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IRRIVERENZE - Perfidie di Stefano Torossi

IL CAVALIER SERPENTE

Perfidie di Stefano Torossi

13 novembre 2017

                          

IRRIVERENZE

 

Presentazione Stagioni delle Arti.

Parco della Musica, mercoledì 8, conferenza stampa di presentazione delle Stagioni delle Arti 2017-18. Un tripudio di notizie positive: numero di concerti, lezioni e incontri con il pubblico, spettatori in continua crescita, come gli incassi; e non è poco, trattandosi di un’istituzione pubblica, che contrariamente alle altre non è in passivo cronico.

E crediamo che sia  tutto vero perché ogni volta che ci mettiamo piede, c’è sempre un sacco di gente con le facce contente, anche famiglie, perché molte sono le iniziative per i bambini; la libreria è affollata, al caffè c’è la fila e i Negroni che preparano al Red Bar continuano a essere ottimi.

Naturalmente nel corso dell’incontro ci sono state regalate alcune miniperle che non vogliamo farci, né farvi sfuggire.

Intanto il manifesto della stagione, che a noi irresistibilmente ricorda la copertina di uno dei primi LP di Dalla, essendo la cupola che appare sotto il titolo identica al basco dell’amico Lucio.

Poi, al Presidente Regina, nell’entusiasmo di elencare i grandi artisti che da tutto il mondo arriveranno sulle scene dell’auditorium, è scappato il nome di Dario Fo (da tutto il mondo, è certo possibile, dall’altro mondo ci sembra un po’ più difficile).

L’AD Josè Dosal, esprimendosi nel suo pittoresco italiano españoleggiante ci ha anticipato i concerti di giàss, con i solisti di giàss e il pubblico de apasionados di giàss. E poi si è lanciato in un ringraziamento corale a tutto il personale che lavora nell’istituzione, comprese le donne delle pulizie, ma dimenticando il benemerito barman a cui abbiamo accennato due righe fa.

Divertenti filmati con le facce di tanti artisti a fare gli auguri all’auditorium per il suo quindicesimo compleanno funzionavano da stacco fra una chiacchierata e l’altra; il tutto concluso con una canzone dal vivo della spagnola Antonia Molina, presentata con molti besos y abrazos dal concittadino señor Dosal.

E finalmente Luca Bergamo, Assessore alla Crescita Culturale di Roma Capitale (prima parentesi: fino a qualche tempo fa, dove serviva c’era scritto solo Roma. Adesso, e forse si può ipotizzare qualche amico con una tipografia o una fabbrica di vernici, a tutte le “Roma” è stato aggiunto “Capitale”: sulle auto dei vigili, sulla carta intestata, sui furgoni; ma era proprio necessario ricordarcelo che Roma è la capitale?), (seconda parentesi: che un assessore di Roma si chiami Bergamo, è buffo, no?) ci ha liberati da un dubbio di tipo grammaticale e anche etico, che da un po’ ci tormentava, quando, riferendosi alla sua e nostra prima cittadina l’ha chiamata “la sindaca”.

        Meno male! Se l’ha detto lui che sta in giunta, possiamo stare tranquilli.

 

 

Champagne!

4 novembre sera. Insieme ad altre novantanove persone, siamo a cena a Villa Medici in onore di David Lynch e in chiusura della Festa del Cinema.

Pleonastico descrivere la magnificenza del parco, la fantasmagoria, in questa serata limpida e tiepida, del panorama dalla balaustra accanto a Trinità dei Monti, la grandiosità del salone e lo sbrilluccichio della sontuosa apparecchiatura. Cinque calici: acqua più le quattro differenti etichette di champagne che hanno accompagnato i piatti.

Nella foto i bastardini imbucati, pieni di un liquido arancio sono due Negroni preparati magistralmente dal barman all’ingresso (i migliori assaggiati negli ultimi tempo) e offertici prima di sedere a tavola.

Grande spolvero di attori, ovvio, e atmosfera guardingamente rilassata, forse anche grazie ai succitati Negroni.

Ben gelati e copiosi il Moёt Imperial, il Moёt & Chandon Grand Vintage 2009, il Moёt & Chandon Grand Vintage Rosè 2009 e il Moёt Nectar Imperial, con cui abbiamo pasteggiato.

Eravamo in semplice giacca e cravatta, anche se di Gucci, ma un po’ a disagio perché per questi fluidi blasonati ci saremmo sentiti più a posto in frac.

E allora, dove sono le perfidie? Nel menu, presentatoci dallo chef responsabile a inizio pasto. Non siamo gastronomi stellati, ma ci è sembrato, come spesso in queste occasioni, che tutto sapesse vagamente di panna: il tiramisù di patate e baccalà con lardo di cinta senese; le mezzelune di burrata, acciughe e datterini; le capesante scottate con millefoglie di patate e speck…

Irresistibile, andandocene, ci è tornato in mente uno degli eroi delle nostre letture infantili: Bertoldo, il contadino dal cervello fino, il quale, proprio per merito della sua astuzia, fu invitato a corte dal re. Qui, fra un frizzo e un lazzo cominciò a frequentare la tavola dei nobili, dove si mangiavano cose raffinatissime, alle quali lui non era naturalmente abituato, e tante ne mangiò che alla fine si ammalò e se ne andò al creature.

Il re, che apprezzava lo spirito del villano, fece incidere sulla sua tomba un epitaffio i cui tre ultimi versi dicevano:

“Mentr’egli visse fu Bertoldo detto,

fu grato al re, morì con aspri duoli

per non poter mangiar rape e fagioli”.

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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: www.ilcavalierserpente.it

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KINKI TEXAS: A BOLZANO IL SUO UNIVERSO TRA GRANDI TELE INEDITE E DISEGNI

KINKI TEXAS: A BOLZANO IL SUO UNIVERSO TRA GRANDI TELE INEDITE E DISEGNI

Intervista a KINKI TEXAS di Silvia Conta

Alla Alessandro Casciaro Art Gallery di Bolzano la mostra Mental Shiloh Supper Club attende il visitatore tra tele inedite di grande formato e disegni degli ultimi tre anni: cowboy, cavalieri e figure dell’immaginario collettivo popolano il Kinki Texas Space, un’articolata e vivace dimensione in cui si fondono elementi provenienti dall’epica classica alla cultura pop, dal punk ai giochi per il computer passando per il cinema per dare origine a narrazioni aperte, disseminate tra le diverse opere e la memoria dell’osservatore. Abbiamo chiesto all’artista di accompagnarci alla scoperta della sua dimensione creativa…

leggete qui:

https://www.espoarte.net/arte/kinki-texas-a-bolzano-il-suo-universo-tra-grandi-tele-inedite-e-disegni/

 

 

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LE AVVENTURE DI PINOCCHIO STORIA DI UN BURATTINO Carlo Collodi illustrazioni di Alberto Longoni prefazione di Dino Buzzati

LE AVVENTURE DI PINOCCHIO

STORIA DI UN BURATTINO

Carlo Collodi

illustrazioni di Alberto Longoni

prefazione di Dino Buzzati

Ogni generazione ha il Pinocchio che si merita

Dino Buzzati

Per il Natale 2017 Mondadori Electa pubblica Le avventure di Pinocchio, riedizione dell’opera illustrata da Alberto Longoni, pubblicata da Vallardi nel 1963 in un’edizione speciale fuori commercio, ora introvabile sul mercato.

Il classico intramontabile della letteratura italiana viene pubblicato in una preziosa edizione numerata a tiratura limitata e numerata, con un formato da cofeee table volto a  valorizzare le magnifiche tavole dell’artista.

Alberto Longoni ci ha lasciato una raffinata e al tempo stesso ironica e pungente interpretazione grafica dei personaggi del noto racconto per bambini.  I suoi  disegni al tratto, in BN, sono riprodotti nel volume a piena e a doppia pagina. Il libro include inoltre un folder a quattro ante con la splendida scena del pesce che inghiotte il burattino.

Il testo è integrale, nella versione della decima edizione collazionato col primo originale dell'autore.

Completa il volume l’originale prefazione firmata da Dino Buzzati.

Alberto Longoni (1921-1991) è stato un artista e illustratore italiano. Dopo gli anni guerra e la deportazione in Germania, il primo riconoscimento arriva nel 1953 con il premio Trieste per la caricatura. Longoni è stato un grande illustratore per l’editoria di libri (Hermann Hesse) e periodici (Pirelli, Quattroruote, Imago, Humor Graphic, Europa Domani, Abitare, Le arti…). Il suo Pinocchio è del 1963: da quel momento si dedica ai libri per ragazzi.

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Le donne rock del 2017

Le donne rock del 2017: Alteria, Angela Baraldi e La Rappresentante Di Lista
recensione di Roberto Bonfanti

Sembra siano le donne a tenere vivo il sacro fuoco del rock in questo 2017 in cui, per i normalissimi corsi e ricorsi delle tendenze musicali o per mille altri fattori su cui si potrebbero scrivere interi trattati, le chitarre elettriche e le sonorità più viscerali non sembrano avere trovato molto spazio fra le uscite discografiche più degne di nota.

E' stato pubblicato solo da qualche settimana “La vertigine prima di saltare” di Alteria: un disco fatto di canzoni rock sincere e dirette in cui l'autrice, nota anche come speaker radiofonica, sembra avere messo a nudo tutte le proprie inquietudini e le proprie fragilità per cantarle in modo catartico con la sua voce graffiante. Nasce così un lavoro dall'approccio marcatamente anni '90 capace di coniugare melodia, potenza e modernità anche grazie all’eccellente produzione artistica del sempre bravo Max Zanotti che dona all’album un suono incisivo e attuale.

E' invece in circolazione ormai da qualche mese “Tornano sempre”, probabilmente il lavoro migliore della lunga carriera di Angela Baraldi. Il tocco di Giorgio Canali in cabina di regia accompagna la carismatica cantante bolognese nella realizzazione di un album sporco, cupo e viscerale, composto in gran parte da ballate ipnotiche e canzoni dall'incedere straniante che scorrono sul filo di una tensione emotiva affilata come un rasoio ma scosso anche da un paio di sfuriate rock'n'roll, completamente immerso in un'atmosfera notturna e decadente sul cui sfondo è impossibile non scorgere il fantasma di Lou Reed e dei Velvet Underground.

Ci allontaniamo dal mondo delle chitarre elettriche ma, parlando di voci femminili dotate di grande personalità, spirito irrequieto e desiderio di rompere gli schemi, non si può non citare La Rappresentante Di Lista, suggestivo progetto che la scorsa primavera ha dato alle stampe un disco dal vivo intitolato “Bu Bu Sad Live”: un lavoro che fotografa benissimo l'essenza di una band affascinante dedita a un pop d'autore inquieto e ombroso segnato da una verve teatrale elegantissima e da un'interessante ricerca sonora in cui antico e moderno si fondono in modo inusuale dando vita a un universo sonoro decisamente suggestivo.

Roberto Bonfanti
www.robertobonfanti.com

 

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Sabato 4 novembre Angelo Gaccione presenta: Cassola e il disarmo. La letteratura non basta. Lettere a Gaccione 1977-1974

Sabato 4 novembre - ore 16.30

Sede Pro Loco Pero e Cerchiate

Via Sempione 18 - Pero - Sala del Caminetto

 

A 100 ANNI DA CAPORETTO, A 99 DA VITTORIO VENETO

Angelo Gaccione presenta Cassola e il disarmo. La letteratura non basta. Lettere a Gaccione 1977-1974

Ed. TralerigheLibri 2017, a cura di Federico Migliorati e Angelo Gaccione

Il volume continene 82 lettere, 16 preziosi documenti inediti e alcune foto

 

Angelo Gaccione è stato l'intellettuale più vicino a Cassola nella sua campagna pacifista. Di sicuro è stato il solo, dopo la morte dello scrittore, a tenerne desta nei suoi scritti l'idea del disarmo unilaterale.

A Cassola toccò la stessa sorte vissuta negli anni precedenti da Pasolini, fatta di avversione, ostilità, isolamento.

Con rare eccezioni, questo fu l'atteggiamento dell'ambiente intellettuale al quale era sempre appartenuto, e da cui si aspettava un convinto appoggio al suo impegno per il disarmo.

Disarmo caparbiamente ribadito con scritti e conversazioni, fino a quando ne avrà le forze, dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso a oltre la metà degli anni Ottanta; disarmo colto nella sua drammatica urgenza non più dilazionabile, e che lo porterà anche a fondare una lega disarmista. Un'urgenza chele lettere a Gaccione registrano in tutta la loro lucida e spietata consapevolezza.

 

Al termine vin brulè e castagnaccio.

 

 

 

 

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Incontri con gli autori al Museo Martinitt e Stelline di corso Magenta 57

Come ogni prima domenica del mese, il 5 Novembre a Milano si potranno visitare gratuitamente i musei civici (ma non solo quelli).
In occasione di questa bellissima iniziativa, proprio domenica 5 prende il via un nuovo ciclo di incontri con gli autori, al Museo Martinitt e Stelline di corso Magenta 57, che ci farà riscoprire storie, luoghi e personaggi della città anche attraverso suggestive letture animate.

E anche con Visite Guidate per Tutti si andrà al Museo: Nadia Gobbi ci condurrà
infatti nella sala del Castello Sforzesco dove è custodito lo straordinario ciclo degli Arazzi Trivulzio raffiguranti i dodici mesi. 

Sabato 4 Novembre
ore 14,30

Bosco del Salecc

di Vaprio d’Adda
Nei pressi della ciclovia della Martesana tra Vaprio e Concesa
Info (Comune di Vaprio) 02 909 4004 

In occasione dell’inaugurazione

della scultura lignea

del Drago Tarantasio

incontro “fra storia e mitologia locale”

in compagnia dell’architetto e scultoreVincenzo Agliati
con la partecipazione del giornalistaFabio Conti
autore del volume

Lago Gerundo 
tra storia e leggenda

A seguire piccolo buffet

Domenica 5 Novembre

ore 11,00

Museo Martinitt e Stelline
Corso Magenta, 57
tel. 02 43 00 65 22

Nell’ambito del ciclo di appuntamenti
Incontriamoci al Museo
Milano come non l’avete mai vista
Conversazioni con gli autori

e letture

la medievalista milanese

Ada Grossi

presenta il suo romanzo

149 anni
Gli occhi che guardarono 
la Sindone

Un’appassionante avventura

(che coinvolge anche la città di Milano) tra guerre, intrighi e messaggi criptati,

che ruotano attorno alla più
straordinaria delle reliquie.

Una meravigliosa storia d’amo­re

che oltrepassa i limiti della morte.

Con proiezione di immagini
reading a cura dei volontari

del Patto di Milano per la Lettura

Nel corso della presentazione
esposizione di una copia

in misura reale della Sindone

A seguire, visita guidata gratuita

al Museo per chi lo desidera

Ingresso libero fino a esaurimento posti 

VISITE GUIDATE PER TUTTI
alla (ri)scoperta di Milano
Tour + Libro in omaggio

Domenica 5 Novembre
ore 15,30
Gli Arazzi Trivulzio: 
un calendario di storie 
e racconti

All'interno del Castello Sforzesco, riscopriamo come venivano descritti i mesi all'inizio del XVI secolo. 

Gli arazzi commissionati da Gian Giacomo Trivulzio, su disegno delBramantino, raffigurano allegorie e attività agricole, in un ciclo di dodici rappresentazioni che, mese per mese, ci accompagnano alla riscoperta di antiche tradizioni

– PUNTO DI RITROVO:

Davanti alla Biglietteria 
del Castello Sforzesco

Occorre munirsi autonomamente del biglietto di ingresso ai Civici Musei del Castello: l'ingresso è gratuito 
essendo la prima domenica del mese 

– DURATA:
90 minuti circa
Si consiglia di arrivare 15 min prima

– LIBRO IN OMAGGIO:
A.Monti e P.Arrigoni, Castello Sforzesco nell'arte e nella storia
(144 pagine illustrate)

INFO su
COSTI e PRENOTAZIONI
rispondendo alla presente mail
oppure inviando SMS
al numero 333 63 77 831

Per maggiori informazioni: http://www.meravigliedizioni.it/index.php

 

 

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