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“MADONNA DESNUDA” l’opera dell’artista GIO Manzoni - Copertina Rock Targato Italia 2018

 

“MADONNA DESNUDA”

l’opera dell’artista  GIO Manzoni

è la copertina della Compilation ROCK TARGATO ITALIA 2018

“1958 – 2018 Sessant’anni di rock Italiano”

Giovanni Manzoni è l’autore dell’opera “Madonna Desnuda” a cui è dedicata la copertina della Compilation Rock Targato Italia 2018, “1958-2018 Sessant’anni di rock italiano”.

Peculiarità della compilation è che ogni anno per la copertina, viene dato spazio a un artista contemporaneo. Per la XXXI edizione di Rock Targato Italia, è stato appunto scelto Giovanni Manzoni con la sua “Madonna Desnuda.

La composizione colorata e dinamica dell’opera mette in luce il lato più espressivo dell’artista. Ciò si ripropone in molti dei suoi lavori, arrivando in maniera diretta e immediata all’osservatore che ne uscirà così suggestionato.

Tema spesso trattato da Manzoni è la religione che si fonde alla rappresentazione dell’anatomia femminile con una tecnica che mescola disegno e dripping con caffè. Se da un lato la religione gli permette di utilizzare simboli e iconografie per parlare dell’influenza culturale sulle coscienze moderne, dall’altro attraverso le anatomie reali e ideali può raffigurare i suoi eroi o celebrare la bellezza della vita e dei rapporti.

Giovanni Manzoni crede nel disegno come rappresentazione del pensiero, il primo gesto di ogni espressione artistica: il più congeniale perché diretto e immediatamente comprensibile e allo stesso tempo personale e unico come la grafia, la traccia del proprio passaggio.

Si ispira soprattutto ai grandi maestri cinquecenteschi, ma anche al muralismo messicano, per via delle sue origini, boliviane, e per l’idea di “avvolgere” lo spettatore.

"Mi piace pensare che oltre ai riferimenti per me espliciti e fonte di ispirazione senza fine, al Cinquecento Italiano, soprattutto Michelangelo, e ai riferimenti alla tecnica del dripping di Pollock, nel mio lavoro ci sia anche un po' di Street Art"

GIOVANNI MANZONI

Nato a Cochabamba, Bolivia nel 1979, Giovanni Manzoni cresce in Italia dove arriva all'età di un anno e mezzo. Si diploma al Liceo Artistico di Bergamo e poi studia pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera dove esce con il massimo dei voti.

Quando scopre Orozco e Rivera sogna di avere a disposizione, come loro, grandi muri. Poi nasce l’idea dell’utilizzo del caffè, quello che poco prima era cibo diventa non più scarto ma si "rigenera" come materia utile e necessaria nella colorazione. Conferisce corpo al disegno, lo armonizza e dona intensità al volume. Il tè o il caffè diventano componente insostituibile per un dipinto.

Lavora in Italia e all'estero per gallerie, aziende, privati e partner istituzionali. Ha esposto alla Biennale d’Arte di Venezia nel 2011. Tra i suoi mecenati: Berlucchi, Brazzale, Zucchi, Unicredit. L’anno scorso ha collaborato con il mercante d’arte Sung An Yang in Corea del Sud e nell’isola di Jeju. Ultimamente è stato chiamato a realizzare un progetto importante di street art e riqualificazione urbana con il Consolato generale di Bolivia a Milano, nella città di Bergamo.

GMP Art è il suo team di lavoro con la curatrice Michela Ongaretti e la fotografa Sofia Obracaj.

La compilation sarà disponibile in tutti i webstore a partire dal 21 dicembre e conterrà diciassette brani, da artisti che hanno segnato la storia della musica italiana ad altri che si affacciano oggi nel panorama musicale: Adriano Celentano, Enzo Jannacci, Tony Dallara, I Campioni, Luigi Tenco, Franco Battiato, Jack Anselmi, Daniele Chiarella, Inside The Hole, Lo Stato Delle Cose, Massimo Francescon Band, NOT, Organico Ridotto, Rolling Carpets, VXA, BlankAndrea Devis.

 

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“MADONNA DESNUDA” l’opera dell’artista GIO Manzoni è la copertina della COMPILATION ROCK TARGATO ITALIA 2018 “1958 – 2018 Sessant’anni di rock Italiano”

Giovanni Manzoni è l’autore dell’opera “Madonna Desnuda” a cui è dedicata la copertina della Compilation Rock Targato Italia 2018, “1958-2018 Sessant’anni di rock italiano”.

Peculiarità della compilation è che ogni anno per la copertina, viene dato spazio a un artista contemporaneo. Per la XXXI edizione di Rock Targato Italia, è stato appunto scelto Giovanni Manzoni con la sua “Madonna Desnuda”.

La composizione colorata e dinamica dell’opera mette in luce il lato più espressivo dell’artista. Ciò si ripropone in molti dei suoi lavori, arrivando in maniera diretta e immediata all’osservatore che ne uscirà così suggestionato.

Tema spesso trattato da Manzoni è la religione che si fonde alla rappresentazione dell’anatomia femminile con una tecnica che mescola disegno e dripping con caffè. Se da un lato la religione gli permette di utilizzare simboli e iconografie per parlare dell’influenza culturale sulle coscienze moderne, dall’altro attraverso le anatomie reali e ideali può raffigurare i suoi eroi o celebrare la bellezza della vita e dei rapporti.

Giovanni Manzoni crede nel disegno come rappresentazione del pensiero, il primo gesto di ogni espressione artistica: il più congeniale perché diretto e immediatamente comprensibile e allo stesso tempo personale e unico come la grafia, la traccia del proprio passaggio.

Si ispira soprattutto ai grandi maestri cinquecenteschi, ma anche al muralismo messicano, per via delle sue origini, boliviane, e per l’idea di “avvolgere” lo spettatore.


"Mi piace pensare che oltre ai riferimenti per me espliciti e fonte di ispirazione senza fine, al Cinquecento Italiano, soprattutto Michelangelo, e ai riferimenti alla tecnica del dripping di Pollock, nel mio lavoro ci sia anche un po' di Street Art"


GIOVANNI MANZONI

Nato a Cochabamba, Bolivia nel 1979, Giovanni Manzoni cresce in Italia dove arriva all'età di un anno e mezzo. Si diploma al Liceo Artistico di Bergamo e poi studia pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera dove esce con il massimo dei voti.

Quando scopre Orozco e Rivera sogna di avere a disposizione, come loro, grandi muri. Poi nasce l’idea dell’utilizzo del caffè, quello che poco prima era cibo diventa non più scarto ma si "rigenera" come materia utile e necessaria nella colorazione. Conferisce corpo al disegno, lo armonizza e dona intensità al volume. Il tè o il caffè diventano componente insostituibile per un dipinto.

Lavora in Italia e all'estero per gallerie, aziende, privati e partner istituzionali. Ha esposto alla Biennale d’Arte di Venezia nel 2011. Tra i suoi mecenati: Berlucchi, Brazzale, Zucchi, Unicredit. L’anno scorso ha collaborato con il mercante d’arte Sung An Yang in Corea del Sud e nell’isola di Jeju. Ultimamente è stato chiamato a realizzare un progetto importante di street art e riqualificazione urbana con il Consolato generale di Bolivia a Milano, nella città di Bergamo.

GMP Art è il suo team di lavoro con la curatrice Michela Ongaretti e la fotografa Sofia Obracaj.

La compilation sarà disponibile in tutti i webstore a partire dal 21 dicembre e conterrà diciassette brani, da artisti che hanno segnato la storia della musica italiana ad altri che si affacciano oggi nel panorama musicale: Adriano Celentano, Enzo Jannacci, Tony Dallara, I Campioni, Luigi Tenco, Franco Battiato, Jack Anselmi, Daniele Chiarella, Inside The Hole, Lo Stato Delle Cose, Massimo Francescon Band, NOT, Organico Ridotto, Rolling Carpets, VXA, Blank, Andrea Devis.

 

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ROCK TARGATO ITALIA, Serata Evento Live 12 dicembre Milano

ROCK TARGATO ITALIA, Serata Evento Live

12 dicembre dalle ore 21.15 Legend Club Milano

(Viale Enrico Fermi 98 - angolo via Sbarbaro. Milano)

In occasione della pubblicazione della compilation di Rock Targato Italia 2018, al LegendClub di Milano si trascorrerà una serata all’insegna di performance e concerti. Un evento nello stile Divinazione Milano (Divi In Azione): caotico, creativo, inclusivo con musicisti, scrittori, poeti e pittori a raccontarci e vivere nuove proposte artistiche.

Nata a Milano negli anni ottanta, la rassegna musicale italiana Rock Targato Italia è una tra le più interessanti manifestazioni di scouting, e ad oggi è giunta alla XXXI edizione in forma ottimale.

 

Foto della COMPILATION ROCK TARGATO ITALIA 2018, “1958 – 2018 Sessant’anni di rock Italiano”. Opera di  GIO Manzoni, pittore “La Madonna Desnuda”

PROGRAMMA: EVENTI, PERFORMANCE E CONCERTI

Alia, nome d’arte del musicista e autore Alessandro Curcio, unisce la passione per la poesia ad un gusto per melodie ariose e fortemente cantabili. Le sue influenze musicali vanno dal cantautorato italiano più raffinato e intimo al songwriting inglese anni ’80. “A dispetto di ogni cliché, si può anche essere pop senza rinunciare alla poesia”.

Jack Anselmi presenta la sua musica come una raccolta di storie, pensieri e riflessioni, affrontati talvolta in maniera ironica e piacevole. Il teatro canzone sposa il folk nell’era dell’eterno precariato.

Roberto Casanovi parla della sua musica come un modo per sfogarsi, riflettere, tirarsela e capire dove sta andando e da dove viene. Un momento di solitudine e riflessione fra sussurri e urla trattenute.

Paolo Pelizza, (Le visioni di Paolo), dopo aver provato a suonare la chitarra e a cantare con scarsissimi risultati, si è messo a lavorare come copywriter in pubblicità. Abbandonerà il mondo dell’advertising a favore di quello della produzione di audiovisivi. Così farà tutta la gavetta da assistente ad organizzatore generale di film. E’ stato Presidente di Lombardia Film Commission ed è docente di Produzione presso Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema a Milano. Nonostante la produzione sia il suo lavoro non ha mai abbandonato i primi amori e mettendoli insieme, da qualche anno tiene una rubrica su rocktargatoitalia.eu intitolata Le Visioni di Paolo dove sproloquia di musica, recensisce concerti e chiacchiera come al bar di società e utopie.

Andrea Devis è cantautore e vocal coach. Nel 2018 è stato pubblicato il suo album di debutto da solista: "Nella Stanza" che contiene undici brani scritti di suo pugno e due cover, sospesi tra il pop degli anni ottanta, l'elettronica e la black music

Massimo Francescon Band, nata nel 2013 con il progetto di arrangiare e proporre dal vivo le canzoni del cantautore trevigiano Massimo Francescon. La band è stata protagonista di numerosi contest, vincendo importanti premi, tra questi il premio “Stefano Ronzani” a Rock Targato Italia 2017.

Lo Stato Delle Cose, è un gruppo dell’hinterland milanese Pop - Indie Rock nato nel 2015. Non vogliono descrivere storie, ma soffermarsi solo su alcuni fotogrammi in bianco e nero di istanti ben precisi. Il suono è semplice, diretto ma curato. “Le storie esistono solo nelle storie mentre la vita scorre nel corso del tempo”.

Massimiliano Morelli (poeta) è cresciuto in Liguria ma è milanese d’adozione. Apprende l’inglese giocando ai videogiochi, legge i poeti ascoltando punk e rock, studia estetica nei magazzini di vestiti vintage e impara a scrivere innamorandosi. Ha pubblicato nel 2013 la silloge “prima di noi, dopo di lei”.

Roberto Bonfanti (Scrittore), malinconico per indole, testardo per vocazione, sognatore per DNA, disilluso per puro caso, incostante e incoerente per necessità, il suo primo tentativo di scrivere un racconto risale all'età di sette anni.

Gio Manzoni (pittore), autore dell’opera “Madonna Desnuda”, cover della compilation Rock Targato Italia 2018. Nato a Cochabamba, Bolivia nel 1979, cresce in Italia dove arriva all'età di un anno e mezzo. Si diploma al Liceo Artistico di Bergamo e poi studia pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera con il massimo dei voti. Lavora in Italia e all'estero per gallerie, aziende, privati e partner istituzionali. Ha esposto alla Biennale d’Arte di Venezia nel 2011.

VideoPerformance “Dialoghi di una tela” progetto di Marco Bilico.

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Tre album per dicembre 2018: Caso, Roberto Casanovi e Remida.

Tre album per dicembre 2018: Caso, Roberto Casanovi e Remida.
articolo di Roberto Bonfanti 

Se nell’articolo dedicato ai consigli musicali di novembre si era parlato di rabbia, in questo dicembre in cui il gelo si fa sempre più penetrante e le lucine colorate iniziano a contornare le strade, mi piace pensare che, per allontanarsi dalla generale ricerca spasmodica di visibilità ad ogni costo, il trait d’union fra gli album da ascoltare possa essere la purezza.

Il bergamasco Caso della purezza ha sempre fatto una bandiera e “Ad ogni buca”, il suo nuovissimo album, non fa assolutamente eccezione: otto canzoni in cui, col suo stile spontaneo, diretto e apparentemente sgraziato da cantautore punk, l’artista dipinge degli affascinanti e incisivi quadretti emotivi fatti di malinconie da quarantenne di provincia, ricordi di gioventù e riflessioni personali.

A poco più di un anno dell’esordio, Roberto Casanovi torna con quattro nuove canzoni raccolte in un EP intitolato “Un’altra stanza”: un progetto che punta i riflettori sulla scrittura intima del cantautore comasco spruzzandola con un velo di piacevolissima psichedelia e ponendolo quasi come un ideale anello di congiunzione postumo fra la delicatezza poetica del primissimo Francesco De Gregori e l’approccio fai da te dei cantautori “da cameretta” degli anni zero.

Chiudiamo con i Remida: band emiliana dall’indole sfacciatamente pop che, con l’album “In bianco e nero”, dimostra come si possano scrivere canzoni dalle melodie pulitissime capaci di strizzare l’occhio anche al pubblico più classicamente “italiano” senza però rinunciare a una scrittura curata, quasi cinematografica, in grado di raccontare storie importanti intrise di vita e sincerità.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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QUINTORIGO in tour con MARIO BIONDI

QUINTORIGO in tour con MARIO BIONDI

dal  3 Dicembre 2018
 

I Quintorigo saranno ospiti di Mario Biondi in 12 date del suo tour 2018, a partire dal 3 dicembre prossimo. Primo appuntamento a Napoli. Saranno 12 concerti teatrali, in cui l’eclettico quartetto romagnolo, incornicerà con il suo inconfondibile sound, la splendida voce del siciliano.

Dopo la partecipazione a Umbria Jazz dove i Quintorigo e Mario Biondi hanno suonato assieme per la prima volta dal vivo e dopo l’uscita lo scorso 9 novembre di “I Wanna Be Free”, nuovo singolo di Mario Biondi con uno straordinario featuring dei Quintorigo, arriva il tour teatrale, qualcosa che sancisce in modo definito  l’avvenuto sodalizio tra i cinque artisti. 
Li seguo dagli inizi. Sono un estimatore. Il sodalizio nasce proprio da questa mia ammirazione nei loro confronti, iniziata probabilmente ai tempi del primo Sanremo”.  (Mario Biondi)

Saranno quindi i Quintorigo, definiti dallo stesso Biondi la “punta di diamante” dell’organico musicale che uniti a Federico Malaman, Max Greco e Josh Peterson daranno vita a questo capitolo live della carriera del crooner, fatto di nuove sonorità e sperimentazione.

Ancora una volta i Quintorigo si mettono in gioco, dopo oltre vent’anni di una carriera costellata di soddisfazioni e successi e festeggiata quest’anno con l’uscita del doppio album “Opposites”, lavoro in cui i quattro musicisti hanno giocato con i chiaroscuri della musica del ‘900: da Duke Ellington a Monk, da Oliver Nelson a Ornette Coleman, da David Bowie alle tinte acide dei Rage Against The Machine. Un dialogo tra artisti, fatto di classici rivisitati in stile Quintorigo, più undici brani originali.

 

IL CALENDARIO:

Teatro Augusteo, Napoli 3 dicembre

Teatro degli Arcimboldi, Milano – 5  dicembre 2018

Teatro Ariston, Sanremo - 8 dicembre 2018

Teatro Openjobmetis, Varese - 10 dicembre 2018

Teatro Colosseo, Torino - 12 dicembre 2018

Obihall, Firenze - 13 dicembre 2018

Teatro Regio, Parma - 15 dicembre 2018

Auditorium Santa Chiara, Trento - 18 dicembre 2018

Gran Teatro Geox, Padova - 19 dicembre 2018

Teatro Romolo Valli, Reggio Emilia - 21 dicembre 2018

Europa Auditorium, Bologna - 22 dicembre 2018

Auditorium Parco della Musica, Roma - 27 dicembre 2018

 

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IL PULPITO E LA PREDICA.

IL PULPITO E LA PREDICA.

Tutti voi, amici lettori, conoscete il vecchio adagio che riprendo nel titolo del “pezzo” di oggi. Quante volte lo avrete usato: senti da che pulpito viene la predica?

Nei mesi passati, alcuni eminenti scrittori, giornalisti, opinionisti, esperti di musica e costume si sono esercitati parlando di Rock, chi volendo celebrarne precipitosamente le esequie, chi sostenendo che seppur in vita non godesse di buona salute, chi, infine, orgogliosamente rivendicando che lui all’idea del Requiem ci era arrivato anni fa, prima di tutti gli altri.

Le ragioni della dipartita del mio genere preferito, a loro dire, sono quelle che seguono e che riassumo per “pezzettoni” un po’ grossi.

La prima è che il Rock sta scomparendo perché non riesce più a intercettare i giovani. Oggi, i ragazzi sono più attratti dall’hip hop o dalle forme leggere della musica pop. La musica del ghetto con i suoi temi, gli angoli dello spaccio e la vita in strada versus una  facilità sonora e di temi.

Di più, il Rock ha perso il mordente creativo, soffocato (pure!) dai suoi Grandi Vecchi ancora in attività che tarpano subdoalmente le ali a giovani emergenti di qualità, decretando l’estinzione del genere, causa assenza di ricambio generazionale.

Inoltre, sono venuti a mancare i “movimenti” quelle spinte popolari, quelle urgenze sociologiche e  creative, quell’humus generatore che avevano trovato nella musica Rock i loro manifesti, i loro inni e la loro colonna sonora. Su questi, il genere era appoggiato e appoggiava.

Qualcuno, si è addirittura spinto a parlare dei “suoni” ormai desueti del mio genere d’elezione. Vuoi mettere che ricchezza di armonizzazioni nell’hip hop! Perdonerete, seppur con tutto il rispetto, qualche piccola escursione nell’ironia.

Secondo questa analisi, non ci resta che accertare il decesso del paziente. No?

Invece, no.

Chi legge, chi ascolta musica, chi segue Rock targato Italia, chi è in grado di fare delle analisi può sinceramente dire che siamo più vivi e vitali che mai. La nostra musica si compone e si suona in tutti i Paesi del mondo, Russia, Cina e Corea del Nord incluse. In molti Stati è ancora l’urlo dei dissidenti, il canto ribelle degli uomini liberi.

Nel mondo anglo-sassone, in Nord ed Est Europa è ancora il genere più popular. L’unico genere che vende ancora supporti fisici, che produce album e resiste al nuovo modello di business fatto di like e views. Perché, semmai, è questo il problema: la rete e i social media che dovevano rendere più libero il mondo, in realtà lo controllano e lo indirizzano. Siamo continuamente sottoposti a condizionamenti esogeni. Siamo omologati e immatricolati … Se non ci pieghiamo ai modelli che devono andare bene per tutti, saremo soli e fuori dalle dinamiche.

Non è vero che ci piace l’hip hop, ce l’hanno fatta piacere perché è l’unica cosa che c’è. Ed esiste perché si fa facilmente, le produzioni normalmente costano poco perché non coinvolgono dodici turnisti bensì, un tecnico e un computer. Così i guru del marketing musicale e di quello digitale possono massimizzare i profitti visto che i dischi non esistono più e che la distribuzione è virtuale.

Intendiamoci bene, conosco bene il fenomeno (hip hop, trap, etc.) e l’ho anche raccontato … se volete approfondire, andate indietro a rileggervi i miei pezzi intitolati Generazioni e qui archiviati.  Alcuni artisti mi sono anche piaciuti; anche, qualche europeo che “tecnicamente” potrebbe essere fuori posto. Però, appunto, il ghetto è ghetto che sia fuori Parigi o vicino a South Central (anche se qui da noi si sono visti più attici in centro che banlieue). Quello che sostengo è soltanto che non ha sostituito il Rock. Ha impegnato molto spazio nel pop, semmai.

Ma, tornando ai nostri grandi dottori e alla loro esposizione, troviamo inesatta anche la motivazione secondo cui i vecchi leoni superstiti stiano impedendo la nascita di nuovi musicisti e di nuove esperienze. Negli Stati Uniti c’è un fermento incredibile di nuove band di successo come i Greta van Fleet e War on Drugs per fare solo due esempi. I primi, dopo due EP, stanno facendo il loro tour mondiale con il primo album (sono giovanissimi) e passeranno anche a Milano all’Alcatraz in febbraio, i secondi stanno ricevendo critiche molto lusinghiere e un eccezionale successo di pubblico.

Aggiungerei, che ai live dei grandi gruppi ci sono sempre delle band di supporto. E’ così che tre decenni fa (circa) il mondo ha conosciuto gli allora sconosciuti Soundgarden dell’indimenticato Chris Cornell, come supporter dei celebri Guns ‘n Roses!

Questi grandi critici da redazione, forse, ci devono fare la predica solo perché hanno un pulpito che li autorizza. O, forse  sono troppo severo con loro. Magari, vogliono solamente sentirsi parte del mondo nuovo e così, cedono al desiderio di fare il pieno di like.

Mentre, mi arrendo al loro realismo, penso che per fortuna Le Visioni le leggono in pochi! Scusate, la predica.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

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Galleria Ca’ di Fra’, AGOSTINO FERRARI: PROSEGNI

AGOSTINO  FERRARI

PROSEGNI

 

INAUGURAZIONE GIOVEDI’ 29 NOVEMBRE 2018

Ore 18.00 – 21.00

Termine mostra Venerdì, 25 Gennaio 2019

Orario galleria:  LUN – VEN 10-13 / 15-19

Presentazione del Catalogo Ragionato dell’opera di Agostino Ferrari (Electa), a cura di Martina Corgnati. Circa 2500 le opere documentate, esclusi i multipli e i progetti, oltre a testi critici e apparati bio-bibliografici. 

Agostino Ferrari

PROSEGNI

a cura di Martina Corgnati

La Galleria Ca’ di Fra’ presenta la mostra personale dell’artista milanese Agostino Ferrari, “Prosegni”, a cura di Martina Corgnati, a conclusione delle molteplici e importanti iniziative dedicate quest’anno all’artista milanese.

Prosegni, continuazione ed elaborazione dei lavori precedenti, della serie Interno/Esterno, sono i lavori più recenti, impegnativi se non impressionanti prodotti dall’artista milanese, tridimensionali e realizzati soltanto in due grandi formati, 230 x 160 cm, e 160 x 110 cm. In essi sono contenuti, in una specie di sintesi essenziale e straordinariamente potente sul piano visivo, tutto il percorso di Ferrari e i temi fondamentali della sua ricerca. Nei Pro-segno (dal latino “pro”, davanti), la dimensione pittorica è arricchita da una valenza plastica reale, che permette al segno di imprimersi in profondità e di ri-emergere con immutata elasticità e nettezza dalla superficie. 

Nella loro consistenza tridimensionale, le opere di questa serie riprendono direttamente gli spunti anticipati quasi mezzo secolo prima dal Teatro del segno, in cui l’elemento segnico si risultava effettivamente provvisto di una natura concreta e tale da andare oltre la bidimensionalità della superficie. L’artista però, in quel momento, stava mettendo a punto un semplice alfabeto che in Pro-segno si trova invece elaborato in una poetica compiuta, un autentico “discorso” pittorico, plastico e spaziale, articolato a partire dalle medesime premesse. 

 Il segno, lungamente complice dell’artista e strumento principe di ogni sua implicita “narrazione”, anche autobiografica, diventa adesso l’esploratore cui è consentito immergersi ed emergere da uno squarcio nero, più o meno presente o addirittura incombente nella superficie del quadro. In questo modo il segno, una linea continua mobile attraverso vari livelli di profondità che caratterizzano la superficie, sempre ben visibile e flessuoso, plastico e dinamico agisce da mediatore fra la dimensione oscura e invisibile, posta illusoriamente “dentro” al quadro, e lo spazio immanente, apparentemente “davanti” al quadro, in una luce piena che è anche quella dello spettatore. 

Per oltre mezzo secolo Agostino Ferrari ha utilizzato il segno come strumento espressivo capace di raccontare le sue emozioni personali e le sue reazioni verso la realtà esterna ma anche come cifra di un linguaggio partecipe del mainstream contemporaneo, fra post-informale, arte programmata, minimal, pop e i vari ritorni alla pittura. Pittura, o meglio azione diretta sulla superficie a cui Agostino Ferrari non ha mai voluto rinunciare.

Biografia Agostino Ferrari nasce a Milano il 9 novembre 1938. Espone per la prima volta nel 1961 alla galleria Pater, presentato da Giorgio Kaisserlian. Incontra Lucio Fontana e gli artisti con cui l’anno successivo fonderà il gruppo del Cenobio. I giovani milanesi vogliono “salvare al pittura” interpretandola e rinnovandola così da renderla gesto puro, primitivo ma al contempo proteso verso il futuro. La via da seguire è quella che porta alla nascita di una vera e propria “poetica del segno” dove la tecnica pittorica si riduce a grafia e la composizione a un sovrapporsi di tratti archetipici cifrati. Dopo lo scioglimento del gruppo, Ferrari continua a coltivare il segno come scrittura non significante. Nel 1966 espone a New York, alla Eve Gallery. Successivamente, tornato in Italia, elabora cicli oggettuali e processuali dedicati agli ingredienti della pittura, segno, forma e colore, vere e proprie “messe in scena” dal carattere “fondamentalmente plastico”, come scrive Lucio Fontana nel 1967. Questa ricerca lo conduce, nel 1975, all’Autoritratto, l’unica installazione prodotta in tutto il suo itinerario creativo, esposta per la prima volta all’Arte Fiera di Bologna con la Galleria L.P.220 di Torino e, l’anno successivo, nella mostra personale a Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Negli anni successivi, tra il 1976 e il 1978, Ferrari esegue l’Alfabeto, due serie di sei opere che sono la conseguenza dei suoi studi di Segno Forma Colore e che segnano la sintesi di quanto contenuto nell’Autoritratto. Nel 1978, dopo un soggiorno a Dallas dove espone l’Alfabeto presso la Contemporary Art Gallery, riemerge in lui l’esigenza di esprimersi con il segno puro ed entra in un periodo di “rifondazione”. Quasi contemporaneamente incomincia l’uso della sabbia vulcanica, che resterà caratteristica costante del suo lavoro fino ad oggi.  

Agostino Ferrari ha esposto in centinaia di mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Fra le più importanti si ricordano soltanto le personali al Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1976), al Palazzo Braschi di Roma (1992), alla Casa del Mantegna di Mantova (2010), alla Fondacion Frax di Alfas del Pi (Alicante, Spagna) (2011), al Palazzo Lombardia (2013). 

Fra le onorificenze ricevute, il premio per l’incisione Joan Mirò (1971) e il premio alla carriera Bugatti-Segantini (2017). Nel 2007 ha realizzato alcune opere pubbliche permanenti nella piazza Borgoverde di Vimodrone, su incarico del gruppo Land (Landscape Architecture) di Milano.  Ha lavorato con gallerie di primo piano in Europa come Franz Paludetto (Torino), Thomas Levy (Amburgo), Lorenzelli (Milano), Centro Steccata (Parma).  Oggi è rappresentato da Ca’ di Fra’. Sue opere figurano fra l’altro nelle collezioni Manuli, Moratti e Rabolini.

 

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WOW Spazio Fumetto: un'esposizione dedicata ad Attila

A WOW Spazio Fumetto torna la magia della stagione scaligera con un'esposizione dedicata ad Attila, lo storico protagonista dell’omonima opera lirica di Giuseppe Verdi. Una mostra per scoprire come il mitico Re degli Unni sia stato raccontato dai fumetti, dall’illustrazione popolare e dal cinema.

  1. Dall’opera di Verdi al mito sarà visitabile da sabato 1° dicembre a domenica 6 gennaio, a ingresso libero.

Venerdì 7 dicembre il museo ospiterà la proiezione su megaschermo dell’opera Attila di Giuseppe Verdi trasmessa in diretta dal Teatro alla Scala. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti: prenotazioni a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / 02 49524744.

L'esposizione e la proiezione fanno parte del programma ufficiale della Prima Diffusa, il ricco calendario di eventi organizzato dal Comune di Milano in collaborazione con Edison.

 

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An Evening with Manuel Agnelli

Vertigo presenta:

An Evening with Manuel Agnelli  

uno spettacolo unico, che vedrà MANUEL AGNELLI in una versione intima e in un rapporto quasi confidenziale con il pubblico.

Brani tratti dall’ormai trentennale repertorio di AFTERHOURS, in versioni totalmente inedite, si alterneranno a cover dense di significati per il suo percorso musicale, a brani strumentali di varia estrazione di genere e a quelle letture che hanno ispirato la sua poetica e i capisaldi del suo racconto.

MANUEL AGNELLI sarà accompagnato sul palco da RODRIGO D'ERASMO, violinista, polistrumentista e arrangiatore, suo sodale ormai da molti anni in numerosissimi progetti.

An evening with Manuel Agnelli sarà un'occasione irripetibile per ritrovare o scoprire un lato artisticamente più intimo di uno dei personaggi più iconici della contemporaneità musicale del nostro Paese.  

Ecco di seguito le date:

An Evening with Manuel Agnelli

 

  1. 03ASSISI (Pg), Teatro Lyrick              
  2. 04FIRENZE, Obihall        
  3. 04 MESTRE, Teatro Toniolo                                   
  4. 04PESCARA, Teatro Massimo
  5. 04TARANTO, Teatro Fusco
  6. 04CATANIA,Teatro Metropolitan                     
  7. 04PALERMO, Teatro Golden
  8. 04SENIGALLIA (An), Teatro La Fenice
  9. 04BOLOGNA, Auditorium Manzoni
  10. 04MILANO, Teatro Dal Verme             
  11. 04TORINO, Teatro Colosseo
  12. 04ROMA, Auditorium Parco Della Musica / sala Sinopoli
  13. 04GENOVA, Teatro Della Tosse

 

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