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Visioni finali.

Visioni finali.

No, state tranquilli! Non sono “finali” nel senso che non le scriveremo più … Non vi voglio così bene da smettere! Come faccio, ormai, da qualche anno, dopo le finali nazionali del contest di musica Rock Targato Italia, vi rendo conto di vincitori e vinti, di giurati e organizzatori, di pubblico e curiosità. Non posso esimermi, nemmeno quest’anno.

Tra le novità di questa edizione, le date: di solito le finali venivano effettuate verso la fine di settembre. In questo appuntamento 2019 si sono disputate tra il 10 e il 12 settembre. Date, quindi, ancora balneabili ma che, tutto sommato, riportano già solo le eco dei racconti di vacanzieri e viaggiatori. Per ricordare a tutti che la pacchia è finita, il meteo si mette a sperimentare tre serate piuttosto fresche delle quali si pentirà subito dopo. Poco male, perché a scaldarci ci pensano pubblico e artisti che si avvicendano sul consueto palco del LegendClub a Milano. Il livello è sempre alto, alla faccia di chi vorrebbe musica e progetti culturali orpelli buoni, tutt’al più, per intrattenere un popolo sempre più portato all’analfabetismo umanistico e creativo.

Molto interessante il Convegno che si è organizzato a latere del concorso dal titolo: “Le Indies,  dai pionieri ai produttori di oggi, quale eredità e quale futuro? Quali spazi alla diversità della musica giovanile nei programmi e festival TV musicali del servizio pubblico?”

Il convegno ha visto intervenire personaggi del calibro di Giordano Sangiorgi (Presidente MEI), Iaia De Capitani (manager PFM e Etichetta Aerostella), Federico Montesanto (Presidente MIA), Giulio Casale, RCCM band, il nostro Roberto Bonfanti, il mitico Francesco Caprini deus ex machina di Rock targato Italia e Piero Cassano (Matia Bazar). Il dibattito è stato impreziosito dall’amichevole incursione del guru del giornalismo musicale Mario Luzzato Fegiz.

Altra novità di quest’anno i Premi Speciali: Francesco Di Giacomo vince il Premio Speciale per il Miglior Album (uscito postumo, purtroppo, e che ho recensito per voi quest’estate) “La Parte Mancante”, il Premio Speciale Artisti nel Mondo va a Giulio Casale che si aggiudica anche quello per il Miglior Singolo, Premio Miglior Tour alla Premiata Forneria Marconi mentre quello per miglior band a RCCM e Wallace Records vince quello per la Migliore Etichetta.

Grandi novità anche in Giuria: in questa edizione composta da sette membri: Claudio Formisano, Luca Gobbi, Alex Pierro, Roberto Bonfanti, Alberto Album Riva, Giovanni Poggio (ex direttore artistico Ricordi e nuovissimo membro) e il sottoscritto.

Cambia il Presidente della Giuria e, finita, l’”Era Pierro” comincia l’Era Formisano! Il nuovo Presidente che si avvicenda alla carica dopo un paio di anni in cui era stato, appunto, Alex Pierro a ricoprire questo ruolo, si dimostra subito serio e volenteroso. Dimostra anche una certa propensione ad essere realmente un “Presidente Operaio” quando con insospettabile agilità si lancia sul palco durante l’esibizione del Pesce Parla a raddrizzare un’asta di un microfono che si stava inesorabilmente ammainando.

Le tre serate hanno rappresentato anche una serie di rocambolesche esperienze per il nostro giovane giurato Luca Gobbi che, prima arriva con un treno che porta centoventi minuti di ritardo (praticamente il viaggio della speranza) poi a causa della rottura del cancello esterno del suo Bed and Breakfast si trova a dover scavalcare per andare a dormire ma, visto da una pattuglia dell’Benemerita Arma dei Carabinieri viene invitato senza tanti convenevoli a recarsi con loro in caserma! A nulla, valgono le insistenti proteste del giovane Luca che mostra anche di essere in possesso della chiave della stanza e del cancello esterno. E’ quasi l’alba quando l’equivoco viene chiarito.  Il povero Luca, poi si prenderà una fastidiosa influenza con febbre cavallina che pregiudicherà la sua partecipazione all’ultima serata e verrà rilevato più che degnamente da Filippo Milani frontman dei Nylon, vincitori della scorsa stagione.

Il lavoro della Giuria viene fatto con simpatia, competenza e umanità. Siamo lontanissimi dalle atmosfere tese e cruente dei talents show televisivi. Ci sta, in un concorso, anche a perdere, tuttavia la Giuria ha il massimo rispetto per tutti i partecipanti e, soprattutto durante le ultime edizioni e questa in particolare, il livello è alto e, quindi, si è davanti ad un lavoro particolarmente gravoso.

Tutti i nomi dei vincitori dei vari premi 

Alla fine vincono Educta Fais e Pesce Parla. I primi sono un duo romano con un progetto molto interessante che racconta con sonorità particolari foriere di qualche inquietudine, eventi di cronaca o attualità sociale con una tensione estremamente suggestiva sia per i testi, sia per la ricerca e i paesaggi sonori. I secondi sono (come l’anno scorso!) pavesi … Che ci sia un movimento che è sfuggito al mainstream a Pavia? Il progetto è contrario a quello degli altri vincitori: ironici e solari tra pop e punk ma, anche, con una grande verve teatrale.

Il Premio Città di Milano va ai Geyser, band autoctona e autenticamente rock. Il Premio compilation va a Anaconda, Educta Fais, Evolve Alba, Geyser, Il Pesce Parla, Mau Nera, Revolution 0, Riccardo Autore, Roofsize e TreRose che potranno pubblicare un loro inedito sulla compilation di Rock Targato Italia. I TreRose si aggiudicano anche il prestigioso Premio Ronzani.

Questa la cronaca. In conclusione, posso o devo raccontarvi cosa ho percepito e respirato. Intanto, partendo dai più vicini, al tavolo dei giurati c’è stato molto lavoro costruttivo ma, anche, tanta simpatia e comunità di intenti. Purtroppo, non possono vincere tutti ma, tra di noi, c’è molto rispetto per chi sale sul palco. Ma potrei raccontarvi anche della stima e della coesione che c’è con gli artisti e con gli organizzatori. Rock targato Italia è un happening dove, alla fine, ci si diverte tutti. Anche il pubblico, quest’anno più numeroso, è stato caldo e partecipe.

Infine, mi corre l’obbligo di dire che Rock Targato Italia è anche un’atmosfera, un punto di incontro … Un luogo ideale dove ci si scambiano esperienze, opinioni, tensioni creative e artistiche. Un luogo dove succedono cose che non ti aspetti come quando qualcuno a serata conclusa ha ancora voglia, imbraccia la chitarra e si mette a fare il cantante da spiaggia! Non denuncerò il soggetto in questione!!!

Ma è soprattutto una riserva! Lontana da quel mainstream omologato che ci vogliono cacciare nelle orecchie a forza come una cattiva medicina. Una medicina che ci curerà contro intelligenza, curiosità e critica. Rock targato Italia è il luogo dove l’unica cosa che accomuna e impedisce ogni conflittualità è un incrollabile e incontrovertibile amore per la musica e l’umanità.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

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ALL YOU NEED IS LIVE 2019

ALL YOU NEED IS LIVE 2019

12 SETTEMBRE – ore 19,45

CARROPONTE / La festa di Radio Popolare

CACAO MENTAL

TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI

BUD SPENCER BLUES EXPLOSION

DA OGGI IN VENDITA ONLINE SU MAIL TICKET

In occasione della festa di Radio Popolare al Carroponte il 12 settembre, abbiamo invitato alcune delle band che in questi anni abbiamo ospitato più spesso ai nostri microfoni, nei nostri studi, sul palco del nostro Auditorium. Saranno sul palco del Carroponte per la loro  ultima data del fortunatissimo “Sindacato Dei Sogni Tour” i Tre Allegri Ragazzi Morti, la cumbia dei Cacao Mental……..ma ci sarà anche una terza band, i Bud Spencer Blues Explosion. L’istinto e la potenza live che nutrono l’essenza del duo alt-rock si mostreranno ancora, regalando la stessa energia devastante che ha percorso tutto il tour dello scorso anno. Saranno solo due le date di quest’estate e li ritroveremo sul palco nella formazione originale: Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio. 

Ad aprire la serata saranno i Cacao Mental, ritmi latinoamericani e contaminazioni da tutto il mondo per un mix esplosivo fra Elettronica Tradizione AfroPeruviana e Psichedelia. una parola: CUMBIA!

Cacao Mental è un progetto che fonde cumbia, musica elettronica e psichedelia, in canzoni che avvicinano la tradizione musicale latinoamericana ad una sonorizzazione cinematica e ballabile insieme. Cacao Mental nasce nel 2014 dall'incontro tra il cantante Kit Ramos (peruviano) e il produttore e polistrumentista Stefano Iascone (milanese - Roy Paci & Aretuska), che iniziano a combinare atmosfere acustiche ed elettroniche scrivendo canzoni sui ritmi della cumbia, ritmo e genere musicale ballabile che dalla Colombia si è diffuso in quasi tutti i paesi dell'America Latina. Dopo un lungo lavoro di esplorazione e ricerca verso un sound identitario, al progetto si è aggiunto stabilmente il chitarrista milanese Marco Pampaluna, e quasi contestualmente nel 2017 la band ha cominciato a portare dal vivo la miscela efficace di strumenti elettrici, acustici ed elettronici, in uno show che ha fatto e sta facendo ballare tutta Italia.

 

A dieci anni esatti dall’uscita dell’omonimo disco d’esordio, i Bud Spencer Blues Explosion annunciano due imperdibili appuntamenti dal vivo: due concerti speciali in programma a settembre a Milano e a Bologna per festeggiare questo decennale.

Il 12 settembre il duo alt-rock  sarà al Carroponte di Milano per la Festa di Radio Popolare e condividerà la serata con i Tre allegri ragazzi morti. Il 14 settembre, invece, la band calcherà il palco di ‘Tutto Molto Bello’ a Bologna.

Dopo dieci anni vissuti on the road, con centinaia di concerti in Italia ed Europa, la pubblicazione di altri tre dischi, molte collaborazioni, allargamenti di formazioni e tantissimo Blues & Rock, Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio decidono di celebrare questo traguardo esibendosi in Duo. Ritornano alle origini del loro sound, recuperando l’essenza e la potenza che li hanno da subito caratterizzati come il duo rock più famoso d’Italia. La band è reduce del successo dell’ultimo album “Vivi Muori Blues Ripeti” (2018) e di un tour che li ha visti raccogliere l’entusiasmo e l’accoglienza di un pubblico sempre crescente e un ampio consenso da parte della critica.

Tre allegri ragazzi morti conosciuti per le loro performance mascherate e i live di rock essenziale, TARM sono considerati uno dei pilastri della scena punk rock alternativa italiana. Il disco, “Sindacato dei sogni”, arriva a tre anni dal precedente “Inumani” ed è pubblicato da La Tempesta, l’etichetta indipendente fondata proprio dai Tre allegri. Il titolo è un chiaro omaggio al rock psichedelico (“Sindacato dei sogni” è la traduzione di The Dream Syndicate, il gruppo californiano formato nel 1981 da Steve Wynn, massimo esponente del movimento musicale Paisley Underground) ed il nuovo album dei Tre allegri, che sembra ad un primo ascolto un ritorno al sound originale del gruppo.Tre allegri ragazzi morti sono Davide Toffolo, Enrico Molteni e Luca Masseroni.


Il biglietto del concerto, che servirà a sostenere l’indipendenza di Radio Popolare, emittente libera e senza padroni dal 1976 costa 15,00 euro!

 

Appuntamento quindi a gioverdì 12 settembre 2019 al Carroponte!

Il concerto inizierà alle 19,45!

Biglietti in prevendita  online su MailTicket

I diversamente abili entrano gratis e potranno usufruire di una pedana rialzata

Biglietti per i bambini:

  • tra gli 0 e i 9 anni entrano gratis
  • tra i 10 e i 15 anni pagano 10 €
  • dai 16 anni biglietto intero

La biglietteria al Carroponte aprirà alle 18.00

Info e aggiornamenti su: www.radiopopolare.it

 

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PIANO CHE PIOVE va il Premio "Gozzano"

PIANO CHE PIOVE

con il brano "Tango Sbagliato"

Vincono il Premio “Gozzano”

Al Biella Festival Music Video

I PCP, hanno vinto il premio "Gozzano" per il miglior testo alla 21a edizione del Biella Festival Music Video, manifestazione dedicata alla canzone d’autore che si svolge da 21 anni. Il premio sarà consegnato alla band composta da Sabrina Botti, Claudio Resentini e Ruggero Marazzi nel corso della serata che si svolgerà sabato 7 settembre al cinema "Verdi" di Candelo. La formazione milanese ha vinto con il brano "Tango sbagliato" il cui testo è di Ruggero Marazzi.

PIANO CHE PIOVE (PCP)

Il progetto PCP (Piano Che Piove) nasce da un'idea di Ruggero Marazzi, autore dei brani che compongono il repertorio, e si sviluppa stilisticamente con il sensibile contributo di diversi amici musicisti.

Le canzoni, musicalmente connotate da sfumature di generi diversi sulla matrice della canzone d'autore, sono ispirate a tematiche di esperienza comune con un occhio aperto sul contesto reale e perseguono un obiettivo di leggerezza espressiva, in antitesi al sensazionalismo della comunicazione contemporanea.

Il primo disco della band, “In viaggio con Alice”, è stato selezionato al Premio Tenco fra le cinquanta migliori opere prime del 2015.  

Nell'attuale formazione i PCP sono Sabrina Botti alla voce, Claudio Resentini al basso acustico e Ruggero Marazzi alle chitarre. 

NEL WEB:

Sito Web: https://www.pianochepiove.it/

Facebook: https://www.facebook.com/pianochepiove/

Instagram: https://www.instagram.com/pianochepiove/

 

FRANCESCO CAPRINI - FRANCO SAININI 

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano 

  1. 02 58310655 Mob. 3925970778 – 393 2124576

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

web: www.divinazionemilano.it 

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COUNTERFEIT. per ben tre date nel mese di ottobre

tre date in Italia!

 “Together We Are Stronger” è il disco di debutto pubblicato nel 2017 che ha portato COUNTERFEIT. al grande pubblico. Un tour nei club letteralmente pieni e un ottimo inizio di carriera. Dopo varie apparizioni sui palchi dei festival europei, la giovane formazione inglese guidata da Jamie Campbell Bower torna sulle scene con un brano nuovo dal titolo “It Gets Better”. e un disco in arrivo di cui vi daremo dettagli appena possibile. COUNTERFEIT. è sinonimo di rock, passione e sentimenti profondi.

Nel frattempo, siamo felici di annunciare il ritorno in Italia di COUNTERFEIT. per ben tre date nel mese di ottobre.

 

  1. 10 ROMA, Orion
  2. 10 CESENA, Vidia Club
  3. 10 MILANO, Santeria Toscana 31

Ahttps://www.facebook.com/therealcounterfeit/

 

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Quattro album per settembre 2019: Tv Lumière, Megàle, Frigo e Phomea.

Quattro album per settembre 2019: Tv Lumière, MegàleFrigo e Phomea.
articolo di Roberto Bonfanti

Settembre. È ancora estate ma, al tempo stesso, in qualche modo, non lo è già più. Proviamo a lavarci via la sabbia e la salsedine con un’ondata di sana inquietudine.

Avrei dovuto odiarti”, nuovo album dei Tv Lumière, è un lavoro che sembra nascere nel punto esatto in cui il post-rock più malinconico incontra la new wave più irrequieta. Canzoni crepuscolari dalle atmosfere suadenti, dalle sonorità scure e dalle ritmiche dilatate che sanno prendere per mano l’ascoltatore e accompagnarlo in un viaggio affascinante fra ombre e intimismo.

C’è una dose importante di inquietudine, nell’esordio dei Megàle, duo bolognese dalla voce femminile dedito a un intreccio molto personale di minimalismo elettronico e canzone d’autore. “Imperfezioni” è un album coraggioso ed elegante fatto di un’elettronica irrequieta ed evocativa che accompagna una serie di riflessioni intime intessute su trame vocali raffinate e per nulla scontate.

Può esserci inquietudine anche nel pop. Ce lo dimostra Frigo con il suo “Non importa”: un disco di canzoni orecchiabili che strizzano spudoratamente l’occhio all’indie-pop più alla moda con tanto di richiami agli anni ‘80 ma che, a un ascolto più attento, non riescono a nascondere una vena narrativa malinconica e a tratti amara che rende tutto decisamente più vero e interessante.

Ama scavarsi dentro, il toscano Phomea. E ama mettere in musica i suoi umori nel modo più diretto possibile, miscelando approccio lo-fi e anima rock. Il risultato è un disco grezzo che trae fascino proprio dalle imperfezioni che non nasconde e dalla ruvida visceralità con cui è composto, concepito e realizzato mettendo a nudo una poetica sporca e sincera.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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Biografie Artisti - Finali Nazionali 31/a edizione

Artisti in programma 10 settembre 2019 dalle ore 21,30

Educta Fais è il nome del progetto di collaborazione tra due artisti romani: Stefano Pais e Paolo Fattorini. Entrambe con e sperienze artistiche significative, come la collaborazione con l'astrofisica Margherita Hack, la vittoria a "Sanremo Rock Festival & Trend", la partecipazione ad "Un Disco per l'Estate" e al "Festivalshow". Decine di concerti in Italia e in Germania, Berlino...luogo in cui è nato il sodalizio. Fatti di cronaca o gli accadimenti personali di particolare drammaticità, sono il fulcro del progetto creativo, in cui l'accompagnamento musicale è colonna sonora, ruvida e minimale di testi senza censure, cinici e crudi che non chiedono approvazione e non usano edulcorante. Le parole, attraverso la teatralità di Stefano, diventano megafono di quelle "storie malate" che sono sempre più "storie comuni" di questi tempi. Una grancassa a scandire gli accenti più forti, una chitarra/basso per le note più cupe...essenziali gli arrangiamenti, quasi per non "nascondere" più certe verità. Fattorini educe (tirare fuori da...) Pais, ed insieme creano qualcosa che singolarmente non sono.

  • SIRIUS – (Campania, Salerno)

Il progetto Sirius MusicArtVision, nato nel 2015 da un'idea di Joe Peduto, (Guitar / Voice) e Josh Di Pasca, (Keyboards / Voice), prende il nome dalla famosa canzone di Alan Parsons Project (Sirius). Il duo campano pubblica il primo album autoprodotto,"Revenge", tra progressive, elettronica e rock, distribuito dall'etichetta digitale Tunecore con la straordinaria partecipazione di Luca Colombo. Nel 2018, un tour promozionale in giro per l'Italia con concerti, festival e concorsi importanti e le finali di Sanremo Rock ricevendo il "Premio Emersione”. Nella prima metà del 2019 è pronto il nuovo singolo "Do not Believe in Love", distribuito digitalmente da Tunecore, che anticipa l'uscita nel 2020 di un B-Side, "In the Mirror", una raccolta di nuovi e vecchie canzoni mai pubblicate.

Giovanni Giardina (drums) e Salvo La Rosa (keyboard), provenienti da generi musicali differenti, si incontrano precedentemente in una rock band inedita e decidono di formare nel 2014 un duo strumentale. Un suono dalla matrice rock, punto di incontro dei due, e dalle forti aperture alla sperimentazione, miscelato ad accenni elettronici e urla “poliglotte” da vita ai Roofsize.

Un pizzico di pop e un goccio di elettronica, su una solida base rock, immediato e diretto nato da una reunion piemontese di Paolo, Pier, Roberto e Stefano.

La costante ricerca di assimilare la musica rock in tutte le sue forme e varietà senza limiti ne confini è quello che definisce gli intenti di questi 5 ragazzi fiorentini. Direttamente dalla disciolta rock band The Cross of Paul di cui rileva l'eredità artistica, nasce la rock band REVOLUTION 0 in cui militano Martina la Rocca e Tommaso Benedetti (voce e bassista dei The Cross of Paul ) che insieme al batterista Alessandro Muru e al chitarrista Gabriele Tarchi tracciano una nuova strada nel panorama del rock d'autore avvalendosi dei testi dello scrittore poeta Massimiliano "Vantablack" Fancelli.

Il progetto Nylon prende vita nel 2014 dalla collaborazione fra Filippo Milani (voce), Davide Montenovi (chitarra) e Adriano Cancro (violoncello). La band vanta una stretta collaborazione con Roberto Re (basso) e Fabio Minelli (batteria), strumentisti noti della scena lombarda. Le diverse estrazioni dei musicisti creano un repertorio originale, in cui il genere cantautorato trova sostegno in arrangiamenti più elaborati che spesso hanno riferimenti ai generi più disparati (jazz, classica, manouche, folk, rock e hard rock). Lo spettacolo ha una forte impronta teatrale, che mira a coinvolgere in modo diretto il pubblico per non lasciarlo semplice spettatore. La band apre i concerti di artisti quali Max Manfredi, le Luci della Centrale Elettrica, Roberto Angelini, Omar Pedrini, Alessandro Grazian. Nel 2016 è stato pubblicato un EP di straculto “Antipasto Crudo”, di solo quattro canzoni distribuito esclusivamente ai concerti. Nel Gennaio 2019 è stato, infine, pubblicato il primo album dal titolo: “Quasi fosse una tempesta”. 

 

Artisti in programma 11 settembre 2019 dalle ore 21,30

La necessità di espressione in un tempo ingrato ci portò a Evolvere. Immersi nell’Alba che rischiavamo di perdere, decidemmo d’arrivare anzitempo.Era un gioco esteso a otto mani. Nell’elettrico ed elettronico a gridar pace e rabbia. Abbraccianti l’acustico la dove serviva dipingere un cielo non più così terso. Non vi erano limiti.

I SilentlesS sono una band di Roma formatasi nel 2016 da un'idea di Fabrizio e Diego, ripartiti dalle ceneri della loro precedente esperienza musicale. Con l'arrivo di Danila Sansoni alla voce, Massimo Ilari alla batteria Marina Bruni al basso (prendendo il posto di Diego) e Silvia Marino all'altra chitarra, il gruppo si consolida dando vita a brani inediti su un genere modern rock, spaziando tra sonorità oscure e richiami all'hard & heavy.

  • TREROSE - (Emilia Romagna, Modena)

I Trerose prendono forma nel 2015 da Pino Dieni, Eleonora Merz e Fabiano Spinelli come risposta ad una spinta creativa incontenibile. Il risultato è una musica pop in lingua italiana, dalle sonorità scure e con divagazioni sorprendentemente psichedeliche, suonata alla vecchia maniera con poca elettronica e tante riprese in diretta.

Tra atmosfere post-punk e chitarre blues il risultato è una sonorità trascinante che unisce ritmi serrati a testi intensi.

  • GEYSER - (Lombardia, Milano)

Il progetto Geyser nasce nel 2016 dal desiderio e dalla necessità di fare musica di quattro musicisti provenienti da differenti esperienze precedenti. Nell'estate 2017 raccolgono un anno di prove e di idee in ZERØ, album di 7 canzoni registrato presso il Mordecai Recording Studio di Carugo, che unisce liriche e melodie cantautoriali ad atmosfere rock, pungenti e di impatto.

 

Artisti in programma 12 settembre 2019 dalle ore 21,30

Il gruppo si forma a Padova nel 2011 da persone disposte a mettere a nudo la propria anima e trasformarla in musica, che hanno il coraggio di mostrare le proprie debolezze, sofferenze, gioie e desideri e trasformarle in suoni, che vogliano suonare live per condividere con altre persone le proprie emozioni, che concepiscano il gruppo musicale come una condivisione di anime per creare emozioni, senza velleità di avere leadership ma con la volontà solo di condividere, che non abbiano fretta o altri scopi che non siano creare bella musica ed emozionare.

Riccardo Autore è un autore siciliano, compositore, arrangiatore e musicista etneo attivo dagli anni 90

        ANACONDA ROCK BAND (Bari, Puglia )

La band si forma a Conversano nel lontano (quasi lontanissimo) 2000. I quattro componenti fissi della band portano avanti il progetto pop rock italiano fatto di soli brani inediti, suonando su tutto il territorio regionale e partecipando spesso anche a manifestazioni fuori regione Tantissimi i live nei locali di ogni angolo conosciuto all’umano scibile, da Conversano a Siena, da Brescia a Gioia del Colle senza sosta, fino a quando la band non decide di prendersi un periodo di riflessione nel 2011. Nel luglio 2017, con qualche occhiaia e qualche figlio in più, la band torna a produrre e proporre il pop rock che l’ha contraddistinta per un decennio. Questa formazione ha partecipato con ottimi risultati al RMI festival di Mola di Bari nell’estate 2018 e nel frattempo sta tornando a farsi apprezzare nei club locali oltre ad aver avuto il privilegio di suonare sul palco centrale del Novello sotto il Castello (Conversano 2017) e del Puglia Wine Festival (Alberobello 2018). I nostri brani attualmente sono richiedibili anche in diverse radio locali. Ad Aprile è uscito anche il nostro primo videoclip del brano “Santa”, visionabile sul nostro canale YouTube

 

La band di Treviso debutta nella primavera del 2016 da 4 musicisti sulla soglia dei 40 anni, molto diversi tra loro ma con l’unico fine di formare una rockband alla ricerca di uno stile che coniughi melodie semplici, incisive e orecchiabili, alla tecnica e alla ricercatezza delle soluzioni esecutive, adottate nelle loro

Il pesce parla: cinque individui di sesso variabile hanno deciso di creare una cover band di classiconi del country. Non conoscendo affatto il country, hanno improvvisato melodie tutto il tempo per non sfigurare gli uni con gli altri. Da qui sono nati i primi cinque brani country inediti in italiano. Ma siccome - lo si vuole ribadire - nessuno dei componenti del gruppo conosce il country, i pezzi non sono country.

Originaria da Parma la band “The Criminal Chaos” è formata da Nik Bergogni (voce), Pablo Chittolini (basso), Helder Stefanini (batteria) e Mirco Caleffi in arte “Keffia” (chitarra), Ivan Chittolini (sonorità elettroniche) Il sound ha un forte impatto rock, caratterizzato dallo strumento musicale suonato, magico, sudato e ricercato. Il debutto ufficiale dei “The Criminal Chaos” avviene con la pubblicazione del singolo Smalltown Boy” - rivisitazione della celebre hit dei Bronski Beat. La collaborazione con l’ingegnere del suono Roberto Barillari, grazie alla sua esperienza con importanti artisti (Lucio Dalla, Negramaro, Gianmaria Testa, Samuele Bersani, Stadio, Paolo Conte, Zucchero, Francesco Guccini), ha permesso ai “The Criminal Chaos” una forte crescita sonora e artistica. Per fine settembre è prevista la pubblicazione dell’album di debutto “SURREAL REALITY. Il disco contenente sette brani è prodotto in collaborazione con Fabrizio Grossi – produttore italoamericano dalle collaborazioni altisonanti con artisti del calibro di Steve Vai, Billy Gibbons/ZZ Top, Joe Bonamassa, Ice T, Dave Navarro, Steve Lukather e molti altri artisti della scena mondiale. Durante le sessioni in studio la band si è avvalsa anche della collaborazione di Fulvio Ferrari, arrangiatore e compositore, nonché tastierista di Luca Carboni, che ha contribuito alla composizione di armonie corali, creando un sound sognante e psichedelico.  Il disco è stato mixato da Fabrizio Grossi nel suo studio di North Hollywood e masterizzato da Pete Doell all’Aftermaster Studios in California.  

 

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Rock Targato Italia - Finali Nazionali 31/a edizione

Dal 10 al 12 settembre 2019

Al LegendClub di Milano

(Viale Enrico Fermi 98 – angolo Via Sbarbaro)

Dal 10 al 12 settembre, al LegendClub, di Milano si terranno le Finali Nazionali della trentunesima edizione di Rock Targato Italia, uno dei contest di scouting più longevi d’Italia, organizzato dall’Associazione Culturale Milano in Musica e ideato da Francesco CapriniFranco Sainini e Stefano Ronzani (giornalista musicale).

Nell’arco delle tre serate sono 15 le band provenienti da ogni parte d’Italia che, valutate da una giuria di professionisti, si contenderanno i PREMI DELLA RASSEGNA. 15 proposte capaci di spaziare fra generi diversi, dal rock più classico alla canzone d’autore fino alle nuove tendenze e all’elettronica, offrendo uno spaccato ampio e valido del panorama musicale odierno.

Questa nuova edizione non si limiterà però al concorso storico per gli artisti emergenti ma presenterà anche alcune grandi novità fra cui il ritorno delle TARGHE SPECIALI ROCK TARGATO ITALIA: sei premi esclusivi, conferiti da una giuria composta da operatori del settore musica, cinema, moda e letteratura affini al mondo di Rock Targato Italia, che verranno consegnati il 12 settembre all’interno della rassegna e andranno a rendere merito ad altrettante importantissime realtà affermate.

La giornata del 12 settembre ospiterà, nel pomeriggio, alle 15.00, anche il CONVEGNO-WORKSHOP organizzato da Divinazione Milano e dal MEI intitolato: “LE INDIES:  DAI PIONIERI AI PRODUTTORI DI OGGI, QUALE EREDITA’ E QUALE FUTURO? QUALI SPAZI ALLA DIVERSITA’ DELLA MUSICA GIOVANILE NEI PROGRAMMI E FESTIVAL TV MUSICALI DEL SERVIZIO PUBBLICO?”

Il convegno si pone come un’occasione preziosa e aperta a tutti di dialogo fra le diverse espressioni della filiera musicale, con il coordinamento di Francesco Caprini (Rock Targato Italia, Divinazione Milano) e la partecipazione di Giordano Sangiorgi (Presidente del MEI), Iaia de Capitani (Manager Premiata Forneria Marconi e Etichetta Areostella), Federico Montesanto (Presidente MIA - Musica Indipendente Associata), il cantautore Giulio Casale, la band degli RCCM, il giornalista e scrittore  Roberto Bonfanti, Piero Cassano (Matia Bazar) e altri in via di definizione.

Al centro della tre giorni milanese ci sarà però, come anticipato, il concorso, con tre serate che rappresenteranno il punto culminante di un lungo percorso di selezioni che, a partire dall’inizio dell’anno, si sono svolte in ogni regione d’Italia per portare al Legend Club gli elementi più interessanti dell’attuale sottobosco musicale.

Rock Targato Italia annuncerà dal suo blog i premi e i riconoscimenti, con un’ultima preziosissima novità nata da un’iniziativa di Francesco Caprini e Andrea Rosi (presidente Sony Italia): la possibilità per i vincitori del concorso di incidere una demo presso gli studi storici della RCA.

PREMI di Rock Targato Italia sono: GRAN PREMIO ROCK TARGATO ITALIA. PREMIO STEFANO RONZANI. PREMIO SPECIALE CITTA DI MILANO.

Sono aperte le iscrizione per partecipare alla XXXII edizione di Rock Targato Italia


Programma:

10 settembre -   ore 21.30:   

11 settembre -   ore 21.30:   

12 settembre

ore 15.00:

ore 17,30

consegna Premi Targhe Rock Targato Italia 2019 

ore 21.30:  

 

Biografie Artisti

 

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UNO STRANO E INFINITO SOGNO.

UNO STRANO E INFINITO SOGNO.

In questi giorni agostani, qualche amico delle Visioni mi ha rimproverato il fatto che non ho “coperto” il cinquantesimo anniversario di un evento che, per un post-hippie come me (mi ha definito così letteralmente!), dovrebbe essere un po’ come la Pasqua per un cattolico praticante. Ho ribadito, con una battuta, che non faccio il cronista, “faccio” il Visionario e, quindi, non ho nessun obbligo o necessità di stare sulla notizia. Ma, quando poi le voci si sono moltiplicate, ho dovuto abiurare alla volontà di rifarmi vivo in settembre.

L’evento a cui si fa riferimento, ovviamente, è Woodstock, un (ma potremmo usare l’articolo determinativo) happening musicale che si svolse cinquanta anni fa il 15 agosto scorso nello Stato di New York. La curiosità principale è che non si svolse a Woodstock (una cittadina della Contea di Ulster) come nell’idea di promotori e organizzatori ma a Bethel e, ciò nonostante, la manifestazione (forse perché gli era già stata attribuita il nome) venne intitolata la Fiera delle Arti e della Musica di Woodstock. Nell’idea dei quattro ideatori della “Fiera” c’era quella di reiterare una tradizione di grandi eventi musicali degli anni prima (i Sessanta avevano visto Monterey, la Summer of  Love, etc.). Inizialmente,  Lang, Roberts, Rosenman e Kornfeld (organizzatori e promotori dell’evento N.d.R.) avevano pensato di realizzare un grande studio di registrazione in zona: il posto era rurale e tranquillo, adatto a fare in modo che nessuno facesse caso al via vai di rockstars che sarebbero andate e venute. Presto però, l’idea virò verso l’organizzazione di un grande festival musicale. Così cominciarono a cercare il terreno dove realizzarlo. Dopo un batti e ribatti di richieste e mancate autorizzazioni per alcuni siti nei dintorni di Woodtsock, una motivata da una legge presunta che proibiva assembramenti oltre le cinquemila persone, la scelta cadde su Bethe; dapprima solo su un terreno di 15 acri appartenente a Elliot Tiber, repubblicano e accanito sostenitore della guerra del Vietnam (!). A seguito della richiesta degli organizzatori e del successo delle vendite dei biglietti (18 dollari l’uno, ai tempi era una cifre ragguardevole), Tiber mise a disposizione le sue buone relazioni con i vicini perché l’area venisse ampliata. A tutti, sia prima che dopo, venne promesso che al Festival non ci sarebbero state più di 50.000 persone. Alla fine, si arrivò a 500.000 presenze.

Non vi racconterò la storia, la scaletta, le band, etc. perché sono stai impiegati fiumi di inchiostro e chilometri di pellicola per raccontare l’evento e gli anedotti, le nascite, gli aborti spontanei, le due morti (una per overdose e una per un incidente con un trattore). Non vi racconterò che quando i quattro matti che si sono inventati questa iniziativa avevano cominciato non c’era un gruppo, un artista che avesse accettato di andarci. Non vi dirò che The Who si convinsero solo dopo aver sentito che i Creedence Clearwater Revival avevano accettato. Non vi racconterò delle percosse con la chitarra ad un attivista impegnato per la liberazione di John Sinclair (un giovane che era in carcere per aver tentato di vendere degli spinelli ad un agente in borghese a cui Lennon dedicò una canzone) da parte di Townshend che, finito il brano che stavano suonando, si rivolse al pubblico e disse che il prossimo che fosse salito sul palco lo avrebbe ucciso.

Vi racconterò del clima, però. Di una grandezza inaspettata. Del respiro che ebbe e del fascino che esercita ancora questo evento (come la Summer of Love, prima) dentro e fuori dagli Stati Uniti. Vi racconterò di quanti volevano che si scrivesse di una miriade di sciroccati fatti e violenti, una generazione di pacifisti perché senza spina dorsale, incapaci di impegnarsi per grandi ideali, impossibilitati ad assurgere a grandi destini. Invece, Woodstock ribadì, oltre ogni dubbio, che l’unico vero ideale perseguibile era la pace. Non c’è nessuna santità nella guerra, in nessuna guerra. Soprattutto, allora dato di cronaca, in quella del Vietnam non c’era nulla di morale o necessario: una faccenda sporca e basta.

Potrei raccontarvi di giornalisti coraggiosi che si rifiutarono di seguire la linea dei loro editori reazionari e del Festival di Pace e Musica (fu ribattezzato così) raccontarono la verità.

La verità con dentro anche il sesso libero, l’uso e l’abuso di sostanze stupefacenti, la scarsa organizzazione (non ci si aspettava una così grande affluenza) dei servizi igienici e di pronto soccorso ma, quel grande anelito che parlava di una protesta ferma e determinata, ancorché pacifica. Una grande lezione da parte di una generazione che voleva cambiare il paradigma nel buio di quei tempi, che voleva restituire al mondo la speranza.

Potrei raccontarvi dello “stupro” che Jimi Hendrix fece dell’Inno Nazionale. Intervistato successivamente a chi voleva che esplicitasse il perché, Jimi avrebbe risposto: “…suona maledettamente meglio così, non trova?” Non c’era niente da spiegare, dentro all’eccesso di diminuite dissonanti, c’era la rabbia per le politiche sociali inesistenti, per la repressione dei movimenti studenteschi pacifisti e dei diritti civili da parte di una polizia violenta, e, last but not least,  la contrarietà alla guerra.

Potrei raccontarvi di quanti “suonarono” a memoria perché impossibilitati a sentire quello che stavano facendo. Successe a quasi tutti.

Preferisco però raccontarvi questo: io, nell’agosto del 1969, avevo quasi sei mesi. Molti anni dopo ho scoperto che nell’anno della mia nascita sono avvenuti due eventi epocali: la conquista della  Luna e Woodstock, appunto.

Di Woodstock ho letto tantissimo, ho visto film e documentari, interviste e testimonianze dell’epoca e più recenti. Per me è difficile capire cosa ha significato quella maratona di musica per i tempi e che cosa ci dica anche oggi. Ho colto e compreso lo sguardo di altri ma non posso averne uno mio. Forse, ne intuisco il clima, respiro quel senso di speranza, di possibilità.

Una generazione che manifestava al mondo la necessità di una potenziale e positiva discontinuità. Una generazione che non aveva paura dell’autorità costituita. Una generazione che era là, pronta a ricostruire le macerie di un’umanità persa in nome degli interessi privati, del capitalismo, dell’imposizione della realpolitik imposta dalla Guerra Fredda.

Di Woodstock, questo ho capito: prima della storia di un grande evento musicale, è la storia di un pensiero, la storia di un sogno.

Un sogno che non abbiamo mai realizzato ma che continuiamo a sognare.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

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LA DIGNITA’ DELLA PAROLA.

"LE VISIONI DI PAOLO"

LA DIGNITA’ DELLA PAROLA

di Paolo Pelizza

La musica, come sappiamo, è il linguaggio universale. Solo ascoltando la musica, noi possiamo provare emozioni e farci trasportare dentro a suggestioni e racconti solo con le note.

Perché dentro alla musica c’è una drammaturgia senza bisogno di parole. Basta ascoltare tutta la musica sinfonica, quella orchestrale delle colonne sonore di film (alcune sono veri e propri capolavori, ad esempio la soundtrack di Blade Runner) o quei brani strumentali negli album prog degli anni Settanta (suggerisco, a questo proposito, di riscoprire il bellissimo disco di Emerson, Lake and Palmer “Brain Salad Surgery”).

Detto questo, molti musicisti e compositori, hanno dato molta importanza al testo dei loro brani. Lo hanno fatto con l’approccio dei grandi letterati e poeti o con quella saggezza istintiva che solo l’uomo della strada può avere.

Lo ha fatto, per cominciare subito con il botto, Robert Zimmerman in arte Bob Dylan. Lo ha fatto talmente bene che, questa sua attitudine di scrivere grandi testi poetici, gli hanno fruttato un Nobel per la Letteratura. Il fatto non era scontato per nessuno, nemmeno per lui, tanto che nel discorso che manda all’Accademia c’è molta riconoscenza e stupore. Dylan si domanda anche se si fosse mai chiesto se le sue canzoni fossero Letteratura (la L maiuscola è voluta!) oltre al fatto che si sarebbe aspettato di vincere questo premio così prestigioso quanto che sarebbe andato sulla Luna.

Eppure, molte canzoni, hanno testi poetici o contengono messaggi importanti. Lo è, per esempio, la supplica della madre al figlio in Simple Man dei Lynard Skynard. Lei spiega al figlio seduto accanto che il segreto per essere felici è quello di prendersi il proprio tempo e di essere qualcuno che si ama e si capisce. In una parola: essere un uomo semplice.

Possiamo, per restare sul noto, comprendere la profondità del senso di colpa, nel testo di Wish you Were Here, una canzone di poco di più di tre minuti dentro alla quale c’è una consapevolezza tragica: “ti hanno convinto a barattare i tuoi eroi con gli spettri”.

O, rimanendo nel mondo della fascinazione poetica, i bei pezzi dei Maiden, ispirati dai testi di giganti come Coleridge e Tennyson. Harris e soci “rubano” e rinnovano i versi dei poeti ne The Rime of the Ancient Mariner e in The Trooper, quest’ultima, ispirata dalla poesia Charge of the Light Brigade, che racconta un evento sanguinoso ed eroico della cavalleria britannica durante la guerra di Crimea.

In questo breve pezzo pre-pausa vacanziera, non posso esimermi (tanto ve lo aspettate!) di citare la suggestiva tensione mistica del testo di Stairway To Heaven. Un viaggio lungo una scala che giace nel vento che sussurra. Andando avanti per la nostra strada, le nostre ombre saranno più alte delle nostre anime, impossibilitate a brillare. A meno che, noi si ascolti molto attentamente, la melodia che arriva fino a noi e ci fa comprendere che tutti siamo uno e uno è tutti.

Finirei con l’artista con cui ho cominciato, Bob Dylan.

“Come ci si sente? Ad essere soli. Senza conoscere la direzione di casa. Ad essere un completo sconosciuto. Come una pietra che rotola.”

Perdonatemi per la pigrizia, se invece di spacciarvi parole mie, ho usato quelle di altri. Non sarà farina del mio sacco ma, è farina buona.

Vi prometto che mi rileggete presto, ricaricate le batterie, riprenderò a raccontarvi le mie deliranti Visioni e a sproloquiare di musica e società.

Un abbraccio sincero,

il vostro Visionario vacanziero.

di Paolo Pelizza

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Premi Rock Targato Italia 2019

Annuncio Vincitori

Premi Rock Targato Italia 2019

Premiata Forneria Marconi - Giulio Casale - Piero Cassano - Francesco Di Giacomo - Rccm - Wallace Records – Radio Italia Anni 60

Le Targhe di riconoscimento per ciascun premio saranno conferite ai prescelti dal 10 al 12 settembre, durante lo svolgimento delle FINALI NAZIONALI della 31/a edizione di Rock Targato Italia, presso il Legend Club di Milano

Sono stati selezionati i vincitori dei sette Premi Rock Targato Italia per l’anno 2019 dalla giuria composta da operatori del settore musica cinema moda e letteratura affini al mondo di Rock Targato Italia, il contest di scouting tra i più longevi d’Italia, ideato da Francesco Caprini, Franco Sainini e Stefano Ronzani (giornalista musicale).

Di seguito sono elencati i premi e i rispettivi vincitori.

foto pfm

Premio Miglior Tour

Premiata Forneria Marconi (PFM) - “PFM canta De André – Anniversary”

PFM Premiata Forneria Marconi è un gruppo musicale molto eclettico ed esuberante, con uno stile distintivo che combina la potenza espressiva della musica rock, progressive e classica in un'unica entità affascinante. Nel 2011 la band debutta con l’ambizioso progetto “PFM in classic” dove si cimenta con mostri sacri della musica classica come  Mozart, Prokofiev, Verdi, Korzakov e molti altri… a questo progetto fanno seguito un tour in Giappone (accompagnati da un'orchestra giapponese), e un tour teatrale in Italia con l’uscita di un doppio cd. Nello specifico il premio va al tour “PFM canta De André - Anniversary”, con la seguente motivazione “Il tempo e lo spazio sono annullati dalla poesia e dalla musica che sempre e per sempre ci accompagnano nella vita”.

 

Premio Speciale Rock Targato Italia Artisti Italiani nel Mondo

Piero Cassano

Piero Cassano è compositore, autore, musicista e artista, protagonista assoluto di tantissime canzoni portate al successo dalla sua band storica “Matia Bazar” e da interpreti universali protagonisti della musica italiana nel mondo intero. Quali ad esempio Eros Ramazzotti, (“Cose della Vita” cantata in duetto con Tina Turner, “Musica è” in coppia con Andrea Bocelli e “Se bastasse una canzone” insieme a Luciano Pavarotti). Mina, Anna Oxa, Ricardo Montaner, Sergio Dalma.

Un riconoscimento che premia l’Uomo, l’Artista, la personalità, la fantasia e professionalità attraverso la sua straordinaria opera e invidiabilissima carriere artistica.

Premio Miglior Album

Francesco di Giacomo – “La parte mancante”

Francesco di Giacomo, il gigante buono del Banco di Mutuo Soccorso (importantissima band prog italiana), deceduto nel 2014, “esce” con un nuovo album dal titolo “La Parte Mancante”. Il lavoro comprende dieci brani realizzati dallo stesso Di Giacomo e Paolo Sentinelli (sodalizio artistico che coincide con la fine della sua avventura nel Banco nel 2004 e la sua scomparsa), la produzione è curata dalla moglie Antonella Caspoli e dallo stesso Sentinelli. Il cantante, con la sua voce calda e potente, ci porta dentro alla parte mancante di ognuno di noi: quella che si alimenta delle nostre solitudini. I testi sono lirici ed emozionanti, sono quelli di un poeta che conosce nel profondo l’animo umano e possiede gli strumenti per raccontarlo dentro ai suoi miracoli ma, anche, nella sua disperata desolazione.

Premio Miglior Singolo

Giulio Casale – “Soltanto un video”

Artista sensibilissimo ed eternamente irrequieto, con il singolo “Soltanto un video” Giulio Casale riesce a fotografare in modo spietatamente lucido il senso di sconfitta e smarrimento di un uomo alle prese con le proprie malinconie e con le tremende contraddizioni della società contemporanea. Una canzone capace di coniugare sincerità, poetica di spessore e un linguaggio musicale moderno, imprevedibile e ricercato che trasporta la canzone d’autore nel tempo presente e la proietta in quello futuro.

 

Premio Miglior Etichetta

Wallace Records

Dal 1999 il nome Wallace Records è sinonimo di coerenza, coraggio e autentica indipendenza musicale. Sperimentazione, post-punk, jazz-rock, elettronica destrutturata e mille altre contaminazioni inusuali trovano spazio nell’enorme catalogo dell’etichetta. Vent’anni di ricerca con uno spirito orgogliosamente underground e autenticamente indipendente senza nessuna concessione a scorciatoie o mode passeggere. Il ventennale della nascita dell’etichetta è senza dubbio il momento ideale per rendere merito è quello che è un esempio rarissimo di passione, integrità e costanza.

Premio Miglior Band

RCCM

Gli RCCM sono la dimostrazione che nel 2019 si può ancora fare buona musica e al tempo stesso parlare del tempo presente in modo lucido e fuori da ogni retorica: atmosfere scure, suoni spigolosamente minimali, chitarre post-rock, approccio disincantato e una voce che affonda le dita nelle ferite più profonde della nostra epoca, senza paura di raccontare il senso di totale smarrimento umano che imperversa né di scagliarsi contro i meccanismi politici ed economici che dominano questo tempo. Una rivelazione inaspettata. “Frasi per tatuaggi”, nuovo album della band, irrompe nell'apocalittica realtà contemporanea, facendo i conti con l'italiano imbruttito, incattivito, ansioso e paranoico, ossessivo e puntuale commentatore del tutto con il nulla, in caduta libera oltre l'orlo di un precipizio politico, esistenziale e ambientale. Mentre il pensiero critico, la riflessione o la semplice ragione sono ridotti a patologia psichiatrica o reato perseguibile.

Premio Speciale Comunicazione Musicale

Radio Italia Anni 60

Radio Italia anni 60, un franchising radiofonico nato 20 anni fa e che trasmette ogni giorno in tutta Italia ma anche su satellite e attraverso App in streaming e device con Amazon echo e Google Home. Una radio che raggiungendo quasi il milione di ascoltatori certificati ogni giorno dalle indagini ufficiali, offre la grande musica italiana e internazionale in particolare dagli anni 60 agli anni 90 .

UNA RADIO SENZA TEMPO....PER TUTTO IL TEMPO !

 

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