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VASCO - L'album più venduto dello scorso anno

VASCO
“SONO INNOCENTE”
L’ALBUM PIU’ VENDUTO DELL’ANNO 2014


Da quando è uscito, il 4 Novembre, il nuovo album di Vasco - “Sono Innocente” – è sempre ai vertici delle classifiche e il video del singolo “Come vorrei”, top air play, girato in bianco nero presso la diga di Ridracoli, viaggia oltre le 3.500.000 visualizzazioni.
Già 4 volte di Platino per aver superato le 200.000 copie di vendita è, in meno di due mesi, l’album più venduto dell’anno!

Il 2014, un’annata d’eccezione per Vasco Rossi che, dopo 3 singoli di Platino (“L’uomo più semplice”, “Cambia menti” e “Dannate Nuvole”), ha trionfato l’estate scorsa con i 7 pluripremiati concerti evento tra Roma, stadio Olimpico e Milano, stadio SanSiro.

“Sono Innocente”, 17esimo album di studio per Vasco che, nell’ultima recente intervista con Red Ronnie, lo ha definito “L’album più bello della mia vita. Ricco di chiaroscuri e soprattutto di canzoni una diversa dall’altra”.
Come nella sua migliore tradizione, un album sorprendente che i fan hanno accolto con grande entusiasmo.

In tour la prossima estate con il Live Kom ‘015 nei maggiori stadi italiani.
I biglietti messi in vendita da Live Nation si sono esauriti in così poco tempo da richiedere il raddoppio in 6 città su 8 con un totale di 14 concerti a oggi.
Dopo i raddoppi degli stadi di Bari, Bologna, Milano, Torino, Padova e Firenze.

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Alessandro Grazian nuovo disco

Distribuito da Audioglobe, il CD "L'Età più forte" di Alessandro Grazian. Da oggi nei negozi di dischi.

Il disco è il quarto della sua carriera, vede la luce due anni dopo l’apprezzato “Armi”. Tutte le canzoni (testi e musiche) sono state scritte e curate negli arrangiamenti da Grazian, alla realizzazione del disco hanno contribuito Enrico Gabrielli, Rodrigo D'Erasmo, Leziero Rescigno e Antonio 'Cooper' Cupertino.

Il disco esce per l’etichetta Lavorare Stanca e sarà distribuito da Audiglobe.

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Le visioni di Paolo

Je suis Charlie.

Non torneremo oggi.

Avevamo tante cose di cui parlare ma, di fronte alla barbarie non c'è niente da dire.
Non abbiamo recensioni da fare.
Pensieri da condividere.
Non abbiamo niente di così importante di cui parlare.
Non scriveremo nulla oggi perché è il momento del dolore, dell'incredulità e del cordoglio.

Torneremo, però.
A scrivere, a leggere, a condividere idee e suggestioni.
Torneremo perché è giusto.
Torneremo anche per il rispetto che portiamo alle vittime, al loro mestiere e alla loro essenza. E non solo a loro.
Lo faremo per tutti i liberi pensatori che non hanno paura di esprimersi.
Lo faremo perché vogliamo che questi fatti non si ripetano più e combatteremo per questo.
Combatteremo con la nostra umanità e i nostri pensieri. Combatteremo restando uguali a noi stessi e coerenti con i nostri valori.
I valori della libertà e della non violenza.
Lo faremo e lo rifaremo.
E poi lo faremo ancora e ancora.

Lo faremo perché non abbiamo paura.

Je suis Charlie.

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Family Lexicon, Fred Stonehouse e Esther Pearl Watson

Dal 5 febbraio al 23 marzo 2015 alla Galleria Antonio Colombo Arte COntemporanea (Via Solferino 44 Milano) si terrà la mostra: Family Lexicon con le opere di Fred Stonehouse e Esther Pearl Watson, a cura di Michela D’Acquisto

Antonio Colombo Arte Contemporanea presenta Family Lexicon, la doppia mostra personale degli artisti americani Esther Pearl Watson e Fred Stonehouse, a cura di Michela D’Acquisto.

La mostra propone un nuovo corpus di lavori volti a indagare il lessico famigliare dei due artisti, inteso come il complesso di espressioni e termini propri della dimensione intima di ogni famiglia.

La pittura confessionale e spiccatamente naïf di Esther Pearl Watson attinge dagli anni della sua peculiarissima adolescenza, trascorsa on the road fra Italia e Texas, nell’orbita del padre, inventore di dischi volanti costruiti con motori e rottami di automobili.

I ricordi di Esther si dipanano sullo sfondo di cittadine di provincia assonnate e infinite pianure texane, i cui cieli sono sempre dominati dalla rassicurante presenza di navicelle spaziali: duplice emblema, queste, del legame tra lei e il genitore, primo ispiratore di forza creativa della sua vita, e di quello fra lei stessa e la giovane figlia, che fin da bambina ha imparato ad associare la Watson ai suoi ufo.

Anche la ricerca artistica di Fred Stonehouse, uno dei capisaldi della folk art americana contemporanea, trae origine dall’attività preferita della sua infanzia: fingere di fare parte di una famiglia immaginaria, dai membri solo in apparenza somiglianti ai suoi reali genitori, con eccentricità e stravaganze del tutto inventate.

Prendendo in prestito elementi dalla sua educazione cattolica, dalle fiere di paese e dai racconti popolari, Fred inserisce questi personaggi, bizzarri come soltanto i parenti sanno essere, nei boschi e nelle paludi del suo Wisconsin, facendoli muovere dalla stessa logica che governa i sogni.
Irriverenti e visionari, entrambi gli artisti si ispirano all’outsider art, a quell’arte che meglio di tutte sa raccontare il quotidiano autobiografico, apertamente romanzato e filtrato attraverso la lingua vernacolare.

In galleria saranno presenti dipinti, installazioni site-specific e lavori su carta.


Esther Pearl Watson (Francoforte, 1973) vive e lavora a Los Angeles.
È considerata dai critici un’artista insider-outsider, in quanto usa un linguaggio pittorico autodidatta, nonostante il diploma in pittura ottenuto al California Institute Of The Arts di Valencia (California).
Oltre a insegnare all’Art Center College Of Design di Pasadena (California), Esther è autrice di numerosi fumetti, fra i quali la pubblicazione di culto Unlovable.
Tra le principali mostre personali: nel 2014, It’s Not A Circus Without A Big Top, Webb Gallery, Waxahachie (Texas); nel 2012, Fort Beavatron, CalArts Mint Gallery, Valencia (California); nel 2010 Big Dreams, Sandra Lee Gallery, San Francisco; nel 2009 Visions Of The Future, Billy Shire Fine Art, Los Angeles; nel 2007, The Weirding Field, La Luz De Jesus, Los Angeles.
Tra le principali mostre collettive: nel 2013, Incognito, Santa Monica Museum Of Art, Santa Monica (California); nel 2012, House: Home, NYU Kimmel 8th Floor Gallery, New York; nel 2007, BLAB!, Copro Nason Gallery, Santa Monica (California).


Fred Stonehouse (Milwaukee, 1960) vive e lavora a Milwaukee, in Wisconsin.
Diplomato in pittura all’UW-Milwaukee, attualmente Fred insegna disegno e pittura all’UW-Madison (Wisconsin).
I suoi lavori fanno parte di numerose collezioni private, come quella di Madonna, e pubbliche: Mary And Leigh Block Museum Of Art, Evanston (Illinois); Milwaukee Art Museum, Milwaukee; San Jose Art Museum, San Jose (California), per citarne solo alcune.
Tra le principali mostre personali: nel 2013, The Deacon’s Seat, St. Ambrose College, Davenport (Iowa); nel 2012, Blood Relatives, Taylor Bercier Fine Art, New Orleans; nel 2011, Marsh Night, Koplin Del Rio Gallery, Los Angeles; nel 2010, Marshland,
Howard Scott Gallery, New York; nel 2007, Selections From The Natural History Portfolio Of Marshall Deerfiled, Tory Folliard Gallery, Milwaukee.
Tra le principali mostre collettive: nel 2014, Don’t Wake Daddy IX, Feinkunst Kruger, Amburgo; nel 2013, Vice And Virtue, Northern Illinois University Art Museum, DeKalb (Illinois); nel 2007, BLAB!, Copro Nason Gallery, Santa Monica (California).

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Tornano in concerto in Italia gli AC/DC, 9 luglio Imola

Tornano gli AC/DC per un unico concerto in Italia il 9 luglio 2015 a Imola + Special Guest

La band - leggenda del rock mondiale all’Autodromo Internazionale "Enzo e Dino Ferrari" per il più grande evento open air dell’estate 2015

Dopo il sold out dell’ultimo concerto in Italia nel 2010 a Udine, in uno Stadio Friuli invaso da 50.000 fan in delirio, tornano gli AC/DC per un unico e imperdibile concerto nel nostro Paese (organizzato da Barley Arts) il 9 luglio all’Autodromo Internazionale "Enzo e Dino Ferrari" di Imola.

La band-leggenda del rock mondiale infiammerà così, con la sua energia e i suoi riff inconfondibili, una location storica per la musica live in Italia, per il più grande evento open air dell’estate 2015 dedicato ad un unico artista internazionale.

Le prevendite per il concerto degli AC/DC partiranno dal 17 dicembre, il prezzo del biglietto (posto unico) è di 75 euro (più 11,25 euro di prevendita). Non sono previsti VIP packages, early entry o simili iniziative.

Quello di Imola è l’unica data in Italia di un tour mondiale, il "ROCK OR BUST WORLD TOUR", con cui gli AC/DC porteranno live i loro più grandi successi e presenteranno per la prima volta dal vivo i brani del loro ultimo album di inediti ‘Rock Or Bust’, in testa alle classifiche in Italia e in tutto il mondo! Sarà inoltre il primo tour senza Malcom Young, che ha recentemente lasciato la band per motivi di salute. Al suo posto Stevie Young, nipote dei membri fondatori Angus e Malcolm Young, che ha suonato la chitarra ritmica in ‘Rock or Bust’ e che accompagnerà la band sul palco.

Pubblicato il 1 dicembre scorso, ‘Rock Or Bust’ contiene 11 brani inediti e viene pubblicato a sei anni di distanza da “Black Ice”, album del 2008 che ha riscosso un grandioso successo mondiale. Il disco, registrato nella primavera del 2014 al Warehouse Studio di Vancouver, prodotto da Brendan O’Brien e mixato da Mike Fraser, ha ricevuto recensioni molto positive da tutta la stampa mondiale, che lo ha già definito ‘uno dei punti più alti raggiunti dagli AC/DC nella loro lunghissima e gloriosa carriera’.

Il concerto degli AC/DC a Imola rappresenta per Barley Arts un grande ritorno ai raduni rock internazionali in Emilia Romagna, regione dove ha sempre portato la grande musica rock, già dagli anni ’80, con lo storico festival Monsters of Rock, fino al più recente Flippaut Rock Festival.

L’evento si svolgerà nel Paddock Rivazza, una delle zone più verdi e accoglienti dell’autodromo e, come tutti gli eventi Barley, sarà caratterizzato dalla massima attenzione verso le migliaia di fan che accorreranno da tutta Italia e Europa.

www.acdc.com

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Da gennaio 2015 il disco "Vdb23/nulla è andato perso" di Gianni Maroccolo e Claudio Rocchi

Dal 13 gennaio 2015 sarà nei negozi di dischi “Vdb23/nulla è andato perso” di Gianni Maroccolo e Claudio Rocchi su label Alkemi/Ala Bianca Group - distribuzione Warner/Kiver

È un disco speciale “Vdb23/Nulla è andato perso” di Gianni Maroccolo con Claudio Rocchi, che esce a gennaio ufficialmente dopo una prima pubblicazione limitata nel 2013, prodotta grazie al crowdfunding.

Innanzitutto perché non era automatico vedere due musicisti con un passato così impegnativo superare retroterra e logiche di appartenenza e aprirsi l’uno all’altro, artisticamente ma prima ancora umanamente. Non era automatico che il grande psichedelico del rock italiano si trovasse a interagire con il pilastro di Litfiba e CSI nonché deus ex-machina di molto indie del nostro paese.

Non che i rispettivi retroterra o il leggero gap generazionale portassero elementi di incompatibilità musicalmente, tutt’altro. È che questo tipo di collaborazioni accadono e accadono felicemente solo se prima c’è un’intesa umana che permette di andare al di là di barriere personali e capricci dell’ego. L’album assume un valore preciso poi se si considera che è l’ultimo a cui ha lavorato Rocchi prima di morire nell’estate del 2013 per il veloce aggravarsi di una malattia degenerativa. E ascoltandolo non si può non rimanere colpiti dall’inevitabile valore testamentario delle canzoni scritte e cantate da Claudio, che in cuor suo avrebbe voluto sopravvivere ma sentiva probabilmente che quella in corso era una session estrema e particolarmente importante. Parole che guardano in faccia la morte con la luce che ha sempre illuminato la sua poetica, cantate con tutta la forza possibile in una fase già di grande sofferenza, e che trovano perfetto completamento nell’architettura sonora levata da Gianni, spigolosa e battagliera, intensa nell’intimo di un tessuto rock intriso di trame psichedeliche ma mobile nel suo regno in territori tra wave, elettronica e industrial.

Un lavoro che parla di transiti, terreni e ultraterreni, di cambiamenti e di tappe, di morte che si trasforma in vita, di energie che sembrano scomparire per rinascere in un boom di luce forte. E tutto avviene senza retorica e con mirabile asciuttezza, anche nella lunga Rinascere Hugs Suite che occupa la parte centrale del disco, venti minuti dove sfilano i contributi tanto numerosi quanto sobri e funzionali di Franco Battiato, Piero Pelù, Cristina Donà, Massimo Zamboni, Cristiano Godano, Emidio Clementi, Ivana Gatti, Monica Matticoli, Alessandra Celletti, Beppe Brotto, in un momento che sembra sviscerare l’idea di “viaggio” come esperienza di tutti, come percorso di condivisione umana.

Un passaggio di umanità in definitiva, ed è un cerchio che si chiude, a ripensare all’esordio di un Rocchi diciannovenne nel 1970, nel suo classico primo album “Viaggio”.

Un disco poi che segna una pietra miliare nel lavoro solista di Gianni, che in accordo con i contributori del crowdfunding iniziale ora lo rende disponibile a tutti, e che arriva sopra ogni altra cosa come una viscerale espressione di qualità e serenità, requisiti oggi difficilmente rintracciabili nella gran parte dei prodotti musicali di un’industria discografica sempre più virtuale e chiusa in sé stessa.

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EDITORS, concerto Milano 20 luglio 2014

PIOGGIA DI EMOZIONI

Scena Rossa ...geometrie perfette .... da subito Tom Smith (un nome comunissimo nel mondo anglosassone) cantante, dalla voce rugosa calda potente, elegantissimo, originale ed unico, sul palco incanta con gli EDITORS
Il preludio stordisce le aspettative crescono. Concerto da ricordare.
Canzoni dai suoni reiterati minimali, melodie straordinarie, aperture incantevoli il viaggio con gli Editors è partito grazie Milano si sta bene. Si prevede pioggia.

Nulla di virtuosismo, ma la sensazione e non solo ê questa: i ragazzi venuti dal nord sono straordinari musicisti che sanno muoversi tra dark anni '80 all'indie '90 usare le carte tra mestiere e fantasia in modo perfetto. Concerto dalle forti emozioni.
L'ombroso lato della nostra vita è rappresentato sul palco, nel modo migliore, tra echi di narrazione New Order, The Cure, Il malessere come opportunità. Grandissimi!!
La scenografia scarna, semplicemente essenziale, proiezioni e luci monocromatiche (tante) valorizzano maggiormente il concerto.

Preparazione studio professionalità, tecnica e una dose massiccia di belle canzoni premiano gli Editors gruppo internazionale dall'approccio immediato coinvolgente, con diversi gradi in più di tanti artisti locali che riempiono San Siro grazie all'abuso dei media ma insignificanti artisticamente.
Quella del gruppo di Tom Smith è musica altro non è. Gusto sensibilità ricerca sperimentazione, lavoro. Tra Atom For Peace e National, la storia musicale del rock contemporaneo ci stanno anche gli Editors tra i protagonisti ai massimi livelli, assoluti.

Al City un'altra serata indelebile per chi ama musica, gli angeli sanno incantare!
Potenza delle 7 note: per alcuni si sono aperte le strade del paradiso per gli altri le verdi praterie, per tutti la luce.
Emozioni tante

FURETTO

Nota.
Una emozione senza freni, empatica, magica, coglie anche l'amico di Marco. Presissimo, coinvolto dal concerto canta tutti i brani della band e, con dovizia certosina, racconta particolari del gruppo, parla delle canzoni. Uno straordinario cicerone dalla cultura rock, una conoscenza musicale immensa; dal dark inglese al metal internazionale fino ai nostri ELI, il Magia e altro. Grandissimo, preparato, sorprendente. Grandissima sorpresa umana.

Marco sostiene che ai concerti incontri il mondo, scopri cose nuove, una grande occasione per uscire dalla banalità quotidiana dalla routine.
È vero!!

Ciao Mondo amici sempre.

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Abba il libro

È la storia della degli ABBA, (uno show incredibile), il gruppo svedese più famoso nel mondo.
La band che nel giro di pochi anni è riuscita a vendere la bellezza di quasi 400 milioni di dischi, fare tournèe mondiali, in ogni luogo, dal Giappone all’Australia con sold-out ovunque.

Icone gay, Principi delle Discoteche, protagonisti assoluti della musica Dance e Pop, ammirati e imitati da migliaia di musicisti e simbolo di quegli anni ’70, anni di grande vitalità gli ABBA, ancora oggi, hanno fans sparsi in tutto il mondo, sono spesso citati in straordinari film e grandi Stars contemporanee coverizzano, ancora, i loro brani con grande successo.

I personaggi principali sono sempre: Agnetha, Bjorn, Benny e Frida.

Il libro, bellissimo, elegante, pieno di illustrazioni e memorabilia, prodotto da 24 Ore Cultura – Gruppo 24 ORE è di quelli che sono considerati imperdibili, che bisogna avere a casa.

I motivi sono diversi, ugualmente importanti. Sintetizzando ne cito tre - ma voi, leggendolo, troverete senz'altro altre ragioni – La prima di interesse storico-culturale per gli amanti della musica pop, la seconda i fans, che avranno modo di rivivere le tappe, fondamentali, del successo dei loro beniamini un viaggio fantastico, la terza ragione, per coloro che gli ABBA non hanno conosciuto o, come succede qualche volta per artisti vincenti, sono refrattari se non addirittura detrattori, questi avranno modo leggendo il libro di comprendere meglio il successo della band e di farsene una ragione.

Sfogliando il libro, scritto da Ingmarie Halling con Carl Magnus Palm, approvato dagli ABBa, con testi di Agnetha, Anni-Frid, Benny, Bjorn, imbatterete in poster, riproduzioni di documenti rari, memorabilia personali da far felice e deliziare tutti.

Confesso, infatti, che sono stato attratto dalla straordinaria storia e attività della band, dalle sue origini nel ’72 e chiusa 10 anni più tardi, che ha realizzato molti brani tra i quali: Mama Mia, Fernando, I have a Dream, Dancing Queen, Eagle, e molti altri …..tanto per non farci mancare nulla

Uno straordinario viaggio rivissuto sulle pagine del libro con foto, testi di canzoni entrate nella storia, lettere, disegni e, i racconti degli stessi protagonisti.

ABBA gruppo indimenticabile, libro irrinunciabile per gli amanti della musica e non solo

Furetto

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Le visioni di Paolo: Orwell e il paradosso da cocktail bar

Qualche sera fa, bevendo un ottimo cocktail al Turné (quello a Milano), chiacchieravo con un amico e fan delle Visioni.

Questa persona mi ha fatto riflettere su alcune mie "presunte" contraddizioni. Trova, mi dice, che sia paradossale che io faccia l'elogio delle innovazioni, proponga che si dia più spazio ai giovani e, poi, sia così contrario alla tecnologia. Le nuove generazioni sono composte da giovani chiamati "nativi digitali". Il loro punto di vista sul mondo è attraverso i device elettronici e il loro modo di comunicare prevede l'uso di social media, blog, community, etc.
L'ulteriore paradosso è che, alla fine, io stesso tengo settimanalmente una rubrica sul web ...

E' evidente che le Visioni non possono essere valutate con la categoria della coerenza ma, "vivono" di umori, interessi, emozioni, fatti e misfatti del momento in cui vengono concepite e, successivamente, scritte.

Riflettendo su queste cose, mi viene in mente che nel mondo della logica esistono due tipi di paradossi: quello fallace e quello veridico. Quello fallace prevede un'esposizione assolutamente verosimile, che sembra logica e corretta ma, non lo è. Quello veridico, al contrario, sembra errato e, invece, è assolutamente giusto. Mi domando a quale dei due appartengano le Visioni. Vediamo!

Intanto, occorre che spieghi il mio pensiero in modo più lineare. Io non sono contrario alle tecnologia, sono contrario alla tecno-filia. Non sono contro la modernità, sono contro il modo acritico con cui viene intesa. Cos'è l'innovazione? Perché io sento che viene percepita, anzi no, tradotta come progresso tecnologico e basta.

Avete mai provato a visitare il sito web di una compagnia aerea, cercando una tariffa per il Medio Oriente? Per settimane verrete bersagliati di promozioni, offerte e pubblicità da parte di quella e di tutte le altre compagnie che coprono quelle tratte. Tutti i servizi che ci regalano su Internet prevedono la comunicazione di tutti i nostri dati personali. Non so voi, ma il sottoscritto riceve spam sempre inerenti alla propria attività, ai propri interessi, al fatto che sia in quella fascia di età e sociale ... Vogliamo parlare di sicurezza? Di privacy? Stiamo scherzando. Chiunque abbia un account di posta elettronica sa di cosa parlo. Quanti amici o conoscenti avete che sono stati derubati all'estero, in posti dove non sono mai stati, e vi hanno scritto di mandar loro dei soldi? L'ultimo era di stamattina. Un mio contatto di lavoro: derubato a Cipro mentre stava comodamente facendo colazione a casa sua in Franciacorta, nella provincia viti-vinicola di Brescia. I satelliti in orbita che sorvegliano tutte le comunicazioni digitali del pianeta in nome della guerra al terrorismo, non sono l'ipotesi di un grande romanziere di fantascienza. Sono lì sopra e operano ... La cronaca ha riportato, anche, un Datagate qualche anno fa. Oggi, evidentemente, dimenticato.

Non sto esagerando. Ricordate 1984? No. Non l'album dei Van Halen che sancisce la fine del sodalizio tra Eddie e David Lee Roth (pare a causa della nuova fascinazione di Eddie per una tastiera elettronica inventata da un ingegnere tedesco in quegli anni!), il romanzo di George Orwell. Quello che parla del Grande Fratello. Nooo. Non la trasmissione televisiva condotta dalla Marcuzzi. Il testo ci parla di una civiltà tecnologicamente avanzata dove tramite i devices i governi condizionano la vita e le scelte delle persone. Provate a dirmi, che non sta succedendo. Una profezia che si avvera con un paio di decenni di ritardo.
Anche senza scomodare i massimi sistemi, tutti i giorni assisto a scene isteriche se al bar non funziona la wi-fi o se in hotel non c'è la rete wireless ... Siamo assuefatti a quel modo di vivere e comunicare. Se non siamo in rete, non esistiamo più per nessuno. Un gruppo di studenti, durante una pausa, assistevano ammirati alla presentazione del più nuovo tra gli smartphone, parlandone per una buona mezz'ora ... Una cosa non esclude l'altra, mi direte. Erano miei studenti e la cosa è andata avanti per settimane, finché non è uscito un altro modello più nuovo!

Vi siete mai trovati da qualche parte, durante un black out? Una volta si prendevano le candele, oggi si ringrazia il nostro provider di rete mobile!
Chi parlava da solo venti anni fa veniva portato via in ambulanza, oggi ha l'auricolare!
Non si parla mai di innovazione dei linguaggi, dei costumi, di innovazione sociale o culturale. C'è solo lo sviluppo tecnologico che crea tanti vantaggi e ci semplifica talmente le relazioni che non ne abbiamo più di reali.

Invece, l'innovazione importante per un progresso vero sarebbe quella dei linguaggi, quella dei diritti (in Italia è in atto un regresso sui diritti che siano civili o di altro tipo) e quella culturale. Ci sentiamo "buoni" perché usiamo concetti come tolleranza e uguaglianza ma, sono concetti sbagliati. Parliamo, invece, di diversità, l'unica vera ricchezza è quella. Parliamo di empatia: prendiamo atto del fatto che nessuno è uguale a nessun altro. Noi siamo il nostro prossimo.

Chi può fare evolvere la nostra civiltà? Chi ne ha la possibilità e il tempo? I giovani. Soprattutto quelli che non si perderanno nella rete. Quelli che coltiveranno una visione, che la condivideranno e si adopereranno perché venga diffusa. I sognatori, insomma, che guardano il mondo con gli occhi e non attraverso schermi a LED. Quelli che considereranno gli strumenti, strumenti e non si faranno identificare dal fatto che li usino.
Parlando di paradossi ... non so più se il mio sia veridico o fallace. So solo che il mio VodkaMartini è buono e che le chiacchiere fatte con l'amico, piacevoli, (nonostante sia molto critico nei miei confronti).

Mentre penso a come scrivere questo pezzo, quasi quasi ne ordino un altro

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