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INFERNO 1914 - 1918, Mostra I Guerra Mondiale di Tom Porta. FAMEDIO: Monumentale di Milano


PRESENTAZIONE MOSTRA.

Finalmente Porta ritorna a Milano, nella magnifica sede del Famedio, al Cimitero Monumentale, in mezzo agli spiriti dei grandi che li vi dimorano. Lo fa con la nuova mostra dedicata al centenario della I Guerra Mondiale, curata da Mario Giusti, cui sta lavorando ormai da due anni e della quale, nella prima settimana di novembre, è stata vista un’anteprima di 6 opere. Niente di meglio delle sue parole per illustrarne il contenuto, la storia:

“… A cento anni dall'inizio della Grande Guerra realizzerò un'esposizione di nuove opere dedicate allo scontro di culture, ideali, pensiero, tecnologie e uomini iniziato nel 1914.
L'importanza e l'influenza che questa guerra ha avuto sul 900, sulle arti, la politica, il pensiero moderno è incalcolabile, quanto lo è stata la tragedia umana che hanno vissuto tutti coloro che ne sono stati coinvolti.
Durante la Grande Guerra si realizza, con una grandiosità senza precedenti, il fallimento dell'uomo nel comunicare e prende corpo una straordinaria capacità di distruzione morale e fisica.
Questi due elementi sono l'esatto contrario dell’opera di Dante di cui mi avvalgo come canto di accompagnamento, inesauribile fonte di ragionamento e capolavoro dell'arte della parola. Da questo punto decido di partire abbinando il viaggio all'Inferno all'esperienza umana della Prima Guerra Mondiale.

Le opere conterranno elementi ottocenteschi, il secolo le cui idee cadranno nel fango dei campi di battaglia europei, così come visioni moderne idealmente figlie dell'intenzione rinnovatrice che ha trascinato nel conflitto artisti di tutti i paesi.
Creerò un percorso emotivo attraverso il formato dei lavori, ora di grandi tele di due metri, di carte, ora di piccole tavolette di legno di quaranta centimetri che desidero porti l'osservatore a vivere gli albori della cinematografia documentaristica di guerra.

I versi di Dante, presenti all'interno delle opere saranno la compagnia ed il compendio narrativo della mia ispirazione: come la silenziosa osservazione di luoghi e macchine, privi di significato, non fossero stati la tela bianca su cui si è dipinto col sangue di milioni di uomini la storia indiavolata del ‘900.
La ricerca non sarà però documentale ai fini storici, bensì un'ideale rappresentazione, attraverso volti e luoghi, famosi e non, della catarsi vissuta nei quattro anni di conflitto.
Inferno 1914-1918 costituisce altresì un prequel coeso e ragionato del mio percorso di ricerca sulla guerra e ne conterrà le sintesi pittoriche e grafiche che ho, fino ad oggi, raggiunto.

Tom Porta, Milano giugno 2013
Dal catalogo: “… Dante arriva nell’opera di porta portandosi dietro il titolo INFERNO, che diventerà un contenuto vivo e carnalmente impegnativo, tanto quanto l’incontro con Virgilio nella Divina Commedia fu determinante per la Via del racconto.
Ma arriva da più lontano che la presenza in quella prima opera che noi chiamiamo Il Soldatino.
C’è una grande tela del 2011, Checkpoint: un marine in primo piano tiene a bada un prigioniero in posa Guantanamo, inginocchiato, vestito Armani e con un sacco in testa per renderlo cieco, deprivarlo di realtà e collocazione. Il sacco è a griffe Vuitton, uno sberleffo alla Porta e sul muro sbrecciato, in fondo, compare sbiadita una scritta: “… fatti non foste a viver come bruti…”. L’eterno incipit di Ulisse nel canto XXVI dell’Inferno, uno dei pezzi più belli in assoluto della poesia italiana, ecco per me quello fu il vero inizio di questa mostra…

… Oggi la soddisfazione è constatare come le opere non siano un caleidoscopio iconografico di date e appuntamenti, piuttosto un legame logico, emotivo tra il ciclo di Extinction, in cui Porta distrugge tutti i simboli architettonici della civiltà moderna, e la sua visione della guerra, in particolare questa.
Ha ragione John Milton, l’avvocato del diavolo, anzi il diavolo in persona: “…E chi, sano di mente, potrà mai negare che il XX secolo è stato interamente mio?...”

… E’ come se l’angelo vendicatore ed i cavalieri dell’Apocalisse concentrassero i loro ricordi del periodo più buio del ‘900 e guidassero la mano di Porta per darci una testimonianza attualissima dell’efferatezza umana: una mostra contro la volontà di dominio che racconta il tormento dell’uomo nell’eterno conflitto tra la sua immortale umanità ed il desiderio di INFERNO… Potrebbe fondare a pieno titolo il movimento degli Impressionanti.

Consapevole di ciò, in questa mostra c’è un tenero tentativo di normalità con una nuova presenza femminile: è chiaramente una ricerca influenzata dalla sua passione per Boldini, di cui molti scorgono parecchie tracce, da sempre. In particolare nei dipinti di tre donne. Oggi però, davanti ad una serie di ritratti molto riusciti, dal Barone Rosso al milite ignoto in trincea, alla donna ritratta in un interno distrutto, posso affermare che si sente forte questo desiderio di racchiudere nella forma umana del viso, della postura, una ricerca di scoperta interiore.
Chiudo col racconto di una generosità insolita: Porta si è reso disponibile ad accompagnare alcuni studenti ad una visita guidata alla sua mostra, in ogni città dove sarà esposto…”

SVILUPPO DELLA MOSTRA. Un articolato interessante sarà, in ognuna delle 4 città previste e con la collaborazione degli assessorati competenti, l’organizzazione di visite guidate con l’artista che hanno come scopo la conoscenza dei temi storico sociali che hanno portato alla Guerra Mondiale.
A MILANO, dal 29 aprile al 24 maggio 2015 presso il Famedio del Cimitero Monumentale. La mostra è inserita nell’ambito delle manifestazioni di “EXPO in Città” e gode dunque del patrocinio del Comune. Sono previste 4 visite guidate: 2 organizzate dall’Associazione Amici del Monumentale che si occupa proprio del patrimonio storico e culturale artistico all’interno del Famedio e del cimitero e altre due con gli studenti. Il 24 maggio poi, in occasione della giornata storica e della chiusura della mostra, il Comune con l’Assessorato al Commercio e Attività produttive, organizza una lezione sul tema di Milano ed il suo ruolo nella I Guerra Mondiale. Saranno analizzati il ruolo del Sindaco Caldara e la realizzazione di una prima grande rete di assistenza sociale nell’ambito della cosa pubblica. E’ prevista anche un’asta di beneficenza con un’opera da hoc di Tom Porta per raccogliere fondi per il restauro del sacrario della I Guerra.


ALCUNI DATI TECNICI.
PERIODO: dal 29 aprile al 24 maggio 2015 – orario: 08-17.30
LA MOSTRA.
10 tele, acrilico su tela, 150x200cm.
18 tele, acrilico su tela, 100x150cm
9 di diverse dimensioni: 60x60cm – 100x100cm
30 fra disegni, studi e carte di varie misure.

CATALOGO di 130 pagine, in 2000 cp, brossurato, a colori. Oltre alle opere, disegni e materiali vari, anche una serie di interventi di Mario Giusti, il curatore della Mostra, l’artista ed amico di Porta, Alessandro Papetti ed un saggio critico curato da Igor Zanti.

La mostra proseguirà a Firenze, Palazzo Medici Riccardi, nella Galleria delle Carrozze, dal23 settembre - 14 ottobre 2015, per raggiungere poi Roma in luogo ancora da definire con l’amministrazione ed a GENOVA, a Palazzo Ducale, da marzo ad aprile 2016.

 

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CA' DI FRA': Alberto Korda, La resistenza delle Immagini

 ALBERTO KORDA

La resistenza delle Immagini

Seconda mostra di Alberto Korda.

Se possibile, ancora più intrigante, almeno dal punto di vista della Storia della fotografia. Circa 30 foto Vintage, fatto non più così usuale, nemmeno nelle mostre proposte da Istituzioni e Musei.

Alberto Dìaz Gutièrrez (1928-2001), noto in tutto il mondo come Alberto Korda, avrebbe potuto essere un classico fotografo di moda cubano, invece incontrò la Storia e si ritrovò a vivere un periodo unico: la Rivoluzione cubana. Divenne il fotografo personale di Fidel Castro e per dieci anni lo seguì ovunque, considerando questo un onore; eppure la sua fama mondiale doveva legarsi ad un altro uomo: Ernesto "Che" Guevara. Universalmente noto lo scatto: il “Guerrillero Heroico”; l’indomabile ed indomato Che; sguardo fermo seppur velato rivolto alla folla riunita per il funerale delle vittime della nave La Coubre (5 marzo 1960).
Quella immagine divenne, grazie a Korda e ad un giovane Giangiacomo Feltrinelli, l’icona del guerrigliero che combatte per la Libertà, la Giustizia, l’Uguaglianza, nonostante tutto, nonostante se stesso. L’uomo Che, intimo ed umanamente fragile era destinato a diventare il Mito Che, un Universale, un Simbolo. Immortale.
Si tratta dell’immagine più riprodotta della storia della fotografia. Fu, certo, l’immagine più famosa di Korda, ma non l’unica. Egli ebbe modo di immortalare in differenti momenti di vita, sia Che Guevara, sia Fidel Castro. Nella mostra del 2012, abbiamo mostrato soprattutto gli uomini Castro e Guevara, cogliendo i loro momenti di svago (es. pesca d’altura, partita a golf) cosi’ come i momenti di lavoro quotidiano (Che Guevara mentre taglia canne da zucchero oppure prova nuovi macchinari agricoli); la mostra del 2015, invece, punta l’attenzione soprattutto sui momenti “politici", sui ritratti " ufficiali".
L’opera di Korda è importante sia da un punto di vista puramente artistico sia come testimonianza storica e sociale.
Per ricordare di ricordare….

Manuela Composti

 

INAUGURAZIONE GIOVEDI’, 7 Maggio 2015

Ore 18.00 – 21.00

Termine mostra Venerdì, 5 Giugno 2015
Orari galleria: LUN – VEN 10-13 / 15-19
SABATO SOLO PER APPUNTAMENtTO

 

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CA' DI FRA': Alberto Korda , La resistenza delle Immagini

 ALBERTO KORDA

La resistenza delle Immagini

Seconda mostra di Alberto Korda.

Se possibile, ancora più intrigante, almeno dal punto di vista della Storia della fotografia. Circa 30 foto Vintage, fatto non più così usuale, nemmeno nelle mostre proposte da Istituzioni e Musei.

Alberto Dìaz Gutièrrez (1928-2001), noto in tutto il mondo come Alberto Korda, avrebbe potuto essere un classico fotografo di moda cubano, invece incontrò la Storia e si ritrovò a vivere un periodo unico: la Rivoluzione cubana. Divenne il fotografo personale di Fidel Castro e per dieci anni lo seguì ovunque, considerando questo un onore; eppure la sua fama mondiale doveva legarsi ad un altro uomo: Ernesto "Che" Guevara. Universalmente noto lo scatto: il “Guerrillero Heroico”; l’indomabile ed indomato Che; sguardo fermo seppur velato rivolto alla folla riunita per il funerale delle vittime della nave La Coubre (5 marzo 1960).
Quella immagine divenne, grazie a Korda e ad un giovane Giangiacomo Feltrinelli, l’icona del guerrigliero che combatte per la Libertà, la Giustizia, l’Uguaglianza, nonostante tutto, nonostante se stesso. L’uomo Che, intimo ed umanamente fragile era destinato a diventare il Mito Che, un Universale, un Simbolo. Immortale.
Si tratta dell’immagine più riprodotta della storia della fotografia. Fu, certo, l’immagine più famosa di Korda, ma non l’unica. Egli ebbe modo di immortalare in differenti momenti di vita, sia Che Guevara, sia Fidel Castro. Nella mostra del 2012, abbiamo mostrato soprattutto gli uomini Castro e Guevara, cogliendo i loro momenti di svago (es. pesca d’altura, partita a golf) cosi’ come i momenti di lavoro quotidiano (Che Guevara mentre taglia canne da zucchero oppure prova nuovi macchinari agricoli); la mostra del 2015, invece, punta l’attenzione soprattutto sui momenti “politici", sui ritratti " ufficiali".
L’opera di Korda è importante sia da un punto di vista puramente artistico sia come testimonianza storica e sociale.
Per ricordare di ricordare….

Manuela Composti

 

INAUGURAZIONE GIOVEDI’, 7 Maggio 2015

Ore 18.00 – 21.00

Termine mostra Venerdì, 5 Giugno 2015
Orari galleria: LUN – VEN 10-13 / 15-19
SABATO SOLO PER APPUNTAMENtTO

 

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(x) Si tratta di un attacco acuto di pigrizia primaverile

Carissimi amici e lettori (in realtà le due categorie ne formano una sola),
per cause che dipendono interamente dalla nostra volontà(x), questa settimana il Cavalier Serpente non ha deposto il consueto uovo avvelenato.
Ci scusiamo con voi e vi diamo un arrivederci a domenica prossima.
Stefano Torossi e il Cavalier Serpente

(x) Si tratta di un attacco acuto di pigrizia primaverile

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LA FINE DELLA PISTA


LE VISIONI DI PAOLO
La fine della pista.
Qualche giorno fa ho chiesto in prestito un caricabatteria a Valeria, una studentessa della Bocconi che sta facendo uno stage.
Quando ci hanno presentato, un amico le ha detto che sono l’autore delle Visioni. Valeria mi ha detto che i miei pezzi le piacciono molto ma che lei è meno pessimista. Le ho risposto che è normale. Lei è giovane.
Stendhal scrisse che la giovinezza è una malattia dalla quale purtroppo si guarisce.
Alla fine della pista, pochi possono dire con Sinatra che hanno fatto la loro strada, che hanno realmente vissuto, che si sono realizzati.
In buona parte, perché la vita passa mentre noi siamo distratti da altro, in parte perché i concetti di “successo”, di “felicità” sono considerati esclusivamente di tipo economico. E’ una concezione esogena, ovviamente.
Chi è più realizzato? Chi è più libero e felice di chi mangia quando ha fame e dorme quando ha sonno? Chi può dire davvero di poterlo fare?
Cara Valeria, il tema non è essere ottimisti o pessimisti. Il tema è guardare le cose da un altro punto di vista sempre. La civiltà dell’immagine è un caleidoscopio truffaldino fatto per confonderci. Se avessimo la volontà di alzare lo sguardo e osservare il mondo con i nostri occhi, scopriremo che non abbiamo bisogno di quasi nulla e ritroveremo quella parte più autentica. Quella fatta di istinto e empatia.
Purtroppo, non abbiamo più Maestri nell’omologazione globale, nel nulla del videogame che è la finanza internazionale, nel vuoto del fermento culturale e artistico che ci affligge come una malattia cronica e non permette nessuna crescita fuori da logiche di mercato artificiali, false e falsate.
Qualcuno ha detto che con la Cultura non si mangia! Lo ha detto, davvero. Ma è stato solo l’unico che ha avuto il coraggio di esprimere un concetto condiviso. Il mondo, le nostre stesse esistenze sono di proprietà di banchieri, broker, agenzie di rating, del Fondo Monetario Internazionale. Se qualcuno non l’avesse ancora capito la Terza Guerra Mondiale è in atto e non ha niente a che vedere con Al Quaeda o l’Isis. Non illudiamoci che sia meno cruenta delle due precedenti perché combattuta a colpi di spread e di rating, invece che con le armi.
Siamo ciechi proprio perché si è impedito scientemente lo sviluppo di arte e cultura provocando una sostanziale perdita di identità (e non parlo di quella di un popolo o di una nazione), desertificando il terreno in modo che potessero nascere e crescere solo tensioni gradite, poco pericolose per il mantenimento dello status quo. E’ stata costruita una fortezza per difendere il Capitale che sta naufragando, dai pensieri, dalla creatività, dal cambiamento. Per impedire che rinasca un movimento che (per quanto abbia fallito perché troppo ideologizzato) ci aveva provato.
Io, Valeria, appartengo a una di quelle generazioni che ci ha provato. E non eravamo quattro amici al bar. Eravamo nelle strade, nei concerti, nelle università e nelle scuole. Io e molti altri sconfitti non siamo andati a lavorare in banca. Per quanto possa sembrare grottesca e anacronistica la nostra esperienza e di scarso valore i nostri risultati siamo ancora qui a combattere per avere uno spazio, per far sentire la nostra voce, per confrontare le nostre idee con quelle degli altri. Per fare in modo che tutti possano esprimersi liberamente.
Cara Valeria, probabilmente sono un pessimista davvero. So di non essere Zarathustra, ma sono certo di non essere nemmeno la sua scimmia.
Non posso fare altro che portarti il mio pensiero e rispettare il tuo.
Noi siamo alla fine della pista, sulla barricata senza più munizioni ma non siamo domi.
Tu (mi perdonerai se ti uso come rappresentante dei giovani) hai davanti molte strade. Puoi decidere quale prendere. Io mi auguro che tu possa essere autenticamente felice e che abbia tutto quello che desideri.
Spero, però, che rinasca (anche in te, se non c’è già o ancora) quella voglia di impegnarsi per cambiare (almeno) il nostro piccolo pezzo di mondo. Gli esempi sono virali, diventano epidemie poi pandemie.
Spero che lo farai abbandonando il nostro sogno ma sognandone uno nuovo, tuo sempre non violento e rispettoso degli altri e delle altrui idee.
In bocca al lupo.

di Paolo Pelizza
© 2015 Rock targato Italia 

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nuovo video de "LASTANZADIGRETA" omaggio al Banco

NO CANZONE D’AUTORE! NO INDIE ROCK!

fuggire il già sentito, lo scontato, il facile.
Rifuggire l’astruso, l’iniziatico.rompere gli stereotipi, aborrire le etichette predefinite.


NO BASSO! NO BATTERIA!

privarsi di solidità ritmiche per inventarne di nuove e più traballanti.
Democraticità dei ruoli, ribaltamento delle dinamiche.
Chi si ferma è perduto, chi arriva primo aspetta.
essere elettrici, acustici, elettroacustici, giocattoli.
essere radicali.
essere teneri, essere neo-sensibili
essere POP.
consapevolmente, gioiosamente, politicamente.
avanguardisticamente.

lato b è il secondo ep di lastanzadigreta, opposto elettrico e psichedelico del suo lato a.
Mandolino e chitarra elettrici spinti al massimo, marimba punk, bidoni dell’immondizia, droni di didjeridoo, voce e chitarra.
A margine, una nota di dolcezza: una cover di Non mi rompete del Banco di Mutuo Soccorso, per marimbe, xilofoni, glockenspiel, farfisa e poche e misurate corde di plastica.
lato b è stato registrato interamente dal vivo, senza sovraincisioni o trucchetti da furbacchioni, al Diavolo rosso di Asti, il primo dicembre 2013, da Dario Mecca Aleina, che lo ha anche miscelato. Deve molto alla musica di Nick Cave, Eels, C.S.I., alla psichedelia e a Tom Waits, all’Americana e alla canzone d’autore italiana classica e al progressive rock.
Tutte le canzoni sono scritte da lastanzadigreta.
La bonus track è una cover molto particolare di Non mi rompete del Banco di Mutuo Soccorso, registrata dal vivo presso il laboratorio Il trillo di Torino, il diciassette aprile del 2014. 

Esattamente 1 anno dopo dalla sua registrazione viene esce il secondo video

Il video tratto da “lato b”  è un omaggio al Banco del Mutuo Soccorso. Difficile rifare un pezzo così, impossibile – e sbagliato – provare a rifarlo uguale.
Per l’occasione, lastanzadigreta lascia da parte la cattiveria elettrica e punta sugli strumenti acustici e “poveri”: il legno della marimba e degli xilofoni, il metallo del glockenspiel, un vecchio harmonium Farfisa, chitarra e ukulele… Il tutto registrato “live in studio”, in un pugno di take, al Laboratorio musicale “Il Trillo” di Torino, da dove provengono anche le immagini – volutamente lo-fi, in tema con lo spirito del brano – del video.
Una “cover” in punta di piedi, minimalista, che prende il suono del rock progressivo italiano e lo ri-colloca in una cameretta.
“Lato b” è edito in digitale, per Tam Tam Production, su tutti i principali digital store,; è disponibile anche in cd, in 300 copie numerate, con la splendida copertina ideata dall’illustratrice Cinzia Ghigliano.

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Etichetta: TamTam Production
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“Maledetta Notte” è il nuovo singolo degli USHAS

In radio e TV il terzo singolo degli USHAS “Maledetta Notte”

A breve sarà in rotazione il nuovo singolo della rock band USHAS, tratto dall’album “Verso Est”.

Maledetta Notte” è un brano che parla della tragedia della banalizzazione della nostra vita in una quotidianità priva di senso. La noia colora ogni sentimento, ogni emotività, il sesso diventa via di fuga dalla monotonia e pateticità dell’esistenza.  La passione ci spinge sempre oltre, per dimenticare il nulla che abbiamo eletto a sistema di vita. E, alla fine, viene presentato il conto  amarissimo e fin troppo ironico!

Verso Est” (Agoge Records) è il disco d’esordio degli USHAS che esprime l’amore per il viaggio, per l’arte, per la filosofia buddhista indo-tibetana e per la letteratura beat americana attraverso il suono di un rock potente e senza tempo. Sulla copertina del loro album l’immagine del simbolo orientale del Nodo Infinito, un segno di buon auspicio.

Rock band romana ha debuttato nella seconda metà degli anni '90. La formazione attuale comprende, oltre al fondatore e autore di musiche e testi Filippo Lunardo, Giorgio Lorito alla voce, Guido Prandi al basso e Giorgio Ottaviani alla batteria. Il nome USHAS è quello della dea dell'Aurora dell'antica tradizione religiosa indiana dei Veda, figlia del Cielo e del Signore della Luce

Il gruppo ha all'attivo moltissime esperienze live con concerti memorabili, ma anche aperture a grandi artisti come gli Iron Butterfly, Maurizio Solieri (Vasco Rossi) o Paul Di’Anno (Iron Maiden). 

Nel 2010 ha vinto il contest per band emergenti Rockin'dipendente a Rieti. Nel luglio 2013 ha partecipato al Festival del Litfiba Channel, la web radio ufficiale dei Litfiba. 

Nel web: ushas.it

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Video e singolo nuovo per i RED RING

In radio e TV il singolo e video dei RED RING “You break down my soul”

Concerti promozione: 

  • 24 Aprile, RELEASE PARTY  Ostra (An)
  • 25 Aprile, GIO' BAR (Monte Porzio - PU) OSPITI ROCK TARGATO ITALIA Finale Marche

 

Dalla prossima settimana sarà in rotazione radiofonica il singolo “YOU BREAK DOWN MY SOUL” dei Red Ring.

You break down my soul” è una ballad rock dal sound deciso, dal gusto melodico contagioso per l’energia e la freschezza che trasmette.

Con l’intro di chitarra in apertura del brano, ecco che il “knock-out” arriva immediatamente, introducendo tutte quelle sonorità rock che con rabbia e potenza trasportano in un mondo di riff taglienti. La solida sezione ritmica del brano viene poi amplificata dalla cantante Elisa Goffi, che con la sua voce sottile rende catchy e romantica l’aggressività iniziale.

Dal testo interamente in inglese, il singolo racconta, tra scariche di adrenalina e romanticismo, la difficoltà di tenere saldo un rapporto amoroso, con il rischio di vedere rompersi la propria anima. Ma l’amore è caparbio, e nonostante la sua complicatezza e fragilità, c’è sempre la volontà di tenerlo stretto e non lasciarlo mai cadere a terra in mille pezzi.

You break down my soul” è il primo singolo di lancio del prossimo EP dei Red Ring in uscita a breve a fine aprile. Il videoclip ufficiale è già stato realizzato ed è possibile vederlo al seguente link YouTube: http://youtu.be/taAUl-tTEls.

I Red Ring (ex Last Minute) sono una rock band marchigiana che ha debuttato nel 2007. Giovani ed energici, vantano già un Ep di brani inediti pop-rock in lingua italiana, “Senza tempo”, autoprodotto e inciso nel 2009, un lavoro composto e arrangiato interamente dalla band.

Dal 2010 ad oggi il gruppo ha ormai collezionato una numerosità di riconoscimenti in ambito musicale: il loro talento è stato premiato dal concorso romano “Sapori d’autore” come anche  dal “Maccheroni Rocking Contest” organizzato dal comune di Fano (PU) nel 2011, vincendo la registrazione di un Ep.

Vinti ulteriori due Premi città di Loreto, hanno avuto l’opportunità di esibirsi sullo stesso palco dei Nomadi, in apertura del loro concerto.

Tutto il loro periodo di attività è stato costellato di intense esibizioni live in locali, sagre, feste cittadine e piazze delle Marche e delle altre regioni centrali, riscuotendo un grande successo di pubblico con la proposta dei loro inediti e di altri brani del rock classico o del pop internazionale rivisitati nel loro unico stile. 

La band si compone di: Elisa Goffi (voce); Edoardo Sdruccioli (basso e cori); Juri Cucchi (batteria); Davide Landi (chitarra ritmica); Giacomo Lanari (chitarra solista).

 

Sul web e links:  

https://www.facebook.com/redringband

http://www.youtube.com/redringband

https://twitter.com/redringband

http://instagram.com/redringband#

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Sfigher esce "Pericolosa" il nuovo singolo

“PERICOLOSA” il nuovo singolo e video degli SFigher. In radio e tv

Sabato 18 aprile ore 22.30 concerto al Km298 di Lodi

Dalla prossima settimana sarà in rotazione radiofonica e televisiva “Pericolosa”, singolo degli SFigher

Il brano, scritto da Marco Coruzzi e Danilo Lazzari, esprime il rischio insito in ogni relazione amorosa, che, tra forti emozioni e paure ancestrali, porta qualsiasi amante a infinite domande senza risposta. 

“……Fammi un gesto con lo sguardo, Solo al mio comando, Entrare nei tuoi occhi”.

Non si sa chi condurrà il gioco, ma ci si perde comunque tra sguardi ricchi delle sfumature dell’amore, consapevoli di vagare tra pensieri nebbiosi, albe senza sole e arcobaleni oscurati dalle notti senza sonno.

All’ascolto del brano, si viene trascinati dalla voce di Danilo Lazzari in un mondo in bilico tra cielo e tenebra, pericolo e estasi, catturati dal ritmo incalzante che parla di eterne conquiste e rinunce.

Pubblicato sulla pagina Yotube ufficiale della band, il videoclip del brano realizzato da Stefano Grilli, ha ottenuto già oltre20 000 visualizzazioni. Da guardare e ascoltare online al link: https://www.youtube.com/watch?v=4jfpCUXjlvI

Sabato 18 aprile alle 22.30, gli SFigher presenteranno al pubblico il nuovo singolo “Pericolosa” con un concerto alKM298 di Lodi (S.S. 9 Tangenziale SUD Lodi -  Km. 298). 

SFigher, band parmigiana, debutta nel 2009 su idea di Marco Coruzzi e Danilo Lazzari. La scarsa considerazione di se stessi nelle fasi iniziali li porta a coniare il nome "SFigher". Nasce quindi lo “SFigher-Pensiero” che si riflette nei testi delle loro canzoni. Dopo anni di sperimentazioni, arriva la maturazione artistica insieme al loro album “Quello che ho”, che ha raccolto ottimi consensi di critica. Nel 2014 hanno vinto la prima edizione del "ParmAwards"  come band più votata dal pubblico.

Gli SFigher hanno raggiunto un numerosissimo seguito di fan, soprattutto in terra emiliana, dove si esibiscono spesso in live emozionanti.

Dopo "Sono", singolo presentato a giugno e corredato da un videoclip diretto da Sebastian Corradi, a gennaio è stato pubblicato il singolo "Scusa no", il cui videoclip ha già superato le 21.000 visualizzazioni su YouTube (http://youtu.be/-nWKKdzTa0I). 

Ad oggi “SFigher” è composto da: Danilo Lazzari alla voce e chitarra, Marco Coruzzi alle tastiere, Nicola Balestrieri al basso, Eros Scasciamacchia alla chitarra elettrica, Paolo Leo alla batteria e Giuseppe Cirrito come chitarra ritmica in aggiunta alla band. Le musiche e i testi sono interamente composte da Marco e Danilo, mentre gli arrangiamenti sono merito dell'intera band. 

Sul web: www.sfigher.it

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La SIAE sostiene il Record Store Day 2015

La SIAE sostiene il Record Store Day 2015

Incontri e pubblicazioni musicali esclusive per la festa dei negozi di dischi

Show, incontri, mostre d'arte e, soprattutto, pubblicazioni musicali esclusive. Il prossimo 18 aprile si celebra il Record Store Day 2015, la giornata nata nel 2007 per festeggiare i negozi di dischi indipendenti di tutto il mondo e la SIAE ha deciso di sostenere questo importante tributo alla passione musicale più genuina e autentica che è alla base del lavoro degli autori.

La Società italiana degli Autori ed Editori ha deciso di promuovere le attività culturali, soprattutto quelle indirizzate a stimolare e porre in evidenza la creatività giovanile. Sostenere attività culturali e di spettacolo è, infatti, tra gli obiettivi che la SIAE da sempre persegue in accordo anche con le maggiori istituzioni che offrono concrete opportunità agli autori in tutti i campi.
Il Record Store Day prevede in Italia quasi trecento pubblicazioni e numerose iniziative in molte città.
“Il negozio di dischi è stato ed è un piccolo centro di apprezzamento della musica, un luogo che favorisce le passioni brucianti, nate tra il vinile del giradischi e le magnifiche copertine disegnate, tra discussioni animate e ascolti prolungati - ha dichiarato Gaetano Blandini, Direttore Generale della SIAE - Il ruolo culturale dei piccoli negozi di dischi è quello di allietare la vita cittadina, di promuovere la creatività dei giovani autori musicali e di offrire l’opportunità di diffondere nuove produzioni. Ecco perché la SIAE è al fianco degli appassionati, sostenendo e aiutando il Record Store Day”.
Soddisfazione è stata espressa da Giordano Sangiorgi, Coordinatore del Meeting delle Etichette Indipendenti, Presidente di AudioCoop e Portavoce della Rete dei Festival per il sostegno della SIAE, “segno di una svolta importante che porta per la prima volta all’interno di una iniziativa che valorizza tutta la filiera musicale, dalla produzione fino al consumatore, sgravi e facilitazioni incentivando così la produzione e la diffusione della musica tutta nelle sue forme più artistiche e supportando il lavoro qualificante dei negozi di dischi indipendenti”. “Immaginiamo – prosegue Sangiorgi - che sarà solo l’inizio di una serie di innovazioni che ci troveranno al fianco di una SIAE ancora più attenta alle più giovani generazioni e al futuro della musica del nostro Paese”.

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