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I BPF, vincitori della XXVII edizione di Rock Targato Italia, presentano il videoclip di “ASSURDO”

Dopo l’uscita del singolo “ASSURDO”, i BLUE PARROT FISHES sbarcano su YouTube con il loro nuovo videoclip.

Tratto da una storia vera, le immagini mostrano il compiersi di un evento improbabile le cui conseguenze però si riveleranno così devastanti da cambiare il corso della storia. In poche parole: un evento senza dubbio assurdo.

Il mondo che ci ospita è un luogo molto spesso assurdo ma quello colorato e folle dei BLUE PARROT FISHES lo è molto di più! Dalle sonorità rock a tratti irriverenti, “ASSURDO” è un brano dedicato a tutti coloro che in questo mondo non vedono nulla di normale. In una realtà senza logica, in cui regnano la claustrofobia e l’ossessione, la soluzione migliore sembra essere quella proposta dai BPF: "Puoi combattere l'assurdo solamente con il più assurdo".

ASSURDO” sta attualmente riscuotendo un grande successo, essendo già entrato a far parte della programmazione di oltre 50 radio in tutta Italia.

Una band tutta da scoprire che viaggia, tra il mondo di Jannacci e le strade di Elio e le Storie Tese, con un linguaggio personale, surreale, ironico e carico di empatia. Estremi, innovativi, lontani dai percorsi classici e stilemi logorati i BPF ben rappresentano, nel contemporaneo mondo rock, la novità sperimentando sonorità e contenuti provocanti senza coloranti, per definizione semplicemente originali e genuini.

I BLUE PARROT FISHES (BPF) debuttano nell'estate 2014 per puro divertimento. Il loro genere spazia dal rock al blues, dall'elettronica fino ad arrivare alla musica classica. Si caratterizzano soprattutto per un forte impatto live, che stravolge e trascina lo spettatore in un mondo surreale. Capaci di uscire dagli schemi e di ridere della poetica dei testi tradizionali, i BPF fanno dell’alterazione vocale il loro segno di riconoscimento, trasformandola in un contorno piacevole dalla musicalità molto spinta. Nel 2015 i BLUE PARROT FISHES hanno vinto la XXVII edizione di Rock Targato Italia.

Dopo aver raccolto riscontri molto positivi dal pubblico, i BPF iniziano le registrazioni del loro primo album “Totani su Totem” di cui “ASSURDO” è il singolo estratto. 

In occasione della pubblicazione del brano e videoclip inizia una intesa collaborazione tra i BPF e Divinazione Milano.

 

Link del video:

https://youtu.be/pd5uKiFcGzs

 

Sui social: https://www.facebook.com/blueparrotfishes/

 

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"Anche le persone più fidate possono tradire" di ANGELO PETRELLA

"Anche le persone più fidate possono tradire"

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Terrorismo, ISIS, la fine della presidenza Obama, la ferita del Bataclan: elementi di scottante attualità intrecciati in un thriller dal respiro internazionale.

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ANGELO PETRELLA

OPERAZIONE LEVANTE

Pag. 400 – Euro 18

Stanley Kavanagh, ex militare alcolizzato ed esperto di informatica, è in cerca di vendetta dopo aver perso moglie e figlia nell’attentato al Bataclan. Robert O’Malley è il vicedirettore della CIA. Teme un nuovo attacco negli Stati Uniti e ha bisogno di Kavanagh per scandagliare il deep web in cerca di ulteriori prove. Dick Meyer scrive i discorsi del presidente Obama: ed è solo quando il suo mandato sta per scadere che Nadwa Musamih, bella giornalista piena di inquietanti segreti, preme per incontrarlo. E quando Miša Bogdanov, ex agente russo finito a contrabbandare armi e petrolio in Siria, viene rapito dai jihadisti dell’ISIS, iniziano a delinearsi i contorni del più grande attentato mai compiuto sul suolo americano… Ma una task force si muove nell’ombra per prevenirlo. Nome in codice: Operazione Levante. Tra agenti doppiogiochisti e interessi contrapposti, messaggi in codice nascosti in videogame e rapporti d’intelligence, questo thriller ci porta dentro le operazioni occulte che giorno per giorno salvaguardano il nostro mondo da chi vorrebbe portare l’inferno sulla terra.

 

Angelo Petrella è nato a Napoli nel 1978. Il suo esordio narrativo diventa subito un caso letterario, sia per la giovane età dell’autore che per la potenza espressiva della sua prosa. Ha scritto i romanzi Cane rabbioso (2006), Nazi Paradise (2007), La città perfetta (2008), Le api randage (2012) e Pompei. L’incubo e il risveglio (2014), tradotti anche all’estero. Come sceneggiatore firma soggetti e script per il cinema e la televisione.

 

CONTATTI UFFICIO STAMPA DEL LIBRO

Studio Catino&Giglio:
Gessica Giglio: 3939147815, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Studio tel/fax: 06.64781820

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Pillole libere dal fondo dell’abisso.

Pillole  libere dal fondo dell’abisso.

Difficili. Così definirei le ultime settimane … Ho ragioni personali e ragioni collettive per affermarlo con certezza. Per così dire, molte cose strane e alcune molto tristi ci hanno coinvolto, fatto soffrire e indignati.

La parabola terrena di Chris Cornell è finita per sua stessa volontà. E’ nella nostra natura: scegliere. Per quanto ci faccia sentire addolorati ed estranei, la morte. Per quanto noi si possa comprendere la sofferenza, la sensibilità estrema di coloro che sono (spesso) meno materialisti di noi… Per quanto noi ci si sforzi di applicare alla realtà una rete interpretativa che abbia maglie più larghe, pensieri con dinamiche più flessibili, noi abbiamo il dovere di rispettare anche chi compie gesti estremi. Una delle più belle voci di sempre, aveva 52 anni e un’enorme talento. Talento che, naturalmente, è mancato anche questa volta a chi ha scritto della sua scomparsa sulla stampa italiana, nell’ennesimo orribile modalità con cui si discute dei tatuaggi o delle foto osé della starlet di turno. Altro che Rob Zombie … Io sono terrorizzato tutte le volte che apro un giornale del nostro Paese, soprattutto se pretende di parlare di musica o musicisti.

Sto andando un po’ a caso … so che mi perdonerete. Quindi, salto di palo in frasca e vado alla dichiarazione di un noto e ricco atleta. Lui, in TV, ci ricorda che per essere i numeri Uno, si deve avere la testa libera! Ha ragione, penso io: evitare distrazioni, restare concentrati e stare sul pezzo. E, invece, no!!!! Sta facendo la pubblicità di uno shampoo anti forfora… Certo che cadere così in basso …

Non c’è di peggio, mi direte. Invece, sì. Lo spazzettone per la pulizia del pavimento è (cito testualmente) “la rockstar del pulito” … Perché il pulito è rock? Scusate … non era quella musica sporca, asimmetrica, diabolica, osteggiata dalle mamme, dedicata al culto demoniaco, composta e suonata da tossici sciroccati??? E’ evidente che chi scrive oggi la pubblicità dovrebbe andare a farsi vedere da uno bravo. Bravo, davvero.

Altra pillola amara. E’ scomparso un ragazzo straordinario. Buono e ingenuo come solo un americano della provincia può essere. Nicky è (sì al presente!) un grande uomo e un grande campione. In Italia, i giornalisti non gli hanno mai perdonato di aver vinto un mondiale contro Rossi ma, la stampa italiana è la stampa italiana e non cambia la sua qualità se si cambia argomento. Il suo sorriso solare e la sua generosità fino all’ultimo resteranno sempre con noi e speriamo che ci siano di esempio per diventare persone migliori.

In nome di Allah il misericordioso, l’ISIS ha colpito i crociati ancora una volta. Peccato che non erano crociati ma, bambini. Non credo che esista una divinità così gretta e vigliacca da potere tollerare un atto del genere solo uomini piccoli, incattiviti dalle vite nei ghetti e instupiditi dalla sete di violenza. Poi, qui da noi, mentre a Manchester si piangeva, politici e opinionisti hanno fatto a chi la sparava più grossa. Io non me ne intendo, come più volte ho detto, so solo che la Gran Bretagna è una nazione meravigliosa: culla di diritti, di democrazia e di grande musica. I britannici sono un popolo onesto e fiero a cui il resto dell’Europa e del mondo deve molto (provate a immaginare cosa sarebbe successo se si fossero arresi ai nazisti). Sono certo che non si faranno piegare, né derogheranno rispetto ai loro valori, cedendo alla paura. Se poi, tutti smettessimo con una mano di combattere il Califfato e con l’altra  implorare di fare affari con noi chi lo ha ispirato e finanziato, l’ISIS non sarebbe mai esistito.

Tra l’altro, stiamo facendo le prove generali per un conflitto termonucleare. I due uomini peggio pettinati del pianeta stanno facendo a chi ce l’ha più a lunga gittata. Purtroppo, come l’atleta dello spot di prima  ci ricordava, per scatenare la Terza Guerra Mondiale ci vuole una bella testa. Forse, l’intervento di un hair stylist di grido potrebbe scongiurare il pericolo … Il segretario generale dell’ONU è avvisato: meno negoziatori, più parrucchieri!

L’ultima pillola è per un amico che mi legge. So che è difficile, so che sono più le difficoltà delle gioie. Ho vissuto abbastanza per sapere quello che so dell’amore, dell’amicizie e della vita. La nostra natura è quella di dover scegliere in mezzo al caos dei nostri destini. Tuttavia, spero che tu voglia fare la mia stessa scelta e decida di vedere come finisce questo film. Scusatemi per l’uso privatistico.

Un’avvertenza: forse per un po’, non riuscirò a scrivere con la frequenza di prima. Voglio dirvi, anzi no … voglio promettervi che continuerò e mi troverete sempre qui se avrete voglia e io spero che ce l’abbiate.

Vi auguro il meglio.

Paolo Pelizza

© 2017 Rock targato Italia

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AMANOLIBERA presentano il nuovo singolo: “CRESCERAI”. In radio dal 26 maggio.

AMANOLIBERA

Presentano il nuovo singolo:

“CRESCERAI”

In radio dal 26 maggio

 

CRESCERAI” è un dialogo intimo tra un padre e una figlia adolescente. I due protagonisti si confrontano, e si confortano a vicenda, sui dubbi e le domande che la vita ci presenta ogni giorno attraverso le paure, i tranelli delle favole, la disinformazione. Se purtroppo, però, col passare degli anni i problemi potranno solo aumentare, è il padre stesso che indica alla figlia l’unica certezza: sapere che chi ci ha dato la vita non ci abbandonerà mai nel bisogno, nemmeno da grandi.

“CRESCERAI” è il nuovo singolo della band rock AMANOLIBERA, estratto dall’omonimo album e in rotazione radiofonica dal 26 maggio.

Gli AMANOLIBERA, dal primo debutto nel 2011, hanno già all’attivo due album: “DATEVI TEMPO” del 2013 e il nuovissimo “CRESCERAI”.

L’album “CRESCERAI” rappresenta una svolta nello stile della band: cambiano sonorità ed atmosfere rispetto al primo lavoro. Il filo conduttore dell’album sono i temi che il nostro paese, ma non solo, sta affrontando in questi anni: la crisi economica, la guerra, e pace. Ma anche ricordare con malinconia e tristezza un amico che non c'è più, e quindi la speranza nell’amore e all’ottimismo.

AMANOLIBERA sono: Gianluca Boldoni – Voce e chitarra acustica, Andrea Litamè – Chitarra solista, Matteo Stramesi – Basso, e Luigi Fusilli – Batteria.


Nel web: http://amanoliberaband.wixsite.com/musica

 

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"ASSURDO" è il nuovo singolo dei BPF, vincitori della XXVII edizione di Rock Targato Italia

I BLUE PARROT FISHES presentano:

ASSURDO

Nuovo singolo da “TOTANI SU TOTEM”

In radio dal 26 maggio

I BLUE PARROT FISHES presentano “ASSURDO”, tratto dal loro album “TOTANI SU TOTEM”, in rotazione radiofonica dal 26 maggio.

Il mondo che ci ospita è un luogo molto spesso assurdo ma quello colorato e folle dei BLUE PARROT FISHES lo è molto di più! Dalle sonorità rock a tratti irriverenti, “ASSURDO” è un brano dedicato a tutti coloro che in questo mondo non vedono nulla di normale. In una realtà senza logica, in cui regnano la claustrofobia e l’ossessione, la soluzione migliore sembra essere quella proposta dai BPF:

"Puoi combattere l'assurdo solamente con il più assurdo".

I BLUE PARROT FISHES (BPF) nascono nell'estate 2014 per puro divertimento. Il loro genere spazia dal rock al blues, dall'elettronica fino ad arrivare alla musica classica. Si caratterizzano soprattutto per un forte impatto live, che stravolge e trascina lo spettatore in un mondo surreale. Capaci di uscire dagli schemi e di ridere della poetica dei testi tradizionali, i BPF fanno dell’alterazione vocale il loro segno di riconoscimento, trasformandola in un contorno piacevole dalla musicalità molto spinta. Nel 2015 i BLUE PARROT FISHES hanno vinto la XXVII edizione di Rock Targato Italia.

Dopo aver raccolto riscontri molto positivi dal pubblico, i BPF iniziano le registrazioni del loro primo album “Totani su Totem” di cui “ASSURDO” è il singolo estratto.

Sui social: https://www.facebook.com/blueparrotfishes/

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EVOLUZIONE DI UN PROGETTO DI COSTRUZIONE

EVOLUZIONE DI UN PROGETTO DI COSTRUZIONE
EVOLUTION OF A CONSTRUCTION PROJECT

Pier Giorgio De Pinto

Spazio 5B
Collezione Luca Berla, Bellinzona, Ticino.

29 aprile – 1 luglio 2017

La geometria che uso ampiamente nel mio lavoro trova le sue radici nello studio della natura, così come i principi matematici che la compongono. Molte forme osservate in natura possono essere correlate alla geometria; ad esempio le api EVOLUZIONE DI UN PROGETTO DI COSTRUZIONE costruiscono in forma esagonale le cellule che contengono il loro miele. Nel mio lavoro c'è soprattutto uno studio sulla geometria tradizionale "sacra" che si riferisce ai cinque solidi platonici e allo studio della “Divina Proportione” tanto cara al matematico Luca Pacioli e a Leonardo da Vinci. I cinque solidi platonici sono da sempre correlati in questo ordine: il cubo alla terra, il tetraedro al fuoco, l’ottaedro all’aria, l’icosaedro all'acqua, e il dodecaedro all'universo o "prana/etere".

Platone scrisse che, "La terra vista dall'alto, assomiglia ad una palla contenuta in dodici pezzi di pelle cuciti tra di loro”, con questa osservazione si iniziò a considerare il dodecaedro come simbolo di Gaia, il pianeta vivente “Terra”. Trovo interessante questa connessione tra scienza/ambiente/natura e filosofia che ha generato uno dei miei più importanti progetti chiamato “Future is now”; progetto ancora in evoluzione che, con la mostra presso lo Spazio 5B, si arricchisce di tutta una serie di nuovi lavori presentati al pubblico per la prima volta.

Con “Future is now”, sono partito dallo studi sulle migliaia di diverse sfaccettature del corpo, focalizzandomi su un tema antico quanto l'uomo stesso, tema che è nato con l'uomo come espressione ma anche limite della sua identità storica (la Terra è piatta o sferica? Siamo soli nell’Universo? C’è un ordine superiore che ci guida e che ci ha creati? etc…). Un Genius Loci (spirito del luogo), inteso come confronto territoriale per una definizione geografica/geometrica, partendo dal corpo come territorio in termini di proporzioni "divine". Questo aspetto parte quindi dal corpo ma include un viaggio verso il nostro ambiente, si espande in una visione verso il nostro intero pianeta, il cui percorso può essere tracciato a partire dalla superficie del corpo, sviluppandolo, successivamente, in termini di caratteristiche esoteriche contemporanee, e il loro rapporto con le forme archetipiche del passato.

Con le mie ricerche invito l'uomo a guardare verso la Natura come situazione primordiale ma coniugando questa visione all’uso della tecnologia. Realizzo progetti sul rapporto speciale tra Terra, Scienze, Spiritualità, Geometria e Geografia, attraversando diverse discipline artistiche. Ogni opera è solitamente costituita da un'installazione trans mediale; ovvero con l’uso di video, immagini digitali, installazioni interattive, performance, teatro sperimentale, danza contemporanea. Per fare questo beneficio dello sviluppo di molti software per la creazione di oggetti 3D e animazioni computerizzate, per la Realtà aumentata, la Realtà Virtuale, i codici QR e altre tecnologie. La tecnologia in se stessa se raccontata tale e quale finisce per annoiare e lo stupore che crea è momentaneo ed esauribile nel giro di pochi secondi. Per questo motivo sviluppo i miei temi sempre coniugando tradizione e tecnologia quindi da un punto di vista storico e al contempo analitico; il risultato è un’analisi in bilico tra pragmatismo e visione, razionalità ed emozione. Suscito nel fruitore delle mie opere una reazione di pensiero e di azione e non solo un approccio passivo.

Gran parte del mio lavoro si basa su foto o video la cui fruizione “digitale” rimuove il senso di profondità di campo, per questo aggiungo loro una nuova dimensione tridimensionale grazie alla manipolazione digitale. I risultati non sono solo parte di una percezione, ma anche una documentazione delle informazioni che raccolgo sul nostro ambiente circostante. La fotografia e il video, non sono quindi parte di una percezione ma parte integrante delle informazioni. In questo contesto, trasformo le strutture architettoniche dell'ambiente umano, costituito da fattori fisici, in un mondo interattivo, non semplicemente virtuale, che ci permette di giocare con la prospettiva di cosa è oggi “essere umano” e “natura”. Non amo molto il concetto di virtuale come contrapposizione al reale. Diciamo piuttosto che il mio lavoro genera (e vive) una seconda Natura. “Die zweite Natur” è tra l’altro il titolo della mostra a cui ho partecipato poco tempo fa presso la Hek Haus der elektronischen Künste di Basilea.

Vivo nell’incantato Ticino. Incantato nel senso specifico di pieno di meraviglie e di magiche energie. Mi sono trasferito in Svizzera nel 2010 per vivere esattamente dove sentivo questa particolare energia del territorio. In Ticino vi è, sicuramente, un Genius Loci speciale ed espanso. Un esempio per tutti il Monte Verità, dove chiunque può scoprire luoghi che emettono alte energie, come sorgenti benefiche, rocce magiche, alberi e boschi sacri, colline e punti panoramici, valli e antichi luoghi di culto.

Attraverso il mio lavoro desidero dare, a chi lo osserva o lo porta a sé, la possibilità di sperimentare la storia e l'atmosfera magica dei luoghi da me visitati in vari territori del mondo. Faccio questo attraverso ricerche sulla mitologia, sui racconti popolari, sulle architetture di paesaggi, ambienti urbanizzati, luoghi di culto e luoghi sacri. Durante i miei soggiorni conduco ricerche su come agisce la Natura sull’uomo, quale agente di trasformazione e di ciclicità costante.

Lavoro su quei concetti di tempo e di spazio che ormai non sono necessariamente riconducibili ad un reale andare 'da qualche parte' o ad un comunicare con 'qualcuno'.

Il mondo virtuale in cui le persone si connettono tra loro, tramite processori digitali attraverso l’uso quotidiano del ‘social networking’, ha creato infatti un vuoto, un altro tempo e spazio, una distanza dalla realtà "tangibile”. Per assurdo siamo circondati da schermi tattili ma non tocchiamo direttamente più nessuno e nulla.

La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.

Galileo Galilei (1564 –1642), dal trattato “Il Saggiatore”, 1623.

 

  1. depinto.it
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Progetto Future is now
http://goo.gl/7U7gVQ

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CAPAREZZA - NUOVO TOUR DA NOVEMBRE

CAPAREZZA

 

NUOVO TOUR DA NOVEMBRE

NUOVO ALBUM IN USCITA IL 15 SETTEMBRE

A tre anni di distanza da “Museica”, Caparezza torna con un nuovo album il 15 settembre e un nuovo tour nei palazzetti che partirà a novembre di quest’anno.

 

Di seguito le dieci date confermate del 2017:

 

17.11 ANCONA, PalaPrometeo Estra

18.11 BARI, PalaFlorio

24.11 FIRENZE, Mandela Forum

25.11 BOLOGNA, Unipol Arena

28.11 NAPOLI, Palapartenope

29.11 ROMA, Palalottomatica

01.12 MONTICHIARI (BS), PalaGeorge

02.12 PADOVA, Kioene Arena

06.12 MILANO, Mediolanum Forum

07.12 TORINO, Pala Alpitour

 

Prezzo del biglietto in prevendita: a partire da €25,00+d.p.

Biglietti in vendita su ticketone.it a partire dalle ore 10.00 di venerdì 12 maggio.

 

  1. vertigo.co.it
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OSAKA FLU - di Luca Amaducci

OSAKA FLU

Gli Osaka Flu debuttano ad Arezzo nel 2010 quando i fratelli Daniele (voce e chitarra) e Francesco (basso) conoscono Michele (batteria),la comune passione per la musica li spinge a comporre e suonare insieme.

Nel 2014 esce il primo disco,"Look out Kid", ed il 7 febbraio viene presentato il primo singolo "I Don’t Care If It’s Right Or Wrong".

Il secondo video "Sixteen Tons" (cover di Merle Travis) girato nel carcere di Arezzo, con la partecipazione di Giorgio Canali come attore, viene scelto da Repubblica come video in anteprima.

Da li in poi, grazie al successo di critica e pubblico iniziano un’intensa attività live che si traduce in un centinaio di date in giro per tutta la penisola.

Il 10 novembre 2016 tornano con "KM183",secondo lavoro in studio (questa volta interamente cantato in italiano) anticipato dal singolo "Apocalhipster" al quale fa seguito "Propaganda", brani accolti con entusiasmo dalle emittenti radiofoniche.

Ma il brano che porta al gruppo una vera botta d'energia è il nuovo singolo "La Sindrome Del Giovane Holden", un brano più pop-rock, dal quale viene estratto il nuovo video del gruppo.

Ed ora veniamo alla recensione del disco: "KM183"

Il disco è composto da 10 pezzi, il titolo "KM183" viene da un tour in Sicilia dove la band era rimasta per 3 giorni a Cosenza perché il furgone si era fermato al km 183, con la canzone “La sindrome del giovane Holden” (che parla del uomo moderno, un Peter Pan insicuro, ribelle e in fuga dalle responsabilità della vita ma sempre in cerca di comprensione e affetto) a fare da traino al disco, con un ritmo ben calibrato e l'esplosione nel ritornello corale che farà saltare la gente ai concerti.

Poi si svaria fra pezzi sul Punk tipo "Apocalhipster" (l'ipocrisia di chi si sente anticonformista e alternativo solo per sembrare interessante, ma senza mai rinunciare ai piaceri di un ceto più alto) con la batteria che regna, arrivando ad un ritornello accelerato e "L'Estate del 96" (Le ansie e i timori di un uomo comune, troppo cresciuto per vivere con la spensieratezza dei vent’anni, passati come gli anni ’90. Il rimpianto di quella leggerezza e la costante di un futuro incerto) con la bellissima voce che si muove bene in un ritmo calzante di chitarra.

Si Passa poi a "Camden" (la lettera di un trentenne italiano come tanti, che lascia il proprio Paese e la ragazza amata per cercare nuove possibilità all’estero, salvo poi scoprire che tutto è molto più difficile di quanto immaginato) con il giro di basso ispirato sicuramente a "Bisogna Far Qualcosa" di Celentano, ma con un ritornello che si amplifica ed il basso protagonista.

Nella bellissima "Ma non è colpa del maltempo" (La morsa nella quale vive il giovane uomo moderno ai tempi della crisi) sono protagonisti l'assolo di chitarra e la voce che si uniscono bene al resto degli strumenti e rendono credibile il pezzo.

Ecco poi "Propaganda" (la propaganda disumanizzante che impera nel nostro sistema capitalista. La globalizzazione che divora l’umanità) un pezzo Punk molto Green Day ma con un ritornello più sul Folk.

Arriviamo a due pezzi  "Mentre ero in viaggio" e "Casa, lavoro e minivan" (due canzoni con un filo logico, la crudeltà della società) mente nel primo pezzo voce e basso dominano rendendo il tutto piacevole, sul secondo pezzo si va sulla bellezza dell'insieme dove tutto funziona perfettamente.

In "Cappello firmato vintage a righe blu" (si gioca di sarcasmo sulla storia di una modaiola di città) si gioca con un brano ben fatto,con la voce che gioca sulle note del ritornello (in stile Tre Allegri Ragazzi Morti), pezzo molto divertente.

In "Molly" (Storia di una puttana degli uomini che contano, inerme e incapace di ribellarsi. Molly è tutti noi) troviamo una bella ballata rock ben costruita, con la chitarra che la fa da padrone che chiude un gran bel disco(che bella questa parola! come vinile, musicassetta, cd).

 

In conclusione "KM183" è un album veramente ben fatto e che, se si ascolta  bene,si capisce che la band ci sa fare non solo nel Punk, ma anche in altri generi musicali(che sicuramente troveremo nel prossimo lavoro).

Logicamente devono smussare qualche difettino vista la giovane età,ma sono veramente bravi.

http://www.osakaflu.com/

https://www.facebook.com/TheOsakaFlu/

https://www.youtube.com/watch?v=gexmw17yoy4    canzone  La sindrome del giovane Holden

Etichetta:  Soffici Dischi

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i Ritmo Tribale live a Erba (CO)

“Ma le cose che ho dentro non cambiano mai” - i Ritmo Tribale live a Erba (CO)

Era il 1999 e il sottoscritto frequentava l'ultimo anno di ragioneria passando i pomeriggi a perdersi fra i dischi di quello che a quei tempi si chiamava rock alternativo italiano. Era l'anno di album storici come “Nordest cowboys” degli Estra, “Club Privè” dei Massimo Volume, “Reset” dei Negrita, “1999” dei Timoria, “Ho ucciso paranoia” dei Marlene Kuntz, “Non è per sempre” degli Afterhours, il secondo eponimo degli Elettrojoyce, “Armstrong” degli Scisma, “Nido” di Cristina Donà e ovviamente “Bahamas” dei Ritmo Tribale: il tentativo della band milanese di ripartire dopo l'abbandono del carismatico Edda. Era un periodo pieno di grandi sogni, di sacra ingenuità e di pensieri vorticosi in eterno movimento. Era anche il culmine di un movimento musicale fatto di menti pensanti, poesia viscerale e suoni sporchi che stava lasciando delle tracce importanti nelle anime inquiete della nostra generazione e che forse, in quel momento, sembrava davvero lì lì per esplodere definitivamente anche a un livello ancora più ampio.

Diciotto anni dopo, a Erba (CO), c'è un Centrale Rock Pub pieno come un uovo ad accogliere l'estemporaneo e inaspettato ritorno sul palco dei Ritmo Tribale dopo un lunghissimo silenzio, e basta un velocissimo colpo d'occhio per rendersi conto che, come è naturale che sia, il pubblico è composto interamente da noi reduci degli anni d'oro del rock italiano.

L'inizio del concerto è tiepido, penalizzato da qualche problema tecnico di troppo e dalla scelta di riproporre integralmente proprio “Bahamas” che, anche a distanza di diciotto anni, pur contenendo delle buone canzoni, resta l'episodio meno amato del percorso della band. Dopo una brevissima pausa però tutto cambia: il gruppo rompe ogni indugio e inizia a snocciolare uno dopo l'altro i più grandi classici del proprio repertorio, suonati col piglio degli anni migliori e accolti da una platea che si scorda l'età, la famiglia, il lavoro e tutto quanto per ributtarsi a capofitto nella propria adolescenza. Brani come “Oceano”, “Base luna”, “Amara”, “Sogna”, “L'assoluto”, “La mia religione” o “Universo” risuonano dirompenti come se fossero stati scritti ieri e la band si mostra in forma smagliante, facendo capire che l'anima e il talento non invecchiano e che il feeling fra i membri del gruppo è rimasto assolutamente inalterato così come quello fra loro e il pubblico che non risparmia cori, urla e sudore. Non è una rievocazione di tempi passati: è un vero e proprio cortocircuito temporale che riporta tutti quanti indietro di una ventina d'anni, tanto che, prima di salutare tutti, i Ritmo Tribale si concedono di scavare ancora più a fondo nelle proprie radici chiudendo il set principale con “Bocca chiusa” e ritornando poi sul palco per una “Uomini” affidata ai soli Rioda e Scaglia e una corale “Circondato”.

Quando le luci del palco si spengono siamo di nuovo nel 2017 ed è difficile non fermarsi un attimo a pensare a quante cose sono cambiate in tutti questi anni, a quanti sogni abbiamo perso per strada e a come il mondo intero sembri essersi capovolto stravolgendo valori e significati. Ma in fondo, a riaccompagnarci verso la vita di sempre, c'è anche la ritrovata consapevolezza agrodolce che, nonostante tutto, forse avevano ragione loro: “le cose che ho dentro non cambiano mai”.

 

Roberto Bonfanti

  1. robertobonfanti.com

 

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Dopo il successo di “ATTACCHI DI NORMALITÁ”, i FLAT BIT sono pronti per un nuovo tour

Dopo il successo

di “ATTACCHI DI NORMALITÁ”,

i FLAT BIT

sono pronti per un nuovo tour

 

Dopo il successo ottenuto con il loro ultimo singolo “Attacchi di Normalità”, i Flat Bit ora sono pronti per portare la loro musica in tour. Le date programmate sono quattro, e se ne aggiungeranno altre.

Si parte il 30 aprile al Greenwich Pub di Padova, dove i Flat Bit si esibiranno in qualità di ospiti speciali durante la serata per le selezioni Veneto – Friuli Venezia Giulia di Rock Targato Italia.

Il 27 Maggio i ragazzi saranno al Mondolfo diVino di Mondolfo (PU) e subito a seguire, il 28 Maggio, si esibiranno al Kokogena di Osimo (AN). Per concludere, il 27 Giugno i Flat Bit saliranno sul palco del Collins Festival di Ferrara.

I Flat Bit, sono una vera rivelazione tra le band emergenti. Coinvolgenti sul palco, si confermano in studio per capacità espressiva, (energiche sonorità elettroniche di matrice pop), raccontando tic e nevrosi sociali con occhio spesso ironico e malizioso.
Divertenti ma attenti ai particolari con rara sensibilità. 

Il brano “Attacchi di Normalità”, attualmente in rotazione su oltre 60 radio, è l’ultimo successo della band. Il singolo, diventato anche un video, racconta di come nella vita di tutti i giorni, la normalità si manifesti all'improvviso. Si può fare di tutto per cercare di sentirsi speciali ma lei si presenta sempre, puntuale. Il testo diventa così una denuncia della smania odierna di voler sempre essere superiori agli altri, che porta le persone, inevitabilmente, a godere anche dei fallimenti altrui pur di sentirsi meglio.

Il singolo “Attacchi di Normalità” è pubblicato dall’etichetta discografica Alka Record Label.

I Flat Bit, da Pesaro debuttano nel 2010, dall’unione di cinque ragazzi che, seguendo il loro diverso background, decidono di creare un gruppo dalle insolite sonorità che spaziano dal pop al punk-rock. Successivamente, le influenze provenienti dalla musica elettronica fanno il loro ingresso nelle composizione del gruppo. Assecondando questo meltin-pot di sonorità, i Flat Bit hanno pubblicato due album, ottenendo ottimi riscontri nella stampa specializzata e durante i loro numerosi live in Italia e all’estero.

Il loro primo lavoro è “Scala di grigi” del 2013, ma il vero successo arriva con l’EP “Imperfette Condizioni”, in cui il video del singolo “2000 mode” totalizza 65.000 visualizzazioni su Facebook.

Nel web: https://www.facebook.com/Flat.Bit/

Label: https://www.alkarecordlabel.com/ - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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