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NYLON Vincitori di Rock Targato Italia 2018 in anteprima nazionale su ALL MUSIC ITALIA con il videoclip L’INDECENTE

S’intitola L’indecente il primo videoclip della band pavese NYLON da oggi in anteprima nazionale su ALL MUSIC ITALIA.       

http://www.allmusicitalia.it/news/anteprima-video-lindecente-nylon.html

Il singolo sarà rotazione radiofonica a partire dal 5 novembre.

Si può dire che “L’indecente” rappresenti il manifesto della band. Con il suo incipit “Sai che impudenza: la pretesa di cantare una canzone originale”, i Nylon lasciano trasparire la volontà di non calarsi in stereotipi che meglio si adattano alla società benpensante per costruirsi una loro identità.

Del resto la canzone stessa, a cavallo tra cantautorato e ritmi gitani, racconta di vite bohémien, di donne, di seduzione. Il videoclip, girato tra le strade e i pub di Pavia, richiama lo stesso tema, sposandosi con la musica e con il testo del brano.

L’indecente” anticipa l’uscita dell’album “Quasi Fosse Una Tempesta” prevista per gennaio 2019.

“è divertente quello che chiami indecente”

 

NYLON

Nylon nascono nel 2000 dalla collaborazione fra Filippo Milani e Davide Montenovi.

Per quasi una decade il progetto è consistito in un duo che ha portato nei locali del nord Italia i grandi classici del rock rivisitati in chiave acustica: un tributo culturale che ancora oggi costituisce un riferimento importante nella stesura delle composizioni.

Nel 2015 l’esperienza ha subito una svolta radicale, abbandonando il fronte delle cover in favore di una scaletta di brani propri inediti.

Al duo si è aggiunto il violoncello di Adriano Cancro, portando il nucleo della band a tre elementi.

Nylon vantano una stretta collaborazione con Roberto Re e Fabio Minelli, strumentisti noti della scena lombarda.

Le diverse estrazioni dei musicisti creano un repertorio originale, in cui il genere cantautorato trova sostegno in arrangiamenti più elaborati che spesso hanno riferimenti ai generi più disparati (jazz, classica, manouche, folk, rock e hard rock).

Lo spettacolo ha una forte impronta teatrale, che mira a coinvolgere in modo diretto il pubblico per non lasciarlo semplice spettatore.

Il progetto riscuote i favori di critica e pubblico in ambito pavese, dove i concerti sono sempre sold out e dove la band ha ottenuto numerosi articoli e apparizioni su testate ed emittenti locali, radiofoniche e televisive.

I Nylon hanno aperto i concerti di vari artisti, fra cui Max Manfredi, le Luci della Centrale ElettricaRoberto AngeliniOmar PedriniAlessandro Grazian.

Nel 2016 è uscito Antipasto Crudo, EP di quattro canzoni distribuito esclusivamente ai concerti.

Nel 2018 la band vince Rock Targato Italia.

A gennaio 2019 è prevista la pubblicazione del primo album della band, “Quasi fosse una tempesta”.

 

NEL WEB

Official Websitehttp://www.nylonproject.com

Instagram:  https://www.instagram.com/nylonofficial/

YouTubehttps://www.youtube.com/channel/UCM5PugHcUt4QwrERpCfd_Sw

Facebookhttps://www.facebook.com/nylonproject

 

 

Carolina Nardella

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 0258310655

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web: www.divinazionemilano.it

 

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Mario Merz “Igloo"

Mario Merz  “Igloos”

Fino al 24 febbraio 2019

“Igloos”, la mostra dedicata a Mario Merz (Milano, 1925-2003), tra gli artisti più rilevanti del secondo dopoguerra, riunisce il corpus delle sue opere più iconiche, gli igloo, datati tra il 1968 e l’anno della sua scomparsa. Il progetto espositivo, curato da Vicente Todolí e realizzato in collaborazione con la Fondazione Merz, si espande nelle Navate di Pirelli HangarBicocca e pone il visitatore al centro di una costellazione di oltre trenta opere di grandi dimensioni a forma di igloo, un paesaggio inedito dal forte impatto visivo. Leggi tutto

In occasione di Artissima, Pirelli HangarBicocca propone domenica 4 novembre visite speciali con il supporto dei mediatori culturali alla mostra dedicata a Mario Merz e un servizio navetta da Torino dalla Fondazione Merz, con partenza alle ore 10 e rientro previsto alle ore 16. L’ingresso alla mostra e il servizio navetta sono gratuiti.
Nella stessa data sono aperte regolarmente le mostre “Igloos” di Mario Merz e “the last days in Galliate” di Leonor Antunes (dalle 10 alle 22), mentre non sono visibili I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer.
Per consentire lo svolgimento di un evento privato, gli spazi espositivi di Pirelli HangarBicocca sono invece chiusi al pubblico da giovedì 1 a sabato 3 novembre compresi.
INFO BUS: partenza navetta alle ore 10 da via Limone 24, Torino, e rientro previsto per le ore 16. È obbligatoria la prenotazione, inviando una mail entro sabato 3 novembre con oggetto “Merz 4 novembre” a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Le proposte dedicate alla mostra

Domenica 25 novembre 2018, ore 18

Domenica 16 dicembre 2018

Art on Sundays con aperitivo

Una domenica lunghissima

A partire dalla fine degli anni ’60, Mario Merz utilizza luci al neon accostandole a materiali naturali e artificiali: i mediatori culturali ripercorrono l’uso del neon nel panorama artistico contemporaneo, dal minimalismo all’arte concettuale e all’Arte Povera, fino alle ricerche più recenti. A seguire aperitivo presso Iuta Bistrot. Scopri di più

Grazie alla collaborazione con il Dipartimento Educazione della Fondazione Merz, domenica 16 dicembre Pirelli HangarBicocca propone una giornata speciale dedicata alle famiglie, ricca di attività pensate appositamente in relazione alla mostra “Igloos” di Mario Merz.
Prenota ora

Giovedì e venerdì, 9-11 e 11.30-13.30

Da giovedì 25 ottobre 2018

Programma School

Visite guidate

Il programma per le scuole valorizza i linguaggi del contemporaneo coinvolgendo anche materie apparentemente distanti dall’arte. “La casa è sospesa tra spazio e tempo”, verso tratto da una poesia di Merz, è lo spunto per le attività, incentrate sull’igloo come metafora di luogo abitato dall’uomo, in un costante cambiamento. Tutti i percorsi

Un percorso in mostra insieme ai mediatori culturali di Pirelli HangarBicocca, alla scoperta degli igloo, forma che Mario Merz ha indagato per quasi quarant’anni riconfigurandola ogni volta con materiali ed elementi diversi, in una ricerca costante sui processi di trasformazione dell’uomo e della natura. Prenota ora

Via Chiese 2, Milano       hangarbicocca.org

          

 

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DEF LEPPARD e WHITESNAKE: data unica al Mediolanum Forum di Milano!

Vertigo presenta:

DEF LEPPARD e WHITESNAKE: data unica al Mediolanum Forum di Milano!

Dopo tredici anni di assenza dai palchi italiani, DEF LEPPARD tornano per un'unica data nel nostro paese il 19 giugno 2019 al Mediaolanum Forum di Milano. La band che ha fatto la storia dell'hard rock inglese sarà accompagnata da uno special guest di assoluta eccezione: WHITESNAKE di David Coverdale.

Un'accoppiata esclusiva per l'evento hard rock dell'estate!

DEF LEPPARD + WHITESNAKE

  1. 06 ASSAGO (MI), Mediolanum Forum

 

Apertura cancelli ore 18:00
Inizio concerti ore 20.00

Biglietti:
Prezzo del biglietto in prevendita: a partire da €65,00 + d.p.

Biglietti in vendita a partire dalle ore 10.00 di giovedì 25 ottobre su Ticketone

 

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*F.B.A.* (Fucina Bucolica Artistica):

ecco il prossimo spettacolo della *F.B.A.* (Fucina Bucolica Artistica): 

 

VENERDI 26 OTTOBRE 2018 ore 20:30 musiche e canzoni d'epoca 

"Canzoni della Vecchia Osteria di Confine"  

per il Centenario della fine della Grande Guerrra 

Teatro Giglio, via Brambilla 1, Inzago (Mi) 

ingresso con offerta libera a partire da 10€... 

 

Se possibile fatelo girare anche nei Vs. canali di DivinAzione... 

 

Grazie 1000 e a molto presto, Maurix (338 28 74 595). 

 

 

YouTube: FBA FereBandAperta 

 

Website: www.fbamusic.net 

 

FaceBook: FBA FereBandAperta 

 

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ERNESTO MORALES. Studies of Clouds

AREA35 Art Gallery
Milano, via Vigevano 35

ERNESTO MORALES. Studies of Clouds
A cura di Chiara Canali 

23 ottobre – 8 dicembre 2018
 
Inaugurazione martedì 23 ottobre, ore 18.30 – 21.30

A compimento di una lunga serie di studi dedicati ai temi cardine della ricerca artistica Ernesto Morales presenta presso la galleria Area35 art gallery di Milano la mostra Studies of Clouds incentrata su un approfondimento sui temi della trasformazione e della metamorfosi.

Dopo le importanti esposizioni realizzate alla galleria Lena & Roselli Gallery di Budapest, alla galleria O+O di Valencia e nell’ambito di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea a Parma, la personale dell’artista, che si esprime con una pittura di matrice figurativa e carica di simboli, pone l’accento sulla mutevolezza delle nuvole, come simbolo di tutto ciò che è instabile, emblema della metamorfosi e del cambiamento. Per loro stessa natura le nuvole sono ambivalenti, tendono a comprendere i presunti opposti. Esse nascondono e rivelano, sono immateriali, inconsistenti ed evanescenti, possono assumere qualsiasi forma e, contemporaneamente, non incarnarne nessuna, emblema dell’impermanenza delle cose e dell’incessante divenire del tempo.

Alle nuvole si accompagnano alcune opere che rappresentano un altro tema caro a Morales: quello della foresta, spesso identificata con il bosco, luogo simbolico seducente e primigenio, contrapposto alla città edificata e civilizzata. Uno spazio che, come le nuvole, è intriso di contraddizioni: un luogo onirico, casa del pensiero inconscio, precluso alla luce solare, costellato di allegorie e simboli iniziatici, matrice da cui si originano le nuvole con le loro caratteristiche mutevoli e metamorfiche.

Come nel caso degli Studies of Clouds dell’artista inglese John Constable, così Ernesto Morales ha composto dei veri e propri studi sulle nuvole durante i suoi numerosi viaggi in giro per il mondo – a New York, Singapore, Buenos Aires, Bangkok, Roma, Firenze – con l’obiettivo di ricreare una sorta di mappatura cosmica dei cieli. Fonte di ispirazione per questi schizzi, che nascono all’inizio del Duemila e costituiscono un progetto enciclopedico in divenire, è uno sguardo sistematico non solo sulla rappresentazione delle infinite forme e consistenze delle nuvole ma anche sull’ontologia del fare pittura. Un esercizio pittorico che procede attraverso una serie di variazioni tematiche, una sperimentazione le cui ragioni profonde derivano natural­mente dalla pittura stessa.

“La pittura di Morales sceglie come campo di ricerca il colore, il lato più irrazionale, indefinibile e instabile dell’opera d’arte, ma anche il più libero e aperto al cambiamento. Le nuvole esposte in galleria sono accompagnate da due colori altrettanto simbolici che connotano lo spazio dell’orizzonte: l’oro che corrisponde generalmente all’aspetto mistico del sole e dei fenomeni celesti in generale; l’argento che corrisponde a quello della luna e delle superfici planetarie infinite. Sia l’oro che l’argento esprimono due elementi opposti ma complementari che agiscono sulla componente emotiva della nostra visione, affinando la sensibilità e infondendo equilibrio mediante un processo di introspezione” (Chiara Canali).

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Area 35 Art Gallery che presenta tutte le opere e gli studi dedicati al ciclo delle nuvole, con contributi di Chiara Canali, curatrice della mostra.

Cenni Biografici

L’artista argentino Ernesto Morales nasce nel 1974 a Montevideo (Uruguay). Inizia la sua carriera artistica a Buenos Aires, dove ha vissuto fino al 2006 quando si trasferisce in Europa. Dopo un periodo iniziale a Parigi stabilisce il suo studio in Italia, prima a Roma, e dal 2011 a Torino.
Il suo percorso artistico internazionale l’ha portato a realizzare mostre in Musei, Gallerie e Fiere d’arte in Paesi diversi, tra i quali Stati Uniti, Italia, Francia, Germania, Spagna, Ungheria, Cina, Singapore, Malesia, Tailandia, Argentina, Brasile, Messico e Uruguay.
Tra il 2009 e il 2012 rappresenta istituzionalmente i Governi dell’Italia, dell’Argentina e dell’Uruguay con una serie d’importanti esposizioni personali realizzate in diversi Musei italiani e argentini. Dal 2013 realizza periodicamente delle mostre negli Stati Uniti e nel Sudest asiatico. Nel 2014 tiene un ciclo di importanti esposizioni a Singapore, a Bangkok e a Kuala Lumpur, e nel 2015 una grande esposizione personale a New York nelle sale del Consolato Generale della Repubblica Argentina.
Si editano differenti volumi monografici dedicati al suo lavoro tra i quali: “Il Tempo della Distanza” (Genova, 2010), “The invisible bridges” (Singapore, 2014), “Il giorno come la notte” (Torino, 2015), “Distance” (Milano, 2016), “Aurum” (Milano, 2017).
Formazione: Dopo un intenso periodo formativo trascorso a Buenos Aires, nel 1999 ottiene il titolo di Professore di Pittura e nel 2005 il Dottorato in Arti Visive presso l’Universidad de Bellas Artes. Dal 1999 al 2006 insegna Pittura e Storia dell’Arte Latino-Americana presso l’Universidad de Buenos Aires, e svolge l’incarico di Direttore dell’Academia de Bellas Artes de Buenos Aires.
Tra le recenti collaborazioni, va segnalato la rappresentazione del celebre testo “L’Aleph” di Jorge Luis Borges con un ciclo di 33 tavole pittoriche raccolte in un libro che a breve sarà edito per i tipi di Barometz, casa editrice di Napoli.

Area35 Art Gallery

Area35 Art Gallery di Giacomo Marco Valerio apre nel 2009 e si propone come polo culturale dell’arte italiana contemporanea a livello internazionale. La sua attività e la sua missione sono incentrate sulla creazione di ponti e scambi culturali tra artisti italiani e internazionali a livello multidisciplinare.
Dal 2018 la galleria, oltre al grande spazio espositivo, offre la Project Room, una sala dedicata alla promozione di giovani artisti emergenti volta ad un maggiore coinvolgimento del pubblico.
Fra le maggiori esposizioni si ricordano: nel 2010 Andy Warhol, dal 2011 la quinquennale ad Hangzhou in Cina con l’artista e professore emerito Luo Qi; nel 2014 espone Jacques Toussaint in collaborazione con l’Institut Français di Milano. Nel 2017 Area35 sostiene e partecipa al progetto “Inclusioni” con la Diocesi di Massa, il Comune e la Regione Toscana realizzando l’esposizione di Paolo Topy e Federico Garibaldi in varie sedi istituzionali, fra cui il Duomo di Massa.
Area35 ha dedicato numerose mostre personali ad artisti emergenti e consolidati quali Nino Alfieri, Giovanni Cerri, Barbara Colombo, Nicola Evangelisti, Gian Piero Gasparini, Pietro Geranzani, Marco Mendeni, Ernesto Morales.
Cosciente della mutevole e frizzante situazione dell’arte internazionale Area35 realizza e promuove esposizioni in Italia e all’estero attraverso partecipazioni e collaborazioni con alcune gallerie internazionali, musei, ambasciate e consolati di Argentina, Danimarca, Francia, Polonia, Slovacchia, Spagna e Ungheria.

Coordinate mostra 

Titolo Studies of Clouds. Ernesto Morales
A cura di Chiara Canali
Sede Area35 Art Gallery, via Vigevano 35 – Milano
Con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Argentina       
Date 23 ottobre – 8 dicembre 2018
Inaugurazione martedì 23 ottobre, ore 18.30 – 21.30
Orari mart – ven, ore 15.30 – 19.30 | mattina e sabato su appuntamento

Info pubblico Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.area35artgallery.com

 

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GIAPPOMANIA

GIAPPOMANIA

Marco Reggiani

Illustrazioni di Sabrina Ferrero

 

…se non siete già dei giappomaniaci, dopo aver letto questo libro ci sono buone probabilità che lo diventiate. Siete avvertiti!

Il Giappone, terra lontana geograficamente e culturalmente dall’Occidente, ha da sempre affascinato l’immaginario popolare. Oggi i prodotti nipponici sono entrati nella nostra vita quotidiana con il sushi, i fumetti manga, le arti marziali  e i bonsai, facendo nascere una vera e propria “giappomania”. Tuttavia il Giappone  continua a essere visto come un universo enigmatico e impenetrabile.

Giappomania, di Rizzoli illustrati, vuole essere una sorta di “mappa” che con 100 tavole dedicate ad altrettanti temi e curiosità, porta il lettore alla scoperta di questo affascinante Paese. Guide d’eccezione: Marco Reggiani, ricercatore e progettista, che il Giappone lo ha studiato e lo vive quotidianamente, e l’illustratrice Sabrina Ferrero, che ha arricchito il volume di informazioni visive che espandono quanto raccontato con le parole.

Organizzati in sette capitoli, i cento argomenti selezionati nell’opera rappresentano altrettante piccole bussole per orientarsi e tratteggiare il volto di questo Paese attraverso alcuni temi chiave. Iniziando da Tokyo, la capitale, il volume illustra abitudini e comportamenti, alcuni dei luoghi da visitare nel corso di un ideale primo viaggio in Giappone, il cibo, la cultura, prodotti e curiosità “made in Japan”, per finire con la descrizione di alcune delle più importanti ricorrenze osservate durante l’anno dai cittadini del Sol Levante.

Il lettore avrà così modo di scoprire come si saluta in Giappone, come comportarsi in coda, che cosa si mangia, come si viaggia, il fascino del wabi-sabi, gli haiku, i colori dell'hanami e delle foglie rosse d'autunno, le tradizioni e le invenzioni più originali e infine i luoghi più importanti da visitare.

Testi e immagini sono stati ideati per avvicinare in modo accessibile il lettore alle forme, agli usi e ai dettagli curiosi e a volte bizzarri che scandiscono la multiforme quotidianità

del Giappone e dei suoi abitanti. Nel contempo, le pur necessarie generalizzazioni imposte dalla brevità dei testi non compromettono l’accuratezza delle informazioni incluse.

Il volume si rivolge, dunque, sia a coloro che non conoscono questo Paese, sia a coloro che ne sono già affezionati estimatori. Per i primi sarà un’occasione per incontrare una cultura unica e affascinante, per i secondi di ripercorrere attraverso una diversa prospettiva luoghi

ed esperienze già vissuti.

 

Marco Reggiani Marco Reggiani, nato a Modena, si è laureato

in Architettura e Ingegneria Edile all’Università di Bologna. Dopo aver ottenuto una scholarship dal MEXT (Ministero dell’Istruzione, della Scienza, dello Sport e della Cultura giapponese), nel 2014 è partito alla volta del Giappone dove ha conseguito un dottorato in Architettura all’Università di Tokyo (2018). Appassionato di luoghi e identità urbane, la sua attività didattica e di ricerca si concentra sull’analisi dello spazio urbano di Tokyo alla scoperta della mutevole e contraddittoria natura della capitale del Sol Levante.

Sabrina Ferrero, Sabrina Ferrero, nata a Torino nel 1981, da dieci anni vive a Perugia. Lavora come graphic designer e illustratrice ed è autrice del blog Burabacio (in torinese “scarabocchio”). Ha illustrato e impaginato libri per bambini e ragazzi. Per Mondadori Electa ha illustrato La mia Milano,

Conosciamoci meglio, Senza filtri e 100 racconti

per bambini coraggiosi

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SIMONA NORATO: "ORDE DI BRAVE FIGLIE TOUR"

SIMONA NORATO
"ORDE DI BRAVE FIGLIE TOUR"

 

ASCOLTA IL NUOVO DISCO DI SIMONA NORATO

 

Polistrumentista dotata di grande personalità, già finalista nel 2015 al Premio Tenco con l'esordio solista "La fine del mondo". Alle spalle un lungo e brillante curriculum fatto di collaborazioni con Dimartino, Serena Ganci, Cesare Basile e Cristina Donà. Il 21 settembre per Ala Bianca, una delle etichette italiane più attente alla qualità, è uscito il nuovo disco "Orde di Brave Figlie". Presentato a Milano - con la presenza di IOSONOUNCANE e Roberto Dell'Era come ospiti speciali - lo spettacolo proposto in solo vede Simona alternarsi tra piano, chitarra elettrica, loop e timpani. Un live act selvaggio, naturale, adatto ai timbri desertici dell’album. Un album che vi porterà lontano, nel tempo e nella geografia. 
 

ORDE DI BRAVE FIGLIE TOUR

18/10 Milano - Campo Teatrale
16/11 Padova - Circolo Nadir
23/11 Firenze - Arci Progresso
29/11 Torino - Magazzino sul Po
30/11 Volterra - Teatro Persio Flacco
11/12 Roma - Na cosetta
21/12 Catania - Teatro Coppola
22/12 Palermo - Spazio Franco
18/01 Verona - Cohen
19/01 Bologna - Efesto

Calendario in aggiornamento.

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LA FINE DEL NOVECENTO.

LA FINE DEL NOVECENTO.

Tra la fine del mese scorso e l’inizio di questo, siamo stati troppo impegnati a guardare reality show popolari e ci siamo troppo appassionati al dibattito sulla manovra finanziaria dividendoci tra chi sostiene che ci salverà e chi, invece, ha preventivamente profetizzato la fine di ogni cosa.

In realtà, anche il vostro servizievole Visionario si è distratto, rapito come un bambino da quello che ha visto e ascoltato durante Rock Targato Italia. Purtroppo, ora, la ricreazione è finita e siamo obbligati a tornare alla vita quotidiana.

Il primo obbligo che sento è quello di celebrare la parabola di vita e opere di due grandi della musica: Marty Balin e Charles Aznavour. Il primo scomparso il 27 settembre scorso, il secondo il 1 ottobre.

Marty Balin nasce a Cincinnati in Ohio nel 1942 e nel 1965 è fondatore dei  Jefferson Airplane, poi dei Jefferson Starship concludendo, infine, la carriera da solita.

I Jefferson Airplane nasceranno  a San Francisco e saranno un gruppo seminale della scena psichedelica statunitense. Saranno un gruppo di grande successo, probabilmente, quello più importante di quel movimento che culminò nella Summer of Love del ‘67 che nella Baia portò il movimento a partecipate manifestazioni di contro-cultura per via della dissoluzione del sogno americano e della consapevolezza di aver perduta l’innocenza, dopo il Vietnam .  Hippy e bohemian si concentreranno a Haight-Ashbury per ascoltare musica, usare stupefacenti (è il periodo di maggior splendore dell’LSD) e fantasticare di  nuovi ideali di amore e spiritualità.

La musica psichedelica diventa la colonna sonora del movimento hippy. Insieme agli Airplane ci sono altre band di successo e pregio come Grateful Dead e Quicksilver Messenger Service. E’, però, la band di Balin ad avere la maggiore visibilità. Il grande successo porterà i Jefferson Airplane in tour sulla East Coast e in Europa dove ispireranno altri artisti e altre band.

Surrealistic Pillow, il secondo album del gruppo è certamente uno dei  più importanti “documenti” fondanti del movimento psichedelico. La musica di Balin e soci condizionerà gruppi come The Who, Led Zeppelin, etc.

Per Charles Aznavour, il discorso è diverso. Nato nel 1924 da esuli armeni, è per sua stessa ammissione un uomo da palcoscenico. Partecipa a una cinquantina o più di pellicole cinematografiche, canta in sette lingue e ha collaborazioni illustrissime … non si priva nemmeno di una carriera da diplomatico. Grazie alla doppia cittadinanza (francese e armena) sarà insignito sia della Legion d’Onore che del titolo di Eroe del Popolo Armeno.

Aznavour è un istrione (come dal brano omonimo di Giorgio Calabrese di cui lui è co-autore ed interprete) che si concede di lavorare con Edith Piaf che sarà l’artista che lo scoprirà ma, anche, con Liza Minnelli, Compay Segundo, Celine Dion e molti altri. Alcuni suoi brani sono stati reinterpretati da musicisti e compositori del calibro di Elton John, Bob Dylan, Placido Domingo e Sting.

In Italia, per vicinanza geografica e culturale, collaborerà con (praticamente) tutti per oltre quattro decadi da Mia Martini a Laura Pausini, passando attraverso Gino Paoli e Domenico Modugno.

Charles sarà ambasciatore armeno in Svizzera e gli sarà dedicato un personaggio nella saga a cartoni animati: Mobile Suite Gundam. Come attore ha lavorato con registi come  Truffaut, Petri, Lelouch  e Chabrol.

Per quanto lontano dai mondi musicali che frequento, la pienezza della lunga vita di Aznavour mi ha sempre affascinato. Anzi, quella delle “vite” che ha vissuto sempre a calcare il palcoscenico … quello dei teatri, quello del cinema o quello della diplomazia internazionale.

La sua origine, figlio di esuli armeni, figlio di un popolo che è stato così crudelmente colpito e che, tuttora, deve subire l’onta di non vedersi riconosciute le scuse e il ristabilimento della verità storica di un genocidio tanto abominevole quanto negato, mi ha appassionato e ispirato.

E’ il Novecento che comincia: con rivoluzioni, stragi e guerre globali … ma che coltiva il seme di un sogno: quello di un mondo più libero e giusto.

La scomparsa di questi grandi personaggi del secolo scorso che continua (per ragioni anagrafiche, per lo più) ci allontana sempre di più da quel sogno e crea un distacco sempre più grande tra quel mondo e questo. Il Novecento è un secolo che finisce in ritardo tra le nebbie della tecnocrazia e la mancanza di memoria storica. Un secolo longevo che sta finendo vent’anni dopo la sua naturale conclusione, senza averci insegnato niente. Senza lasciare traccia come una piuma su uno specchio.

Oggi potrebbe essere il momento di ricominciare a sognare come e con i ragazzi della Baia, come e con  i popoli colpiti che vogliono solo che venga riconosciuta la verità. Ma, forse, non ne siamo più capaci.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

 

 

 

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LA FINE DEL NOVECENTO. Tra la fine del mese scorso e l’inizio di questo, siamo stati troppo impegnati a guardare reality show popolari e ci siamo troppo appassionati al dibattito sulla manovra finanziaria dividendoci tra chi sostiene che ci salverà e

LA FINE DEL NOVECENTO.

Tra la fine del mese scorso e l’inizio di questo, siamo stati troppo impegnati a guardare reality show popolari e ci siamo troppo appassionati al dibattito sulla manovra finanziaria dividendoci tra chi sostiene che ci salverà e chi, invece, ha preventivamente profetizzato la fine di ogni cosa.

In realtà, anche il vostro servizievole Visionario si è distratto, rapito come un bambino da quello che ha visto e ascoltato durante Rock Targato Italia. Purtroppo, ora, la ricreazione è finita e siamo obbligati a tornare alla vita quotidiana.

Il primo obbligo che sento è quello di celebrare la parabola di vita e opere di due grandi della musica: Marty Balin e Charles Aznavour. Il primo scomparso il 27 settembre scorso, il secondo il 1 ottobre.

Marty Balin nasce a Cincinnati in Ohio nel 1942 e nel 1965 è fondatore dei  Jefferson Airplane, poi dei Jefferson Starship concludendo, infine, la carriera da solita.

I Jefferson Airplane nasceranno  a San Francisco e saranno un gruppo seminale della scena psichedelica statunitense. Saranno un gruppo di grande successo, probabilmente, quello più importante di quel movimento che culminò nella Summer of Love del ‘67 che nella Baia portò il movimento a partecipate manifestazioni di contro-cultura per via della dissoluzione del sogno americano e della consapevolezza di aver perduta l’innocenza, dopo il Vietnam .  Hippy e bohemian si concentreranno a Haight-Ashbury per ascoltare musica, usare stupefacenti (è il periodo di maggior splendore dell’LSD) e fantasticare di  nuovi ideali di amore e spiritualità.

La musica psichedelica diventa la colonna sonora del movimento hippy. Insieme agli Airplane ci sono altre band di successo e pregio come Grateful Dead e Quicksilver Messenger Service. E’, però, la band di Balin ad avere la maggiore visibilità. Il grande successo porterà i Jefferson Airplane in tour sulla East Coast e in Europa dove ispireranno altri artisti e altre band.

Surrealistic Pillow, il secondo album del gruppo è certamente uno dei  più importanti “documenti” fondanti del movimento psichedelico. La musica di Balin e soci condizionerà gruppi come The Who, Led Zeppelin, etc.

Per Charles Aznavour, il discorso è diverso. Nato nel 1924 da esuli armeni, è per sua stessa ammissione un uomo da palcoscenico. Partecipa a una cinquantina o più di pellicole cinematografiche, canta in sette lingue e ha collaborazioni illustrissime … non si priva nemmeno di una carriera da diplomatico. Grazie alla doppia cittadinanza (francese e armena) sarà insignito sia della Legion d’Onore che del titolo di Eroe del Popolo Armeno.

Aznavour è un istrione (come dal brano omonimo di Giorgio Calabrese di cui lui è co-autore ed interprete) che si concede di lavorare con Edith Piaf che sarà l’artista che lo scoprirà ma, anche, con Liza Minnelli, Compay Segundo, Celine Dion e molti altri. Alcuni suoi brani sono stati reinterpretati da musicisti e compositori del calibro di Elton John, Bob Dylan, Placido Domingo e Sting.

In Italia, per vicinanza geografica e culturale, collaborerà con (praticamente) tutti per oltre quattro decadi da Mia Martini a Laura Pausini, passando attraverso Gino Paoli e Domenico Modugno.

Charles sarà ambasciatore armeno in Svizzera e gli sarà dedicato un personaggio nella saga a cartoni animati: Mobile Suite Gundam. Come attore ha lavorato con registi come  Truffaut, Petri, Lelouch  e Chabrol.

Per quanto lontano dai mondi musicali che frequento, la pienezza della lunga vita di Aznavour mi ha sempre affascinato. Anzi, quella delle “vite” che ha vissuto sempre a calcare il palcoscenico … quello dei teatri, quello del cinema o quello della diplomazia internazionale.

La sua origine, figlio di esuli armeni, figlio di un popolo che è stato così crudelmente colpito e che, tuttora, deve subire l’onta di non vedersi riconosciute le scuse e il ristabilimento della verità storica di un genocidio tanto abominevole quanto negato, mi ha appassionato e ispirato.

E’ il Novecento che comincia: con rivoluzioni, stragi e guerre globali … ma che coltiva il seme di un sogno: quello di un mondo più libero e giusto.

La scomparsa di questi grandi personaggi del secolo scorso che continua (per ragioni anagrafiche, per lo più) ci allontana sempre di più da quel sogno e crea un distacco sempre più grande tra quel mondo e questo. Il Novecento è un secolo che finisce in ritardo tra le nebbie della tecnocrazia e la mancanza di memoria storica. Un secolo longevo che sta finendo vent’anni dopo la sua naturale conclusione, senza averci insegnato niente. Senza lasciare traccia come una piuma su uno specchio.

Oggi potrebbe essere il momento di ricominciare a sognare come e con i ragazzi della Baia, come e con  i popoli colpiti che vogliono solo che venga riconosciuta la verità. Ma, forse, non ne siamo più capaci.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

 

 

 

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ANTONELLA BORALEVI "PRIMA CHE IL VENTO"

ANTONELLA BORALEVI

"PRIMA CHE IL VENTO"

(PAG. 416  – EURO 19)


DOPO IL SUCCESSO DE LA BAMBINA NEL BUIO (5 EDIZIONI, 6 SETTIMANE IN CLASSIFICA, 15.000 COPIE VENDUTE) BALDINI+CASTOLDI RIPORTA IN LIBRERIA IL PRIMO ROMANZO DI ANTONELLA BORALEVI.

UNA STORIA CHE PARLA DRITTO AL CUORE DELLE DONNE, AMBIENTATA IN ATMOSFERE DA SOGNO E RICCHISSIMA DI COLPI DI SCENA: ANTONELLA BORALEVI SI CONFERMA LA SCRITTRICE ITALIANA CHE MEGLIO SA RACCONTARE L’AMORE E LE SUE CONTRADDIZIONI.


«Boralevi è molto brava ad addentrarsi in un tessuto sociale cupissimo nella sua allegria mondana.»
Corriere della Sera

«Un omaggio alle donne che non hanno paura delle passioni.»
Donna Moderna


Estate del 1959. L’incanto di avere vent’anni, nell’Italia del boom. L’età in cui tutto sembra possibile e la felicità è a portata di mano.

Sulla spiaggia esclusiva di Forte dei Marmi dove i ragazzi di buona famiglia passano le vacanze, la timida e goffa Andreana, figlia di un nuovo ricco, si ritrova a guardare, con lo stupore negli occhi, un mondo scintillante. Una gioventù dorata, che trascorre il suo tempo in feste sontuose, notti brave alla Capannina, corse in Maserati e in motoscafo. Lei non appartiene a quel mondo, a quelle vite irraggiungibili. Ma l’incontro con Giovannella le apre le porte di quel paradiso fatto di seta e oro. Inaspettatamente, viene accettata. E accade l’imprevedibile. Ingenua, diversa, Andreana rompe gli equilibri di un universo solo all’apparenza perfetto. Ed è così che Alberico, il più bello, il più desiderato, la prende per mano e le brucia l’anima. È un amore scandaloso, violento e tenero, che infrange tutte le regole. Che svela ferite e segreti. Fino a che, nella notte del Ballo al Castello, accade una tragedia che travolge ogni cosa. E cambia i destini di tutti. 

Oggi. Quarantacinque anni dopo. Una villa antica, a Lucca.  Ostaggio di una malattia che da anni la paralizza, Andreana non può più resistere all’assalto dei ricordi. È di nuovo l’estate del 1959, è di nuovo quella fatidica notte. Ma ora non c’è più spazio per le menzogne. Solo per i rimorsi. E per la verità.

In un susseguirsi incalzante di colpi di scena, Antonella Boralevi ci regala il palpito vivo di un tempo favoloso. E ci accompagna in un viaggio irresistibile dentro il buio del cuore. Dove una colpa terribile aspetta di essere perdonata.

Una storia potente, che ci racconta il coraggio spropositato delle donne e la vigliaccheria degli uomini.

BIOGRAFIA: Antonella Boralevi è reduce dallo strepitoso successo de La bambina nel buio. Autrice di romanzi, racconti, sceneggiature, saggi, ha portato in televisione il talk show di approfondimento emotivo.

Tiene rubriche di opinione su quotidiani e settimanali. Il suo «Lato Boralevi» esce ogni giorno sul sito de «La Stampa». Ha pubblicato i bestseller Il lato luminoso (2007), I baci di una notte (2013), Storia del cane che mi ha insegnato la serenità (2015). È tradotta in Germania, Francia, Giappone, Russia. Per ora.

Il suo sito è www.antonellaboralevi.it

La sua pagina Facebook è Antonella Boralevi Official

Su Instagram è antoboralevi

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Baldini 

 

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