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“MARIA ANTONIETTA”: il nuovo singolo e videoclip dei CAPABRÒ da oggi in anterpima su ExitWell in radio dal 14 luglio

Riusciranno tre atletici giovanotti a conquistare il cuore di una avvenente ragazza universitaria? Chi avrà la meglio dei tre? E cosa c'entra, in tutto ciò, un anziano playboy in sella alla sua moto?

Lo scopriremo soltanto guardando fino alla fine il nuovo videoclip “Maria Antonietta” dei CAPABRÒ, un susseguirsi di sventure, colpi bassi e rocamboleschi giochi da spiaggia.

Una canzone oscenamente pop, arricchita da un certo piglio teatrale, attraverso la quale la band si racconta e presenta il proprio stile frizzante e goliardico al tempo stesso, con l’intento di unire musica e sarcasmo .

Attraverso il video, la band desidera comunicare la propria visione del mondo in chiave ironica, seria, ma mai seriosa. Con corse affannate, piene di spirito e giusta ironia.

Il videoclip è da oggi in anteprima su http://www.exitwell.com/

La band formata da Elia Ciabocco (chitarra e cori), Giorgio Pantaloni (batteria e cori) Diego Bròcani (basso, voce e compositore dei testi) in tre anni di attività colleziona circa duecento concerti, calcando palchi di tutte le dimensioni e vincendo numerosi contest per band emergenti (uno su tutti, l'edizione 2016 di Rock Targato Italia).

Il brano e il video sono pubblicati dall’etichetta Labella.

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ALTER BRIDGE A MILANO: COME SIAMO TORNATI IN VITA - LA RECENSIONE

“We'll never shed another tear
It's alright
We've come to life”

Milano, 6 luglio, Fabrique. Inizia così il concerto degli Alter Bridge, con la canzone Come to life, che subito ha fatto scatenare il pubblico.

Nonostante l’iniziale stupore dovuto al cambiamento della location, dall’ippodromo di San Siro al Fabrique, prestigioso locale in zona Forlanini, il concerto si è rivelato una sorpresa. Ancora una volta, già dopo il successo di Roma, il 5 luglio, la band composta da Myles Kennedy, Mark Tremonti, Brian Marshall e Scott Phillips è riuscita a mandare in delirio i numerosissimi fan.

Un insieme di mani alzate, rivolte verso il cielo, ma anche verso il palco, fan scalmanati soprattutto nelle prime file, un caloroso saluto accolto più volte con un sorriso dal cantante Myles Kennedy, che, visibilmente entusiasta, ha ringraziato spesso il pubblico.

La band ha riprodotto in modo perfetto sia successi nuovi che degli album precedenti, come My Champion, Crows On a Wire, The Writing On The Wall, Open Your Eyes, giusto per citarne alcuni. Per un’ora e mezza, il gruppo non si è fermato, regalando al pubblico presente al Fabrique una fantastica atmosfera, dalla prima all’ultima canzone.

Uno show ricco di colpi di scena prettamente musicali, considerando anche la bellissima Watch over you suonata dal cantante in acustico, che ha portato nel Fabrique una ventata di poesia, uno spiraglio di dolcezza, note melodiose in contrapposizione all’energia e al suono duro delle canzoni più rock e metal. Una band che, per una sera, è stata capace di rivoluzionare il magico palco del locale milanese.

Da non dimenticare il timore dei fan quando la band ha improvvisamente lasciato il palco, per tornare in pochi minuti, accompagnati da un'unica voce costituita dal pubblico che urlava senza sosta il loro nome. E ancora, la potenza di Show Me a Leader, attesissima, tratta dal nuovo album The Last Hero, i riff e gli assoli finali dei due leader della band, Kennedy e Tremonti, prima di lasciare definitivamente il palco, sotto lo sguardo stanco ma soddisfatto di tutti coloro che non hanno solo partecipato all’evento, ma che lo hanno vissuto, ballando e cantando a squarciagola.

Un concerto senza fuochi d’artificio o artifizi vari, uno show finalmente solo all’insegna della buona musica, in cui la voce potente di Kennedy e la verve di Tremonti non facevano sentire la mancanza di effetti speciali. Una emozione senza fine, un mix di bravura e passione, che si rifletteva sui volti delle persone, che cantavano e ballavano all’unisono. Una festa, anticonvenzionale, sorprendente.

Se qualcuno dovesse mai chiedere chi siano gli Alter Bridge, la risposta sarebbe: “Un concentrato di talento senza fine, un mix di tecnica e di passione, una bravura straordinaria nel fare musica ma, allo stesso tempo, anche nell’intrattenere il pubblico e, soprattutto, energia, forza, di quelle che non spaventano ma che riescono, con il loro impeto, a coinvolgerti”.

In poche parole: per tutti gli amanti del genere, un’occasione unica, imperdibile, la conferma che ancora una volta i grandi musicisti, coloro che non si basano solo sull’apparenza, ma che riescono a farsi apprezzare soprattutto grazie alla qualità della loro musica, esistono davvero.

 

FRANCESCA ROMANO

DIVI IN AZIONE MILANO

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Il nuovo singolo dei CAPABRÒ “MARIA ANTONIETTA” tra rock e ironia in radio dal 14 luglio

Mettete una giovane universitaria, un anziano signore, un rolex ed una limousine.

Poi immaginate la giovane band CAPABRÒ e il loro sound energico e goliardico.

Cosa succede?

Il risultato è il nuovo brano “MARIA ANTONIETTA”, in radio dal 14 luglio.

Si tratta di una canzone pop nell'accezione più classica del termine, arricchita da un piglio teatrale attraverso il quale la band racconta la propria visione del mondo e dei rapporti umani, sempre in maniera giocosa e irriverente.

È questa la filosofia dei CaPaBrò, band marchigiana, che prova ad unire ironia e musica, vivendo la loro realtà e componendo le loro canzoni in modo serio, ma mai serioso.

I CaPaBrò nascono ufficialmente nell'aprile 2014.

Nei loro concerti, oltre alla frizzantezza delle canzoni, assumono una particolare rilevanza sketch recitati, monologhi, siparietti e scambi di battute con gli spettatori, gag tragi-comiche e quant’altro…

La band formata da Elia Ciabocco (chitarra e cori), Giorgio Pantaloni (batteria e cori) Diego Bròcani (basso, voce e compositore dei testi) in tre anni di attività colleziona circa duecento concerti, calcando palchi di tutte le dimensioni e vincendo numerosi contest per band emergenti (uno su tutti, l'edizione 2016 di Rock Targato Italia).

Il singolo “Maria Antonietta” è pubblicato dall’etichetta Labella.

Nel web: https://www.facebook.com/capabro

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Il nuovo singolo dei CAPABRÒ “MARIA ANTONIETTA” tra rock e ironia in radio dal 14 luglio

Mettete una giovane universitaria, un anziano signore, un rolex ed una limousine.

Poi immaginate la giovane band CAPABRÒ e il loro sound energico e goliardico.

Cosa succede?

Il risultato è il nuovo brano “MARIA ANTONIETTA”, in radio dal 14 luglio.

Si tratta di una canzone pop nell'accezione più classica del termine, arricchita da un piglio teatrale attraverso il quale la band racconta la propria visione del mondo e dei rapporti umani, sempre in maniera giocosa e irriverente.

È questa la filosofia dei CaPaBrò, band marchigiana, che prova ad unire ironia e musica, vivendo la loro realtà e componendo le loro canzoni in modo serio, ma mai serioso.

I CaPaBrò nascono ufficialmente nell'aprile 2014.

Nei loro concerti, oltre alla frizzantezza delle canzoni, assumono una particolare rilevanza sketch recitati, monologhi, siparietti e scambi di battute con gli spettatori, gag tragi-comiche e quant’altro…

La band formata da Elia Ciabocco (chitarra e cori), Giorgio Pantaloni (batteria e cori) Diego Bròcani (basso, voce e compositore dei testi) in tre anni di attività colleziona circa duecento concerti, calcando palchi di tutte le dimensioni e vincendo numerosi contest per band emergenti (uno su tutti, l'edizione 2016 di Rock Targato Italia).

Il singolo “Maria Antonietta” è pubblicato dall’etichetta Labella.

Nel web: https://www.facebook.com/capabro

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Miti, riti e addii lunghi e brevi.

Miti, riti e addii lunghi e brevi.

Era il lontano 1975. Un bambino di sei anni, sotto la guida paterna, aveva appena imparato a mettere i dischi sulla piastra, a gestire il braccetto che la faceva ruotare e a posizionare la puntina. Il bambino in questione non aveva una grande manualità, tanto è vero che ci mise un altro anno ad imparare ad allacciarsi le scarpe … E visto che il mondo è cattivo e va capito da subito, gli imposero di compiere l’odiosa operazione durante l’esame di seconda elementare!!!

Tuttavia, come se fosse un segno del destino, quell’operazione gli riuscì e diventò subito un automatismo. Che ce ne frega? Mi direte. E avreste ragione, se non fosse che quel 33 giri era Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band … Questo LP è l’ottavo album dei Beatles ma, è considerato il più significativo nella storia della musica pop. Quest’anno corre il Cinquantesimo Anniversario della sua pubblicazione e, in mezzo al magma delle suggestioni che ricevo tutti i giorni, mi sono ricordato che è stato il primo disco che sono riuscito da solo a “suonare”. Se voleste seguire il mio esempio e provare a riascoltarlo, vi accorgereste come sembra nuovo, originale, avanguardista e di qualità. Soprattutto, se lo paragonate alle ultimissime produzioni musicali … ma, questa è un’altra questione.

I quattro ragazzi di Liverpool con la guida del produttore George Martin (che, pare abbia avuto un ruolo tutt’altro che marginale nella fattispecie e anche in altri momenti della parabola della band) esplorano in musica le storie della loro adolescenza e delle loro origini. Lo fanno tra rock, pop e suggestioni esoticheggianti, creando un album globale. L’autorevole rivista Rolling Stone pone “La Banda dei Cuori Solitari del Sergente Pepper” al primo posto nella speciale classifica dei 500 migliori album di sempre. Ok, ognuno poi se la vede anche con il proprio gusto ma, certamente, è una pietra miliare. Impossibile per chi ha voluto o vuole fare musica ignorarlo o non esserne positivamente influenzato.

Il disco passa alla Storia anche per la copertina: una serie di personaggi famosi tra scienziati, compositori d’avanguardia, statisti e occultisti. Oggi, è nel mito e le ragioni sono molteplici ma, quella fondamentale (a nostro parere) è che sembra sia stato composto, registrato e suonato domani!

Per la serie di miti e riti, il 27 giugno scorso si sono esibiti al Forum di Assago i Deep Purple. Il concerto è uno degli ultimi (dopo andranno a Montecarlo, faranno due date in Spagna e chiuderanno a Lisbona) del Long Goodbye Tour, il loro tour di addio. Dalle prime note si capiscono due cose, inequivocabilmente: la prima è che la decisione di smettere è prematura, la seconda è che sul palco ci sono i Deep Purple, quelli veri. Manca qualcosa, forse … Lord, assente giustificato e Blackmoore che da anni è in giro con un altro progetto. Comunque, se qualcuno, avesse ancora qualche dubbio: Gillan e Morse si esibiscono in un duetto per sei corde e corde vocali da pelle d’oca da una spanna e sgancio caduta della mascella. Airey vola con le mani sui tasti e si esibisce anche in un medley tra classica, operistica e rock. Lo fa con la tecnica del virtuoso e l’ironia dell’uomo saggio. Paice è un treno merci diligente ma, senza freni. Glover è efficacissimo e si lancia anche lui in un solo strepitoso. I cinque ex ragazzi si divertono e divertono un pubblico che li ascolta spesso in silenzio e senza ondeggiare troppo … La maggior parte di noi, ha la loro stessa età. Un sussulto, il Forum ce l’ha durante la intro di Smoke on The Water. Chiunque, abbia mai messo le mani su una chitarra ha suonato quel riff, il più famoso di sempre. Manca ma, ormai da parecchio, Child in Time … Pazienza, Gillan è comunque nato a metà degli anni Quaranta e poco gli si può rimproverare per la sua Storia e, soprattutto, stasera. L’addio dura poco meno di due ore. Lungo ma, troppo breve. Lunghissima e commossa la standing ovation finale. Grazie ragazzi nel tempo che durerà per sempre.

Un ultimo breve ma, partecipato addio. E’ il dovere di un vecchio rocker per un grande professionista della musica e della televisione, garbato ed elegante. Pochi giorni fa si è spento Paolo Limiti, seppur lontano dai mondi che frequento e ho frequentato, non posso esimermi da riconoscere i talenti e la Storia di un galantuomo.

Rock On.

di Paolo Pelizza

© 2017 Rock Targato Italia

 

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Miti, riti e addii lunghi e brevi.

Miti, riti e addii lunghi e brevi.

Era il lontano 1975. Un bambino di sei anni, sotto la guida paterna, aveva appena imparato a mettere i dischi sulla piastra, a gestire il braccetto che la faceva ruotare e a posizionare la puntina. Il bambino in questione non aveva una grande manualità, tanto è vero che ci mise un altro anno ad imparare ad allacciarsi le scarpe … E visto che il mondo è cattivo e va capito da subito, gli imposero di compiere l’odiosa operazione durante l’esame di seconda elementare!!!

Tuttavia, come se fosse un segno del destino, quell’operazione gli riuscì e diventò subito un automatismo. Che ce ne frega? Mi direte. E avreste ragione, se non fosse che quel 33 giri era Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band … Questo LP è l’ottavo album dei Beatles ma, è considerato il più significativo nella storia della musica pop. Quest’anno corre il Cinquantesimo Anniversario della sua pubblicazione e, in mezzo al magma delle suggestioni che ricevo tutti i giorni, mi sono ricordato che è stato il primo disco che sono riuscito da solo a “suonare”. Se voleste seguire il mio esempio e provare a riascoltarlo, vi accorgereste come sembra nuovo, originale, avanguardista e di qualità. Soprattutto, se lo paragonate alle ultimissime produzioni musicali … ma, questa è un’altra questione.

I quattro ragazzi di Liverpool con la guida del produttore George Martin (che, pare abbia avuto un ruolo tutt’altro che marginale nella fattispecie e anche in altri momenti della parabola della band) esplorano in musica le storie della loro adolescenza e delle loro origini. Lo fanno tra rock, pop e suggestioni esoticheggianti, creando un album globale. L’autorevole rivista Rolling Stone pone “La Banda dei Cuori Solitari del Sergente Pepper” al primo posto nella speciale classifica dei 500 migliori album di sempre. Ok, ognuno poi se la vede anche con il proprio gusto ma, certamente, è una pietra miliare. Impossibile per chi ha voluto o vuole fare musica ignorarlo o non esserne positivamente influenzato.

Il disco passa alla Storia anche per la copertina: una serie di personaggi famosi tra scienziati, compositori d’avanguardia, statisti e occultisti. Oggi, è nel mito e le ragioni sono molteplici ma, quella fondamentale (a nostro parere) è che sembra sia stato composto, registrato e suonato domani!

Per la serie di miti e riti, il 27 giugno scorso si sono esibiti al Forum di Assago i Deep Purple. Il concerto è uno degli ultimi (dopo andranno a Montecarlo, faranno due date in Spagna e chiuderanno a Lisbona) del Long Goodbye Tour, il loro tour di addio. Dalle prime note si capiscono due cose, inequivocabilmente: la prima è che la decisione di smettere è prematura, la seconda è che sul palco ci sono i Deep Purple, quelli veri. Manca qualcosa, forse … Lord, assente giustificato e Blackmoore che da anni è in giro con un altro progetto. Comunque, se qualcuno, avesse ancora qualche dubbio: Gillan e Morse si esibiscono in un duetto per sei corde e corde vocali da pelle d’oca da una spanna e sgancio caduta della mascella. Airey vola con le mani sui tasti e si esibisce anche in un medley tra classica, operistica e rock. Lo fa con la tecnica del virtuoso e l’ironia dell’uomo saggio. Paice è un treno merci diligente ma, senza freni. Glover è efficacissimo e si lancia anche lui in un solo strepitoso. I cinque ex ragazzi si divertono e divertono un pubblico che li ascolta spesso in silenzio e senza ondeggiare troppo … La maggior parte di noi, ha la loro stessa età. Un sussulto, il Forum ce l’ha durante la intro di Smoke on The Water. Chiunque, abbia mai messo le mani su una chitarra ha suonato quel riff, il più famoso di sempre. Manca ma, ormai da parecchio, Child in Time … Pazienza, Gillan è comunque nato a metà degli anni Quaranta e poco gli si può rimproverare per la sua Storia e, soprattutto, stasera. L’addio dura poco meno di due ore. Lungo ma, troppo breve. Lunghissima e commossa la standing ovation finale. Grazie ragazzi nel tempo che durerà per sempre.

Un ultimo breve ma, partecipato addio. E’ il dovere di un vecchio rocker per un grande professionista della musica e della televisione, garbato ed elegante. Pochi giorni fa si è spento Paolo Limiti, seppur lontano dai mondi che frequento e ho frequentato, non posso esimermi da riconoscere i talenti e la Storia di un galantuomo.

Rock On.

di Paolo Pelizza

© 2017 Rock Targato Italia

 

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IL LAVORO OMBRA di CRAIG LAMBERT

 

CRAIG LAMBERT 

IL LAVORO OMBRA

[:en]LSB

 Tutti i lavori che fate (gratis)

senza nemmeno saperlo

Quasi sempre non lo riconosciamo... neanche quando facciamo benzina al self-service, utilizziamo le casse automatiche per registrare e imbustare gli acquisti al supermercato, gestiamo da soli le transazioni finanziarie e montiamo i nostri mobili Ikea.

Un tempo tutti questi erano lavori retribuiti,

adesso li facciamo noi… gratis

 

Escludendo il sonno, il lavoro è l’attività che occupa la maggior parte della vita di ogni uomo. Da sempre il lavoro sorregge l’economia, la società, la famiglia, e dà valore persino alle nostre esistenze. Ma oggi la sua ombra ha invaso ogni angolo del nostro tempo.

Com’è stato possibile? 

Oggi prenotiamo dal nostro pc le vacanze, usiamo l’home banking, facciamo il check in on line. Ma un tempo tutti questi erano lavori retribuiti, che adesso facciamo noi… gratis. Lambert definisce queste attività del lavoro ombra come «la schiavitù della classe media», e individua la loro nascita nell’invasione dell’elettronica e poi della robotica nei nostri spazi quotidiani.

La trasformazione è avvenuta lentamente – dai primi rifornimenti di benzina self-service negli anni Cinquanta alla pervasività odierna dell’informatica – e ha prodotto cambiamenti non solo sociali ma anche psicologici.

Il risultato di questa dinamica? Una forma di consumo sempre più personalizzata, un grande livellamento sociale e lo sfaldamento delle comunità, via via che la robotica andrà sostituendo le interazioni umane.

Il lavoro ombra è una guida a questo nuovo fenomeno: è vero, le giornate non ci bastano mai, lavoriamo senza saperlo per le multinazionali, ma oltre a rendercene consapevoli questo libro ci offre suggerimenti arguti su come diventare artefici del nostro tempo e disintossicarci dal virus del lavoro.

 CRAIG LAMBERT ha studiato Sociologia ad Harvard e ha lavorato all’«Harvard magazine», anche come direttore, per oltre vent’anni. Sue pubblicazioni sono apparse anche su «Sports Illustrated», «Town & Country» e sul «New England Journal of Medicine».

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ANNE HISTORICAL | Aphasia: Case 2 of Series A, escaping dizziness

ANNE HISTORICAL | Aphasia: Case 2 of Series A, escaping dizziness

A cura di Ginevra Bria

Inaugurazione venerdì 30 giugno 2017 ore 19.00

Fino al 31 agosto 2017 (visibile tutti i giorni 24 ore su 24)

Edicola Radetzky, viale Gorizia (Darsena), Milano 

Progetto Città Ideale, in collaborazione con il PAC Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, presenta a Edicola Radetzky un progetto site specific dell'artista e scrittrice sudafricana Anne Historical (Cape Town, 1977), a cura di Ginevra Bria. L'intervento è parte della mostra "AFRICA. Raccontare un mondo", in programma al PAC dal 27 giugno all’11 settembre 2017.

Anne Historical a Edicola Radetzky, attraverso un’installazione site specific, affida strumenti, reperti e punti di riferimento che segnano e superano la traccia del suo passaggio a Milano. Tra sveglie, nastri magnetici e counter, la sospensione del tempo si trasforma in annullamento della gravità, del peso di troppa consapevolezza, restituendo nello spazio del piccolo padiglione sui Navigli l’enigma metodico della lucidità.

L’evento a Edicola Radetzky è preceduto dalla performance che l’artista terrà al PAC il  29 giugno, nella quale è previsto l’utilizzo di audio-registratori a bobina, in collaborazione con un artista che si occupa di suoni digitali. Anne Historical interpreta più ruoli diventando logopedista, tecnico e paziente afasico. Il musicista elettronico Dion Monti l’accompagna durante la performance, che consiste in una composizione di loop registrati su nastro magnetico, digitali e di altra natura. L’esibizione è composta esclusivamente dal sonoro e dai gesti della performer. La ripetizione simultanea di sequenze, comprese quelle formate da gesti ed emissioni vocali di Anne, rappresentano i sintomi che intrappolano il paziente nella sua condizione. Lavorando con campioni audio d’archivio e materiale auto-prodotto, scritto e interpretato così come con materiale filmato e proveniente da videoarchivi, l’esibizione presenta varie situazioni legate al trattamento dei pazienti come variazioni in una composizione musicale. Le voci e i suoni sono stati raccolti da un archivio di nastri magnetici. Altre parti sono state trascritte da fonti che riportano stati di afasia e situazioni medico-paziente. Per la parte di copione scritta da Anne, l’artista ha attinto da “Black Hamlet”, scritto dallo psichiatra/psicanalista Wolf Sachs, in Sudafrica negli anni ’40. Nel suo libro, Sachs riporta la sua “analisi” effettuata su uno Nyanga, un guaritore tradizionale. È un testo problematico e complesso, da cui razza e gerarchie della medicina occidentale moderna traspaiono chiaramente. Il copione attinge anche da “Les Damnés de la Terre” di Fanon e, in particolare, dai casi medici raccolti nel capitolo “Guerra coloniale e disturbi mentali”. In entrambi i libri, quello che più interessa all’artista è il concetto di disturbo o, come lo definisce Fanon, “vertigine”.

Anne Historical (Cape Town, Sudafrica / South Africa, 1977) vive e lavora fra Città del Capo e Johannesburg. Anne Historical è lo pseudonimo di Bettina Malcomess, scrittrice e artista che lavora ed espone con questo nome. Le sue opere sono definite da un continuo spostamento fra discipline, ovvero fra scrittura e ricerca, arti visive e forme letterarie, fra concettuale e spaziale. Si tratta di una pratica per sua natura errante, nomadica, definita da adattamento e reinvenzione. È un’artista autodidatta con una laurea in matematica e fisica. Inoltre insegna alla Michaelis School of Fine Art e alla UCT School of Architecture di Città del Capo. Historical ha lavorato a diversi progetti di collaborazione, curatela e sviluppo insieme ad artisti come Sue Williamson e William Kentridge.

Edicola Radetzky è un edificio storico affidato dal Municipio 6 - Comune di Milano a Progetto Città Ideale (iniziativa degli artisti Mirko Canesi, Fiorella Fontana e Stefano Serusi) come  spazio espositivo per la ricerca artistica contemporanea.

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BLUE PARROT FISHES prossimi concerti 30 Giugno Summer break party Circolo Arci di Margine Coperta (PT) 1 Luglio Apertura concerto di Marina Rei Marea Festival a Fucecchio (FI)

Due concerti imperdibili dei BLUE PARROT FISHES in Toscana.

Il 30 giugno dalle ore 21,30 sul palco del Circolo Arci di Margine Coperta (PT) per il “Summer Break Party”. Insieme a loro ad esibirsi, Miguel y la muerte, per uno spettacolo in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Sabato 1 Luglio la band aprirà il concerto di Marina Rei, in occasione del Marea Festival a Fucecchio, Firenze.

I Blue Parrot Fishes sono una band tutta da scoprire che viaggia, tra il mondo di Jannacci e le strade di Elio e le Storie Tese, con un linguaggio personale, surreale, ironico e carico di empatia. Estremi, innovativi, lontani dai percorsi classici e stilemi logorati i BPF ben rappresentano, nel contemporaneo mondo rock, la novità sperimentando sonorità e contenuti provocanti senza coloranti, per definizione semplicemente originali e genuini.

“Totani su Totem”, è il loro album di debutto disponibile in tutti i negozi di dischi e web store. Descritto dagli stessi componenti della band come un viaggio surreale nel mondo dell’assurdo, i brani contenuti all’interno dell’album conducono l’ascoltatore attraverso un universo popolato da strane creature, sinistri personaggi ed eroi provenienti dal nostro immaginario collettivo.

A scandire il ritmo di questo viaggio fantastico è la musica dei BPF che alterna momenti duri e potenti, ad altri più armoniosi e dolci. Non c’è quindi un’unica direzione, ma anzi, non appena si pensa di averla individuata, essa cambia.

L’album dei BPF ci permette così di ridurre la nostra distanza dalle stelle costruendo un immaginario che attinge da fantasie a volte poetiche, altre volte malate. Senza giri di parole i testi mettono ognuno di noi faccia a faccia con la realtà nuda e cruda e lo fanno senza mai nessun giudizio, né presa di posizione: presentano solo un racconto epico, incorniciato dal paradosso del vivere e dalla crudeltà umana che dilaga nel mondo che ci ospita.  Il disco è stato prodotto da Cristiano Santini dell'associazione Zona Roveri in seguito alla vittoria della band al contest Suona Diverso, organizzato dalla stessa associazione

Nel 2015 i BLUE PARROT FISHES hanno vinto la XXVII edizione di Rock Targato Italia

Link del video: https://youtu.be/pd5uKiFcGzs

Sui social: https://www.facebook.com/blueparrotfishes/

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IMAGINE DRAGONS

il nuovo album  “EVOLVE”

Nell’album anche il primo singolo estratto “BELIEVER” e il nuovo singolo “THUNDER” Colonna sonora della nuova campagna VODAFONE

È uscito oggi in tutto il mondo “EVOLVE”, il nuovo album degli IMAGINE DRAGONS disponibile in versione tradizionale (Standard e deluxe) e in versione digitale. L’album in poche ore ha già raggiunto la prima posizione di iTunes in 54 paesi del mondo.

Questa la tracklist: “I Don’t Know Why”, “Whatever It Takes”, “Believer”, “Walking The Wire”, “Rise Up”, “Make It Up To You”, “Yesterday”, “Mouth of the River”, “Thunder”, “Start Over”, “Dancing In The Dark”.

LA versione deluxe contiene inoltre I brani: “Levitate”, “Not Today” e il  Kaskade Remix di “Believer”.

Tra le tracce del nuovo lavoro troviamo il primo singolo estratto BELIEVER(con un video da oltre 97 milioni di views https://www.youtube.com/watch?v=7wtfhZwyrcc), brano che ha segnato il ritorno della band dopo il successo di singoli come “Radioactive”, “I Bet My Life” e “Demons”.

BELIEVERin poche settimane è diventato un vero e proprio successo nel mondo, Italia compresa dove ha raggiunto la Top5 della classifica ufficiale singoli (FIMI/GFK).

Il TIME ha definito “Believer” “un’esibizione fantastica” mentre Entertainment Weekly ha apprezzato “le percussioni tribali, il coro imponente durante il ritornello e la strepitosa linea di basso che colpisce come un pugno nello stomaco”. Infine Billboard ha detto: “Believer è un inno bizzarro e ciononostante imperioso, capace di far cambiare il più incerto ottimista in un vero “believer”.

È da pochi giorni in programmazione radiofonica il secondo singolo estratto “THUNDER”, già Top 20 su Earone e scelto come colonna sonora della nuova campagna VODAFONE.

Il brano, già certificato ORO in Italia, è accompagnato da un video visibile su https://www.youtube.com/watch?v=fKopy74weus che ha già oltre 42 milioni di views e su Spotify ha già totalizzato oltre 105 milioni di stream piazzandosi alla posizione #15 della Global Chart e alla #11 della classifica italiana.

La band di Dan Reynolds, il chitarrista Wayne Sermon, il bassista Ben McKee e il batterista Daniel Platzman inizierà a breve il tour di EVOLVE. Due saranno le date italiane a luglio: il 4 luglio a Lucca (Lucca Summer Festival, http://www.dalessandroegalli.com/events/438/imagine-dragons/ www.luccasummerfestival.it) e il 10 luglio a Verona (Arena di Verona/ http://www.vertigo.co.it/it/imagine-dragons).

Formati nel 2009 da Dan Reynolds, il chitarrista Wayne Sermon, il bassista Ben McKee e il batterista Daniel Platzman, gli IMAGINE DRAGONS hanno guadagnato un enorme seguito dopo aver pubblicato una serie di EP indipendenti. Dopo essere stati messi sotto contratto da Alex Da Kid per la sua KIDinaKORNER (su etichetta Interscope) e aver pubblicato un EP “Continued Silence” (2012) dal quale è stato estratto il singolo “It’s Time” (2 volte disco di platino), arriva nello stesso anno l’album di debutto “NIGHT VISIONS” che entra alla posizione n°2 della Top 200 Billboard Chart.

“NIGHT VISIONS” catapulta la band ai vertici di tutte le classifiche vendendo 5.3 milioni di copie nel mondo ottenendo la certificazione di disco di PLATINO in ogni angolo del pianeta e ORO in Italia. L’album, inoltre, si piazza al n° 1 su Spotify in tutto il mondo diventando l’album più ascoltato del 2013.

A trainare il disco sarà il singolo “RADIOACTIVE” (http://youtu.be/ktvTqknDobU), 9 volte disco di platino in USA, singolo di PLATINO in Italia e oltre 10 milioni di singoli venduti, che fa vincere alla band un Grammy nella categoria "Best Rock performance" del 2014 e viene proclamato dalla rivista Rolling Stone migliore hit rock dell'anno.

Il brano è inoltre la canzone rock più venduta in digitale nella storia della classifica americana di tutti i tempi, risultato questo che ha fatto entrare gli IMAGINE DRAGONS nella storia della chart USA.

Nel disco anche il singolo "DEMONS” (http://youtu.be/mWRsgZuwf_8), che oltre ad essere stato uno dei brani più programmati dalle radio nel 2014 ha venduto più di 3.9 milioni di copie ed è stato certificato QUATTRO VOLTE PLATINO nel nostro paese.

Nella tracklist anche “ON THE TOP OF THE WORLD” (http://youtu.be/w5tWYmIOWGk), singolo di PLATINO in Italia e 2.5 milioni di copie vendute e “IT’S TIME” (http://youtu.be/sENM2wA_FTg), singolo ORO in Italia e 4 milioni di copie vendute.

 

Il secondo album platino Smoke + Mirrors ha debuttato al #1 nella classifica Billboard Top 200 album e ha venduto 1.1 milioni di copie globalmente. Nel disco il singolo certificato ORO in Italia “I BET MY LIFE”.

Secondo Spotify, gli Imagine Dragons sono i 13esimi migliori artisti al mondo.

 

 

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