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Nuova data SOS "Negli occhi anniversario tour

S.O.S “NEGLI OCCHI” ANNIVERSARIO TOUR

Domenica 14 giugno dalle ore 21.00 c/o HAPPENING 2015 LAZZARETTO Bergamo

NDS Music presenta il gradito ritorno sulla scena live degli S.O.S. (Save Our Souls), band lombarda rivelazione degli anni '90.

Vincitori delle importanti manifestazioni Rock Targato Italia nel 1993 e di Ritmi Globali nel 1995, pubblicano nello stesso anno il secondo album: “Negli Occhi”. Il Disco, che vede alla produzione artistica Paolo Fanzaga e alla consolle l'ingegnere del suono John Grimes (già al lavoro con gli U2), vende oltre 5000 copie ed ottiene entusiastici consensi da critica e pubblico. Gli S.O.S. sono: Marco Ferri "Bruco" (autore, voce), Simone Trevisàn (chitarra), Milly Fanzaga ( batteria),Nicola Mazzucconi (basso).

Dopo gli appuntamenti di maggio presso Triantan e Beerghem, domenica 14 giugno la festa della cooperazione HAPPENING 2015 a Bergamo attende la nuova tappa di NEGLI OCCHI ANNIVERSARIO TOUR che celebra, i 20 anni dall'uscita del disco “Negli occhi” (di cui verrà presentato il CD nella versione “Remastered”, già disponibile sugli store digitali). 

Band di supporto, SCAREMEN, capitanati alla voce dalla bravissima Asia Pascal.

Domenica 14 giugno procederà anche NDS Music DEMO Tour: gli endorsers di NDS Music (Cristian Rocco e Simone Trevisàn alla chitarra - Nicola Mazzucconi al basso), prima dell’inizio del concerto, presenteranno una gamma di strumenti ed accessori musicali, rimanendo a disposizione di coloro che vorranno toccare con mano il mondo di NDS.

Links di riferimento:

sosrock.band  (S.O.S. - Sito Ufficiale)

ndsmusic.com (NDS Music – Sito Ufficiale)  

https://www.facebook.com/events/381368135396501/ (evento NDS)

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IL VOLUME DELLA SONISPHERE.

IL VOLUME DELLA SONISPHERE.
Due eventi in qualche modo collegati mi hanno spinto, partendo dalla musica, a esplorare altre discipline.
Il primo è costituito dall’incursione de “l’italiano” che più italiano non c’è, nella Chinatown milanese … Ora, la cosa mi ha interessato dal punto vista antropologico. L’esperimento, dotato di una buona dose di coraggioso empirismo, è (come volevasi dimostrare) fallito. A parte che chi conosce l’idioma del popolo lunare non capisce nulla del mandarino mediterraneo di Cutugno… L’operazione televisiva, ma quella musicale, in particolare, è figlia del nostro tempo. Cerchiamo di spacciare un po’ di orpelli che abbiamo in magazzino … chissà che non possano interessare ai nuovi padroni del mondo, che non ci facciano entrare nel loro immenso mercato interno con roba che era in saldo trent’anni fa e che (magari) non ce la paghino per nuova anche se abbondantemente tarmata. Non si butti via niente!
Non c’è nessun dubbio che con i nuovi padroni dagli occhi a mandorla, ci si debba fare i conti. Il confronto deve essere anche e soprattutto culturale; proprio per questo, dovremmo mostrare le cose più belle e importanti del nostro Paese e quel fermento che è l’unica occasione per andare avanti, per dimostrare di non essere un popolo stanco e ancorato ai fasti del passato ma ancora vivi e pieni di idee e energia. Non credo che, al di là della simpatia per l’artista, si sia scelto l’alfiere giusto per rappresentare la forma artistica più universale. Qualcuno potrebbe eccepire che ragionare del “lancio” di un reality show come fosse una cosa importante sia eccessivo. Personalmente, devo rilevare che proprio sul “POP” si gioca una partita importante. In questo caso, non ci siamo cimentati con qualità. All’amico Toto, spero che sia stato corrisposto un compenso parametrato alla tenerezza che ci suscita e cioè molto alto.
Dall’antropologia alle discipline scientifiche. Il 2 giugno, Festa della Repubblica, il popolo del Rock è ad Assago. Causa attesa di un’amica ritardataria perdo le performance di Meshuggah, Gojira, We Are Harlot e Hawk Eyes. Sono dispiaciuto soprattutto di essermi perso la band francese …
Sono i Faith No More a consolarmi. Patton si cimenta in divertenti monologhi in ottimo italiano. A sorpresa la band di San Francisco esegue un classico dei Commodores: Easy. Il popolo del Metal attonito e divertito viene apostrofato dal vocalist poliedrico. “Cantate, cazzo!” è l’invito che viene proposto rigorosamente in italiano. Il popolo obbedisce timidamente. La performance finisce con l’invito alla trattoria di fronte. Il conto lo paga lui … per quarantamila.
La pausa in attesa dei Metallica si consuma tra una coda interminabile per una birra e un panino con la salamella. Assago è il premiato zanzarificio di Milano e uno straordinario stormo di vampiri mi danno l’assalto.
Mentre pensi a quanti Natali passerai in compagnia della salamella, la band di Hammet parte. E parte forte. L’effetto è quello della Citrosodina. La salamella è domata nel tempo di una intro.
Dopo l’omaggio a Morricone, è Fuel il primo brano. A proposito di discipline scientifiche, ripasso mentalmente la tavola degli elementi. Spero che Mendeleev mi aiuti a capire di cosa si tratta. Certo, è metallo. Ed è pesante.
Grande la performance, tra i loro cavalli di battaglia. Il climax esplode in One, aiutata dai laser e dalle macchine del fumo che evocano i tristi cieli di Iraq e Afghanistan delle più stupide e recenti guerre. I Metallica sono straordinari. Sostenuti da una base ritmica poderosa, granitica e precisa come la lama di un bisturi, si concedono generosi anche al pubblico … Hammet fa chiudere un “solo” ai fans oltre le transenne, Ulrich alla fine del concerto fa battere le pelli ad un ragazzo. Tre i bis, tra cui Nothing Else Matters e Enter Sandman. Sincera la dichiarazione d’amore per il popolo italiano di James Hetfield.
Potrei ammorbarvi con disamine tecniche, ad esempio sull’uso sapiente dei feedbacks (Hendrix sarebbe orgoglioso di questi ragazzi!). Non lo farò. Mi basta farvi sapere che chi vorrebbe il prepensionamento per questi artisti non ha idea di quale stato di grazia ancora li accompagni, quale energia riescano ancora a trasmettere e quanto ancora si divertano a calpestare il palco.
Stavolta, l’organizzazione non è stata male. Voto sei e mezzo di incoraggiamento. I bagni chimici sufficienti, discreta, rassicurante e non invasiva la presenza dei Carabinieri. Ancora qualche sbavatura nella gestione di accessi e vie di fuga e (soprattutto) troppo pochi i posti di ristoro per le bevande, visto anche il caldo tropicale.
Otto al personale di servizio. Cauti, autorevoli e tranquilli quando devono far scendere alcuni ambiziosi spettatori arrampicati sul tetto dei bagni chimici, alla caccia di un punto di vista privilegiato. Sempre sicura e incruenta la loro azione.
Dieci e lode al pubblico della Sonisphere! I concerti Rock sono il posto dove si trova la gente più educata del mondo. Nessuna paura o problema per alcuni disabili, i molti bambini e alcune donne incinta. Il Rock non conosce barriere, nemmeno architettoniche!
Mentre cammino verso la metropolitana penso a quanto mi ha assorbito la musica, alle emozioni che ancora riesce a darmi, a come mi ha avvolto.
Mi viene in mente la mia professoressa di algebra e geometria del liceo. Chissà come calcolerebbe il volume della Sonisphere.

Paolo Pelizza

Rock Targato Italia

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Traduttori

IL CAVALIER SERPENTE

Perfidie di Stefano Torossi
25 maggio 2015

TRADUTTORI

A parte il gusto discutibile, non si può negare a questa vetrinetta entomologica un suo tono irri-spettosamente divertente (osservare con attenzione l’esemplare spillato al centro).
E’ uno dei giochetti (arte?) che abbiamo visto esposti alla mostra “I Belgi, barbari e poeti” inaugurata il 14 maggio al MACRO. Ridere, i giochetti fanno ridere, o magari solo sorridere. Stupire, stupiscono (ci sono scheletri che ballano il tango, quarti di bue appesi, inquietanti teste di gufi impagliate). Insomma, se uno non va proprio a cercare l’appagamento estetico, si può ac-contentare. (Fra le piacevolezze offerte, c’erano all’ingresso due ragazze della Ferrero che por-gevano, anche a chi come noi è entrato, uscito, rientrato e riuscito più volte spinto dalla gola, deli-ziosi cioccolatini).
Poi però, più che sorridere, abbiamo sghignazzato delle didascalie scritte in grande sui muri, in un italiano da peracottari. Ci corre l’obbligo civile e morale di denunciare i responsabili, traduttori, presumiamo, dal francese. Ecco i nomi, ripresi dal catalogo: Nicole Gesché-Koning e Lorenzo Van Elsen. Complimenti! Se il MACRO si fosse rivolto a un qualsiasi italiano di passaggio a Via Nizza, l’operazione sarebbe riuscita meglio.

“Art” in francese è maschile. “Arte” in italiano, invece no. Lo sanno un po’ tutti. Tranne, evidentemente, i Sigg. Gesché-Koning e Van Elsen.

Qui viene fuori la grandeur: “Noi non ci facciamo parlare dietro da nessuno. Nella parola “disagio” basterebbe una sola “g”? E noi ce ne mettiamo due, crepi l’avarizia e vive la France!”

Di fronte a questo ermetico “se tant’è”. Siamo rimasti senza parole.
Certo che per essere una mostra ufficiale, ospitata in un grande museo italiano, un bel quattro meno meno per le prodezze linguistiche se lo meritano.

Il povero Carravagio
Tanto per rimanere in argomento, qualche giorno fa, fendendo eroicamente le transumanze turistiche, spinti dal desiderio di rifarci gli occhi, ci siamo intrufolati nella chiesa di San Luigi dei Francesi che ospita in una cappella defilata uno dei cicli più famosi di Michelangelo Merisi, la Conversione di Matteo.
Sono tre capolavori da cui la chiesa trae giusto orgoglio, tanto che per illuminare il buio vano che li ospita (senza elettricità sono praticamente invisibili), e per trarne anche un certo utile, fa pagare un euro per pochi secondi.

Per l’acculturamento dei visitatori hanno piazzato nei pressi tre grandi pannelli (in inglese, francese, italiano) che spiegano la struttura, il significato e la simbologia delle opere.
Purtroppo le traduzioni nella nostra lingua sono anonime, altrimenti sapremmo chi ringraziare per queste perle; tante che a infilarle ci verrebbe fuori un bel girocollo.
Ecco il primo pannello, con il nome del famoso artista scritto in una grafia che possiamo senz’altro definire fantasiosa.

E, nel secondo pannello, il futuro santo che esita a presentarsi con l’altra mano, il dubbio che il personnaggio sia bene quello di Matteo, e la scena che si svolge nell’instante, eh!?

Nel terzo, poi, abbiamo addirittura un nuovo elemento: la finestra a crociata a forma di croce.

Dalla gran folla che ci stava intorno, facile calcolare che ogni giorno questi capolavori letterari finiscono sotto gli occhi di qualche migliaio di persone. Una bella figura davvero.

La biscia striscia. Alla Dante Alighieri, 20 maggio ore 18. Presentazione, nella magnifica Galleria del Primaticcio, di “L’ospedale della lingua italiana – Dove le parole usurpate dalle omologhe americane trovano cura e conforto”, libretto di Roberto Nobile.
Nobile iniziativa, scherziamo sul cognome dell’autore, e anche divertente; però si tratta di un al-tro (il milionesimo?) tentativo di demonizzare l’uso di parole straniere nella nostra lingua.
E’ inutile brontolare. La lingua non è una mummia e per rimanere viva (sia quella in bocca, sia quella sulla tastiera, o, per i più stagionati, nel pennino) deve continuare a guizzare come una biscia. Lo ha sempre fatto. E guizzando, inevitabilmente molla la pelle vecchia e sfoggia quella nuova che, se poi le rimane addosso, vuol dire che è abbastanza elastica e confortevole da durare.
Muffa rimpiangere le vecchie espressioni, snob e sciocco ridere di quelle nuove.
Tanto, e per fortuna, la biscia striscia senza dar retta ai lamenti di nessun saccentone.


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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: http://blog.libero.it/torossi

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25 ANNI CON I SENZA TETTO A SOS STAZIONE CENTRALE: Eventi e concerti

25 ANNI CON I SENZA TETTO A SOS STAZIONE CENTRALE

Nel maggio del 1990 grazie alle FERROVIE DELLO STATO è stato aperto alla Stazione di Milano il servizio per i senza tetto, voluto da DON ANTONIO MAZZI per andare incontro a chi si trovava in difficoltà, SOS STAZIONE CENTRALE.
Da allora il centro ha offerto ininterrottamente aiuto alle persone che si trovano in condizioni di grave emarginazione sociale a Milano.

Tutte le migrazioni sono passate da lì: dall’est europeo, le donne che a migliaia volevano fare le badanti, le persone che fuggivano dall’ex Jugoslavia e dai teatri bellici, la costante migrazione dal Maghreb, i flussi dai paesi di più recente inserimento in Europa, per arrivare ad oggi con i migranti dai paesi critici dell'Asia e dal centro Africa.
Oltre agli italiani senza dimora che avevano eletto la propria dimora nello scalo.

Un servizio di aiuto diretto alle persone, che ha consentito a molti di trovare modi e ponti per uscire alla vita di strada e che ha sempre combattuto il degrado che queste fasce di popolazione ai margini ed in condizioni di disagio introducevano nel tessuto della stazione, nella vita dei cittadini, della zona e della città.

“Nei primi anni 90 la stazione era un girone dantesco: centinaia di tossicodipendenti, spacciatori, mortalità per overdose e Aids. Solo nei primi dieci anni avevamo preso contatti con circa 3000 persone con problemi di droga. A parte poche risorse e la buonanima di Fratel Ettore allora non c’era nulla. Oggi la situazione è decisamente migliorata pur se ancora molto c’è da fare. La nostra presenza c’è stata sempre costituendo per i senza tetto, nelle varie epoche e con etnie diverse, un costante punto di riferimento. Festeggiare 25 anni è un momento importante per noi e per condividere nella festa la vicinanza fra cittadini, volontari, senza tetto e amici; per superare le barriere e riaffermare la necessità di un servizio di prima accoglienza come SOS, portato avanti con tenacia in tutti questi anni, nonostante le gravi difficoltà economiche, che solo grazie al sostegno della FONDAZIONE EXODUS e di don Mazzi sono state finora superate” dice MAURIZIO ROTARIS, responsabile del centro.

Festa, proiezioni, concerto e pranzo con amici, volontari e senza tetto.
Il pranzo per 200 persone sarà offerto dalla FONDAZIONE PROGETTO ARCA, mentre la parte musicale e artistica vedrà la presenza di numerosi musicisti ed artisti di strada, con un ricco programma: oltre alla storica BAR BOON BAND, nata nello scalo ferroviario a SOS fra i senza tetto, ci saranno MATTEO TERZI in arte “SOLTANTO”, MANU ONE WOMAN BAND, MARINA MADREPERLA cantante e artista di strada, EDWIN ONE MAN BAND, MILTON FERNANDEZ scrittore, MAURO RAMERIO attore e recitatore

Sabato 23 maggio 2015 ore 10
SOS Stazione Centrale
Sottopasso Mortirolo 6
20124 Milano
Per info: 0266984543

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25 ANNI CON I SENZA TETTO A SOS STAZIONE CENTRALE: Eventi e concerti

25 ANNI CON I SENZA TETTO A SOS STAZIONE CENTRALE

Nel maggio del 1990 grazie alle FERROVIE DELLO STATO è stato aperto alla Stazione di Milano il servizio per i senza tetto, voluto da DON ANTONIO MAZZI per andare incontro a chi si trovava in difficoltà, SOS STAZIONE CENTRALE.
Da allora il centro ha offerto ininterrottamente aiuto alle persone che si trovano in condizioni di grave emarginazione sociale a Milano.

Tutte le migrazioni sono passate da lì: dall’est europeo, le donne che a migliaia volevano fare le badanti, le persone che fuggivano dall’ex Jugoslavia e dai teatri bellici, la costante migrazione dal Maghreb, i flussi dai paesi di più recente inserimento in Europa, per arrivare ad oggi con i migranti dai paesi critici dell'Asia e dal centro Africa.
Oltre agli italiani senza dimora che avevano eletto la propria dimora nello scalo.

Un servizio di aiuto diretto alle persone, che ha consentito a molti di trovare modi e ponti per uscire alla vita di strada e che ha sempre combattuto il degrado che queste fasce di popolazione ai margini ed in condizioni di disagio introducevano nel tessuto della stazione, nella vita dei cittadini, della zona e della città.

“Nei primi anni 90 la stazione era un girone dantesco: centinaia di tossicodipendenti, spacciatori, mortalità per overdose e Aids. Solo nei primi dieci anni avevamo preso contatti con circa 3000 persone con problemi di droga. A parte poche risorse e la buonanima di Fratel Ettore allora non c’era nulla. Oggi la situazione è decisamente migliorata pur se ancora molto c’è da fare. La nostra presenza c’è stata sempre costituendo per i senza tetto, nelle varie epoche e con etnie diverse, un costante punto di riferimento. Festeggiare 25 anni è un momento importante per noi e per condividere nella festa la vicinanza fra cittadini, volontari, senza tetto e amici; per superare le barriere e riaffermare la necessità di un servizio di prima accoglienza come SOS, portato avanti con tenacia in tutti questi anni, nonostante le gravi difficoltà economiche, che solo grazie al sostegno della FONDAZIONE EXODUS e di don Mazzi sono state finora superate” dice MAURIZIO ROTARIS, responsabile del centro.

Festa, proiezioni, concerto e pranzo con amici, volontari e senza tetto.
Il pranzo per 200 persone sarà offerto dalla FONDAZIONE PROGETTO ARCA, mentre la parte musicale e artistica vedrà la presenza di numerosi musicisti ed artisti di strada, con un ricco programma: oltre alla storica BAR BOON BAND, nata nello scalo ferroviario a SOS fra i senza tetto, ci saranno MATTEO TERZI in arte “SOLTANTO”, MANU ONE WOMAN BAND, MARINA MADREPERLA cantante e artista di strada, EDWIN ONE MAN BAND, MILTON FERNANDEZ scrittore, MAURO RAMERIO attore e recitatore

Sabato 23 maggio 2015 ore 10
SOS Stazione Centrale
Sottopasso Mortirolo 6
20124 Milano
Per info: 0266984543

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Omar Pedrini a Macao Milano: Concerto Acustico

Omar Pedrini a Macao Milano 14 agosto
Concerto Acustico

Zio Rock a Macao è straordinario!! Sensibile romantico, il buon beatnik ci porta nel suo mondo poetico con fare delicato, canzoni forti, urla di una generazione senza vento.

Il viaggio

Macao città libera è arte, immaginazione, fantasia, ma soprattutto azione. I suoi abitanti vivono sogni concreti.

Incontro magico

La beat generation irrompe nella scena: LA STRADA, LA VITA , LA MEMORIA IL RACCONTO.
La solitudine dell’artista giganteggia su tutti. L’emozione brucia il cuore.

“Concerto di qualità..” dice il Sainini. Grandioso l’impianto luce ….20 lumini!!

Emozioni di straordinaria intensità

Bravo Omar uomo del mondo. Per un attimo hai trovato la tua isola e, alla gente del porto, lungo gli esili e fragili pontili hai dato le tue migliori cose.

Furetto

PS
Oggi 14 agosto martedì il ricordo va a Stefano Ronzani che, in questo giorno dal 96, ci è sempre accanto, sornione e sorridente.

 

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Torna a Genova la kermesse musicale per artisti indipendenti “Oltre il Juke Box” -

Torna a Genova la kermesse musicale per artisti indipendenti.
“Oltre il Juke Box” - edizione2015.
Dopo oltre un lustro dalla prima edizione torna la kermesse musicale "Oltre il Juke Box" che tra la fine degli anni ottanta e gli inizi degli anni novanta, diede spazio e voce a molti artisti emergenti.
La manifestazione, nata per iniziativa dell'allora circolo culturale "Arte e Musica" di Genova, divenne sempre più un appuntamento immancabile per tutti gli amanti della musica.
Oltre il Juke Box era una gara ma soprattutto un "laboratorio" musicale, raro nel panorama italiano. Grazie all'iniziativa dell'etichetta discografica indipendente Riserva Sonora questa kermesse torna dal passato e rivive in un importante progetto musicale che vuole dare voce e spazio ai tanti artisti indipendenti.
Patrocinati dal Comune di Genova, Assomusica, Audiocoop Rete dei Festival, Riserva Sonora fa rivivere questa kermesse: una gara, ma soprattutto uno spazio dedicato alla cultura musicale indipendente che troppo spesso fatica a emergere.
La kermesse è rivolta a cantautori e gruppi musicali di età compresa tra i 18 e 40 anni. Sono ammessi tutti i generi, purché brani inediti e in lingua italiana. Le iscrizioni per partecipare alla selezione, sono aperte fino al 14 giugno.
La selezione degli artisti si svolgerà a porte chiuse presso gli studi di Arquata Scrivia (AL). Un gruppo di ascolto (organizzato dall'etichetta), selezionerà cinque artisti che accederanno alla finale. Le giornate previste saranno sabato 25 e/o domenica 26 luglio. I concorrenti saranno avvertiti preventivamente in quale delle due giornate saranno chiamati a esibirsi.
L’organizzazione mette a disposizione un backline composto da una batteria completa (piatti esclusi), due amplificatori per chitarra, un amplificatore per basso, un impianto audio completo. I partecipanti dovranno solo portare il proprio strumento (con effetti se usati) ed eventuali componenti aggiuntivi.
La finale si svolgerà a Genova il 22 agosto presso i Giardini Baltimora. Un palco, un pubblico, degli ospiti dal passato, una venue nel centro della città; tutti gli ingredienti necessari per un vero spettacolo della musica indipendente.
Durante la serata, a ingresso rigorosamente gratuito, sarà decretato il brano e l'artista vincitore attraverso il voto del pubblico e quello di una giuria selezionata e specializzata nel settore, più menzioni e targhe speciali.
Il premio consisterà in un buono acquisto presso il negozio di strumenti di Genova "Areamusica”, registrazione mix e master del brano vincitore presso gli studi di Riserva Sonora, distribuzione digitale, promozione radio/stampa e la partecipazione diretta al MEI 2.0 di Faenza, la più grande manifestazione musicale italiana di musica indipendente.
Tutte le informazioni sullo svolgimento della gara, regolamento e per poter scaricare il modulo d’iscrizione, sono reperibili sul sito ufficiale di “Oltre il Juke Box”: http://www.oltreiljukebox.it/

Infonline:
Cell. 392 9746096
E-mail: ojb@riserva sonora.com
Sito ufficiale: www.oltreiljukebox.it

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“BELLA TOPA” il nuovo album degli SPONDALADRA

“BELLA TOPA” il nuovo album degli SPONDALADRA
in vendita in tutti gli store

“La felicità è un particolare stato di benessere dell’animo umano. Gli amici e la musica aiutano a raggiungerlo e a prolungarlo al di sopra delle difficoltà quotidiane. SpondaLadra è un medicinale senza controindicazioni”: la band milanese presenta così l’uscita del loro nuovo album dal titolo “Bella Topa”.

Il disco, frizzante ed irriverente, è in vendita in tutti gli store, come anche nelle principali piattaforme digitali.

Un mix di freschezza dal ritmo ironico identifica i tredici brani che compongono il nuovo EP, come già si era intuito dal singolo “Manina” che ne ha anticipato l’uscita.
Una pin-up ci lancia l’occhiolino verso l’ascolto di questo contest album, che già dalla cover si presenta molto colorato come i migliori vinili anni ‘70, proiettandoci in un’altra dimensione dai richiami quasi ipnotici, per sfuggire alla triste monotonia quotidiana.

Punta di diamante della band SpondaLadra è l’incredibile capacità di ricreare giochi di parole dal doppio (o quasi senza) senso in cui si celano paradossali significati sociali, in un divertente mix di melodie piacevoli, alle volte “ruffiane” all’orecchio, generando una danza dai ritmi sostenuti, abiti eccentrici e coreografie esilaranti.

SPONDALADRA è il gruppo di spettacolo musicale, da pochi anni, attivo tra il Lago Maggiore e Milano. Cinque menti contorte ma lucide - stanche ed annoiate dalle solite cover e tribute band - sviluppano una miscela musicale tra capacità tecniche, goliardia, ironia e divertimento coinvolgente fin dal primo ascolto.

Componenti del gruppo:
Alberto Elli (batteria), Lucio Ronchetti (basso e voce), Danilo Vigiani (chitarra e voce), Andrea Tovaglieri (chitarra e tastiera), Mauro Morgano (voce), Ilaria Garavaglia (voce).

Su youtube è già disponibile il videoclip del singolo “Manina”(https://youtu.be/CWo_XqSqtbU).

www.spondaladra.it

 

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Il ritorno degli S.O.S. nuove date del tour

S.O.S
“NEGLI OCCHI” ANNIVERSARIO TOUR

Venerdì 29 Maggio dalle ore 22.00 - ingresso 10 € (inclusa consumazione)

c/o TRIANTAN Via Donatori del Sangue 11 Castelleone (CR)

Sabato 30 Maggio dalle ore 22.00 - ingresso gratuito

c/o BEERGHEM Via Papa Giovanni XXIII, 56  San Pellegrino Terme (BG)

NDS Music presenta il gradito ritorno sulla scena live degli S.O.S. (Save Our Souls), band lombarda rivelazione degli anni '90.

Vincitori delle importanti manifestazioni Rock Targato Italia nel 1993 e di Ritmi Globali nel 1995, pubblicano nello stesso anno il secondo album intitolato “Negli Occhi”. Il Disco, che vede alla produzione artistica Paolo Fanzaga e alla consolle l'ingegnere del suono John Grimes (già al lavoro con gli U2), vende oltre 5000 copie ed ottiene entusiastici consensi da critica e pubblico. Gli S.O.S. sono: Marco Ferri "Bruco" (autore, voce), Simone Trevisàn (chitarra), Milly Fanzaga ( batteria), Nicola Mazzucconi (basso).

Dopo la tappa alla Fiera Internazionale della Musica (FIM 2015) a Genova due nuovi appuntamenti per il NEGLI OCCHI ANNIVERSARIO TOUR che celebra, i 20 anni dall'uscita del disco “Negli occhi” (di cui verrà presentata la versione “Remastered” che sarà disponibile sugli store digitali).

Band di supporto, SCAREMEN, capitanati alla voce dalla bravissima Asia Pascal.

Links di riferimento:

sosrock.band  (S.O.S. - Sito Ufficiale)

ndsmusic.com (NDS Music – Sito Ufficiale)  

facebook.com/pages/Triantan/ (TRIANTAN – Pagina Ufficiale Facebook)

facebook.com/events/781333481936146/ (Evento Beerghem)

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perfidie di Stefano Torossi: PROPRIO COME GLI ANIMALI

IL CAVALIER SERPENTE

 Perfidie di Stefano Torossi

 18 maggio 2015

PROPRIO COME GLI ANIMALI

Gli straccioni del Medio Evo.

Riflessione generale: tranne qualche caso di risparmio (scoiattoli, criceti) puramente istintivo, tutti gli animali arraffano solo l’osso o la ghianda che gli serve al momento. E poi, visto che non progettano (e soprattutto non hanno il frigorifero), neanche gli passa per la testa l’idea di conservare qualcosa per un futuro vicino o lontano.

Riferimento specifico: siamo nel Medio Evo. Il miserabile Medio Evo degli straccioni affamati di Roma (e d’Europa naturalmente) che più tardi saranno sostituiti da ricchi cardinali, papi o principi, anche loro ladri del passato.

Per ora fermiamoci agli anni bui. Manca tutto, e per di più non c’è nessuna capacità di organizzarsi per produrre e conservare quello che serve, proprio come gli animali.

E allora che si fa? Si va a frugare nella discarica della storia. L’unica cosa a buon mercato è la mano d’opera. A un lavoratore basta mezza pagnotta al giorno. E diventa conveniente (anche criminale, ma questo è un pensiero posteriore) metterlo con mazzuolo e scalpello a violare i mirabili monumenti romani (così ben costruiti che, malgrado gli attacchi dei secoli, molti di loro sono ancora in piedi) per recuperare le staffe di bronzo che tengono insieme i blocchi della muratura .

Proprio come gli animali, senza pensare al futuro distruggono capolavori del passato per arraffare un miserabile pezzo di metallo che serve al presente. E non solo quello. C’è bisogno anche di calce per tirare su le stalle in cui queste bestie vivono con i loro simili, e a portata di mano c’è tutto quel meraviglioso marmo. Basta spaccarlo a mazzate, buttarlo a cuocere in una calcara: capolavori di scultura, lastre, cornicioni, che stupido spreco! ed ecco la miglior calce del mondo. E la più costosa. Non per loro che la materia prima ce l’hanno gratis, ma per noi del futuro che non l’avremo mai più.

Naturalmente, siccome non c’è la tecnologia per salvare, si distrugge indiscriminatamente con lo scopo di recuperare fra le macerie quel poco di riutilizzabile che rimane. Ce lo testimoniano i segni di un disastro progettato, e per qualche fortunata circostanza non avvenuto, nel tempio di Antonino e Faustina al Foro Romano. Le magnifiche colonne monolitiche di cipollino già preparate con le scalpellature dei solchi in cui far passare le corde, attaccarle a un paio di buoi e tirare giù tutto. Con quale terribile, e soprattutto inutile danno, si può immaginare.

Tanto sono templi pagani, non hanno nessun valore; questa furia è autorizzata, addirittura incoraggiata da una religione rozza, egoista, antistorica. L’ISIS del nostro Medio Evo (che per noi fortunatamente è passato; per loro, a quanto pare, ancora no).

Il Martirologio. Per legittimare questa rapina in serie spuntano le leggende dei martiri. Schiere di vergini innocenti ed eroici catecumeni massacrati da feroci imperatori: Diocleziano, Massenzio, Nerone, Domiziano.

S. Stefano Rotondo a Roma. All’interno, tutt’intorno, una quarantina di colonne unite da un muro. E su questo muro c’è un gustoso campionario di fantasiosa macelleria a uso della Chiesa per l’edificazione dei semplici: il Martirologio.

Si tratta di una serie di affreschi attribuiti al Pomarancio che raccontano, con viva attenzione al macabro dettaglio, le più ingegnose torture che quei cattivoni dei romani infliggevano (e allora ci si può ben vendicare, no?) ai poveri cristiani.

A ogni quadro sono abbinate didascalie in cui al fedele che non avesse capito bene il senso del messaggio vengono meglio spiegati i tormenti rappresentati.

Seguendo questo elenco di posizioni, una specie di Kamasutra sacrificale per il vero cristiano, i martiri sono:

  1. Appesi per i polsi, stirati da un macigno fissato ai piedi, e arsi dalle torce di molti soldati.
  2. Con la bocca piena di piombo fuso versato da un crogiolo.
  3. Dati in pasto a un branco di leoni con buffe facce da gatto (il pittore non doveva avere mai visto un leone vero).
  4. Decapitati; ma anche dopo che la testa è rotolata per terra, loro rimangono in ginocchio, con regolamentare fontanella di sangue dal collo, le mani giunte in devota preghiera.
  5. Lapidati con bei sassi artistici della misura giusta.
  6. Crocefissi a testa in giù sopra un focherello acceso.
  7. Bolliti nell’olio o nell’acqua (il testo spiega la differenza di cottura).
  8. Bruciati (vivi, naturalmente).
  9. Sepolti (vivi, naturalmente).
  10. Bambini sgozzati a mucchi.
  11. Mani, lingue, nasi tagliati.
  12. Schiacciati fra due enormi lastre di pietra.
  13. Affettati a tranci come il tonno al mercato del pesce.
  14. Cavato un occhio, bruciate le mani, trafitta la gola, rosolati in graticola, ecc. (tutto diligentemente chiarito nelle scritte).
  15. E finalmente il più pittoresco: un nutrito gruppo di santi e sante, tutti insieme a mollo in una zuppa di pece bollente con la prescritta faccia beata degli eletti dal Signore, mentre un satanasso di carnefice in piedi sul bordo della vasca li rigira con un mestolone.

Vedere per credere. Chiesa di Santo Stefano Rotondo, Roma.

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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link:  http://blog.libero.it/torossi

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