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Sono tornati gli Anhima!! Recensione e intervista di Luca Amaducci

La storica Band Fiorentina è tornata con un nuovo album dal titolo “La cruna dell'ago”, un grande lavoro prodotto e registrato da Fabrizio Simoncioni, già produttore o Sound Engineer di tanti nomi storici come i Litfiba, Negrita, Ligabue, Nannini, Grignani, Daniele Silvestri e tanti altri.

Gli Anhima (precedentemente con il nome Dharma) fondati da Daniele Tarchiani, nascono a Firenze nel 1988, divengono famosi per i loro concerti dal vivo.

Gli Anhima sono:

Attualmente

Daniele Tarchiani (Voce)                                                                                                                                 

Matteo Montuschi (Chitarra)                                                                                                                              

Pino Gulli (Batteria)                                                                                                                                         

Valentino Berto (Basso)       

                                                                                                                      

La Band ha all'attivo 5 Album:

1991 - Dharma (con il primo nome del gruppo "Dharma")                                                                           

1995 - Toccato dal Fuoco                                                                                                               

1998 - Impossibile Mutazione                                                                                                        

2013 - 18anhima                                                                                                                             

2016 -  La Cruna dell'Ago                                                                                                                                                        

Tutti questi Album hanno avuto un grande successo di pubblico e critica, ricevendo numerose recensioni positive da parte delle maggiori riviste musicali specializzate e da numerosi quotidiani. I singoli ottengono moltissimi passaggi radiofonici.

Il tour “Toccato dal Fuoco” del 96/97 comprenderà 130 date in tutta Italia e partecipazioni ad importanti festival come il “Sonoria Festival di Milano”, dove gli Anhima apriranno i concerti dei Faith no More e di Robert Plant. Sempre nello stesso periodo gli Anhima si esibiranno prima di Andy Summers e Robby Kreiger: il chitarrista dei Doors si unirà a Daniele Tarchiani in Jam Session ed inviterà la band a seguire il tour di Krieger.

Ma veniamo all'ultimo Album, sono 10 Brani, ognuno con una storia importante, personalmente lo considero un Capolavoro nel panorama musicale di questo periodo.

I testi e la grande voce di Daniele sono il massimo che puoi trovare in un disco, la Band nell'insieme è la massima espressione del Rock nostrano.

Ci sono brani Rock come Eterno Principiante (scritto per la Figlia), Accogli il Dolore, Un Cuore Che Vola e Un Dono D'Ali che hanno ognuno una propria impronta e dove batteria, chitarra e basso portano la voce di Daniele a espandersi nel ritornello, con dei testi da ascoltare per coglierne ogni sfumatura.

Poi si passa alle ballate Rock come Ritratto D'artista (un brano che lascia il segno) con un bellissimo assolo finale, Sogni e Carezze  è un lento molto dolce dove la voce si unisce al ritmo lento della batteria, con un testo che ognuno può interpretare a proprio modo, per poi arrivare a Senza Guanti, un brano sugli errori che si commettono, cercando di recuperare ma senza troppe pretese, con l'aiuto dell'amore per la musica, un brano con un ritmo quasi Western, molto Sultans Of Swing dei Dire Straits.

Eutanasia d'un amore è una ballata che è quasi un racconto, un esprimere la fine di un amore in maniera poetica, con una musica di sottofondo molto soft.

Tutto il Mondo è Paese è stato il primo singolo, un brano completamente diverso dal resto del disco, una narrazione di alcuni momenti di vita di Daniele, con la batteria e il basso che fungono d'accompagnamento alle strofe iniziali, dove poi nel ritornello entra di prepotenza la chitarra per far esaltare le doti vocali di Daniele.

Per ultimo il pezzo più elettronico e futuristico dell'album, Umanoide Web (L'autore è il compianto bassista Lamberto Piccini) un brano che racconta che l'avvento di Internet ci ha tolto il momento della vita, i suoni, i luoghi, i pensieri, li rinchiudiamo tutti lì dentro, mentre fuori esiste un Mondo da scoprire.

In conclusione un album da comprare senza pensarci un secondo, ogni brano lo si può interpretare nella propria maniera o cercare di scavare nelle sfumature dei testi, musicalmente impeccabile e registrato magistralmente.

Molto importante è andare a sentirli Live dove hanno una marcia in più.

Sito https://www.anhima.it/                                                                                                                                        

Pagina Facebook https://www.facebook.com/AnhimaBand                                                                           

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Spotify http://open.spotify.com/artist/00jipljV9AVcrBKYntlP4x                                                                       

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Video (Tutto il mondo è paese): https://www.youtube.com/watch?v=tzuT4iH-3Zk&feature=youtu.be

Video (Accogli il dolore): https://www.youtube.com/watch?v=WOjd9m0hZ9s

 

2016 LA CRUNA DELL'AGO

  1. Accogli il dolore / 2. Un dono d'ali / 3. Umanoide web / 4. Tutto il mondo è paese / 5. Eterno principiante / 6. Ritratto d'artista / 7. Un cuore che vola / 8. Sogni e carezze / 9. Eutanasia di un amore / 10. Senza guanti

CD TheGarage / ITK / Simoncioni  

 

ED ECCO L'INTERVISTA A DANIELE TARCHIANI LA VOCE E L’ ”ANHIMA” DELLA BAND.

1) Cosa ti ha spinto a fare il cantante?

Questa è una domanda interessante, diretta cosi non me l'aveva mai fatta nessuno.

Venendo dal Liceo Artistico, che è una fucina per chi vuole fare arte in tutti i campi, cercavo qualcosa dentro di me che mi spingesse verso lo spettacolo.

A quei tempi per la mia estrazione proletaria era impensabile fare il musicista, un giorno mi portarono a vedere un concerto dove suonavano i Neon (Storica band fiorentina New Wave) e mi sono accorto che il batterista era Roberto Federighi che era al liceo artistico con me, pensai che se lo faceva lui lo potevo fare anch'io.

Il destino ha voluto che mi schiantassi con il motorino e avendo ragione con i soldi dell'assicurazione comprai la mia prima batteria, e da lì mi sono avvicinato alla musica.

Poi, per arrivare alla musica, per tanti è un’espressione vocale, per me dialettica, sono nato seguendo i grandi cantautori vedi Dalla, De Gregori, Guccini, Bennato, De Andrè e tanti altri che hanno influito nella mia voglia di comunicare.

A chi mi dice perché non insegni a cantare? Rispondo, che preferisco insegnare a scrivere.

2) Quali sono i lati positivi e negativi nell'essere Cantante?

Non ci sono lati positivi, cantare e suonare sono una necessità, non è una cosa che mi può servire a qualcosa, se fai il cantante devi sapere che potresti fare una vita di merda e non avere né una sicurezza economica né di vita.

I lati positivi sono che stare su un palco ti fa sentire divinità, io la chiamo eucaristia Rock, donare il tuo corpo e il tuo sangue alle persone, che siano 100, 1000 o più, non conta un cazzo, anzi è più dura cantare davanti a poche persone che a tante, eppure abbiamo suonato davanti a 30000 persone, il che è bello sì, ma poi ti accorgi che non capisci un cazzo, non senti niente, è un caos, pensa davanti a 100000 o 200000? L'importante è trasmettere qualcosa, che non sia sempre di ribellione o controcorrente, ma trasmettere un qualcosa.                                                      

3) Piero Pelù ha scritto per voi il pezzo "Vivo", che ricordi hai di quel momento?

Belli, perché era un bel periodo per Piero che stava scrivendo "Spirito", strano, perché poi non ci siamo più frequentati mentre in quel periodo passavamo tante serate insieme.  

Mi ricordo che mi invitò a stare in studio durante le registrazioni di Spirito, che era prodotto da Rick Parashar, che era il produttore del album "TEN" dei Pearl Jam, e mi sparai un mese in studio con loro, allora ho detto: << Potremmo fare qualcosa insieme>>. Piero mi disse: <<Scrivi un testo>> con Rick, che ci guardava come Extraterrestri perché non aveva mai visto una cosa del genere, e disse: <<Contrattualmente lo puoi fare>>. E in quell'istante è nato il pezzo.

4) Cosa provi quando canti e come ti senti prima di un live?

Ho provato a recitare, ho provato tante cose a livello di spettacolo, ma cantare, sia fisicamente che intellettualmente, per me non è paragonabile a niente di tutto ciò.

Come mi sento prima dei live? Tendenzialmente sono abbastanza aggressivo e cerco di mediare la stessa aggressività canora, parlando.

5) La bellissima copertina della Cruna dell'ago com'è nata?

Casualmente, quello è uno scatto casuale, stavamo facendo un set fotografico dove c'era un neon a cerchio, uno ci ha infilato la mano dentro ed è partito lo scatto, ho detto: << Ragazzi questa è la copertina>>. 

Che poi significava la voglia di uscire, la voglia di proiettare qualcosa fuori dal buio.

6) Negli anni 90 il Rock Italiano era nel momento d'oro, e adesso?

Secondo me non è un momento negativo perché stanno riscoprendo quello che era vero negli anni ‘80 e ‘90, stanno ricercando i veri cantanti.

Ci potrebbe essere un futuro ma i produttori non investono più, negli anni ‘90 io sono uscito da un ufficio con una grossa somma per produrre il disco, ora è impensabile.

8) Hai mai paura di sbagliare ad un live?

Si ho avuto paura in un periodo nel quale non mi riconoscevo, avevo paura che la mia immagine fosse troppo Rock and Roll o Glamour, mentre la mia volontà era trasmettere cose più intellettuali.

Adesso non ho paura perché è umano sbagliare, l'importante è essere professionali.

9) Con quali altri cantanti vorresti esibirti?

Con Samuel, siamo di due mondi diversi, ma mi piacerebbe.

10) Ci sono tanti ragazzi/e che sognano di diventare cantanti. Che consigli gli dai?

Cercare di recuperare le cose del passato, ascoltare e andare a ricercare le cose vere, non fissarsi su internet che è la rovina della Musica perché punta tutto sull'immagine a discapito delle basi.

11) Com'è nato il nome della Band?

Il nome è nato in modo casuale, noi ci chiamavamo Dharma poi sono usciti i Karma, Dharma-Karma, no... troppo uguali, decidemmo di cambiare nome e avevamo sempre una parola che ci raffigurava, l'anima, allora decidemmo di chiamarci Anhima ma tenendo la H dei Dharma(che era un nome indiano) come un ricordo.

12) Il primo disco che hai comprato e i tuoi Brani preferiti?

Da quel che ricordo uno dei Genesis, mentre i miei brani preferiti "Sugar" degli Editors, "Song to Say Goodbye" dei Placebo, tutti i brani dei Foo Fighters e dei brani di un gruppo che ho scoperto da poco, i Nothing But Thieves.

Per quanto riguarda i brani Italiani sicuramente "Tutti i miei sbagli" e "I cerchi degli alberi" dei Subsonica, della seconda poi mi piacerebbe fare una mia versione, per finire "Ballata per la mia piccola Iena" degli Afterhours.

13) Cinque album all'attivo, tantissimi concerti in giro per il mondo, che differenze musicali hai trovato con il nostro Paese? E Firenze?

In Italia non c'è cultura musicale e gli artisti non sono tutelati con leggi come in Francia che hanno dei paletti e devono passare una percentuale di brani Francesi.

Da noi fanno passare il Rock per morto mentre fuori dal nostro Paese è tutta un’altra storia.

14) Cos'è successo in quei 15 anni di fermo dall'album Toccato dal Fuoco all'album 18anhima?

Ho sempre continuato a suonare anche in posti Orientali, poi ho provato a fare l'imprenditore e anche se andava bene mi sono accorto che non era il mio mondo, dovevo fare quello che mi sentivo.

15) Che ne pensi del ritorno del Vinile? hai mai pensato di fare un edizione limitata dei vinile degli Anhima?

Bello, ho pensato a realizzare gli album degli Anhima in Vinile, ma hanno un costo troppo alto in confronto al cd, però non si sa mai.

16) Quali brani senti di più?

Sicuramente “Un Salto Nel Buio” per il grande riscontro che ha e “Umanoide Web” per motivi di emozione personale(data dalla prematura scomparsa a soli 43 anni del grande Bassista degli Anhima Lamberto Piccini  al quale Daniele era legatissimo).

17) Una domanda scontata, che ne pensi dei Talent?

Sono solo una vetrina per arrivare prima al risultato, ti garantiscano un posto in TV ma non hanno un futuro perchè non portano a niente e non hanno nulla di artistico.

18) Avete aperto i concerti dei Faith No More, Robert Plant, Andy Summers e Robby Kreiger, raccontaci di quei momenti.

Sono situazioni importanti, ma che passano in un attimo per via del vortice nel quale ti trovi, personalmente preferisco una cosa più intima che un mega concerto dove non si capisce bene cosa succede.

19) Raccontaci del tuo ultimo album e della vostra collaborazione con il grande Fabrizio Simoncioni?

Posso dirti che è un album particolarmente ispirato, non c'è un solo brano che non abbia una sua storia profondamente radicata nel mio cuore. Si passa da ricordi lisergici dei miei viaggi in Oriente all'immagine cinica di un’Italia che sta cambiando ad una velocità cosmica e sarà così per il resto del mondo.

Ma non dimentichiamoci mai che siamo solo cellule consegnate all'amore e "Accogli il Dolore" è Il filo conduttore di tutto l'album, non è essere contro qualcosa ma con qualcosa, citando un epoca chiamata illuminismo.

L'incontro con Fabrizio è stato casuale, stava ascoltando Virgin Radio e in quel momento stava passando il nostro brano “Impossibile Mutazione” che era l'unico brano Italiano in scaletta. Fabrizio non ci conosceva e ci ha mandato un messaggio dicendoci, tipo: <<è voi chi cazzo siete?>>. Poi ci ha contattato per produrre e registrare l'album, il tutto fatto in maniera perfetta e professionale e in futuro quando devo registrare sarà solo da lui.

20) A breve uscirà un tuo Album da Solista, ci anticipi qualcosa?

Sarà un album semiacustico, più fricchettone, dove per un istante ho preferito far suonare principalmente i miei strumenti, la voce ed il cuore, conservandomi i decibel per i prossimi album degli Anhima e ce ne saranno molti altri, non dubitate…

Il disco si intitolerà MR. DAN, e conterrà alcune rivisitazioni di brani che finirono poi riarrangiati su 18Anhima, oltre a 6 brani completamente nuovi.

22) Se chiudi gli occhi ed immagini te e Lamberto con il suo basso, che nome daresti al pezzo che state scrivendo?

“Umanoide Web” sicuramente, è il pezzo che ha scritto Lamberto e ogni volta che suono questo brano sento che lui è sul palco con me.

23) Ci sentiamo per il prossimo Album, vuoi dire qualcosa al pubblico di Rock Targato Italia?

Di non mollare mai, mai!!

LUCA AMADUCCI

 

 

 

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Lezioni di eleganza - Paolo Benvegnù al Carroponte

Lezioni di eleganza - Paolo Benvegnù al Carroponte
di Roberto Bonfanti

Paolo Benvegnù mi ha sempre ricordato quei calciatori col numero dieci sulle spalle che emanano un’aura magica di talento ed eleganza anche quando palleggiano durante il riscaldamento e che, proprio per questo, sembrano potersi permettere di trotterellare per il campo per ottantanove minuti apparentemente fuori dalla bagarre, salvo poi risolvere la partita con un solo tocco di classe e rientrare negli spogliatoi da eroi senza avere sprecato nemmeno una goccia di sudore.

Il concerto al Carroponte, con una scaletta che, come da manuale, si impernia attorno ai brani dell’ultimo album “H3+” e sul passato più recente con solo pochi ripescaggi storici (la sempre bella “Suggestionabili”, “Cerchi nell’acqua” e “Io e il mio amore”) e un paio di cover (“The tourist” dei Radiohead ad aprire i bis e “Hurt” dei Nine Inch Nails a chiudere la serata), è la conferma perfetta di tutto ciò che sappiamo dell'ex leader degli Scisma: in una serata tormentata da zanzare che non lasciano tregua, il cantautore bresciano sale sul palco e conquista la platea nel modo che gli viene più spontaneo, con un concerto pulito e lineare, con il suo pop d’autore elegantissimo, con i suoi testi pregni di poesia e con quel suono avvolgente, caldo e affascinante che lo caratterizza ormai da una quindicina d’anni.

Come dire: Paolo Benvegnù non fa nulla per provare a stupire ma continua ad affascinare sublimando quella dimensione, quell'approccio e quelle sonorità che sono ormai il suo marchio di fabbrica. Si potrebbe quasi dire di trovarsi di fronte a un artista che sembra ormai così a proprio agio nel ruolo che si è ritagliato da non sentire più il bisogno di cercare i lampi di genialità che avevano caratterizzato il suo percorso con gli Scisma o lo splendido esordio solista “Piccoli fragilissimi film”, ma che non smette di mettere in mostra una sensibilità, una poetica e una scrittura di livello eccelso che, in un mondo minimamente giusto, per quanto possa essere retorico dirlo, avrebbero dovuto permettergli già da anni di sconvolgere le classifiche e il concetto stesso di musica pop d'autore. Ed è bello, dopo i noti malanni del passato recente, rivederlo sereno su un palco e tornare a respirare la sua essenza.

Roberto Bonfanti
www.robertobonfanti.com

 

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“MARIA ANTONIETTA”: il nuovo singolo e videoclip dei CAPABRÒ da oggi in anterpima su ExitWell in radio dal 14 luglio

Riusciranno tre atletici giovanotti a conquistare il cuore di una avvenente ragazza universitaria? Chi avrà la meglio dei tre? E cosa c'entra, in tutto ciò, un anziano playboy in sella alla sua moto?

Lo scopriremo soltanto guardando fino alla fine il nuovo videoclip “Maria Antonietta” dei CAPABRÒ, un susseguirsi di sventure, colpi bassi e rocamboleschi giochi da spiaggia.

Una canzone oscenamente pop, arricchita da un certo piglio teatrale, attraverso la quale la band si racconta e presenta il proprio stile frizzante e goliardico al tempo stesso, con l’intento di unire musica e sarcasmo .

Attraverso il video, la band desidera comunicare la propria visione del mondo in chiave ironica, seria, ma mai seriosa. Con corse affannate, piene di spirito e giusta ironia.

Il videoclip è da oggi in anteprima su http://www.exitwell.com/

La band formata da Elia Ciabocco (chitarra e cori), Giorgio Pantaloni (batteria e cori) Diego Bròcani (basso, voce e compositore dei testi) in tre anni di attività colleziona circa duecento concerti, calcando palchi di tutte le dimensioni e vincendo numerosi contest per band emergenti (uno su tutti, l'edizione 2016 di Rock Targato Italia).

Il brano e il video sono pubblicati dall’etichetta Labella.

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ALTER BRIDGE A MILANO: COME SIAMO TORNATI IN VITA - LA RECENSIONE

“We'll never shed another tear
It's alright
We've come to life”

Milano, 6 luglio, Fabrique. Inizia così il concerto degli Alter Bridge, con la canzone Come to life, che subito ha fatto scatenare il pubblico.

Nonostante l’iniziale stupore dovuto al cambiamento della location, dall’ippodromo di San Siro al Fabrique, prestigioso locale in zona Forlanini, il concerto si è rivelato una sorpresa. Ancora una volta, già dopo il successo di Roma, il 5 luglio, la band composta da Myles Kennedy, Mark Tremonti, Brian Marshall e Scott Phillips è riuscita a mandare in delirio i numerosissimi fan.

Un insieme di mani alzate, rivolte verso il cielo, ma anche verso il palco, fan scalmanati soprattutto nelle prime file, un caloroso saluto accolto più volte con un sorriso dal cantante Myles Kennedy, che, visibilmente entusiasta, ha ringraziato spesso il pubblico.

La band ha riprodotto in modo perfetto sia successi nuovi che degli album precedenti, come My Champion, Crows On a Wire, The Writing On The Wall, Open Your Eyes, giusto per citarne alcuni. Per un’ora e mezza, il gruppo non si è fermato, regalando al pubblico presente al Fabrique una fantastica atmosfera, dalla prima all’ultima canzone.

Uno show ricco di colpi di scena prettamente musicali, considerando anche la bellissima Watch over you suonata dal cantante in acustico, che ha portato nel Fabrique una ventata di poesia, uno spiraglio di dolcezza, note melodiose in contrapposizione all’energia e al suono duro delle canzoni più rock e metal. Una band che, per una sera, è stata capace di rivoluzionare il magico palco del locale milanese.

Da non dimenticare il timore dei fan quando la band ha improvvisamente lasciato il palco, per tornare in pochi minuti, accompagnati da un'unica voce costituita dal pubblico che urlava senza sosta il loro nome. E ancora, la potenza di Show Me a Leader, attesissima, tratta dal nuovo album The Last Hero, i riff e gli assoli finali dei due leader della band, Kennedy e Tremonti, prima di lasciare definitivamente il palco, sotto lo sguardo stanco ma soddisfatto di tutti coloro che non hanno solo partecipato all’evento, ma che lo hanno vissuto, ballando e cantando a squarciagola.

Un concerto senza fuochi d’artificio o artifizi vari, uno show finalmente solo all’insegna della buona musica, in cui la voce potente di Kennedy e la verve di Tremonti non facevano sentire la mancanza di effetti speciali. Una emozione senza fine, un mix di bravura e passione, che si rifletteva sui volti delle persone, che cantavano e ballavano all’unisono. Una festa, anticonvenzionale, sorprendente.

Se qualcuno dovesse mai chiedere chi siano gli Alter Bridge, la risposta sarebbe: “Un concentrato di talento senza fine, un mix di tecnica e di passione, una bravura straordinaria nel fare musica ma, allo stesso tempo, anche nell’intrattenere il pubblico e, soprattutto, energia, forza, di quelle che non spaventano ma che riescono, con il loro impeto, a coinvolgerti”.

In poche parole: per tutti gli amanti del genere, un’occasione unica, imperdibile, la conferma che ancora una volta i grandi musicisti, coloro che non si basano solo sull’apparenza, ma che riescono a farsi apprezzare soprattutto grazie alla qualità della loro musica, esistono davvero.

 

FRANCESCA ROMANO

DIVI IN AZIONE MILANO

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Il nuovo singolo dei CAPABRÒ “MARIA ANTONIETTA” tra rock e ironia in radio dal 14 luglio

Mettete una giovane universitaria, un anziano signore, un rolex ed una limousine.

Poi immaginate la giovane band CAPABRÒ e il loro sound energico e goliardico.

Cosa succede?

Il risultato è il nuovo brano “MARIA ANTONIETTA”, in radio dal 14 luglio.

Si tratta di una canzone pop nell'accezione più classica del termine, arricchita da un piglio teatrale attraverso il quale la band racconta la propria visione del mondo e dei rapporti umani, sempre in maniera giocosa e irriverente.

È questa la filosofia dei CaPaBrò, band marchigiana, che prova ad unire ironia e musica, vivendo la loro realtà e componendo le loro canzoni in modo serio, ma mai serioso.

I CaPaBrò nascono ufficialmente nell'aprile 2014.

Nei loro concerti, oltre alla frizzantezza delle canzoni, assumono una particolare rilevanza sketch recitati, monologhi, siparietti e scambi di battute con gli spettatori, gag tragi-comiche e quant’altro…

La band formata da Elia Ciabocco (chitarra e cori), Giorgio Pantaloni (batteria e cori) Diego Bròcani (basso, voce e compositore dei testi) in tre anni di attività colleziona circa duecento concerti, calcando palchi di tutte le dimensioni e vincendo numerosi contest per band emergenti (uno su tutti, l'edizione 2016 di Rock Targato Italia).

Il singolo “Maria Antonietta” è pubblicato dall’etichetta Labella.

Nel web: https://www.facebook.com/capabro

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Il nuovo singolo dei CAPABRÒ “MARIA ANTONIETTA” tra rock e ironia in radio dal 14 luglio

Mettete una giovane universitaria, un anziano signore, un rolex ed una limousine.

Poi immaginate la giovane band CAPABRÒ e il loro sound energico e goliardico.

Cosa succede?

Il risultato è il nuovo brano “MARIA ANTONIETTA”, in radio dal 14 luglio.

Si tratta di una canzone pop nell'accezione più classica del termine, arricchita da un piglio teatrale attraverso il quale la band racconta la propria visione del mondo e dei rapporti umani, sempre in maniera giocosa e irriverente.

È questa la filosofia dei CaPaBrò, band marchigiana, che prova ad unire ironia e musica, vivendo la loro realtà e componendo le loro canzoni in modo serio, ma mai serioso.

I CaPaBrò nascono ufficialmente nell'aprile 2014.

Nei loro concerti, oltre alla frizzantezza delle canzoni, assumono una particolare rilevanza sketch recitati, monologhi, siparietti e scambi di battute con gli spettatori, gag tragi-comiche e quant’altro…

La band formata da Elia Ciabocco (chitarra e cori), Giorgio Pantaloni (batteria e cori) Diego Bròcani (basso, voce e compositore dei testi) in tre anni di attività colleziona circa duecento concerti, calcando palchi di tutte le dimensioni e vincendo numerosi contest per band emergenti (uno su tutti, l'edizione 2016 di Rock Targato Italia).

Il singolo “Maria Antonietta” è pubblicato dall’etichetta Labella.

Nel web: https://www.facebook.com/capabro

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Miti, riti e addii lunghi e brevi.

Miti, riti e addii lunghi e brevi.

Era il lontano 1975. Un bambino di sei anni, sotto la guida paterna, aveva appena imparato a mettere i dischi sulla piastra, a gestire il braccetto che la faceva ruotare e a posizionare la puntina. Il bambino in questione non aveva una grande manualità, tanto è vero che ci mise un altro anno ad imparare ad allacciarsi le scarpe … E visto che il mondo è cattivo e va capito da subito, gli imposero di compiere l’odiosa operazione durante l’esame di seconda elementare!!!

Tuttavia, come se fosse un segno del destino, quell’operazione gli riuscì e diventò subito un automatismo. Che ce ne frega? Mi direte. E avreste ragione, se non fosse che quel 33 giri era Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band … Questo LP è l’ottavo album dei Beatles ma, è considerato il più significativo nella storia della musica pop. Quest’anno corre il Cinquantesimo Anniversario della sua pubblicazione e, in mezzo al magma delle suggestioni che ricevo tutti i giorni, mi sono ricordato che è stato il primo disco che sono riuscito da solo a “suonare”. Se voleste seguire il mio esempio e provare a riascoltarlo, vi accorgereste come sembra nuovo, originale, avanguardista e di qualità. Soprattutto, se lo paragonate alle ultimissime produzioni musicali … ma, questa è un’altra questione.

I quattro ragazzi di Liverpool con la guida del produttore George Martin (che, pare abbia avuto un ruolo tutt’altro che marginale nella fattispecie e anche in altri momenti della parabola della band) esplorano in musica le storie della loro adolescenza e delle loro origini. Lo fanno tra rock, pop e suggestioni esoticheggianti, creando un album globale. L’autorevole rivista Rolling Stone pone “La Banda dei Cuori Solitari del Sergente Pepper” al primo posto nella speciale classifica dei 500 migliori album di sempre. Ok, ognuno poi se la vede anche con il proprio gusto ma, certamente, è una pietra miliare. Impossibile per chi ha voluto o vuole fare musica ignorarlo o non esserne positivamente influenzato.

Il disco passa alla Storia anche per la copertina: una serie di personaggi famosi tra scienziati, compositori d’avanguardia, statisti e occultisti. Oggi, è nel mito e le ragioni sono molteplici ma, quella fondamentale (a nostro parere) è che sembra sia stato composto, registrato e suonato domani!

Per la serie di miti e riti, il 27 giugno scorso si sono esibiti al Forum di Assago i Deep Purple. Il concerto è uno degli ultimi (dopo andranno a Montecarlo, faranno due date in Spagna e chiuderanno a Lisbona) del Long Goodbye Tour, il loro tour di addio. Dalle prime note si capiscono due cose, inequivocabilmente: la prima è che la decisione di smettere è prematura, la seconda è che sul palco ci sono i Deep Purple, quelli veri. Manca qualcosa, forse … Lord, assente giustificato e Blackmoore che da anni è in giro con un altro progetto. Comunque, se qualcuno, avesse ancora qualche dubbio: Gillan e Morse si esibiscono in un duetto per sei corde e corde vocali da pelle d’oca da una spanna e sgancio caduta della mascella. Airey vola con le mani sui tasti e si esibisce anche in un medley tra classica, operistica e rock. Lo fa con la tecnica del virtuoso e l’ironia dell’uomo saggio. Paice è un treno merci diligente ma, senza freni. Glover è efficacissimo e si lancia anche lui in un solo strepitoso. I cinque ex ragazzi si divertono e divertono un pubblico che li ascolta spesso in silenzio e senza ondeggiare troppo … La maggior parte di noi, ha la loro stessa età. Un sussulto, il Forum ce l’ha durante la intro di Smoke on The Water. Chiunque, abbia mai messo le mani su una chitarra ha suonato quel riff, il più famoso di sempre. Manca ma, ormai da parecchio, Child in Time … Pazienza, Gillan è comunque nato a metà degli anni Quaranta e poco gli si può rimproverare per la sua Storia e, soprattutto, stasera. L’addio dura poco meno di due ore. Lungo ma, troppo breve. Lunghissima e commossa la standing ovation finale. Grazie ragazzi nel tempo che durerà per sempre.

Un ultimo breve ma, partecipato addio. E’ il dovere di un vecchio rocker per un grande professionista della musica e della televisione, garbato ed elegante. Pochi giorni fa si è spento Paolo Limiti, seppur lontano dai mondi che frequento e ho frequentato, non posso esimermi da riconoscere i talenti e la Storia di un galantuomo.

Rock On.

di Paolo Pelizza

© 2017 Rock Targato Italia

 

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Miti, riti e addii lunghi e brevi.

Miti, riti e addii lunghi e brevi.

Era il lontano 1975. Un bambino di sei anni, sotto la guida paterna, aveva appena imparato a mettere i dischi sulla piastra, a gestire il braccetto che la faceva ruotare e a posizionare la puntina. Il bambino in questione non aveva una grande manualità, tanto è vero che ci mise un altro anno ad imparare ad allacciarsi le scarpe … E visto che il mondo è cattivo e va capito da subito, gli imposero di compiere l’odiosa operazione durante l’esame di seconda elementare!!!

Tuttavia, come se fosse un segno del destino, quell’operazione gli riuscì e diventò subito un automatismo. Che ce ne frega? Mi direte. E avreste ragione, se non fosse che quel 33 giri era Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band … Questo LP è l’ottavo album dei Beatles ma, è considerato il più significativo nella storia della musica pop. Quest’anno corre il Cinquantesimo Anniversario della sua pubblicazione e, in mezzo al magma delle suggestioni che ricevo tutti i giorni, mi sono ricordato che è stato il primo disco che sono riuscito da solo a “suonare”. Se voleste seguire il mio esempio e provare a riascoltarlo, vi accorgereste come sembra nuovo, originale, avanguardista e di qualità. Soprattutto, se lo paragonate alle ultimissime produzioni musicali … ma, questa è un’altra questione.

I quattro ragazzi di Liverpool con la guida del produttore George Martin (che, pare abbia avuto un ruolo tutt’altro che marginale nella fattispecie e anche in altri momenti della parabola della band) esplorano in musica le storie della loro adolescenza e delle loro origini. Lo fanno tra rock, pop e suggestioni esoticheggianti, creando un album globale. L’autorevole rivista Rolling Stone pone “La Banda dei Cuori Solitari del Sergente Pepper” al primo posto nella speciale classifica dei 500 migliori album di sempre. Ok, ognuno poi se la vede anche con il proprio gusto ma, certamente, è una pietra miliare. Impossibile per chi ha voluto o vuole fare musica ignorarlo o non esserne positivamente influenzato.

Il disco passa alla Storia anche per la copertina: una serie di personaggi famosi tra scienziati, compositori d’avanguardia, statisti e occultisti. Oggi, è nel mito e le ragioni sono molteplici ma, quella fondamentale (a nostro parere) è che sembra sia stato composto, registrato e suonato domani!

Per la serie di miti e riti, il 27 giugno scorso si sono esibiti al Forum di Assago i Deep Purple. Il concerto è uno degli ultimi (dopo andranno a Montecarlo, faranno due date in Spagna e chiuderanno a Lisbona) del Long Goodbye Tour, il loro tour di addio. Dalle prime note si capiscono due cose, inequivocabilmente: la prima è che la decisione di smettere è prematura, la seconda è che sul palco ci sono i Deep Purple, quelli veri. Manca qualcosa, forse … Lord, assente giustificato e Blackmoore che da anni è in giro con un altro progetto. Comunque, se qualcuno, avesse ancora qualche dubbio: Gillan e Morse si esibiscono in un duetto per sei corde e corde vocali da pelle d’oca da una spanna e sgancio caduta della mascella. Airey vola con le mani sui tasti e si esibisce anche in un medley tra classica, operistica e rock. Lo fa con la tecnica del virtuoso e l’ironia dell’uomo saggio. Paice è un treno merci diligente ma, senza freni. Glover è efficacissimo e si lancia anche lui in un solo strepitoso. I cinque ex ragazzi si divertono e divertono un pubblico che li ascolta spesso in silenzio e senza ondeggiare troppo … La maggior parte di noi, ha la loro stessa età. Un sussulto, il Forum ce l’ha durante la intro di Smoke on The Water. Chiunque, abbia mai messo le mani su una chitarra ha suonato quel riff, il più famoso di sempre. Manca ma, ormai da parecchio, Child in Time … Pazienza, Gillan è comunque nato a metà degli anni Quaranta e poco gli si può rimproverare per la sua Storia e, soprattutto, stasera. L’addio dura poco meno di due ore. Lungo ma, troppo breve. Lunghissima e commossa la standing ovation finale. Grazie ragazzi nel tempo che durerà per sempre.

Un ultimo breve ma, partecipato addio. E’ il dovere di un vecchio rocker per un grande professionista della musica e della televisione, garbato ed elegante. Pochi giorni fa si è spento Paolo Limiti, seppur lontano dai mondi che frequento e ho frequentato, non posso esimermi da riconoscere i talenti e la Storia di un galantuomo.

Rock On.

di Paolo Pelizza

© 2017 Rock Targato Italia

 

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IL LAVORO OMBRA di CRAIG LAMBERT

 

CRAIG LAMBERT 

IL LAVORO OMBRA

[:en]LSB

 Tutti i lavori che fate (gratis)

senza nemmeno saperlo

Quasi sempre non lo riconosciamo... neanche quando facciamo benzina al self-service, utilizziamo le casse automatiche per registrare e imbustare gli acquisti al supermercato, gestiamo da soli le transazioni finanziarie e montiamo i nostri mobili Ikea.

Un tempo tutti questi erano lavori retribuiti,

adesso li facciamo noi… gratis

 

Escludendo il sonno, il lavoro è l’attività che occupa la maggior parte della vita di ogni uomo. Da sempre il lavoro sorregge l’economia, la società, la famiglia, e dà valore persino alle nostre esistenze. Ma oggi la sua ombra ha invaso ogni angolo del nostro tempo.

Com’è stato possibile? 

Oggi prenotiamo dal nostro pc le vacanze, usiamo l’home banking, facciamo il check in on line. Ma un tempo tutti questi erano lavori retribuiti, che adesso facciamo noi… gratis. Lambert definisce queste attività del lavoro ombra come «la schiavitù della classe media», e individua la loro nascita nell’invasione dell’elettronica e poi della robotica nei nostri spazi quotidiani.

La trasformazione è avvenuta lentamente – dai primi rifornimenti di benzina self-service negli anni Cinquanta alla pervasività odierna dell’informatica – e ha prodotto cambiamenti non solo sociali ma anche psicologici.

Il risultato di questa dinamica? Una forma di consumo sempre più personalizzata, un grande livellamento sociale e lo sfaldamento delle comunità, via via che la robotica andrà sostituendo le interazioni umane.

Il lavoro ombra è una guida a questo nuovo fenomeno: è vero, le giornate non ci bastano mai, lavoriamo senza saperlo per le multinazionali, ma oltre a rendercene consapevoli questo libro ci offre suggerimenti arguti su come diventare artefici del nostro tempo e disintossicarci dal virus del lavoro.

 CRAIG LAMBERT ha studiato Sociologia ad Harvard e ha lavorato all’«Harvard magazine», anche come direttore, per oltre vent’anni. Sue pubblicazioni sono apparse anche su «Sports Illustrated», «Town & Country» e sul «New England Journal of Medicine».

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ANNE HISTORICAL | Aphasia: Case 2 of Series A, escaping dizziness

ANNE HISTORICAL | Aphasia: Case 2 of Series A, escaping dizziness

A cura di Ginevra Bria

Inaugurazione venerdì 30 giugno 2017 ore 19.00

Fino al 31 agosto 2017 (visibile tutti i giorni 24 ore su 24)

Edicola Radetzky, viale Gorizia (Darsena), Milano 

Progetto Città Ideale, in collaborazione con il PAC Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, presenta a Edicola Radetzky un progetto site specific dell'artista e scrittrice sudafricana Anne Historical (Cape Town, 1977), a cura di Ginevra Bria. L'intervento è parte della mostra "AFRICA. Raccontare un mondo", in programma al PAC dal 27 giugno all’11 settembre 2017.

Anne Historical a Edicola Radetzky, attraverso un’installazione site specific, affida strumenti, reperti e punti di riferimento che segnano e superano la traccia del suo passaggio a Milano. Tra sveglie, nastri magnetici e counter, la sospensione del tempo si trasforma in annullamento della gravità, del peso di troppa consapevolezza, restituendo nello spazio del piccolo padiglione sui Navigli l’enigma metodico della lucidità.

L’evento a Edicola Radetzky è preceduto dalla performance che l’artista terrà al PAC il  29 giugno, nella quale è previsto l’utilizzo di audio-registratori a bobina, in collaborazione con un artista che si occupa di suoni digitali. Anne Historical interpreta più ruoli diventando logopedista, tecnico e paziente afasico. Il musicista elettronico Dion Monti l’accompagna durante la performance, che consiste in una composizione di loop registrati su nastro magnetico, digitali e di altra natura. L’esibizione è composta esclusivamente dal sonoro e dai gesti della performer. La ripetizione simultanea di sequenze, comprese quelle formate da gesti ed emissioni vocali di Anne, rappresentano i sintomi che intrappolano il paziente nella sua condizione. Lavorando con campioni audio d’archivio e materiale auto-prodotto, scritto e interpretato così come con materiale filmato e proveniente da videoarchivi, l’esibizione presenta varie situazioni legate al trattamento dei pazienti come variazioni in una composizione musicale. Le voci e i suoni sono stati raccolti da un archivio di nastri magnetici. Altre parti sono state trascritte da fonti che riportano stati di afasia e situazioni medico-paziente. Per la parte di copione scritta da Anne, l’artista ha attinto da “Black Hamlet”, scritto dallo psichiatra/psicanalista Wolf Sachs, in Sudafrica negli anni ’40. Nel suo libro, Sachs riporta la sua “analisi” effettuata su uno Nyanga, un guaritore tradizionale. È un testo problematico e complesso, da cui razza e gerarchie della medicina occidentale moderna traspaiono chiaramente. Il copione attinge anche da “Les Damnés de la Terre” di Fanon e, in particolare, dai casi medici raccolti nel capitolo “Guerra coloniale e disturbi mentali”. In entrambi i libri, quello che più interessa all’artista è il concetto di disturbo o, come lo definisce Fanon, “vertigine”.

Anne Historical (Cape Town, Sudafrica / South Africa, 1977) vive e lavora fra Città del Capo e Johannesburg. Anne Historical è lo pseudonimo di Bettina Malcomess, scrittrice e artista che lavora ed espone con questo nome. Le sue opere sono definite da un continuo spostamento fra discipline, ovvero fra scrittura e ricerca, arti visive e forme letterarie, fra concettuale e spaziale. Si tratta di una pratica per sua natura errante, nomadica, definita da adattamento e reinvenzione. È un’artista autodidatta con una laurea in matematica e fisica. Inoltre insegna alla Michaelis School of Fine Art e alla UCT School of Architecture di Città del Capo. Historical ha lavorato a diversi progetti di collaborazione, curatela e sviluppo insieme ad artisti come Sue Williamson e William Kentridge.

Edicola Radetzky è un edificio storico affidato dal Municipio 6 - Comune di Milano a Progetto Città Ideale (iniziativa degli artisti Mirko Canesi, Fiorella Fontana e Stefano Serusi) come  spazio espositivo per la ricerca artistica contemporanea.

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