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Zibba e Rock Targato italia

Questa edizione della compilation di Rock Targato Italia 25, Ignoranza e Pregiudizio avvicinandosi la 30/a edizione ha voluto raccogliere e ospitare musicisti artisti che hanno partecipato o sostenuto, nelle diverse edizioni, il buon nome e la qualità della musica indipendente italiana.

ZIBBA


Zibba. Cantautore, arriva al grande pubblico grazie ai Premi della Critica al Festival di Sanremo 2014. Nel corso degli anni vince alcuni tra i premi più prestigiosi della musica Italiana come la Targa Tenco per il miglior album in assoluto ("Come il suono dei passi sulla neve", 2012), il Premio Bindi e l’Artista che non C’era nel 2011, gli On Stage Awards 2015 e molti altri riconoscimenti del mondo indipendente e cantautorale.

Autore per Warner Chappell, Zibba firma canzoni per Eugenio Finardi, Cristiano De Andrè, Patty Pravo, Michele Bravi, Emma, Zero Assoluto, Max Pezzali, Moreno, Marco Masini, Raige, Giulia Luzi, Elodie, Alexia, Le Deva e collabora con artisti come Jack Savoretti, Jovanotti, Tiziano Ferro, Alex Britti e molti altri. Autore di una raccolta di dialoghi dal titolo "Me l’ha detto frank zappa", divenuto poi uno spettacolo con la regia di Sergio Sgrilli, è anche attore nella prima stagione di All’ombra dell’ultimo sole scritto da Massimo Cotto.

Il 20 maggio 2016 esce UNIVERSO, il nuovo singolo prodotto da Andrea Mariano dei Negramaro. A febbraio 2017 Zibba partecipa al 67° Festival di Sanremo come autore con i brani “Togliamoci la voglia” cantato da Raige e Giulia Luzi e con “Spostato di un secondo” cantato da Marco Masini. Esce il 27 ottobre 2017 "Quello che vuoi", il singolo che preannuncia il nuovo lavoro in studio #LECOSE in uscita nel 2018.
È produttore artistico di alcune realtà indipendenti e dal 2017 direttore artistico del Premio Bindi.

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Elettronoir, Roberto Casanovi e Andrea Cassetta.

Tre autoproduzioni da ascoltare: ElettronoirRoberto Casanovi e Andrea Cassetta.

articolo di Roberto Bonfanti

Dicembre, come sappiamo, è tipicamente il mese in cui le major tentano di spremere le ultime gocce di sangue al mercato discografico a suon di pomposi box celebrativi e inutili riedizioni “deluxe” di qualunque cosa. Forse anche per questo, per reazione, mi sembra particolarmente interessante, proprio in questo mese, concentrare l’attenzione su tre progetti musicali meritevoli e assolutamente autoprodotti.

I romani Elettronoir li stimo fin dal loro esordio risalente ormai a una dozzina d’anni fa e “Suzu”, il loro nuovo album pubblicato di recente, è senz’altro una bella conferma di quanto di buono hanno sempre mostrato: un sound scuro e teso in cui inquietudini dark-wave, sperimentazioni elettroniche e atmosfere profondamente notturne e cinematografiche si fondono con una scrittura dall’anima cantautorale che sa però anche impregnarsi di pop deviato dal retrogusto anni ‘80 dando vita a un universo sonoro spigoloso ma ricco di fascino e personalità.

In Roberto Casanovi mi sono imbattuto per caso in una domenica qualunque sulle sponde del lago di Como. “Maree”, suo disco d'esordio pubblicato nel corso di quest’anno, è un piccolo gioiello di delicatezza, malinconia e poesia nella scia del primo De Gregori, ma anche di realismo e disincanto. Un esordio promettentissimo fatto di canzoni squisitamente d’autore, mai urlate eppure estremamente incisive, che mettono in luce un talento dalla scrittura pulita ma fortemente evocativa capace di aprire un intero universo con un solo verso.

Andrea Cassetta lo abbiamo conosciuto alle ultime finali di Rock Targato Italia come voce e anima del progetto Dove I Pesci Affogano. “Melodie impolverate”, il suo nuovissimo album solista, ci presenta un artista sincero capace di muoversi con destrezza fra i confini del rock d’autore, prediligendo canzoni dal suono robusto e irrequieto che si lasciano volentieri accarezzare da richiami post-grunge ma non disdegnando anche qualche apertura pop ad atmosfere più lievi o venate di malinconia, e alternando allo stesso modo momenti di profonda introspezione con altri che lanciano uno sguardo al sociale.

Roberto Bonfanti
www.robertobonfanti.com

 

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Alighiero Boetti con Clino Castelli giovedì 14 dicembre 2017 alle ore 17.30 presso il Salone Napoleonico dell’Accademia di Belle Arti di Brera

DOSSIER POSTALE 1969-1970

Alighiero Boetti con Clino Castelli

Si inaugura giovedì 14 dicembre 2017 alle ore 17.30 presso il Salone Napoleonico dell’Accademia di Belle Arti di Brera (Via Brera 28 – Milano) la mostra “Dossier Postale 1969- 1970. Alighiero Boetti con Clino Castelli”. Una mostra “difficile” e visivamente “dura”, di quello che è in assoluto il lavoro di Boetti che meno concede all’occhio dello spettatore, ma che contiene in sé il modus operandi di quel grande artista e che un’istituzione come l’Accademia, grazie alla sua Commissione Cultura, ha orgogliosamente realizzato per la città di Milano.

Consiste in cento ottantuno cartellette grigie, povere, uniformi, contenenti ciascuna la fotocopia di una busta inviata per posta a un amico presso un indirizzo che l’autore sapeva essere errato. Riavuta la busta con la dicitura “sconosciuto”, l’artista ripeteva l’invio ad un indirizzo ancora errato, e così via per quante tappe aveva deciso dovesse durare questo viaggio, reale e virtuale insieme. Una massa di materiali raccolti per mesi, ma accantonati in attesa di decidere cosa farne, messi in ordine da una numerazione progressiva di protocollo così come gliele aveva organizzata formalmente e nella realizzazione Clino Castelli.

Tutto qui, per cento ottantuno volte. Combinatorietà, compiutezza e affidamento sono le parole chiave di questo lavoro: una vera e propria “dimostrazione” matematica, da cui il “vissuto” non è escluso, ma è inglobato in una visione grandiosa della rete di relazioni che costituiscono il mondo, e di cui l’artista e la sua individualità – persino il suo arbitrio – possono essere gli elementi scatenanti e rivelatori. La grandiosità del progetto dell’artista risiede dunque nell’aver saputo combinare insieme tempo e spazio senza muoversi da casa: c’è “il viaggio”, “l’attesa”, “il ritorno”, “la partenza”, “il caso”, tutto l’armamentario retorico del “viaggio sentimentale” racchiuso però in un’antitetica struttura notarile, “ministeriale”, tanto classificatoria quanto apparentemente indifferente. Tommaso Trini, uno dei tanti amici a cui Boetti indirizza le sue buste, ci restituisce l’immagine di questo lavoro come di «una cipolla fatta di lettere inviate a un periplo sconosciuto di indirizzi impossibili, lettere spedite via espresso a un “indirizzo sconosciuto” e restituite al mittente da un postino a ciò costretto da abbondante affrancatura. E un mittente, artista, che le raccoglie e le impila in buste via via dilatate.»

Il catalogo, realizzato sotto forma di cartelletta per disegni – come per tutte le altre mostre nel Salone Napoleonico – comprende un contributo inedito di Tommaso Trini, un testo di Marco Meneguzzo, un’intervista a Clino Castelli e una serie di fotografie d’epoca, scattate da Giorgio Colombo.

La mostra resterà aperta sino al 26 gennaio, con i seguenti orari: da lunedì a venerdì ore 9.00 – 18.30 e sabato ore 9.00 – 14.00 Ingresso libero

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Le mille e una notte - Mary Tibaldi Chiesa

Le mille e una notte

A cura di: Mary Tibaldi Chiesa
Editore: Hoepli
Anno: maggio 2017
Formato: 17x24 cm
Copertina: plasticata
Pagine: 368
Codice isbn: 9788820379339
Nostro prezzo: 21,20 Euro

Le fiabe che compongono il ciclo delle Mille e una notte appartengono ai grandi classici per l'infanzia, libri che ogni generazione di bambini ha letto.

Questa nuova edizione riprende la classica versione hoepliana, ormai esaurita, in cui si ritrovano le fiabe più celebri come quella di Aladino e la lampada meravigliosa o Ali Babà e i 40 ladroni nella limpida versione italiana di Mary Tibaldi Chiesa.

Il fascino e il mistero dell'Oriente è reso soprattutto attraverso le illustrazioni di Vsevolode Nicouline, evocative di un avventuroso mondo lontano e veri e propri capolovari dell'illustrazione per l'infanzia.

Mary Tibaldi Chiesa scrive nella Prefazione:
Fu nell'ultimo scorcio del Seicento che le fiabe assursero ai fastigi delle corti e si conquistarono il favore delle dame e dei cavalieri, oltre che la simpatia dei bimbi. Era stato Perrault a operare il prodigio. Pochi decenni dopo, ai primi del Settecento, verso il tramonto del Re Sole, un'altra raccolta di novelle fantastiche si pubblicava in Francia, a cura dello studioso e orientalista Antoine Galland: erano Le Mille e una notte, insuperata creazione scaturita dalla fantasia del mondo arabo... La versione di Galland, o, meglio, la sua libera riduzione, fu fatta su un antico manoscritto arabo pervenutogli dalla Siria, il più antico fra quelli giunti sino a noi e su racconti che egli aveva udito dalla viva voce di un Maronita di Aleppo, chiamato Hannà, da lui incontrato a Parigi negli anni in cui lavorava alla versione. Ma assai più antica del manoscritto è l'origine delle novelle, prodotto dell'immaginazione popolare rifuso nel crogiuolo ardente dell'arte elaborata di esperti novellatori...  Che la scena sia la Cina o l'Egitto, l'India o la Persia, la Siria o le isole dei mari d'Oriente, l'atmosfera è quella: sono gli arabeschi sottili elaborati delle moschee, tradotti in lettere e parole; sono i soffici tappeti d'Oriente coi loro vividi colori e coi loro disegni di insuperata leggiadria; sono le corti asiatiche coi loro sovrani e coi loro ginecei, le città e i paesi brulicanti di folla pittoresca nei volti e nei costumi.

Indice
Le mille e una notte di Sceherazad
Aladino e la lampada meravigliosa
Ali Babà e i quaranta ladroni
Il cavallo magico
Il pescatore e il Genio
Abdallah il cieco
Hassan il funaio
Alì Cogia e il piccolo Cadì
Il destino di re Aghib
Il Principe Ahmed e la fata Paribanu
Le avventure del piccolo gobbo
Le due sorelle invidiose
L'oracolo del vecchio cieco
Asem e la Principessa degli spiriti
I viaggi di Sindbab il marinaio.

Le mille e una notte sono un'opera collettiva giunta in Occidente nel XVIII secolo. In Italia Hoepli è stato tra i primi editori a farle conoscere. La presente versione riprende quella di Mary Tibaldi Chiesa, notissima autrice per l'infanzia.

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Generazioni, l’intervallo e Alice Cooper.

Generazioni, l’intervallo e Alice Cooper.

Interrompo temporaneamente la serie di “Generazioni” per tre ragioni. Prima, mi corre l’obbligo di parlare con voi e di voi: di affetto, stima e critiche costruttive che apprezziamo tantissimo , sono lo sprone per continuare a scrivere e condividere autenticamente i nostri punti di vista e le nostre “Visioni”. Poi, abbiamo visto il concerto di Alice Cooper all’Alcatraz a Milano e volevamo raccontarvelo. Infine, volevamo rendervi partecipi di tre chiacchierate fatte con amici e che hanno dato il “calcio d’inizio” ad una iniziativa che spero possa essere interessante.

Per cominciare, dobbiamo ringraziare sinceramente e con trasporto tutti i nostri lettori e, in particolare, quelli che commentano e criticano i nostri testi. Alcuni complimenti ci riempiono di gioia e ci spingono ad andare avanti con sempre maggiore convinzione ed impegno nella nostra ricerca tra passato e presente, sperando che il futuro veda maggiore qualità generalizzata e la fine di un appiattimento che nella musica, così come in altri linguaggi espressivi, tutti stiamo subendo.

Altra menzione d’onore è per i critici. Sul web è veramente facile lasciarsi andare a sproloqui ed insulti: au contraire, i miei critici sono sempre puntuali, sagaci e corretti. Ascoltare le loro istanze, a noi è utilissimo per progredire e guardiamo a loro sempre con attenzione e interesse.

Alice Cooper è un altro pezzo di Storia. Sul palco le sue sessantanove primavere non gli sono d’impaccio. Anzi, ci regala una performance all’altezza di epoche più verdi se non migliore. I grandi Vecchi sono sempre una garanzia. Vincent è sempre lui con le sue atmosfere grandgrignolesche tra Baron Samedi haitiani e il romanzo gotico del XIX secolo. Il repertorio immaginifico è quello di sempre con maschere di clown inquietanti, ghigliottine e un Frankestein che sembra uscito dalla trasposizione cinematografica del capolavoro di Mary Shelley di Rob Zombie. Lo so, il regista non si è mai cimentato con il mostro ma, da un punto di vista iconografico, quello sarebbe stato l’aspetto della creatura se mai avesse voluto farlo. La scaletta prevede i grandi classici: da Poison, a Feed my Frankenstein e si conclude con School’s Out.

Poison è anticipata da un’esplorazione della sempre virtuosa Nita Strauss che cerca (e trova) tutte le scale presenti sul manico della sua chitarra. Poi diventa un’orgia di voci per la partecipazione entusiasta del pubblico. La band di Alice Cooper è notevole e una speciale citazione la merita il batterista. Glen Sobel è aggraziato come una majorette, vigoroso come un fabbro e preciso come un metronomo. Di grande suggestione e  bravura il “solo” in cui si cimenta. School’s Out chiude dopo un’ora e mezza precisa … Tutto molto bello ma, forse un quarto d’ora in più ce lo potevano concedere. Non c’è comunque molto di cui lamentarsi vista la qualità generale dello show e della musica. Se possiamo trovare un piccolo neo: il palco dell’Alcatraz è posto piuttosto in basso e (complice anche la mia statura posta anch’essa abbastanza vicina al pavimento) era difficile vedere bene dalla platea.

Il vecchio rocker è ancora capace di regalarci divertimento, qualità ed emozioni con la sua indomita grinta.

Sempre durante questi giorni abbiamo avuto alcuni vivaci scambi di opinione. Non allarmatevi: ci vogliamo ancora tutti bene. La cosa comincia con un amico a nome Daniele che ci invita a non farla così lunga. La musica, alla fine, è un passatempo. Il mio amico è più giovane di me e, mentre dentro di me sta per partire il “pippone”, mi rendo conto che sarà molto difficile che lui la possa pensare diversamente. Così mi risparmio di spiegare che la musica è l’unico linguaggio universale, che dentro di sé porta suggestioni e racconti, che ha sostenuto e ispirato rivoluzioni, che ha portato i messaggi più alti ad un’umanità che diversamente non li avrebbe capiti, che attiene alla nostra più profonda identità (quella di essere umani) … che ci insegna altri punti vista, ci regala un’altra rete interpretativa, che oltrepassa muri e barriere.  La musica è quella carezza che asciuga le nostre lacrime o le scioglie disfacendo il groppo che abbiamo in gola. Dire che la musica è solo un passatempo è come dire che la Divina Commedia e Ulysses sono solo carta, che Il Cielo sopra Berlino è solo cellulosa spruzzata di sali d’argento. Purtroppo, devo rendermi conto, e ne parleremo meglio nella terza parte di Generazioni (e , forse, ne sarà necessaria anche una quarta!), che dall’invenzione delle TV musicali, dei talents show, dei fenomeni della rete questo sarà il giudizio di un pubblico omologato da sedicenti artisti anch’essi omologati, dai geni del marketing, da editori radiofonici piegati alle esigenze degli inserzionisti: è solo intrattenimento. Si vendono le celebrità non la musica.

Così esprimo questo mio pensiero a Massimiliano Morelli (un amico di recente acquisizione, poeta e anima creativa della band metal Feral Birth) e mi becco del “passatista”. Max conia questo neologismo perché pensa che io sia convinto che non si possa più fare buona musica, oggi. Mi spiega che, probabilmente, c’è qualcuno che sta scrivendo l’equivalente contemporaneo di Eleonore Rigby in questo momento. Per chiarire questo punto: io sono convinto che ci sia molta qualità in giro. Non  farei il giurato a Rock Targato Italia, che ne è la dimostrazione pratica, se no. Credo, però, che le dinamiche di un mercato profondamente mutato non mettano più a disposizione molti spazi. Oggi i Led Zeppelin sarebbero una nicchia non avrebbero venduto centinaia di milioni di dischi. Poi, quali dischi? Chi li compra più? Oggi, non si ascoltano gli album, si scaricano i singoli spesso gratis e illegalmente (e voglio essere buono!). Difficile per chi, pieno di talento e qualità, voglia emergere dal mondo indipendente ad un mainstream sempre meno autentico e sempre più inginocchiato a logiche artefatte che stanno impoverendo la nostra cultura, la nostra sensibilità e la nostra capacità di leggere il reale.

Infine, dopo essere stato definito “passatista” mi chiama il mio editore e organizzatore di Rock targato Italia (di cui ho una stima ed un affetto assoluto) che mi dice che sono tecnofobo … Settimana difficile, direte voi. Invece no. Proprio per questo abbiamo deciso di organizzare un’occasione di confronto pubblica che, vi anticipiamo, sarà presso Ligera a Milano il giorno 11 febbraio prossimo venturo e, alla quale, sarete tutti invitati. Io ho già detto a Max Morelli che io partecipo (e ci sto a farmi maltrattare) se mi permette di leggere almeno un paio di sue poesie. Vi daremo maggiori dettagli più avanti e, anche, il titolo e tema dell’incontro.

In conclusione, non sono pessimista sono terrorizzato. Lo sono di più per i nostri figli e nipoti che per me stesso. Voglio pensare che si possano portare ancora i ragazzi ai concerti, al cinema e a teatro. Che si possa portarli in libreria per comprare i libri di carta e non solo il nuovo videogame per la PS18. Che si insegni a loro che se non pagano il frutto dell’impegno altrui, soprattutto quello dei veri artisti, sono destinati a diventare culturalmente e definitivamente schiavi.

di Paolo Pelizza

© 2017 Rock targato Italia

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Giulia Innocenzi - Vacci-nazione - Oltre ignoranza e pregiudizi, tutto quello che davvero non sappiamo sui vaccini in Italia

"Dopo la sentenza della Corte Costituzionale e l’apertura dell’indagine da parte della Procura di Roma, conoscere l’iter che ha portato all'approvazione della legge sui dieci vaccini obbligatori diventa ancora più importante. Perché un conto sono i vaccini, una delle scoperte più considerevoli della medicina, e un conto è la politica sanitaria a essi legata. Che può e deve essere indagata e, se ci sono i presupposti, legittimamente criticata"  Giulia Innocenzi

«8 luglio 2017, 15.000 persone a Pesaro: militanti del movimento NO–VAX, ma anche famiglie con bambini, medici e semplici cittadini, tutti lì a manifestare contro il decreto in discussione in Parlamento. Mi aspetto che una partecipazione così massiccia finisca sulle prime pagine di tutti i quotidiani e in apertura di tutti i tg. Invece nulla. Silenzio. Perché tutta questa reticenza? Decido di indagare. La mia inchiesta parte da qui. Ma questa storia in realtà comincia nel 2014…»

È la voce della stessa autrice che ci riporta all’anno durante il quale l’Italia è diventata la nazione capofila a livello mondiale delle strategie vaccinali. Per quale motivo si è passati da 4 a 10 vaccini obbligatori, quando metà dei Paesi europei non ne ha nemmeno uno? Lo si è fatto sulla base di una vera emergenza? Quali sono i dati medici ufficiali sulle reazioni avverse? Perché il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nega l’esistenza dei danneggiati da vaccino, quando il suo stesso ministero eroga più di 600 indennizzi? Le autorità che hanno adottato il piano vaccinale erano davvero completamente libere da conflitti d’interesse? In un’inchiesta scottante sulla notizia che ha occupato le cronache durante l’ultima estate e di cui si discuterà ancora di più nei prossimi mesi, usando come fonti soltanto documenti ufficiali e le riviste scientifiche più autorevoli, Giulia Innocenzi affianca medici, scienziati, politici, giuristi e semplici padri e madri di famiglia per cercare di dare risposte attendibili e serie a questi e a tanti altri quesiti. Perché è sempre il momento giusto per porsi delle domande sulla nostra salute e su quella dei nostri figli, ed è obbligatorio scavare sotto la superficie della notizia senza pregiudizi. E perché solo una maggiore consapevolezza può garantire la libertà delle nostre scelte. E il nostro futuro.

Giulia Innocenzi è nata a Rimini nel 1984, da madre inglese e padre umbro. Giornalista e conduttrice televisiva, collabora con Michele Santoro dai tempi di Annozero. L’ultimo suo libro pubblicato è Tritacarne (Rizzoli, 2016, finalista al Premio Caccuri e al Premio Estense) sugli allevamenti intensivi, al quale è seguito su Raidue il progetto televisivo parallelo Animali come noi. Dall’estate 2017 è direttrice di Giornalettismo.com, una dinamica «testata su esseri umani».

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Open Call studi in condivisione presso VIR | gennaio - aprile 2018

Open Call Studi in condivisione a VIR Viafarini-in-residence, Milano

Viafarini da gennaio ad aprile 2018 offre l'opportunità di condividere lo studio in via Carlo Farini 35 a Milano.
L'opportunità è aperta a quegli artisti che sono interessati, oltre a uno spazio di lavoro e di promozione della propria ricerca, a un’esperienza di condivisione di progettualità e competenze.

A ogni artista invitato è chiesto un contributo alle spese di 200 euro al mese, a parziale copertura dei costi di gestione dello spazio in condivisione.
Questa opportunità non comprende l’alloggio in residenza.

Viafarini ha a disposizione appartamenti in residenza nello stesso stabile, chi fosse interessato è pregato di specificarlo, considerando un costo aggiuntivo di 700 euro al mese.

Viafarini concorda con gli artisti invitati l'acquisizione di uno dei lavori realizzati, per il fundraising delle attività dell'organizzazione. 

Candidature:

scandenza invio candidature: venerdì 15 dicembre
inviare una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. usando come oggetto: "Studi VIR 2018" allegando versione aggiornata del Portfolio comprensivo di CV in formato PDF (max 15 MB).

per informazioni

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T. +39 02 66804473

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Vertigo presenta: MARILYN MANSON: Giugno 2018, il ritorno in Italia!

A grande richiesta, dopo le date di quest’anno, torna in Italia MARILYN MANSON. Il Reverendo proseguirà il tour del suo ultimo album “Heaven Upside Down”, accolto positivamente dai suoi migliaia di seguaci che nelle date precedenti (Roma, Verona e Torino) sono stati in prima fila a cantare tutti i pezzi. 

MARILYN MANSON si esibirà, in data unica, nel 2018, all’Ippodromo Snai San Siro il 19 Giugno.

Ecco i dettagli dello show:

MARILYN MANSON

+ special guest

 9.06 MILANO, Ippodromo Snai San Siro

Apertura porte: ore 18.00

Inizio concerti: ore 19.45

Prezzo del biglietto in prevendita: €38,00+d.p.

Prezzo del biglietto in cassa la sera dello show: €45,00

Pre-sale su marilynmanson.com a partire da adesso.

In vendita su ticketone.it a partire dalle ore 10.00 mercoledì 29 Novembre.

Ricordiamo che i biglietti dei concerti Vertigo sono in vendita esclusivamente sul circuito Ticketone. Eventuali tagliandi in vendita su altri circuiti non sono autorizzati e ci riserviamo il diritto di negare l’accesso.

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SI APRE LA MOSTRA NEL CUORE DI MILANO

Inaugurazione: mercoledì 29 novembre, h. 18.00

Negozio civico Chiamamilano, via Laghetto 2, Milano

OSPITE D’ONORE Elisabetta Armiato

CONDUCE Anna Maria Girelli Consolaro

L’Arte che ti entra nell’anima. Diretta, senza filtri. Un’emozione che erompe splendida e potente, nella sua purezza. Un’emozione che stimola la spiritualità, l’arricchisce, la completa. È l’emozione che nasce, spontanea e immediata, dalle opere di Eugenio Galli, noto al grande pubblico come “l’Artista della Trascendenza”. A grande richiesta, le opere più recenti di Eugenio Galli verranno esposte nel pieno centro di Milano. “L’Arte che ti entra nell’anima” verrà inaugurata mercoledì 29 novembre 2017 alle h. 18.00. Ospite d’onore, l’étoile della Scala Elisabetta Armiato. Conduce l’evento la giornalista televisiva Anna Maria Girelli Consolaro.

Multimaterici, oli, sculture: Eugenio Galli proporrà al suo pubblico le più belle opere realizzate con varie tecniche negli ultimi 10 anni. Ad ospitare la mostra sarà la sede di Chiamamilano(via Laghetto 2): non la consueta galleria, dunque, ma una vecchia casa milanese, un “negozio civico” dove colori, oggetti, pensieri ed emozioni si fondono, dando vita a un ambiente unico nel suo genere.

“Scopo della mostra - spiega Eugenio Galli- è quello di trasmettere emozioni positive in grado di stimolare la spiritualità dell’individuo, indipendentemente dalle tecniche usate”. I visitatori verranno dunque accompagnati lungo un percorso artistico all’interno del quale protagonisti assoluti saranno proprio l’opera e l’osservatore. “Un bel quadro - afferma - deve essere guardato tutti i giorni, per almeno 20 secondi: e quest’atto del guardare l’opera deve suscitare emozioni profonde e sempre nuove, senza mai stancare. Non ha senso acquistare un quadro semplicemente in quanto status quo: l’acquisto va fatto in base all’emozione che quel quadro è in grado di suscitare. Come corollario, naturalmente, c’è il fatto che l’opera acquistata rappresenta anche un investimento economico”. Emblematico il titolo della mostra: “L’Arte che ti entra nell’anima”. Le opere di Eugenio Galli generano infatti un’emozione positiva che dà serenità, tranquillità, libertà; un’emozione che evoca il senso di infinito. Siamo di fronte a un’Arte dalla profonda valenza terapeutica. “Tutto ruota attorno al nucleo della spiritualità- sottolinea l’artista-. A me interessa trasmettere queste emozioni in modo che sia l’osservatore a decidere se l’opera ha valore o meno. Io non voglio stupire, impressionare, denunciare, né tantomeno esprimere i miei sentimenti: voglio, semplicemente, suscitare un’emozione”. Ecco dunque il concetto di Trascendenza, che Eugenio Galli esprime così: “La Trascendenza non prende spunto da elementi materiali, da immagini o elaborazioni mentali né da casualità, ma è l’individuo in quanto essere spirituale che crea, scevro da qualsiasi interferenza. È vero, per fare ciò l’artista deve usare il proprio corpo, gestire i vari attrezzi e materiali: ma questo non è pensiero, bensì unicamente un automatismo che deriva dalla tecnica acquisita. Non si deve quindi confondere questa condizione con la casualità, perché qui abbiamo la consapevolezza dell’essere”.

L’OSPITE D’ONORE DELL’INAUGURAZIONE Elisabetta Armiato, già prima ballerina étoile del Teatro alla Scala e Presidente di PENSARE oltre Movimento Culturale: “La trascendenza di Eugenio Galli esprime e coinvolge l’individuo in un suo spazio d’Arte che lo porta a creare, immaginare e rivestire la realtà con la sua sensibilità”. LA CURATRICE DELLA MOSTRA Monica Marchetti, curatrice della mostra: “Ogni uomo è artista della propria vita, esistono poi uomini che esprimono quell’arte in modo diverso da altri. Con la letteratura, il canto o la musica, la recitazione o la danza, la fotografia, l’architettura, con la pittura o la scultura… È a coloro i quali hanno questa meravigliosa capacità che noi dobbiamo essere grati. Sì, attraverso le loro opere, trova serenità e piacere la nostra anima. Adoro gli artisti perché sono audaci, a volte ci regalano un sogno, altre volte ci insegnano a crescere meglio. L’arte di Eugenio Galli è “delicata”, ti parla sottovoce, è forse questa la sua bellezza. Quando entrai per la prima volta nel suo studio, ciò che più mi colpì fu il suo saper usare il “bianco”. Così bello, così puro e così incredibilmente affascinante da farti immaginare perfino le infinite sfumature di un arcobaleno. Perché l’arte è anche un sogno, è immaginazione. Ed è attraverso quel “bianco” nel suo studio che ho sognato. Quando l’artista esprime la sua creatività, trasmette il messaggio che ha dentro, regalandoti emozioni. Talune forme artistiche sono l’unico linguaggio universale che non ha barriere, non ha confini, quel sublime “codice” comprensibile ad ogni uomo.”

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA Eugenio Galli nasce nel 1951 a Seregno (MB), dove lavora tuttora, e vive a Briosco (MB). Sin dall’adolescenza coltiva la passione per la pittura. Terminati gli studi scientifici a Monza, lavora per circa vent’anni nella bottega orafa di famiglia specializzandosi in gemmologia. Dopo aver abbandonato la figurazione, agli inizi degli anni ’90 si sofferma sulla questione della luce approdando ad uno spazio creativo sottolineato da un colorismo fine e sommesso. Iniziano così i suoi cicli astratti, denominati materia e spirito, percezioni universali, iridescenza cromatica, sino ad arrivare alla recente produzione che sfocia in una particolare filosofia alla ricerca dell’universalità spirituale che va sotto il nome di “La trascendenza di Eugenio Galli”. A questa nuova linea pittorica-scultorea appartengono l’elegia del bianco, le opere multimateriche e le sculture in materiali vari, specie in cor-ten. Eugenio Galli ha partecipato a numerose personali e collettive in Italia e all’estero: Roma, Firenze, Milano, Berlino, Lugano, Lione, Budapest, Sharjah (Emirati Arabi) e il Cairo. Sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private, nazionali ed internazionali.

“L’Arte che ti entra nell’anima”

Negozio civico di Chiamamilano via Laghetto 2, Milano

Dal 30 novembre al 9 dicembre 2017 Orari di apertura: da lunedì a venerdì: 10.00-20.00, sabato: 12.00-20.00 Info:

+39.3336212026 +39.3927516394

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È on line nuovo sito di Eugenio Galli: www.eugeniogalli.it

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DESIDERIO BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 NIRVANA A cura di Chiara Canali

DESIDERIO BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 NIRVANA A cura di Chiara Canali

Fabbrica del Vapore, Spazio Ex Cisterne Milano

Opening martedì 5 dicembre, dalle 18.00 Dal 6 dicembre 2017 al 14 Gennaio 2018


Dieci anni di ricerca dell’artista Desiderio raccolti in una mostra alla Fabbrica del Vapore. Un viaggio sinestetico nel mondo poetico e visionario dell’artista che unisce differenti forme espressive, dalla pittura all’installazione, dalla performance al video. 

La Fabbrica del Vapore - Spazio Ex Cisterne presenta l’ultimo capitolo della saga BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 dell’artista Desiderio, in una mostra intitolata Nirvana, a cura di Chiara Canali, promossa dal Comune di Milano e organizzata dall’Associazione culturale Art Company. Nato a Milano, Desiderio, dal nome simbolico e altamente evocativo, è un artista visivo che avvicenda differenti media espressivi per restituire una rappresentazione della modernità in bilico tra surrealismo e realismo magico. Tra i finalisti del 13° Premio Cairo, Desiderio è presente alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Cuba, alla XI e XII Biennale dell'Avana e alla 4° Bienal Fin del Mundo 2015, allargando la sua esperienza oltre i confini italiani.
Il progetto BEAUTY HAZARD nasce nel 2007 da una fascinazione di Desiderio per i temi della bellezza, della corruzione e della carne cui ha dedicato un ciclo di lavori attraversando diversi linguaggi, dalla pittura al video. Le esperienze di questi ultimi anni confluiscono in un nuovo progetto espositivo che si sviluppa sui due piani dello Spazio Ex Cisterne della Fabbrica del Vapore, con quadri di grande formato, cortometraggi, installazioni e sculture.
Il titolo Nirvana scaturisce come completamento del concetto di “Beauty Hazard”, come momento più riflessivo del suo percorso artistico, corrispondente al progressivo annullamento della realtà per arrivare al puro godimento dello spirito. Con Nir-vana (*libertà dal Desiderio) assistiamo a una presa di coscienza dell’artista che gli consentirà di liberarsi di alcune forme più espressioniste e violente del suo lavoro per intraprendere un nuovo corso espressivo.
La mostra raccoglie una selezione delle grandi opere pittoriche realizzate tra il 2007 e il 2017, i cortometraggi della trilogia Beauty Hazard | Confabula Spurio | I Love my Queen e del dittico Bluesky | The Win on the Sky, installazioni e sculture giganti.
Inoltre è presente una sezione dedicata al rapporto di Desiderio con Cuba, in continuità con la mostra “Che Guevara. Tu y Todos” ideata da Simmetrico e in corso presso la Fabbrica del Vapore, dedicata alla storia e alla vita del Che “uomo” e “personaggio storico”. Desiderio dal 2008 ha infatti trascorso diversi periodi dell’anno a Cuba a partire dalla presenza al Festival ARTE+2009 organizzato dall’associazione culturale CubeArt di Ana Pedroso fino alla partecipazione alla Biennale dell’Avana.
Da questi continui spostamenti è nato il film ¡Ahora si Llego!, primo road movie ambientato a Cuba, girato da Desiderio con l’artista cubano José Balboa, un viaggio documentaristico e visionario in sella a un sidecar, ispirato al viaggio intrapreso dal giovane Che Guevara con il compagno Alberto Granado per l'America Latina, attraverso le 15 provincie cubane.
Riflettendo la poetica di Desiderio, la mostra Nirvana raccoglie linguaggi diversi e gli stessi elementi, gli stessi personaggi e icone, sono semi drammaturgici che vengono presentati in un quadro e ripresi dal video o personificati in sculture: una sorta di divenire continuo che confonde realtà e opere, bidimensione della tela e volume delle installazioni permeando così l’ambiente nella sua totalità.
Se, per le atmosfere surreali e fiabesche, il suo lavoro potrebbe ascriversi alla corrente del Pop Surrealism o della Lowbrow Art americana, a differenza dei Pop surrealisti Desiderio non cerca di scoprire e di esprimere ciò che è oltre, fantastico, differente dal “reale”, ma descrive il mondo reale stesso come dotato di meravigliosi aspetti imprevedibili. Per questa sua attitudine è più corretto parlare di “realismo magico” che sposa la descrizione meticolosa, precisa, della realtà ma ne traduce un effetto di straniamento attraverso l’uso di elementi magici e onirici.
Come afferma la curatrice Chiara Canali, “L’artista Desiderio è una ‘macchina che produce mondi possibili’ e la sua narrazione è il modus operandi per proiettare i desideri e i valori in uno spazio che ha la pretesa di essere scambiato per realtà o di identificarsi con essa. […] Nella sua poetica la continua commistione tra materia e tecnica, tra corpo e macchina, tra naturalità e tecnologia crea una forma di sublimità tecnologica che immerge il corpo in una situazione esperienziale nuova dove la visione è perturbata e arricchita di nuovi sensi oltre la pelle della realtà”. La mostra è accompagnata da un catalogo di 64 pagine con testi di Chiara Canali, Cristiano Carotti, Alessandro Riva, Francesco Santaniello. La mostra è resa possibile grazie alla collaborazione di DL Arte e M77 Gallery e al contributo di Indisciplinarte.
BIOGRAFIA Desiderio è nato nel 1978 a Milano. Vive e lavora in provincia di Terni Dopo gli studi allo IED di Roma (corso di illustrazione), diversi mesi all' ESAG (Advanced School of Graphical Art, Interior Design) di Parigi, collabora come illustratore con Philip Morris, Prize for the marketing (Italia), Warner Music (Italia), Klutz (USA), Creative Company (USA), SKY (Italia), Miles Kelly Publishing (Essex), Ticktock Media Ltd ( Londra). Per cinque anni tra il 2004 e il 2009 è docente di “Illustrazione creativa” presso l’International Art School di Terni. Vincitore del Premio Italian Factory 2008 e finalista in diversi premi tra cui Premio Cairo 2012, SESIFF The 3rd Seoul International Extreme-Short Image & Film Festival (KOREA), AZYL film festival One World One Minute (Slovakia, Czech Republic, Hungary) e altri. Presente alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Cuba, alla 11° e 12° Biennale dell'Avana e alla 4° Bienal Fin del Mundo 2015 (Valparaiso, Chile). Ha realizzato mostre personali e collettive in Italia e all'estero (Berlino, Hubei Museum Cina, Hitabashi Art Museum, Tokyo, ecc) e nel 2009 ha partecipato alla mostra collettiva Apocalipse Wow! presso il Macro Future di Roma. Videomaker e regista, realizza numerosi cortometraggi tra cui: Beauty Hazard (Italia), Confabula Spurio (Italia), I Love my Queen (Italia), Bluesky (Cuba), The Win on the Sky (Cuba). Nel 2013 realizza il suo primo lungometraggio Ahora si llego (documentario-road movie) girando per tre mesi con un vecchio sidecar URAL per tutte le provincie di Cuba. Nel 2015 Desiderio crea il progetto Coocuyo (coocuyo.com), portale ufficiale di musica elettronica cubana che rappresenta il punto di riferimento unico a Cuba per la sua peculiarità, piattaforma in continua crescita che vede affiancarsi tra i suoi protagonisti artisti internazionali del calibro di Major Lazer (Diplo) durante il concerto all'Habana (2016) con oltre 400.000 persone. Nel 2017 presenta al FAC ( Fabrica Arte Cubano, Havana) il lungometraggio Coocuyo.
EVENTI COLLATERALI
La mostra è arricchita da alcuni eventi collaterali, tra cui la proiezione del film ¡Ahora si Llego! il primo road-movie ambientato a Cuba, girato dall’artista italiano Desiderio con l’artista cubano José Balboa e distribuito dalla Rodaggio Film. Il film verrà proiettato all’interno della rassegna collaterale della mostra “Che Guevara. Tu y Todos”, a cura di Simmetrico.

DESIDERIO BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 NIRVANA A cura di Chiara Canali

Fabbrica del Vapore, Milano Via Procaccini 4 - 20154 Milano http://www.fabbricadelvapore.org

Inaugurazione martedì 5 dicembre, dalle 18.00 Dal 6 dicembre 2017 al 14 Gennaio 2018

Orari: dal martedì al venerdì 15.00 – 19.00 sabato e domenica 11.00 – 19.00 lunedì chiuso

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