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ELECTAJUNIOR- STORIE DI ARIA, DI TERRA E DI MARE - Roberto Piumini - illustrazioni di Paolo d’Altan

Ispirate agli elementi, Storie di aria, di terra e di mare di Roberto Piumini, pubblicate da Mondadori Electa, mettono in scena le contraddizioni umane dentro a mondi fantastici. I personaggi sono come noi: a volte sognatori, generosi, coraggiosi, ma talvolta anche meschini, codardi e prepotenti.

Un uomo si lancia col paracadute e atterra su una nuvola.

È soffice e abitata da tre ragazze.

Lungo le coste africane un bastimento di pirati fugge inseguito da navi spagnole, finché a bordo non sale Zineb, una donna misteriosa che cambierà le sorti di quel viaggio.

Durante la guerra un contadino nasconde la bella figlia per proteggerla dal nemico, che ha fama di essere spietato. La seppellisce in terra, lasciandole fuori solo la testa. Ma si rivela un vigliacco, e per questo perderà tutto: la figlia, la terra e la pace.

Nelle cinque storie raccolte nel volume ed ambientate tra cielo, terra e mare, Roberto Piumini immagina situazioni e scenari visionari che sempre trovano un aggancio con la realtà. Proprio per questo le sue storie stimolano la riflessione del giovane lettore che riesce a cogliere, dietro alle vicende e ai personaggi, spunti e riferimenti in cui riconoscersi.

I racconti sono illustrati da Paolo d’Altan, illustratore per ragazzi pluripremiato, le cui tavole interpretano visivamente gli scenari originalissimi di Roberto Piumini.

 

Roberto Piumini, (Brescia, 1947) è tra gli autori per ragazzi più amati in Italia. Dal 1978 ha pubblicato moltissimi libri di fiabe, racconti corti e lunghi, romanzi, filastrocche, poesie, testi teatrali, traduzioni, adattamenti, testi parascolastici, presso circa 70 editori italiani. Alcuni suoi libri sono stati pubblicati in Francia (Gallimard, Bayard), in Spagna (Obelisco), negli USA (Body Mills Press), in Polonia e in Brasile.

Paolo d'Altan ha vinto due ori all’Art Directors Club Italiano per l’illustrazione pubblicitaria (1991 e 1995). La sua passione per l’immagine disegnata lo avvicina al mondo dell’editoria e dei libri per ragazzi ottenendo numerosi riconoscimenti. È stato selezionato in diversi annual tra i quali Illustratori Italiani-Annual, Communication Arts Illustration Annual e 3×3 Children Illustration Annual, e in numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2011 gli viene assegnato il Premio Andersen come migliore illustratore italiano e nel 2012 il premio White Ravens. È tra i primi illustratori italiani a utilizzare e promuovere l'illustrazione digitale. Vive e lavora a Milano.

 

Indice

La bella seta

Il vecchio sulla terra

Zineb e i pirati

La ragazza interrata

Il mare verde

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SEX STORY LA PRIMA STORIA DEL SESSO A FUMETTI

 

MONDADORI pubblica

SEX STORY

LA PRIMA STORIA DEL SESSO A FUMETTI

Philippe Brenot, Laetitia Coryn

Mondadori Electa pubblica Sex Story. La prima storia del sesso a fumetti, di Philippe Brenot, Laetitia Coryn: un volume che  svela la grande storia del sesso e dell’amore svelando tutto quello che i libri non osano raccontare.

A quando risale la prima coppia? Come nascono il pudore e l’erotismo? E l’amore, ovvero il grande tormento di tutti gli esseri umani? In che modo la sessualità è collegata ai rapporti fra uomo e donna e alla condizione femminile nelle varie culture? Siete senza parole? Sex Story risponde a tutte queste domande  ripercorrendo l’evoluzione dei costumi sessuali in Occidente, dalle origini fino ai nostri giorni con simpatici e ironici fumetti.

All’inizio del secondo millennio la sessualità ci sembra onnipresente, viene affrontata con disinvoltura, mostrata sugli schermi, i media ne parlano ma, paradossalmente, è poco spiegata e quasi mai insegnata. Nelle scuole non esiste alcuna vera educazione sessuale, al massimo un’informazione sulla contraccezione e poco altro. Niente che permetta di comprendere la natura dei rapporti intimi, le difficoltà legate alla loro costruzione, la necessaria relazione di rispetto e di uguaglianza con il (la) compagno(a), gli interrogativi sull’orientamento sessuale…

E in assenza di informazioni, internet e il porno sono elevati a modelli onnipotenti. Sex Story dà spazio a rivelazioni che aiuteranno a comprendere meglio quella dimensione

essenziale dell’intimità tra esseri umani che è la sessualità.

Il volume ribalta i tabù legati al sesso e, attraverso un racconto che mescola rigore storico e umorismo, propone un nuovo punto di vista senza usare mezzi termini.

Il frutto proibito, la sessualità degli dei, il risveglio dei sensi, i doveri coniugali…, ma anche i comportamenti poco noti di personaggi illustri: dalle stravaganze di Cleopatra all’orientamento sessuale di Michelangelo, passando per il libertinaggio di Luigi XV, quello che si compone davanti ai vostri occhi è un appassionante affresco storico e antropologico.

200 pagine per vedere la storia sotto una luce diversa!

Philippe Brenot è psichiatra e antropologo, direttore del dipartimento di sessuologia dell’università Paris Descartes.

Laetitia Coryn è autrice di fumetti. Lavora in particolare per la rivista “AAARG!” e ha firmato diversi fumetti umoristici.

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Generazioni V parte.

Generazioni V parte.

Ovvero: l’eredità degli anni Ottanta, la fine della Storia, le opportunità (perse) della globalizzazione, la genesi della Rete.

Si sono fatte molte ipotesi sull’eredità degli Ottanta. Sono stati anni densi di avvenimenti e tendenze. E’ molto complicato decidere su quale criterio basare un giudizio.

In musica, è il decennio del pop universale: facile e comprensibile per le  masse. E’ il decennio di forme artistiche pret-a-porter, della diffusione di un edonismo leggero (per non dire, frivolo), della misura del successo misurato dal denaro acquisito, della conclusione della Guerra Fredda e, alla fine, dell’istituzione del “pensiero unico”. Il comunismo aveva fallito e, bocciato dalla Storia, aveva lasciato il campo libero per il successo del capitalismo, dell’economia di mercato. Tutto vero ma, è stato anche il decennio della speranza di una pace stabile. Si poteva intravvedere, in prospettiva, l’idea dei guaranì (nativi del Paraguay) di una “Terra senza Male”.

L’ipotesi di un mondo reso più piccolo e unito decadrà immediatamente. La spinta verso un’economia globale diventerà da grande opportunità per tutti ad una sorta di nuovo colonialismo. Saranno gli interessi degli Stati più forti ad influire sulle dinamiche politiche di quelli più poveri, riducendo ulteriormente le loro possibilità in termini di pace, equità sociale e benessere.

Tuttavia, si moltiplicheranno gli appelli e le azioni per i diritti umani e civili. Ci saranno concerti, eventi, risoluzioni politiche (in particolare, in Gran Bretagna) per contrastare efficacemente la fame nel Terzo Mondo e si intraprenderanno missioni che andranno in quella direzione.

Nel 1988 i più grandi musicisti partiranno effettueranno un tour mondiale per festeggiare il 40° anniversario della Carta dei Diritti dell’Uomo. Nel mirino, soprattutto, il regime dell’Apartheid in Sud Africa, con gli accendini accesi e gli stadi in silenzio ad ascoltare “Biko” di Peter Gabriel. Prima, nell’85 (dopo Live Aid) artisti occidentali e africani danno vita al progetto Sun City (l’allora equivalente della Las Vegas americana dove tra casinò e hotel di lusso si consumava la tragedia dei sudafricani neri). Molti artisti partecipano dal rock, dal folk, dal reggae, dal jazz e dalla musica africana. Nascerà da qui l’humus che darà vita alla cosiddetta world music … un nuovo genere dove le varie forme, i generi e le tradizioni si mescolano per trovare nuove composizioni e nuove armonie.  Ne parleremo.

 L’apartheid non durerà ancora a lungo: nel 1990 Mandela verrà liberato dalla iniqua prigionia e nel 1991 cesserà ufficialmente.

Steve Van Zandt più noto come Little Steven, per essere uno storico ed eminente membro della E Street Band, dichiarerà che fare musica equivale a fare politica e non dire nulla (sull’apartheid) fosse già un messaggio.

E’ stato, anche, il decennio durante il quale la Chiesa ha scoperto i mass media. Papa Woijtila era in tv a reti unificate, tutti i giorni. Modalità divenuta di uso comune anche per i successori con l’aggiunta di rete e social media.

Alla fine degli Ottanta, scongiurato il pericolo di olocausto nucleare, si cominciano a diffondere sistemi per collegare i computer. L’invenzione di reti dedicate viene da lontano: Arpanet era la rete militare che collegava i siti per il lancio di missili balistici negli USA. Diventerà massiva negli anni Novanta con la diffusione del world-wide-web. Da lì arriverà fino ad oggi per prosperare tra luci e ombre, tra vantaggi e sinistri, tra beatificazione e puzza di zolfo.

Sì, gli anni Ottanta si sono consumati tra yuppismo e impegno sociale, tra leggerezza e condanna, tra la fine di una Guerra e l’inizio di molte altre su piccola scala, tra promesse di pace stabile e genocidi. Credo che siano stati anni in cui (come oggi) si fosse impossibilitati a vedere oltre, ad immaginare un futuro tra le luci illusorie di una nuova Città del Sole ed una lunga gita all’Inferno.

Una breve nota: ricordo a tutti i nostri lettori, amici, detrattori etc. l’incontro di domenica prossima ventura 11 febbraio 2018 presso Spazio Ligera in Via Padova, 133 a Milano dalle 19.00: con la gustosa scusa di presentare il libro di poesie “Pandora in poi andrà meglio” di Massimiliano Morelli, ci inerpicheremo in discussioni sulle nuove e vecchie forme espressive e quale futuro per queste. A fare da guastatore ci sarà il vostro amichevole visionario di quartiere. A presto.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

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Generazioni V parte.

Generazioni V parte.

Ovvero: l’eredità degli anni Ottanta, la fine della Storia, le opportunità (perse) della globalizzazione, la genesi della Rete.

Si sono fatte molte ipotesi sull’eredità degli Ottanta. Sono stati anni densi di avvenimenti e tendenze. E’ molto complicato decidere su quale criterio basare un giudizio.

In musica, è il decennio del pop universale: facile e comprensibile per le  masse. E’ il decennio di forme artistiche pret-a-porter, della diffusione di un edonismo leggero (per non dire, frivolo), della misura del successo misurato dal denaro acquisito, della conclusione della Guerra Fredda e, alla fine, dell’istituzione del “pensiero unico”. Il comunismo aveva fallito e, bocciato dalla Storia, aveva lasciato il campo libero per il successo del capitalismo, dell’economia di mercato. Tutto vero ma, è stato anche il decennio della speranza di una pace stabile. Si poteva intravvedere, in prospettiva, l’idea dei guaranì (nativi del Paraguay) di una “Terra senza Male”.

L’ipotesi di un mondo reso più piccolo e unito decadrà immediatamente. La spinta verso un’economia globale diventerà da grande opportunità per tutti ad una sorta di nuovo colonialismo. Saranno gli interessi degli Stati più forti ad influire sulle dinamiche politiche di quelli più poveri, riducendo ulteriormente le loro possibilità in termini di pace, equità sociale e benessere.

Tuttavia, si moltiplicheranno gli appelli e le azioni per i diritti umani e civili. Ci saranno concerti, eventi, risoluzioni politiche (in particolare, in Gran Bretagna) per contrastare efficacemente la fame nel Terzo Mondo e si intraprenderanno missioni che andranno in quella direzione.

Nel 1988 i più grandi musicisti partiranno effettueranno un tour mondiale per festeggiare il 40° anniversario della Carta dei Diritti dell’Uomo. Nel mirino, soprattutto, il regime dell’Apartheid in Sud Africa, con gli accendini accesi e gli stadi in silenzio ad ascoltare “Biko” di Peter Gabriel. Prima, nell’85 (dopo Live Aid) artisti occidentali e africani danno vita al progetto Sun City (l’allora equivalente della Las Vegas americana dove tra casinò e hotel di lusso si consumava la tragedia dei sudafricani neri). Molti artisti partecipano dal rock, dal folk, dal reggae, dal jazz e dalla musica africana. Nascerà da qui l’humus che darà vita alla cosiddetta world music … un nuovo genere dove le varie forme, i generi e le tradizioni si mescolano per trovare nuove composizioni e nuove armonie.  Ne parleremo.

 L’apartheid non durerà ancora a lungo: nel 1990 Mandela verrà liberato dalla iniqua prigionia e nel 1991 cesserà ufficialmente.

Steve Van Zandt più noto come Little Steven, per essere uno storico ed eminente membro della E Street Band, dichiarerà che fare musica equivale a fare politica e non dire nulla (sull’apartheid) fosse già un messaggio.

E’ stato, anche, il decennio durante il quale la Chiesa ha scoperto i mass media. Papa Woijtila era in tv a reti unificate, tutti i giorni. Modalità divenuta di uso comune anche per i successori con l’aggiunta di rete e social media.

Alla fine degli Ottanta, scongiurato il pericolo di olocausto nucleare, si cominciano a diffondere sistemi per collegare i computer. L’invenzione di reti dedicate viene da lontano: Arpanet era la rete militare che collegava i siti per il lancio di missili balistici negli USA. Diventerà massiva negli anni Novanta con la diffusione del world-wide-web. Da lì arriverà fino ad oggi per prosperare tra luci e ombre, tra vantaggi e sinistri, tra beatificazione e puzza di zolfo.

Sì, gli anni Ottanta si sono consumati tra yuppismo e impegno sociale, tra leggerezza e condanna, tra la fine di una Guerra e l’inizio di molte altre su piccola scala, tra promesse di pace stabile e genocidi. Credo che siano stati anni in cui (come oggi) si fosse impossibilitati a vedere oltre, ad immaginare un futuro tra le luci illusorie di una nuova Città del Sole ed una lunga gita all’Inferno.

Una breve nota: ricordo a tutti i nostri lettori, amici, detrattori etc. l’incontro di domenica prossima ventura 11 febbraio 2018 presso Spazio Ligera in Via Padova, 133 a Milano dalle 19.00: con la gustosa scusa di presentare il libro di poesie “Pandora in poi andrà meglio” di Massimiliano Morelli, ci inerpicheremo in discussioni sulle nuove e vecchie forme espressive e quale futuro per queste. A fare da guastatore ci sarà il vostro amichevole visionario di quartiere. A presto.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

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Generazioni V parte.

Generazioni V parte.

Ovvero: l’eredità degli anni Ottanta, la fine della Storia, le opportunità (perse) della globalizzazione, la genesi della Rete.

Si sono fatte molte ipotesi sull’eredità degli Ottanta. Sono stati anni densi di avvenimenti e tendenze. E’ molto complicato decidere su quale criterio basare un giudizio.

In musica, è il decennio del pop universale: facile e comprensibile per le  masse. E’ il decennio di forme artistiche pret-a-porter, della diffusione di un edonismo leggero (per non dire, frivolo), della misura del successo misurato dal denaro acquisito, della conclusione della Guerra Fredda e, alla fine, dell’istituzione del “pensiero unico”. Il comunismo aveva fallito e, bocciato dalla Storia, aveva lasciato il campo libero per il successo del capitalismo, dell’economia di mercato. Tutto vero ma, è stato anche il decennio della speranza di una pace stabile. Si poteva intravvedere, in prospettiva, l’idea dei guaranì (nativi del Paraguay) di una “Terra senza Male”.

L’ipotesi di un mondo reso più piccolo e unito decadrà immediatamente. La spinta verso un’economia globale diventerà da grande opportunità per tutti ad una sorta di nuovo colonialismo. Saranno gli interessi degli Stati più forti ad influire sulle dinamiche politiche di quelli più poveri, riducendo ulteriormente le loro possibilità in termini di pace, equità sociale e benessere.

Tuttavia, si moltiplicheranno gli appelli e le azioni per i diritti umani e civili. Ci saranno concerti, eventi, risoluzioni politiche (in particolare, in Gran Bretagna) per contrastare efficacemente la fame nel Terzo Mondo e si intraprenderanno missioni che andranno in quella direzione.

Nel 1988 i più grandi musicisti partiranno effettueranno un tour mondiale per festeggiare il 40° anniversario della Carta dei Diritti dell’Uomo. Nel mirino, soprattutto, il regime dell’Apartheid in Sud Africa, con gli accendini accesi e gli stadi in silenzio ad ascoltare “Biko” di Peter Gabriel. Prima, nell’85 (dopo Live Aid) artisti occidentali e africani danno vita al progetto Sun City (l’allora equivalente della Las Vegas americana dove tra casinò e hotel di lusso si consumava la tragedia dei sudafricani neri). Molti artisti partecipano dal rock, dal folk, dal reggae, dal jazz e dalla musica africana. Nascerà da qui l’humus che darà vita alla cosiddetta world music … un nuovo genere dove le varie forme, i generi e le tradizioni si mescolano per trovare nuove composizioni e nuove armonie.  Ne parleremo.

 L’apartheid non durerà ancora a lungo: nel 1990 Mandela verrà liberato dalla iniqua prigionia e nel 1991 cesserà ufficialmente.

Steve Van Zandt più noto come Little Steven, per essere uno storico ed eminente membro della E Street Band, dichiarerà che fare musica equivale a fare politica e non dire nulla (sull’apartheid) fosse già un messaggio.

E’ stato, anche, il decennio durante il quale la Chiesa ha scoperto i mass media. Papa Woijtila era in tv a reti unificate, tutti i giorni. Modalità divenuta di uso comune anche per i successori con l’aggiunta di rete e social media.

Alla fine degli Ottanta, scongiurato il pericolo di olocausto nucleare, si cominciano a diffondere sistemi per collegare i computer. L’invenzione di reti dedicate viene da lontano: Arpanet era la rete militare che collegava i siti per il lancio di missili balistici negli USA. Diventerà massiva negli anni Novanta con la diffusione del world-wide-web. Da lì arriverà fino ad oggi per prosperare tra luci e ombre, tra vantaggi e sinistri, tra beatificazione e puzza di zolfo.

Sì, gli anni Ottanta si sono consumati tra yuppismo e impegno sociale, tra leggerezza e condanna, tra la fine di una Guerra e l’inizio di molte altre su piccola scala, tra promesse di pace stabile e genocidi. Credo che siano stati anni in cui (come oggi) si fosse impossibilitati a vedere oltre, ad immaginare un futuro tra le luci illusorie di una nuova Città del Sole ed una lunga gita all’Inferno.

Una breve nota: ricordo a tutti i nostri lettori, amici, detrattori etc. l’incontro di domenica prossima ventura 11 febbraio 2018 presso Spazio Ligera in Via Padova, 133 a Milano dalle 19.00: con la gustosa scusa di presentare il libro di poesie “Pandora in poi andrà meglio” di Massimiliano Morelli, ci inerpicheremo in discussioni sulle nuove e vecchie forme espressive e quale futuro per queste. A fare da guastatore ci sarà il vostro amichevole visionario di quartiere. A presto.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

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Dimora Artica @FRUIT art book fair Bologna

Dimora Artica partecipa a FRUIT art book fair dove presenta una selezione di pubblicazioni e multipli d'artista.

FRUIT si svolgerà in concomitanza con Artefiera, al Palazzo Re Enzo, con i seguenti orari:

Venerdì 2 febbraio ore 17.00 / 24.00

Sabato 3 febbraio ore 15.00 / 01.30

Domenica 4 febbraio ore 12.00 / 20.00

fruitexhibition.com

Fruit Exhibition è la fiera di pubblicazioni d’Arte di Bologna.
Aperta al pubblico raccoglie pubblicazioni cartacee e digitali indipendenti tra cui libri d’artista, cataloghi, progetti di graphic design, periodici e zines.

La prossima edizione si terrà dal 2 al 4 Febbraio 2018, Palazzo Re Enzo – Bologna

INGRESSO
6€ valido per le tre giornate escluso:

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“Mr. Dan” il nuovo album DANIELE TARCHIANI Dal oggi in tutti i negozi di dischi e webstore Distribuzione AudioGlobe

L’artista ha vissuto un percorso introspettivo che lo ha portato a rivisitare il repertorio della band in una serie di concerti in modalità chitarra acustica e voce. A completamento di questo momento intimista, nasce l’album “Mr. Dan”, semiacustico, distante dalle atmosfere corrosive della band, e che vede la rivisitazione di quattro brani presenti nella raccolta “18anhima” e sei brani completamente inediti. “Mr. Dan” è stato anticipato dal singolo e videoclip “Buon Natale Mr. Dan”.

Il disco, di cui Daniele Tarchiani è voce e chitarra, è stato registrato con la collaborazione di prestigiosi musicisti: Emiliano Garofoli al piano, tastiere e programmazione; Lamberto Piccini al basso; Filippo Tarchiani alla batteria.

“Mr. Dan” è stato prodotto, scritto e arrangiato da Daniele Tarchiani, con la collaborazione di Emiliano Garofoli. È stato registrato dallo stesso Garofoli presso il Koan Studio di Firenze. Master e editing sono a cura di Francesco Foderà.  

Il 25 gennaio esce “Mr. Dan”, primo album da solista di Daniele Tarchiani, nato in parallelo all’attività con la storica band fiorentina Anhima, di cui è voce e leader

Questa la tracklist dell'album, raccontata da Daniele Tarchiani:

 1. Buon Natale Mr. Dan

“Merry Christmas Mr. Lorenz”, in italia uscito come Furyo con D. Bowie e Sakamoto.

L'ispirazione di “Buon Natale Mr. Dan”. Un caleidoscopio di ricordi orientali. La cinematografia è una delle fonti dalla quale attingo per la maggior parte delle mie idee, così come dalla teologia, che costituisce la parte filosofica delle nostre grandi opere d'arti (rimando ai miei studi al liceo artistico). Un natale lisergico tra Singapore e Bangkok dove il presepe era ambientato con 40 gradi, che poi chissà non era poi così lontano dalla realtà (la storia evangelica).

 2. Passenger

E' possibile non trovarsi praticamente mai ad essere in linea con tutto ciò che ti circonda. Non essere mai dove ti cercano, non essere mai dove vorresti essere, non avere mai il concetto del parere comune.

Sentirsi solo e semplicemente passeggero di un mondo che si muove e ti porta dietro come polvere, com una particella infinitesimale di un meccanismo troppo più grande di te.

 3. Baciami

Chi può tradirti se non un amico, diceva Curzio Malaparte ne “I Maledetti toscani". Un'altra simbologia evangelica in cui l'amicizia suggella un tradimento, come quello compiuto da Giuda nel testamento verso la persona che amava di più, così che la storia si compia.

L'amore  tra il tradito e il traditore deve superare l'oggetto in questione, (in questo caso una ben che piccola fanciulla). Beh, potrebbe vantarsene, ma perchè regalare tanta dolcezza? Il protagonista rimane e rimarrà assollutamente all'oscuro.

4. Orgoglio Punk

Per un uomo che ha cominciato suonando la batteria negli anni 80' in un gruppo post punk e si faceva di Clash dalla mattina alla sera, la parola Punk rimarrà tatuata sul cuore per sempre.

E non vi aspettate che il mio aspetto dimostri il contrario. Vi prendo per il culo.

5. Risorgimi

A volte l'amore arriva quando sei convinto che ormai non sarebbe più stato possibile. E ti trova ovunque tu sia, anche sepolto sotto metri di mediocrità. E ti riporta alla vita, come Lazzaro.

A volte, a volte, accade di risorgere. 

6. Swimming pool

50 vasche in quello strano limbo che ti narcotizza e che lascia la mente in grado di vagare sulla banalità delle necessità della vita. Solitudiune, malinconia, grigiore invernale, mentre continuavo a nuotare. L'importante era continuare a tener fuori la testa.

7. Lolita

Direttamente da Nabakow, il suo romanzo “Lolita”, che non è una ragazzina ma una tipologia di donna.Ne ho portato addosso i segni per anni, ma la sensualità, la violenza che scaturisce nelle vene è pura carnalità. La saliva è linfa, il sudore è sangue.

Un esperienza che tutto sommato non rinnegherò mai. Dove sei Lolita..?

8. Controvento

 Cantare è una necessità, almeno per me. Per quanto mi riguarda, capita fin troppo spesso di urlare controvento (un espressione abusata). Quando, però, sono trent’anni che sputi le tue cordi vocali oltre il muro del suono ormai sai che continuerai.

Questo perchè, a differenza dei testi per i quali attingo dai nostri grandi cantautori italiani, i miei riferimenti vocali (ammesso che ne abbia) sputano tutt’ora le loro corde vocali, solo che lo fanno davanti a centinaia di migliaia di persone..

Ma le sputano per dio!!

9. Shantaram

Ho letto questo meraviglioso libro che mi sono poi tatuato sulla schiena, la cui traduzione dall'indiano è “Uomo di pace”, da “shanti” che significa “pace” e “ram” che significa “uomo”.

In un’ estate lontana da tutto, soprattutto dall'attività musicale, mentre sfioravo per la prima e ultima volta nella mia vita i cento chili, intravedevo i miei piedi, l'unica cosa che riconoscevo di me. Pensavo: devo credere ai miei piedi, a cos'altro se non a loro? Mi hanno portato qui.

E' nata mia figlia. 

10. Niente

Cosa si può dire di una canzone d'amore? Niente.

L’ho scritta come un requiem prima che avvenisse il distacco dopo 7 anni di convivenza o dopo i 3 mesi di vero amore con queste due bimbe meravigliose?

Un rapporto come si immaginava negli anni Settanta: la mattina mi alzavo sapendo che nessuno avrebbe pensato alla vita che stavo facendo, svegliandomi abbracciato da queste due cose meravigliose di ventiquattro e ventisette anni. Io ne avevo trentasei.

Per questo il mio amico Leo Martera dei Planet Funk mi portò via in oriente; stavo andando fuori di testa.

Risultato? Niente. Mi ci sono voluti 6 mesi per riprendermi (decisamente ci sono molti modi per complicarsi la vita).

Daniele Tarchiani è il cantante degli Anhima, la rockband fiorentina attiva dalla fine degli anni '80. Nel corso della loro ventennale storia hanno pubblicato LP e CD con la Sony, la BMG Ariola, la Flying Records, registrato dischi con Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli, scritto canzoni assieme a Piero Pelù, portato la loro musica su MTV e VideoMusic, girato l'Italia e l'Europa. Con la band Anhima ha realizzato cinque album di cui un best of “18Anhima” (distribuito Audioglobe) promosso con tre video e singoli tra i quali nel 2014 “Impossibile Mutazione” in classifica per sei mesi su Virgin Radio.

Ultimo album degli AnhimaLa Cruna dell’ago” (2016), arrivato su ITunes al 28° posto della classifica internazionale e all’8° di quella nazionale, porta come tutti gli altri la firma di Daniele Tarchiani come autore e compositore di tutti i brani. Edito da The Garage prodotto da Fabrizio Simoncioni (54 dischi di platino - Ligabue, Gianna Nannini, Negrita... etc e un Grammy Awards come ingegnere del suono) e Fabrizio Vanni dal quale sono stati estratti tre singoli e video di cui l'ultimo “Un Cuore che Vola” è entrato a far parte della compilation “Rock Targato Italia”.

Nel web

Facebook: http://facebook.com/Mr.DanieleTarchiani

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ULTIME NOVITA' DI GALLUCCI EDITORE PER IL MESE DI FEBBRAIO

Tante le novità proposte da Gallucci Editore per il mese di Febbraio: Una serie di storie adatte ai più grandi e ai più piccoli.

 

UNA STORIA GRANDE COME LA MANO

di Anne Herbauts

Piccolo Ramo è un bambino che vive sul limitare della foresta. Con lui c’è il fido compagno Tigre, pigrone e goloso di dolci. Insieme, i due arrivano alla casa di Nonna Corteccia, che li accoglie proprio come una nonna: con una torta e una storia. Una storia grande come la mano. 
Così, Piccolo Ramo imparerà che crescere non è poi così difficile e che ognuno ha un proprio talento: basta solo saperlo trovare e coltivare, senza badare alle aspettative di chi ci vuole tutti quanti uguali.

 

IL GRANDE MURO ROSSO

di Britta Teckentrup

Il Grande Muro Rosso c’è sempre stato. 
Gli amici di Topino non sanno perché sia stato costruito, né cosa ci sia dall’altra parte. 
Sanno solo che gli mette paura. 
Ma Topino è curioso. 
Troverà il coraggio di avventurarsi nell’ignoto? 
Una favola semplice e bella sulle nostre paure e la scoperta della libertà.

 

IL MIO GATTO CICCIABOMBA

di Christine Roussey

Ti presento Cicciabomba. 
Cicciabomba è il mio gatto. 
È paffuto, grassottello, bello gonfio, bombato come una ciambella di salvataggio. 
Cicciabomba è un gran burlone. 
Si sbellica per un nonnulla, ride a crepapelle. 
Ma è un coccolone da combattimento: miagola come un ninja e fa le fusa come una tigre. 
Cicciabomba è il mio migliore amico.

 

ANCHE LE PRINCIPESSE PORTANO GLI OCCHIALI

di Elisa Raimondi
disegni di Stefania Pravato

Una principessa recupera il sorriso grazie all’aiuto delle fate Iridine e di un paio di cristalli incantati: due gemme che un adulto può interpretare come occhiali, ma che un bambino sa vivere come occhi magici per osservare il mondo senza pregiudizi e scoprirne tutti i colori. 

 

CARTE GIOCA E SCOPRI PER I PIÙ PICCOLI

Tante schede colorate con anello apri e chiudi da portare con sé anche in tasca e con le quali stimolare i bambini a riconoscere i caratteri dell’alfabeto e gli animali in maniera immediata e divertente. 
Sulle carte sono presenti lettere colorate, parole con la stessa iniziale e il disegno corrispondente, ma anche illustrazioni di animali accompagnate dal nome stampato in maiuscolo. 
I bambini più piccoli si divertiranno un mondo e i più grandi impareranno a leggere in un attimo!

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RIZZOLI PUBBLICA: ATLANTE DEI LUOGHI LETTERARI - TERRE LEGGENDARIE, MITOLOGICHE, FANTASTICHE IN 99 CAPOLAVORI DALL’ANTICHITA’ A OGGI - A cura di Laura Miller

La scrittura elegante e le splendide immagini dell’Atlante dei luoghi letterari, edito da Rizzoli, ci guidano in un viaggio attraverso quattromila anni di narrativa – dall’Epopea di Gilgamesh a Due anni, otto mesi e ventiquattro notti di Salman Rushdie – alla scoperta dei mondi immaginari più amati della letteratura.

Laura Miller ha interpellato scrittori, critici e accademici di fama mondiale, che ci accompagnano nell’esplorazione di quasi cento mondi fantastici, in un’antologia che per la prima volta affianca i classici alla letteratura popolare e alla narrativa contemporanea: ci troviamo così a passare dall’Odissea ai Viaggi di Gulliver, dalle Cronache di Narnia di C. S. Lewis alle Città invisibili di Calvino, da 1984 di Orwell al Racconto dell’ancella di Margaret Atwood, dall’America di Infinite Jest di David Foster Wallace al Giappone di IQ84 di Murakami.

Il risultato: una folgorante rassegna – raccontata e illustrata – delle terre inventate e delle ambientazioni immaginate da autori di tutti i tempi, dai miti fondatori – tutte le più grandi saghe e leggende antiche – fino ai fantasy e ai romanzi distopici del XX secolo.

Per facilitare la consultazione, le opere sono articolate in cinque grandi capitoli, ordinati cronologicamente: Miti e leggende antiche (fino al 1700), Scienza e romanticismo (1701-1900), L’epoca d’oro del fantastico (1901-1945), Il nuovo ordine del mondo (1946-1980), L’era digitale (1981-presente).

Ogni opera è presentata con cura, illustrata con immagini artistiche e rappresentata dalla copertina dell’edizione più significativa. Non manca l’omaggio a grandi autori italiani creatori di terre leggendarie come Ludovico Ariosto, Italo Calvino, Dante Alighieri.

L’Atlante dei luoghi letterari è dunque una guida indispensabile ai mondi fantastici: un vero tesoro per chiunque voglia perdersi in un libro, un tributo al potere straordinario dell’immaginazione umana.

Laura Miller, curatrice del volume, è tra i fondatori del sito web SALON.com, con cui collabora da vent’anni. È Contributing editor della rivista online “Slate”, per la quale si occupa di libri e cultura. I suoi reportage e articoli sono comparsi su “The New Yorker”, “Harper’s”, “The Guardian” e “The New York Times Book Review”, dove per due anni ha firmato la rubrica Last Word. Il suo libro The Magician’s Book: A Skeptic’s Adventures in Narnia, biografia e memoir sull’autore delle Cronache di Narnia, è stato un successo negli Stati Uniti.

 

Copertina e immagini sono scaricabili al link: http://bit.ly/luoghiletterari

 

Rizzoli Illustrati

17 x 23 cm

cartonato con sovracoperta

320 pp.

35,00 €

in libreria il 16 gennaio 2018

electa.it

 

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