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"Riserve Indie" di Paolo Pelizza

Riserve Indie.

Ebbene sì. Prima che qualcuno di voi si faccia venire il sospetto, io confesso. In questo pezzo c’è un po’ di “marchetta” oltre alla Visione. La marchetta si rende necessaria per due ragioni: la showcase degli amici Velaut al Ligera il 20 settembre prossimo e le imminenti Finali Nazionali della XXX edizione (sì, la trentesima!) di Rock Targato Italia presso il Legend Club in Via Enrico Fermi, 98 che si terranno i giorni 24, 25 e 26 settembre 2018 dalle 21.00.

Partiamo dai Velaut che suoneranno live allo Spazio Ligera in Via Padova 133 a Milano giovedì 20 settembre 2018 (ingresso libero) ore 20.30. La band siciliana porterà sul palco milanese i brani del primo album e alcuni inediti del secondo in uscita entro la fine dell’anno. Il primo album è un concept  intitolato “Apologia dell’Immobilismo ed altre Odissee”. Vuole essere un racconto che si dipana tra le storie della tradizione greco-giudaica. Il sotto-testo è quello della dedica accorata a chi è perso o (anche) a chi ha perso. Un viaggio tra apocalissi, luoghi fisici ed esperienze sociali, tradimenti, ritorni immeritati e consapevolezza della colpa. Musicalmente, il rock alternativo del gruppo di Francesco Less è contaminato, spurio … Si sente forte il retrogusto noise e quello del grunge. La serata la presenterà indegnamente il vostro servizievole Visionario. Pertanto, non mancate.

Passiamo oltre e parliamo di Rock targato Italia. Trenta edizioni ed è in preparazione la trentunesima! Sono davvero tante e denotano grande tenacia, competenza, amore e masochismo da parte degli organizzatori. E’ un lavoro duro quello di scavare per portare in superficie dal mondo sotterraneo nuovi gruppi, nuove tendenze e nuove esperienze. Chi vi scrive, scrive sul loro spazio e difficilmente può essere imparziale. Infatti, non lo è! Trova che questo contest sia una strada unica in Italia e se è così longevo, non solo ha fatto scouting in modo serio, ma crea spazi ed occasioni perché gruppi indipendenti possano farsi sentire. In taluni casi, è stato anche il trampolino per carriere illustri nel nostro panorama. Nel mondo degli indies italiano dove si è più preoccupati a litigare tra uguali, quel palco permette di misurarsi davvero con gli altri, lasciando a casa partigianerie e preconcetti. Davanti al pubblico, non ci si può nascondere. Anche qui, sarà presente (niente meno in Giuria!) il vostro Visionario preferito … O, forse, l’unico che avete!

Infine, vorrei parlare dei luoghi dove questi eventi si svolgeranno. Non sono semplici posti fisici.

Lo Spazio Ligera è in Via Padova, zona di confine. Una sorta di frontiera controversa, un crocevia di storie che sono arrivate qui da molto lontano e qui convivono.

E’ noto che tutte le convivenze siano difficili ma, qui, si trovano molte più storie di generosità, di solidarietà, di amicizia e di inclusione di quante (spesso artatamente) se ne raccontino di disagio e violenza. Così questo locale si offre alla Via Padova proponendo l’accoglienza, promuovendo la cultura, la musica e l’aggregazione. La proposta va dal popolare al punk, dal cinema di genere ai cortometraggi di loro produzione, dai progetti editoriali ai reading di poesia. Il Ligera è anche un punto di riferimento per le Associazioni che lì sono presenti. Federico e Riccardo (i gestori) non credo abbiano la presunzione di cambiare il mondo ma, per certo, stanno contribuendo a far cambiare il loro piccolo pezzo di mondo con la consapevolezza che se tutti ci impegnassimo in questa attività la vita sul pianeta sarebbe migliore e di molto.

Il Legend Club è davvero una riserva Indie. Sempre a Milano, circondato da un bellissimo parco che si presta ai molti concerti ed happening musicali, qui hanno suonato tutti: indipendenti e non. La mission del locale è quella di ospitare il mondo dei musicisti di nicchia, gli indipendenti, i gruppi post punk e tutti quelli che hanno voglia di allontanarsi dalla monotonia del mainstream stucchevole o di prendere le distanze dall’ hip hop imperante. E’ il paradiso sia per chi cerca un amarcord, sia per chi vuole ascoltare quelli che hanno ancora voglia di sperimentare perché non accettano il vuoto e il silenzio della contemporaneità.

Vi aspetto e, come al solito, long live rock ‘n roll!

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

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Riserve Indie.

Riserve Indie.

Ebbene sì. Prima che qualcuno di voi si faccia venire il sospetto, io confesso. In questo pezzo c’è un po’ di “marchetta” oltre alla Visione. La marchetta si rende necessaria per due ragioni: la showcase degli amici Velaut al Ligera il 20 settembre prossimo e le imminenti Finali Nazionali della XXX edizione (sì, la trentesima!) di Rock Targato Italia presso il Legend Club in Via Enrico Fermi, 98 che si terranno i giorni 24, 25 e 26 settembre 2018 dalle 21.00.

Partiamo dai Velaut che suoneranno live allo Spazio Ligera in Via Padova 133 a Milano giovedì 20 settembre 2018 (ingresso libero) ore 20.30. La band siciliana porterà sul palco milanese i brani del primo album e alcuni inediti del secondo in uscita entro la fine dell’anno. Il primo album è un concept  intitolato “Apologia dell’Immobilismo ed altre Odissee”. Vuole essere un racconto che si dipana tra le storie della tradizione greco-giudaica. Il sotto-testo è quello della dedica accorata a chi è perso o (anche) a chi ha perso. Un viaggio tra apocalissi, luoghi fisici ed esperienze sociali, tradimenti, ritorni immeritati e consapevolezza della colpa. Musicalmente, il rock alternativo del gruppo di Francesco Less è contaminato, spurio … Si sente forte il retrogusto noise e quello del grunge. La serata la presenterà indegnamente il vostro servizievole Visionario. Pertanto, non mancate.

Passiamo oltre e parliamo di Rock targato Italia. Trenta edizioni ed è in preparazione la trentunesima! Sono davvero tante e denotano grande tenacia, competenza, amore e masochismo da parte degli organizzatori. E’ un lavoro duro quello di scavare per portare in superficie dal mondo sotterraneo nuovi gruppi, nuove tendenze e nuove esperienze. Chi vi scrive, scrive sul loro spazio e difficilmente può essere imparziale. Infatti, non lo è! Trova che questo contest sia una strada unica in Italia e se è così longevo, non solo ha fatto scouting in modo serio, ma crea spazi ed occasioni perché gruppi indipendenti possano farsi sentire. In taluni casi, è stato anche il trampolino per carriere illustri nel nostro panorama. Nel mondo degli indies italiano dove si è più preoccupati a litigare tra uguali, quel palco permette di misurarsi davvero con gli altri, lasciando a casa partigianerie e preconcetti. Davanti al pubblico, non ci si può nascondere. Anche qui, sarà presente (niente meno in Giuria!) il vostro Visionario preferito … O, forse, l’unico che avete!

Infine, vorrei parlare dei luoghi dove questi eventi si svolgeranno. Non sono semplici posti fisici.

Lo Spazio Ligera è in Via Padova, zona di confine. Una sorta di frontiera controversa, un crocevia di storie che sono arrivate qui da molto lontano e qui convivono.

E’ noto che tutte le convivenze siano difficili ma, qui, si trovano molte più storie di generosità, di solidarietà, di amicizia e di inclusione di quante (spesso artatamente) se ne raccontino di disagio e violenza. Così questo locale si offre alla Via Padova proponendo l’accoglienza, promuovendo la cultura, la musica e l’aggregazione. La proposta va dal popolare al punk, dal cinema di genere ai cortometraggi di loro produzione, dai progetti editoriali ai reading di poesia. Il Ligera è anche un punto di riferimento per le Associazioni che lì sono presenti. Federico e Riccardo (i gestori) non credo abbiano la presunzione di cambiare il mondo ma, per certo, stanno contribuendo a far cambiare il loro piccolo pezzo di mondo con la consapevolezza che se tutti ci impegnassimo in questa attività la vita sul pianeta sarebbe migliore e di molto.

Il Legend Club è davvero una riserva Indie. Sempre a Milano, circondato da un bellissimo parco che si presta ai molti concerti ed happening musicali, qui hanno suonato tutti: indipendenti e non. La mission del locale è quella di ospitare il mondo dei musicisti di nicchia, gli indipendenti, i gruppi post punk e tutti quelli che hanno voglia di allontanarsi dalla monotonia del mainstream stucchevole o di prendere le distanze dall’ hip hop imperante. E’ il paradiso sia per chi cerca un amarcord, sia per chi vuole ascoltare quelli che hanno ancora voglia di sperimentare perché non accettano il vuoto e il silenzio della contemporaneità.

Vi aspetto e, come al solito, long live rock ‘n roll!

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

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Riserve Indie.

Riserve Indie.

Ebbene sì. Prima che qualcuno di voi si faccia venire il sospetto, io confesso. In questo pezzo c’è un po’ di “marchetta” oltre alla Visione. La marchetta si rende necessaria per due ragioni: la showcase degli amici Velaut al Ligera il 20 settembre prossimo e le imminenti Finali Nazionali della XXX edizione (sì, la trentesima!) di Rock Targato Italia presso il Legend Club in Via Enrico Fermi, 98 che si terranno i giorni 24, 25 e 26 settembre 2018 dalle 21.00.

Partiamo dai Velaut che suoneranno live allo Spazio Ligera in Via Padova 133 a Milano giovedì 20 settembre 2018 (ingresso libero) ore 20.30. La band siciliana porterà sul palco milanese i brani del primo album e alcuni inediti del secondo in uscita entro la fine dell’anno. Il primo album è un concept  intitolato “Apologia dell’Immobilismo ed altre Odissee”. Vuole essere un racconto che si dipana tra le storie della tradizione greco-giudaica. Il sotto-testo è quello della dedica accorata a chi è perso o (anche) a chi ha perso. Un viaggio tra apocalissi, luoghi fisici ed esperienze sociali, tradimenti, ritorni immeritati e consapevolezza della colpa. Musicalmente, il rock alternativo del gruppo di Francesco Less è contaminato, spurio … Si sente forte il retrogusto noise e quello del grunge. La serata la presenterà indegnamente il vostro servizievole Visionario. Pertanto, non mancate.

Passiamo oltre e parliamo di Rock targato Italia. Trenta edizioni ed è in preparazione la trentunesima! Sono davvero tante e denotano grande tenacia, competenza, amore e masochismo da parte degli organizzatori. E’ un lavoro duro quello di scavare per portare in superficie dal mondo sotterraneo nuovi gruppi, nuove tendenze e nuove esperienze. Chi vi scrive, scrive sul loro spazio e difficilmente può essere imparziale. Infatti, non lo è! Trova che questo contest sia una strada unica in Italia e se è così longevo, non solo ha fatto scouting in modo serio, ma crea spazi ed occasioni perché gruppi indipendenti possano farsi sentire. In taluni casi, è stato anche il trampolino per carriere illustri nel nostro panorama. Nel mondo degli indies italiano dove si è più preoccupati a litigare tra uguali, quel palco permette di misurarsi davvero con gli altri, lasciando a casa partigianerie e preconcetti. Davanti al pubblico, non ci si può nascondere. Anche qui, sarà presente (niente meno in Giuria!) il vostro Visionario preferito … O, forse, l’unico che avete!

Infine, vorrei parlare dei luoghi dove questi eventi si svolgeranno. Non sono semplici posti fisici.

Lo Spazio Ligera è in Via Padova, zona di confine. Una sorta di frontiera controversa, un crocevia di storie che sono arrivate qui da molto lontano e qui convivono.

E’ noto che tutte le convivenze siano difficili ma, qui, si trovano molte più storie di generosità, di solidarietà, di amicizia e di inclusione di quante (spesso artatamente) se ne raccontino di disagio e violenza. Così questo locale si offre alla Via Padova proponendo l’accoglienza, promuovendo la cultura, la musica e l’aggregazione. La proposta va dal popolare al punk, dal cinema di genere ai cortometraggi di loro produzione, dai progetti editoriali ai reading di poesia. Il Ligera è anche un punto di riferimento per le Associazioni che lì sono presenti. Federico e Riccardo (i gestori) non credo abbiano la presunzione di cambiare il mondo ma, per certo, stanno contribuendo a far cambiare il loro piccolo pezzo di mondo con la consapevolezza che se tutti ci impegnassimo in questa attività la vita sul pianeta sarebbe migliore e di molto.

Il Legend Club è davvero una riserva Indie. Sempre a Milano, circondato da un bellissimo parco che si presta ai molti concerti ed happening musicali, qui hanno suonato tutti: indipendenti e non. La mission del locale è quella di ospitare il mondo dei musicisti di nicchia, gli indipendenti, i gruppi post punk e tutti quelli che hanno voglia di allontanarsi dalla monotonia del mainstream stucchevole o di prendere le distanze dall’ hip hop imperante. E’ il paradiso sia per chi cerca un amarcord, sia per chi vuole ascoltare quelli che hanno ancora voglia di sperimentare perché non accettano il vuoto e il silenzio della contemporaneità.

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di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

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La nuova stagione espositiva FONDAZIONE MARCONI: ALDO SPOLDI

Aldo Spoldi
La storia del mondo

A cura del “critico progettato” Patrizia Gillo
Inaugurazione: 20 settembre 2018 dalle ore 18.00 dal 21 settembre al 10 novembre 2018

 

La nuova stagione espositiva della Fondazione Marconi inaugura, dopo la pausa estiva, con una mostra interamente dedicata al lavoro di Aldo Spoldi.
Il progetto, a cura di Patrizia Gillo, personaggio virtuale nato dalla fantasia dell’artista, è stato commissionato dall’Accademia dello Scivolo, associazione fondata da Spoldi nel 2007 e “volta alla ricerca del bello sensibile”.

Ma partiamo dall’inizio: lo spunto per la realizzazione di questa mostra viene da una lettera che Aldo Spoldi indirizza a Giorgio Marconi e nella quale dice che, guardando indietro nel suo passato, gli è scattata la molla di fare un quadro nuovo che chiamerà Antologica, poiché in esso convivono passato e presente e da esso derivano altri quadri, altre storie, altre mostre. Di fatto questo nuovo lavoro corrisponde al racconto surreale e mirabolante dell’intera vicenda artistica di Aldo Spoldi dal 1968 ai giorni nostri: una sorta di gigantesco teatrino in cui l’artista-burattinaio muove i fili dall’alto, facendo oscillare le figurine, alla ricerca di molteplici combinazioni.

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Fondazione Mudima l'inaugurazione della personale di Mario Benedetti

Giovedì 13 settembre alle ore 18:30 si terrà presso la Fondazione Mudima l'inaugurazione della personale di Mario Benedetti Arte moltiplicata per un museo moltiplicato 1
a cura di Gino Di Maggio. 
In mostra sarà presentato un video d'autore scritto e diretto da Alberto Nacci dal titolo "Mario Benedetti. I colori del nero (la stampa)".

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DA OGGI È DISPONIBILE LO ZIO IL NUOVO RACCONTO DI ROBERTO BONFANTI

Un paesaggio balneare fa da sfondo a una storia delicata da leggere in filigrana nel nuovo racconto di Roberto Bonfanti da scaricare gratis

Un paesaggio balneare di fine estate fa da sfondo a decine di storie che si incrociano senza nemmeno guardarsi. In mezzo a loro, uno zio assolutamente fuori moda insegna alle proprie nipotine a giocare con le biglie e con la vita.

Il quarto capitolo della serie "Storie Contromano" di Roberto Bonfanti è un racconto delicato da leggere in filigrana all’interno di un quadretto contemporaneo trasognato e decadente al tempo stesso.

Leggi il racconto, scaricalo gratis e condividilo con chi vuoi al link http://www.robertobonfanti.com/

STORIE CONTROMANO

“Storie contromano” è una serie di racconti firmati da Roberto Bonfanti e pubblicati in download gratuito sul sito dello stesso autore. Storie brevi ma pulsanti di vita. Storie di personaggi comuni alle prese, come tutti noi, con se stessi o con il mondo che li circonda. Storie che viaggiano contromano rispetto ai paradigmi umani di quest’epoca di vincenti e che per questo hanno scelto di staccarsi dalla carta stampata e da ogni dinamica editoriale per poter correre libere, senza nessun prezzo e nessun vincolo, verso chiunque avrà voglia di dedicargli qualche minuto di attenzione.

ROBERTO BONFANTI

Roberto Bonfanti, scrittore e artista, è nato nell'anno in cui morì Piero Ciampi. Ha pubblicato finora cinque romanzi e un progetto musicale. Da sempre ama raccontare storie che frantumino i confini fra vita e poesia.

Sul web:

www.robertobonfanti.com
www.facebook.com/robertobonfanti
www.instagram.com/rob.bonfanti
www.twitter.com/robbonfanti

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RIFLESSIONI AGOSTINE AGOSTINIANE.

RIFLESSIONI AGOSTINE AGOSTINIANE.

Agostino (il padre della Chiesa) aveva risolto il problema che assillava filosofi e teologi dell’epoca: com’è possibile che un Dio onnipotente ed onnisciente permetta al Male di esistere? Per farla molto breve, il teologo stabilì che il Male è da intendersi come assenza di Bene.

Molti anni fa, alla scuola elementare, una maestra particolarmente progressista fece venire un medico nella mia classe per darci nozioni basiche su come funziona il corpo umano e su come gli esseri umani si riproducono. Niente di stupefacente, direte voi.

Vi sbagliate. Il perché è da ricercarsi nel fatto che la scuola era una scuola privata cattolica e che tutte le maestre erano suore. Incredibile, direi, che in molte scuole elementari statali sia assente una materia che parli di sesso e sessualità. Magari, con corsi di educazione all’affettività. Forse diminuirebbero gli abusi, le violenze e gli omicidi che sono, continuamente, all’onore delle cronache nelle famiglie e nelle coppie. Mi pare che, come diceva un vecchio claim: prevenire sia meglio che curare!

A proposito di soluzioni semplici a problemi complessi, da manuale quella di una band di un villaggio vacanze. Il villaggio in questione ospita il grande rocker italiano Vasco Rossi. Il Vasco nazionale, però, proibisce al gruppo di suonare sue canzoni con grande stupore dei ragazzi. Dovevano rivoluzionare la scaletta accettando l’assenza dei brani del musicista di Zocca? Come fare? Questi, dopo una breve riunione, hanno trovato la quadra: eseguiranno solo brani di Ligabue!

Sempre nel campo delle assenze, una ha pesato e peserà. Arteha Franklin ci ha lasciato. Una delle più grandi voci del soul e la prima donna ad entrare nella Rock and Roll Hall of Fame. La Franklin era una grande musicista oltre che una grande voce: un personaggio che era con noi da quando abbiamo capito a cosa ci servivano le orecchie e che pensavamo che sarebbe stata qui, per noi, da sempre e per sempre. Non possiamo fare molto di fronte alla morte, se non esprimere il nostro cordoglio e la nostra gratitudine. Grazie Aretha.

Agosto, in Italia, come tutti sapete è un mese di ferie nazionali. La gente è in vacanza, evade, stacca la spina. Scappa dalla città lasciando un vuoto. Un vuoto, devo dire che è molto piacevole. Miano, la mia città d’agosto è vivibile e sonnolenta. Negli ultimi anni, molto frequentata da turisti stranieri incantati che la trovano anche vivibile. Come l’ho trovata io, negli scampoli di agosto durante i quali sono rimasto qui. Chissà cosa penserebbero venendo a fine novembre…

Sempre parlando di assenze… nel mio ultimo pezzo (Il problema onotologico, sangue, zanzare e kebab N.d.R.) prima della pausa estiva sono riuscito ad essere assente a me stesso in una sola riga. Il primo errore: Usain Bolt non si chiama Hussein Bolt! Che diavolo! A mia discolpa posso dire che “Hussein” era stato inserito nel mio correttore automatico per evitare che me lo correggesse tutte le volte che citavo Saddam Hussein … Giustificazione debole ma, veritiera. E, comunque, faccio di peggio e, qui, non ho scampo! Attribuisco all’uomo più veloce del mondo un record che non ha. Infatti, fu Carl Lewis a vincere medaglie sia nei 100 metri che nel salto in lungo. Cosa volete … Assenza di materia grigia. A mia discolpa posso solo dire di essere un vecchio rocker ormai in disarmo. Mi scuso con i lettori e con gli interessati. Ringrazio la mia amica  Antonella che ha segnalato l’errore.

Il mese passato è stato anche un mese in cui si è dimostrata (in modo tragico, purtroppo) la più totale assenza di cura e di umanità, oltre ogni ragionevole dubbio. Se posso aggiungere, anche, una più che disprezzabile attitudine a cannibalizzare queste vicende per fini di propaganda politica, come se le persone fossero pedoni degli scacchi fatti in plastica e non di carne, ossa, sangue e sogni. Italiani, brava gente si diceva. Ora non so …

Per chiudere questo pezzo sull’assenza, devo confessarvi una cosa. Anche io spesso mi assento (chi segue questa rubrica lo sa bene) ma, non lo faccio per noia o per mancanza di stimoli o per sopravvenuti altri impegni… Lo faccio, perché a volte non ci si possono avere intervalli fissi … Non bisogna sentire il bisogno di imbrattare inutilmente carta se non si ha nulla da dire o da aggiungere, se non facezie. Preferisco stare lontano se non ho niente da dire.

Ma torno presto … perché a differenza, io patisco molto la vostra di assenza. Anche e soprattutto se è per colpa mia.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

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UGO LA PIETRA "LA CITTA’ CHE SCORRE AI MIEI PIEDI" - CA' DI FRA' Milano

CA' DI FRA' - Milano

UGO LA PIETRA

"LA CITTA’ CHE SCORRE AI MIEI PIEDI"

 

INAUGURAZIONE GIOVEDI’ 20 Settembre 2018

Ore 18.00 – 21.00

Termine mostra Venerdì, 26 Ottobre 2018

Orario galleria:  LUN – VEN 10-13 / 15-19

Ugo La Pietra è un artista difficilmente etichettabile; Qualsiasi categoria risulta un abito troppo stretto. Sarebbe corretto definirlo un artista poliedrico, un caleidoscopio di  curiosità intellettuali ed interessi.

Negli anni ’60, con il  Gruppo del Cenobio sperimentò un sodalizio artistico - intellettuale che anticipò tutta la corrente della pittura segnica.

Allo stesso tempo però, già a fine anni’60, andava esplorando  la città dal centro alla periferia con un atteggiamento simile all’antropologo alla ricerca dei comportamenti sociali rispetto all’ambiente urbano.

“Gradi di Libertà”, “Tracce”, “Recupero e reinvenzione” sono solo  alcune tra le ormai storicizzate ricerche sul territorio.

Oggi La Pietra continua  a sperimentare e studiare, svolgendo ancora un ruolo di lettura ed  analisi attraverso il suo segno e le sue ormai famose contrapposizioni tra segno e immagini fotografiche.

Ca’ di Fra’ propone  due sequenze di opere riferite una alla crescita della città mentre la seconda  relativa al rapporto città-campagna. Mentre nella prima – La città cresce e scorre come un fiume in piena, senza quella programmazione intelligente capace di governare un organismo in continua trasformazione – ci rivela lo stesso La Pietra, nella seconda sequenza – Il percorso dal centro verso la campagna secondo un itinerario “alla deriva” ci porta a leggere attraverso il tempo le due realtà che si scontrano e contrappongono –.

La critica definisce così questa ricerca:

Nessuna direzione, solo percezione, ma percezione nella consapevolezza, che oggi si raggiunge soltanto attraverso quell’apparente leggerezza, quell’ironia che sa cogliere il comico nella tragedia, quella capacità di sorvolare la pianificazione ormai abbandonata a se stessa e di scomparire – o di mimetizzarsi, di nascondersi – nell’indistinto. Forse, se negli anni settanta il punto dell’osservatore privilegiato era fuori dal flusso – la città scorre ai miei piedi, ma questo accade perché io sono fermo – oggi deve essere dentro il flusso: io scorro nella città. –

Marco Meneguzzo, 2011

La centralità che in Ugo La Pietra assume l’urbano quale oggetto di rappresentazione (in quanto effetto di formazioni discorsive e visive) segna in modo decisivo la radicale contemporaneità del suo intero lavoro. Se la comunicazione, il linguaggio e l’informazione si sono venute a sostituire alle precedenti condizioni del lavoro quale nuovo oggetto di espropriazione e sfruttamento, appare chiaro come la ricerca di La Pietra non sia allora altro che un continuo esperimento dentro e contro la rappresentazione, dentro e contro il linguaggio.

Marco Scotini, 2017

– Va da se che il centro verso cui si va non è solo il centro cittadino, partendo dalla periferia, ma il centro poetico, il centro della soluzione verso il quale ogni poetica tende. Ciò avviene mediante opere-analisi che ci parlano di come i territori sono stati ridisegnati geograficamente ed esistenzialmente dalle guerre e dalla pulizia etnica, c’è addirittura chi ha scritto che le guerre sono progettualmente interessanti in quanto il loro distruggere, il loro fare tabula rasa permette poi di dover ricostruire, insomma offrono occasioni progettuali (sic!). Naturalmente non Ugo La Pietra le cui opere in proposito sono una critica alla guerra e ai suoi effetti alla sua deterritorializzazione, in quanto le guerre riscrivono i territori attraverso la morte, mentre bisognerebbe farlo con Ugo sempre con e per la vita. –

Giacinto Di Pietrantonio, 2017

 

 

 

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Roberto Bonfanti gli album di settembre: Intercity, Andrea Robbiani e Magar.

Tre album per settembre 2018: Intercity, Andrea Robbiani e Magar.
articolo di Roberto Bonfanti

Poi viene settembre, e non ho avuto il tempo...” cantavano anni fa gli Afterhours. Così, fra indolenza da fine estate e attesa del classico tsunami di uscite discografiche autunnali, proponiamo come sempre tre album da ascoltare in queste settimane.

Ci vuole un bel mix di coraggio e follia, in un’epoca in cui la soglia d’attenzione dell’ascoltatore medio arriva a fatica al ritornello di una canzone pop, a pubblicare un doppio album di ben 22 tracce. I bresciani Intercity, che nel sottobosco della musica italiana di qualità sono ormai una certezza, affrontano questa sfida con grande consapevolezza partorendo “Laguna”: un lavoro curatissimo in cui suoni sintetici e strumenti elettro-acustici si fondono dando vita a un universo sonoro moderno che riveste con eleganza una serie di canzoni dall’anima pop metropolitana, ricercata, intima e irrequieta.

Il lombardo Andrea Robbiani si presenta come un cantautore vero: di quelli che si richiamano direttamente ai maestri della musica italiana di fine anni ‘70, capaci di scrivere canzoni che rappresentano dei veri e propri ritratti umani ma anche di rivestirle con arrangiamenti che sanno contaminarsi col rock, con lo swing o col pop più intimo.Cinque, l’ep d’esordio del giovane musicista, è un biglietto da visita promettente per un artista capace di scrivere canzoni in modo brillante e intelligente.

Già finalisti di Rock Targato Italia un anno fa, i sardi Magar si ripresentano al pubblico con un ep intitolato Capolinea: quattro canzoni in cui la band lascia un po’ da parte la potenza e la fisicità per puntare su un rock fatto di melodie pulite, testi introspettivi, ritornelli liberatori e un sound chitarristico incisivo e attuale che sembra strizzare l’occhio agli ultimi Negrita o ai Ritmo Tribale post abbandono di Edda.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

@Rock targato Italia 

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Finali Nazionali ROCK TARGATO ITALIA 30a Edizione

Milano 24, 25, 26 settembre 2018
LEGEND CLUB

(Viale Enrico Fermi 98 - angolo via Sbarbaro. Milano)

PROGRAMMA DELLE TRE SERATE E PREMI

Gli artisti in gara sono il risultato delle selezioni nazionali svolte in diversi rock club della penisola. Rappresentano differenti generi musicali e hanno l’obbligo di eseguire brani originali (no cover). una peculiarità del concorso, Rock Targato Italia per promuovere autenticamente la nuova scena musicale

Sono 17 band in gara, alle quali si aggiungono degli ospiti, che si contenderanno diversi premi. I criteri di selezione sono: la qualità, la ricerca, lo stile e l’innovazione. La giuria di qualità è composta da operatori del settore.

Il primo premio assoluto è una campagna promozionale della durata di 5 mesi, grazie alla collaborazione con l’Ufficio Stampa Divi In Azione di Milano.

Gran Premio Rock Targato Italia

Il premio in palio, consiste in una importante promozione a livello nazionale del progetto discografico e la partecipazione alla compilation di Rock Targato Italia che sarà pubblicata per il periodo natalizio

Premio Stefano Ronzani

Il premio speciale è dedicato al giornalista tra i più geniali della scena italiana. Curioso, preparato ed attento osservatore delle tendenze musicali, Stefano Ronzani (collaboratore di Tutto Musica e Mucchio Selvaggio), è stato tra i fondatori di Rock Targato Italia e per 10 anni direttore artistico della manifestazione. Il premio viene dato all’artista con la proposta più ricercata e sperimentale.

Premio Speciale CITTA DI MILANO

Premio Città Di Milano viene assegnato all’artista segnalato dal pubblico in sala, con la possibilità di pubblicare un proprio brano inedito, nella compilation di Rock Targato Italia.

Premio Compilation Rock Targato Italia

Compilation Rock Targato Italia: parteciperanno i primi otto classificati e sarà pubblicata per natale 2018. La compilation sarà promossa dall'etichetta Terzo Millennio a livello nazionale, attraverso stampa, tv e radio, social nuovi media.

Programma

24 settembre

ospiti:

25 settembre

ospiti:

26 settembre

ospiti:


Tutti i partecipanti eseguono brani originali (no cover). Per gli artisti tempo massimo a disposizione è di 20' per n. 4 brani. 

Finalisti Rock Targato Italia 2018 – Presentazioni* 

ANDREA MARZOLLA (Torino)

Il torinese Andrea Marzolla è un cantautore dall’indole pop, di quelli che amano le melodie immediate e i testi colmi d’ironia, ma nelle sue vene scorre anche un amore viscerale per il blues elettrico che finisce inevitabilmente col contaminare gli arrangiamenti dei suoi brani. Come una scampagnata pop accompagnata dai suoni del Mississipi.

PERVINKA (Modena)

C’è sapore di fine anni ‘90 nella musica dei modenesi Pervinka. Un cantato cadenzato che non può che richiamare alla mente Giovanni Lindo Ferretti e un approccio musicale a cavallo fra intimismo d’autore e indolenza alternative pop. Fra i C.S.I. meno fragorosi, gli Ustmamò più intimi e gli Avion Travel degli esordi.

NYLON (Pavia)

È un vero e proprio teatro magico per anime solitarie, quello che portano in scena i pavesi Nylon. Un teatro in cui, sotto lo sguardo benevolo di Tom Waits, fra chitarre e violoncello, s’intrecciano rock, folk e canzone d’autore per raccontare storie che odorano di smarrimento, sbronze, artisti derelitti, bettole di provincia e nottate infinite.

BLANK (Ancona)

Da Ancona arriva una band con una passione particolare l’oscurità. I Blank presentano infatti una proposta musicale in cui un rock moderno che ama le distorsioni ma non trascura la melodia si fonde con l’elettronica e interessanti richiami goth dando vita a un universo sonoro tanto inquieto quanto oscuro e spigoloso.

LO STATO DELLE COSE (Milano)

Sono giovanissimi e sembrano mettere al primo posto il desiderio di raccontarsi ed esprimere la propria visione del mondo e dei rapporti, i milanesi Lo Stato Delle Cose. Canzoni pop d’autore semplici ed estremamente spontanee basate su una scrittura sincera dal retrogsto new-wave capace di coniugare leggerezza e introspezione.

GENERALE D (Agrigento)

Chi l’ha detto che il rock è la musica del diavolo? Gli agrigentini Generale D scelgono di demolire ogni stereotipo suonando un metal purissimo, fatto di riffoni claustrofobici e sezione ritmica massiccia, ma condendo il tutto con testi che parlano luce, rinascita spirituale e gratitutine verso Dio. Gli americani lo chiamerebbero “christian metal”.

THE TRAVEL MATES (Chieti)

A volte il nome della band dice già molto. I The Travel Mates, per esempio, arrivano da Chieti e sembrano proporre la perfetta colonna sonora per un bel viaggio senza pensieri. Canzoni in cui si mischiano surf, pop dal gusto internazionale e psichedelia folk, con un sole primaverile ad accompagnare le melodie pulite e una velo leggerissimo di malinconia a fondersi con le atmosfere solari.

INSIDE THE HOLE (Palermo)

Da Palermo, con gli Inside The Hole, arriva una scarica purissima di rock’n’roll: chitarra sferragliante, sezione ritmica martellante, voce ruvida e momenti di sporca elettricità blueseggiante che si alternano a vere sfuriate hard rock in un’atmosfera da vecchio club di chissà quale periferia americana di fine anni ‘70 dal sapore di birra e sigarette.

VXA ROCKBAND (Torino)

È stato Piero Pelù, qualche anno fa, a coniare il termine “med-rock” per riferirsi a un approccio rock tipicamente italiano e più vicino al calore mediterraneo che ai modelli angloamericani. Approccio nel quale rientrano benissimo i torinesi VXA Rockband con il loro rock d’autore basato su idee chiare, suoni essenziali, denuncia sociale e melodie lineari.

ROLLING CARPETS (Venezia)

Sono giovani e spumeggianti, i veneziani Rolling Carpets. Il trio veneziano mostra di avere grande entusiasmo e soprattutto la dote di saper fare propria qualunque influenza gli passi accanto rimiscelando tutto in un rock alternativo accattivante, sfaccettato, difficilmente catalogabile eppure estremamente diretto e capace di colpire già al primo ascolto.

UNDER THE SNOW (Milano)

Milano si trasforma in un sobborgo di Seattle con gli Under The Snow, giovane quintetto che sembra avere studiato gli insegnamenti di band come i Pearl Jam o i Soundgarden e li reinterpreta a proprio modo proponendo con grande padronanza della materia un rock dal sound corposo e dal gusto decisamente internazionale.

GROUND CONTROL (Reggio Emilia)

Suoni acidi, atmosfere claustrofobiche, approccio diretto, grande potenza di fuoco e desiderio di coniugare tradizione rock e modernità: queste sono le coordinate principali dei reggiani Ground Control. Una band capace di muoversi con passo sicuro fra campionamenti e chitarre distorte reinventando uno stoner-rock personale e di grande impatto.

DEI PERFETTI SCONOSCIUTI (Lucca)

È una proposta squisitamente pop, quella portata sul palco dai lucchesi Dei Perfetti Sconosciuti. Il gruppo si presenta infatti con un pop-rock d’autore elegante fatto di melodie pulitissime, testi introspettivi e arrangiamenti capaci di unire in modo estremamente naturale chitarre ed elettronica coniugando ricercatezza e immediatezza.

ORGANICO RIDOTTO (Chieti)

Trasportare la tradizione abruzzese nel mondo contemporaneo: questo è l’obbiettivo dichiarato dei teatini Organico Ridotto. Un obbiettivo ambizioso che la band persegue con grande convinzione, partendo dal reggae per navigare in modo personale e suggestivo fra mille contaminazioni senza mai perdere di vista la bussola segnata dalla musicalità del loro dialetto d’origine.

BAKAN ROCK GANG (Capodistria Slovenia)

Non sono certo dei novellini, i componenti della Bakan Rock Gang. Attivi ormai da diversi anni, i musicisti di origini slovene portano sul palco di Rock Targato Italia il loro rock sincero e irriverente fatto di pochi accordi, suoni taglienti, ritornelli liberatori e tanta voglia di fare casino e divertire il pubblico.

THE FOOL (Varese)

I varesini The Fool si presentano come un frullatore che fagocita sonorità diverse e le miscela fra loro cercando di tirarne fuori il mix più diretto ed energico possibile. Fra approccio anni ‘90 ed echi anni ‘80. Fra sonorità acide, gusto dark, impatto da autentica rock band e ritornelli corali dall’anima pop.

ROCCAFORTE (Alessandria)

Sonorità prog, melodie pop e approccio rock: questa è la ricetta degli alessandrini Roccaforte, band attiva ormai da una decina d’anni che porta in scena tutta la propria esperienza e la propria capacità di esprimersi in modo apparentemente semplice senza rinunciare alla ricercatezza degli arrangiamenti e all’amore per gli anni ‘70.

LA GIURIA La giuria, sarà composta da operatori di diversi ambiti artistici.

*Presentazioni a cura di ROBERTO BONFANTI, Scrittore e Artista

 

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