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Domenica 18 giugno, alle 15:30, al Teatro Argómm di Milano

Comunicato Stampa

 

I DUPERDU in scena

 

Domenica 18 giugno

Teatro Argómm

in “Attenzione! Epopea dell’irrealtà di Niguarda”

 

Giovedì 22 giugno

Spirit de Milan

in “Duperdu Randevu

 

 

 

I DUPERDU vi aspettano con due nuovi appuntamenti:

 

Domenica 18 giugno, alle 15:30, al Teatro Argómm (Via Graziano Imperatore 40, quartiere Niguarda – Milano) il duo milanese sarà in scena come supporto per i cittadini attori del laboratorio nello spettacolo teatral-musicale di quartiere “ATTENZIONE! Epopea dell’irrealtà di Niguarda”.

 

Esito del laboratorio di Teatro Sociale e di Comunità Ascolto il tuo cuore, città 2017, lo spettacolo si basa sulla lettura dell'opera multiforme del genio cileno Alejandro Jodorowsky. Ispirandosi al mondo provocatorio e magico che Jodorowsky usa per sconquassare l'immobilità di cui siamo prigionieri, la performance intende invertire la rotta delle nostre paure e districare i nodi delle frustrazioni. Come? Attraverso la ricerca della libertà, della gioia e del gioco, tipici dell’azione teatrale.

Progetto e regia di Marta Maria Marangoni con musiche originali di Fabio Wolf.

 

Giovedì 22 giugno dalle ore 22:00, i DUPERDU tornano con un classico del loro repertorio: “DUPERDU RANDEVU”. Una serata in quartetto allo Spirit de Milan con brani della tradizione milanese e pezzi originali del duo. “DUPERDU RANDEVU” è una miscellanea di influenze: dalla letteratura al bancone del bar, dalla canzone popolare alla citazione dotta. Genere che pesca a piene mani dall’intero panorama musicale, rivisitandolo con una cifra inconfondibile: Progressive? No, Regressive. 

 

A completare la formazione due personalità della nuova Duperdu band (Metello Bonanno batteria e Jos Ruotolo sax) come ospiti speciali!

 

Nel web: http://www.duperdu.org/

 

 

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Festival Fuori Programma - Teatro Vascello

Il teatro Vascello continua la sua ricca e variegata stagione: dal 9 al 26 Luglio 2017 sempre alle h 21 sul palcoscenico del Teatro Vascello di Roma si alterneranno cinque compagnie di spicco del panorama internazionale di danza Contemporanea dentro il Festival Fuori Programma In collaborazione con European Dance Alliance - Valentina Marini Management.

La Veronal dalla Spagna aprirà le danze e la compagnia Chameleon dall’Inghilterra concluderà questo festival di prestigio, quindi vi faccio gentile richiesta di pubblicazione e diffusione tramite i vostri importanti mezzi d’informazione e comunicazione. Vi ricordo, inoltre che tutti gli spettacoli sono debutti nazionali e/o regionali, quindi per la Prima volta a Roma :9 luglio - domenica h 21 PRIMA NAZIONALE

LA VERONAL (Spagna)

KOVA ¬ GEOGRAPHIC TOOLS

 

11 luglio - martedì h 21 PRIMA REGIONALE

Gruppo Nanou (Italia – Ravenna)

Xebeche [csèbece]

 

14 luglio - venerdì h 21 PRIMA REGIONALE

Zerogrammi (Italia – Torino)

Jentu

 

18 luglio - martedì h 21 PRIMA REGIONALE

Compagnia Zappalà Danza (Italia – Catania)

Romeo e Giulietta 1.1

la sfocatura dei corpi

 

26 luglio - mercoledì h 21 PRIMA NAZIONALE

Company Chameleon (Inghilterra)

OF MAN AND BEAST

Spellbound contemporary ballet (Roma Italia)

The hesitation day - The divided self

Coreografia   Mauro Astolfi

STRUTTURA DOTATA DI ARIA CONDIZIONATA

La direttrice artistica Manuela Kustermann si rende disponibile per una intervista. Inoltre colgo occasione per invitarvi, potete scrivermi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

In allegato comunicato e foto

A questo link potete scaricarvi il materiale, disponibile a questo link fino al 12 giugno

https://wetransfer.com/downloads/3d7ccbc5029b8b4bcf8bd4f290952ff520170605121257/ec2db387d91f8a672df7cbe6e37f16cd20170605121257/c2c7ba

Catro Vascello

Cristina D’Aquanno cell 340 5319449

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

065881021 – 065898031

Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78

Cap 00152 Monteverde Roma

  1. teatrovascello.it
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Un salto in cielo BRECHTSUITE, al Teatro Menotti - Milano

 

Un salto in cielo
BRECHTSUITE

 

 

 

con (in ordine di apparizione)
Paolo Bessegato –  professore
Marco Balbi – operaio
Andrea Mirò – Jenny
Francesca Gemma – Yvette

Lucia Vasini – Giovanna
Romina Mondello – Judith
e i musicisti di Artchipel Orchestra

drammaturgia e regia Emilio Russo

 

 

 

Si prega di dare gentile conferma a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 0236592538
Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano

 

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I PROMESSI SPOSI al TEATRO SALA FONTANA - Milano

6 – 25 GIUGNO 2017

 

I PROMESSI SPOSI

 

di Alessandro Manzoni

adattamento e regia Michele Sinisi

collaborazione alla scrittura scenica

Francesco M. Asselta

con Diletta Acquaviva, Stefano Braschi,

Gianni D'addario, Gianluca delle Fontane,

Giulia Eugeni, Francesca Gabucci, Ciro Masella, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Donato Paternoster, Michele Sinisi

Scene Federico Biancalani

Costumi GdF Studio

Aiuto regia Roberta Rosignoli, Nicolo’ Valandro

Aiuto costumista Elisa Zammarchi

Direzione Tecnica Rossano Siragusano

Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale

 

“Visto in prova, di questo lavoro colpisce l’affiatamento degli interpreti, il piacere e il desiderio di essere quelle parole e quei gesti. Ed esserlo nel presente. Adesso. Con te. E viene voglia di stare in mezzo a loro”. (G. Favetto, Il Venerdì, 26 maggio 2017)

Per il secondo anno consecutivo Elsinor Centro di Produzione Teatrale affida una nuova produzione a Michele Sinisi, regista e attore pugliese attivo da diversi anni sulla scena teatrale italiana.

Quello compiuto da Sinisi non è semplicemente un lavoro sui classici ma anche e, soprattutto, uno studio sul mito, sull’archetipo, su ciò che ormai è diventato patrimonio dell’immaginario comune. Dopo Miseria&Nobiltà, infatti, Sinisi affronta quest’anno un altro grande testo: I promessi sposi. Mettere in scena uno dei pilastri della nostra cultura, significa assumersi la responsabilità di lavorare su materiale conosciutissimo, di fare i conti con i grandi maestri del passato, ma anche, e soprattutto, di condividere con il pubblico un immaginario comune, ricreando quasi un rito collettivo dove torna la memoria degli anni di scuola, in cui il suono della campanella scandiva il tempo delle lezioni.

Diventato ormai un’icona, questo testo rivela ancora la sua straordinaria eccentricità, svelando un contenuto vivo, coinvolgente, ironico, a volte spietato. Conosciuto a scuola e assimilato in una dinamica pedagogica di scambio con l’insegnante, I promessi sposi oggi è oggetto di studio, di analisi e in rete è ormai possibile trovare qualsiasi scheda riassuntiva, pensiero e opinione su ogni singolo passaggio del testo.

La possibilità offerta dal teatro di dare forma corporea ad un contenuto può riconnetterci con l’indagine manzoniana sulle costanti umane, sul senso della Storia e sul rapporto del singolo con gli eventi che lo travalicano, consentendoci di riappropriarci della sua forza narrativa complessa e moderna, capace di rispecchiare un’umanità talmente pregnante di vita da generare estreme semplificazioni o stereotipi (Don Abbondio, Perpetua, Azzeccagarbugli sono entrati nel linguaggio comune), grazie anche ad una indagine psicologica così accurata da bypassare la nozione di personaggio positivo e negativo.

Per Michele Sinisi l’opera manzoniana è occasione per rintracciare le costanti di una Storia che è relazione tra umani, aggiungendo alla visione che Manzoni aveva del proprio tempo la consapevolezza di noi contemporanei, raggiunta attraverso il tempo. Sarà un affresco realizzato con una nuova prospettiva, a dimostrazione che è classico ciò che è inesauribile, non cristallizzabile, mai completamente rischiarabile.

 

 

NOTE DI REGIA

I Promessi Sposi va ben oltre i limiti del genere letterario, non è solo un romanzo storico: attraverso la ricostruzione dell'Italia del Seicento Manzoni prefigurava parallelismi con i processi storici di cui era testimone nella sua epoca, cioè l’Ottocento. Lo scrittore non si limitava ad indagare il passato, bensì rifletteva su costanti umane - culturali, psicologiche, spirituali, sociali, politiche - tracciando anche un'idea ben precisa del senso della Storia, e del rapporto che il singolo aveva con gli eventi storici che lo coinvolgevano. E con questo sguardo Manzoni comprendeva meglio il suo presente, inteso come probabilità e non come segreto nozionistico, somma algebrica. Che le cose accadano, che gli altri condividano le nostre azioni e i nostri pensieri non può essere definito a priori, ma lo si può scoprire solo attraverso quella relazione, cominciando con lo sguardo a quel passato.  Quello che ne deriva è che nel corso della Storia, sotto forme diverse, molto probabilmente noi raccontiamo la stessa storia: di esseri umani che provano a convivere con le loro inquietudini e le loro aspirazioni, ciascuno in relazione anche alla propria spiritualità.

In quest’opera i personaggi rompono la semplicistica suddivisione in buoni e cattivi diventando più umani, al punto da generare una forza narrativa più complessa, moderna. Essi sono scolpiti a tutto tondo, rispecchiano un’umanità talmente pregnante di vita da generare degli stereotipi, ancora usati oggi nel linguaggio comune (si pensi ad esempio a un don Abbondio o alla figura di un Azzeccagarbugli o di una Perpetua). Una rappresentazione psicologica così accurata fa sì che, salvo poche eccezioni, quasi nessuno di essi sia completamente "positivo" o "negativo". Il malvagio trova un'occasione di umanità e redenzione, il personaggio positivo (ad esempio Renzo) non è immune da difetti, azioni violente e riprovevoli ed errori anche gravi. La stessa Lucia viene tacciata spesso come egoista, e non sempre a torto: il discorso che padre Cristoforo fa alla giovane al Lazzaretto, benché paterno e benevolo, è durissimo.

Bene, credo che quest’opera alla sua identità letteraria abbia aggiunto la consapevolezza di noi contemporanei, cioè quello che la Storia nel frattempo dovrebbe averci insegnato: gli esseri umani devono ricordarsi continuamente di quanto la convivenza non sia un risultato ma un’esperienza da vivere solo ed esclusivamente nell’occasione da cogliere, nel vivere la probabilità delle nostre relazioni. La Provvidenza, la fede, altro protagonista di questo capolavoro, oggi rivela una nuova religione, generata da una antica necessità, ch’è vivere assieme ciascuno nella propria diversità, così ci emanciperemo dalle nostre paure.

 

 

 

 

 

 

 

 

TEATRO SALA FONTANA - COME RAGGIUNGERCI

Via Boltraffio 21 - Milano


  1. 0269015733 E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

M3 e M5 (ZARA) – TRAM ( 4 - 7 - 11 ) -
BUS (82 - 90 - 91 - 92)


Parcheggio convenzionato - via Ugo Bassi 2


Accesso disabili - con accompagnamento

PREZZI

Intero - € 19,00


Ridotto - € 14,00 (Studenti universitari / convenzionati)


Ridotto - € 9,50 (Under 14 / over 65 ) Gruppi scuola - € 9,00

Prevendita € 1

PREVENDITE

  1. teatrosalafontana.it - www.vivaticket.it

ORARI SPETTACOLI

martedì - sabato ore 20.30 domenica ore 16.00

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

prenotazioni telefoniche al numero 02 69015733 da lunedì a venerdì dalle ore 9.30 alle ore 18.00 via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

RITIRO BIGLIETTI

da lunedì a venerdì dalle 15:00 alle 18:00
la biglietteria apre due ore prima dell’inizio dello spettacolo Ritiro entro 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

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