'era l'aspetto di aver fatto diventare la musica una professione, perdendo ovviamente in genuinità.

- Mentre invece l'esperienza in tour con Giovanni Lindo Ferretti è un modo per alimentare l'attitudine un po' più punk...

Mmm... questo in realtà no, perchè non c'è persona che sia legata alle tradizioni più di Giovanni. Anche se dal punto di vista musicale il repertorio è in gran parte quello dei CCCP/CSI, in realtà questo tour ("A cuor contento", che prosegue da più di 4 anni, ndr) è molto strano, molto spesso nemmeno io riesco a capire quale sia la linea (ride). Ma rappresenta il percorso di Giovanni, un percorso complesso e affascinante.

- In tutti questi anni con Giovanni, che vi ha incoraggiati fin dall'inizio, producendo anche i vostri primi dischi, come è cambiato il rapporto ?

Giovanni è quello senza il quale io non avrei nemmeno cominciato a fare questo mestiere, per cui la mia stima nei suoi confronti è immensa. Dal punto di vista musicale lui è uno che ascolta musica molto raramente e quindi è più difficile confrontarsi. Avere ripreso a suonare la chitarra con lui nel suo tour mi ha però fatto di nuovo venire la voglia di fare qualcosa di mio, quindi devo nuovamente dirgli grazie !

- Un'ultima curiosità: come è nato il titolo del disco, "Duty Free Rockets" ?

Una sera, sentendo una notizia relativa a un bombardamento su Gaza, un ministro israeliano parlava della striscia definendola una duty free rockets zone, riferendosi probabilmente al fatto che in quella zona fosse piuttosto facile procurarsi missili. Però mi piace pensare che potesse anche essere intesa come un futuro dovere (duty) di avere una zona libera dai missili. Questa possibile doppia interpretazione mi ha affascinato.

- Ok Luca, grazie nuovamente e a presto, attendiamo di vedervi dal vivo !

Con molto piacere, ciao.

Intervista a cura di Paolo Ciro (NowHereMan)

 

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Le Visioni di Paolo: Quello che resta …

Le Visioni di Paolo: Quello che resta …
Il 25 settembre 1980 si spegneva a Windsor John “Bonzo” Bonham, probabilmente il più importante batterista rock di tutti i tempi.
Nel 2012, i tre superstiti della band dei Led Zeppelin ricevono il prestigioso Kennedy Center Honor davanti al Presidente degli Stati Uniti d’America e alla First Lady, la stessa sera che viene consegnato al più popolare conduttore televisivo mondiale David Letterman. Tra una chiacchiera e l’altra, davanti ad un tributo che è tanto grandioso quanto meritato, David e Jimmy Page si mettono d’accordo per un’ospitata in trasmissione … un po’ come se, in Italia, Fabio Fazio incontrasse per caso Mengoni e lo invitasse in trasmissione. Meglio non pensarci, che ho già i brividi.
David, sempre compassato e ironico, pesca dal mazzo la domanda più difficile: dopo la morte di Bonham, un’altra band avrebbe cercato un altro batterista, loro no. Risponde l’altro John: no. Una sola parola di una sola sillaba.
La domanda è difficile ma, se ci pensate, la risposta è facile. Quando finisce la parabola terrena di John Bonham, finisce anche la vicenda artistica così produttiva e prolifica della più grande rock’n roll band di tutti i tempi. Possiamo conoscere le storie che hanno portato quattro musicisti geniali dentro a quella straordinaria esperienza che sono stati i Led Zeppelin, per certo non conosciamo il perché. Forse la ragione è più vicina alla magia, ad una componente esoterica, ad un caso fortunato … possiamo interrogare la numerologia e l’oroscopo. Tuttavia, nessuno di loro era o è sostituibile. I Led Zeppelin non sono quattro elementi di un Uno, sono i Led Zeppelin. Sono la più straordinaria esplosione di talento, invenzione, tecnica, misticismo e istinto primordiale che si possa trovare nella Storia della musica tutta. Sono il paradigma della parte più autentica dell’umanità.
Quello che resta è la musica. Da ascoltare e riascoltare in continuazione perché pochi hanno gettato semi così importanti come loro. Compatisco chi fa musica e può dire, sinceramente, che non è stato in nessun modo condizionato dai Led Zeppelin.
Non possiamo e non dobbiamo ragionare con i se o i ma … chissà cosa avrebbero ancora fatto … chissà quanti altri album capolavoro avrebbero visto la luce. La realtà è questa e di straordinaria bellezza ce ne hanno regalato tanta.
Poi, David … La risposta ce l’avevi già nei loro testi.
Tutti sono uno, uno è tutti.

Paolo Pelizza
© 2015 Rock Targato Italia

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Roberto Bonfanti "Alice" il suo nuovo romanzo - di Valeria Gaetani

“Florentino Ariza aveva la risposta pronta da cinquantatré anni sette mesi e undici giorni, notti comprese.
'Per tutta la vita' disse.”
Gabriel García Márquez

-2, -215, -214, …, -1. E’ un conto alla rovescia quello di Alice e Francesco, un susseguirsi di nuovi ricordi che, dopo aver vagato tra stelle e neve, sembrano ritrovarsi nei vecchi riti, nelle promesse mai mantenute, nelle infinite pagine scritte dopo un concerto o una lezione di italiano.

Roberto Bonfanti, scrittore lombardo dalla capacità di mettere su carta emozioni e sentimenti celati nel nostro cuore, nel suo ultimo romanzo “Alice (due piccoli stupidi)” trasporta il lettore in quel mondo fatato che è la memoria.

Pagina dopo pagina, si alternano le più intime confessioni di Francesco, tra un sorso di whisky e una canzone cantata male, dopo dodici anni sempre con lo sguardo rivolto verso il cielo, alla ricerca della terza stella a destra della luna. Il cantautore, protagonista maschile della storia, confessa anche a se stesso di non essersi mai dimenticato di quella ragazza dagli occhi verdi sfuggenti ma fragili: Alice, “lo sai anche tu: io ero proprio innamorato perso. Innamorato come non sono ma più riuscito a esserlo di nessun’altra”.

Francesco è fermo all'immagine di un’ Alice sedicenne, quella ragazza dalla timidezza ossessiva, che per la sua insicurezza disarmante lo abbandona alla fermata degli autobus, scappando di punto in bianco da quell’amore fatto di comprensione e abbracci rassicuranti.

Ed è proprio in un abbraccio, lungo, inatteso, che l’Alice donna si abbandona con Francesco in un momento in cui la sua vita pare ormai ben solida, lontana da quelle turbolenze che l’avevano fatta fuggire in passato. Tra lavoro e preparativi del proprio matrimonio, tra un compagno dalla sensibilità completamente diversa dalla sua, che riesce ad amarla senza forse arrivare a comprenderla a fondo, Alice osserva cadere un fiocco di neve, che sconvolge la sua ormai ordinaria quotidianità. Quel fiocco sembra sciogliere antiche reticenze, timori e disillusioni, portandola a riavvicinarsi a quel Peter Pan, principe senza corona del suo passato.
Tuttavia Alice non ha mai creduto alle favole, preferendo sempre risolvere i propri cortocircuiti interiori con pomeriggi di totale isolamento, facendo vagare i propri pensieri osservando il paese dall’alto, seduta su un motorino a fianco di una chiesetta, immersa nella nebbia.

Ed è proprio quella chiesetta il viaggio finale delle proprie elucubrazioni. Alice fa la sua scelta: capisce che sono le decisioni, non le promesse, che salvano, che solo la volontà e la razionalità possono purificare la sua anima, e che i ricordi, come stelle, non svaniscono, ma rimangono sempre lì fissi in cielo, in una lontananza rassicurante.

Valeria Gaetani

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