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Fondazione Mudima: inaugurazione della mostra dell'artista Katsuro Kimura mercoledì 11 luglio alle ore 18:30

La Fondazione Mudima è lieta di presentare i lavori più recenti dell’artista giapponese Katsuro Kimura, molti dei quali realizzati appositamente per gli spazi della fondazione.

La mostra comprende lavori su carta tradizionale giapponese e lavori su pannelli di legno o lavor'acqua come li definisce lo stesso artista.

Lavor'acqua è una parola coniata per rappresentare la fusione tra il potere dell'acqua e le fluttuazioni del corpo.

Le carte Washi sono carte fatte a mano, prodotte con fibre vegetali, come da  tradizione giapponese. L'artista interviene su di esse con polvere di grafite e bastoncini d'incenso. Il suo tratto è spontaneo e raffinato, gli sfumati si trasformano in materia pittorica.

Sui pannelli di legno invece l'artista ha voluto recuperare l'antica tecnica dell'affresco, sovrapponendo strati di materiale. Nella parte finale del processo lavorativo, l'artista applica della cera d'api alla superficie, ottenendo così più trasparenza.  In questo modo la sua pittura è organicamente viva e trattiene le tracce e le vibrazioni di una natura cangiante.

Come scrive lo stesso artista “La natura parla sempre attraverso i suoi innumerevoli cambiamenti ed evoluzioni. Rampante, continuerà a sfidare gli esseri umani con la sua forza. Pensandoci, come un flusso silenzioso, ogni giorno ci fa provare contemporaneamente i sussulti del cuore o la calma della mente. Inutile dire che la convivenza empatica con ciascuna delle quattro stagioni mi ha regalato molti benefici. Mi sono fermato di fronte a questa grandiosa percezione del movimento spazio-temporale. Ho ascoltato, toccato e, come in un gioco silenzioso, il cuore ha iniziato a vibrare permettendomi di incontrare un'energia misteriosa che mi fa sentire l'armonia tra gioia e dolore. Senza dubbio il segno lasciato da quella sensazione è fonte della mia ispirazione. La situazione che si crea in quel "luogo", portatrice del sistema di "inevitabilità del tutto'', è più bella di qualsiasi artefatto che l'uomo possa produrre. Sull'opera stessa ripeto l'atto di porre (o sovrapporre) gli elementi plastici secondo il cambiamento di sostanza che si verifica nella fluttuazione dello spazio-tempo. Tentando di unificare la sensazione fisica conscia con quella inconscia, affidandomi al gioco delle forme che intercorre tra il breve spazio dell'apparire e scomparire, elaboro autonomamente la mia espressione pittorica. Recentemente, in questa sperimentazione, prendo a motivo il linguaggio (calligrafia). In particolare attraverso la stratificazione di antichi caratteri hiragana (uno degli alfabeti usati in Giappone), esploro quel “luogo".

 

 

Biografia

1941 Nato a Tsuyama, nella prefettura di Okayama

1967 Università Nazionale delle Arti di Tokyo, Laureato presso il Dipartimento di Pittura, con specializzazione in Dipinto ad olio (Premio Akata per i risultati di acquisto delle opere)

1969 Conseguimento master dell’Università Nazionale delle Arti di Tokyo, trasferimento in Italia presso l'Accademia di Belle Arti di Brera

1975 Rientro in Giappone

Attualmente:

Visiting Professor presso Kyoto University of Art and Design

Docente part-time presso Tohoku University of Art and Design

Docente part-time presso Kanazawa College of Art

 

La mostra resta aperta fino al 24 luglio 2018

Orari: dal lunedì al venerdì 11-13 e 15-19

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Merovingi, Odette Di Maio e Motta. Le recensioni di Roberto Bonfanti

Tre album per luglio 2018: MerovingiOdette Di Maio e Motta.
articolo di Roberto Bonfanti

Merovingi sono stati un’autentica rivelazione durante una serata di selezione di Rock Targato Italia di un paio di anni fa. Una proposta inquieta e profonda d’altissima classe, capace di innestare in modo incisivo il suono del sax all’interno di una formazione tipicamente rock d’autore e soprattutto di dare vita a una scrittura elegante, cupa e inquieta ricca di riferimenti alti che spaziano, in modo per nulla autocompiaciuto, dalla spiritualità alla filosofia. “Siamo silenzio”, ep con cui i Merovingi tornano a farsi sentire a tre anni di distanza dall’esordio, non fa che confermare quanto di buono il gruppo aveva già dimostrato in passato, mettendo insieme tre inediti ricchi di fascino e chiudendo il cerchio con una cover de “Il fiore” di Juri Camisasca che sembra cucirsi perfettamente sulla pelle della band.

A quasi vent’anni dallo scioglimento dei Soon e dopo una serie lunghissima serie di collaborazioni e progetti (fra cui quello, a nome Miss O, in duo con il belga Jan De Bock), Odette Di Maio pubblica per la prima volta un lavoro discografico interamente a proprio nome. S’intitola “Infinity pool” ed è un concentrato intimo di canzoni minimali dall’atmosfera crepuscolare a cavallo fra pop e folk americano. Sei brani, di cui cinque inediti e una cover di “Circle” di Edie Brickell, in cui la fascinazione della cantautrice nei confronti del lato migliore della musica americana emerge nel modo più delicato possibile, fra arrangiamenti spogliati di qualunque orpello e atmosfere ombrose volte a valorizzare le melodie pulite e le interpretazioni fortemente confidenziali ed emotive della voce di Odette.

Fra i nomi più in voga nel cosiddetto panorama indie del 2018, Motta sembra uno dei pochissimi capaci di staccarsi dalla massa. L’artista toscano, con “Vivere o morire”, conferma di avere la dote di sapersi raccontare in modo personale attraverso canzoni apparentemente sgraziate basate su loop ipnotici, suoni scarni e melodie incerte che riescono a intrigare proprio per quel senso di precarietà che sembra rispecchiare perfettamente il mondo dell’autore e l’immaginario che permea la sua scrittura. Un disco particolare che punta completamente i riflettori sulla personalità dell’autore con il suo fascino da rocker dismesso, la sua spontaneità e il suo sguardo incantato sul mondo che lo circonda.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

www.rocktargatoitalia.eu

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ARTE FORTE | Aspettando il momento con Denis Riva

ARTE FORTE | Aspettando il momento
Cellar Contemporary presenta Denis Riva
Forte Larino, Sella Giudicarie (TN)

Opening  7 luglio 2018 | 18:00


Cellar Contemporary partecipa alla mostra diffusa in dieci Forti austro-ungarici del Trentino ARTE FORTE | Aspettando il momento a Forte Larino (Sella Giudicarie) con un progetto site-specific di Denis Riva, artista italiano "proveniente dal Ganzamonio".

Nei suggestivi spazi del forte l'artista si concentra sul rapporto tra il tempo dell'uomo e il tempo della natura, raccogliendo le suggestioni date dalla curatrice di ARTE FORTE Mariella Rossi, in un percorso espositivo articolato attraverso opere realizzate appositamente e altre recenti.
La mostra proseguirà fino al 23 settembre 2018.

Vi ricordiamo che l'inaugurazione si terrà a Forte Larino sabato 7 luglio alle ore 18:00.

ARTE FORTE è un format ideato due anni fa da Giordano Raffaelli, che permette all'arte con il suo linguaggio universale di entrare in luoghi un tempo destinati alla guerra, aprendo gli occhi del pubblico su nuove visioni.

 

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La scrittrice siriana Dima Wannous in Italia ospite de "La Milanesiana"

La giovane scrittrice siriana Dima Wannous in Italia

ospite de LA MILANESIANA 2018

Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia Teatro e Diritto 

Ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi.

I diritti del suo romanzo Quelli che hanno paura, pubblicato in Italia da Baldini+Castoldi, sono stati acquisiti dai più importanti editori europei (tra cui Gallimard, Signatuur, Blessing Verlag, Harvill -Penguin Random House).

"Quelli che hanno paura è un romanzo atroce e bellissimo, che ci fa entrare nella Siria devastata dalla guerra, fra le rovine che ha lasciato nell'anima di chi è rimasto e di chi è fuggito."

Caterina Bonvicini

Robinson - La Repubblica

 

A proposito del romanzo:

Dima Wannous

Quelli che hanno paura 

Damasco. Suleyma e Nessim si incontrano nella sala d’aspetto dello psicologo Camille, e si innamorano. Quando nel 2011 le loro strade si dividono, Suleyma rimane a Damasco con la madre, in attesa di avere notizie del fratello, Fu’ad, fatto sparire dal regime. Nessim, medico e scrittore, emigra, insieme al padre paralizzato e demente, in Germania: madre e sorella sono morte sotto i bombardamenti di Homs. Separati dalla polvere della violenza e dal rumore del mondo, Suleyma e Nessim continuano a sentirsi, legati dal proverbiale filo di un telefono. Suleyma riceve le bozze del nuovo romanzo di Nessim e un dato è assolutamente trasparente: la sua protagonista le somiglia in maniera impressionante – ha trent’anni, è stata o forse è ancora paziente di Camille e, soprattutto, è dominata da una forma di paura strisciante, che la induce a trasferirsi a Beirut. Suleyma, che ha le chiavi dell’appartamento di Nessim, fa alcune sconcertanti scoperte. Prima trova il necrologio che il compagno aveva scritto per lei e altri suoi cari, anche se erano ancora tutti vivi; poi trova le fotografie di altre donne. Come può continuare ad amare Nessim? Non lo ha forse solo idealizzato? Suleyma va più in là e riesce a identificare, complice la segretaria di Camille, la possibile protagonista del manoscritto: si chiama Salma e vive a Beirut. Decide di andare a trovarla quasi fosse un incontro con se stessa: e infatti, all’appuntamento, ritrova in lei la sua stessa ansia, la sua stessa paura. A quel punto potrebbe fuggire, e invece decide di tornare a Damasco dalla madre. Si riconsegna, così, consapevolmente, alla paura che è anche la paura di tutta la sua generazione e, di fatto, le appartiene e la tiene viva.


BIOGRAFIA
Dima Wannous, scrittrice siriana, è nata nel 1982. Ha studiato letteratura francese e traduzione presso l’Università di Damasco e alla Sorbona. Scrive per il «Washington Post» e in arabo per «Al Safir» e «Al Hayat». Ha curato le pagine culturali della rivista online «Modon» tra il 2012 e il 2014. In Germania ha pubblicato Dunkle Wolken über Damaskus (Nubi nere su Damasco).

 Il programma dell'incontro

Domenica 8 luglio 2018

CINEMA MEXICO

Via Savona 57, Milano 

UN RACCONTO E OMAGGIO A THEO ANGELOPOULOS / 2 – ore 21

Dima Wannous, Petros Markaris, Andrée Ruth Shammah, Gianpaolo Donzelli, Theo Volpatti, enrico ghezzi, Giulio

Sangiorgio, Phoebe Oikonomopoulou Angelopoulos

 Prologo letterario

Dima Wannous

 

Letture

Petros Markaris

Andrée Ruth Shammah

Gianpaolo Donzelli

 

Contributo cinefotografico Ai Margini (2018, 5’)

Theo Volpatti

 

Intervengono

enrico ghezzi

Giulio Sangiorgio

Phoebe Oikonomopoulou Angelopoulos

 

A seguire proiezione

L’eternità e un giorno (1998, 137’) di Theo Angelopoulos

 

Serata a ingresso libero fino a esaurimento posti. 

 

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Finali Nazionali ROCK TARGATO ITALIA 30a Edizione

Milano 24, 25, 26 settembre 2018
LEGEND CLUB

(Viale Enrico Fermi 98 - angolo via Sbarbaro. Milano)

PROGRAMMA DELLE TRE SERATE E PREMI

Gli artisti in gara sono il risultato delle selezioni nazionali svolte in diversi rock club della penisola. Rappresentano differenti generi musicali e hanno l’obbligo di eseguire brani originali (no cover). una peculiarità del concorso, Rock Targato Italia per promuovere autenticamente la nuova scena musicale

Sono 17 band in gara, alle quali si aggiungono degli ospiti, che si contenderanno diversi premi. I criteri di selezione sono: la qualità, la ricerca, lo stile e l’innovazione. La giuria di qualità è composta da operatori del settore.

Il primo premio assoluto è una campagna promozionale della durata di 5 mesi, grazie alla collaborazione con l’Ufficio Stampa Divi In Azione di Milano.

Gran Premio Rock Targato Italia

Il premio in palio, consiste in una importante promozione a livello nazionale del progetto discografico e la partecipazione alla compilation di Rock Targato Italia che sarà pubblicata per il periodo natalizio

Premio Stefano Ronzani

Il premio speciale è dedicato al giornalista tra i più geniali della scena italiana. Curioso, preparato ed attento osservatore delle tendenze musicali, Stefano Ronzani (collaboratore di Tutto Musica e Mucchio Selvaggio), è stato tra i fondatori di Rock Targato Italia e per 10 anni direttore artistico della manifestazione. Il premio viene dato all’artista con la proposta più ricercata e sperimentale.

Premio Speciale CITTA DI MILANO

Premio Città Di Milano viene assegnato all’artista segnalato dal pubblico in sala, con la possibilità di pubblicare un proprio brano inedito, nella compilation di Rock Targato Italia.

Premio Compilation Rock Targato Italia

Compilation Rock Targato Italia: parteciperanno i primi otto classificati e sarà pubblicata per natale 2018. La compilation sarà promossa dall'etichetta Terzo Millennio a livello nazionale, attraverso stampa, tv e radio, social nuovi media.

Programma

24 settembre

25 settembre

26 settembre


Tutti i partecipanti eseguono brani originali (no cover). Per gli artisti tempo massimo a disposizione è di 20' per n. 4 brani. 

GIURIA

La giuria, sarà composta da operatori di diversi ambiti artistici.

SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER PARTECIPARE ALLA NUOVA EDIZIONE

 

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NOT Summer Tour ‘018

29 giugno Nuovo Birrificio Nicese (Nizza Monferrato, AT)

19 luglio – Asylum Bees – Trò (Collegno, TO)

21 luglio – Sottosopra (Chieri, TO)

22 agosto – La Nave Dei Folli (Chieri, TO)

24 agosto – Stranamore (Pinerolo, TO)

 

Prosegue il tour dei NOT che saranno impegnati in diverse date estive.

Il prossimo appuntamento sarà il 29 giugno alle ore 21.30 presso il Nuovo Birrificio Niecese a Nizza Monferrato (Strada Bossola 29, AT).

A seguire, il 19 luglio la band si esibirà all’Asylum Bess-Trò di Collegno alle ore 21.30 (Via Torino 9/6, TO).

La terza data si terrà il 21 luglio al Sottosopra di Chieri (via San Giorgio, 1, TO). L’appuntamento è alle ore 20.

Il 22 agosto la band si esibirà alla Nave Dei Folli a Chieri alle ore 21.30 (Strada della Rezza, 87, TO).

Il tour terminerà il 24 agosto a Pinerolo presso il centro culturale Stranamore alle ore 21.30 (Via Ettore Bignone, 89).

Durante il tour i NOT eseguiranno alcuni brani presenti all’interno del loro ultimo album “Sogni e Bisogni” disponibile in tutti i Webstore e negozi fisici dallo scorso 18 maggio.

L’ultimo disco della band è una raccolta di 13 canzoni dagli arrangiamenti musicali intriganti, raffinati, dal sapore universale e ricco di tematiche quotidiane non banali. Alla base c’è una forte necessità di comunicare, di parlare e di urlare un disagio, legato soprattutto alla generazione dei trentenni dal punto di vista umano, sociale e sentimentale.

 

NOT

l NOT, acronimo di Note Oltre Tempo, sono una band di Torino composta da Fabrizio Arini (voce e chitarra), Davide Berneccoli (batteria), Giorgio Ruggirello (basso) e Dario Marengo (chitarra).

Il gruppo debutta nel 2014 con i brani “I Miei Guai” e “Mi Giri Intorno”, realizzati in collaborazione con il produttore Luca Vicio Vicini, bassista dei Subsonica.

Successivamente produce l’EP “Il Primo Passo” registrato presso il CSP Studio di Rivoli (TO), album d’esordio autoprodotto e pubblicato nel 2016, seguito dai singoli “Vivere in Semplicità” e “Che gioia”.

Durante la registrazione del nuovo album presso il CSP Studio di Collegno (TO), la band ha collaborato con il chitarrista Enrico Morrone.

NOT è un contenitore, all’interno del quale risiedono le persone e le idee che danno vita a questo progetto dal colore indefinito, cangiante. Così, note e parole vengono trasportate in suoni ed ambientazioni sempre diverse. Oltre Tempo. Senza convenzioni. Senza bisogno di classificare un genere, uno stile.

È “solo” musica, basta lasciarsi andare.

 

NEL WEB:

Official site: http://www.noteoltretempo.it

Facebook: https://www.facebook.com/noteoltretempo/

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCJt_Zk8LAHCgqqOLeIZG7cg

Instagram: https://www.instagram.com/noteoltretempo/

 

 

Ufficio Stampa DIVI IN AZIONE

Via Andrea Palladio 16 – 20135 Milano

Tel. 02 58310655 – 3925970778

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

divinazionemilano.it

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i NOT in concerto il 21 Giugno all'Incanto Summer Festival 2018 di Ivrea

NOT

in concerto

21 Giugno, ore 21.00

Incanto Summer Festival 2018

Piazza Ottinetti, Ivrea

 

I NOT si esibiranno all’Incanto Summer Festival di Ivrea in una serata davvero speciale.

La band torinese aprirà il concerto dei Faber Per Sempre, tributo a Fabrizio De André, con la partecipazione di Mauro Pagani, Vittorio De Scalzi, Pier Michelatti e altri componenti storici della band di Fabrizio De André.

I NOT presenteranno alcuni brani del loro nuovo album Sogni e Bisogni, una raccolta di canzoni dagli arrangiamenti musicali intriganti, raffinati, dal sapore universale e ricco di tematiche quotidiane non banali.

L’appuntamento è previsto per il 21 giugno alle ore 20.00 in Piazza Ottinetti, Ivrea. Il costo di ingresso è di €10.

 

NOT

l NOT, acronimo di Note Oltre Tempo, sono una band di Torino composta da Fabrizio Arini (voce e chitarra), Davide Berneccoli (batteria), Giorgio Ruggirello (basso) e Dario Marengo (chitarra).

Il gruppo debutta nel 2014 con i brani “I Miei Guai” e “Mi Giri Intorno”, realizzati in collaborazione con il produttore Luca Vicio Vicini, bassista dei Subsonica.

Successivamente produce l’EP “Il Primo Passo” registrato presso il CSP Studio di Rivoli (TO), album d’esordio autoprodotto e pubblicato nel 2016, seguito dai singoli “Vivere in Semplicità” e “Che gioia”.

Durante la registrazione del nuovo album presso il CSP Studio di Collegno (TO), la band ha collaborato con il chitarrista Enrico Morrone.

NOT è un contenitore, all’interno del quale risiedono le persone e le idee che danno vita a questo progetto dal colore indefinito, cangiante. Così, note e parole vengono trasportate in suoni ed ambientazioni sempre diverse. Oltre Tempo. Senza convenzioni. Senza bisogno di classificare un genere, uno stile.

È “solo” musica, basta lasciarsi andare.

 

NEL WEB:

Official site: http://www.noteoltretempo.it

Facebook: https://www.facebook.com/noteoltretempo/

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Instagram: https://www.instagram.com/noteoltretempo/

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Mit Borràs LOVE DRONE | mercoledì 20 giugno DIMORA ARTICA Milano

MIT BORRÁS
LOVE DRONE


A cura di Dimora Artica
Testo di Rachel Lamot


Inaugurazione: mercoledì 20 giugno ore 18.30

Apertura mostra: dal 20 giugno al 8 settembre 2018 su appuntamento.

Luogo: DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano (MM1 Turro)


Dimora Artica presenta Love Drone, mostra personale di Mit Borrás, in cui l'artista presenta un insieme di lavori appositamente sviluppati. Mediante l'utilizzo di installazioni e video, Mit Borrás affronta in questo progetto temi legati alla tecnologia, al progresso e all’intervento dell’essere umano sulla natura.
Nato a Madrid nel 1982, Mit Borrás vive e lavora tra Madrid e Berlino.



Il drone modello Volantex Ranger 2000 V757-8 ha un’apertura alare di 2 metri e una lunghezza del corpo centrale di 1,1 metri. Polistirene espanso che vola leggero con un motore 2212 da 1.400 KV. La telecamera inclusa ha una risoluzione 4K, la girobussola è Xpilot e il giroscopio ha 6 assi, per cambiare o mantenere l’orientamento nello spazio del drone Volantex Ranger. Chloé, etimologicamente Chloé come l’erba che nasce, ha acquistato il suo kit di volo senza montaggio incluso per sorvolare le isole Senkaku (尖閣諸島Senkaku-Shotō).
Mentre il drone modello Volantex Ranger plana in alto, Chloé aspetta in basso; osserva sul suo dispositivo mobile da 300 dpi ciò che la telecamera del drone rileva. La app Choose Your Era consente di osservare con un drone la geologia di qualsiasi terreno nelle ere precedenti. Nella app, Chloé ha selezionato il periodo del Neogene e osserva nel suo schermo in time-lapse l’abbassamento del livello del mare durante il Pleistocene; un viaggio di 1,8 milioni di anni in 2 ore di divertimento chimerico. 2 ore di puro drone.

L’opera di Mit Borrás è essenzialmente installativa, con oggetti organizzati nello spazio con ordine cosmologico e ontologico. L’artista affronta temi come il progresso e lo spazio estetico occupato dai dispositivi tecnologici; espone droni, braccia artificiali, materie plastiche, siliconi e tutti i tipi di materiali che offrono un certo piacere contemplativo, simile a quello che si prova di fronte alla natura in espansione. La concezione della natura di Mit Borrás è un tutt’uno indivisibile tra naturale e artificiale, in grado di contemplare con la stessa ammirazione un cipresso di 15 metri o il braccio robotico Luke.
Considerare l’era tecnologica come un periodo armonico sarebbe forse esagerato, però non ci sono dubbi che si possa supporre che naturale e artificiale non debbano necessariamente contrapporsi. Si esplora l’idea di essere immortali, non come concetto di esistenza indefinita e infinita, bensì come vita in armonia con ciò che ci circonda dopo aver capito che possiamo accettare le azioni delle donne e degli uomini su questo pianeta come atti di ricerca di stabilità, considerandoci esploratori dello stato di minima energia e massima stabilità. Negli oggetti affiora l’idea del sentimento di felicità che si prova nell’essere coscienti che i prodotti della natura e quelli della tecnologia sono parte di un tutto, che la seconda non impedisce lo sviluppo della prima, che non c’è differenza tra il volo di un falco cuculo e l’affascinante precisione del design di un drone modello Volantex Ranger 2000 V757-8.
Partendo dalla convinzione che il regno animale si adatti alla natura allo stesso modo in cui l'umanità plasma la natura in base alle sue necessità, l’artista lavora con oggetti di produzione industriale concepiti per l’equilibrio e l’adattamento anatomico. Pensa all’essere umano come creatura che modifica, disegna ed ergonomizza, ottenendo come risultato opere con forme quasi marine, organismi adattati all’ambiente acquatico.

Testo di Rachel Lamot
Traduzione di Irene Santulli


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MIT BORRÁS
LOVE DRONE


Curated by Dimora Artica
Text by Rachel Lamot


Opening: June 20th at 18:30

The exhibition will be open: From June 20th to September 8th  2018, by appointment only.

Location: DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano (MM1 Turro)


Dimora Artica presents in Milan the exhibition Love Drone, a selection of artworks expressly developed by the artist during 2018 for this venue. In this show, Mit Borrás deals through installations and videos with themes such as technology, progress and the intervention of the human being on nature.
Born in Madrid in 1982, Mit Borrás lives and works between Madrid and Berlin.


The drone Volantex Ranger 2000 V757-8 has a 2m wingspan, while the main body is 1,1m in lenght. A light flying object made of expanded polystirene with a 2212 engine powered by 1400KV. The included camera has a 4K resolution, the gyrocompass is an Xpilot and the gyroscope has 6 axes to modify or keep the orientation of the drone Volantex Ranger. Chloé, etymologically Chloé like blooming grass, purchased her flight kit with no assembly included to fly over the Senkaku Islands (尖閣諸島Senkaku-Shotō).
While the drone Volantex Ranger glides above, Chloé waits below; she observes on her 300 dpi mobile device what the drone camera is detecting. The app Choose Your Era allows the observation through a drone of the geology of every terrain in previous eras. In the app, Chloé selected the Neogene period and observes on her screen in time-lapse the lowering of the sea level during the Pleistocene; a 1,8 milion years journey in 2 hours of chimeric entertainment. 2 hours of pure drone.

The work of Mit Borrás is essentially an installation, with objects organized in space with cosmological and ontological order. The artist faces themes like progress and the aesthetic space occupied by technological devices; he deals with drones, artificial arms, plastic, silicones and all kinds of materials offering a certain contemplative pleasure, similar to the one we can feel in front of nature in its expansion. The conception of nature for Mit Borrás makes indivisible what is natural and artificial: he contemplates with the same admiration a 15 metres high cypress or the robotic arm Luke.
Considering the technological era as an era of harmony might be excessive, but there are no doubts on the fact that we can suppose natural and artificial as not necessarily contrasting. Immortality here is not a concept of infinite and indefinite existence; it rather refers to a life in harmony with what surrounds us after the assumption that we can accept the actions of women and men on this planet as acts of research of stability, considering ourselves as explorers of the state of minimal energy and maximal stability. These objects convey the feeling of happiness we experience when we are aware that the products of nature and technology are part of a whole, that the latter doesn’t prevent the development of the former, that there’s no difference between the flight of a red-footed falcon and the charming precision of the design of a Volantex Ranger 2000 V757-8 drone.
Developing the idea that the animal kingdom adapts to nature the same way humans modify nature according to their needs, the artist works with industrial objects conceived for balance and for anatomical adaptation. The idea that the human being is a creature modifying, designing and ergonomizing, is reflected in works similar to sea creatures, organisms adapted to the marine environment.

Text by Rachel Lamot
Translation by Irene Santulli



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